Ariccia non tace!!!

IL DIALOGO E L’ACQUA SANTA

Trasferimento di don Pietro

Posted by ariccianontace su 14 agosto 2008

L’ INTENTO DI QUESTO BLOG APPARE ABBASTANZA CHIARO DA SUBITO:

ARICCIA NON VUOLE TACERE

… molti si chiederanno il perché non vogliamo tacere e soprattutto su cosa non vogliamo tacere …


La risposta è la seguente: non vogliamo tacere sul TRASFERIMENTO di DON PIETRO MASSARI parroco di Ariccia dal 1986, e vogliamo spiegare a tutti le motivazioni per le quali riteniamo necessaria una sua permanenza nella nostra città.

Ovviamente tra le motivazioni escludiamo a priori l’affetto, la stima o gli interessi personali…E sottolineamo invece le ESIGENZE ED URGENZE PASTORALI E CITTADINE CHE PURTOPPO SONO STATE ESTREMAMENTE SOTTOVALUTATE O ADDIRITTURA NON CONSIDERATE DA PARTE DEL VESCOVO MARCELLO SEMERARO HA PRESO LA DECISIONE DEL TRASFERIMENTO.

Questa finestra aperta sul mondo di internet è  nata dal BISOGNO DI FAR SENTIRE A TUTTI LA VOCE DI ARICCIA, UNA VOCE CHE IL VESCOVO MARCELLO SEMERARO HA RIFIUTATO DI ASCOLTARE PER BEN 4 VOLTE in seguito ad assemblee cittadine, lettere del consiglio pastorale, richieste di appuntamento da parte di diversi gruppi della città e non ultima la richiesta di ascolto da parte di genitori di un bambino affetto da malformazioni gravi, sostenuto proprio da Don Pietro.

PER QUESTO MOTIVO SENTIAMO IL DOVERE MORALE DI DIRE LA NOSTRA e vogliamo dare ad ognuno di voi utenti che state leggendo la possibilità di commentare gli interventi (anche in modo anonimo per evitare eventuali ritorsioni personali scivendo un nome qualunque e la mail sbagliata esempio: ariccia@nontace.it , vogliamo@parlare.com, …) che saranno di seguito inseriti con la riserva, da parte nostra, di non pubblicare gli attacchi diretti verso terzi che potrebbero risultare offensivi.

Fatta questa premessa, iniziamo con lo scrivere le domande che avremmo voluto rivolgere a Mons. Marcello Semeraro:

  1. Perché?
  2. Perché spostare un parroco dopo 22 anni di pastorale ben fatta?
  3. Perché sottoporre a un simile stress un uomo malato a cui tutti i medici hanno assolutamente vietato simili sforzi psico-fisici?
  4. Perché fare un semplice scambio di parroci, quando entrambi potrebbero continuare a consolidare le rispettive realtà?
  5. E perché permettere che si perdano due anni nei quali i due dovrebbero inserirsi nelle nuove realtà per conoscerle, capirne le esigenze e soprattutto re-individuare gli operatori pastorali più adeguati, rallentando così di gran lunga i progetti già avviati?
  6. Perché non ascoltare, prima di una decisione simile, gli operatori pastorali vicini ai due parroci per informarsi sulle difficoltà ( non personali, ma pastorali) che potrebbero esserci?
  7. Perché non informarsi, sempre prima di prendere tale decisione, sulle reali situazioni presenti nelle due parrocchie convocando organi ufficiali quali i consigli pastorali, ri-voluti proprio da Mons. Marcello Semeraro?
  8. Perché non dare più tempo alle parrocchie per prepararsi al cambiamento invece di soli 3 mesi (che sono pure quelli estivi!!!) ?
  9. Perché rifiutare, in qualità di VESCOVO, di ascoltare dei laici che chiedono solo un dialogo umano, tra pecore e pastore?
  10. Perché i LAICI, cosi valorizzati dal concilio Vaticano II, dovrebbero tacere senza poter esprimere ed eventualmente consigliare (per conoscenza profonda della realtà parrocchiale e cittadina) il PROPRIO Vescovo o li consideriamo solo pura manovalanza senza diritto di parola?

Al momento i quesiti a cui rispondere ci sembrano tanti… DITE TUTTI CIO’ CHE VORRESTE DIRE AL NOSTRO VESCOVO MARCELLO SEMERARO, col massimo rispetto dovuto, sia che siate operatori pastorali, sia che siate parrocchiani, sia che siate semplici cittadini che credono nei valori cristiani, educativi e sociali divulgati dall’azione instancabile di don Pietro Massari. Dato che nessuno conosce tutte le realtà di Ariccia chiediamo a tutti di scrivere e dire la propria idea senza timore! E a lei Eccellenza, nella speranza che legga questi interventi, chiediamo di uscire a visitare più spesso il suo popolo e PORGERE SERIAMENTE L’ORECCHIO AD UNA CITTA’ PREOCCUPATA PER IL FUTUTO INCERTO DEI PROPRI FIGLI. Ringraziamo infine, tutti i giornali e  i media che divulgheranno QUESTO STRUMENTO NON DI OFFESA BENSI’ DI DEMOCRAZIA. Saranno pubblicate tutte le testate di giornale a questa realtà dedicate!

N.B.:  Per aggiungere commenti cliccare su Commenti scrivere, nel caso vogliate restare anonimi, un nome qualunque e una mail qualunque esempio vogliamo@almenoparlare.it , aaaa@bbbb.com, …

SPARGETE  LA  VOCE  VIA  MAIL  !!!!!!!

Grazie dal team di “ARICCIA NON TACE” !!!

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558 Risposte to “Trasferimento di don Pietro”

  1. uomo 45 anni said

    sono proprio felice che si sia aperto almeno questo spazio!! spero arrivi a tutti il link…
    NOI LAICI ABBIAMO IL DOVERE DI FARCI SENTIRE!!! NON SIAMO GIOCATTOLI CHE POSSONO PASSARE IN MANO IN MANO..COSI SENZA UNA SERIA MOTIVAZIONE…E SENZA ESSERE ASCOLTATI!!!!

    data: 18/07/2008

  2. insonne said

    La preoccupazione per i giovani, per l’impatto sul loro cammino di fede; la preoccupazione per la città e i progetti di santità, che Don pietro aveva su di lei, non mi fa dormire. Come può il Vescovo dormire serenamente…. probabilmente perché ignaro di tutto quello che gira intorno alla parrocchia di Ariccia… per questo vogliamo essere ascoltatI … perché anche Lui, persistendo in questa decisione passi delle notti INSONNI!

    grazie di questo spazio!

    data: 18/07/2008

  3. ragazzo said

    Credo che sia davvero brutto perdere un padre come lui… e i campi scuola non li facciamo più? e Cogne?

    data: 18/07/2008

  4. C.C. said

    Il trasferimento di don Pietro da Ariccia è davvero una cosa difficile da accettare… ma soprattutto perché? Sono degni i suoi figli nella fede ( perché è stato lui personalmente a generare nella fede sia me che molti altri come me… ) di sapere il motivo di un allonatanamento così… NON PREPARATO… NON ASPETTATO? Spero non siamo davvero solo dei numeri…

    data: 18/07/2008

  5. mat said

    spero che don pietro rimanga..ci sono affezionato

    data: 18/07/2008

  6. Ex cattolico said


    NON FREQUENTO LA CHIESA MA CONOSCO DON PIETRO DEL QUALE HO GRANDE STIMA SOPRATTUTTO PERCHÉ ESEMPIO DI UNO CHE “CI CREDE VERAMENTE” E SO DI CONDIVIDERE CON LUI IL TOTALE RISPETTO PER L’ALTRUI PENSIERO

    data: 18/07/2008

  7. Debora said

    HO AVUTO MODO DI CONOSCERE DON PIETRO, IN UN MOMENTO PARTICOLARE DELLA MIA VITA,E’ UNA PERSONA SPECIALE RICCA DI VALORI, BUONA ALTRUISTA,LO SO CHE TUTTI I SACERDOTI SONO COSI’, MA LUI NO, E’ QUALCOSA DI PIU’ E’ UNA BELLA PERSONA, NONOSTANTE IL RUOLO CHE HA.
    HA COSTRUITO E CONTINUA A COSTRUIRE,SA FARSI ASCOLTARE DA CHI NON VUOL SENTIRE E FA PARLARE CHI NON SA PARLARE, SA PALPARE L’ANIMA DELLE PERSONE E NON E’ DA POCO.
    NON SO DA DOVE NASCE QUESTA DECISIONE, PURTROPPO IL MIO LAVORO A ROMA,MI TIENE LONTANO DALLA “POLITICA” DI ARICCIA, PERCIO’ QUANDO QUESTA MATTINA HO TROVATO QUEL BIGLIETTINO SULLA MIA MACCHINA,HO RABBRIVIDITO, NON CI VOLEVO CREDERE,NON E’ POSSIBILE, COME SI PUO’. PERCIO’ VI SCRIVO, NON SO SE PUO’ FARE QUALCOSA, SPERO SOLO CHE IL VESCOVO CI PENSI ANCORA UN PO SU’, ANCHE PERCHE’ CREDO CHE STIA FACENDO UNO SBAGLIO, CON TUTTO IL DOVUTO RISPETTO.
    NON VOGLIO CREDERE CHE,IN QUESTO MONDO, TUTTI SONO UTILI E NESSUNO E’ INDISPENSABILE, NON E’ COSI’, ALMENO PER ME.

    data: 18/07/2008

  8. XXX said

    Innanzitutto grazie per darci voce! Essendo molto addentrata nella parrocchia e nell’oratorio, credo che non sia proprio questo il momento adatto per allontare don Pietro da Ariccia… La situazione è quella di una comunità giovani scossa da un terremoto lungo un anno dal quale si inizia ora reinstaurare una situazione di convivenza fraterna fruttuosa sotto il profilo dell’annuncio! Tutto questo è stato ed è possibile anche perché eravamo e siamo sotto la comune guida di un VERO PASTORE DI DIO riconosciuto da tutta la città e da tutti noi che ha saputo farci fare scelte verso Cristo! L’allontanamento in un momento di tale instabilità potrebbe (molto verosimilmente) creare ulteriori attriti oggi mediati dalla sua figura facendo crollare il costruito… Allora perché non attendere un consolidamento della realtà almeno la stabilizzazione di un gruppo Educatori e Animatori tale da assicurare vita alle attività dell’oratorio? Inoltre la realtà oratoriana non si chiude qui perché altro punto fondamentale è il gruppo famiglie che proprio da questo Aprile ha iniziato (e continua) a camminare seriamente insieme per un servizio ai più piccoli e a tutta la città (Europei, Film estivi, …). La figura di don Pietro risulta fondamentale (in quanto riconosciuta da tutti come autorevole!!!) per fa mettere solide radici… e non fare in modo che i primi attriti siano poi come il sole alto che secca tutto! Eminenza con tutto il rispetto dovuto le chiedo ascoltarci!

    data: 18/07/2008

  9. un'animatrice said

    io credo che DON PIETRO dovrebbe restare perchè grazie a lui molti giovani come me hanno capito il vero significato di essere cristiani e hanno riscoperto la fede in DIO…forse il Vescovo non sa i molti problemi che ci sono nella nostra parrocchia io essendo animatrice li conosco molto bene,molti di questi sono stati risolti grazie all’aiuto di DON PIETRO ma ci sono molte altre persone che hanno bisogno che lui resti quì nella sua parrocchia per aiutarli e per far riconquistare la fede in DIO a coloro che l’hanno persa…spero che il Vescovo legga questi commenti e possa capire che è molto importante che lui rimanga quì…spero che DON PIETRO rimanga

    data: 18/07/2008

  10. Cristiano said

    In una tale situazione di totale mancanza di democraticità da parte del vescovo, e del suo rifiuto al dialogo con chi impegna la propria vita al servizio della (anche sua, del vescovo) Chiesa, proponete al Pastore la vostra seguente decisione (non sottoponibile a dialogo, nemmeno questa): la vostra rinuncia massiva e totale ad ogni operatività pastorale sulla parrocchia di Ariccia.
    Vedete che succede.

    data: 18/07/2008

  11. F.F. Parrocchiano said

    Credo che questa non possa essere presa in considerazione come opzione poiché faremmo del male alla città… anche se non ti nego la tentazione egoistica! Però non è bene rispondere al male col male mai!

    data: 18/07/2008

  12. 46 di felicità con i miei due parroci said

    Sono una parrocchiana nata ad Ariccia, ho 46 anni e ho potuto conoscere da vicino e frequentare la parrocchia di Ariccia fin da quando il nostro parroco Don Felicetto era ad Ariccia. Arrivata a 23 anni ho avuto una grande delusione il mio parroco doveva essere trasferito con amarezza e lacrime agli occhi ho dovuto accettare il trasferimento ma avevo una consolazione: gli avevano assegnato un compito più grande e così capii che la vita andava avanti. Ma oggi che ho il compito di essere madre, e il 21 giugno quando mie figlie facevano il campo a Sant’Agata come animatrici mi arrivò una telefonata dove il pianto di due adolescenti mi comunicava che mie figlie stavano soffrendo scaricando domande riuscii a capire che Don Pietro doveva essere trasferito e lui doveva tornare ad Ariccia per poter comunicare a tutta la comunità di questo trasferimento, il mio cuore si strinse le mie figlie di solo 15 anni erano agitaissime non pensai solo a loro ma anche ad altri bambini che avevavno 7 e 8 anni e come poteva Don Pietro lasciare questi bambini in pianto? Io altraverso un filo di telefono cercavo di calmarle poi riagganciai con occhi lacrimanti, poco dopo mi arrivò la notizia da mie figlie più serene che Don Pietro aveva delegato per comunicare questa brutta notizia. Dopo questo racconto vorrei chiedere a lei sua Eccellenza quale motivazione dare a due figlie cresimate da lei il 9 febbraio 2008 che hanno iniziato un cammino di fede con Don Pietro?.Quando ogni giorno cadono domande e perchè e non saper rispondere?
    Sua Eccellenza sarebbe bello che lei guardasse negli occhi di questi ragazzi per poter capire la sofferenza di un padre che si deve allontanare da loro, sarebbe come due genitori divorziati che il sabato e la domenica lo trascorrono col proprio padre, perché sappiano che ci divideranno solo pochi chilometri. Io le chiedo sua Eccellenza di pensare a questi nostri adolescienti di Ariccia di non togliere a loro la felicità e la fede che hanno incontrato tramite il nostro parroco Don Pietro.

    una mamma che pensa:
    “continueranno mie figlie a fare questo cammino?”

    grazie se Don Pietro rimarrà ad Ariccia…

    data: 18/07/2008

  13. neo animarice said

    sono stata cresimata il 9 febbraio e da li è iniziato il mio cammino spirituale con Don Pietro…come posso propio all’inizio di un cammino così importante cambiare la “guida”?
    Non ci saranno più nuovi animatori, niete più campi!
    Nei miei 16 anni vissuti ad Ariccia ho imparato molto da Don Pietro…spero che rimanga con noi per continuare ciò che ha iniziato!

    data: 18/07/2008

  14. Ignazio Vitelli said

    E’ importante che la comunità dei cittadini di Ariccia si interroghi sul trasferimento ad altra sede, peralto, da quel che so, importante e prestigiosa come quella di S. Barnaba a Marino. Nel contempo però vorrei ricordarmi e ricordare che il Signore della Chiesa è lo Spirito Santo che si serve anche delle cause seconde per la costruzione del Regno di Dio, con Chi, come, quando e dove vuole. Noi siamo chiamati a soffrire il distacco da don Pietro e ad offrirlo a Gesù con l’augurio che egli possa serenamente riproporre la propria partenità sacerdotale nella parrocchia di arrivo.

    data: 18/07/2008

  15. Gridiamo Gesù said

    Gli occhi mi si riempiono di lacrime al solo pensiero che questo trasferimento possa diventare realta!!!….
    Stamane una telefonata mi ha informato di questo blog e immediatamente ho voluto verificare chissà quali offese erano state fatte al VESCOVO…
    Ma ora leggendo queste pagine…mi convinco sempre più che la CHIESA E’ VIVA!! anche in questa situazione…nn c’è stata offesa alcuna..ma solo il GRIDO DISPERATO DEI FIGLI CHE VORREBBERO PARLARE CON IL PROPRIO PADRE… figli che non hanno età…che non hanno destinazione politica…solo dei figli…che VOGLIONO CREDERE CHE LA CHIESA sia ancora loro madre…e che il Vescovo sia loro PADRE… non credo che il Vescovo chiuderà le orecchie a questo grido…ANCHE PERCHE’ STA DIVENTANDO SEMPRE PIU FORTE!!
    CHIEDO AL NOSTRO PASTORE MONS. MARCELLO SEMERARO UNA SOLA COSA:

    NON FACCIA IN MODO CHE QUESTI SUOI FIGLI VADANO SMARRITI!! NON PERMETTA CHE LA FIDUCIA NELLA CHIESA CHE TANTO AMIAMO SI TRASFORMI IN DELUSIONE….
    CERCHI DI CAPIRE CHE QUESTO NON E’ UN CAPRICCIO DI UNA COMUNITA O CITTA’…
    PRENDA SUL SERIO QUESTE PAROLE…E DIA UNA RISPOSTA FORTE…ANCHE DI RIMPROVERO SE CREDE…MA NON MANTENGA QUESTO SILENZIO ASSORDANTE…CERCHI IL DIALOGO COME NOI LO ABBIAMO CERCATO CON LEI…

    e nella piena comunione con lei e con la Chiesa… POTREMMO…ANCORA..COSTRUIRE IL REGNO DI DIO…FATTO DI AMORE…NIENT’ALTRO CHE AMORE….CON GLI OCCHI FISSI AI PIEDI DELLA SUA CROCE…E NON SUI GIOCHETTI POLITICI O GLI INTERESSI PERSONALI….

    IL SUO SILENZIO FIN’ORA HA PRODOTTO QUESTO BLOG E TANTI VOLANTINI….NON PEGGIORIAMO LE COSE…LA CHIESA NON NE FA UNA BELLA FIGURA…E NEANCHE LEI SE MI PERMETTE…
    QUANDO GUARDERO’ GLI OCCHI DEI RAGAZZI A ME AFFIDATI..VORREI ANCORE POTERGLI DIRE CHE LA CHIESA SOSTIENE IL NOSTRO SFORZO DI CREDERE E ANNUNCIARE NEL 2008!!!
    CHE LEI HA FIDUCIA IN NOI…E CI ACCOMPAGNA ATTRAVERSO SCELTE CHE INCORAGGINO L’EVANGELIZZAZIONE GIOVANILE…
    LA PREGO…LA SCONGIURO…..
    ASCOLTI QUESTI SUOI FIGLI….
    NON TACCIA…
    SICURAMENTE LEI LEGGERA’ QUESTO BLOG DATO CHE IN CURIA NE SONO VENUTI A CONOSCENZA PRIMA DI TANTI ARICCINI!!
    CI RISPONDA…CI PARLI…..TESTIMONI IL SUO AMORE PER LA CAMUNITA’ DI ARICCIA…

    data: 18/07/2008

  16. Un educatore said

    Innanzitutto grazie per darci voce e sono molto felice che si sia aperto qst spazio xkè tutti noi abbiamo il dovere d far sentire i nostri pensieri, visto che il nostro vescovo Mons. Marcello Semeraro nn li ha voluti ascoltare dal vivo…
    In qst 20 anni ho potuto frequentare e soprattutto vivere la Parocchia di Ariccia ed ho potuto vedere al suo interno, molti problemi, che hanno portato a molti momenti sia belli che brutti ma soprattutto ho visto molti SACRIFICI da parte di tutti gli operatori che esercitano nella parocchia e soprattutto da parte di Don Pietro…che è colui che personalmente mi ha accompagnato dal battesimo fino ad ora ed è stato proprio lui a farmi vedere, o meglio ad insegnarmi la parola di Dio, a capire cosa vuol dire essere Chiesa, comunità, amare il prossimo…insomma è grazie a lui se sono riuscito ad innamorarmi di Cristo…
    Quindi come già detto in qst anni sono riuscito a conoscere Don Pietro quasi perfettamente e posso dire che è veramente E’ UNA PERSONA SEMPLICE, SPECIALE, RICCA DI VALORI, BUONA E ALTRUISTA, è una persona che davvero sa parlare a chi nn vuole ascoltare e riesce ad entrare dentro , a parlare davvero all’anima, in un modo che pochi sanno fare…..per non parlare poi di tutti i proggetti che in qst anni ha intrapreso a partire dall’Oratorio “Don Bosco” che a mio parere è un progetto che gli è strariuscito!!!! E io semplicemente non ci sto a vedere tutti questi progetti, ma soprattutto tutti questi sacrifici, rischino di andare in fumo x uno spostamento che in fin dei conti nn ha neanche un motivo….
    Io non riesco a credere però come sia possibbile che lei il NOSTRO Vescovo Mons. Marcello Semeraro nn si è reso conto dei problema che comporterebbe ad Ariccia questo spostamento che sarebbe causa di rallettamenti (x quanto riguarda i progetti già in corso) e di dasagio che dovrebbero subire gli operatori pastorali ma sopratutto i due parroci a partire da Don Pietro che nn è assolutamente nelle condizioni fisiche di subire ciò… se è consapevole di questo, vorrei sapere come fa a non preoccuparsi x niente del futuro che potrebbe avere la nostra parrocchia e di tutto ciò che le ho accennato…Con il rispetto dovuto la prego di ascoltarci e di prendere la decisione più giusta senza fare questo sbaglio di uno spostamento immediato…

    data: 18/07/2008

  17. G. said

    Quando mi è stato riferito il trasferimento di D.Pietro ho provato una sensazione strana.
    Non ci volevo credere e ancora adesso non ci voglio credere.
    So che magari non dovrei scrivere qui, perchè non frequento più la Chiesa e purtroppo nemmeno l’Oratorio. Ma io sono cresciuta col parroco che ora il nostro Vescovo vuole trasferire.
    Sono cresciuta in quella che io ho sempre visto come la sua Chiesa, ho assistito a moltissime delle sue messe, ho frequentato l’Oratorio sia perchè era un mio piacere ma anche perchè nel mio piccolo avrei voluto dare insieme agli altri animatori ed educatori una gioia a D.Pietro rimettendo il nostro oratorio in carreggiata. Sono successe molto cose che mi hanno fatto allontare, forse mancava anche la volontà da parte mia, però non ho MAI e MAI lascerò la mia Fede, quella che D.Pietro mi ha insegnato a scovare dentro di me in quasi 17 anni.
    Vorrei veramente che lui, il nostro D.Pietro aiutasse altri giovani come me a trovare la fede dentro di loro, ad avvicinarsi alla parola di Cristo, come ci è riuscito con me negli anni passati in oratorio e nelle esperienze sia come bambina che come Animatrice a Sant’Agata. E queste esperienze ci saranno ancora? L’Oratorio di Ariccia e le persone che ci ”lavorano” per amore di Cristo, continueranno a starci con la passione che li ha portati lì tempo fa grazie anche a D.Pietro?
    Forse si, ma sicuramente non sarà lo stesso senza di lui.
    Spero veramente che presto mi verrà riferito che il nostro Don rimanga con noi.

    data: 18/07/2008

  18. Un Parente said

    Può un parente esprimere un parere su una cosa simile? Può un conoscente restare imparziale se legato da affetto? Può un fratello, una sorella, un o una nipote pronunciarsi obiettivamente su un caso del genere? Ma soprattutto è in grado un parente di esprimere un concetto equo e competente pensiero in merito? Mi sono posto tutte queste domande prima di scrivere una qualsivoglia cosa su questo blog del quale sono venuto a conoscenza per “vie traverse”.
    Perdonate l’uso del maschile nei soggetti, ma il maschile è considerato impersonale e pertanto lo sfrutto.

    Il mio pensiero non è tanto rivolto a S.E. il Vescovo, quanto ai parrocchiani e a Don Pietro stesso.

    Ai parrocchiani voglio esprimere tutta la mia solidarietà e comprensione! Capisco il problema, anzi vi dirò che lo vivo personalmente….immaginate cosa sta succedendo in famiglia! La mia personale preghiera è rivolta a voi! Tuttavia considerate una cosa, a nessuno viene tolto il pastore. Non può essere fatto per volontà Divina in quanto Gesu’ stesso non è “fisicamente” tra noi eppure è presente costantemente e ovunque! Inoltre ciò che Don Pietro ha compiuto insieme a tutti voi ha dato la misura a ciascuno della forza che la fede può sprigionare se stimolata nel modo giusto. Le leve usate da Don Pietro sono state sicuramente la temperanza, la tolleranza e l’impegno, ma in cima a tutto la preghiera. Se questo ha rese possibile tante cose è proprio perchè Don Pietro stesso si è fatto strumento del Padre e ha lasciato che Lui stesso compisse il suo miracolo.
    Strumento, mezzo e non Uomo essenziale, ma Uomo di Dio! Saper riconoscere l’opera del Signore è importante come e piu’ della riconoscenza. Ma il mio invito è quello di continuare, di non far mancare ai vostri figli, ai vostri anziani, agli ammalati, alla Sierra Leone e a voi stessi la spinta generata dal vostro Parroco. Continuate, malgrado tutto, a fare ciò che state facendo, a costruire, a riparare, a condividere e a pregare.
    Abbiate sempre fiducia nel Signore, Lui sa sempre ciò che fa, non c’è dubbio! Non sarete mai orfani perchè il Padre è Lui e Lui solo!
    Per quanto riguarda la possibile, ma non certa partenza di Don Pietro so che non vi rende felici e che anzi, vorreste proprio fermarla. Lo trovo giusto, coerente e assolutamente umano! Non si può pretendere che non sia così! Avete tutta la mia comprensione e prego perchè ciò non avvenga, ma….. sia fatta sempre la volontà di Dio! Sempre!

    A Don Pietro dico grazie, grazie per essere ciò che sei, per la tua grinta, per l’amore che hai, per la semplicità con la quale agisci, per l’eloquenza fluida e comprensibile, per l’impegno costante messo fino allo sfinimento, per la voglia di fare e dire per il Signore, per la comunità che ha riconosciuto in te il suo pastore. So che non perderai mai la voglia di essere un “mezzo di Dio” fino al tuo ultimo respiro e la considero una fortuna, questa, per la tua comunità e per la tua famiglia. Sei sempre stato e sarei sempre un punto di riferimento per molte persone! Inevitabile che ti amino fino a questo punto, te lo dovevi aspettare. Gesu’ fa anche questo tipo di miracoli! La gente sana e vera sa riconoscere le opere che compie il Padre attraverso i suoi figli e nessuno è piu’ degno di essere chiamato suo Figlio di te. Tutta la comunità di Ariccia, la tua famiglia e io stesso stiamo pregando per te, perchè tu rimanga, perchè tu proceda nel tuo cammino. Ma se Dio vorrà affidarti altro nessuno potrà contraddirlo. Sono certo che Lui sa benissimo ciò che fa! Non ho incertezze su questo. Tutti preferiremmo che tu restassi e pregheremo per questo, ma e lo dico con tutta la mia fede, il rispetto per la comunità di Ariccia e l’affetto che mi lega a te sia sempre fatta la volontà di Dio.

    Un Parente

    data: 18/07/2008

  19. Anonimo said

    Quale cattolico, orgoglioso della propria fede, ritengo che Ariccia, come qualsiasi altra parrocchia che si onori della propria cattolicità, DEVE TACERE, spettando esclusivamente al Vescovo la competenza sulla materia per la quale indebitamente i fedeli sono stati invitati ad esprimere il proprio pensiero.

    data: 18/07/2008

  20. messaggio di pace said

    Se si vuole davvero bene a don Pietro, lo si deve aiutare a vivere positivamente la sua obbedienza. A fondamento di tutto c’è la promessa di obbedienza fatta al Vescovo nel giorno dell’ordinazione presbiterale. Questa è l’obbedienza totale che ciascun cristiano deve a Cristo (come Cristo è stato obbediente al Padre) che si concretizza attraverso il segno sacramentale di Cristo pastore che è il Vescovo. E’ una obbedienza a servizio della Chiesa diocesana prima che della singola parrocchia.

    Se un parroco ha fatto del bene in una comunità parrocchiale, in un’ottica di comunione diocesana, perchè non dovrebbe continuare a fare del bene in un’altra comunità?

    Si invoca una continuità pastorale: ma questa continuità è assicurata attraverso il Consiglio Pastorale e tutti coloro che sono impegnati nella vita della comunità.

    Per il prete inoltre è già un sacrificio notevole lasciare una parrocchia cui è affezionato per ricominciare daccapo in un’altra parrocchia; se poi i parrocchiani insistono perchè non se ne vada, la sofferenza diventa più grande. Questo clima inoltre crea una divisione inevitabile e forse insanabile nella vita cittadina.

    Ricordiamoci infine delle difficoltà che si presenteranno a don Aldo: entra in un parrocchia dove alcuni lo considerano un intruso che sostituisce il parroco amatissimo. Con che animo inizierà il suo servizio pastorale?

    Chiediamo quindi a don Pietro di aiutare la comunità a vivere nel modo giusto questa decisione

    data: 18/07/2008

  21. Silvio Di Virgilio said

    Con comportamenti così delle alte sfere della chiesa sembra di essere tornati al medioevo, con i fedeli e i LAICI che non contano più una mazza (almeno a stare a sentire il vescovo). Un comportamento che con tutte le problematiche del 21th secolo la Chiesa non può permettersi di adottare. Insomma, come disse guzzanti: “Stamo ar medioevo, c’ha ragione mi fio!!!!”

    Silvio

    data: 18/07/2008

  22. said

    Una pugnalata….nonostante la mia lontananza ormai da qualche tempo!Sono cresciuta con lui…mi ha insegnato tanto!non ci volevo credere…
    Questa notizia ha strappato lacrime anche a me nonostante il mio distacco..
    ho ricordato quei bei tempi,quel suo calore…quel ritiro a Sant’agata (gennaio) in cui mi sono inginocchiata di fronte alla Croce, non posso non pensarci!
    Don Pietro è una colonna portante per tutti noi…
    Ti voglio bene

    data: 19/07/2008

  23. eagle said

    “Quale cattolico, orgoglioso della propria fede, ritengo che Ariccia, come qualsiasi altra parrocchia che si onori della propria cattolicità, DEVE TACERE, spettando esclusivamente al Vescovo la competenza sulla materia per la quale indebitamente i fedeli sono stati invitati ad esprimere il proprio pensiero.” scritto da anonimo il 18/07/2008

    Evviva la democrazia !!!

    Dov’è scritto che, su questioni che lo riguardano, un “cattolico, orgoglioso della propria fede, DEVE TACERE” ?

    Chi è che decide gli argomenti su cui un “cattolico, orgoglioso della propria fede” può, debitamente o indebitamente, esprimere la sua opinione ?

    Stiamo parlando di dogmi di fede o di trasferimento di parroci ?

    Spero che nessuno si faccia intimidire da certe affermazioni e che tutti continuino ad esprimere, nel pieno rispetto delle persone, le proprie idee.

    Stia tranquillo il Vescovo, alla fine la decisione sull’argomento sarà la sua, ma, da persone coinvolte nei fatti, non ci si neghi la possibilità di esternare i nostri pensieri di fronte a decisioni che appaiono senza senso.

    data: 19/07/2008

  24. M. P. said

    Concordo a pieno con te Eagle grazie e inoltre chi lo può dire che sia davvero il bene delle comunità in causa? La posizione di don Pietro ad Ariccia è una posizione conquistata col sudore di 22 anni, come farà il nuovo parroco a mediare situazioni SCONUSCIUTE ? e nel frattempo quanti contrasti insanabili si formeranno? E quante persone scandalizzate lasceranno? Questi dubbi assalgono Ariccia che sta ripartendo con fatica ma è quasi al punto di scollinare…
    Invece di far ricominciare da zero non sarebbe più utie continuare da 22?? Il Vescovo che si e no è venuto alle Cresime e a Santa Apollonia ( ah dimenticavo quando c’era la RETE4… ) per un totale di 8 volte più o meno come fa a giudicare i problemi di Ariccia? Perché allora non chiede almeno al Consiglio un… consiglio? Poi faccia come creda (di questo ne risponderà a Dio soltanto ed è giusto così) tanto la decisione ultima spetta a lui e come CRISTIANO CATTOLICO FIERO DELLA MIA LIBERTA’ IN CRISTO (SOLTANTO!!!!!!!!!) CREDO CHE QUESTO E’ GIUSTO CHE SIA COSI’ NON CHE IO DEBBA STARE MUTO DI FRONTE A QUELLA CHE UN’INTERA CITTA’ VIVE COME SRADICAMENTO NON MOTIVATO!

    data: 19/07/2008

  25. vox populi said

    Concordo con eagle e M.P. e aggiungo che sembra davvero non ci sia mai stato un Concilio Vaticano II ! L’importanza del ruolo dei laici nella Chiesa viene sbandierata da tutti, compreso il nostro vescovo, salvo poi, al momento giusto, ignorarci completamente con arroganza e prepotenza! Dov’è il “pastore” in questo atteggiamento? Quale Chiesa stiamo presentando ai giovani? Non è questa la Chiesa che ci ha fatto conoscere don Pietro e che ha convertito molti di noi!

    Per “Anonimo”: hai scleto il nick giusto! meglio dunque non esistere?

    data: 19/07/2008

  26. Zeno said

    Grazie a Don Pietro per la sua lunga opera, auguro a Lui una nuova proficua attivita’ nella sua nuova sede pastorale.
    Ringrazio altresi’ il Vescovo per l’ottima scelta e sia benvenuto Don Aldo, che sara’ accettato con calore, amicizia e grandissima stima.
    Grazie. Zeno

    data: 19/07/2008

  27. Zeno said

    Un attimo di fede e … di lungimiranza.
    Il trasferimento di don Pietro da Ariccia è cosa difficile da accettare … ma la continuità pastorale, degna di tal nome, è assicurata da quel gigante di Don Aldo.
    Grazie a don Pietro per tutto quanto ha fatto in questi lunghi anni, auguro Lui una buona e serena attivita’ nella nuova sede Pastorale.
    Grazie al Vescovo per l’oculata scelta e sia benvenuto don Aldo che accettero’ con affetto, amicizia e grande stima insieme a tutti coloro che sono impegnati nella vita spirituale della comunità.
    Comprendo lo sconcerto di molti ma questo clima non giova, bene ha fatto il Vescovo, e lo apprezzeremo nei difficili anni a venire.
    Grazie, Zeno.

    data: 19/07/2008

  28. marina e danilo badiali said

    In questo momento di umana amarezza per il distacco, vogliamo partecipare a questo blog per:

    • ringraziare don Pietro per quanto ha fatto in questi anni nei quali ha avuto affidata la nostra parrocchia: si è donato con amore, senza risparmio, per farci incontrare Gesù-Persona, farci amare la Parola di Dio, vivere la parrocchia come il campanile da dove osservare, ascoltare e servire i bisogni dei più deboli, in particolare dei giovani e dei poveri

    • ringraziare i Vescovi che in questi anni si sono succeduti alla guida della Diocesi di Albano (mons. Bernini, mons. Vallini, mons Semeraro), che hanno permesso un periodo così lungo di permanenza, non insolito per la nostra Diocesi, ma certamente inusuale per le indicazioni pastorali dei Vescovi italiani

    • sollecitare il Sindaco e l’Amministrazione Comunale ad identificare un tipo di onorificenza (cittadiananza onoraria? o altro, non sapremmo) a riconoscimento pubblico di quanto don Pietro ha fatto sul territorio non soltanto in termini di comunità ecclesiale, ma anche per la città tutta: dal senso di responsabilità civile alla valorizzazione del patrimonio storico e artistico

    • chiedere al Vescovo che presieda, direttamente o indirettamente mediante il suo Vicario, una riunione tra don Pietro, don Aldo e i rappresentanti dell’attuale Consiglio Pastorale e degli Animatori Pastorali, per discernere insieme l’azione pastorale prossima (immediata) in modo che nulla vada perduto di quanto la Parrocchia ha acquisito, continuando il cammino sotto la guida di don Aldo che porta con se carismi nuovi da donare per la crescita nella Fede, nella Speranza e nella Carità della nostra Comunità.

    data: 19/07/2008

  29. Andrea said

    Ricordiamoci che i sacerdoti fanno voto d’obbedienza… non pensiamo solo a noi e a quello che è bene per noi! Pensiamo anche a don Pietro. Non dobbiamo essere egoisti… Attraverso i superiori e in questo caso attraverso il Vescovo passa la volontà del Signore! Chissà quante grazie il Signore prepara attraverso questa piccola sofferenza. A noi probabilmente viene chiesto di mettere a frutto quello che il nostro sacerdote ha cercato di trasmetterci in tutti questi anni. Grazie!!!

    data: 19/07/2008

  30. Antonio said

    Basta con tutti questi perchè. Lasciamo fare a Dio. Lui sa….

    data: 19/07/2008

  31. Roberto said

    Eccellenza,

    perchè non esce dal suo palazzo vescovile fatto di comodità, di sicurezze e di potere? Perchè non comincia ad andare per strada per rendirsi conto della situazione dei giovani dei nostri paesi?
    Sogno una comunità viva che la finisca di rinchiudersi dentro le chiese nel suo intimismo religioso ed esca fuori e vada ad occupare e a contagiare tutte le piazze e le strade.
    Eccellenza basta… dia il buon esempio a tutti!

    data: 19/07/2008

  32. Francesco said

    E’ assolutamente comprensibile che Ariccia non voglia tacere su questo argomento. Figuriamoci, dopo più di vent’anni il nostro amato pastore viene trasferito! Quel don Pietro che ha convertito, educato ed aiutato a crescere nella fede, migliaia (posso dirlo?) di persone nella nostra comunità, i giovani in primis, che sono stati sempre al centro dei suoi pensieri e di tutta la sua azione pastorale. Adesso sono tutti lì, a disperarsi sulle pagine di questo blog, a gridare la loro rabbia, il loro dolore, e hanno ragione, perché non possono credere, che di punto in bianco, il loro papà spirituale, il loro punto di riferimento, deve andare via. Per continuare la sua missione altrove. Già, altrove, perché dovremmo renderci tutti conto che don Pietro non è nostro, anzi non lo è mai stato. Egli appartiene alla Chiesa, e ora la Chiesa gli affida questo nuova missione, e noi fedeli, fedeli alla Chiesa (e non a don Pietro!) dobbiamo ubbidire.
    Certo, 22 anni sono tanti, abbastanza da arrivare a considerarlo una cosa nostra, uno che c’è sempre per tutti, una presenza scontata, ovvia, che con la sua azione missionaria ha scandito per anni i ritmi della vita ( e del cuore) di molti di noi.
    Ma, lo ripeto, lui non è nostro, è solo di Dio, e ora la sua opera è richiesta altrove. Noi invece dovremmo cogliere questo cambiamento come un’opportunità importante, intanto per misurare la nostra fede, e vedere quanto vale davvero, anche se cambia il “capo”. Insomma, il cambiamento come un qualcosa di positivo che ci trasforma, e trasforma in bene.
    Io sono sicuro che se davvero vogliamo bene a don Pietro, se davvero siamo della Chiesa, anche dopo la sua partenza, continueremo a stare lì sulle barricate, a lottare per quelle cose, quelle iniziative, quei progetti, per cui don Pietro ci ha esortato e insegnato a combattere. E, state tranquilli, i campi continueranno ad esserci, anche con il nuovo parroco, se attorno a lui ci sarà una comunità che saprà accoglierlo ed amarlo come ha fatto con don Pietro.
    Questo è quello che vuole da noi il Signore.

    Francesco

    data: 19/07/2008

  33. Cilla said

    alcuni commenti sono particolarmente ecclesiastici nel termine più negativo… nessuno parla di Dio quello vicino agli uomini che parla attraverso i sacerdoti e intesse un dialogo a loro comprensibile costruito con pazienza e conoscenza. La _Chiesa è lontana dalla gente e la burocrazia nella Chiesa è quanto più lontana dalla volontà di Dio.
    Nessuno può dire don Aldo non sarà ben accetto ma il problema è un altro quello di una comunità in cammino che in una Chiesa che non parla sempre la stessa lingua… quella di Dio. Ognuno se incontra un segno di Dio non è disposto a perderlo senza un giustificato motivo.
    Il Vescovo si ponga in una situazione di ascolto e non di presunzione.

    data: 19/07/2008

  34. eagle said

    Non capisco cosa ci sia di male nel porsi delle domande.

    Dove saremmo oggi se in passato qualcuno non si fosse posto qualche interrogativo?

    Mi viene in mente quando c’è stato chi si è posto il dubbio se la terra fosse o no il centro dell’universo.

    A proposito in quel periodo qual’era la volontà del Signore?

    data: 19/07/2008

  35. Marco said

    In tutta questa storia chi ci rimette sono i piccoli, gli indifesi che rischiano di restare scandalizzati da una Chiesa dura e chiusa, incapace al dialogo… Chi ha causato questo ne risponderà davanti a Dio perché è meglio affogare con un masso al collo che scandalizzare i più piccoli e ad Ariccia di scandalizzatori ce ne sono stati di “professionisti” purtroppo… Non ci tradisca anche la Chiesa di Albano!

    Perché non lanciamo una raccolta di firme on-line su questo blog? Che ne pensate???

    data: 19/07/2008

  36. angelo said

    Non noto nessun intervento di d. Pietro.

    Fa bene!
    A don Pietro, soprattutto, spetta il silenzio.

    E Lui sta facendo silenzio! Non il silenzio complice di chi lo vuole schierato, come sembrerebbe emergere da alcuni messaggi, ma il silenzio che si fa ascolto delle opinioni altrui, un silenzio che è rispetto della Chiesa tutta, Pastore e gregge.

    Ecco! Anche questo è d. Pietro!

    Forse è giusto, a questo punto, che parlino coloro che lo avvicinano, che sentono frequentemente quello che dice in questi giorni, e che lui cerca di far arrivare a tutti, riguardo agli ultimi fatti.

    Conoscendolo, sono convinto che per Lui quello che più conta è Cristo e la Chiesa!

    Prima di tutto mi colpisce la sua serenità, la sua gioia interiore.
    Don Pietro ripete continuamente che lui è in pace nell’obbedienza.
    D. Pietro ama obbedire, pur nella fedeltà alla sua libertà e alle sue mature convinzioni.

    Qualunque scelta il Vescovo faccia, Lui, ce lo ha gridato, è con il Vescovo!
    Meglio, d. Pietro è dalla parte di Dio. Perché d. Pietro vuole anche in questo obbedire solo a Dio.
    L’obbedienza a Dio e alla Chiesa, questo, vi assicuro, è il suo primo costante pensiero, come il suo messaggio a tutta la comunità e a tutti coloro che lo stimano e gli vogliono bene.

    Ieri mi ha esternato che tutto quello che sta succedendo attorno a lui, che lo fa profondamente soffrire, infinitamente lo supera, in bene come in male e in molti ci stiamo meravigliando come riesce a fare lui coraggio a noi, invece che noi a Lui. Sarebbe comprensibile il contrario, visto che è stato padre, non solo parroco, per 22 anni di tutti noi. Anche di quelli che lo hanno incontrato una sola volta.

    Tutto quello che sta succedendo, che sicuramente scaturisce dall’affetto, stima e riconoscenza che tutti abbiamo per lui, anche se potrebbe essere letto da alcuni, come forse (spero proprio di no!) anche dai suoi stessi diretti superiori, come silenziosa complicità, io lo vedo, come ho già detto, come ascolto e rispetto verso le opinioni altrui.

    Forse se il nostro vescovo avesse incontrato chi voleva parlare con Lui, tutto questo non sarebbe accaduto. Mi fa soffrire molto quando sento dire che un Padre non ha voluto ascoltare, in un momento di smarrimento, i suoi figli quando avevano bisogno di Lui!

    Io personalmente credo che, per chi non conosce d. Pietro, tutto questo può procurargli un giudizio negativo. E questo, ho paura, anche da parte del Vescovo.
    Si potrebbe credere che d. Pietro non stia facendo tutto quanto è in suo potere per frenare l’ondata di affetto che potrebbe arrivare, addirittura, a far pensare a una mancanza di rispetto nei confronti della gerarchia ecclesiastica e dell’eventuale nuovo parroco.
    Non è così!
    Solo chi conosce bene d. Pietro sa che non è così.
    Lui ama la Chiesa e tutto il suo popolo, ora d. Pietro non fa altro che ripeterci che non vuole altro che tutto rientri nel dialogo sereno, aperto, rispettoso. Il Vescovo ha preso la sua decisione (personalmente spero che ci ripensi) e noi vogliamo e possiamo dialogare tra noi e con Lui.
    Facciamo tutti in modo che questo sia una positiva esperienza di Chiesa.

    Se amiamo d. Pietro e tutto il suo operato ad Ariccia posiamo le “armi”, non facciamoci prendere la mano e perseveriamo a dialogare, come d. Pietro ci ha sempre insegnato, a viso aperto.

    E’ bello questo blog, perché da’ a tutti la possibilità di esprimersi, di dialogare, di affrontare insieme questo avvenimento che coinvolge esistenzialmente tutti noi, soprattutto i nostri figli, i più giovani, che quindi sono i più disarmati.
    Ma usiamo questa possibilità per rafforzare la comunione tra i laici e i preti, tra i laici e il Vescovo.
    Tutto deve servire per la comunione e per il bene della nostra città.

    Io intanto prego perché d. Pietro continui a rimanere ad Ariccia fino a dare tutta la sua vita per noi, come ci ha insegnato Gesù!

    Angelo

    data: 19/07/2008

  37. con il cuore said

    la cosa bella che accomuna tutti i commenti è un sottilissimo filo che se riavvolto ci riconduce tutti a d.Pietro.Anche quei commentatori che riescono a rimanere freddi enunciando regole o addirittura proponendo soluzioni che possano rendere la cosa più “conforme”,anche con loro ci si ritrova uniti a quel filo.Il Signore Gesù Cristo fornisce le matasse ai Suoi tessitori per unirci in un’unica trama,quella dell’Amore.Ognuno partecipa attivamente nello sforzo di tenere unita la trama anche quando qualche tessitore si dimostra un pò maldestro,rischiando di aprire qualche falla.Come? con la Carità.Ed è la Carità e la Fede in Cristo Gesù che ci dà la certezza che lo Spirito di Dio opera sempre nella Chiesa e la nostra umana miopia non ci permette di vedere le Sue meravigliose opere future.
    Ma non posso fare a meno di sentirmi pervaso da umani istinti che mi fanno sorgere forti sensazioni di dissenso,trovando conforto in Cristo veroDio e vero uomo, piangente di fronte alle umane avversità.
    Ebbene bisogna accettare che a tanti, più o meno dispiaciuti,se ne contrapporranno tanti che gioiranno e festeggieranno il traferimento di d.Pietro.
    Ad Ariccia gli spacciatori di droga,gli strozzini,i vari potenti pronti a vendersi per un “piatto di lenticchie”e fare affari a discapito degli”ultimi”,hanno già pronte le bottiglie da stappare non appena d. Pietro sarà trasferito.

    “Gesù ricordati di me”
    preghiamo per tutti noi,indegni commentatori di grandi Opere,per gli spacciatori gli strozzini per tutti i potenti,per d.Pietro il Vescovo la Chiesa intera ed in ultimo per tutti i giovani ricchezza e speranza dell’umanità.

    data: 20/07/2008

  38. La "coscienza" di Zeno said

    Con stupore leggo che Zeno si preoccupa di “pubblicizzare” e difendere don Aldo.
    Non mi sembra che ci sia stata alcuna forma di esternazione su di lui.
    Ci mancherebbe!
    Ad Ariccia siamo persone serie e rispettose e non facciamo giudizi a vanvera.
    Ci si preoccupa del futuro della parrocchia nella sua complessità e soprattutto dei giovani.
    Perchè si vuole far dire quello che non si dice?
    Perchè si vuole leggere tra le righe quello che non c’è?
    Certamente emerge anche tanto affetto nei confronti di un “don” che si è dato totalmente per l’annuncio del Vangelo e per il bene di questa parrocchia e credo che tutti, anche quelli che non sono in sintonia con lui non possano non riconoscerlo.
    Questo è proprio tanto male cara Zeno?

    La “coscienza” di Zeno

    data: 20/07/2008

  39. educ.CRISTONOSTRASPERANZA said

    Anche io come tanti altri ho saputo di questa fantastica iniziativa, e la prima cosa che emerge leggendo tutto di un fiato i commenti, è una comunità che si stringe intorno al suo pastore. Il pastore è colui che guida, educa, conforta e difende il suo gregge; COLUI CHE DA LA VITA PER IL SUO GREGGE….DON PIETRO E’ IL NOSTO PASTORE.
    Chi conosce le sue condizioni fisiche sa che non si è tirato indietro neanche davanti a questo ultimo grande dono, mettendo sempre gli altri prima di se stesso, METTENDO SEMPRE CRISTO PRIMA DI TUTTO. Ci ha chiamato suoi figli, ed io mi sento suo figlio!

    Premettendo che lo spostamento del don è un grave errore, che pesa sulla pastorale che lui, con tanta fatica ha costruito ad Ariccia e concordo con tutti i miei amici educatori ed animatori, suoi motivi pastorali e medici (lasciando fuori il nostro affetto personale) per il quale lui deve rimanere; VOGLIO DIRE UNA COSA ALLA MIA COMUNITA’:

    Noi non abbiamo perso la speranza e non la perdemo fino all’ultimo!

    In ogni caso in queste settimane, e nei campi scuola, dove siamo stati con don pietro, I SUOI OCCHI URLAVANO LA STESSA MISSIONE DI GESU’: “GRATUITAMENTE AVETE RICEVUTO GRATUITAMENTE DATE”
    Noi non molleremo mai, e CONTINUEREMO A GRIDARE CRISTO alla nostra città, ai piccoli come ai grandi! Annuncieremo che solo l’Amore della Sua Croce riempe la nostra vita e ci salva davvero! Continueremo a ballare sulla piazza, giocare in oriatorio, sporcarsi di terra ai campiscuola, pregare e cantare insieme a voi! DON PIETRO CI HA INSEGNATO QUESTO, PERCHE’ CRISTO INSEGNAVA QUESTO! L’oratorio è vivo e lo rimarrà, anche se sarà tutto più difficile senza la sua guida spirituale!!

    Don, l’unico modo per dimostrarti quanto sei tu per noi, è FAR SI CHE IL SEME CHE HAI GETTATO CONTINUI A DARE FRUTTO! in ogni caso…rimani con noi!

    data: 20/07/2008

  40. vdv said

    Faccio parte della parrocchia di Ariccia da 21 anni e sono animatrice/educatrice da quasi 10!
    Forse alcuni di voi non hanno letto attentamente la premessa introduttiva del blog!!!
    TRA LE MOTIVAZIONI ESCLUDIAMO A PRIORI L’AFFETTO E LA PROFONDA STIMA CHE CI LEGA A DON PIETRO! Io mi sentirei quasi di escludere anche la scelta (anche se per me del tutto infondata, perchè non giustificata) di spostare il parroco!!

    Qui si sta parlando, se possibile, di fatti ben più gravi!!
    Si sta parlando di un Vescovo che nega un sostegno, il suo sostegno, a noi, comunità di Ariccia, una comunità ferita da questi avvenimenti e che ha cercato (e sta cercando ancora) solamente un colloquio con il Pastore della diocesi!!!
    IN QUESTO MOMENTO IO, RAGAZZA DI 21 ANNI MI SENTO UNA PECORELLA SMARRITA!!!
    Ma, al contrario di come la possano pensare certe persone maldicenti, non per lo spostamento di don Pietro (Marino è a 1.5 km da casa mia!!), ma per questa mancanza di chiarezza, di limpidità, e soprattutto di umanità che speravo di trovare nella Sua figura Mons. Semeraro!!
    E mi fa specie che ci siano persone che si permettano di dubitare nella fede di noi giovani e addirittura nelle conversioni suscitate da don Pietro!
    Se c’è qualcosa che don Pietro ci ha insegnato è LA FEDE IN DIO E NELLA CHIESA e che come disse un santo che ebbe una forte conversione: “NON SI PUO’ AVERE DIO COME PADRE, SE NON SI HA LA CHIESA COME MADRE”.
    Questo per sottolineare quanto sia lontano da noi giovani di Ariccia pensare di allontanarsi da quest’ultima!
    Ciò non toglie che abbiamo dei diritti e che in quanto tali se ci vengono negati NON POSSIAMO TACERE!!

    I giovani cristiani oramai nel mondo sono una minoranza (EPPURE CI FACCIAMO ANCORA SENTIRE!!e per questo tra l’altro dovreste solo che ringraziarci!!)
    TUTTAVIA……Come può un/a giovane cristiano/a giustificare ad un suo coetaneo non credente tali comportamenti della Chiesa??!
    Fino a pochi mesi fa l’avrei fatto a costo di mettermi in ridicolo, e riguardo certi argomenti lo faccio tutt’ora, ma su questo non più!!NON SO GIUSTIFICARE neanche a me stessa, come sia possibile pensare che tali azioni sarebbero passate inosservate e senza conseguenze!
    VOGLIO PARLARE E HO IL DIRITTO DI FARLO, nel massimo rispetto delle persone e delle autorità!
    Sono una giovane, e di questo sono contenta perchè posso ancora parlare liberamente senza i falsi fronzoli dei più adulti!!
    Quindi vi chiedo di mettervi una mano su la coscienza e di non scandalizzare ulteriormente noi giovani!
    Sono profondamente delusa da quanto stia avvenendo e dei comportamenti di alcune persone!!
    Tutto ciò non fa che screditare la Santa Chiesa e le persone che lavorano incessantemente in Essa, religiosi … e LAICI!!
    LA CHIESA SIAMO ANCHE NOI!! questo è un valore che alcuni religiosi hanno dimenticato!!??

    Con questo concludo, anche se avrei voluto dire molto di più!!Leggete tra le righe!;-)
    ARICCIA CI CREDE, AVREMO SEMPRE FEDE!!

    data: 20/07/2008

  41. Devo ancora credere? said

    Splendido blog! Era ora che la “base” cominciasse a farsi vedere e sentire, senza troppe mediazioni e giochetti “politici”!!! “Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno.” (Mt 5, 37)
    Per chi, come me, non è cresciuto in un’atmosfera “religiosa”, ma si è convertito da adulto (grazie a don Pietro, per inciso), non c’è niente di scontato, la fede è un dono da coltivare ogni giorno e non può essere affossata da un mare di legalismo ed ecclesialismo. La fede in Gesù Cristo e nel suo Amore immenso è la chiave di volta della mia vita, è il centro e il motore di tutto! Come posso aver MESSO IN GIOCO TUTTA LA MIA VITA su questo e poi vedere che nella Chiesa, intesa come gerarchia, il messaggio d’Amore risulta così inapplicato? Dov’è l’ascolto? dove l’attenzione ai piccoli? ai deboli? la pecora smarrita non solo non viene cercata, ma è ignorata, RIFIUTATA!!!
    Gesù è andato a mangiare alla tavola dei peccatori e dei pubblicani, ma il nostro vescovo si rifiuta di parlare con la gente della sua diocesi!!!!!!!! Siamo forse peggio dei peccatori e dei pubblicani?

    data: 20/07/2008

  42. Non capisco said

    Prima di commentare, come mia abitudine, ho letto con molta attenzione quanto scritto da tutti (spero sia prassi comune…).
    Gli interventi a caldo sono molto belli perché spontanei e appassionati, anche se, magari, a volte, proprio perché a caldo, a volte tendono a prendere in considerazione solo un aspetto della situazione, magari quello che più colpisce l’autore. D’altra parte, ho riscontrato alcuni interventi, certamente molto più “freddi”, ma molto schierati a difesa del vescovo o della Chiesa, o di don Aldo (ma chi mai lo ha attaccato?), che mi paiono tuttavia altrettanto parziali, oserei dire “preconfezionati”.

    Come contributo personale vorrei tentare un’analisi un po’ più generale.
    Innanzitutto, a mio parere, il problema non è l’affetto per don Pietro (che ovviamente c’è!).
    Non siamo così immaturi, come qualcuno vorrebbe far credere, da attaccarci infantilmente ad un “papà”! Chi dice questo non conosce la comunità di Ariccia!
    Il punto è che don Pietro ci ha instillato il senso dell’IMPEGNO PASTORALE. E questo è il problema: un problema pastorale!!!!! a qualcuno interessa?
    Tutto il lavoro, i sacrifici, l’impegno, messi in gioco negli ultimi anni, rischiano di essere VANIFICATI, da una scelta incomprensibile di “normale avvicendamento”.
    Ma ci rendiamo conto di cosa stiamo parlando? Progetti pastorali avviati ma non completati, sotto la spinta e l’ispirazione spirituale di don Pietro, progetti appassionati e coraggiosi, ma, per forza di cose, lunghi, perché “vissuti” e non solo scritti sulla carta! Progetti che coinvolgono la vita di tantissimi bambini, giovani e adulti … interrotti, così, per un avvicendamento che, in mancanza di spiegazioni, ci appare tanto un semplice scambio di parroci, una “quadriglia”, quasi un “girotondo” ….

    Per concludere … CARO ZENO, se don Aldo è un “gigante” come tu dici e come non ho motivo di dubitare, mi sorge spontanea una domanda: ma allora, visto che si rende necessario trasferirvi una risorsa di tale calibro, il PROBLEMA PASTORALE da risolvere con questo trasferimento è ARICCIA? …

    data: 20/07/2008

  43. Marco Cianfanelli said

    Sono Marco Cianfanelli,
    ringrazio per questo spazio gli autori di questa pagina poiché non credo sia assolutamente offensiva verso nessuno. Ringrazio tutti coloro che hanno mantenuto i toni del DIALOGO COSTRUTTIVO, perché è dono di Dio e segno di una comunità positiva come quella che vivo, conosco e costruisco in comunione con voi e con la Chiesa di Albano! Ho pensato molto se scrivere oppure no e se farlo anonimamente oppure no… La scelta parsa ai miei occhi così ardua di questi giorni, mi è sembrata invece oggi lampante:

    VOGLIO SEMPLICEMENTE DIRE A LEI, NOSTRO VESCOVO Mons. MARCELLO SEMERARO, CIO’ CHE LE AVREI DETTO DI PERSONA SE AVESSI AVUTO MODO DI ESSERE ASCOLTATO COME MEMBRO DEL CONSIGLIO PASTORALE INTERPARROCCHIALE, PARROCCHIALE O DELL’ORATORIO o anche semplicemente come pecora del gregge che con un filo di voce cerca conforto nel suo pastore! Poiché ciò non è stato possibile per ragioni non esposte, uso questo UNICO STRUMENTO di comunicazione a mia disposizione per parlarle, Eccellenza, delle preoccupazioni che sento vive nella comunità e in me, nella speranza che legga la mia lettera a lei rivolta con rispetto.

    INVITO TUTTI COLORO CHE OPERANO NELLA PARROCCHIA CHE AVREBBERO VOLUTO ESSERE RICEVUTI DAL VESCOVO PER PARLARE DELLE PROPRIE PREOCCUPAZIONI AL PROPRIO PASTORE, CON L’AMORE DOVUTO AL PROPRIO PADRE, A USCIRE DALL’ANONIMATO PER PARLARE. TUTTO IL CONSIGLIO PASTORALE HA FATTO RICHIESTA DI INCONTRARLO: SE CI AVESSE RICEVUTO NON GLI AVRESTE DETTO LE STESSE COSE DI PERSONA??? O SARESTE VENUTI COL PASSAMONTAGNA??? NESSUNO DEL CONSIGLIO PASTORALE SI NASCONDA DIETRO A UN MONITOR O DIETRO IL VUOTO SILENZIO SE VOLEVA PARLARE DAVVERO PER IL BENE COMUNITARIO…

    Eccellenza e Nostro Pastore,

    vorrei porle solo alcune questioni principali che mi fanno profondamente preoccupare, non mi interessa tanto il motivo del trasferimento (che sicuramente sarà motivatissimo ai suoi occhi e a quelli di Dio) ma alcune realtà di fatto della comunità di Ariccia.

    In quanto giovane (24 anni da poco compiuti) ma con una conoscenza profonda della comunità giovanile e adulti dell’oratorio (ben 8 anni di servizio continuativo dopo la diaspora del 2000 e la ripartenza da zero) posso dirle Eccellenza che la ricostruzione è stata lunga, faticosa e non senza spine di strascichi purtroppo… Oggi la realtà è quella di gruppo di Educatori in cui da circa 9 mesi si è finalmente ritrovata la sincerità, la stima reciproca e fraternità vera (che grande dono di Dio!!!). Lei sa di certo, Eccellenza, data la sua lunga esperienza pastorale, che nulla di stabile e duraturo può essere generato dalla divisione, pertanto i semi buoni piantati nel tempo sono stati in parte soffocati anche da nostri errori (spero che Dio ci potrà mai perdonare se abbiamo fatto allontanare per colpa nostra qualche adolescente che si avvicinava timidamente a Gesù…).
    Così con nuovo Spirito nel cuore abbiamo iniziato a portare avanti, da dopo le Cresime, da Lei celebrate nel giorno della nostra patrona, Santa Apollonia, con i nuovi giovani pieni di Spirito Santo una bozza o prototipo di animazione oratoriana in pianta stabile per impegnarci ed educarci al servizio dei più piccoli e degli ultimi. I frutti sono stati positivi anche se i numeri non sono ancora quelli degli oratori di Torino, Bergamo e Milano… Quello che c’è ora è un piccolo bocciolo, fragile, debole, ancora non maturo negli animatori (solo da FEBBRAIO!!!), i quali essendo molto legati alla figura di don Pietro, che li ha generati alla fede e li conosce da quando nati, vedono in lui un porto sicuro per ogni tempesta e tutti noi sappiamo quante sono le tempeste adolescenziali… (è il loro CONFESSORE E DIRETTORE SPIRITUALE [e questo anche per tutti noi del gruppo educatori!!!], ha celebrato praticamente tutti i loro battesimi, conosce i loro problemi e le loro storie personali e familiari a fondo!!) Chi parlerà con loro? Con chi si confideranno che sa che li capirà?Chi potrà con uno sguardo già aver capito il loro problema e la soluzione adatta? RINIZIARE ORA (E SOTTOLINEO IN QUESTO PRECISO MOMENTO STORICO DI ARICCIA) DA ZERO un nuovo rapporto di fiducia con un nuovo parroco credo possa ingenerare rallentamenti e stanchezza a causa di nuove incomprensioni (da così poco estirpate…), dovute a un nuovo modo di essere certamente POSITIVO (ma pur sempre diverso pertanto nuovi modi e abitudini…) senza nulla togliere alla figura di don Aldo col quale personalmente non ho mai avuto il piacere di parlare (pertanto non giudico) ma non potrà certo in un anno aver una conoscenza tale della realtà per parlare loro come li conosce da appena nati…Nel primo anno dovrà confrontarsi con tutte le attività della parrocchia che sono tantissime e diversissime tra loro… E intanto? Il gruppo educatori farà il suo lavoro come sempre ma Lei sa, in quanto espertissimo di evangelizzazione di giovani, che vuol dire avere un prete invece che un coetaneo che sa parlare ai giovani di Dio e svegliasi di colpo un mattino senza, con uno sconosciuto (che potrebbe essere anche San Giovanni Bosco) ma pur sempre uno sconosciuto col quale iniziare da zero un rapporto umano e di direzione spirituale…

    Per questo argomento vengo al prossimo punto della mia lettera che è quello di chiederle un passaggio, se proprio necessario e non soprassedibile, per lo meno PREPARATO E GRADUALE! Non sarebbe il caso, parlo per il bene delle anime, effettuare una transizione (se proprio necessaria) con tempi adeguati in modo che tutto quello che oggi è pensato e gestito (e dipendente pertanto!) da don Pietro possa essere posto in mani salde e oculatamente, predisposte e preparate per affrontare quei tempi di circa due anni in cui il nuovo parroco potrà ambientarsi in una realtà STABILE E NON DI EMERGENZA come quella che inevitabilmente si genererà a seguito del passaggio in 3 mesi, i quali essendo estivi vedranno la lunga assenza di don Pietro e di MOLTISSIMI operatori pastorali da Ariccia e l’impossibilità pertanto di prendere decisioni importanti. Personalmente sarò lontano da Ariccia fino alla fine di settembre per un’esperienza missionaria in una favelas in Argentina (impegno preso a Dicembre scorso e irrinunciabile perciò; le prego di pregare per noi figli suoi) ed essendo responsabile di diverse attività dell’oratorio mi troverò che in pochi giorni NELLA DIFFICOLTA’ DEL CAMBIO dovrò conoscere il nuovo parroco e organizzare l’anno o far gravare tutto il mio lavoro sulle spalle di qualcun altro già impegnato per le sue attività che si vedrà costretto a fare il doppio lavoro… Stessa cosa capiterà anche per Chiara che partirà con me…triplo lavoro allora…
    Perché non preparare dunque questo allontanamento, dando dei termini appropriati di due o tre anni, un periodo durante il quale potrebbe avviarsi il percorso di conoscenza reciproca con don Aldo (e viceversa per don Pietro) per mettere nella condizione migliore di operare si da subito appena avvicendati ufficialmente i parroci.
    Se questo fosse troppo difficile da realizzare si potrebbe mettere un VICEPARROCO che si inserisca pian piano nella realtà, la comprenda meglio con le informazione che gli potrebbe dare don Piero e durante il transitorio potrebbe essere un’ottima spalla per don Aldo per dare maggiore continuità ed effettuare un passaggio più dolce.

    La figura di don Pietro, ad Ariccia, è stata ed è da lunghi anni una figura di MEDIAZIONE capace di riunire intorno a un tavolo per il bene comune anche coloro che nemmeno si guardano in faccia. Egli è davvero un “patrimonio” per Ariccia, sia perché il suo lavoro è positivo ed efficace, sia perché dopo 22 anni di tale lavoro ha assunto una posizione non autoritaria ma AUTOREVOLE e riconosciuta da Cattolici, Battisti e soprattutto… ATEI !!! Sembra una cosa strana ma proprio coloro che non credono riconoscono in lui e nel suo impegno tale figura positiva nella città. Pochissime città in Italia godono di questo DONO DI DIO: UN MEDIATORE = MESSAGGERO DI PACE! Che danno per la città di Ariccia una simile perdita… Questo perché non in un giorno si potrà rigenerare un nuovo mediatore riconosciuto da tutti. La realtà delle famiglie dell’oratorio sta nascendo e saldandosi in questi giorni mesi, lavorando insieme per diverse attività fantastiche portate avanti magistralmente e coralmente. Purtroppo gli impegni estivi, le preoccupazioni varie e le mille cose da fare in fretta e furia per lasciare la parrocchia nella maniera migliore possibile al fratello successore, hanno portato via dall’oratorio don Pietro e questa sua assenza inizia a sentirsi poiché soprattutto nei momenti iniziali di avviamento ci sono le maggiori incomprensioni tra le persone (come è normale che sia data l’estraneità degli operatori e la fiacchezza dei rapporti di amicizia appena nati) e unico collante può essere solo una figura riconosciuta davvero da tutti che sappia indirizzare nel giusto verso le persone perché si annunci davvero Cristo! Chi potrà esserlo? Questo dubbio mi assale e conoscendo la comunità a fondo le dico che oggi non c’è…

    La realtà sportiva dell’Oratorio che vede in piedi stabilmente Taekwondo e Calcio a 5 è nata da soli due anni, come immaginerà non facili e con le dovute correzioni da discutere e apportare insieme con coloro che hanno lavorato. Abbiamo faticato insieme ponendo particolarissima attenzione per le sue pecore più smarrite insieme a Luciano, Ciro, Roberto e da poco Cesare per offrire uno sport che vada a recuperare e prevenire i giovani in maggiori difficoltà sociali, economiche, di abbandono e perfino di droga. Il progetto avviato ora un po’ più stabilmente aveva permesso in questo anno di iniziare a preparare un sussidio di annuncio di Cristo tramite lo sport da proporre al Centro Oratori Diocesano, del quale personalmente sono membro da due anni . L’apporto di Don Pietro in tutto ciò risulta rilevante, per non dire fondamentale, in quanto ESPERTISSIMO DI PRIMO ANNUNCIO ED EDUCAZIONE ALLA FEDE. Tale progetto vedrebbe certamente un brusco rallentamento e l’intera diocesi non potrebbe giovarsene finché non sia passato il lungo periodo di emergenza in atto.

    Chiaramente, Eccellenza, le parlo unicamente di ciò che io svolgo, tutti gli altri progetti in corso di sviluppo spero gliene parlino i miei fratelli di Ariccia (Onlus, Catechismo piccoli, Gruppo Famiglie, Gruppo Coppie Giovani e molti altri…).

    Essendo passati anni di lavoro insieme provo stima, riconoscenza e affetto per quello che considero un secondo padre (SONO STATO DAVVERO FORTUNATO NELLA MIA VITA: c’è chi non ne ha nemmeno uno ed io ne ho avuti DUE STUPENDI! GRAZIE SIGNORE!) pertanto non posso non parlare a lei, Nostro Pastore, della preoccupazione che provo per la salute di don Pietro: lei certamente saprà di tutti problemi medici che lo affliggono, dei quali tanti ignorano l’esistenza e la gravità, perché egli non si tira indietro mai nello spendersi per gli altri, nemmeno davanti al parere contrari dei medici! Uno STRESS PSICO-FISICO tale di uno sradicamento dopo 22 anni, temo possa ingenerare una somatizzazione non trascurabile e il consecutivo acuirsi delle malattie. Gli stessi medici (specialisti di nota bravura e fama internazionale) hanno FORTEMENTE SCONSIGLIATO UN SIMILE SFORZO con referti e prescrizioni mediche.

    Lei, Eccellenza, di certo già sa tutto di questi problemi, ma personalmente volevo parlargliene come se ne parla a un padre dei propri dei propri dubbi o come, ci ha insegnato Gesù stesso, se ne parla a Dio della propria vita, anche se Egli tutto sa e tutto dona, prima ancora che glielo chiediamo.

    Eccellenza e mio Pastore,
    non vorrei mai e non credo di mancarle di rispetto scrivendo ciò, che è esattamente quello che le avrei voluto dire di persona, guardandola negli occhi come farebbe una pecora smarrita e timorosa al proprio Pastore, ma se lei mai ritenesse che l’abbia offesa, la prego di convocarmi motivandomi i suoi certamente validi motivi ed io le chiederò perdono con umiltà, sincerità e rispetto.

    La ringrazio e mi scuso, infine, Mons. Marcello Semeraro, per aver rubato del tempo con una lettera così lunga e le auguro che lo Spirito di Dio sia sempre su di Lei e le doni ogni giorno della sua vita la Vera Pace.

    Santa Maria Madre della Pace prega per noi.

    Marco Cianfanelli (Solero)
    – Solo l’Amore può cambiare una vita –

    data: 20/07/2008

  44. Cristiani si diventi said

    A parte la lettera di Marco Cianfanelli che ringrazio per l’esempio di rispetto e delicatezza usati, leggendo i vari commenti mi vengono alla mente alcune considerazioni:

    1) Chi dichiara di aver avuto la grazia della conversione per merito di don Pietro, sa anche che si è convertito a Cristo e alla sua Chiesa e che chi lo ha aiutato a trovare la fede è solo uno strumento posto da Dio lungo il suo cammino. Ora però deve imparare a camminare da solo e non può rimanere sempre un “lattante della fede”. Molti altri possono aiutare a far crescere quel germe (a condizione che si voglia veramente farlo crescere, con tutti i rischi connessi all’essere un vero cristiano sempre e ovunque). Unica eccezione possono essere i ragazzi che si trovano agli inizi del cammino. Ma la versatilità dei giovani e la loro plasmabilità ci può far stare sereni, purchè siano accompagnati da una comunità di testimoni credibili.
    Non vi siete domandati se il Signore vuole farci crescere ora, in questo momento storico, anche attraverso il “lutto” per la perdita di un parroco? Pensate a cosa ci viene detto quando perdiamo una persona cara perchè vale anche in questi casi.

    2) Accettate anche chi pensa diversamente da voi, senza dichiararvi scandalizzati: anche questa mitezza fa parte delle caratteristiche di un cristiano. Prendete in considerazione la possibilità che ci siano persone che hanno già fatto esperienze simili e fidatevi di più. Nulla viene per nuocere!

    3) Infine, ma non per ultimo, credo che sia ora il momento del SILENZIO. Finora si è fatto troppo rumore e non si è potuto ascoltare la voce dello SPIRITO. Quello Spirito in cui ogni domenica proclamiamo di credere ma che poi soffochiamo con le nostra urla. Quello Spirito che sicuramente ha suscitato la decisione del nostro Vescovo. E vedrete allora che riuscirete a sentire anche la VOCE del nostro pastore Mons. Marcello Semeraro che con animo paterno non mancherà di portare conforto a quanti si sentono persi. Egli ormai conosce le ansie di alcuni o molti non so; sono ansie pastorali che per primo riguardano il nostro Vescovo e che certamente avrà valutato.

    Per concludere poi non pensiamo che tutto ci sia dovuto. Il dialogo è buona cosa ma non deve mai essere chiesto con insistenza. Troppe volte ho letto nei messaggi “ABBIAMO IL DIRITTO” “NON POSSIAMO TACERE”. Ricordate che non esistono solo i diritti ma anche i DOVERI tra cui quello di accettare come atto di fede anche ciò che non ci piace, riconoscendo l’azione dello Spirito Santo.

    Accompagnamo invece don Pietro con la preghiera e diamo il benvenuto a don Aldo.

    data: 20/07/2008

  45. PASQUALE said

    RISPONDO A CRISTIANI SI DIVENTI:

    1) sono d’accordo sulla “cresicta che uno deve effettuare nella fede..” MA DARE AI GIOVANI DEL “PLASMABILI” E QUINDI STARE SERENI CHE RIMANGANO LEGATI ALLA COMUNITA….MI SEMBRA UN AFFERMAZIONE MOOOOLTOO AZZARDATA….I GIOVANI NEL 2008 HANNO TANTE DI QUELLE DIFFICOLTA’ A CREDERE.. E TANTI STRUMENTI RIESCONO AD ACCATTIVARLI E A PLASMARLI MOLTO MEGLIO DI UN LIBRICINO COME LA “BIBBIA”..SOLO CHE QUANDO QUEL LIBRICINO DIVENTA LA “ROCCIA SU CUI COSTRUIRE LA PRIPRIA CASA” ALLORA LA VITA PRENDE NUOVI COLORI E NUOVE SFUMATURE…
    MA SE NON C’è FIDUCIA IN COLUI CHE TI ANNUNCIA DOVE COSTRUIRE QUESTA CASA…STAI PUR CERTO CHE I GIOVANI NN SOLO NON LI PLASMI..MA LI SPAVENTI..LI ANNOI…LI STUFI…E SE NE VANNO…
    COME SUCCEDE IN MOLTE PARROCCHIE DELLA NOSTRA DIOCESI…NELLA QUALE..CERTAMENTE ( NON LO DICO PER VANTERIA…MA RINGRAZIO IL SIGNORE PER QUESTO DONO!!) ARICCIA VANTA UNO DEI MAGGORI ( IN SENSO DI NUMERI) ORATORI NELLA NOSTRA CHIESA LOCALE DI ALBANO..

    QUINDI CI SI METTA I GUANTI QUANDO SI PARLA DI GIOVAENI E ADOLESCENTI…E SI EVINCE CHIARAMENTE CHE LEI NON CI LAVORA CON I GIOVANI..

    2) LEI HA PARLATO DI ” non esistono solo i diritti ma anche i DOVERI tra cui quello di accettare come atto di fede anche ciò che non ci piace”
    NON SO COME FA A SCRIVERE UNA COSA DLE GENERE…NON STIAMO PARLANDO DEL MISTERO DELL’EUCARESTIA… STIAMO PARLANDO DI UNA SCELTA PASTORALE PER LA QUALE LA NOSTRA COMUNITA CERCA UN’OBBEDIENZA DIALOGATA!! E CIOE’ UN CONFRONTO TRA PADRE E FIGLI PER GUARDARE IN PIENA COMUNIONE IL BENE SUPREMO DELLE “ANIME”…

    IO PERSONALMENTE RISPETTO LE PERSONE CHE A PENSANO RIGUARDO QST SITUAZIONE IN MANIERA DIVERSA DA ME…
    QUINDI IN PRIMIS IL VESCOVO CHE HA EFFETTUATO LA SCELTA…
    MA QUEST’ACCETTAZIONE PASSIVA MI SEMBRA UNA COSA DA “POMPIERI” INVECE MI HANNO INSEGNATO AD ESSERE UN “PIROMANE”…DEL FUOCO DELLO SPIRITO..E ACCENDERE LA MIA COMUNITA DI QUELLO SPIRITO CHE E’ AMORE AMORE AMORE AMORE AMORE AMORE AMORE…
    NON SMETTERO MAI DI SCRIVERLO…AMORE!!
    L’UNICA COSA PER CUI VALE LA PENA VIVERE..E SPENDERE LA PROPRIA VITA PER GLI ALTRI!!
    E SINCERAMENTE CHIEDO..IN QUESTA SITUAZIONE DOV’E’ L’AMORE???

    SE QUALCUNO SARA IN GRADO DI DARE UNA RISPOSTA ESAURIENTE ALLA MIA DOMANDA…SMETTERO’ DI CERCARE LA VERITA’ E LA VOLONTA DI CRISTO CHE MI SEMBRA LONTANA DA QUESTI AVVENIMENTI…

    IO DON PIETRO LO ACCOMPAGNO CON LA MIA PREGHIERA…MA ANCHE CON LA MIA TESTIMONIANZA!!!

    PERCHE CIO’ CHE FAI GRIDA MOLTO PIU’ DI QUELLO CHE DICI!!!

    PASQUALE

    data: 21/07/2008

  46. eagle said

    Sul commento di “cristiani si diventi”, che dall’alto delle sue certezze ci ha trasmesso le sue considerazioni, volevo esprimere alcune osservazioni:

    1) è curioso come, da una parte siamo invitati ad accettare chi la pensa diversamente da noi, mentre da un’altra veniamo tranquillamente definiti “lattanti della fede”.

    2) il paragone del lutto è stupendo. Cerchiamo di illustrare meglio la scena. Una bella domenica di giugno dopo 22 anni passati insieme e senza che niente potesse far prevedere quello che stava per accadere, un padre va da suo figlio e gli dice: “Caro figliolo, MI E’ STATO DETTO DI DIRTI che, a causa di una norma, si deve provvedere ad un normale avvicendamento: da ottobre tuo padre sarà un’altra persona, io devo fare il padre di qualcun altro” .
    Adesso provi, caro “cristiani si diventi” ad immedesimarsi in quel figlio e ci convinca che in SILENZIO, senza proferire parola, avrebbe accettato questa decisione.
    Mi dispiace, e le chiedo scusa se non la penso come lei, ma la morte e quanto viene detto in sua occasione sono un’altra cosa.

    3) chi le dice che non stiamo ascoltando lo SPIRITO? Chi dice che lo SPIRITO si può ascoltare solo stando in silenzio? Chi le dà la certezza che lo SPIRITO è dalla parte di questo normale avvicendamento e non da un’altra parte?

    Per concludere rivolgo un invito a tutti a non demordere: qualche giorno fa qualcuno ci chiedeva di TACERE da subito, adesso qualcun altro ci chiede di TACERE solo dopo aver richiesto, infruttuosamente, un dialogo con insistenza. Stiamo migliorando!!!!

    data: 21/07/2008

  47. Marco Cianfanelli said

    Parlando con amici dell’oratorio mi sono reso conto che forse ciò che per noi e me è chiaro (nella mia lettera soprascritta) potrebbe non esserlo per chi non conosce bene la realtà. Ci tengo a sottolineare che il fatto che io parli di realtà nuove e giovani non significa che prima non di quest’anno non ci fosse nulla anzi… è solo perché ogni anno ne tiriamo fuori di nuove per annunciare Dio!

    Nel settore sportivo sono solo due anni propriamente detti che siamo nati, mentre nel settore animazione del sabato pomeriggio abbiamo avuto diverse esperienze positive da 8 anni a questa parte ma a causa di problematiche varie ed eventuali inter nos non si è mai riuscita a garantire continuità e stabilità nel lungo periodo. L’anno scorso e la prima metà di quest’anno non abbiamo avuto una stabile animazione ai piccoli il sabato pomeriggio se non con esperienze saltuarie purtroppo. Da dopo S. Apollonia invece il nuovo gruppo animatori ha iniziato a lavorare bene supportato dagli educatori col corso animatori e nella preparazione pratica delle animazioni ed i frutti si sono visti anche ai campi scuola estivi di Sant’Agata: chi aveva lavorato durante l’anno si notava… SOTTOLINEO CHE MI RIFERISCO SOLO A QUESTI AMBITI CHE VIVO PERSONALMENTE PIU’ IN PRIMA PERSONA. CIO’ NON SIGNIFICA CHE C’E’ ASSENZA DI ANIMAZIONE ALLA CATECHESI ( ALLA QUALE ABBIAMO OLTRE 150 BAMBINI E UN MOTIVO CI SARA’… ) O AI GRUPPI DOPO-COMUNIONE, O CHE NULLA ERA STABILE PRIMA DI QUALCHE MESE FA’ ANZI TUTT’ALTRO!!!! L’esperienza c’è dobbiamo puntare di più alla stabilità in ALCUNI ambiti però e un siffatto avvicendamento non è certo un aiuto… Chiaramente non mi metto a sottolineare le 10.000 cose positive e stabili che si fanno poiché sono sotto gli occhi di tutti. Volevo solo sottolineare quello che non va per il quale ritengo IMPORTANTISSIMA LA FIGURA DI DON PIETRO MASSARI COME PASTORE RICONOSCIUTO E FIDATO.

    Riguardo al gruppo educatori oggi è vivissimo e lavora con frutti da 8 lunghi anni, solo dicevo che dopo aver perso per circa un anno e mezzo o due la sincerità, la serenità, la stima, la fiducia e la convivialità (CHE SEMPRE L’AVEVANO CARATTERIZZATO SIN DAL PRIMO GIORNO) a causa di incomprensioni reciproche, finalmente dopo un periodo buio di cui ancora si sentono gli strascichi purtroppo, si è rialzato in piedi in equilibrio sano e corre verso il Sole generando in comunione con la comunità FINALMENTE REALTA’ STABILI E DURATURE IN UN CLIMA POSITIVO!!! La mia preoccupazione è che un cambio proprio ora quando si stanno raccogliendo i primi frutti potrebbe creare nuove incomprensioni che rallenterebbero o peggio bloccherebbero ancora una voltà tutto questo…

    Per il rsto credo sia chiaro a tutti che mi auguro ogni giorno della mia vita di avere don Pietro come parroco ad Ariccia ma se proprio un cambio è necessario, se proprio davvero è per il bene della Chiesa e delle anime, se è davvero lo Spirito Santo a dettarlo, come figlio posso accettarlo NELLE VERE LACRIME E NEL DOLORE, MA NON PROPRIO ORA E IN TRE MESI ESTIVI CHE NON PERMETTONO CERTO UNA ADEGUATA PREPARAZIONE ESATTAMENTE COME SCRIVEVO NELLA LETTERA, di questo sono certo che non sia un bene. Il resto della lettera credo sia BEN chiaro…

    SONO FELICE CHE SIA EMERSO IL RISPETTO DALLE MIE PAROLE CHE ESPONGO COSTRUTTIVAMENTE. MI AUGURO CHE CIASCUNO FACCIA ALTRETTANTO SPIEGANDO IL PERCHE’ RITIENE CHE EFFETTIVAMENTE DON PIETRO DEBBA RIMANERE E COSA VERREBBE A MANCARE CON LA SUA ASSENZA! MI SEMBRA CHE POCHI ANCORA L’HANNO FATTO SOFFERMANDOSI INVECE SU MILLE ALTRE COSE IMPORTANTISSIME E VERISSIME MA, A MIO PARERE, SECONDARIE A QUESTO TEMA… ARICCIA ANDIAMO AL NOCCIOLO!!!

    data: 21/07/2008

  48. Un membro del Consiglio Pastorale said

    Caro Marco,
    mi complimento con te per l’ampia e appassionata esposizione che hai fatto dell’operatività parrocchiale e del percorso spirituale soprattutto dei giovani.
    Non mi trovo d’accordo sul tuo incitamento a parlare “senza passamontagna”.
    Al Consiglio Pastorale non ricordo di averti visto fra le tante persone presenti, quindi forse non sai che il dialogo e il confronto sono stati lunghi (circa 3 ore) e ognuno ha liberamente e apertamente espresso il suo pensiero che è verbalizzato.
    Tanto è forte il desiderio di esprimersi apertamente che si è più volte tentato di parlare con il nostro Vescovo.
    Purtroppo questo non è stato possibile.
    Personalmente ritengo che questo blog sia un ottimo strumento per raggiungere il più alto numero di persone possibile e condividere con loro, in modo pratico e veloce, le proprie opinioni. Non lo reputo però adatto per trattare la complessità e la quantità di argomenti emersi nel Consiglio Pastorale che, continuo a ritenere, necessitano di un confronto diretto con il nostro Vescovo.

    Uniti nel Signore

    data: 21/07/2008

  49. maurizio said

    Non entro nel merito della decisione presa perchè pur ritenedomi cristiano mi sento parecchio distante dalle gerarchie ecclesiastiche e sto bene così. Diciamo che questa è una mia testimonianza di affetto e simpatia verso don Pietro al di là della diversità di vedute a volte anche profonda ma sempre con rispetto e accoglienza dell’altro e scusate se è poco…

    data: 21/07/2008

  50. lattante della fede said

    Caro Solero, ci siamo già al nocciolo! Mi sembra che la home di questo blog già esprima, anche se in estrema sintesi, tutte le motivazioni che ci spingono ad urlare DON PIETRO DEVE RESTARE!!!!!!!!!
    Inorridisco a leggere interventi come quelli del sig.”cristiani si diventi” il quale, tra l’altro, parla di silenzio e di mitezza.
    Ma quale silenzio, quale mitezza, qui da parte di tanti laici, oltre al lavoro quotidiano che serve “per campare”, gran parte del tempo viene impiegato nel portare avanti una comunità impegnata su mille fronti ed in mille attività, una comunità viva, gagliarda, battagliera, una comunità che non è fatta di “santini col collo storto” intenti solo a sgranare rosari e a “belare” ubbidienti e remissivi!!!!!
    Qui ci si mette l’anima e non siamo disposti, in alcun modo, ad accettare che l’enorme lavoro di tanti adulti e di tanti giovani venga gettato alle ortiche per colpa di un banalissimo, insulso ed inutile “normale avvicendamento”!!!!!
    Qualcuno, come già è stato accennato in altri interventi “sapienti ” ed ” illuminati”, potrebbe obiettare che: “non è assolutamente vero”…, “tutta la pastorale continuerà a marciare nella direzione intrapresa”…, “nulla andrà perduto ed anzi il tutto verrà arricchito da nuovi carismi”…Bah, permettetemi di dubitare!!!! Ho l’impressione ed è, per carità, una mia personalissima opinione, che nella Chiesa esista un po’ la sindrome del “riinventiamo la ruota” quando invece si è già arrivati a costruire un solido “carretto” il quale, forse proprio perchè così solido, può cominciare a dar fastidio a qualcuno!!!!
    Come potete vedere non ho parlato del legame umano ed affettivo che mi lega a don Pietro perchè non è questo il punto! Come ripeto sono sinceramente preoccupato delle sorti di tutto il lavoro svolto in questi anni.
    Per concludere vorrei ancora rispondere al sig “cristiani si diventi” il quale si scandalizza della nostra voglia di “chiedere con insistenza”.
    Caro “cristiani” ( scusa se, per brevità, ti chiamo affettuosamente così ed aggiungo che, se vuoi rispondermi, puoi tranquillamente chiamarmi “lattante”), i doveri di cui parli sono anche del Vescovo nei nostri confronti, non PUO’ un padre ignorare completamente non solo le richieste ma persino l’esistenza stessa di un figlio!!!!
    Questa è la visione della figura del Vescovo da parte di Giovanni Paolo II, espressa durante un’omelia del 19/03/2001:
    “Padri” e “custodi” sono i Pastori nella Chiesa, chiamati a comportarsi come “servi” saggi e fedeli. A loro è affidata la quotidiana cura del popolo cristiano che, grazie al loro aiuto, può avanzare con sicurezza sul cammino della perfezione cristiana.

    Un abbraccio a tutti.

    data: 21/07/2008

  51. Marco Cianfanelli said

    Non c’ero al consiglio perché EVIDENTEMENTE NON POTEVO essere presente mica perché me ne frego… dico solo che su questo sito stiamo parlando del nostro Vescovo che non intende riceverci mentre noi vogliamo parlargli… ok è un dato di fatto! Vorremmo tanto dirgli tante cose dei nostri problemi… Come credo sappiate è molto improbabile che saremo mai ricevuti tutti insime ed è molto più probabile che invece gli arrivino queste righe! E’ un semplice calcolo delle probabilità… se per lo meno non ci può essere dialogo, scriviamo le motivazioni VALIDE (stile lettera) per cui pensiamo sia giusto che Don Pietro resti!!! Non è che sto facendo una forzatura a nessuno anche perché per quello che mi riguarda tutti i membri del consiglio potrebbero tranquillamente non avere mai aperto questo sito…. ma leggere e trovare su 50 commenti solo commenti sul fatto che sua Eccellenza non ci riceve mi sembra, NON UN ERRORE, MA LIMITATIVO O QUANTO MENO PARZIALE rispetto alla vera entità dei problemi che sono programmi lasciati a metà, progetti appena nati in elaborazione troncati ecc…PARLIAMO DI QUESTO! anche perché se ci avesse ricevuto non avremmo avuto il problema del dialogo ( e già sarebbe stato tanto… ) ma il problema del trasferimento sarebbe rimasto tale e quale!!! Dato che io conosco bene le realtà in cui lavoro di quelle parlo. Io chiedevo a voi di dare motivi solidi al di là dell’affetto che di sicuro c’è per ognuno di noi e validi anche perché siano noti non solo al consiglio pastorale di Ariccia e non solo al nostro Vescovo bensì a tutti come se fossimo stati ricevuti! Certo possiamo scrivere pure tra i problemi che non siamo stati ricevuti e ci sentiamo abbandonati ed è una cosa che fa malissimo anche a me però nessuno parla di progetti veri e propri (e resta sul vago, ecc.) per cui è importante la figura di don Pietro. Boh questo mi lascia un po’ perplesso… Se ritenete poi che non si possa parlare per iscritto di progetti e programmi in corso d’opera troncati fate pure, comunque a me non sembra così impossibile… Io ciò che dovevo dire l’ho detto e credo che già lo sapessero tutti, alla fine ognuno è libero di fare quel che ritiene più opportuno.

    Chiunque tu sia ti abbraccio felice perché almeno esprimi la tua opinione liberamente!

    data: 21/07/2008

  52. cristiani si diventi said

    Avevo capito che questo blog fosse uno strumento per offrire a tutti la possibilità di esprimere il proprio pensiero senza critiche bensì prendendo gli interventi come spunto di riflessione.
    Questa è stata la mia intenzione e credetemi molte cose dette (soprattuto da Marco Cianfanelli) le condivido. Invece vedo che qualcuno si offende e non gradisce le opinioni diverse. Dobbiamo avere tutti una mente unica? Proclamate la libertà di non tacere e poi mettete il bavaglio agli altri? Non vorrei che invece questo blog sia nato per far giungere al nostro vescovo solo la VOCE RUMOROSA di qualcuno, nascondendo il SILENZIO di tanti altri.

    Sempre più credo e riaffermo quanto detto in precedenza, ma soprattutto penso che se veramente siete infuocati di AMORE, e non ho motivo di dubitare, lasciate che questo fuoco contagi senza preoccuparvi del domani: il nostro UNICO E VERO PADRE CELESTE non farà mancare il suo aiuto a chi lavora nella vigna del Signore. Altrimenti dimostrerete che siete troppo attaccati alle vostre opere e vi compiacete di quello che fate: lasciate fare a DIO.
    Custodite gelosamente il vostro AMORE, non lo sbandierate in modo esagerato perchè “chi si esalta sarà umiliato”.

    data: 21/07/2008

  53. Cat said

    Che Dio mandi un po’ del Suo Spirito su ognuno di noi e questa situazione non generi divisione perché dove saremo distanti dai nostri fratelli si inserirà il Demonio… Pregate fratelli per il bene senza attapparsi gli occhi né da una parte né dall’altra!

    data: 21/07/2008

  54. Silvia said

    Premetto che pur avendo già scritto su questo blog, senza palesarmi, non voglio certo nascondere la mia faccia o le mie idee, credo solo che l’anonimato possa essere, a volte, anche una scappatoia per le nostre fragilità. Per questo, invito (nonostante l’ispirata lettera di Marco Cianfanelli che mi ha colpito molto, richiamandomi alle mie responsabilità di operatore pastorale) chiunque voglia farlo, a continuare a dare suggerimenti , testimonianze, manifestazioni di solidarietà e d’affetto o anche di diniego per quello che Ariccia stà muovendo (solo moti d’anima sia ben chiaro … ! sfido chiunque a provare il contrario), anche in anonimato.
    Voglio innanzitutto ringraziare sia chi, come Marco, con sapienza a parer mio, ci invita a riflettere sul senso vero di questo blog, così come, chi , vedi Pasquale, mosso dalle ali della passione e della impulsività difende a spada tratta la propria comunità (in particolare prendendo la parte dei più deboli) ed il suo lavoro. Vorrei, per questo, dire al Vescovo, ma soprattutto a chi teme si stia sbagliando a dare sfogo alla propria coscienza, che la nostra Parrocchia è tanto bella perché è composta da tante voci da tante sfaccettature, frutto del rispetto che Don Pietro ha sempre avuto per ognuno di noi, per l’individuabilità di ognuno di noi che non ha mai voluto plasmare!
    Passo ora, giustamente, alle cose PIU’ IMPORTANTI (la premessa era però fondamentale):

    Perché Ariccia non può tacere!
    Da 3 anni accompagno insieme a mio marito Gianluca ed ad un’altra coppia di animatori, Don Pietro nel percorso che precede il matrimonio e che non è un semplice corso prematrimoniale, ma un PRIMO ANNUNCIO DELLA FEDE. In questo ultimo anno (così come nei precedenti) molte coppie infervorate dall’amore per Gesù, che, però, è passato e stà passando per la testimonianza di Don Pietro, soprattutto, hanno scoperto o riscoperto la fede, una fede giovane e fragile (caro Zeno non sono solo i giovani ad avere bisogno del loro Padre nella fede, ma tutti i giovani cristiani) che non potrà non aver ripercussioni o probabili battute d’arresto dall’allontanamento o meglio la perdita di colui “che per primi li ha capiti” come dicono loro “ che in mezzo alla bruttura della Chiesa é vero e puro” come dicono molti altri. Non scandalizziamoci la fede primordiale ( a cui sono riconducibili queste affermazioni, che in toto non condivido, perché la Chiesa è piena di Grazia e di Grazie) ha bisogno di crescere ha bisogno di testimonianze (il 5° vangelo di cui parlava domenica Don Pietro) di fatti e questo dello spostamento è un fatto, difficile, da comprendere per chi, già con i preconcetti che lo accompagnano , ha appena iniziato o tenta di iniziare a fidarsi di Gesù Cristo.
    Inoltre, tutte quelle coppie che hanno proposto di mettere il loro matrimonio, il loro tempo a servizio della Chiesa, come potranno essere ‘agganciate’ in una pastorale parrocchiale che avrà, lei già da ricomporre i pezzi (dovranno i pre-esistenti operatori trovare nuove dinamiche parrocchiali probabilmente). Non nego che sono preoccupata e amareggiata, per le coppie, che ho visto brillare di una speranza nuova, per i loro entusiasmi, che già immaginavo a servizio di quel progetto o di quell’altro!

    Un abbraccio a tutti e un invito a rimanere uniti. La speranza che i nostri desideri dello Spirito (con la preghiera, per ognuno, di riuscire a discernerli, con la Grazia di Dio) possano essere ascoltati è grande, ma questo non deve farci allontanare dal punto cardine: L’AMORE PER NOI E PER GLI ALTRI.
    Restiamo uniti e non cerchiamo la zizzania, negli altri, ma in noi stessi (questo vale fratelli in primis per me)
    Silvia Duci – coniuge Maresi

    data: 21/07/2008

  55. embrione nella fede said

    …”solo la VOCE RUMOROSA di qualcuno, nascondendo il SILENZIO di tanti altri”…

    Questa frase lascia intendere che la maggior parte delle persone condivida in silenzio la decisione del trasferimento.

    Non è così!

    O meglio la stragrande maggioranza è contraria, basta vivere anche minimamente la realtà del paese (pensiamo a chi non usa questi mezzi di comunicazione per i più svariati motivi, non ultimo la non conoscenza e pensiamo anche a chi ha scelto liberamente di tacere pur pregando perchè don Pietro resti ad Ariccia).
    Mi piacerebbe sapere perchè alcune persone che sembra si ritengano cristiani maturi (per la verità un numero infinitesimale) abbiano accolto con soddisfazione la notizia del trasferimento.
    Che siano “prime donne” che sperano nell’avvicendamento per emergere?????

    Che fede matura!!!

    Un soddisfatto “embrione nella fede”

    data: 21/07/2008

  56. Claudio said

    Raccolgo con entusiasmo il proclama di questo blog, sono d’accordo nel far sentire la voce della comunità ariccina e mi auguro ciò serva a fare in modo che anche il nostro vescovo ci possa aprire uno spiraglio. Ritengo sia onorevole cercare di fare qualcosa per tenere vicino a noi Don Pietro, lo merita come uomo e come sacerdote. Prego affinchè ciò avvenga, prego affinchè sia fatta la volontà di Dio.

    Claudio

    data: 21/07/2008

  57. lattante della fede said

    Caro “cristiani”, qui nessuno si offende né, tantomeno, il pensiero di alcuno viene soffocato dal rumore assordante di cui parli.
    Sei tu, piuttosto, che ti poni in modo, oserei dire, poco simpatico, usando termini quali “lattanti della fede” o usando frasi tipo “siete troppo attaccati alle vostre opere e vi compiacete di quello che fate”.
    Non ti preoccupare, perchè l’Amore sarà sempre il fondamento della nostra vita e CONTINUEREMO A LAVORARE COME I PAZZI affinchè questo Amore conquisti il mondo!!!!!!!
    Infine ricordati il detto: “prega come se tutto dipendesse da Dio, lavora come se tutto dipendesse da te” e noi nel frattempo, al contario di altri, per non sapere né leggere né scrivere, continuiamo a lavorare (e a pregare)!

    data: 21/07/2008

  58. eagle said

    Chiedo scusa a “cristiani si diventi”, ma leggendo il suo nuovo intervento non posso esimermi dal fare altre osservazioni.
    Mi chiedo come può questo blog essere accusato di “mettere bavagli”?
    Leggendo i commenti presenti mi sembra che tutte le parti siano ben rappresentate.
    Se tutto fosse nato solo per rumoreggiare nei confronti del Vescovo probabilmente i suoi commenti e quelli di tanti altri non sarebbero mai comparsi.
    Se ha delle osservazioni da fare su quanto le viene contestato, piuttosto che sviare su altri argomenti, le faccia tranquillamente, nessuno le chiuderà la bocca!!!
    Mi sembra che qui, se c’è qualcuno che si sente offeso perché altri si permettono di fare delle critiche a ciò che scrive, questo è proprio lei mio/a caro/a “cristiani si diventi”.

    data: 21/07/2008

  59. Marco Cianfanelli said

    GRAZIE SILVIA avevo il timore che non fosse stato chiaro il senso del mio intervento e fortunatamente tu l’hai colto in pieno!!! Grazie davvero del tuo commento era proprio quello che speravo accadesse! GRAZIE ANCORA PERCHE’ MI ERO UN PO’ INTRISTITO CHE MI SI FRAINTENDESSE… TI ABBRACCIO STRETTISSIMA! PARLIAMO ANCHE DELLE NOSTRE MILLE ATTIVITA’ IN CORSO!

    data: 21/07/2008

  60. dià lògos said

    Rispondo agli interventi di “cristiani si diventi”.

    1) Parlare della propria conversione è già cosa ardua, ma argomentare sulle conversioni altrui e su come debbano evolvere mi pare davvero fuori luogo. Ognuno ha i suoi tempi e solo Dio li conosce e, poichè ci ama, li rispetta e sa attendere … Mettere in dubbio, poi, che “si vogliano accettare i rischi connessi all’essere un vero cristiano”, non è propriamente indice di “mitezza” e rispetto.
    Per quanto riguarda i giovani, credo che tu non li conosca proprio, se li definisci “plasmabili”!!! E per fortuna che non lo sono … E poi chi dice che all’inizio di un cammino possono trovarsi solo dei ragazzi? Non è in contraddizione con la definizione che tu dai di “lattanti della fede”, riferita anche agli adulti? Mi pare che nelle tue affemazioni ci sia un po’ di confusione …
    Sulla similitudine con il lutto, non ho proprio capito cosa tu intenda: il lutto, la perdita e qualcosa che ci capita addosso e che, con il tempo e l’aiuto degli altri, abbiamo bisogno di “elaborare” per andare avanti; non è una modalità adottata volontariamente da qualcuno per farci crescere! Insomma, se a un bambino si rompe il giocattolo preferito io cercherò di aiutarlo a superare la perdita, ma certo non glielo romperò mai apposta per farlo crescere!!! Poi dici “basta pensare a cosa ci viene detto quando perdiamo una persona cara”: francamente non riesco a trovare nessuna attinenza risetto alla nostra situazione …

    2) Mi sembra che le idee diverse trovino spazio e che nessuno si scandalizzi, ma, solo, controbatta con le proprie opinioni: questo per me è dialogo e civile confronto. Riguerdo alle esperienze simili su cui basarci, beh, non è che siano tutte positive, anzi!!!! Personalmente conosco diversi casi nei quali il trasferimento improvviso di un parroco ha interrotto molte iniziative e causato diversi problemi di non facile soluzione.

    3)Non credo che il silenzio sia in contrasto con l’espressione delle proprie opinioni, e comunque il silenzio attiene alla sfera individuale, il confronto e la discussione a quella collettiva.

    Infine, su diritti e doveri credo che, al di là di tutto, ognuno di noi debba “fare verità” in se stesso e nelle situazioni e che, a tal fine, ci sia assoluto bisogno di dialogo.

    data: 22/07/2008

  61. Antonio Ceravolo said

    Continuando con queste email contro il nostro amato Vescovo Marcello state scandalizzando tutti! Obbiedenza, è questa la Parola d’ordine! Guai a chi scandalizza….

    data: 22/07/2008

  62. lattante della fede said

    Mitico Ceravolo, intervento spettacolare!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    GUARDA CHE QUELLI SCANDALIZZATI SIAMO NOI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Noi che non possiamo parlare, noi che, nonostante l’impegno continuo e generoso, contiamo meno di zero, noi che SIAMO LA CHIESA!!!!!!!!!!!

    “Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono, meglio sarebbe per lui che gli passassero al collo una mola da asino e lo buttassero in mare” (Mc 9,42).

    Ceravolo, i piccoli che credono SIAMO NOI!!!!!!!!!!

    data: 22/07/2008

  63. Paolo said

    La chiusura al dialogo è scandalo e l’estremismo bigotto sono il vero scandalo!

    data: 22/07/2008

  64. LORENZA said

    SALVE A TUTTI!!!! FACCIO ANZITUTTO I COMPLIMENTI A CHI AVUTO L’IDEA DI CREARE QUESTO SPAZIO…COMPLIMENTI!!PENSANDO PIù E PIù VOLTE ALL’ASSURDITA’ DEL MOMENTO CHE ARICCIA STA VIVENDO E SOPRATTUTTO ALL’ASSURDITA’ DEI MOTIVI CHE SONO ALLA BASE DI QUESTO SCONVOLGIMENTO PURAMENTE PRIVO DI BUON SENSO, NON HO POTUTO FAR A MENO DI RIPENSARE AD UN MOMENTO CHE SICURAMENTE MOLTI DI VOI RICORDERANNO.
    COLONIA ESTATE 2005 GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTù…NELLA MESSA MATTUTINA NEL PAESE VICINO COLONIA CHE CI OSPITAVA: L’OMELIA SPETTAVA AL VESCOVO DELLA DIOCESI DI ALBANO ,MARCELLO SEMERARO. ERAVAMO IN MOLTI DELLA DIOCESI DI ALBANO QUINDI ASCOLTAMMO TUTTI PIUTTOSTO ATTENTAMENTE QUELLO CHE AVEVA DA DIRE. UN INTERVENTO DEVO DIRE INTERESSANTE , CHIARO, CONCISO. TRA TUTTE LE SUE PAROLE UNA FRASE PERO’ MI RIMASE IMPRESSA ,IL VESCOVO DISSE :”L’UOMO E’ TABERNACOLO DI DIO”. MEDITAI SU QUESTA FRASE…..PENSAI CHE IN MOLTI CASI PER MOLTI UOMINI E’ DAVVERO DIFFICILE RITENERLA VERA. MAI PERO’ AVREI IMMAGINATO CHE PROPRIO L’UOMO O MEGLIO IL PRETE CHE CON TANTA ENFASI LA PRONUNCIO’ POI AVREBBE DIMOSTRATO CON I FATTI IL CONTRARIO.
    NON VORREI QUINDI PROPRORRE A MONS. SEMERARO DOMANDE SULLE SCELTE PRESE NEGLI ULTIMI TEMPI, VORREI SEMPLICEMENTE RIPROPORGLI LE SUE STESSE PAROLE…MAGARI A QUELLE RISPONDE.

    data: 22/07/2008

  65. Zeno said

    Non capisco, e ribadisco: “non capisco”.

    Se Marino non ride per la perdita del “prete esorcista”, Ariccia continua a piangere “don Pietro”. Solo in parte perché non compie alcuno sforzo per mettersi in condizione di interagire con altri interlocutori, e forse perché privilegia la fedeltà cieca a certa “teologia morale”, sia pur con profondo riguardo per quella biblica ed evangelica, almeno nelle parole.
    Non apre pero’ al confronto con la ricerca del normale vivere libero e civile senza dover vanificare per questo, quanto nello stesso arco di tempo è stato fatto sul piano pastorale. È un atteggiamento che in nulla contribuisce alla crescita di un’inutile comprensione. Non fa del bene e non farà del male solo se tale avvicendamento verra’ passato sotto silenzio e presto dimenticato.

    Tutti sappiamo bene di molti “progetti pastorali” attribuiti alle iniziative, allo zelo e alla lungimiranza di don Pietro, ma questa espressione, “progetto pastorale”, più in generale e radicalmente richiama il modo di porsi della Chiesa nella società: il desiderio cioè della nostra comunità cristiana rispondente alla missione di Nostro Signore Gesu Cristo, di essere presente in mezzo agli uomini e alla storia con progetti a misura di uomo, di famiglia, di relazioni sociali ispirate alla Parola di Dio e declinate in dialogo con la cultura del nostro tempo, in sintonia con le ansie e i problemi degli uomini nel nostro territorio.

    Con accortezza e fine tenacia, si tenta invece di mantenere nella forma più acuta un dominio tramite l’uomo. Provo una profonda repulsione verso certa “teologia morale”, piena di molto riguardo per tutte le debolezze umane, ma che poi viene sfruttata senza troppi scrupoli tra la gente semplice, col rischio di soffocare l’operosità cittadina civile appropriandosene, senza alcun riguardo e tanto traspare anche dai rapporti con le donne, sia le prime sia le ultime, nei vari modi in cui si trae profitto da questo calore e dall’intimità.

    Al contrario, si dovrebbe acconsentire affinche’ Ariccia e Marino accrescano le proprie energie liberando l’operosità cristiana, tramite avvicendamento dei Parroci, emancipare sempre nel difendere il vero popolo debole, eliminando qualsiasi arcaica gestione morale, che grava e mira a mantenere la voluta ignoranza invadendo tutti i settori della società, esercitando una trasversale dittatura tanto farisaica se non affare politico vero e proprio.

    Il Parroco nella sua grandezza e miseria umana e’ sempre uno strumento nelle mani di Dio e della Provvidenza, nessuno potra’ appropriarsene per proprio tornaconto grazie alla regola dell’avvicendamento.

    Sia Lodato Gesu Cristo. Zeno.

    data: 22/07/2008

  66. dià lògos said

    A questo punto vorrei Riportare Il Discorso Sugli Argomenti Che Ci Stanno A Cuore.
    Va a finire che, per replicare a chi ci critica (l’ho fatto anch’io…), perdiamo di vista quello che davvero ci interessa. Non vorrei che qualcuno cerchi di portarci sul terreno della polemica sterile proprio per distoglierci da altri temi …

    Mi interessa parlare un po’ delle mie preoccupazioni riguardo a tutte le iniziative e i progetti, a tutti i sogni, avviati o in cantiere, frutto di tanti anni di lavoro, di riflessione e di passione comunitaria, che rischiano seriamente di interrompersi o di non partire mai.

    Si concluderà mai il progetto educativo rivolto ai bambini e ragazzi?
    Vivranno ancora i gruppi di adolescenti, che necessitano di cure particolarissime, per la fragilità e il disorientamento tipici dell’età, ma che, amati e seguiti con passione, possono dare frutti inimmaginabili?
    Si scommetterà sui giovanissimi animatori e sulla loro formazione, con attenzione, competenza ed entusiasmo?
    Si troverà la via per proseguire a guidare, motivare e “infiammare” i giovani educatori, che sono la vita e l’anima dell’oratorio?
    Si “conquisteranno” i giovani fidanzati, mostrando loro lo splendore di un Amore che supera infinitamente il loro amore e che pure lo ricomprende e lo illumina?
    Si cercheranno modi, luoghi e situazioni per vivere la dimensione di coppie e famiglie alla luce del Vangelo?
    Si svilupperanno i tanti progetti a carattere sociale già in essere e i mille ancora solo “pensati”?

    Insomma, tante parole per esprimere un’unica pressante urgenza pastorale, la sola che ha guidato in tutti questi anni don Pietro, contagiando chiunque gli stesse vicino: inventare e moltiplicare le occasioni per annunciare, gridare, raccontare a tutti, dovunque, con ogni linguaggio e con ogni metodo la meravigliosa notizia dell’Amore immenso e senza limiti di Dio, per dare a tutti l’annuncio che dà senso alla vita e la trasforma in una meravigliosa avventura!

    Che fine faranno tutti questi progetti? Questa è la domanda! Questa è la questione! Questo è il nodo! E, si badi bene, non sono “nostri” progetti, nostre prerogative, ma tutti, sempre e soltanto, al servizio dell’annuncio del Vangelo.

    “Non è infatti per me un vanto predicare il vangelo; è un dovere per me: guai a me se non predicassi il vangelo!” (1Cor 9, 16)

    data: 22/07/2008

  67. parrocchiano said

    A Zeno ma parla come magni che te sei capito da solo… o forse cerchi di mascherare le tue affermazioni dietro vani giri di parole che dicono e non dicono per far solo arrabbiare la gente? Stai a pezzi… aripiate che t’aripio!!! Se eravamo tutti così ad Ariccia il prete esorcista ce serviva pe davero…

    data: 22/07/2008

  68. lattante della fede said

    Caro (penso più cara) Zeno, ho letto e riletto il tuo ultimo messaggio ma, sicuramente per colpa delle mie limitate capacità intellettuali, non ho capito niente!!!!
    (o meglio, forse qualcosa ho capito ma spero vivamente di essermi sbagliato)!!!!

    PS: a parrocchiano, me fai ammazza’ dal ride!

    data: 23/07/2008

  69. ex-cattolico said

    ARROGANZA (Gibran)

    La luna piena si levò splendida sulla città,

    e tutti i cani si misero ad abbaiare

    alla luna.

    Solo uno non abbaiava,

    e ammoniva con voce grave:

    “Non destate la quiete del suo sonno,

    non trascinate la luna a terra

    con il vostro abbaiare.”

    Tutti i cani smisero di abbaiare,

    in un silenzio colmo di timore.

    Ma il cane che li aveva rimproverati

    continuò ad abbaiare tutta la notte

    che facessero silenzio.

    data:23/07/2008

  70. dià lògos said

    Se è giusto che voi attendiate la parola del vescovo, sappiate, però, che il vescovo attende a sua volta la vostra parola, anzi la desidera. Abbiamo tutti bisogno di ascoltarci e di parlarci. Sappiamo bene che la comunione ha bisogno della comunicazione.

    Il testo (Lumen Gentium) è importante per più ragioni. Per quanto asserisce, anzitutto, riguardo all’importanza dell’opera dei fedeli laici nella Chiesa.

    Cosa, allora, è la sinodalità? E’ “ascoltare ciò che brucia nel cuore dell’altro; è volontà di non prendere decisioni senza l’altro, o contro o all’insaputa dell’altro …” (L. Manicardi)

    Risuoni ancora, dunque, la voce di Giovanni Paolo II che nella Lettera apostolica “Novo millennio ineunte” (2001) scriveva: “Gli spazi della comunione vanno coltivati e dilatati giorno per giorno, ad ogni livello, nel tessuto della vita di ciascuna Chiesa. La comunione deve qui rifulgere nei rapporti tra Vescovi, presbiteri e diaconi, tra Pastori e intero Popolo di Dio … A tale scopo devono essere sempre meglio valorizzati gli organismi di partecipazione previsti dal Diritto canonico … La teologia e la spiritualità della comunione, infatti, ispirano un reciproco ed efficace ascolto tra Pastori e fedeli … spingendoli a convergere verso scelte ponderate e condivise” (n.45)

    Una sinodalità espressa istituzionalmente è possibile se esiste una Chiesa sinodale, che cammina e crede insieme, che condivide l’esperienza di fede, è abituata al dialogo, al confronto.

    Nella pastorale diocesana e parrocchiale l’ordine del giorno non lo stabiliscono le preferenze, anche di ordine spirituale, dei ministri, bensì il bisogno dei fedeli …

    PENSIERI TRATTI DALL’INTERVENTO DI CONCLUSIONE AL CONVEGNO DIOCESANO 2008 ( “La gente chi dice che io sia” ) DI S.E. IL VESCOVO DI ALBANO MARCELLO SEMERARO

    data: 23/07/2008

  71. eagle said

    Ho un timore!
    Leggendo le considerazioni di Zeno (almeno quelle che si comprendono) emerge una buona conoscenza di don Aldo (“ottima scelta”, “gigante di don Aldo”, “oculata scelta”, “prete esorcista”) che, a mio parere, difficilmente può essere maturata ad Ariccia. Spero vivamente che Zeno non sia un parrocchiano di Marino perché se cosi fosse, vista la felicità con cui parla di questo “normale avvicendamento”, le mie preoccupazioni non possono che aumentare!!!

    data: 23/07/2008

  72. lattante della fede said

    Spettacolare quanto riportato da dià lògos, incredibile, non ho parole!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    data: 23/07/2008

  73. carlo said

    mi rifaccio a quanto esposto dal sig. Vitelli Ignazio, uomo di cultura e di grande fede. In parte anche io condivido che le vie del Signore sono infinite e imperscrutabili per il raggiungimento degli obiettivi della Chiesa. Ma, anche noi abbiamo bisogno della guida del nostro Don Pietro che molto ha fatto, sta facendo e farà per i nostri giovani, gli anziani, i bambini, le donne ripristinando in tutti antiche e bellissime tradizioni. Sua eccellenza il Vescovo Semeraro, deve ascoltare queste parole, farle sue. Non voglio credere che sia insensibile alla voce che si leva dalla popolazione Ariccina, senza distinzione di credo, di politica, di estrazione sociale. Spogliare un altare per vestirne un altro! cui prodest? Voglio ancora riferirmi a quei detrattori del nostro Parroco…Eccellenza ci lasci il nostro Parroco e avrà perenne riconoscenza da noi e dai nostri figli.

    data: 23/07/2008

  74. Carla Gozzi said

    Agli organizzatori del sito:
    Questa mattina (ore 9,30 del 23/07) ho inviato un messaggio a questo blog. Come mai non è apparso?
    Ciao, Carla

    data: 23/07/2008

  75. Vdv said

    Sono davvero d’accordo con dià logos!!
    Probabilmente c’è anche qualcuno che ride alle nostre spalle e si diverte a vederci “infervorati”!!
    Io personalmente in questi ultimi giorni sto riflettendo molto sull’omelia di don Pietro!!
    Per questo sono convinta che anche in questo blog NOI dobbiamo essere testimoni del vangelo, del 5° vangelo che , per chi non era presente domenica a messa, siamo proprio noi!!!
    Siamo noi e lo testimoniamo ogni giorno con la nostra vita e le nostre azioni!!
    IN BARBA A CHI CI CRITICA!
    Combattiamo per qualcosa…e questa è già cosa molto rara in un mondo menefreghista come il nostro!!
    …e mi pare che lo si stia facendo con tutto il rispetto e la mitezza dovuta alla delicata situazione (questo in risposta a chi ci ha accusati di aver fatto troppo rumore!!Penso che certa gente non sia mai stata ad una manifestazione da giovane oppure ad un concerto dei Red Hot Chili Peppers!!Oltre tutto c’è gente che si è letta anche l’intero DIRITTO CANONICO per affrontare preparata questa situazione, proprio perchè non si vuole parlare a vanvera!!)
    Quindi ecco…la zizzania oltre a cercarla dentro di noi, lasciamola fare agli altri!! ;-)
    ARICCIA CI CREDE, AVREMO SEMPRE FEDE!!

    data: 23/07/2008

  76. STAFF "Ariccia NON tace" said

    GRAZIE A TUTTI AL MOMENTO PER GLI INTEVENTI….
    SIETE GRANDI..ANCHE QUELLI CHE ESPRIMONO OPINIONI FORTEMENTE CONTRARIE…
    AMMIRO IL CORAGGIO DI ANTONIO CERAVOLO CHE SI E’ PALESATO… COSA NON FATTA DA ZENO E CRISTIANI SI DIVENTI…COMUNQUE ABBIAMO SPRONATO NOI ALL’ANONIMATO…NOI STESSI/E NON CI PALESEREMO MAI..CREDO COMPRENDIATE I PROBLEMI CHE AVREMMO…

    UNA COSA RAMMARICA PIU’ DI TUTTE..
    LA CERTEZZE CHE QUESTO BLOG (LO SAPPIAMO DALLE STATISTICHE E DAGLI INDIRIZZI IP) E’ STATO PIU’ VOLTE VISITATO DALLA CURIA VESCOVILE DI ALBANO MA NESSUNO E RIPETO NESSUNO HA VOLUTO INTERVENIRE APERTAMENTE…ANCHE SOLO DICENDO CHE COMUNQUE SONO VICINI A NOI IN QUESTO MOMENTO DIFFICILE…
    TANTO PIU’ CHE IL VESCOVO RIMANE NELL’INDIFFERENZA….

    ECCELLENZA PERCHE??
    NEANCHE UNA LETTERA…UN INTERVENTO…UN E-MAIL…
    MAH!! ALMENO SPERIAMO PREGHI PER NOI…
    VOGLIONO DAVVERO VEDERCI SOTTO IL BALCONE DEL PAPA (A CUI TUTTI NOI DELLO STAFF CI SENTIAMO MOLTO LEGATI/E..) A CASTELLO A MANIFESTARE??? FORSE QUANDO LE TV CI RIPRENDERANNO ALLORA QUALCUNO CI ASCOLTERA’??? A QUESTO VOGLIAMO ARRIVARE??
    NE SIAMO CERTI??

    QUESTO SITO NON DOVEVA NASCERE AFFATTO….EH SI ORA LO POSSO DIRE APERTAMENTE…
    VOLEVAMO SALVARE LA CHIESA DA UNO SCANDALO!!! PERCHE NOI SIAMO LA CHIESA!!! E AGLI OCCHI ESTERNI DI CHI LEGGE COSE DEL GENERE QUESTO E’ UNO SCANDALO CHE GETTA FANGO SU NOSTRA MADRE, LA CHIESA!!!
    GIURO PERO’ SULLA MIA FEDE CHE CI HANNO COSTRETTO! ABBIAMO AVUTO LE PORTE SBATTUTE IN FACCIA…E CONTINUANO A SBATTERLE…

    E’ QUESTO CHE SI VUOLE? CHE UNA COMUNITA’ PERDA FIDUCIA NELLA CHIESA DI ALBANO?
    ATTENTI NON NEL VANGELO …QUELLO NN CE LO TOGLIE NESSUNO!!!

    E VOI CHE SIETE CONTRARI A QUESTO DISSENSO DA PARTE DELLA COMUNITA, SERIAMENTE PENSATE CHE LA CHIESA NEI NOSTRI CONFRONTI SI STIA COMPORTANDO DA MADRE?

    NOI ABBIAMO SOLO CHIESTO SPIEGAZIONI…
    COME SINGOLI, COME GRUPPI, COME CONSIGLI PASTORALI, COME CITTA’, COME SINDACO (L’UNICO CHE HA AVUTO IL PRIVILEGIO DI ESSERE RICEVUTO…PERCHE’???)
    NESSUNO E RIPETO NESSUNO SI E’ DEGNATO DI RISPONDERE AL NOSTRO GRIDO…
    DAVVERO CREDETE CHE DOVEVAMO DOPO 22 ANNI STARE ZITTI? SENZA NEANCHE CAPIRE IL PERCHE’?

    MOLTA E’ L’AMAREZZA AL MOMENTO…
    MA NON CI FERMIAMO…NON CI FERMEREMO…
    GRAZIE A TUTTI COLORO CHE CI SONO VICINI E CI CONFORTA SAPERE CHE SIETE TANTISSIMI!!!

    data: 23/07/2008

  77. STAFF "Ariccia NON tace" said

    Per la Sig.ra CARLA GOZZI:

    non ci è pervenuto nessun messaggio per quell’ora da parte sua, siamo spiacenti. Pertanto Sig.ra Carla la invitiamo a riscrivere il commento ed assicurarsi di aver premuto invia come fatto per il secondo messaggio nel quale chiedeva giustamente spiegazioni. Ci scusiamo dell’inconveniente ma non è dipeso da noi.

    Se lasciate le mail giuste verrete avvisati in caso di CENSURA con eventuale richiesta di riscrittura del commento (le mail possono essere viste solo dai gestori del sito). Sottolineamo che per ora si è verificato solo due volte per commenti, a nostro avviso, poco rispettosi. Chiediamo scusa apertamente ad ALESSIO375 per il ritardo della comunicazione.

    data: 23/07/2008

  78. il gioco dei 9 (anni) said

    Quale utilità in questo/i trasferimenti?
    Penso sia difficile sostenere che il trasferimento del parroco non porti con sé un periodo, più o meno lungo, d’assestamento. Non stiamo parlando di una macchina, dove basta premere un bottone o girare una chiave e tutto funziona regolarmente, ma di un insieme di persone ciascuna con la sua storia, personalità, testa; stiamo parlando di una moltitudine di rapporti umani e di fiducia; stiamo parlando di conoscenze delle persone e del territorio.

    Che l’avvicendamento di un parroco provochi delle difficoltà emerge anche da commenti, presenti in questo blog, scritti da persone non proprio contrarie al fatto che ciò avvenga:
    • “ … difficoltà che si presenteranno a don Aldo …” (messaggio di pace)
    • “ … difficili anni a venire …” (Zeno)
    • “ … in modo che nulla vada perduto di quanto la Parrocchia ha acquisito … ” (Marina e Danilo Badiali).

    Allora, tornando alla domanda iniziale, perché mettere a repentaglio la vita delle parrocchie per dei “normali avvicendamenti”? Perché quando una Parrocchia funziona si deve scompigliare tutto per una norma che, leggendo attentamente, non sembra obbligare a un ferreo rispetto?

    Aggiungo un’altra considerazione: se il trasferimento dopo un determinato numero di anni è la regola che il nostro Vescovo sembra seguire, mi chiedo con quali stimoli un parroco possa iniziare il suo mandato e portare avanti un piano pastorale articolato e ad ampio respiro, essendo consapevole del fatto che al massimo la sua carica durerà 9 anni.

    data: 23/07/2008

  79. lattante della fede said

    Mitico staff!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    data: 23/07/2008

  80. lattante della fede said

    Riporto in evidenza quanto scritto da dià lògos perchè in quel messaggio è riassunta, senza bisogno di ulteriori commenti, l’assurdità di tutta questa situazione!!!!!!!!!

    Se è giusto che voi attendiate la parola del vescovo, sappiate, però, che il vescovo attende a sua volta la vostra parola, anzi la desidera. Abbiamo tutti bisogno di ascoltarci e di parlarci. Sappiamo bene che la comunione ha bisogno della comunicazione.

    Il testo (Lumen Gentium) è importante per più ragioni. Per quanto asserisce, anzitutto, riguardo all’importanza dell’opera dei fedeli laici nella Chiesa.

    Cosa, allora, è la sinodalità? E’ “ascoltare ciò che brucia nel cuore dell’altro; è volontà di non prendere decisioni senza l’altro, o contro o all’insaputa dell’altro …” (L. Manicardi)

    Risuoni ancora, dunque, la voce di Giovanni Paolo II che nella Lettera apostolica “Novo millennio ineunte” (2001) scriveva: “Gli spazi della comunione vanno coltivati e dilatati giorno per giorno, ad ogni livello, nel tessuto della vita di ciascuna Chiesa. La comunione deve qui rifulgere nei rapporti tra Vescovi, presbiteri e diaconi, tra Pastori e intero Popolo di Dio … A tale scopo devono essere sempre meglio valorizzati gli organismi di partecipazione previsti dal Diritto canonico … La teologia e la spiritualità della comunione, infatti, ispirano un reciproco ed efficace ascolto tra Pastori e fedeli … spingendoli a convergere verso scelte ponderate e condivise” (n.45)

    Una sinodalità espressa istituzionalmente è possibile se esiste una Chiesa sinodale, che cammina e crede insieme, che condivide l’esperienza di fede, è abituata al dialogo, al confronto.

    Nella pastorale diocesana e parrocchiale l’ordine del giorno non lo stabiliscono le preferenze, anche di ordine spirituale, dei ministri, bensì il bisogno dei fedeli …

    PENSIERI TRATTI DALL’INTERVENTO DI CONCLUSIONE AL CONVEGNO DIOCESANO 2008 ( “La gente chi dice che io sia” ) DI S.E. IL VESCOVO DI ALBANO MARCELLO SEMERARO

    Scritto da : dià lògos | 23/07/2008

    data: 23/07/2008

  81. Silvia said

    Caro Antonio Ceravolo,
    non ticonosco ma avrei cmq piacere di faRLO,
    Tu parli di amato Vescovo e di scandalo. Dici cose assurde!
    L’amore non si impone non si comanda, non si esige,
    Gesù Cristo si é fatto amare e lasciato amare per i suoi insegnamenti per i suoi comportamenti ricordi il dono della sua vita per noi! non voglio dire che il Vescovo non stia donando la vita per la Sua missione… io però, non ho avuto la possibilita di viverlo di conoscerlo seriamente, se non in questa decisione, che non capisco (bada non dico non ritengo giusta) e che nessuno mi aiuta a capire per spiegare, mi ripeto , anche a chi, all’inizio del suo cammino di fede, ho avuto la grazia di accompagnare! Probabilmente starò scandalizzando te, tu invece non mi scandalizzi, anzi ringrazio Dio per la diversità e per il contradditorio da cui, se ben dispostA e apertA di cuore, la comunità non può che crescere…. e chissa che qualcuno NON DIVENTI MATURO NELLA fede!!!!

    data: 23/07/2008

  82. EX-CATTOLICO said

    Mi unisco anche oggi al…Coro con
    1 – un pensiero di Gibran = Il segreto del canto risiede tra la vibrazione della voce di chi canta ed il battito del cuore di chi ascolta!
    2 – un detto napoletano = ‘o peggio surd’ è chi nun vo’ senti’ (il peggior sordo è chi non vuole ascoltare)

    data: 24/07/2008

  83. EX-CATTOLICO said

    Ho letto le parole di Antonio Ceravolo: CHE TRISTEZZA!

    data: 24/07/2008

  84. un cattolico said

    Sono in cattolico, come tanti, della zona dei castelli romani.

    Navigando su internet sono rimasto colpito e stupeffatto di quanto stà sucedendo nel Comune di Ariccia relativamente al prossimo cambio alla guida della Comunità parrocchiale.

    Il dibattito mi ha colpito, mi sono quindi documentato e ho ritenuto che era il caso di esprimere una opinione.

    Un cattolico praticante, quale sono presumo coloro che esprimono le loro opinioni, sapranno sicuramente che esiste il Codice di Diritto Canonico.

    Esso è la legge fondamentale della Chiesa, quando tratta di Parroci, ed al canone 522 dice che: il Parroco non abbia stabilità, perciò sia nominato a tempo indefinito e può essere nominato per un periodo determinato dal Vescovo”.

    La stessa Conferenza Episcopale Italiana ha stabilito che per l’Italia la nomina per tempo determinato abbia la durata di nove anni (Delibera n. 17 del 6 settembre 1984).

    Da quanto mi risulta il Parroco di Ariccia è Parroco da 22 anni, quindi avrebbe superato abbondantemente quanto stabilito dalla Conferenza Episcopale Italiana, e la durata della sua permanenza in Ariccia corrisponderebbe a più di un mandato.

    Ho assistito tempo fa ad una ordinazione sacerdotale e ricordo che il Vescovo, al momento dell’ordinazione sacerdotale, ha chiesto al sacerdote:

    “Prometti a me e ai miei successori obbedienza e filiale rispetto?”.

    E il sacerdote appena ordinato ha risposto:

    “Sì lo prometto”.

    Quindi tutte queste manifestazioni, che vorrebbero quasi essere delle rivolte popolari, mi sembrano inopportune per dei cattolici e sicuramente fanno indignare quanti, nella loro fede, hanno scelto di far parte della stessa chiesa cattolica.

    Questo sacerdote per essere così apprezzato, sarà sicuramente molto valido, ma proprio per questo, verrà chiamato a svolgere una missione più utile e necessaria, in luoghi dove ci saranno altri fedeli, i quali avranno sicuramente maggiore bisogno di lui.

    Un semplice cattolico

    data: 24/07/2008

  85. EX-CATTOLICO said

    Susatemi se scrivo ancora ma questa vicenda e questo dibattito mi incuriosiscono e mi coinvolgono.
    Rileggendo le domande poste da chi ha creato il blog ce n’è una che secondo me è significativa: “Perché rifiutare, in qualità di VESCOVO, di ascoltare dei laici che chiedono solo un dialogo umano, tra pecore e pastore”
    Secondo me è in quel “pecore e pastore” che va cercata la causa del problema.
    Il pastore non chiede il parere delle pecore e per governarle usa i cani. Le usa, le tosa, le munge, le mangia addirittura.
    Ma non è sempre così perché il pastore è anche buono e magnanimo, raduna le pecore e parla loro di un mondo giusto in cui ognuno ha valore. Nemmeno le chiama più pecore, al punto che le pecore cominciano a dubitare loro stesse di essere pecore. Certo, non pretendono di essere pastore ma cominciano ad usare il cervello e addirittura scoprono che possono anch’esse, parlare, come il loro buon pastore.

    Ma appena decidono che non vogliono più belare…. il pastore tace e, in silenzio, ricomincia a usarle, a mungerle, ecc….

    Alessi375@virgilio.it

    data: 24/07/2008

  86. Anonima said

    Sono certa che questo commento non verrà pubblicato…provo cmq ad inserirlo!!!
    Sarò semplice e diretta…sono contenta che Don Pietro venga trasferito!!!
    In 22 anni di sacerdozio ad Ariccia ho avuto solo delusioni da lui e dalla “perpetua”…
    Pertanto…confido molto nel prossimo sacerdote!!!
    Grazie.

    data: 24/07/2008

  87. silvia said

    Caro semplice cattolico, perché non ti firmi?
    Chissa’!
    Il nostro Parroco si stà dimostrando obbediente … fino alla morte … lasciatemi la licenza !
    Non può però certo imbavagliarci uno per uno…. magari lo vorrebbe!
    Per quanto mi riguarda voglio dirti che la mia coscenza di cristiano PRATICANTE E OPERATORE NELLA PASTOLARE NON MI PERMETTE DI SMETTERE DI CERCARE LA VERITà DI SEGUIRE LA VERITà !

    data: 24/07/2008

  88. parrocchiano said

    Cara ANONIMA,
    dipende CHE COSA cercavi da don Pietro… Se cercavi “maria pe’ roma” hai sbagliato casa, vieni da me a cercarla che t’a do io… ‘NA ZAMPATA ‘N PETTO!! ma vedi de piantalla!

    data: 24/07/2008

  89. EX-CATTOLICO said

    Caro “parrocchiano” ma chi ti dà il diritto di usare parole così violente? Cosa è questo tono minaccioso da energumeno? Rispetta l’altrui pensiero e impara a soffocare la tua ira volgare.
    Grazie

    data: 24/07/2008

  90. con il cuore said

    Caro ex cattolico ti stimo perchè ritrovo in te remotissime tracce di lotte e di ideali,ma con il tempo ho capito che non c’è rivoluzione che abbia mai dato paradisi e frutti succosi per tutti, semplicemente si sostituisce l’uno con l’altro.
    L’unica vera rivoluzione è quella dell’Amore,come si attua?con l’obbedienza fino alla Croce e tu da buon Cristiano lo sai,certo che dobbiamo usare il cervello ed io nei miei commenti non mi precludo tale opportunità,ma non rischiamo di fare di ogni cervello una propia chiesa.
    Un abbraccio fraterno.

    data: 24/07/2008

  91. un cattolico più semplice ancora said

    “Un semplice cattolico” afferma che don Pietro, cito testualmente,
    “…verrà chiamato a svolgere una missione più utile e necessaria, in luoghi dove ci saranno altri fedeli, i quali avranno sicuramente maggiore bisogno di lui…”

    La domanda sorge spontanea: perchè hanno bisogno di lui??? Il loro parroco non ce l’hanno già???

    Un dubbio mi attanaglia visto che quel parroco dovrà venire da noi: forse ci attendono tempi duri!!!???

    un cattolico più semplice ancora

    data: 24/07/2008

  92. xxx said

    casualmente un semplice cattolico si è imbattuto in questo blog e casualmente aveva tra le mani il codice di diritto canonico e soprattutto tempo da perdere dietro ad una vicenda che apparentemente non lo riguarda… beato lui!!!

    data: 24/07/2008

  93. Anonima said

    Caro parrocchiano,
    vedo che per te la libertà di parola è un optional e che, pur frequentando la chiesa, i principi del Vangelo non ti sono molto chiari!!! Io cercavo solo un Padre Spirituale e non l’ho trovato!!!
    Per lo staff…alla faccia del blog moderato!!!
    Ora capisco perchè consigliate l’anonimato…complimenti!!!

    data: 24/07/2008

  94. lattante della fede said

    Anonima ha scritto:
    vedo che per te la libertà di parola è un optional e che, pur frequentando la chiesa, i principi del Vangelo non ti sono molto chiari!!! Io cercavo solo un Padre Spirituale e non l’ho trovato!!!
    Per lo staff…alla faccia del blog moderato!!!

    Premesso che, effettivamente, “parrocchiano” è stato piuttosto aggressivo e che, per questo, doveva essere “moderato”, io non capisco assolutamente il tuo intervento, perchè è “troppo personale” e mi spiego: qui non stiamo parlando di situazioni specifiche, di problemi inerenti a rapporti interpersonali del tipo “vojo bene a don Pietro” oppure “vojo male a don Pietro” perchè mi ha fatto un torto, qui si parla, molto più seriamente, del futuro di un’intera comunità fatta di migliaia di anime!!!!!!
    Qui si parla di programmi, di progetti, di situazioni che, con l’allontanamento di don Pietro, verrebbero ridimensionati o, forse, addirittura cancellati!!!!
    Smettiamola di parlare del proprio piccolo, personale, insignificante “orticello” e cominciamo a ragionare ed a pensare “in grande”, cominciamo cioè a parlare di Gesù!!!!!

    data: 24/07/2008

  95. lattante della fede said

    Visto che qualcuno parla tanto a sproposito dei famosi nove anni, riporto un interessante intervento ripreso da un documentato forum cattolico (cattolici romani):

    Non è stabilita nessuna scadenza temporale per un parroco!

    Can. 519 – Il parroco è il pastore proprio della parrocchia affidatagli, esercitando la cura pastorale di quella comunità sotto l’autorità del Vescovo diocesano, con il quale è chiamato a partecipare al ministero di Cristo, per compiere al servizio della comunità le funzioni di insegnare, santificare e governare, anche con la collaborazione di altri presbiteri o diaconi e con l’apporto dei fedeli laici, a norma del diritto.

    Can. 521 – §1. Perché uno sia nominato parroco validamente, deve essere costituito nel sacro ordine del presbiterato.
    §2. Si distingua inoltre per sana dottrina e onestà di costumi, sia dotato di zelo per le anime e di ogni altra virtù e abbia quelle qualità che sono richieste sia dal diritto universale, sia dal diritto particolare per la cura pastorale della parrocchia in questione.
    §3. Per conferire a qualcuno l’ufficio di parroco, è opportuno che venga accertata con sicurezza la sua idoneità nel modo determinato dal Vescovo, anche mediante un esame.

    Can. 522 – È opportuno che il parroco goda di stabilità, perciò venga nominato a tempo indeterminato; il Vescovo diocesano può nominarlo a tempo determinato solamente se ciò fu ammesso per decreto dalla conferenza dei Vescovi.

    Can. 538 – §1. Il parroco cessa dall’ufficio con la rimozione o il trasferimento deciso da parte del Vescovo diocesano a norma del diritto, con la rinuncia fatta dal parroco stesso per giusta causa, la quale, per essere valida, deve essere accettata dal Vescovo, e inoltre cessa allo scadere del tempo se fu costituito a tempo determinato, secondo le disposizioni del diritto particolare di cui al can. 522.

    Continua……………………

    data: 24/07/2008

  96. lattante della fede said

    Continua dal precedente……………………..

    Sembra ormai che tutti sia convinti che i trasferimenti dei parroci/preti “debbono avvenire, “per regola”, a scadenza fissa, ogni nove anni.
    Non è vero che i trasferimenti «debbono avvenire per regola». Anzi la regola dice il contrario. IL TRASFERIMENTO È UN’ECCEZIONE ALLA REGOLA CHE SANZIONA LA STABILITÀ DELL’UFFICIO DI PARROCO. E ciò dopo il Concilio e in virtù di un canone del Codice del post-concilio. Il canone 522 è chiaro: Parochus stabilitate gaudeat oportet ideoque ad tempus indefinitum nominetur. Oportet non significa è opportuno, come con approssimazione si legge in alcune traduzioni; ma più correttamente è necessario, è conforme allo scopo.
    «IL PARROCO È NECESSARIO CHE GODA DI STABILITÀ, “PERCIÒ” SIA NOMINATO A “TEMPO INDEFINITO”». Questo è il principio base, la regola. A questa regola il legislatore postconciliare fa seguire l’”eccezione”; ma è tanto rispettoso e fermo nella regola che l’eccezione non la propone lui, non se ne prende lui la responsabilità diretta. La demanda a quei vescovi che volessero introdurla, e a una condizione: i vescovi non da sé stessi possono stabilire l’eccezione (la nomina cioè ad tempus), ma solo se la loro Conferenza episcopale con decreto ha stabilito che il vescovo può fare la nomina a tempo determinato. Quindi, anche quando la Conferenza ha deciso in tal senso, è «in facoltà del vescovo» (=potest, non debet) fare le nomine a parroco a tempo determinato.
    Dice infatti il secondo comma del canone: Ad certum tempus tantum ab Episcopo diocesano nominari (parochus) potest, si id ab Episcoporum conferentia per decretum admissum fuerit (= «Il vescovo diocesano “può” nominarlo a tempo determinato “solamente” se ciò fu ammesso per decreto dalla Conferenza dei vescovi»). La Cei ha emanato il decreto, che non obbliga ma conferisce ai vescovi diocesani la facoltà di poter nominare parroci a tempo determinato (stabilito in nove anni). Il secondo comma del can. 522 costituisce perciò l’eccezione alla regola decretata nel primo comma che stabilisce il principio della stabilità del parroco; STABILITÀ CHE IL LEGISLATORE RITIENE NECESSARIA, PIÙ CONFACENTE, PIÙ CONFORME ALLO SCOPO DELLA MISSIONE PASTORALE DEL PARROCO, a meno che nei singoli casi il vescovo diocesano non ravvisi, per il bene delle anime, che convenga la nomina ad tempus. Non il trasferimento per il trasferimento dopo un numero di anni. Un numero – 9 o un altro – non è criterio pastorale, non è per sé valido a derogare da una regola o a decretarla.
    Come per ogni altro negozio, il numero da solo nulla dice se non è legato a un elemento o fattore umano, esistenziale o istituzionale. Ad esempio, per i vescovi il decreto conciliare non fissa una data, ma parla di età ingravescente: «…si ob ingravescentem aetatem aliamve gravem causam…» (CD 21). L’UNICO CRITERIO SICURO DA SEGUIRE SEMPRE È IL BENE DELLE ANIME, che secondo il legislatore è maggiormente assicurato – nel nostro caso – dalla stabilità, tanto che ne ha fatto la regola. Anche di recente il Papa ha ricordato che «la finalità suprema dell’attività della Chiesa (cf can. 175) sta nella salus animarum» (cf Osservatore Romano del 22 gennaio p. 5). Il can. 1752 ricorda ai vescovi questo supremo principio della salus animarum, proprio a proposito dei trasferimenti dei parroci, esortando gli stessi vescovi ad avere «presente la salvezza delle anime, che “deve” sempre essere nella Chiesa la legge suprema».

    data: 24/07/2008

  97. EX-CATTOLICO said

    PER “CON IL CUORE”
    perché non mi scrivi così continuiamo il discorso sull’Amore che pur se interessante non è argomento di questo blog? Ti va? Spero proprio di sì.
    Grazie.

    alessio375@virgilio.it

    data: 24/07/2008

  98. lattante della fede said

    Un “cattolico” ha scritto:
    ……. ed al canone 522 dice che: il Parroco non abbia stabilità, perciò sia nominato a tempo indefinito e può essere nominato per un periodo determinato dal Vescovo.

    Porca miseria!!!! Guarda la data di scadenza, perchè credo che il “Codice di Diritto Canonico” in tuo possesso sia “scaduto”!!!! (ih, ih, ih….).
    A parte gli scherzi, leggiti il mio intervento sopra riportato e…medita!

    Ciao carissimo.

    data: 24/07/2008

  99. Gino Papetti said

    Carissimi tutti
    ho saputo di questo blog da un’amica di Ariccia e stasera mi sono affacciato a leggere per curiosità.
    Scusatemi se mi permetto di dire che le frasi che mi colpiscono di più sono quelle della persona che cattolico non è (ex-cattolico) e ciò mi sorprende e mi spiace anche.
    Ma cosa vuol dire CIECA OBBEDIENZA? Ma un vescovo è uomo anche lui e non è infallible e se è testardo si faccia di tutto per farlo ragionare. A meno che dietro la decisione del trasferimento non ci siano motivi che non si possono divulgare. Può essere, no? Ciao a tutti.

    data: 24/07/2008

  100. Tommaso Moro said

    Vorrei rispettare ciascuno, ma non posso fare a meno di tacere, davvero, alcune contraddizioni stridenti.

    1) Il mandato di un parroco dura di norma 11 anni, al termine dei quali ogni secondo in più è un prolungamento “straordinario” di una missione a tempo predeterminata. Su questo sono d’accordo tutti i vescovi italiani ed è norma di diritto canonico, pertanto riconosciuta tale allo scopo di custodire il santo popolo di Dio e non per il suo male. Sono contrario a protrarre una prassi generale errata che ha prodotto numerose e inaccettabili eccezioni davvero non fruttuose per la Chiesa.

    2) La lumen gentium citata precedentemente stabilisce che il popolo di Dio e un pastore – quindi il vescovo – , riuniti in un dato territorio, costituiscono la Chiesa locale nella quale si vive tutta l’esperienza di quella universale. I presbiteri, ovvero comunemente detti i sacerdoti, collaborano al ministero del vescovo e non sono MAI i titolari di una missione, ma semplici operai. Sempre la Lumen gentium tratteggia la figura del laico cristiano che non è il sostituto del prete in campo pastorale, ma un cristiano maturo che ordina le cose temporali, ovvero della vita, del secolo, secondo Dio. Il suo ministero non è quello di consigliare il Vescovo ma vivere nel mondo la maturità del suo battesimo nel lavoro, nella famiglia, nella politica ecc…

    3) Le amicizie e le affinità umane sono dono di Dio e non si discutono: ciascuno provi i sentimenti che vuole per chi vuole. Nella vita non ci si sceglie mica i genitori, i colleghi di lavoro, i compagni di classe, i professori ecc… Bene non ci si sceglie nemmeno i pastori. certo è possibile scegliersi il confessore, il padre spirituale, ma non il parroco, il vescovo o il papa. Crediamo che lo spirito Santo suggerica a chi ha questo ministero e responsabilità che agisca come tale e da cristiano attraverso la preghiera partecipo (questa la vera democrazia) a questo mistero chiamato Chiesa. In sostanza dovrebbe essere chiaro fin dal principio che un pastore arriva per fare un pezzo di strada. Non sono io che decido quanta strada, ma so già che non è eterno.

    4) La parrocchia è uno strumento, la dimensione ordinaria della Chiesa è quella diocesana. Non mi sono mai piaciute le parrocchie che si propongono come unica prospettiva di mondo-Chiesa. La parrocchia è una cellula che ha il compito di costruire la vita comunitaria e di spenderla nel mondo tenendo come orizzonte quello diocesano. Per tale ragione il parroco presiede la comunità ma non è la comunità e reclamare la sua indispensabilità denuncia la scarsa maturità, non la pienezza di un laicato da qualcuno reclato.

    5) I sacerdoti quando vengono ordinati prometto obbedienza al vescovo. Questo non significa fare ciecamente ciò che lui comanda, ma partecipare alle sue tensioni, preoccupazioni, slanci pastorali, progetti. Un prete sa che la sua permanenza in qualunque posto è passeggera e che deve essere pronto a fare la valigia in un minuto. Questo lo ha scelto insieme con il suo sacerdozio.

    6) Così come don Pietro, anche Don Aldo dovrà faticare a ricominciare. Mi fa pensare il fatto che nessuno si sia adoperato per accoglierlo. è un uomo di Dio anche lui…anche lui ha detto sì al Signore e al Vescovo…per quale ragione non merita una accoglienza da parte di una comunità che sostiene di aver incontrato Gesù risorto? Senza offesa per nessuno ma questa cieca difesa di una posizione sembra l’urlo egoista di un bambino che non conosce cosa è bene. Se la mamma e il padre – oserei dire la Chiesa nella persona del Vescovo – non si prendesse cura di lui, ignorando il suo pianto isterico, il bambino si farebbe del male. Tanto più questa comunità è matura tanto più saprà scorgere il disegno di Dio.

    Buon cammino di cuore a tutti…vi ricordo nella preghiera

    data: 25/07/2008

  101. parrocchiano said

    Dico… Ex-Cattolico,
    vedi de difende i problemi tui ke ANONIMA sa di aver detto quello ke nn doveva… SPIEGATEMI TUTTI E DUE CHE C’ENTRAVA LA PERPETUA?? NULLA NELLA FACCENDA perciò NON V’AZZARDATE + A NOMINARLA E PREGO I MODERATORI DI MODERARE QUESTI COMMENTI… LA MIA ERA UNA RISPOSTA PURE TROPPO “DOLCE” PER I MIEI GUSTI DELICATI MA CHIUDIAMOLA QUA! GRAZIE! E TORNIAMO AL FAMIGERATO DIRITTO CANONICO CHE QUA ME PARE CHE OGNUNO SE LA RIGIRA COME VUOLE… PARLIAMO DELLE COSE SERIE!

    … by Parrocchiano fumantino in un momento di stizza …

    data: 25/07/2008

  102. ROOT said

    Diritto canonico… latino… arriveremo al greco e all’arabo… bla bla bla…. e bla bla bla… mi sembra la pubblicità della Vodafone!

    … SE SOLO VOI CONOSCESTE IL DONO DI DIO …

    data: 25/07/2008

  103. silvia said

    DISEGNO DI DIO ! DISEGNO DI DIO!
    COME INVIDIO CHI, COME TOMMASO E’COSI’ SICURO DI SAPERLO RICONOSCERE E ADDITA AGLI ALTRI L’ERRORE DI DISCERNIMENTO!

    data: 25/07/2008

  104. Sinceramente... said

    Direi che l’intervento di Tommaso Moro sia da prendere seriamente in considerazione e… se la Comunità Parrocchiale di Ariccia si ritiene veramente matura nella fede, dovrebbe meditare più si quanto da lui detto che continuare a fare interventi – molte volte insensati e contraddittori – solamente perchè “non vuole tacere”.

    Lo Spirito Santo illumini le nostre menti e apra i nostri cuori all’amore del Padre: anche il Figlio ha prestato obbedienza al Padre, perchè noi “cristiani” dovremmo fare diversamente?

    data: 25/07/2008

  105. Vdv said

    Grazie a Tommaso Moro per il suo commento moderato e per la sua critica proprio perchè moderata anche costruttiva!
    Mi sento di controbbattere solo un punto.
    Don Aldo verrà accolto nel miglior modo possibile, da tutti noi, in particolare dai giovani, come abbiamo fatto con tutti i vice parroci e i diaconi e i seminaristi e le suore che si sono alternati negli anni!!
    Lo aiuteremo come potremo a ricominciare, o meglio, spero, a continuare il cammino intrapreso per 22 anni nella parrocchia di Ariccia!
    Vorrei solo porle una domanda: nella mia missione di educatrice non ho mai lavorato per ottenere un posto di maggior rilevo nella parrocchia, mai ho lavorato per una mia soddisfazione personale!MAI!
    Le è mai capitato da cattolico di sentirsi sfruttato? mi dica: le è mai passato per la testa che un ragazzo di 20 anni che lavora per la parrocchia ha rinunciato (e non me ne pento assolutamente) a dei divertimenti leciti per la sua età per non togliere del tempo alle riunioni e alle attività di cui è responsabile, talvolta ha anche tolto del tempo prezioso allo studio per il suo servizio!! Tutto a beneficio del Signore e della Chiesa!
    Quel giovane non ha il diritto di qualcosa di più di un cieco silenzio?
    L’unico risarcimento che vorrei per il mio servizio è una parola di conforto e di spiegazioni da parte del nostro Vescovo!
    Tutto qui! chiedo, chiediamo molto??

    data: 25/07/2008

  106. insonne said

    ….ma insomma stiamo paragonando l’obbedienza di Gesù a nostro Signore con quella di una comunita ad un Vescovo che rimane pur sempre un UOMO!
    qUALCUNO DICEVA CHE ANCHE I SANTI HANNO CONOSCIUTO IL MALE IN LORO, (IL DIVISORE LI HA TENTATI) MA LO HANNO COMBATTUTO ANCHE GRAZIE ALL’ASCOLTO …. MAGARI DEL 5° VANGELO AGGIUNGO IO!

    data: 25/07/2008

  107. MIMMI said

    VOGLIO DIRE UN GRAZIE AI MODERATORI DEL BLOG….
    CON MOLTA VELOCITA’ TROVO LE MIE RISPOSTE SULLO STESSO…….
    GRAZIE PER IL VOSTRO TEMPO A SERVIZIO DELLA VERITA’!

    data: 25/07/2008

  108. STAFF "Ariccia NON tace" said

    Prego MIMMI per noi è solo un piacere poter dare voce e sfogo a coloro che vengono IMBAVAGLIATI! Parola d’ordine LIBERTA’ di PENSIERO ED ESPRESSIONE!

    SIAMO AL SERVIZIO DELLA CITTA’ DI ARICCIA E DEGLI ULTIMI DA SEMPRE E LO SAREMO PER SEMPRE!!

    Un abbraccio dallo STAFF di “Ariccia NON tace”

    data: 25/07/2008

  109. Carla Gozzi said

    Carissimi,

    ho notato con dispiacere che il mio precedente commento è andato perduto, quindi tenterò di riproporlo anche nel tentativo di portare un po’ di pace.
    Innanzitutto meditiamo su quanto scritto da “Tommaso Moro” e “Sinceramente” e non nascondo la mia grande preoccupazione per la piega che sta prendendo questo blog.
    Credo che nel cuore di don Pietro e del nostro Vescovo, ci sia il dolore per questa iniziativa e prego gli organizzatori di riflettere attentamente sul fatto che non porterà buoni frutti e permette al demonio di insinuarsi.
    Inoltre crea danni alla nostra amata Chiesa e genera confusione in quelle persone che si sono avvicinate alla fede da poco ma che hanno compreso che il presbitero è a servizio dell’intera Chiesa diocesanana, anzi direi di tutti i battezzati, e non della singola parrocchia. D’altra parte è questo che ci ha insegnato don Pietro!

    Ripropongo in proposito una parte del commento di Francesco che dice cose saggie:

    “……. dovremmo renderci tutti conto che don Pietro non è nostro, anzi non lo è mai stato. Egli appartiene alla Chiesa, e ora la Chiesa gli affida questo nuova missione, e noi fedeli, fedeli alla Chiesa dobbiamo ubbidire.
    Certo, 22 anni sono tanti, abbastanza da arrivare a considerarlo una cosa nostra, uno che c’è sempre per tutti, una presenza scontata, ovvia, che con la sua azione missionaria ha scandito per anni i ritmi della vita (e del cuore) di molti di noi.
    Ma, lo ripeto, lui non è nostro, è solo di Dio, e ora la sua opera è richiesta altrove. Noi invece dovremmo cogliere questo cambiamento come un’opportunità importante, intanto per misurare la nostra fede, e vedere quanto vale davvero, anche se cambia il “capo”. Insomma, il cambiamento come un qualcosa di positivo che ci trasforma, e trasforma in bene.”

    Vorrei infine ricordare a tutti che quella che ci viene chiesta non è una sottomissione ad una autorità umana, bensì un’obbedienza a Dio, alla volontà divina espressa nella volontà dei Superiori. E una questione di fede.

    Riprendiamo il nostro lavoro senza turbamenti perchè quello che più ci preme è di collaborare per la gloria di Dio.
    Da parte mia, come ho detto durante il Consiglio Pastorale, accolgo con fede la decisione del trasferimento (sempre nel bene della diocesi e di ogni sacerdote) alla quale non dimentichiamo che don Pietro ha dato libera adesione.

    Vi voglio bene, amo questa comunità e sono intenerita dalla passione e dall’entusiamo di tanti giovani.
    Il Signori ci illumini.

    Carla

    data: 25/07/2008

  110. embrione nella fede said

    Circa un mese fa al TG regionale di Rai 3 è stato trasmesso un servizio su un Parroco di cui si festeggiava il 60° anno di sacerdozio ed il 50° anno di presenza continua in una stessa Comunità.

    Il Vescovo del luogo, commentando la meravigliosa riuscita dei festeggiamenti grazie all’impegno di tutti i parrocchiani, ha parlato anche delle tante opere di bene fatte dal Parroco mettendole in relazione alla sua presenza così lunga all’interno della stessa Parrocchia.

    Delle due l’una: lo Spirito Santo certamente illumina e guida tutti i Vescovi nello stesso modo, allora qui si tratta solo di una norma che ognuno interpreta come meglio ritiene…..

    data: 25/07/2008

  111. eagle said

    Caro “semplice cattolico”,
    ti sembrerà strano ma, come puoi leggere nel commento di “lattante della fede”, anche noi conosciamo l’esistenza del Codice di Diritto Canonico.

    Pensavo che esso fosse la legge fondamentale della Chiesa per tutti gli argomenti di cui tratta, invece scopro, dalle tue affermazioni, che lo è solo quando tratta di Parroci.
    Il canone 522 che tu riporti, immagino fedelmente, è un po’ diverso da quello scritto nel commento di “lattante della fede” che (ho verificato) coincide esattamente con quello che si trova sul sito del Vaticano (questo è il link: http://www.vatican.va/archive/ITA0276/__P1U.HTM).

    Siccome, come dici, ti sei documentato e non ho motivo di dubitare, perché non ci fai sapere dove dobbiamo prendere le informazioni per migliorare le nostre conoscenze?

    Se ti è troppo scomodo dirlo anche in Vaticano, non ti preoccupare, troveremo noi il modo di fare avere le tue preziosissime indicazioni permettendogli, cosi, di correggere gli errori sul proprio sito.

    Grazie

    data: 25/07/2008

  112. parrocchiano said

    Ma dite tutti la verità qua mi pare che lo spostamento è solo un’impuntatura su qualcosa di inestente… altro che volontà di Dio… MA SE AL VESCOVO VENISSE L’ALZHEIMER (o come diavolo si scrive… ) (per carità non gliela auguro mica!!!) E DECIDESSE QUALCOSA SAREBBE ANCORA VOLONTA’ DI DIO? E SE IL VESCOVO PER UN MOTIVO PURAMENTE UMANO PECCASSE (è un uomo come tutti e pertanto soggetto a tutti i peccati del mondo COME NOI però con ciò non dico che stia peccando ora perché non lo so!!!)

    SAREBBE ANCORA VOLONTA’ DI DIO?

    STARESTE ANCORA ZITTI?

    SIAMO SICURI?

    MA SE COSI’ FOSSE ANCHE LA SANTA INQUISIZIONE POTREMMO GIUSTIFICARLA… Chi dice che non fosse un disegno divino per far sì che si maturasse nella CHIESA che non si deve uccidere… Non possiamo andare avanti con quello che ci fa comodo quando ci fa comodo!!! Non stiamo parlando di DOGMI, della Verginita’ della Madonna o della Resurrezione ma di uno SCAMBIO che sembra UNO DI QUELLI DI CALCIO QUANDO GIOCAVO A PALLONE DA REGAZZINO!!

    Ci manca solo che si incontano a metà strada e si battono il cinque…

    Come direbbe un certo Micchelone Perseo l’unica cosa che riesco a dire a chi parla di DISEGNO DIVINO è uno storico:

    Secondo me qua c’è solo il DISEGNO DI VINO e per di più quello di MARINO che è niente male!!!

    Rega’ cantamo che ce passa!

    data: 25/07/2008

  113. parrocchiano said

    Mi viene da pensare a LUTERO se continuava a sta zitto ancora VENDEVAMO le indulgenze… ERA VOLONTA’ DI DIO? EPPURE MI PARE CHE L’AVESSE DETTO PURE IL PAPA… Mah!!

    data: 25/07/2008

  114. cor core (oggi me sento burino) said

    X ex cattolico:
    con la A maiuscola Amore =Gesù il Cristo=Dio
    puoi parlare della Sua”storia” ma parlare dell’Amore non si può è una faticosa e personalissima scoperta quotidiana con l’aiuto della Grazia di Dio, e per ogni cristiano questo è sempre Argomento!
    L’attinenza sta nel fatto che l’Amore è stato obbediente fino alla Croce e d. Pietro ci ha insegnato(x “un cattolico” che navigandooo…. non conosce il nostro parroco,vero che non lo conosci?) a lavorare e obbedire per CRISTO insegnandoci anche che don si scrive con la lettera minuscola.
    Il rischio,che intuivo dal tuo commento in odor di rivoluzione,è che c’è il pericolo di fare di ogni cervello una personale chiesa con l’illusione di non essere più pecore belanti e di aver finalmente aperto gli occhi:

    “Ma il serpente disse:”

    chi conosce don Pietro sa che combatte con tutta la sua volontà queste pericolose derive.

    Altresi sono cosciente che lo Spirito può lavorare anche attraverso “i pori burini rricciaroli”,
    che vorrebbero semplicemente sapere, dal Vescovo Pastore…,perchè?

    -la sinodalità(come giustamente ricordava il nostro Vescovo,vedi”dia logos”del 23-07-08)E’ “ascoltare ciò che brucia nel cuore dell’altro;è volontà di non prendere decisioni senza l’altro,o contro o all’insaputa dell’altro..”

    Semplicemente perchè, se a Marino piangono e ad Ariccia ridono solo alcune categorie,perchè
    questa cosa s’a da fare .
    Caro Vescovo se Lei non ascolta e prende decisioni senza l’altro, noi miserabili peccatori
    iniziamo a pensare a male,come disse il buon Andreotti.
    saluti ed abbracci

    data: 25/07/2008

  115. dià lògos said

    Aiuto! Avevo invitato tutti, me per prima, a non insistere in sterili polemiche rispondendo a questo o quell’intervento, ma, dopo aver cercato di resistere il più a lungo possibile, devo, per forza, contraddirmi … Per la verità non so nemmeno da dove cominciare ….

    Vorrei commentare l’intervento di TOMMASO MORO (complimenti per il nick! visto che lo hai scelto, capirai, forse, come molti di noi lottino e sperino in un’ “Utopia”, certo molto diversa dal paese ideale tratteggiato dal tuo omonimo, perché fondata su una sola legge: l’Amore gratuito di Nostro Signore Gesù Cristo, l’amore-dono che, una volta conosciuto, ti accende a tal punto da non poter fare a meno di raccontarlo al mondo intero!)

    Caro Tommaso Moro, il tuo intervento appare saggio, di buon senso, ragionevole e documentato e vedo che ha riscosso anche approvazione … Tuttavia a me lascia da pensare … vado per punti:

    1)sulla durata di 11 anni (ma non sono 9? – Conferenza Episcopale Italiana, Delibera n. 17 del 6 settembre 1984: “Nomine dei parroci” – Le nomine dei parroci ad certum tempus hanno la durata di nove anni), sulla sua opportunità e sul fatto che questo sia “norma”, mi rifaccio all’intervento di “lattante della fede”.

    2)la citazione della Lumen Gentium era stata riportata nel contesto di una citazione del vescovo Semeraro che la utilizzava proprio nel senso che tu contesti. Sempre sull’argomento LAICI, riporto alcuni brani dell’Esortazione Apostolica CHRISTIFIDELES LAICI di Giovanni Paolo II (che invito tutti a leggere o ri-leggere proprio in questo particolare momento che stiamo vivendo):

    … lo Spirito abbia continuato a ringiovanire la Chiesa, … Ciò è testimoniato, tra l’altro, dal nuovo stile di collaborazione tra sacerdoti, religiosi e fedeli laici; dalla partecipazione attiva nella liturgia, nell’annuncio della Parola di Dio e nella catechesi; dai molteplici servizi e compiti affidati ai fedeli laici e da essi assunti …

    … i fedeli laici non sono semplicemente gli operai che lavorano nella vigna, ma sono parte della vigna stessa …
    … I pastori … devono riconoscere e promuovere i ministeri, gli uffici e le funzioni dei fedeli laici, che hanno il loro fondamento sacramentale nel Battesimo e nella Confermazione, nonché, per molti di loro, nel Matrimonio …
    … Si abituino i laici a lavorare nella parrocchia intimamente uniti ai loro sacerdoti, ad esporre alla comunità della Chiesa i propri problemi e quelli del mondo … perché siano esaminati e risolti con il concorso di tutti …
    … L’accenno conciliare all’esame e alla risoluzione dei problemi pastorali «con il concorso di tutti» deve trovare il suo adeguato e strutturato sviluppo nella valorizzazione più convinta, ampia e decisa dei Consigli pastorali parrocchiali…
    … I giovani non devono essere considerati semplicemente come l’oggetto della sollecitudine pastorale della Chiesa: sono di fatto, e devono venire incoraggiati ad esserlo, soggetti attivi, protagonisti dell’evangelizzazione e artefici del rinnovamento sociale …

    … La Chiesa ha tante cose da dire ai giovani, e i giovani hanno tante cose da dire alla Chiesa. …
    … Operai della vigna sono tutti i membri del Popolo di Dio: i sacerdoti, i religiosi e le religiose, i fedeli laici, tutti ad un tempo oggetto e soggetto della comunione della Chiesa e della partecipazione alla sua missione di salvezza. Tutti e ciascuno lavoriamo nell’unica e comune vigna del Signore con carismi e con ministeri diversi e complementari…
    Fine prima parte (per evitare post troppo pesanti …)

    data: 25/07/2008

  116. lattante della fede said

    Carla Gozzi ha scritto:
    “…Vorrei infine ricordare a tutti che quella che ci viene chiesta non è una sottomissione ad una autorità umana, bensì un’obbedienza a Dio, alla volontà divina espressa nella volontà dei Superiori. E una questione di fede.”

    Ma ci credi davvero a quello che hai scritto????????????????????

    Ma daiiiiiiii!!!!!!!!!

    ARICCIA CI CREDE AVREMO SEMPRE FEDE.

    data: 25/07/2008

  117. dià lògos said

    Seconda parte (commento a Tommaso Moro)

    3) sull’argomento dell’amicizia o affetto, non mi dilungo perché è stato affrontato da tantissimi a più riprese (non c’entra niente in questo caso!)

    4)per quanto riguarda la parrocchia mi rifaccio ancora a CHRISTIFIDELES LAICI:
    … La comunione ecclesiale, pur avendo sempre una dimensione universale, trova la sua espressione più immediata e visibile nella parrocchia: essa è l’ultima localizzazione della Chiesa, è in un certo senso la Chiesa stessa che vive in mezzo alle case dei suoi figli e delle sue figlie …
    … E’ necessario che tutti riscopriamo, nella fede, il vero volto della parrocchia, ossia il «mistero» stesso della Chiesa presente e operante in essa …

    5) Can. 522 – È opportuno che il parroco goda di stabilità …. Come si coniuga con la tua affermazione “pronto a fare la valigia in un minuto”? Non pensi che la missione di un parroco sia anche quella di investire su una rete di relazioni umane, di sinergie, di rapporti, per i quali egli rappresenta un “catalizzatore”? La nostra è una fede INCARNATA, la CARNE è importante, essenziale, all’annuncio e da essa, dall’apporto dell’UOMO INDIVIDUO (anche prete) non possiamo prescindere.

    6) “comunità che SOSTIENE di aver incontrato Cristo Risorto” … perché dubitiamo della fede altrui?
    Rispetto alla similitudine col pianto del bambino egoista, mi domando se tu abbia figli, perché in quel caso sapresti che NESSUN GENITORE si prende cura del suo bambino IGNORANDO IL SUO PIANTO anche se (ed è da vedere) si tratta di un pianto isterico!!

    Grazie per l’augurio e per la preghiera, che ti ricambio di cuore

    data: 25/07/2008

  118. VASCOnonTACE said

    NOI…ABBIAMO ASCOLTATO DON PIETRO IN OGNI SUA PAROLA…..LO ABBIAMO SENTITO NEL CUORE IN OGNI SUO GESTO….MI HA PRESO IN BRACCIO QUANDO NESSUNO SAREBBE RIUSCITO A TENERE IL MIO PESO SULLE SPALLE….MI HA DATO FORZA QUANDO NON NE AVEVO…. A LUI HO RACCONTATO TUTTO COME FOSSE NON SOLO IL MIO PARROCO…MA ANKE IL MIO MIGLIORE AMICO… MI HA FATTO VEDERE KE CON UN PICCOLO GESTO AVRO’ SEMPRE IN REGALO UN SORRISO… E KE SE SBAGLIO NON DEVO PREOCCUPARMI DI QUELLO KE HO FATTO…MA MI DEVO PREOCCUPARE DI COME RIMEDIARE….E’ BELLO VEDERLO SORRIDERE QUANDO GRIDA LA PAROLA DI DIO….E QUANDO CON I SUOI OKKI CI GUARDA CON FIDUCIA FACENDOCI CAPIRE ANCORA UNA VOLTA KE NON SIAMO SOLI…. SIAMO STRETTI NEL SUO ABRACCIO FORTE KE CI TIENE E KE MAI CI VORREBBE LASCIARE…. GRAZIE PER AVERCI RESO RAGAZZI MIGLIORI ANKE ORA KE NON SIAMO IN ORATORIO….. GRAZIE X AVERCI FATTO SENTIRE OGNI GIORNO PIU’ GRANDI….

    LA NOSTRA PAURA NON E’ QUELLA DI ESSERE DEBOLI…LA NOSTRA PAURA PIU’ GRANDE E’ QUELLA DI ESSERE FORTI AL DI LA DI OGNI MISURA…..E’ LA NOSTRA LUCE NON LA NOSTRA OSCURITA’ KE CI METTE PAURA……………. TU CI HAI DONATO LA LUCE PER NON VIVERE PIU’ NELLE NOSTRE OMBRE….SIAMO FORTI SOLO GRAZIE A TE!!!!!!

    GRAZIE DON PIETRO……………………………………………..NON CI LASCIARE MAI!!!!!!!

    CON TUTTO L’AFFETTO NOI DEI VASCO!!!! ** J **

    data: 26/07/2008

  119. animatrice... said

    Io volevo ringraziare le o la persona a cui e venuta qst bellisima idea di farci scrivere la nostra opinione…io sn un animatrice da poco.. da qnd ero piccola che frequento l oratorio e la chiesa,conosco don pietro dalla nascita visto che mi ha battezzato..grazie a ldon Pietro che mi sono avvicinata a Cristo veramente…ricordero x sempre i momenti a sant agata soprattutto il campo di gennaio l amore k ci metteva don Pietro nel raccontare l AMORE di Cristo l Amore alla croce..insieme agli educatori e animatori piu grandi abbiamo condiviso l affidamento alla croce tutti uno x uno ci siamo inginocchiati davanti alla croce. E STATA UN ESPERIENZA BELLISSIMA E SIAMO TUTTI CRESCIUTI DI PIU SPIRITUALMENTE..poi tt e continuato con il campo per la cresima a galloro e i campi estivi in cui tutti noi abbiamo capito cosa significa dedicarsi ai piu piccoli far passare il messaggio di Gesu k a noi ci ha insegnato DON PIETRO… adesso io mi chiedo i ragazzi che verrano dopo di me chi li dara lo stesso messaggio k e stato dato a me grazie a don pietro agli educatori del gruppo??? i bambini piccoli verrano all oratorio?? e noi, io continuero a camminare con un altro parroco che nn conosco?? comunque vada io ringrazio DON PIETRO per tutto quello che ha fatto per noi ragazzi educatori e animatori!! non ti dimenticheremo mai ti voglio bene!!

    data: 26/07/2008

  120. Chiara Martellucci said

    Buonasera a tutti!
    Non ritengo affatto che l’idea di questo blog sia da demonizzare, anzi lo considero una sorta di piazza in cui ciascuno è libero di esprimere le proprie idee, ovviamente sempre con il massimo rispetto dell’Altro. Infatti chiedo a chiunque abbia aklzato un po’ i toni di moderarsi e di non perdere di vista la finalità di questo blog.

    Negli anni in cui ho conosciuto Don Pietro mi ha insegnato a camminare nella fede con un grandissimo Amore per Cristo, ma allo stesso tempo anche un grandissimo rispetto e amore per la chiesa e le persone che la compongono. Grazie a questi insegnamenti io confido in Lei Eccellenza, nel suo dono del discernimento e nella guida dello Spirito Santo…
    Allo stesso tempo, però, so che avere fiducia nella chiesa e avere una fede matura non significa non farsi domande e per questo mi faccio tante domande e trovo veramente poche risposte, praticamente nessuna!
    Mi chiedo il perchè del trasferimento di un parroco che è il punto di riferimento della nostra intera comunità. Punto di riferimento perchè molte persone vedono in lui una persona sicura a cui rivolgersi, un confidente, insomma un vero punto fermo. E non mi riferisco solamente a noi giovani e ai ragazzi dell’oratorio, ma anche a molte famiglie, a molte persone anziane (e per di più sole…), a molte coppie in situazioni difficili e a persone in situazioni di particolare povertà. Il cambiamento di parroco così repentino (perchè abbiamo solo 3 mesi e per di più estivi!) sarà davvero uno shock per tutte le persone.
    Inoltre la nostra parrocchia ha in piedi molte attività, ma tante sono ancora giovani: pensiamo alla struttura della catechesi per la preparazuione al sacramento della Comunione e della Confermazione che è in continua revisione, la onlus Tobia per l’atro è ancora molto giovane per agire da sola, il gruppo dei giovani che esce proprio ora un lungo periodo di sfiducia e comincia solo ora a tornare a sognare insieme un mondo migliore per tutti e più giusto… Insomma questi erano solo alcuni esempi per dire che sebbene la nostra parrocchia sia molto vecchi, per molte attività è ancora un germoglio esposto alla pioggia e questo uragano non gli farà certo bene!!!
    La domanda più pesante che mi faccio è il perchè di un trasferimento così repentino? Senza tenere conto dei problemi di salute del nostro parroco, senza tener conto del fatto che la comunità va preparata ad un evento del genere e tre mesi estivi non sono di certo sufficienti per la preparazione…
    E poi mi chiedo se si è considerato che almeno i primi due anni saranno di paralisi e stasi, perchè con tutta la fiducia che riponiamo in Don Aldo e senza sottovalutare le sue capacità, sarà impossibile che l’intera comunità gli attribuisca tutta la fiducia ed il bene che riponeva in Don Pietro, perchè per creare dei legami umani ci vuole del tempo!!! E in questi due anni di blocco, invece, i problemi continueranno a correre, soprattutto per i giovani (droga, alcool, fumo, mancata eduicazione alla sessualità, situazioni familiari difficili…).
    Insomma mi chiedo se questo trasferimento non andava accomapganto, magari mettendo vicino a Don Pietro un viceparroco che poi a seguito del trafserimento fosse puntio di riferimento al posto di Don Pietro!!!
    Insomma… tante domande, poche risposte… ma tanta fiducia e rispetto nella Chiesa.

    Spero al mio ritorno dall’Argentina di scoprire che il trasferimento di don Pietro è stato solo un brutto sogno… intanto però ringrazio Don Pietro per avermi insegnato in questi anni ad Amare cristo e la legge della Croce!!!

    Chiara

    data: 26/07/2008

  121. una linea verace said

    E l’oratorio, come sarà in futuro?
    Per noi volontari operare nell’Oratorio “don Bosco” di Ariccia è una palestra di vita.
    Famiglie in campo vigili e attive, per un servizio di educazione e formazione rivolto ai ragazzi e giovani: questo è stato il nostro Oratorio “don Bosco” guidato da don Pietro.
    Con la sua passione educativa ha saputo coinvolgere tutti quelli che hanno voluto per lunghi anni; ha speso energie e fatica perché la nostra presenza diventasse sempre un fermento per la comunità parrocchiale.
    Una comunità giovane, gioiosa, un luogo di rapporti tra persone di “generazioni” diverse sempre in cammino con Gesù.
    Catechesi, riunioni, feste, musiche, balli, ritiri, film, soprattutto testimonianza e preghiera.
    L’oratorio è sempre un mistero che ha a che fare con la paternità di Dio, poiché là si costruisce la Chiesa di oggi e di domani.
    L’oratorio è stato per il don spazio di pastorale prioritaria per la maturazione interiore e umana, perché è vivo di infinite attività….. sempre con rinnovato entusiasmo.
    I nostri bimbi piccoli, i grandi, gli anziani, lì trascorrono giorni sereni e pieni di gratitudine.
    Il prete ha sempre tenuto a credere che accogliere tutti è il modo più giusto, basta parlare la lingua dell’Amore.
    Se pure qualche “vaffa” a volte si sente è anche questo il linguaggio dei giovani e lo si comprende e si corregge.
    Don Pietro ci ha insegnato:
    come stare in oratorio,
    come cercare tutti,
    come servire tutti,
    come amare tutti,
    come pregare con e per tutti,
    come raccontare a tutti,
    come testimoniare a tutti,
    come farsi piccoli come Gesù per essere vicini a tutti.
    Voglio ancora sperare che il don rimanga in mezzo a noi.
    Questo Dio che misteriosamente agisce nella nostra vita è proprio incomprensibile.

    … una linea verace…

    data: 27/07/2008

  122. AlfaOmega said

    Riflettevo in questi giorni sui fatti che stanno accadendo e mi sono posta una domanda …

    Sappiamo tutti che il problema della penuria di parroci, nella nostra diocesi come nelle altre, è reale e pressante e, probabilmente, anche motivo di molti trasferimenti, per coprire, diciamo così, a rotazione, situazioni critiche e difficili.
    Stabilito che il ruolo del parroco è insostituibile e fondamentale e, certamente non demandabile ad altri, almeno per la sua parte essenziale, mi domando se, invece, non sia pensabile delegare di più a laici capaci e competenti compiti organizzativi, di coordinamento e di gestione, soprattutto a livello diocesano. Mi pare che in curia ci siano diversi preti molto in gamba e motivati che seguono i vari “uffici”. Chissà che non si trovi tra di loro qualcuno che possa andare a risollevare le sorti di qualche comunità in difficoltà e risparmiare agli altri parroci questi continui “avvicendamenti”?

    data: 27/07/2008

  123. Kènosis said

    Questi sono esempi da seguire:

    Oscar Romero, Vescovo, martire, assassinato nel 1980, mentre sta elevando il calice nell’Eucarestia, dal regime totalitario di destra del Salvador.
    Oscar Romero: UN VESCOVO FATTO POPOLO.

    Questa è una sua frase che, a mio avviso, racchiude l’immensa capacità di amare di un uomo:

    “Uno non deve mai amarsi al punto da evitare ogni possibile rischio di morte che la storia gli pone davanti. Chi cerca in tutti i modi di evitare un simile pericolo, ha già perso la propria vita”.

    Forse la morte non è soltanto quella fisica, forse la morte è anche una condizione di totale chiusura verso l’altro, forse la morte, per un PADRE, è il rifiuto di condividere le ansie dei propri figli lasciandoli nel dubbio e nello sconforto….

    data: 27/07/2008

  124. FRANCESCO SESANA said

    Condivido di cuore le preoccupazioni per i progetti in corso e l’amarezza per la privazione di don Pietro.
    Per non ripetere cose già scritte da molti, dirò che mi sento sostanzialmente sulla linea di Marina e Danilo Badiali. Aggiungo alcune esperienze, osservazioni e proposte:

    Esperienze:
    • Nella mia bella, gloriosa e popolosa parrocchia di Torino l’unica attività esistente oggi è la Messa e l’amministrazione dei sacramenti. Ogni altra attività è scomparsa da molti anni. Il parroco, chiuso ad ogni iniziativa, è sul posto da oltre 20 anni. Magari il vescovo avesse fatto l’avvicendamento! Ma i laici sono dispensati dalle attività perché il parroco è inetto?
    • Sempre a Torino, nella confinante parrocchia di mia figlia, un parroco attivissimo, carismatico e “insostituibile” come don Pietro è andato in Kenia a evangelizzare i Samburu, “donum fidei” della diocesi di Torino. Il nuovo parroco da un punto di vista organizzativo è praticamente piatto.
    • A Cernusco s/N (Milano, 28 mila ab) nella mia giovane e attivissima parrocchia la figura del parroco è stata soppressa solo pochi mesi fa, e la parrocchia stessa è stata assorbita nella grande “unità pastorale” cittadina. Con grande dolore dei parrocchiani.
    • Nella mia parrocchia di Galloro in 30 anni ho avuto ben 7 parroci.

    Osservazioni:
    Nessuno sa cosa deciderà il nostro vescovo Marcello, e se don Pietro resterà con noi ancora qualche mese o anno. Nessuno sa se don Anfuso tra 5-10 sarà ancora ad Ariccia. Nessuno sa se tra 10-15 anni ad Ariccia ci sarà ancora un parroco (a Galloro non c’è già più). Ci sarà certamente un vescovo in qualche posto (in 30 anni, ad Albano, ne ho conosciuti quattro), e speriamo che non sia troppo lontano. Però ad Ariccia ci saranno sempre i cristiani e la loro comunità con le sue esigenze. Le uniche certezze in futuro sono queste due: la comunità cristiana in Ariccia e un vescovo.

    Proposte:
    Per tutto quanto sopra (incertezza sull’efficienza dei parroci e sulla loro stessa esistenza), mi sembra di dover suggerire che i laici della parrocchia AFFRETTINO una gestione delle opere parrocchiali basata sempre più sulle loro proprie forze, con un gruppo-guida coraggioso, flessibile e in sintonia con il vescovo. Se poi c’è un parroco santo ed efficiente, tanto meglio e ringraziamo la Provvidenza, ma che sia un “di più”, perché non è sicuro che ci sia sempre. In futuro sarà sempre meno sicuro. Oltretutto, questa proposta è in linea con tutto il magistero riguardante i laici.
    Chi ha avuto il grande dono di stare alla scuola di don Pietro per 10-15-20 anni deve essere ormai in grado di proseguire sulla sua traccia assieme agli amici della comunità. Dirò di più: chi ha fatto esperienza di servizio per anni in posizioni di responsabilità nella parrocchia, si offra per ampliare il proprio servizio nella comunità civile: se gli amministratori pubblici non provengono dalla scuola di servizio della parrocchia, chissà da quale altra scuola e con quali obiettivi si presentano per far crescere la città.

    data: 28/07/2008

  125. STORICO said

    Mi preme ribadire che in discussione non c’è la possibilità, da parte del Vescovo, di provvedere al trasferimento del parroco, bensì la motivazione con cui questo viene giustificato. Se fosse emersa una valida ragione, penso che nessuno avrebbe obiettato nulla, non siamo mica dei bambini capricciosi e viziati!!!
    Invece, purtroppo, l’unica ragione sembra essere la regola dei “9 anni”, che, tra l’altro, leggendo attentamente quanto riportato da “lattante della fede”, tanto regola non è.
    Un trasferimento porta con sè una serie di problemi, riconosciuti anche da tante persone con idee diverse dalla mia, persino chi si firma “Tommaso Moro” con chiaro riferimento al Santo della Chiesa, dice che si “dovrà faticare a ricominciare”.
    E allora perché creare queste situazioni difficili senza una valida ragione?
    Perché rallentare (speriamo solo questo) il cammino di più comunità per dei “normali avvicendamenti”?
    Chiedo scusa a tutti ma dietro a tutto ciò non vedo nessuna logica!
    L’unica risposta che ci è data, dai tanti scrittori illuminati apparsi in questo blog, è quella che dobbiamo accettare la volontà di Dio.
    continua…

    data: 28/07/2008

  126. STORICO said

    Devo essere sincero, invidio la certezza assoluta di queste persone.
    Per dovere di cronaca e senza nulla togliere al gesto compiuto da San Tommaso Moro, occorre ricordare che quest’ultimo rifiutò “l’Atto di supremazia sulla Chiesa inglese”, chiamata poi anglicana,

    data: 28/07/2008

  127. STORICO said

    , che Enrico VIII proclamò per ottenere l’annullamento di matrimonio da Caterina d’Aragona. Infatti, nonostante in quel periodo i Papi non opponevano alcun veto ai princìpi e ai re che volevano separarsi dalle loro consorti, Clemente VII prima e Paolo III dopo, negarono l’annullamento per timore di scontentare l’imperatore Carlo V, valido alleato, (imparentato con Caterina) dal momento in cui da più parti arrivavano proteste contro il potere temporale della Chiesa di Roma. La stragrande maggioranza dei Vescovi e prelati inglesi, dietro laute ricompense, accettò quell’atto senza battere ciglio. Detto questo, penso che il nostro commentatore lo abbia preso ad esempio per la sua cieca ubbidienza al volere della Chiesa di Roma. Un dubbio però mi assale, chissà se san Tommaso Moro conoscendo le vere ragioni che si nascondevano dietro i rifiuti dei Papi che, immagino, lui vedesse come la volontà di Dio, avrebbe comunque respinto quell’atto?

    Diamo a Cesare quello che è di Cesare!

    data: 28/07/2008

  128. Kènosis said

    Caro Sesana, il gruppo-guida di laici flessibile e coraggioso ci sarebbe anche ma quello che manca è la possibilità di interagire con un vescovo che rifiuta qualsiasi tipo di confronto e non mette neanche in discussione la possibilità di creare quella “sintonia” di cui parli.
    E’ ora di finirla, è ora di capire che la chiesa non è il “club della caccia” di un’oligarchia di prelati abituati a fare il bello ed il cattivo tempo mortificando le speranze, le aspettative e le ansie del popolo di Dio.

    data: 29/07/2008

  129. eagle said

    Concordo pienamente con quanto dice Kènosis ed aggiungo, sig. Sesana, che ho l’impressione che lei, prendendo come spunto quello che sta accadendo nella comunità di Ariccia e integrandolo con le sue esperienze maturate in giro per l’Italia, stia usando questo spazio più che altro per pubblicizzare la carriera politica.
    Il tono del suo intervento mi sembra: “Siccome a breve non ci saranno più preti, perchè piangersi addosso e sprecare tante energie per far si che non si faccia un trasferimento? Il parroco ormai deve essere considerato un “di più”. Tra un po’ i parroci saranno solo un ricordo. E’ quindi meglio dirottare le nostre forze nella sfera civile.”
    Mi dispiace ma non sono d’accordo.
    Le dirò di più: ho pregato, prego e pregherò affinchè il Signore, buono e misericordioso, non faccia mai realizzare lo scenario che ci sta prospettando.
    Non voglio neanche immaginare un mondo senza Dio.

    data: 29/07/2008

  130. diogene said

    Caro Francesco,
    mi dispiace che tu sia capitato in una parrocchia così disastrata!
    Chissà come sarà felice il tuo attuale parroco di sapere che cosa ne pensi del suo operato distruttore (magari lui starà lavorando tantissimo, ma le molteplici concasualità non sortiscono l’effetto che a te piacerebbe e che, forse, soddisfa i parrocchiani stabili).
    Ti do un suggerimento: viste le tue capacità (lo si intuisce da come scrivi e dai contenuti), perchè non ti dai da fare per risollevare le sorti della parrocchia che ti sta ospitando?

    Riguardo alle tre esperienze che hai esposto, mi sento di rispondere così:

    1° esperienza. Il nostro attuale parroco non è “chiuso ad ogni iniziativa” quindi non ci sembra necessario “avvicendarlo”.

    2° esperienza. Speriamo di non doverla vivere anche noi in futuro!

    3° esperienza. Anche noi stiamo vivendo “il grande dolore”. Perchè??????

    data: 29/07/2008

  131. un amico di Zeno said

    Ancora non avete capito che è il momento del silenzio?
    Solo così riuscirete a fare chiarezza in voi stessi e ad accogliere le decisioni prese.
    prego per voi.

    data: 29/07/2008

  132. alessandra1804 said

    E’ commovente tutta questa bagarre, tanto commovente quanto inutile. “Loro” non rinunceranno mai al “potere” di “decidere”. Qualsiasi cosa possiate dire o fare non cambieranno idea.
    Ma non capite che questa è una sfida che fanno a Don Pietro in persona? Vogliono vedere quanto è “obbiente”, vogliono testare la sua abnegazione. Vogliono poterlo cogliere in fallo per poterlo poi accusare di aver peccato di insubbordinazione. I preti come lui fanno paura al vaticano, meglio “fiaccarli” con decisioni ingiuste e difficili da mandar giù.
    E’ triste e doloroso, lo so. Ci sono di mezzo le vite di tante brave persone che si sono dedicate anima e corpo alle iniziative da lui proposte, che lo hanno fiduciosamente seguito, sostenuto e ascoltato, che si sono impegnate in prima persona grazie alla riscoperta di una Fede solida e vitale che solo una minoranza di Cristiani ha la fortuna di avere.
    Mi dispiace tanto per la pena che come Comunità state vivendo ma credo che la cosa giusta da fare è distaccarsi il più possibile da questo vaticano che nulla ha più a che vedere con la Chiesa di Cristo. Siate sereni, ci sono tanti modi di essere “Chiesa”. La fede è dentro di voi e Don Pietro non potrà portarvelo via nessuno. Un abbraccio

    data: 29/07/2008

  133. Kènosis said

    Zeno ed amico di zeno ma la fate finita????!!!!!!!

    Sembrate dei laziali che vogliono parlare, a tutti i costi, in un roma club!!!

    Ps: mi scuso con eagle che, se è laziale (mi viene il dubbio dal nick), è comunque un grande!!!
    volevo solo “celiare” per mettere in ridicolo interventi che non hanno nulla di costruttivo e sono un insulto al bellissimo dialogo che si è instaurato in queso blog.

    data: 29/07/2008

  134. Kènosis said

    Alessandra, non essere così pessimista perchè, come diceva, in un film, il grande Nino Manfredi:

    “tu sarai er colosso de Rodi ma io nun so’ mica er nanetto de bianganeve.. in cambana”!!!!

    ( notare la “g” e la “b” che fanno tanto sapore “ciociaro” )

    data: 29/07/2008

  135. mimmi said

    Cercate di reperire “citta’ futura” un giornale non in vendita e guardate l’ultima pagina…. sembra che il giornalista abbia scrutato molti dei nostri cuori.
    Vi abbraccio e speriamo che tutto contribuisca alla venuta del Regno di Dio….. che per me comincia con il far rimanere DON qui’

    data: 30/07/2008

  136. AlfaOmega said

    “Non credo che il silenzio sia in contrasto con l’espressione delle proprie opinioni, e comunque il silenzio attiene alla sfera individuale, il confronto e la discussione a quella collettiva”
    Riporto questo pensiero di dià lògos perchè mi trova perfettamente d’accordo.

    Chi può sapere se le parole che ognuno di noi esprime (spesso piene di dolore) non siano il frutto fecondo di un profondo silenzio interiore?
    Chi ci dice che in questo lungo periodo di silenzio (questo non certo fecondo!) da parte della Chiesa, nella persona del vescovo, ognuno di noi non abbia cercato nel proprio cuore di dare ancora una volta ragione della propria fede e del proprio dirsi cristiano?
    Quanto silenzio interiore ci sarà voluto per trovare in sè la forza di non cadere nella tentazione di prendere le distanze da una Chiesa che ci sta mostrando un volto così poco “materno”?
    E’ proprio dal silenzio, dall’introspezione e dalla preghiera che scaturisce la scelta di amare ancora la Chiesa, di “essere” Chiesa, viva, presente, partecipata e, dunque, “parlante”!!!!!!!!
    Ecco perchè “non possiamo tacere”!

    data: 30/07/2008

  137. DEBORA CUCCARO said

    UN MESSAGGIO PER DON PIETRO. GRAZIE DI TUTTO. PREGO PER LEI, CHIEDO AL SIGNORE DI STARLE VICINO, IN QUESTO MOMENTO DURO DELLA SUA VITA, LA SALUTE IL TRASFERIMENTO. GRAZIE PER AVERCI PORTATO PER MANO DURANTE TUTTO IL PERCORSO DEL NOSTRO MATRIMONIO,GRAZIE DI NON AVERCI GIUDICATO NONOSTANTE ERANO GIA’ 15 ANNI CHE IO E GIUSEPPE ERAVAMO SPOSATI CIVILMENTE, GRAZIE DI AVERCI FATTO RIENTRARE IN CHIESA DOPO TANTO TEMPO,PERCHE’ CON LEI ABBIAMO CAPITO CHE NON BISOGNA GIUDICARE NESSUNO TANTO MENO I SACERDOTI, PERCHE’ SONO ESSERI UMANI ANCHE LORO, PERTANTO POSSONO SBAGLIARE, ANCHE SE NON DOVREBBERO. GRAZIE PER QUELLO CHE HAI DONATO A TUTTA LA CITTADINA DI ARICCIA E NON SOLO.
    SONO CONVINTA CHE LE PERSONE SPECIALI, QUELLE PERSONE CHE IL SIGNORE DA DEI DONI, COME LEI,PURTROPPO DEVONO RINUNCIARE A TANTE COSE, VOGLIO PENSARE CHE QUALCUNO IN UN ALTRO POSTO HA BISOGNO DI LEI, MI AUGURO CHE QUANDO LA VEDRANNO ARRIVARE CAPISCANO SUBITO CHE PERSONA MERAVIGLIOSA E’ LEI.
    PURTROPPO NEL LEGGERE GLI ALTRI MESSAGGI HO CAPITO CHE NIENTE E NESSUNO PUO’ CAMBIARE QUESTA DECISIONE DEL VESCOVO, AVRA’ LE SUE BUONE RAGIONI… MA!
    VORREI RINGRAZIARE TUTTO LO STAFF CHE HA APERTO QUESTO BLOG E CHE STA FACENDO TUTTO QUESTO PER DON PIETRO, SE NON ERA PER LORO NON L’AVREI MAI SAPUTO.AVETE LA MIA MAIL SE VI POSSO ESSERE D’AIUTO COMUNICATEMELO.
    PER ULTIMO CHIEDO UN FAVORE A VOI TUTTI SCRIVETE I VOSTRI NOMI, NON CREDO CHE RIVELARSI SIA UN PROBLEMA, STIAMO COMBATTENDO PER LA STESSA CAUSA, NON DOBBIAMO MICA ORGANIZZARE UNA COSA LOSCA ,
    COMUNQUE RISPETTO IL VOSTRO ANONIMATO, ERA SOLO PERCHE’ E’ BELLO AVERE LA RESPONSABILITA’ DELLE PROPRIE AZIONI. ALMENO IN QUESTO CASO.

    GRAZIE DON PIETRO

    GRAZIE E MILLE VOLTE ANCORA GRAZIE. UN ABBRACCIO CALOROSO DA DEBORA CUCCARO E SUO MARITO GIUSEPPE, CHE A 44 ANNI,IL VESCOVO HA CRESIMATO L’ANNO SCORSO A GIUGNO. ANCHE GRAZIE ALL’OPERATO DI DON PIETRO.
    SPERO DI POTERLA INCONTRARE UN GIURNO……

    data: 30/07/2008

  138. marco said

    sono 18 anni che vivo ad ariccia
    e’ passato tanto tempo, tante persone ma l’unico punto fermo e’ lui
    non e’ giusto che lo scambiano come fosse un pacchetto postale
    e’ in pilstro della nostra comunità,ci ha sempre dato piu della sua anima
    mi auguro soltanto che il vescovo pensi seriamente al dolore che ci sta procurando
    DON PIETRO per sempre

    data: 30/07/2008

  139. stefano commisso said

    carissimi
    credo di trovarmi ad essere un portavoce di quella forse minoranza di persone che la decisione del vescovo la approva, o più semplicemente cerca di mostrarvi un altro punto di vista.

    poichè mio malgrado ho sempre avuto molti più problemi con la Chiesa piuttosto che col Cristo, ed essendomene a tal motivo allontanato tempo fà vi parlerò solo in via teorica e per quello che conosco.

    punto primo: come sperate di poter rivendicare qualcosa se la gran parte di voi ha addirittura paura di firmarsi?? in questo blog risulta anonimo perfino lo staff!
    di cosa avete paura? si esorta all’ anonimato per paura di ritorsioni???? ma da parte di chi? del vescovo? e secondo voi farebbe qualcosa ai suoi parrocchiani? nonchè, riflettenodci un po’ su… cosa mai potrebbe farvi??? chi altri potrebbe farvi alcunchè per aver usufruito della vostra libertà di espressione??
    [in risposta a silvio di virgilio e a chi come lui la pensa, tornare in dietro di secoli non è solo subire l’ autorià ma anche avere paura di subirla…]
    a questo interrogativo chiedo risposta allo staff, una risposta FIRMATA [sempre che non vogliate ammettere la vostra coniglieria]

    punto secondo: vi rivelerò la logicità di un pensiero che dovrebbe quantomeno avervi sfiorato la mente: se siete d’ accordo con me sul fatto che il nostro amato parroco non sia il messia degli ebrei e sia pertanto un essere umano, converrete che debba essere imperfetto [dogma del cristianesimo: uomo=imperfetto] e pertanto imperfetto è risultato il suo operato. con tutta la buona volontà, con tutte le energie che ci ha messo e nessuno lo nega ha pur fatto i suoi errori; e non pensate che il vescovo conoscendo l’ operato del parroco venturo sicuramente meglio di voi non l’ abbia mandato appositamente per tappare i buchi lasciati dal predecessore?
    a questo interrogativo chiedo risposta a chiunque, ovviamente firmata [a meno che non vogliate dar parvenza di estrema ottusità]

    punto terzo: [dal punto di vista di un credente] la parrocchia di ariccia si fregia spesso dell’ appellativo di “matura” [presuntuosi]; se davvero è così allora dimostratelo! perchè se quando il “pastore” se ne va non sapete più che direzione prendere anzichè fare tesoro di tutto quello che vi ha trasmesso come dovreste, allora siete peggio delle pecore vere. molti di voi affermano di camminare sulla via del Signore, di avere fede il Lui [alcuni di voi lo hanno perfino messo nel nick di msn..] se è così perchè mettete i bastoni tra le ruote alla Sua Provvidenza??? [in questo ribadisco quanto francesco e alcuni altri facendo sfoggio di fede e logica hanno già esposto]
    o forse la vostra fede nel Signore era solo nominale mentre la vostra vera fede era riposta in un uomo, che per quanto fosse capace nel farvi sentire utili e fondamentali, necessari ed appagati, che per quanto fosse capace nel conoscere le realtà del paese e in taluni casi di ovviare ai suoi bisogni era pur sempre un uomo?? siete dunque degli IDOLATRI?
    [ricordo di una di quelle omelie infinite del nostro don Pietro in cui spiegava che il demoni non è brutto, non sta nel portare al male, bensì è molto affascinante perchè è insito nel voler arrivare al bene nella maniera sbagliata; state attenti quindi !!!!]
    rispondete anche a questo [dopo attenta riflessione per favore]

    come avrete notato in tutto ciò non vi era nulla di personale solo logica, è inutile, anzi controproducente aggiungere vicende personali perchè si perde l’ oggettività.

    non mi interessa l’ avervi convinto, spero solo di avervi fatto riflettere.
    i media e voi stessi non potete permettervi un tale clamore poichè molti avvenimenti di portata mondiale meritano maggiore attenzione.
    [birmania, cina, colombia e nigeria sarebbero meri esempi…]

    quello che spero è che don Pietro non sappia nulla di questo blog perchè se lo sa e non è intervenuto per porre fine a tutto ciò non lavora più per conto di Dio.

    vi esorto a trovare nella vostra fede ed intelligenza la maniera giusta di affrontare l’ imminente avvenimento e a non rifugiarvi in iniziative come questo blog, che a un qualsiasi osservatore non può che risultare in prima istanza comico ed in seconda men che patetico.

    -troppo spesso i cristiani sono stati la rovina del cristianesimo-

    data: 31/07/2008

  140. Tommaso Moro said

    Affinchè i moderatori pubblichino il mio secondo post, psedito almeno otto volte e mai pubblicato, cosa devo fare? non voglio pensare ad una censura….sarebbe davvero troppo!

    data: 31/07/2008

  141. STAFF "Ariccia NON tace" said

    PER TOMMASO MORO:
    Prova a rimandare il commento, perchè non è mai arrivato. Verifca la lunghezza, a volte i commenti troppo lunghi non arrivano (eventualmente dividilo in due parti).

    data: 31/07/2008

  142. Renata e Lorenzo said

    Ciao a tutti!
    Da quando abbiamo saputo dell’esistenza del blog sovente ci siamo tenuti aggiornati, senza mai trovare l’imput di un intervento…non vogliamo altro che lasciare la nostra piccola testimonianza, non senza prima ringraziare Silvia che nel suo primo intervento si preoccupava anche di noi.
    Siamo arrivati ad Ariccia solo un anno fa, cercando un luogo a dimensione umana dove vivere e mettere radici. Abbiamo trovato molto di piu’!!
    Saremo stati solo due persone tra le tante se quella prima mattina infrasettimanale di luglio entrando in chiesa per chiedere informazioni sul “corso per i fidanzati” (non sapevo ancora si chiamasse laboratorio di fede!) non ci fosse stato il sorriso di suor Rita ad accogliermi, la disponibilita’ di Italia,la vivacita’ della parola di don Pietro.
    Abbiamo cominciato il nostro percorso diventando domenica dopo domenica parte ACCOLTA della comunita’. Abbiamo riscoperto la nostra fede assopita con la sferzata dei veri segni dell’amore di Gesu’ che don Pietro ci ha trasfuso con la parola di Dio, con la parola propria ma sopratutto con l’esempio della sua stessa vita.
    Insieme a Silvia e Gianluca, ad Antonio e Serena abbiamo imparato a confrontarci,ad ascoltarci tra noi e con le altre coppie, creando nel tempo legami di stima e amicizia.
    Noi non conosciamo da una vita don Pietro come molti di voi…ma ha cambiato volto alla nostra esistenza, alla nostra fede, alla nostra idea di coppia,di matrimonio e di famiglia. Siamo fieri di portare dentro di noi i frutti di cio’ che ci ha donato, e’ talvolta davanti agli amici increduli l’abbiamo portato come vessillo d’orgoglio della nostra fede.
    …continua secondo commento.

    data: 31/07/2008

  143. Renata e Lorenzo said

    (…continua dal precedente commento)
    Se noi stiamo soffrendo per questo annunciato allontanamento non osiamo immaginare cosa sia per chi ha avuto la fortuna di crescere con la sua forza quotidianamente.
    Concludiamo, confermando la disponibilita’ nel metterci a servizio della comunita’,comunque vada, come gia’ avevamo assicurato a don Pietro.Quella comunita’, dove troviamo il sorriso accogliente di tanti ,di cui purtroppo non conosciamo i nomi. Siamo felici di fare parte di una parrocchia dove si respira fede,energia, gioia…anche se ora siamo tutti un po’ sotto tono.
    Continuiamo a leggere il quadretto nel nostro salone che cita questa preghiera:”Signore, concedimi la serenita’ di accettare quello che non posso cambiare, il coraggio di cambiare quello che posso, la saggezza di conoscerne la differenza”.
    Non sappiamo se le parole su questo Blog riusciranno a cambiare il corso degli eventi…ma nulla ci allontanera’ dall’amore per la croce! un abbraccio forte a tutti quanti abbracciano la nostra stessa sofferenza…e anche a gli altri!
    GRAZIE don Pietro!
    Tuoi figli in Cristo! Renata e Lorenzo
    P.S. l’ideatori di questo blog sono stati GRANDI, sappiate che siete arrivati oltre costa!!

    data: 31/07/2008

  144. Renata e Lorenzo said

    Carissimi dello staff,
    innanzitutto grazie del lavoro eccezzzionale!
    abbiamo mandato il nostro commento in due parti…era lunghetto.
    nn e’ ancora pubblicato forse era lungo anche diviso in due parti.
    a presto Renata e Lorenzo

    data: 31/07/2008

  145. Renata e Lorenzo said

    come nn detto …eccolo ora c’e’ Re e LO

    data: 31/07/2008

  146. silvia said

    grazie grazie grazie a Debora a Reanata e Lorenzo!
    Grazie Dio di avermi donato la fraternità di questa comunità!

    P.s. : speriamo che questo arrivi… Tommaso Moro anche io sto tentando senza successo di inviare molti mess.! non siamo però prevenuti ….dai! ringraziamo il lavoro dello staf!!!!!!!!!!!!!!!!

    data: 31/07/2008

  147. silvia said

    caro Stefano
    perché tutta questa rabbia?
    Perché tutto questo rancore?
    Perché tutti questi giudizi?

    Riflettero’ sul contenuto del tuo intervento.. chi ti dice che tutti noi non lo stiamo già facendo!
    Per favore, però, non alimentare la discordia con altri di questi interventi… ti assicuro che io ho dovuto fare forza su di me per non risponderti con altro tenore…. e sono una pacifica solitamente!

    data: 31/07/2008

  148. silvia said

    …. (continua)…
    …Sai Stefano
    l’anima fa fatica ad ascoltare le cose dette, senza misericordia… anche con tutte le argomentazioni possibili!……….

    data: 31/07/2008

  149. giulia said

    noo..sarà brutto cambiare parroco, un parroco che ci ha seguiti sin dall’inizio e che probabbilmente avrebbe voluto farlo peraltro tempo, rimanendo nella parrocchia di ariccia!!! sono troppo dispiaciuta, soprattutto x i campo scuola..e chi ci sarà al suo posto?? RIVOGLIAMO DON PIETRO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!ps: in qualunque modo vada ricorda che ti vogliamo tutti bene!!! _giulia_

    data: 31/07/2008

  150. eagle said

    Caro sig. Stefano,
    nel suo commento mi sembra affiorare molta rabbia, molto rancore sia nei confronti della comunità di Ariccia sia in quelli del suo parroco don Pietro. Mi permetto di dirle che spesso e volentieri questi sentimenti non vanno d’accordo con l’oggettività che si vanta di aver seguito nella sua esposizione. Comunque ho letto con attenzione le sue riflessioni e voglio fare alcune osservazioni.

    – curioso che lei approvi una decisione del Vescovo salvo poi affermare di avere molti problemi con la Chiesa (immagino quindi anche con molte sue decisioni) fino al punto di essersene allontanato. Spero che non sia una di quelle persone che si ritaglia il cristianesimo in base alle proprie esigenze o comodità (questo si, quello no, questo forse, …).

    – concordo con lei quando afferma che il parroco è un essere umano e quindi imperfetto. Quello che mi domando, però, è: se questo è vero per il parroco perchè non deve esserlo anche per il Vescovo? Lui forse, per utilizzare una sua espressione è “il messia degli ebrei”?

    – quando dice che il nuovo parroco potrebbe essere stato mandato ad Ariccia per colmare i buchi lasciati da don Pietro, implicitamente afferma che il Vescovo ritiene non corretto l’operato di quest’ultimo. Allora perchè mandarlo in un’altra parrocchia? Non sarebbe stato meglio spostarlo in un ufficio qualsiasi in modo da non permettergli di provocare danni? Aggiungo che il Vescovo ha disposto diversi avvicendamenti, questo che ci coinvolge è soltanto uno dei tanti, quindi, seguendo il suo ragionamento significa che ci troviamo di fronte ad una diocesi colabrodo!

    – sulla maturità di questa comunità le faccio notare che in questo blog quasi mai (non ho riletto tutti i commenti ma per quello che mi ricordo non è mai successo) qualcuno ha affermato che la comunità di Ariccia sia una parrocchia matura semmai diverse volte (il suo commento è uno dei tanti) siamo stati accusati di immaturità. Chi è più presuntuoso in quest’atteggiamento?

    – quando sostiene che questo blog è comico, patetico e che la sua esistenza sia contro Dio mi viene una domanda: anche se ritengo abbia fatto molto bene, perchè ha dedicato del tempo per leggerlo, per scriverci un commento (neanche tanto breve) e addirittura per chiedere delle risposte?

    Sicuramente non mi ha convinto, però la ringrazio per avermi dato modo di riflettere su alcuni argomenti.

    data: 31/07/2008

  151. carmelo0161 said

    Mi rivolgo a voi fratelli e amici nella fede, per esprimere senza alcun giudizio e critica, il mio parere su questa vicenda che sta da tempo sollecitando, in modo diverso, le persone di Ariccia.

    Sul trasferimento del nostro Parroco, molto è stato detto, ma alla fine di ogni ragionamento e presa di posizione, rimane una cosa che accomuna i nostri fratelli nella Fede, Marcello e Pietro..il dovere dell’obbedienza!

    Marcello chiede l’obbedienza e Pietro accetta di obbedire,..il tutto in Nome di Dio e della Chiesa.

    Ma se il Dio in cui crediamo noi tutti, è quello che ci ha rivelato Gesù, allora è il caso di fermarci un attimo e vedere, con onestà spirituale ed intellettuale, se il Dio di Gesù abbia mai chiesto obbedienza o abbia indicato, per il bene e la liberazione dell’uomo,un atteggiamento diverso.

    La risposta è a portata di mano ed è sempre lì, nell’ascolto della Parola.
    .
    Il verbo ubbidire non ha diritto di cittadinanza all’interno dei vangeli!

    Mai, Gesù ha chiesto ubbidienza per sé o per Dio…figuratevi se possa averla imposta tra una persona e l’altra, e addirittura tra fratelli nella Fede.

    Il termine obbedienza nei 4 vangeli, appare soltanto 5 volte e sempre in relazione ad elementi nocivi all’uomo, ad esempio il vento in tempesta, il mare agitato.

    E’ a questi elementi che si mettono contro l’uomo, che Gesù comanda: Obbedisci..ma mai all’uomo.

    Gesù ci chiede nel Vangelo, di assomigliare a lui nella capacità di donarsi con Amore, agli altri e per il bene degli altri.

    Sono certo che ogni azione dei miei fratelli nella fede, Marcello e Pietro sia sempre stata presa in buona fede, anche se a volte per il ruolo che ricoprono all’interno della nostra Comunità, il peso delle loro responsabilità, può essere superiore alle loro capacità umane.

    Ed è per questo che con affetto fraterno invito

    • Te, Vescovo Marcello a riesaminare con attenzione, e con l’amore per Cristo e la sua Chiesa, il trasferimento di Don Pietro, che in un tessuto sociale difficilissimo, come quello di Ariccia, potrebbe provocare un terremoto, specie a livello di pastorale dei bambini e dei giovani.

    • Te, Parroco Pietro a cogliere l’opportunità se verrà, di continuare a donare la tua vita per la gente di Ariccia, traghettandola da una religiosità infantile ad una fede matura.

    Con abbraccio fraterno
    Vostro fratello nella fede Carmelo.

    data: 31/07/2008

  152. Chiara Martellucci said

    In risposta a Stefano Commisso:
    l’operato di tutti noi in parrocchia non è assolutamente legato a Don Pietro, ma al Crocifisso… infatti nessuno di noi abbandonerà il suo ruolo, nessuno di noi abbandonerà la comunità, ma anzi, proprio in questo momentaccio ognuno di noi, almeno penso, cercherà di fare del suo meglio!!!
    Seconda cosa è ovvio che l’operato di Don Pietro sia imperfetto, ma la perfezione credo che sai meglio di me che non appartiene a questo mondo… nessun uomo che lo sostituirà farà cose perfette!!! E allora ti dico che nella sua imperfezione, Don Pietro ce l’ha davvero messa tutta, ha dato entusiasmo a noi giovani e ai meno giovani e poi tu lo dovretsi sapere come me, perchè con Don Pietro ci sei cresciuto!!!
    Terza questione credo che chiedere una motivazione non sia poi una cosa così assurda e da biasimare.
    Io mi sono sempre sentita in comunione con la Chiesa e le persone che la compongono, ritengo il vescovo, così come Don Pietro, dei padri per me e non capisco perchè questa chiusura da parte del Vescovo nei nostri confronti. So che Lui come Vescovo non ci deve alcuna motivazione, ma nessun padre negherebbe a i suoi figli, se li ritiene tali una motivazione… è solo questo che mi lascia un po’ sconcertata.
    Forse è che il momento è un po’ troppo agitato… spero allora che appena si calmeranno le acque ne sapremo qualcosa di più!!!

    data: 01/08/2008

  153. Cristiano said

    COMPLIMENTI ALLO STAFF e a chi scrive nel blog: è davvero una iniziativa nuova e di grande valore. Internet è una rete libera, e questo consente a tutti di esprimersi. Purtroppo oggi la Chiesa è spaventata da tante minacce che vengono dall’esterno (minacce vere) ma reagisce male, arroccandosi sempre di più, reagisce con l’integralismo, chiudendosi a riccio, scegliendo spesso persone di basso livello: ci sono vescovi indegni, altri grigi, altri scelti solo perché sono servili, dei burocrati che non danno fastidio, non fanno ombra a qualcuno. I preti bravi, vengono spesso trasferiti o puniti, quelli indegni magari fanno carriera. I preti sono di basso livello (a parte don Pietro e tanti altri). I LAICI PUTROPPO OGGI NELLA CHIESA NON CONTANO NULLA: ora cercano anche di togliere la Comunione dalle mani dei fedeli, stanno cercando di tornare a prima del Concilio. TRATTANO I LAICI COME FOSSERO SPETTATORI. Ma se esiste un popolo di Dio è bene che si faccia sentire, non solo ad Ariccia. SAN FRANCESCO NON ERA UN PRETE

    data: 01/08/2008

  154. Fabio Indiati said

    PER STEFANO COMMISSO

    Avrei intenzione di iniziare questo breve intervento (primo ed ultimo) con dei pareri personali su di te, dopo ciò che hai scritto ma rischierei di essere maleducato e soprattutto censurato!!!!!
    Comincio col chiederti, serenamente…ma come puoi dare del “deficiente” a gente che, AL CONTRARIO DI TE, ha deciso di restare in parrocchia per “combattere” le difficoltà che in una comunità, per sua natura, escono?TROPPO FACILE ANDARSENE!
    Hai fatto bene a non inserire tue vicende personali anche perché non penso siano così rilevanti da giustificare un tuo simile comportamento! Forse hai sete di riconoscenza o di protagonismo? Non ne ho la minima idea ma l’unica cosa che di certo posso dirti è che SEI TROPPO PRESUNTUOSO E CONVINTO DELLE COSE CHE PENSI, non prendendo TU in considerazione gli altri punti di vista…comincia a far ciò e non sentirti così presuntuoso tanto da pensare di poter offrire spunti di riflessione a persone che, magari più di te, hanno riflettuto e continuano a riflettere su ciò che sta accadendo…
    Hai detto di credere in Cristo…non posso assolutamente metterlo in dubbio e mi auguro che la tua fede sia molto più salda di quella che faticosamente sono riuscito (spero) a raggiungere…ma mi spieghi, per cortesia, come fai a mettere in dubbio l’operato di un sacerdote e non quello di un vescovo? Dopo tutto sono entrambi prelati che seguono la parola di Dio, RESTANDO PERO’ ENTRAMBI UOMINI…quindi come ha sbagliato don Pietro nel suo passato, può sbagliare anche il vescovo e forse non ti è passato nel cervello ma ANCHE TU PUOI SBAGLIARE…ricordalo!
    Oltre ciò mi chiedo ancora una cosa: ”Ma chi sei tu per giudicare un’intera comunità?” MOLTI stanno dando la vita per questo progetto che dura da 22anni quindi, se fossi in te, ci penserei molto prima di dare la nomea di IDOLATRI, a gente che hai si conosciuto, ma da COMETA come quale sei stato! Anche te hai fatto errori o sbaglio? Non serve che scrivi la tua vita..parte la conosco e parte non mi interessa affatto…
    Parli poi di buchi lasciati nella gestione di una parrocchia che neanche immagini quanto sia diventata complessa…ma perché invece di giudicare non ti dai da fare e cerchi, INSIEME a tutti, di tapparli? Sicuramente lo starai facendo a tuo modo e non mi sento affatto di giudicarti, ti chiedo solo di non essere tanto orgoglioso e superbo da giudicare a priori l’operato di gente che quotidianamente dà il sudore per regalare un sorriso a un bambino…ok?
    Ultima cosa e poi non ti ruberò più tempo prezioso dato che lo impieghi per riflettere (o almeno lo spero visto che in tutti i tuoi punti dai il consiglio di riflettere)…ma come fai a dire che “quello che spero è che don Pietro non sappia nulla di questo blog perchè se lo sa e non è intervenuto per porre fine a tutto ciò non lavora più per conto di Dio”???????????????????? Don Pietro è a conoscenza perfettamente del blog ma dato che apri bocca solo per dare fiato non voglio continuare a risponderti su questo punto… Bastava partecipare all’ultimo consiglio pastorale per sentire pubblicamente che don Pietro è contrario a qualsiasi forma di “violenza” che esca da questo blog…è più a sfavore ma dato che non si sa con chi prendersela che può fare? Da quest’ultima cosa prova TE a trarre un insegnamento… CERCA DI CONOSCERE TUTTI I FATTI E POI PARLA…GRAZIE! Il consiglio pastorale è aperto a tutti i cittadini… basta interessarsi e non parlare a caso da una comoda poltrona di casa! Con questo ti saluto e se vuoi qualsiasi altro chiarimento sai come rintracciarmi..hai il mio cellulare!!!

    Con affetto FABIO INDIATI

    data: 02/08/2008

  155. Ambrogio said

    Faccio parte di un’altra parrocchia e di un’altra diocesi, e mi sono imbattuto nel vostro blog (ne avevo sentito parlare … siete arrivati lontano!!). Faccio a tutti voi i miei complimenti per la voglia di partecipare che dimostrate e per la passione che mettete nei vostri interventi. Che bella la Chiesa, quando è così! Questa sì che è Chiesa! Mi congratulo anche chi gestisce il blog per l’apertura che dimostra verso interventi anche dichiaratamente ostili e sgradevoli. Bravissimi! Così si fa: date voce a tutti, senza paura! Dalle nostra parti, un grande uomo tempo fa inventò la “cattedra dei non credenti” … splendida iniziativa, profetica, di respiro evangelico …
    Il dialogo ed il confronto sono sempre la strada giusta, non temete! Il vostro parroco deve essere orgoglioso di voi, perché dimostrate di essere una comunità viva e consapevole! Deve aver lavorato molto bene, con amore e convinzione, per ottenere questi frutti.

    Vi auguro ogni bene, continuate così e sappiate che vi leggono in molti … siete un bel segno, una ventata di aria nuova!

    data: 02/08/2008

  156. Quarto Potere said

    Come molti di voi ben sapranno ed a beneficio di chi ancora non ne fosse a conoscenza, vorrei sottolineare, con grande soddisfazione, come la vicenda dell’assurda rimozione di don Pietro inizi ad assurgere agli onori della cronaca con articoli già pubblicati su
    “Nuovo Oggi Castelli”, “Città Futura” e nel numero di agosto de “Il Caffè”.
    Nell’auspicio e nella convinzione che, a breve, la “bomba” esploderà a livello nazionale, vi auguro buona lettura.

    data: 03/08/2008

  157. Andrea said

    Con tutto il rispetto per la figura del vescovo che porta ostinatamente avanti la sua linea, e visto i tempi in cui oggi la chiesa non gode più di quella luce benevola con cui una volta era accettata meglio trovare una cosi grande comunità che vuole un gran bene al suo parroco posso gerantire che non è cosa da poco.
    Io ho sempre creduto nel dialogo e soprattutto l’ascoltare le persone…. arroccarsi su una posizione presa non porta da nessuna parte e finisce con l’esser dannosa e controproducente.
    Fare un passo indietro… non è un segno di debolezza ma ben si di ragionevolezza e ancor più cercare il bene della comunità.. e soprattutto il bene fisico e spirituale del suo parroco che da come leggo non gode di buona salute.
    Oggi giorno i tempi sono cambiati molti se fregano del prossimo e si isolano e in chiesa ci vanno sempre meno persone… e come ripeto trovare una così grande comunità così affiata e che vuole bene al suo parroco non è poco è un patrimonio che và curato e non disperso, le chiedo caro vescovo di non rovinare questa comunità con un gesto di caparbietà, che finirebbe col far più danni e provocherebbe sentimenti di rabbia in molte persone un moto di repulsione contro la chiesa… che finirebbe per far allontanare la gente.
    Cerchiamo di conservare il patrimonio comunità e soprattutto quello della figura del parroco… e visto che molti della gerarchia ecclesiale parlano parlano… ma nei fatti chi è che porta avanti la comunità è sempre il parroco.. non ho mai visto un vescovo venire ha fare la pastorale in mezzo alla gente,non ci scordiamo questo particolare.
    Un cordiale saluto Andrea.

    data: 03/08/2008

  158. Tommaso Moro said

    dià lògos mi ha stuzziacato e rispondo. Mi piace il confronto e non quello speculativo. elemento essenziale di questo sono le regole. Provo a replicare…sempre col massimo rispetto ribadirne qualcuna, non da me emanata ma quelle di Santa Madre Chiesa.

    1) sulla questione della durata del mandato da parroco ho scritto ciò che non volevo. Gli anni sono 9. Torno a ribadire che reputo questa norma corretta anche per le implicanze relazionali. Il concetto di stabilità che condivido non coincide con quello di proprietà o irremovibilità. Non sono un canonista ma sarebbe interessante confrontare il codice prima e dopo la revisione mi pare dell’84. Prima la parrocchia era la sede definitiva del parroco che la sposava…oggi è un luogo della missione di una parte della sua vita e non la realtà assolutizzate del suo ministero. Ministero delegato e non proprio. Su questo poi tornerò. Circa la correttezza di questa interpretazione o di giustizia morale si può aprire un dibattito. Le regole si possono cambiare ma mai col treno in corsa. Discutiamo semmai a “bocce ferme” e nel frattempo accettiamo il rispetto delle regole. è un pò come chi cambia le regole a processo in corso! Nella nostra diocesi ci sono due parroci che hanno ricevuto il mandato prima del cambio del codice e mantengono ancora la parrocchia dopo innumerevoli anni. Nessuno tra quanti lo hanno ricevuto dopo la mantiene ancora o l’ha mantenuta come ad Ariccia. Se qualcuno poi avesse la tentazione di chiamare in causa l’obiezione di coscienza, cosa assai seria, replico che l’obiezione si poteva fare al momento dell’accettazione dell’incarico – le regole erano già note, magari poteva dire che cominciare a servire una comunità a queste condizioni non era per lui…una risposta di massima dignità – oppure lo faccia oggi non accettando il nuovo incarico. A me risulta che don Pietro abbia accettato e perciò chi può non rispettare la volontà personale di qualcun altro? Tutto questo perde di significato…

    (parte prima…segue)

    data: 04/08/2008

  159. Tommaso Moro said

    ( segue 3… )

    4) non amo l’idea di parrocchia che viene fuori. il pezzo citato va letto nel complesso del documento…solo allora si comprende che la parrocchia è la cellula di un corpo che è la Chiesa. Anche se una parrocchia venisse soppressa il corpo vivrebbe sempre! Leggo una scarsa consapevolezza dell’essere Chiesa diocesana. Senza la cattedrale non potrebbero esistere le altre chiese, neppure quelle parrocchiali. per tale ragione il 30 agosto ricordiamo la memoria della dedicazione della cattedrale. Quali gli elementi di una chiesa cattedrale? la cattedra del vescovo che presiede. La cattedrale è la Chiesa di tutti, la parrocchia il luogo di prossimità in cui la Chiesa si fa vicino al suo popolo. la chiesa è presente e operante in essa…ma non è la Chiesa! lo dice la stessa citazione richiamata. Chi si chiude in una esperienza parrocchiale senza vivere e accettare la dimensione diocesana è un adolescente della fede. Non è un giudizio, ma una costatazione. Le scelte pastorali DEVONO essere tutte vissute e lette tenendo presente l’orizzonte diocesano. Non mangio per tenere in vita una cellula e fregandomene del corpo. Io voglio lasciare in vita la persona nel suo complesso…

    ( segue… )

    data: 04/08/2008

  160. STAFF "Ariccia NON tace" said

    Ringraziamo di CUORE il reporter PINO DE ROSA che unico tra suoi colleghi ha risposto al nostro appello accorato alla stampa nazionale. Ecco i DUE ARTICOLI da lui scritti comparsi su “IL CAFFE’ “di Agosto 2008, li riportiamo perché in molti non sono riusciti a leggerli dato che le copie sono andate letteralmente a ruba nella città!

    PRIMO ARTICOLO:

    DON PIETRO SE NE VA E I FEDELI PROTESTANO

    IL VESCOVO SEMERARO TRASFERISCE IL PARROCO. ANCHE CIANFANELLI INSORGE:

    Il Vescovo di Albano decide di trasferire il parroco di Ariccia a Marino e la cittadinanza e gli amministratori locali si ribellano a questa decisione. In 300 si sono radunati a Palazzo Chigi, per chiedere al primo cittadino Emilio Cianfanelli di bloccare quel trasferimento. “Non vogliamo che don Pietro Massari vada via da Ariccia, lui è da sempre la nostra guida pastorale delle parrocchie S.Maria Assunta in Cielo e S. Maria di Galloro – spiega Eleonora 57 anni, madre di due ragazzi di 25 e 27 anni, che frequentano assiduamente la parrocchia – è tra di noi da oltre 20 anni ed ha sempre fatto opere di bene verso il prossimo, creando un “Centro di Ascolto”. Don Pietro è stato sempre vicino a coloro che soffrono, ha ridato vita all’oratorio, alla stessa parrocchia e non è giusto che per un capriccio ecclesiastico venga trasferito a Marino. Dovrà esser lui a seguire i nostri figli e i miei nipoti nel cammino pastorale”. Della stessa idea è anche il sindaco Emilio Cianfanelli, che nell’occasione dell’incontro della cittadinanza ha rassicurato tutti, che metterà tutte le sue forze per evitare questo trasferimento. “Non è giusto perdere un uomo di Chiesa cha ha dato tanto e tanto sta dando alla nostra comunità – ha spiegato il primo cittadino – : vogliamo sapere dal Vescovo Marcello Semeraro quali sono i motivi di questo improvviso trasferimento da Ariccia a Marino”. Il 14 giugno scorso, Don Pietro massari aveva inviato una comunicazione a tutti i parrocchiani, con cui comunicava che dal prossimo settembre sarebbe stato trasferito a Marino, per assumere la guida pastorale della Parrocchia di S. Barnaba. “ Quando un Vescovo prende una simile decisione è certamente spinto dall’ansia pastorale per l’intera comunità diocesana. Accettiamo con amore alla Chiesa Cattolica questa Sua disposizion. E’ per il bene, ne sono sicuro”. Mons. Aldo Anfuso per ora ha preso il suo posto, ma la vicenda non è certamente conclusa.”

    data: 04/08/2008

  161. STAFF "Ariccia NON tace" said

    SECONDO ARTICOLO:

    PARROCCHIANI DI ARICCIA PRONTI A RIVOLGERSI AL CARDINAL VALLINI

    “Abbiamo più volte chiesto spiegazioni, gli abbiamo anche scritto. ma dopo tutto questo tempo, Mons. Marcello Semeraro, vescovo della diocesi di Albano Laziale, sembra non voler ascoltare l’appello dei pellegrini di Ariccia”. Dopo l’incontro con il sindaco Emilio Cianfanelli, gli ariccini parrocchiani di S. Maria Assunta in Cielo e S. Maria di Galloro, vogliono sapere le motivazioni di qeull’improvviso trasferimento, forse dall’aria “punitiva” per molti.
    “Centinaia di persone hanno bussato alle porte del vescovado, ma nessuno ci ha ancora aperto”: queste le parole di una delle tante lettere inviate a Mons. Semeraro dalla comunità di Ariccia, che ha appreso con stupore che il proprio Parroco Don Pietro Massari veniva destinato ad altra parrocchia “per normale altrenanza dopo nove anni di servizio”, come argomentato nel sito diocesano, da Sua Eccellenza il Vescovo. Lo stupore in cui è stata gettata la comunità secondo la versione ufficiale, è determinata dal fatto che Don Pietro Massari è pastore della chiesa di Ariccia da 22 anni ed è artefice di tali e tanti progetti pastorali e sociali che rendono l’allontanamento del Presbitero quanto meno avventato. I parrocchiani temono che si possa subire uno sbandamento nella loro crescita cristiana, a seguito della perdita del loro padre spirituale. Tutti avrebbero reputato adeguato un confronto preventivo, tre il Padredella Diocesi e l’organo pastorale delle parrocchie della Diocesi. In molti si stanno organizzando per chiedere, se sarà nessario, l’intervento del Cardinal Agostino Vallini, ex Vescovo di Albano Laziale, al fine di conoscere i veri motivi di questo trasferimento.”

    data: 04/08/2008

  162. DIOCESANO said

    Che bello questo blog!!

    grazie a tutti coloro che vi scrivono!!

    sappiate che voci circolano addirittura a ROMA..e tutti, si chiedono chi è questo don pietro la cui comunita lo vuole difendere a tutti i costi!!!

    continuate cosi!!!

    e se il vescovo continuera’ a mantenere questo rigoroso silenzio..allora andate dal SANTO PADRE.. avete la fortuna di averlo fino a settembre a castel gandolfo..a pochi passi da voi!!!

    ultima cosa:

    W IL CONCILIO VATICANO SECONDO!!!!
    w la Chiesa ( quella Santa in Cristo…e non questa… )
    w Benedetto XVI
    w GESU’!!!

    data: 04/08/2008

  163. Miky said

    Grazie mille allo STAFF per aver pubblicato gli articoli apparsi su “IL CAFFE'” ! Purtroppo non ero riuscita a procurarmi il giornale. Confermo che ad Ariccia è andato subito esaurito!!! Perchè non riportate anche gli articoli pubblicati su “Nuovo Oggi Castelli” e “Città Futura”? Molti non sono riusciti a prenderli e li stanno cercando … pensate che si va a fotocopie ….. !!!!!!!
    Faccio mio l’auspicio di Quarto Potere che presto si possa andare sulla stampa nazionale e vi ringrazio ancora per il lavoro che state facendo.

    data: 04/08/2008

  164. Tommaso Moro said

    ( segue… )

    3) Sull’obbedienza: tra i consigli evangelici credo che sia quello più difficile, l’ultimo nella scala tra i tre che non funziona se non si ha prima padronanza dei primi due. cos’è? vivere libero nella volontà di Dio e non temere nulla. Nella Chiesa la volontà di Dio si manifesta in modalità e forme imperfette, è evidente. Non ricordo un santo che con clamore abbia disobbedito o fatto obiezione di coscienza. Tommaso Moro ha cercato fino all’ultimo di vivere e continuare a farlo non mettendo in piazza ciò che pensava su Enrico VIII, ma vivendo coerentemente la sua fede. Il martirio non l’ha cercato…qualcuno l’ha costretto! Ammettiamo, almeno per ipotesi, che il vescovo abbia sbagliato. La Chiesa ci insegna, a maggior ragione, che solo la mitezza, l’accettazione e l’amore per il proprio pastore e per il frutto del suo – comunque – sofferto discernimento possono offrire una speranza che l’errore si estingua o quantomeno rimanga isolao. Non accettabile, invece, che un vescovo inviato in una diocesi dal successore di Pietro venga apostrofato per superficiale, improvvisato o contrario al volere di Dio. Il papa lo ha inviato certificando la sua competenza e attitudine affidando la sua umana natura a Dio. Lo stesso papa al quale qualcuno vorrebbe manifestare il proprio dissenso! Questo atteggiamento è da censurare perché è egoista e pregiudiziale. La mitezza aiuta ad affermare il volere di Dio che scrive, da onnipotente qual è, sulle righe storte degli uomini. Qual è l’obiettivo: tenere don Pietro ad Ariccia a tutti i costi o far crescere la Chiesa di Albano? Vincere un braccio di ferro con il pastore o trovare una forma, magari nascosta per affermare la verità, la giustizia e l’amore? Maggiore prudenza e accettazione porterebbe, nell’ipotesi che a sbagliare sia chi sostiene l’altra posizione, far emergere con il tempo le ragioni oggi nascoste. Un conflitto pregiudica tutto ciò perché invade la verità con argomenti disturbatori.

    data: 05/08/2008

  165. Tommaso Moro said

    Per Fabio Indiati.

    Il Consiglio Pastorale Parrocchiale non è un collettivo aperto a tutti i cittadini. Esso è regolato da un preciso regolamento emanato dal Vescovo sulla base di un modello predisposto dalla Conferenza Episcopale italiana.
    Mi auguro almento che i membri di questo consiglio ne conservino una copia a casa e che di tanto in tanto siano mossi dalla voglia di leggerla. Inoltre nel regolamento sono specificati i compiti di tale organo che non è affatto competente in materia di spostamento del parroco.

    domanda non retorica, ma concreta alla quale se possibile gradirei una risposta non ideologica: perchè si vuole dare un nome e una forma a qualcosa che invece esula da ciò che nella Chiesa esiste?

    data: 05/08/2008

  166. Tommaso Moro said

    a quanti esultano per la publicazione di notizie relative alla protesta scaturita dal trasferimento di don Pietro, quali cristiani zelanti nella fede, suggerisco di leggere il Direttorio delle Comunicazioni sociali. Uno strumento pastorale che sviscera nel dettaglio non solo i soggetti deputati allìutilizzo di tali media in ambito ecclesiale, ma attribuisce precise responsabilità a quanti ne facciano un abuso. In particolare il Direttorio richiama responsabilità morali precise e le attribuisce a quanti hanno contributo o alimentato eventi di scandalo (vedi catechismo della Chiesa Cattolica). Chi si agita per ottenere tanta visibilità cosa si aspetta realmente? Dato che ritengo le persone che hanno promosso questo blog intelligenti e sveglie non posso credere che siano convinte che questa decisione possa subire variazioni! Così come fa sorridere il tentativo di tirare per la giacchetta un vescovo, attuale Vicario di Sua Santità del Papa per la diocesi di Roma, solo perchè è stato vescovo di Albano! Ma sapete che nemmeno il papa, qualora volesse, ha il potere – o sarebbe meglio dire la potestà – per evitare il trasferimento di Don Pietro? La Chiesa è una cosa seria…mica si gioca qui! Il papa è il vescovo di Roma, Semeraro di Albano. Ciò significa che la potestà del vescovo ordinario sono solo le sue! Rinnovo la domanda: ma perchè persone intelligenti vogliono portare avanti con clamore questa storia conoscendo bene queste cose? è una grave colpa illudere i piccoli che – in questo caso – sono quanti non hanno cognizione di causa circa il fatto ecclesiale.

    data: 05/08/2008

  167. 'na 'Ricciarola said

    Ariccia non deve vivere ad occhi chiusi o con la testa nel sacco… per non vedere e non capire.
    La nostra chiesa negli anni è cambiata in meglio, è bella, splendita soprattutto ora, ultimata con i banchi circolari.
    oltre al “grande Bernini” c’è stato un cuore pensante sempre alla ricerca del bello.
    Dò a don Pietro il titolo onorifico di “architetto” per la capacità di proggettare ed abbellire con intelligenza non comune la nostra Chiesa.
    “Che bellezza” è l’espressione di chi entra in chiesa. Lo dicono soprattutto i parrocchiani nel vedere come è custodita.
    E mo, don Piè che succederà?
    Le prediche, le cerimonie.
    Tu hai fatto tutto con arte, a lode e onore di Dio.
    Grazie

    data: 05/08/2008

  168. antonio said

    mah che dire di questa vicenda. Da un lato c’è un intero paese che ama il suo attuale parroco , non vuole che venga trasferito e preme in tutti modi per farsi ascoltare dal vescovo Marcello Semeraro. ma

    LA COSA SECONDO ME PIU SCANDALOSA E AGGIUNGO GRAVISSIMA , AL DI LA’ DI EVENTUALI SCADENZE DI MANDATO, è la totale mancanza di comunicazione e di risposte del vescovo SEMERARO nei riguardi delle splendide persone di Ariccia che si sono unite e organizzate in svariati modi per far ascoltare la propria voce.

    E questo deve far riflettere molti, cattolici e non COME LA CHIESA E IN PARTICOLARE QUESTO VESCOVO abbia una cosi mancanza totale di rispetto nei confronti della gente di Ariccia

    è meglio che mi fermo qui …

    cordiali saluti, Antonio

    data: 05/08/2008

  169. sandroforlani said

    Verso sera , il mio tramonto mandarino di Telese incontra e si ammanta di un fatto insolito.

    Una sommossa popolare per far si che un prete non se ne vada.
    Posso dire che è stato un colpo di fulmine,mi ha riportato a trent’anni fa,quando a Laveno Mombello le alte sfere decisero di trasferire a Nova Milanese il nostro giovane coadiuatore.
    Essendo poco incline alle frequentazioni di chiesa,se non strettamente ineluttabili,non so se esiste ancora questa figura pastorale.

    Don Graziano,si chiamava.

    Ne facemmo di tutti i colori,(erano gli anni settanta)e l’amore è stato reciproco.

    Organizzammo anche una mitica trasferta a Nova Milanese,nuova sede di Don Graziano,con annessa partita di calcio,in una delle domeniche di austerity e laddove si respirava ancora l’aria della passione genuina.

    Mi sembra ieri quando scendemmo in polemica con il Vescovo di rito Ambrosiano.Allora non sapevo che queste guerre si risolvevano sempre con la sconfitta degli umili,ma ora,dopo aver superato la cinquantina,so che è così.L’idea balzana che condividevo con gli abitanti di Laveno Mombello,la capitale del Lago Maggiore,era quella che avremmo potuto battere le gerarchie ecclesiastiche,non tacendo.

    Ci sentivamo,però,ad onor del vero, distanti dalla vittoria,che difatti non ci fù, anche per la nostra eccessiva enfasi nel cucirci addosso la progenia di questa crociata, mentre invece già da secoli queste storie si leggevano paro-paro.

    .

    Navigando e navigando,sono approdato su questa spiaggia,ed ho trovato subito una buona attinenza curiosa con quella che fù la nostra protesta di allora.

    Ho una discreta esperienza di vita,e nonostante sia completamente solidale con gli amici di Ariccia,di cui mi vanto di conoscerne uno,comunque fortemente convinto che la maggioranza dei sostenitori di Don Pietro siano animati da buone intenzioni,ma che stiano di fatto caricando le spalle del loro Pastore di un fardello troppo pesante.

    E’ si giusto non tacere,ma consapevoli che certe dinamiche non siano contrastabili.Che sono le stesse dinamiche che hanno il difetto di allontanare troppa gente dalla Chiesa.
    Quando si affaccia qualche trasferimento d’autorità di un qualunque amato prete di provincia,sono arciconvinto che mangiarsi il fegato non serva ,ma che il miglior rimedio restino la tolleranza pietosa verso lo strapotere della Curia di turno..

    Chi ha la coscienza pulita,può e deve sopportare anche le ingiustizie,cancellando indiscriminatamente il proprio orgoglio,affinchè chi è sordo alle istanze del proprio gregge, ritrovi come boomerang le sue decisioni impopolari.

    Auguro a Don Pietro MAssari di trovare nella nuova sede fedeli altrettanti devoti e che non possa mai dimenticare l’affetto che lo sta circondando.

    Perdonatemi per la cruda amarezza.

    Sandroforlani,alias garibaldi,poeta brillo ed emigrant.

    data: 05/08/2008

  170. don cristoforo said

    ieri al ministero si parlava di Voi dello Staff (ma chi siete?)
    Complimente, di chi è stata lìidea?
    Chi è che vi ha consigliato di creare un blog gestito da anonimi?
    Chi è che è uso tirare il sasso e a nascondere la mano?
    Bravi, veramente bravi, chi è il Vs. ideologo?
    Tante domande che non avranno mai una risposta come le seguenti:
    Perchè don Pietro tace?
    Perchè nin Vi ha cercato, don Pietro, per imporVi il silenzio?
    Perchè don Pietro non Vi ha chiesto di oscurare il blog?
    Come mai, don Pietro, non si rendde conto del danno che fate alla “fede”?
    ARICCIA CHE CREDE, CHE HA FEDE NON SIETE vOI, VOI DATE UNA L’ IMMAGGINE DI UN COLLETTIVO RISSOSO CHE NON HA CHIARO QUELLI CHE SONO GLI OBIETTIVI DELLA FEDE IN CRISTO E NON AVETE SENTORE DI COSA SI INTENDE PER MISERICORDIA.
    COSA VUOL DIRE METTERSI A DISPOSIZIONE DEGLI ALTRI?

    firmato un anonimo don cristoforo

    data: 06/08/2008

  171. STAFF "Ariccia NON tace" said

    Caro don Cristoforo,
    innanzitutto non vedo il motivo di una critica all’anonimato allo STAFF quando tu per primo ti firmi ANONIMO!! Questo già ci fa fare grasse risate… Poi vengo in risposta ai tuoi altri interrogativi:

    Non abbiamo nessun ideologo del livello di Kant, Hegel, Locke o Hannah Arendt bensì abbiamo qualcosa che si chiama LIBERTA’ DI PAROLA E PENSIERO diritto fondamentale dell’uomo sancito nella DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL’UOMO nel 1948 RICORDI????

    Abbiamo l’onere e l’onore di portare alla ribalta il pensiero sommerso di chi ha sempre taciuto e anche stavolta vogliono far tacere! Ma ora ci siamo stufati e VOGLIAMO FARCI SENTIRE e se non vuoi ascoltarci nemmeno tu NON APRIRE QUESTA PAGINA O NON SCRIVERCI! E’ tua piena LIBERTA’ FARLO: NOI A DIFFERENZA VOSTRA VI LASCIAMO LIBERI!

    TRATTO DALLA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL’UOMO
    • Articolo 19 Libertà di espressione
    “Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso OGNI MEZZO e senza riguardo a frontiere.”

    Vuoi forse negarcelo, o Cristiano amante dell’umanità?

    In quanto alla fede caro don Cristoforo, da un alto prelato come te, mi spiace che ancora si giudichi la fede altrui… chi può farlo se non Dio? O sei stato profondamente ispirato da Dio come San Luca Evangelista? Ma per cortesia facci il piacere…

    Don Pietro si è DISSOCIATO PUBBLICAMENTE da questo BLOG del quale non ha nulla a che fare. Con quale faccia egli può chiedere a qualcuno di privarsi del proprio diritto FONDAMENTALE di espressione andando contro la Dichiarazione dei diritti fondamentali dell’uomo? E’ questo essere cristiani? Privare dei propri diritti?

    Chiudo con le parole di papa Benedetto XVI ha detto pochi giorni fa:

    “Anche la Chiesa ha bisogno di questo rinnovamento!”

    Una Chiesa CHIUSA AL DIALOGO E DISTANTE DAI PROBLEMI DI UNA CITTA’ ti sembra una CHIESA RINNOVATA?

    BEH A NOI NO E PERTANTO … PARLIAMO CHE TI PIACCIA OPPURE NO!

    Buon BLOG a tutti!

    Firmato lo STAFF di “Ariccia NON tace”

    data: 06/08/2008

  172. lattante della fede said

    Bravo Antonio, è proprio questo il punto: “….COME LA CHIESA E IN PARTICOLARE QUESTO VESCOVO abbia una cosi mancanza totale di rispetto nei confronti della gente di Ariccia”
    Al di là delle dotte (???????) disquisizioni teologico/ecclesiali der sor Tommaso, siamo stufi di essere trattati come dei bambini scemi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Molti di noi sono adulti, professionisti affermati, persone che, nel loro lavoro quotidiano, mettono in gioco la propria credibilità ed addirittura il consenso della clientela agendo in modo talmente onesto da “scandalizzare” il sistema politico/finanziario che dirige e comanda la nostra società!!!!
    Vogliamo diffondere il Vangelo sempre, comunque, dovunque, sul lavoro, nella famiglia, nella scuola e……… PERSINO NELLA CHIESA!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    E’ ora di farla finita!!!! Se la chiesa, come dice Tommasino, è una cosa seria, deve essere dalla parte ed al servizio dell’UOMO!!!!

    data: 06/08/2008

  173. lattante della fede said

    Ecco che arriva don cristoforo!!!!!
    Ma ti rendi conto che gli unici interventi “rissosi” , “privi di misericordia” ed aggiungo provocatori sono venuti esclusivamete da parte di voi benpensanti della fede??????
    Come si fa ad attaccare uno staff che, pur avendo la possibilità di non pubblicare interventi aggressivi come il tuo, li mette comunque in rete dando prova di grande onestà intellettuale?????
    Basta, fatela finita tanto la gente, il popolo, il popolo di Dio non tacerà mai perchè……….DIO LO HA CREATO LIBERO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    data: 06/08/2008

  174. chicco said

    Ho letto l’intervento di don cristoforo e, sorvolando sui contenuti da lui espressi, ai quali ha così ben risposto lo staff, vorrei invece soffermarmi su qualcosa che mi ha colpito:
    1) al ministero si parla di noi ?!?!?!?! WOW!!!!!!!!! quale ministero? beh … allora è proprio vero che stiamo avendo grande risonanza!!!!
    2) a meno che in questo ministero non si parlasse di noi “per specifica competenza”, direi che si perdeva tempo in chiacchiere oziose … attenzione a Brunetta!!!!!

    data: 06/08/2008

  175. sandroforlani said

    Cari amici di Ariccia,si apre oggi una nuova appassionante telenovela dedicata ai misteri più profondi ed intricati del nostro paese. Quest’idea nasce dalle tante emozioni pervenute al mio cervello dal seguire la vostra vicenda e dalla mia volontà forsennata di voler comprendere appieno il significato di ciò che si nasconde dietro un’apparente realtà visiva come un post anonimo in un tranquillo blog di cittadini .
    In questa prima puntata vorrei focalizzare le mie attenzioni su quello che potrebbe essere un mistero per molti, ma anche un semplice interrogativo risolvibile per altri.
    Il quesito è il seguente:

    Chi è DON CRISTOFORO?

    Il personaggio, che ritroviamo in “Ariccia non tace” lascerebbe presupporre ai più che si possa trattare di un noto personaggio di un’opera del MANZONI.

    E qui il mistero si fa concreto :

    infatti, premesso che il personaggio dei Promessi Sposi sia FRA CRISTOFORO e non DON CRISTOFORO e che in nessuna sezione dell’opera del Manzoni il FRATE compaia con questa denominazione, la domanda che sorge spontanea è:

    Siamo proprio sicuri che il Don CRISTOFORO, che è così ingeneroso con il vostro Blog,sia idealmente il Frà CRISTOFORO dei PROMESSI SPOSI?

    Se SI….
    …perchè gli è stato stravolto il nome in DON CRISTOFORO?

    Se NO…
    …si capisce perchè è così acido,visto che Padre Cristoforo è simbolo della cristianità e della devozione, e, come si legge nei Promessi Sposi, assunse il nome di Cristoforo in onore di un amico morto durante un duello.
    Ma qui non si vedono cruenti duelli,ma solo il desiderio di non tacere.

    ed in ogni modo:

    CHI VERAMENTE E’ DON CRISTOFORO?

    E qual’è il Ministero con cui apre la sua filippica ?

    sandroforlani,poeta ed emigrant.(brillo)

  176. e basta!!! said

    sicuramente caro tommaso moro senza la cattedrale non potrebbero esistere le altre chiese, neppure quelle parrocchiali ma è ancor più evidente che le cattedrali non possano esistere senza Gesù Cristo.
    ed io conosco quello che è nato in una grotta, non in un sontuoso palazzo magari ristrutturato.
    quello della lavanda dei piedi, proprio lui, il padre Eterno!!!!!!!
    quello che ha parlato con tutti ed ha vissuto e dato la vita per noi.
    quello dal quale dovremmo prendere esempio tutti anche i vescovi che non risponderanno al Papa, come dici tu, ma almeno a Dio spero di si!

    data: 06/08/2008

  177. sfiduciato said

    Leggendo questo blog e gli interventi di quelli che sembrano avere la verità tra le mani mi rendo conto con gioia da una parte, e con profondo rammarico (per quello che stiamo perdendo) dall’altra, di come , in questi anni abbiamo vissuto in “un’isola felice”.
    E già! Tutta l’ansia pastorale della nostra Parrocchia è stata rivolta all’annuncio dell’Amore che ama a tal punto da dare la vita.
    Tutto quello che è stato fatto è nato dall’ascolto della Parola, dall’azione pastorale di don Pietro e dalla collaborazione di tutti noi, tutti sullo stesso piano!
    Adesso scopro che la chiesa non è questo.
    Sembra che sia solo regole. Comando e obbedienza.
    Quell’obbedienza per cui don Pietro andrà a Marino caro Tommaso Moro. (Immagino i commenti di voi “curiali” se solo avesse per un attimo immaginato di rifiutare!)
    Che tristezza!

    data: 06/08/2008

  178. dià lògos said

    RISPONDO A TOMMASO MORO.

    Anche a me piace il confronto, neanche immagini quanto … !!! Il mio nick parla da solo …

    Tuttavia, a differenza di te, preferisco che esso verta su quello in cui profondamente credo, sui valori che informano la mia vita, sulle passioni che la animano. Non sulle “regole”.

    Certo, le regole hanno il loro peso, ma sono pur sempre un espediente (necessario, per carità) che ogni “sistema” umano strutturato e organizzato mette in atto per governare e preservare se stesso. E la Chiesa è, indubitabilmente, uno dei sistemi umani meglio strutturati ed organizzati!!!
    Però … non può essere solo questo!

    Sono davvero profondamente colpita dalle motivazioni che molti, come te, stanno portando a favore del vescovo e della Chiesa: come è detto anche nell’intervento di “sfiduciato”, non fate che parlare di REGOLE, OBBEDIENZA, SILENZIO, SUPERIORI … sembra di stare in una CORTE MARZIALE!
    Ma è questa la Chiesa, “Santa Madre Chiesa”? … Madre?
    Molti di noi hanno conosciuto un’altra Chiesa, certamente testimoniata da don Pietro e da altri come lui, ma, soprattutto, ritrovata nelle parole di Gesù, illuminata dal Vangelo!

    Quando mai Gesù ha dato alle regole il posto supremo, il primato assoluto?
    “Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato!” (Mc 2,27)
    Mi pare che il primato spetti all’AMORE e solo ad esso!!!!
    Gesù ci parla di un DIO AMORE, un Padre che ci ama di un amore persino “materno”, viscerale … ci racconta di un Padre che, CONTRO OGNI REGOLA E CONVENZIONE, non esita a CORRERE INCONTRO AL FIGLIO che torna a casa … gli corre incontro, non resta austeramente e dignitosamente fermo ad aspettarlo, perché LO AMA.
    LO AMA E BASTA.

    Ecco, il senso di questo di questo blog sta tutto qui. DOV’E’ L’AMORE?
    Il dolore e il disorientamento nascono dall’esperienza di NON AMORE fatta ALL’INTERNO DELLA CHIESA!!!!!!!!!!!
    E le vostre argomentazioni infarcite di regole, “cattedre”, “presidenze”, di “è sempre stato così”, “discutiamo ma intanto accettiamo le regole”, “il Papa ha inviato il vescovo certificando la sua competenza e attitudine”, “don Pietro ci poteva pensare prima” ……… non sono altro che benzina sul fuoco! Altro che dialogo!

    TU DICI: “Qual è l’obiettivo: tenere don Pietro ad Ariccia a tutti i costi o far crescere la Chiesa di Albano? Vincere un braccio di ferro con il pastore o trovare una forma, magari nascosta per affermare la verità, la giustizia e l’amore? Maggiore prudenza e accettazione porterebbe, nell’ipotesi che a sbagliare sia chi sostiene l’altra posizione, far emergere con il tempo le ragioni oggi nascoste.”

    Vedi caro Tommaso, noi non stiamo perseguendo un obiettivo, un disegno, noi stiamo semplicemente DANDO VOCE ad un’altra Chiesa, al POPOLO DI DIO, come ha giustamente detto Lattante della fede.
    Dunque, NON ABBIAMO UNA STRATEGIA, SIAMO SEMPLICEMENTE SINCERI!

    E’ sconcertante sapere che, all’interno della Chiesa, potremmo, con prudenza, con il tempo, cercare una forma “magari nascosta” per AFFERMARE LA VERITÀ, LA GIUSTIZIA E L’AMORE!!!!!!!!!!!
    Ma affermare questi principi non dovrebbe essere la MISSIONE FONDAMENTALE DELLA CHIESA?
    Non dovrebbe essere DOVERE ASSOLUTO di ogni battezzato difenderli e combattere per essi?
    Giocarsi la vita su di essi?
    NOI CREDIAMO DI SÌ.

    data: 06/08/2008

  179. cor core said

    Caro Tommaso Moro,quando ti enunci,mi fai pensare ad una miriadi di leggi che furono un pochino messe in discussione da un SIGNORE,che ricordava ad altri signori di come essi
    semplicemente dichiarando korban riuscivano ad eludere uno dei tanti atti d’amore che ci fanno
    ad immagine del Creatore.
    “Questo popolo mi onora con le labbra,
    ma il suo cuore è lontano da me.”

    Tommasì un pò più di cuore sù.

    data: 06/08/2008

  180. Tommaso Moro said

    Cara dià lògos (ma in parte anche sfiduciato),

    quello che faccio fatica a comprendere (e davanti questo mi fermo) è il percorso, il filo logico del tuo ragionamento. Sembra che chi richiama le regole non può esprimere in nessun modo l’amore di Dio! Ma scherziamo! Gesù non ha mai trasgredito una regola (tutta la Torà ebraica per esempio) e la sua grandezza sta nel fatto che ha amato con essa. Perchè a rendere nuove le cose non sono le strutture. A meno che queste non prevalgano sulla libertà personale. Gesù è stato condannato ingiustamente dopo un processo che non era regolare, perchè non c’era colpa in lui. Non mi risulta che la vicenda giuridica romana sia secondaria per cogliere la straordinarietà dell’amore di Gesù: egli non viola alcuna regola ma le fa nuove col suo amore e tale frattura (oggi diremmo di inculturazione della fede) è nel contenuto non nel contenitore. Caso analogo quello di Tommaso Moro. C’è voluta anche qui una falsa testimonianza…lui si che di regole se ne intendeva e nessuno è riuscito a fregarlo se non illecitamente. E che si fa santo uno che non ama? Smettiamola però di pensare che l’amore per essere autentico e profondo debba essere necessariamente destrutturato. Movimentista. Perchè di questo passo si può giustificare tutto in nome di un amore generico che non si incarna ma che vola alto senza radici. esattamente un amore adolescenziale, ma tutti sanno che quell’amore anche se sincero non basta per metter su famiglia.

    data: 07/08/2008

  181. Tommaso Moro said

    (parte sedonda)

    il tema quindi non è avere una strategia per l’amore, ma le scelte sono frutto di un discernimento in situazione. Le scelte si costruiscono sulle situazioni. Faccio un esempio a me caro: don Milani. Sbattuto in un posto sperduto (Barbiana) ha obbedito. Da lì ha segnato significamente il mondo. e non disobbedendo ma inventando una cosa più seria di molte espressioni usate – troppo buoniste e poco concrete – si chiama obiezione di coscienza. Questa è seria perchè può essere misurata. Dalla storia e dai risultati. ci si mette la faccia e merita per questo dignità. Chi chiede obbedienza davanti a questa si ferma, grazie al fatto che chi l’abbraccia è pronto ad assumersi le conseguenze. Si ferma nel senso rispetta la scelta sapendo che l’altro ci gioca realmente la vita senza scimmiottare su cose opinabili. Magari anche questa è opinabile ma quando uno ci si gioca tutto chi sono io per giudicare la vita di un uomo? Nemmeno se questo uomo è un vescovo che esercita le sue prerogative. Mi dispiace constatare che tu non abbia provato a rispondermi punto punto. L’impressione, con tutto il rispetto, è una deviazione del discorso. Il mio intento, non so se ci sono riuscito, è quello di far tenere insieme tutte le questioni perchè l’uomo è uno.
    Mi dispiace ma il concetto di popolo di Dio che emerge è un pò populista. Secondo me i laici dovrebbero occuparsi di altro. quello che ci è stato affidato dal concilio (e non mi riferisco a quello di Trento nonostante tu mi abbia descritto come un controriformista) è ben altro. La chiesa è una “società complessa e delle regole sono necessarie per curare realmente le anime e non per accontentarsi dell’idea dell’esigenza di curarle. Rispetto alla missione sono certo che ciascuno vive per affermare la missione della Chiesa. dai tuoi discorsi sembrerebbe implicitamente che il vescovo abbia chissà quali fini occulti. Salviamo quanto meno la buona fede, altrimenti non potresti salvare nemmeno quella di Don Pietro! Detto ciò la Chiesa come comunità in cammino prova a vivere la sua missione come comunità (DIOCESANA) sempre, e i singoli fanno lo stesso. Nessuno dubiti della propria buona fede, ma ciascuno assuma con chiarezza il peso del proprio discernimento, giusto o sbagliato che sia.

    data: 07/08/2008

  182. Annita Frizzi said

    Per KENOSIS: Sei sicuro che don Pietro sia d’accordo con quello che hai scritto in data 29/7? Prova a chiederglielo….

    Annita Frizzi

    data: 07/08/2008

  183. Kènosis said

    Cara Annita, non vedo proprio la necessità di verificare se don Pietro sia d’accordo con quello che ho scritto, visto che si tratta di un mio libero pensiero!
    Se poi ti riferisci ad un altro dei miei messaggi del 29/07 nel quale prendevo un po’ in giro i laziali, allora hai perfettamente ragione perchè don Pietro, purtroppo per lui, è proprio un laziale!!! Ih, ih, ih, ih (risatina).

    data: 07/08/2008

  184. dalla montagna con amore..UN CITTADINO!! said

    Caro tommaso moro, sono molto compiaciuto dei tuoi commenti…davvero…
    aiutano a riflettere sul fatto che forse in qualche modo si potrebbe esagerare con il ” populismo” o la ribalta…e che forse si potrebbe in qualche modo dare “SCANDALO” come hai precisato tu sull’utilizzo a livello religioso ed ecclesiale dei media.

    Pero, chiedo a te, come a zeno, amico di zeno, anita etc etc..e cioe tutti coloro che hanno chiesto a noi il silenzio, l’obbedienza e l’accettazione delle regole…

    Ma voi pensate davvero che se il vescovo ci avesse ricevuto, se il vescovo fosse andato al consiglio pastorale o se fosse venuto da noi Ariccini a parlare, spiegarci, magari dirci, almeno 1 anno fa…

    ” Figli miei, devo chiedere aiuto alla vostra comunita!!! Faccio appello alla vostra sensibilità cristiana…Ho bisogno di affidare a don Pietro un’altra missione… Confido nella vostra collaborazione e vi assicuro che il vostro vescovo vi sta vicino con la preghiera e ( magari) si fa garante della continuazione delle vostre attivita pastorlai… Capisco la vostra sofferenza…”

    Pensate davvero che questo blog sarebbe nato??
    Che la comunita si sarebbe ribellata come sta facendo ora??
    Che addirittura la città avrebbe cercato visibilita’ attraverso i media??

    cercate oltre che ribadirci il POTERE che il vescovo ha..e le regole a cui tutti noi dobbiamo sottostare.. di capire ed indagare le reali motivazioni che hanno spinto a questa ribellione!!! Magari la forma e’ sbagliata…si esagera..tutto quello che volete…posso anche darvi ragione..

    ma non rispondere all’appello incessante di una comunita’ che ha rispettato ( prima di approdare alla protesta) tutte le forme possibili per ottenere un dialogo..non è SCANDALO agli occhi di DIO???

    Ecco vorrei solo che rispondeste ( e spero non troviate giustificazioni per il vescovo del tipo aveva altre cose piu importanti da fare…perchè in 3 mesi il tempo di 3 ore da dedicare ad una comunita distante 500 metri dalla propria reggia si trova

    data: 07/08/2008

  185. Sac. Filippo Allarà said

    Mi rivolgo alle persone di Ariccia che posso aver incontrato nella Chiesa parrocchiale, durante una consuetudine più che trentennale, per pregare, celebrare la Santa Messa, annunciare la Parola di Dio e anche per condividere con loro momenti di solitudine e di amarezza. Vi chiedo soltanto questo: “Comunque si sia giunti a questa situazione, non ritenete che sia consono, a chi si sforza di leggere nei segni la volontà di Dio, di accettarla serenamente nella certezza che il Buon Dio sa trarre il bene anche da ciò che noi crediamo il male?”.

    Nulla possiamo togliere a tutto il bene (Dio solo lo sa), che don Pietro ha fatto ad Ariccia, come nulla possiamo togliere alla tristezza di chi lo vede trasferito ad altra sede.

    Il Signore ha dato, il Signore ha tolto. Sia sempre benedetto il Suo Nome!

    Avanti, con tutta la fede che,ne sono certo, vi anima.

    Sac. Filippo Allarà

    Cappellano dello “Spolverini” di Ariccia

    data: 07/08/2008

  186. Emilio Cianfanelli said

    SONO EMILIO CIANFANELLI, SINDACO DI ARICCIA.
    Complimenti per questa bella iniziativa di partecipazione democratica.
    Vi rendo noto quanto ho scritto, oggi 7/8/2008, in merito al trasferimento di Mons. Pietro Massari a Marino.
    Allego la lettera nella quale invito il Vescovo ad UN’ASSEMBLEA PUBBLICA da tenersi ai primi di settembre a Palazzo Chigi. Comunicherò in seguito il giorno e l’ora dell’incontro.
    Vi aspetto

    A sua Eccellenza
    Mons. Marcello Semeraro
    Vescovo di Albano
    Piazza della Rotonda, 11 – 00041 Albano laziale (Roma)

    A Mons. Pietro Massari
    Parroco di S. Maria Assunta in Cielo e di S. Maria di Galloro
    Piazza di Corte 00040 – Ariccia – (Roma)

    E, p.c.

    A Sua Eminenza Rev. ma
    Il Sig. Cardinale Angelo Sodano
    Decano del Collegio Cardinalizio
    00120 Città del Vaticano

    A Sua Eminenza Rev.ma
    Il Sig. Cardinale Tarcisio Bertone
    Segretario di Stato della Santa Sede
    Palazzo Apostolico Vaticano – 00120 Città del Vaticano

    A Sua Eminenza Rev.ma
    Il Sig. Cardinale Agostino Vallini
    Vicario per la Diocesi di Roma
    Piazza San Giovanni in Laterano, 6
    00184 Roma

    Ho ricevuto in questi giorni una lettera a firma di numerosi cittadini e parrocchiani di Ariccia e Galloro dalla quale ho appreso che sono state completamente disattese le aspettative della popolazione che io rappresento e mie personali, in merito alla ormai nota vicenda del trasferimento di Mons. Pietro Massari a Marino. Da essa emerge, infatti, che durante l’ultimo Consiglio Pastorale tenutosi alla fine di luglio è stato annunciato che il Vescovo di Albano intende convocare solo 3 o 4 persone mortificando, in tal modo, il ruolo e le aspettative dei laici componenti il Consiglio Pastorale. Considerando inoltre che tale incontro potrà avvenire soltanto a settembre risulta evidente che, di fatto, vengono chiuse le porte ad ogni possibile discussione e ricerca di una soluzione condivisa.
    Mi sembra di poter affermare che in tutta questa vicenda la scelta adottata sia stata quella di privilegiare circoli ristretti per discutere di fatti che riguardano la città nel suo insieme. Poiché io, al contrario, sono abituato a discutere pubblicamente delle questioni che interessano direttamente la vita della popolazione della mia città –in anni passati ho avuto l’onore di discutere su temi di rilevanza cittadina in un dibattito pubblico molto acceso alla presenza di Mons. Bernini, allora Vescovo di Albano- invito le SS.LL. a partecipare ad un’assemblea pubblica che si terrà ai primi del mese di settembre, nel giorno ed ora da concordare, presso la Sala Maestra di Palazzo Chigi per un confronto franco e aperto su tutta la vicenda alla presenza della cittadinanza di Ariccia.
    Distinti saluti.

    Ariccia, 7 Agosto 2008
    IL SINDACO
    Dott. Emilio Cianfanelli

  187. Cristiano said

    caro don Allarà, il suo intento è buono e le fa onore. Ma anche riguardo a Giuda la Chiesa parla da secoli di “felice colpa” perché senza di lui non avremmo avuto la morte e resurrezione di Gesù: però nessuno per questo oggi penserebbe di beatificare chi ha tradito Gesù e lo ha consegnato ai carnefici. Ci sono alcuni momenti nei quali occorre dire la verità, e questo è uno di quei momenti. Innanzitutto dunque bisogna dire che il vescovo ha sbagliato, quantomeno nei modi, perché i battezzati non sono “birilli”, e deve fare “mea culpa” (almeno in privato, se non ha il coraggio di farlo in pubblico). Certo, il vescovo ha diritto di spostare chi vuole, ma il popolo di Dio ha il dovere e la responsabilità di ricordare che troppe volte i preti migliori, i più attivi, vengono trasferiti o puniti, e invece i peggiori vengono valorizzati. E questo accade sempre più spesso in italia, anche nella selezione dei vescovi. Nella Chiesa oggi mancano figure di qualità, come quella del cardinale Martini: a Milano ancora lo rimpiangono!!!! Questo sta impoverendo la Chiesa: la selezione dei preti, dei vescovi, a parte qualche raro caso, premia i servili e i burocrati. LA CHIESA COSI’ SI TRASFORMA IN UNA CASTA: e’ per questo che la gente si allontana dalle chiese, non è il Concilio Vaticano II, come vorrebbero farci credere alcuni prelati tradizionalisti. Quindi il problema oggi non è solo accettare serenamente la decisione di Semeraro – che ha sbagliato – ma “NON TACERE” come ci ricorda questo bellissimo blog – che sta diventando un fenomeno nazionale – perché errori del genere in Italia diventino sempre più rari. E poi una domanda facile facile: non è che per caso il motivo del trasferimento di don pietro è “politico”?

    data: 07/08/2008

  188. oltre ogni limite said

    Al Sindaco Emilio Cianfanelli

    ora ha superato se stesso! Questa è vera ingerenza nelle questioni di competenza ecclesiastica.
    Lei che si qualifica democratico, la prossima volta che cambia maggioranza politica e assessori, perchè prima non si consulta con la cittadinanza e con la Chiesa?

    E come può farsi portavoce di una intera cittadina, solo per una lettera firmata dalle solite persone! Ha fatto anche un sondaggio di opinione?
    Se non erro, le due comunità di Ariccia e Galloro comprendono oltre 10.000 cittadini e quelli che fanno tanto chiasso saranno si o no 10/20 persone. All’ultimo incontro pubblico che lei ha tenuto a palazzo Chigi (come una delle maggiori priorità del paese) l’hanno ascoltato meno di 100 persone. Non è rappresentativo della volontà dei cittadini.

    Lasci in pace i Cardinali citati nella sua lettera perchè se lei non lo sa la giurisdizione sulla nostra diocesi spetta unicamente al Vescovo Semeraro – neanche Sua Santità potrebbe modificare l’evento.
    Questa è demagogia!!!! La smetta di farsi paladino di qualcosa in cui non crede! E’ patetico.

    Sicuramente questo commento non verrà pubblicato perchè una cosa è certa: lo staff censura i commenti scomodi. E poi la chiamano democrazia!!

    data: 07/08/2008

  189. eagle said

    CARO TOMMASO MORO, SPERO DI SBAGLIARMI MA HO L’IMPRESSIONE CHE IL FILO LOGICO DEI SUOI RAGIONAMENTI, A DIFFERENZA DI QUELLO CHE LEI AFFERMA DI NON COMPRENDERE (forse perchè non coincide con il suo?), SIA ABBASTANZA CHIARO. QUELLO CHE LEGGO TRA LE RIGHE DEI SUOI COMMENTI E’ UNA MAGNIFICAZIONE DELLA FIGURA DEL VESCOVO UNITA AD UNA FORTE RIVENDICAZIONE E AFFERMAZIONE DEI SUOI POTERI.

    LEI DICE:
    – “Non accettabile, invece, che un vescovo inviato in una diocesi dal successore di Pietro venga apostrofato per superficiale, improvvisato o contrario al volere di Dio. Il papa lo ha inviato certificando la sua competenza e attitudine affidando la sua umana natura a Dio.”
    – “Ammettiamo, almeno per ipotesi, che il vescovo abbia sbagliato. La Chiesa ci insegna, a maggior ragione, che solo la mitezza, l’accettazione e l’amore per il proprio pastore e per il frutto del suo – comunque – sofferto discernimento possono offrire una speranza che l’errore si estingua o quantomeno rimanga isolao”.
    – “Dato che ritengo le persone che hanno promosso questo blog intelligenti e sveglie non posso credere che siano convinte che questa decisione possa subire variazioni!”
    – “Ma sapete che nemmeno il papa, qualora volesse, ha il potere – o sarebbe meglio dire la potestà – per evitare il trasferimento di Don Pietro?
    La Chiesa è una cosa seria…mica si gioca qui!
    Il papa è il vescovo di Roma, Semeraro di Albano. Ciò significa che la potestà del vescovo ordinario sono solo le sue!”
    – “Senza la cattedrale non potrebbero esistere le altre chiese, neppure quelle parrocchiali. per tale ragione il 30 agosto ricordiamo la memoria della dedicazione della cattedrale. Quali gli elementi di una chiesa cattedrale? la cattedra del vescovo che presiede.”

    VOLENDO SINTETIZZARE:
    COME VI PERMETTETE DI DUBITARE DELL’OPERATO DEL VESCOVO?
    E’ STATO IL PAPA IN PERSONA A CERTIFICARLO E INVIARLO?
    ANCHE SE STESSE SBAGLIANDO, L’ERRORE ANDREBBE ACCETTATO CON MITEZZA E AMORE, PERCHE’ SOLO COSI SI PUO’ SPERARE IN UNA SUA RISOLUZIONE!
    POVERI ILLUSI! COME POTETE PENSARE CHE QUESTE VOSTRE MANIFESTAZIONI POSSANO CAMBIARE LA SITUAZIONE? NEMMENO IL PAPA PUO’!

    IN TUTTO CIO’, MI DOMANDO, LE PERSONE, LA GENTE, I LAICI CHE FINE HANNO FATTO?
    STIA TRANQUILLO RICONOSCO CHE NON SI E’ DIMENTICATO DI LORO. I TERMINI CON I QUALI NE PARLA SONO:
    – “Secondo me i laici dovrebbero occuparsi di altro. quello che ci è stato affidato dal concilio (e non mi riferisco a quello di Trento nonostante tu mi abbia descritto come un controriformista) è ben altro.”
    – “è una grave colpa illudere i piccoli che – in questo caso – sono quanti non hanno cognizione di causa circa il fatto ecclesiale.”
    – “suggerisco di leggere il Direttorio delle Comunicazioni sociali. Uno strumento pastorale che sviscera nel dettaglio non solo i soggetti deputati allìutilizzo di tali media in ambito ecclesiale, ma attribuisce precise responsabilità a quanti ne facciano un abuso.
    In particolare il Direttorio richiama responsabilità morali precise e le attribuisce a quanti hanno contributo o alimentato eventi di scandalo (vedi catechismo della Chiesa Cattolica).”

    ARRIVA ANCHE A INDICARGLI UNA STRADA:
    – “Faccio un esempio a me caro: don Milani. Sbattuto in un posto sperduto (Barbiana) ha obbedito. Da lì ha segnato significamente il mondo. e non disobbedendo ma inventando una cosa più seria di molte espressioni usate – troppo buoniste e poco concrete – si chiama obiezione di coscienza.”
    – “ci si mette la faccia e merita per questo dignità. Chi chiede obbedienza davanti a questa si ferma, grazie al fatto che chi l’abbraccia è pronto ad assumersi le conseguenze.”

    VOLENDO SINTETIZZARE:
    LASCIATE STARE I PARROCI E LA LORO UBICAZIONE. NON E’ AFFAR VOSTRO.
    NON ILLUDETE NESSUNO, VI MACCHIERESTE DI GRAVE COLPA.
    NON USATE I MEZZI DI COMUNICAZIONE PER ALIMENTARE EVENTI DI SCANDALO, IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA VI CONDANNEREBBE.
    PIUTTOSTO, SE PROPRIO NON ACCETTATE QUELLO CHE IL VESCOVO DISPONE, ABBIATE CORAGGIO, DITELO APERTAMENTE E CHIARAMENTE METTENDOCI LA FACCIA! VOLETE CHE UNA
    “BARBIANA” NON ESISTA ANCHE NELLA DIOCESI DI ALBANO?

    PER CONCLUDERE RIPORTO UN PENSIERO, NON MIO, MA A CUI SONO PARTICOLARMENTE AFFEZIONATO:
    “Generale, il tuo carro armato è una macchina potente spiana il bosco e sfracella cento uomini. Ma ha un difetto: ha bisogno di un carrista.
    Generale, il tuo bombardiere è potente. Vola più rapido di una tempesta e porta più di un elefante, ma ha un difetto: ha bisogno di un meccanico.
    Generale, l’uomo fa di tutto. Può volare può uccidere. Ma ha un difetto: può pensare!”.

    data: 07/08/2008

  190. Luigi Bellone said

    Mi rispecchio pienamente nel commento di Don Filippo Allarà del 7 agosto. Essere cristiani ed avere fede autentica vuol dire anche leggere gli avvenimenti alla luce del sacrificio di Gesù.
    Penso che continuando su questa strada facciamo del male alla Chiesa, alle nostre comunità e soprattutto a Don Pietro.

    data: 07/08/2008

  191. garibaldi said

    Non tacere è una perdita di tempo ?

    A volte si è portati a pensare che chi scrive in internet sia un perditempo.
    A volte è vero.

    A volte si è portati a pensare che chi si siede davanti ad un bar,in compagnia di bicchieri di noia,sia un perditempo.
    A volte è vero.

    A volte si è portati a pensare che chi dedichi il suo tempo libero a pensare ed a non tacere, sia un perditempo.

    Non è mai vero.

    Io,per esempio,ho fatto la mia onesta giornata di lavoro ed invece di stare seduto ad un bar annoiato,mi dedico a scrivere ed a pensare.

    Ci riesco malissimo,ma almeno non mi annoio.

    Mia moglie,arriva fin qua confuso l’audio del tivù in soggiorno,preferisce annoiarsi con i dibattiti televisivi e con le puntate di “Capri”.

    Ma torniamo ad Ariccia.

    Una battaglia,anche se non cruenta,si comincia di solito con entusiasmo, ma accade il più delle volte che dopo qualche settimana, al massimo qualche mese, chi l’ha cominciata, abbandoni la sua creatura per scarsità di idee o per sopraggiunta noia.

    Non so dire quanto sarà utile la vostra battaglia,anche se sono scettico,perché l’arroganza della Chiesa,nei secoli,non è mai cambiata ed anzi si è sempre accresciuta.
    Negli ultimi anni la Chiesa è stata percorsa da avvenimenti ben più gravi di un trasferimento contrastato di un pastore,anni in cui la nave della chiesa è stata scossa da scandali di portata mondiale, come quello delle migliaia di casi di pedofilia, eppure galleggia ancora senza che si vedano vistose falle nello scafo.
    Più il tempo passa e più mi rendo conto della spaventosa difficoltà di affondare il baraccone a colpi di cannone caricato a scandali.
    C’è la gente comune che fa quadrato attorno al gran capo e ai suoi ministri…
    C’è una classe politica che vuole che il baraccone continui ad esistere perchè le alleanze governo-chiesa hanno sempre portato bene ad entrambi i soggetti.

    Perciò quando leggo la lettera del Vostro Sindaco,e delle sue iniziative,e della sua autorevolezza,così solidale,barcollo quasi incredulo.
    L’afa di questa sera sannita mi sembra meno greve.

    Comincio stasera a pensare che questa storia possa anche finire forse in modo diverso da quella di Don Graziano,amaro ricordo dei miei anni settanta,senza per questo far del male a Don Pietro.

    Con buona pace dei Don Cristoforo e Don Abbondio di turno…

    Sandroforlani.

    data: 07/08/2008

  192. STAFF "Ariccia NON tace" said

    Carissimo “OLTRE OGNI LIMITE”

    non mi sembra che siano mai stati censurati commenti contrari, se così crede pensiamo che abbia qualche problemi nel discernimento delle opinioni altrui oppure che abbia letto frettolosamente i commenti inseriti… Detto questo la stupiamo (come siamo soliti fare!!!) pubblicando interamente il suo intervento e la invitiamo a rileggere tutti i commenti per notare meglio le sfumature dei contrari alla nostra posizione, che, più che sfumature, sembrano (al 99,9999% della popolazione mondiale) dichiarate opinioni avverse ma evidentemente per lei no…

    Buon blog anche a lei caro/a!!!

    data: 07/08/2008

  193. le solite 10/20 persone said

    Sei veramente “oltre ogni limite”.
    LIBERTA’, LIBERTA’, LIBERTA’.
    Perchè, secondo te, la chiesa può avere il diritto di intromettersi nella politica mentre i laici non avrebbero neanche la minima possibilità di discutere sull’operato di una casta che allontana sistematicamente la gente dal messaggio evangelico?
    Non c’è più lo stato pontificio, fattene una ragione.
    All’incontro di palazzo Chigi c’erano circa 300 persone e si era solo all’inizio di una vicenda che, per l’atteggiamento ostile ed aggressivo di voi curiali, sta montando in modo esponenziale ed irrefrenabile.
    Attenzione, la gente è buona, è paziente, ha fede, si affida al volere di Dio, vuole e desidera ardentemente essere Chiesa ma……. è stanca!
    Un passo indietro, per carità, un passo indietro che consenta ai “più piccoli” di non scandalizzarsi di fronte all’arroganza ed alla mancanza di dialogo.

    Saluti da…..le solite 10/20 persone.

    data: 07/08/2008

  194. garibaldi said

    Un ultimo rigurgito, dai meandri del mio cervello,che definire pensiero è forse troppo…

    “Negli anni, anch’io ho dovuto rivedere molte mie convinzioni ed adattare il mio vocabolario ai tempi, ma una certezza ancora mi rimane del mio passato militante : chiunque a vario modo e in varia forma pensi o voglia impedire alla gente di esprimersi,penso sia un Fascista. ”

    Bona noçç !

    data: 07/08/2008

  195. dià lògos said

    “Il vero dramma della chiesa che ama definirsi moderna è il tentativo di correggere lo stupore dell’evento di Cristo con delle regole”

    Giovanni Paolo I

    ( un solo, troppo breve, mese di pontificato … )

    data: 08/08/2008

  196. Tommaso Moro said

    Vorrei ringraziare Eagle. Mettere in fila il succo di tutti i miei interventi non deve essere stato facile. Mi ci riconosco. Chissà cosa ci hai letto tu.

    Certamente la bella citazione che hai riportato non mi pare azzeccata. Nessuno chiede di non pensare. La libertà si fonda sull’accettazione della realtà e della volontà di Dio che si afferma mediante gli uomini, nonostante questi siano imperfetti. Sono abituato a pensare e a bombardarmi di domande. Ma ho anche imparato che ho potere solamente su me stesso…per il resto non posso che affidarmi a Dio. Infine quelle che mi preme non è difendere Semeraro, ma la figura del vescovo così come esce dal Concilio. Il tema non è se il vescovo è bravo o cattivo. simpatico o antipatico. Il tema ha a che fare con il riconoscimento nella persona del vescovo della guida che Cristo, mediante la Chiesa, mi ha voluto donare. Se questo non avviene sforziamoci di farlo, quantomeno per non svegliarci e accorgerci di essere diventati protestanti!

    data: 08/08/2008

  197. STAFF "Ariccia NON tace" said

    Lo STAFF ringrazia di cuore e si sente onorato per l’intervento firmato del SINDACO Emilio Cianfanelli e chiede, in quanto unico finora ad aver interagito col Vescovo per via verbale ed epistoalre, di pubblicare (sempre che egli lo ritenesse opportuno per questioni di privacy) le lettere dello scambio epistolare inviate a sua Eccellenza per spiegare meglio alla cittadinanza le motivazioni a lei date da Mons. Semeraro, in quanto noi semplici “popolani”, rimaniamo ancora senza diritto di audizione alcuna da parte di sua Eccellenza.

    Se poi non fosse possibile per riservatezza lo capiamo e la ringraziamo lo stesso chiedendole, semmai, se potesse per lo meno per iscritto meglio spiegare le motivazioni a lei date durante il colloquio personale convinti che: “VERBA VOLANT SCRIPTA MANENT” !

    In caso neanche questo sia possibile la ringraziamo calorosamente ancora per il SUO IMMENSO IMPEGNO IN QUESTA CAUSA.

    Firmato Lo STAFF di “Ariccia NON tace”

    data: 08/08/2008

  198. don abondio said

    ora anche il Sindaco scrive sul blog,bravo ha a cuore sia i sudditi che i fedeli.Ho avuto dei dubbi sul fatto di inserirmi in questo dibattito e dopo aver l’etto la lettera del Sig. Sindaco di ariccia ho rotto gli indugi.
    Per prima cosa vorrei esprimere il mio apprezzamento per le argomentazioni che Tommaso Moro mette a nostra disposizioned per meglio compredere questa vicenda.
    Rimango stupito dal fatto che non siano sufficienti, per Voi dello staff (se non foste anonimi avrei apprezzato di più la vostra trovata), a farVi rileggere l’intera vicenda da una diversa prospettiva, invece mi pare di capire che vi siete convertiti alla fede ma non alle regole che questa “FEDE”impone., o meglio preferite una fede senza regole. Vi si potrebbe catalogare come gli anarchici della fede.
    Don Pietro sicuramente non è contento di quanto sta avvenendo, non è questo che ci ha insegnato in tanti anni di apostolato.
    In molti ad Ariccia ci stiamo chiedendo: dove porta tutto questo?
    A chi giova?
    perchè don Pietro non interviene in questo blog, da cui voi dite hA PRESO LE DISTANZE PUBBLICAMENTE,.
    Secondo molti fedeli dovrebbe , da buon padre quale egli è, ringraziarVi per l’affetto dimostratogli e nel spiegarVi che non è questo il miglior modo per dimostrarglielo chiedervi di oscurare il blog ed evitare, così, che qualche fedele, involontariamente, manchi di rispetto al nostro amato Vescova a cui tutti gli ariccini uniti nella fede di Cristoe sprimono solidarietà.

    data: 08/08/2008

  199. genoveffa said

    Un grazie di cuore per l’iniziativa del sindaco!

    data: 08/08/2008

  200. DON CHISCIOTT said

    ERA ORA CHE INTERVENISSE ANCHE IL SINDACO.
    vISTO CHE HA POCO DA FARE IN C0MUNE E’ GIUSTO CHE DEDICHI UN PO DI TEMPO A DIFENDERE DON PIETRO (NON SO PROPRIO DA COSA VISTO CHE LIBERAMENTE HA SCELTO LA SUA PROFESSIONE)
    VORREI CHIEDERE AL SIG. SINDACO SE QUANDO HA PORTATO IN CONSIGLIO COMUNALE L’APPROVAZIONE DEL “REGISTRO PER LE COPPIE DI FATTO, COMPRESE QUELLE DELLO STESSO SESSO, CON EFFETTI AMMINISTRATIVI TIPO POTER PARTECIPARE ALLA GRADUATORIA PER L’ASSEGNAZIONE DELLE CASE POPOLARI” NE HA DISCUSSO IN CONSIGLIO PASTPORALE O CON S.E. IL VESCOVO.
    QUANDO E’ STATA PRESENTATA IN CONSIGLIO COMUNALE LA “MOZIONE DI SOLIDARIETA’ A SUA SANTITA’ IL PAPA, PER NON AVERGLI PERMESSO DI PARLARE ALL’UNIVERSITA’, GLI è STATO CONSIGLIATO, OPPURE NE HA DISCUSSO CON IL CONSIGLIO PASTORALE O CON I CITTADINI, DI ASTENERSI?
    PRIMA DI INTERESSARSI DEI FATTI DELLA DIOCESI DI ALBANO DIVENTI ALMENO UN FEDELE APPENA CREDIBILE.

    DON CHISCIOTT.

    data: 08/08/2008

  201. Cristiano said

    siamo alle solite: appena i cristiani cominciano a discutere all’interno della Chiesa si alza qualcuno che li accusa di essere protestanti. Ma noi cattolici non siamo mica ectoplasmi!! ORAMAI E’ DI MODA LA PASTORALE DEL CIMITERO: VANNO BENE I LAICI CHE NON SI MUOVONO, CHE NON ORGANIZZANO TROPPE INIZIATIVE IN PARROCCHIA, NON DISCUTONO, NON SCRIVONO SUI BLOG… Ma senza il dibattito la Chiesa si spegne! I cittadini di Viterbo e Perugia nel ‘200 e nel ‘300 (che non erano protestanti ma cattolici) arrivarono a scoperchiare il tetto dei palazzi dove era riunito il conclave perché i cardinali (per divisioni interne) non si decidevano ad eleggere il nuovo papa. Anche su sollecitazione di San Bonaventura imposero ai cardinali di decidere, dopo un conclave che durava anni. LI MISERO A PANE ED ACQUA E COSI’ – miracolosamente – USCI’ FUORI IL NOME DEL SUCCESSORE DI PIETRO. E la norma che consentì di evitare conclavi troppo lunghi fu inserita nei regolamenti pontifici. E’ solo un piccolo esempio. CHI MOLTIPLICA LE PAROLE IN DIFESA DELLA CASTA ricorda tanto chi “filtra il moscerino e ingoia il cammello”. Ma forse l’autore della citazione era un protestante!!!

    data: 08/08/2008

  202. barbara said

    un pensiero x te, Don Pietro:
    la vita mi ha regalato tantissime emozioni, quotidianeità, gioe, disperazioni ed ogni volta che mi sentivo o disperata o felicissima “tu” sei stato lì.
    Non posso immaginare momenti della mia vita senza la tua presenza, non VOGLIO, ed è per questo che in ogni luogo dove tu andrai, IO CI SARO’……
    Non voglio pensare che mi mancherai, ma voglio sperare che tutto quello che tu hai regalato a me, sara donato a tutti quelli che come me hanno bisogno di quel “QUALCOSA IN PIU'” che solo tu sei capace di donare!!!
    NON TI LASCEREMO MAI ANDARE VIA DAI NOSTRI CUORI, MAI !
    Forse non ho mai avuto modo di dirtelo, ma io ti voglio tanto BENE DON PIETRO!
    Barbara

    data: 09/08/2008

  203. Cristiana said

    per Don Pietro:::::::::
    Tu fin da quando siamo nati ci hai seguiti per tutto e mi chiedo perchè tu debba andar via?????????????????????????????????????????????????????????????????????
    Io spero che tutte le persone che incontrerai nell’altra parrocchia apprezzeranno tutto quel che fai!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    voglio solo dirti che tu 6 un parroco speciale e che non ti dimenticherò mai!!!!!

    data: 09/08/2008

  204. EX-CATTOLICO said

    Caro Don Chisciotte leggendo il tuo commento sull’intervento del Sindaco (sindaco di TUTTI i cittadini e non solo dei bigotti come te) mi viene spontaneo definirti un “narrow minded”.
    Ex-cattolico

    data: 09/08/2008

  205. CHIARO PASQUALE said

    SONO PASQUALE CHIARO,ANIMATORE PRIMA ED EDUCATORE PARROCCHIALE DALL’ANNO 2000…

    SCRIVO QUI DA COGNE..POCHE ORE PRIMA DI PARTIRE…AL TERMINE DELL’ULTIMA CELEBRAZIONE EUCARSTICA DI CAMPO…DOPO 10 GIORNI IN CUI IL CRISTO HA SCELTO DI NUOVO DI MANIFESTARSI A NOI PIU PICCOLI ATTRAVERO LA SUA PAROLA…E IL SUO PANE E VINO…

    HO GLI OCCHI GONFI DI PIANTO E COME ME ALTRI 40 GIOVANI TRA I 14 E I 20 ANNI, STANNO PIANGENDO MENTRE SCRIVO SU QUESTO BLOG…

    HO LETTO TUTTO QUELLO CHE E’ STATO DETTO… TUTTE LE POSIZIONI DI COLORO CHE PARLANO DI REGOLE…CANONI..SILENZIO…ECCO VORREI DIRE A ZENO, AMICO DI ZENO, TOMMASO MORO, DON CHISCOTTE…

    VI LASCIO QUI PUBBLICAMENTE IL MIO NUMERO DI TELEFONO 3474703379….

    PROBABILMENTE, SENZA CHE CI PRENDIAMO IN GIRO…GIA’ CI CONOSCIAMO CON ALCUNI DI VOI…
    ECCO VORREI CHE VENISTE A RACCONTARE A QUESTI 40 GIOVANI IL PERCHE DEVONO SMETTERE DI PIANGERE LA PERDITA DEL PROPRIO PADRE SPIRITUALE…IL PERCHE DEVONO RIMANERE IN SILENZIO..LORO..CHE STAMATTINA HANNO ANIMATO SPONTANEAMENTE CON CANTI A CRISTO TUTTA LA CITTA’ DI COGNE SENZA PAURA DI GRDARE A TUTTI CHE “CRISTO E’ LA NOSTRA VITA”….E SOPRATTUTTO A QUALE CANONE DEVONO FAR RIFERIMENTO PER COLMARE QUESTO DOLORE… SE DAVVERO CREDETE GIUSTE TUTTE LE AFFERMAZIONI CHE AVETE FATTO…ALLORA NON AVRETE PROBLEMI A MOTIVARLE A QUESTI GIOVANI, ANZI PER ESSERE TRANQUILLI CHE TUTTI CAPISCANO, CHIAMERO’ PERSONALEMTNE GLI ALTRI 40 ( E PIU ) CHE SONO RIMASTI A CASA PER PROBLEMI FAMILIARI O DI ALTROGENERE CHE SARANNO FELICI DI ASCOLTARVI…

    SO CHE NON AVRETE NEANCHE IL CORAGGIO DI CHIAMARMI..NE TANTOMENO RISPONDERMI SU QUESTO SPAZIO CON I VOSTRI VERI NOMI… ANCHE SE SPERO NON AVRETE DI CERTO TIMORE D UN GRUPPO GIOVANILE A CUI AVETE “INTELLETTUALMENTE” TANTO DA INSEGNARE…

    MI RIVOLGO ORA ALLA MIA COMUNITA’ CHE TANTO AMO: A VOI FAMIGLIE, ALLE SUORE, ALLE VECCHIETTE, A ITALIA E ANNETTA, AI DIACONI, ALLE COPPIE APPENA SPOSATE, A ME STESSO:

    NON ABBANDONIAMO QUESTI GIOVANI CHE SONO IL VOLTO DI DIO!!! HANNO TANTA PAURA DI NON FARCELA A PORTARE SULLE SPALLE IL PESO DELLA CROCE..SI SENTONO FRAGILI INDIFESI E NON ALL’ALTEZZA!!! CAMMINIAMOGLI ACCANTO…PERCHE SE LI PERDEREMO…NE RISONDEREMO E PAGHEREMO AGLI OCCHI DI DIO CHE CE LI HA DONATI PER CUSTODIRLI!!!
    E I PRIMI SONO PROPRIO DIACONI E I RELIGIOSI I QUALI HANNO SCELTO LIBERAMENTE DI DONARE LA PROPRIA VITA A DIO E ALLA COMUNITA!!

    PREGHIAMO PER IL DON, CHE NELLA SU PIENA OBBEDIENZA SOFFRE PER LE NOSTRE SOFFERENZE…

    INFINE CHE CHIUNQUE LEGGA SAPPIA CHE DIO GUARDA ALLE LACRIME D QUESTI GIOVANI!!! AL GRIDO DI DOLORE PROFONDO CHE NESSUNO CONTINUA A VOLER ASCOLTARE…
    GESU CI DICE:
    ” chiunque scandalizzera uno di questi piu piccoli, SE LA VEDRA CON ME!!” ( la citazione non e’ letterale ovviamente ma il signore ci dice proprio questo!!)

    data: 09/08/2008

  206. magliacano said

    A Pasquale ed ai magnifici quaranta.
    Siete fantastici, siete voi il futuro ed il senso della chiesa.
    Vi vogliamo un bene dell’anima e su di noi potrete sempre contare!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Antonio e Francesca Magliacano

    data: 10/08/2008

  207. don abondio said

    carlo Pasquale,stai facendo un lavoro meraviglioso, non sono molte le persone che come Te si dedicano agli altri.Sono sicuro che i ragazzi ti vogliono molto bene e, se tu, un domani, i casi della vita sono imponderabili, non potessi più seguirli son sicuro che il buon Dio non li abbandonerà e nel dolore, comunque troveranno sicuramente un’altra guida, un’altro sostegno.
    Don Pietro, in questo momento è chiamato ad un’altro incarico ed io son sicuro che anche in questo caso il buon Dio non abbandonerà i 40 ragazzi e gli altri. La vita ci pone , talvolta , di fronte a degli ostacoli che solo a prima vista sembrano insormontabili, ma ricorda sempre, che la Divina Provvidenza veglia sempre su di noi e aver fede aiuta a frantumare perfino le montagne.
    Mai perdere la fede di fronte alle avversità che, ricorda, per un uomo di fede non avvengono mai per caso.
    Scusami se sembrerà un riprenderti, ma non è affatto vero che perdete il Padre Spirituale.
    Noi tutti perderemo DonPietro c ome parroco, ma Voi che lo avete scelto quale Vs padre spirituale non lo perderete come tale(questo basta volerlo) .Personalmente ho scelto il mio padre spirituale 40 anni fa e oggi quel sacerdote , anche se non vive ad Ariccia è ancora il mio padre spirituale.
    Perdonami se non ti telefonerò ma non approvando il blog, così come è gestito, in anonimato, non ritengo utile rivelare il mio nome. Al contrario se il blog (lo staff) perderà l’anonimato, cestinando i commenti anonimi in non avrò remore ad intervenire palesando il mio nome.

    data: 10/08/2008

  208. stefano del prete said

    Ciao stefano commisso.
    Ti ricorderai sicuramente di me, vero?
    Io volevo RINGRAZIARTI VIVAMENTE di non aver messo nel tuo intervento le tue vicende personali evitando cosi di far vedere che purtroppo in parrocchia ci sono anche persone come te che fanno buon viso a cattivo gioco!!!! Comunque mi farebbe tanto piacere che mi spiegassi come puoi , proprio tu, permetterti il lusso di dire che la nostra fede dipende solo da Don Pietro e soprattutto come puoi parlare di imperfezione, (cioè, si è vero l’operato di don Pietro non è perfetto, ma sappiamo tutti che la perfezione non è di questo mondo).
    Volevo quindi un attimo commentare questi 2 punti:

    1) Nessuno nega che Don Pietro abbia una grande influenza su tutti noi, ma influenza riferita al fatto che sa parlare alle persone, sa trascinare, sa far bello il pregare, cose che tu non hai mai capito….troppo presuntuoso….
    Giusto x parlare di esperienze ti volevo ricordare che se la nostra fede fosse stata legata a Don Pietro già ce ne saremmo andati tutti come hai fatto te, si proprio te, perchè te sei andato via dalla nostra comunità solo perchè non ti piaceva Don Pietro, (bene libero di farlo, ma se te credevi in Dio, nella Chiesa e nella parocchia e non a Don Pietro, saresti rimasto come tutti noi, quindi come puoi accusarci!!!) Di sicuro fare un cammino con Don Pietro ti lega molto a lui perchè appunto come già detto sa parlare al cuore sa far diventare bello il pregare…ma ripeto e ci tengo a sottolinearlo che non è per lui che noi facciamo tutto ciò. Noi ci siamo rimboccati le maniche e siamo andati avanti con molte difficoltà ed è soltanto perchè abbiamo avuto fede in Dio e abbiamo puntato molto sul suo amore…..poi che in questo cammino ci fosse con noi anche Don Pietro è un altro discorso…

    2) Te che parli tanto di buchi lasciati da Don Pietro e dal suo operato, ma lo sai cosa vuol dire comunità, chiesa, e soprattutto lo sai che non c’è solo Don Pietro nella parrocchia?!?! no perchè se te lo sei dimenticato, io e te stavamo nel gruppo dei giovani insieme, e io ci sono ancora, te?!?! Alle riunioni x il cammino di fede e per organizzare messe, processioni e altre cose, dov’eri?? Mi risulta che a tutto queste riunioni dove ci si faceva un MAZZO COSI’ (scusate l’espressine) te non ti sei mai visto arrivavi solo quando era ora di partire o quando la festa era già pronta, e a dirla tutta, neanche ti stava bene, visto che proprio a Cogne dicesti a tutto il gruppo che ti facevamo schifo (x non usare altri termini) questa è fratellanza, comunità, chiesa??, quindi mi vuoi spiegare COME PUO’ NON AVERE DEI BUCHI L’OPERATO DI DON PIETRO SE C’ERA GENTE COME TE CHE PARLAVA SOLO E NON OPERAVA…(e parlava anche male).
    E comunque sappi che quel gruppo che ti fa tanto schifo è tutto unito ed ha una sete di Dio assurda, ha voglia di urlarlo, di cantarlo e di pregarlo questo Dio e vai a chieder a tutte quelle persone invalide che con loro abbiamo ballato e cantato Dio su a Cogne, cosa vuol dire avere fede… Con Dio le parole non bastano, ricordatelo..

    Volevo chiudere questo interventi dicendo che giustamente ci può essere gente che può pensarla diversamente da me e da chi la pensa come me, ma solo una cosa vi vorrei chiedere, prima di parlare e di dire stupidaggini, venite nella parrocchia, partecipate al percorso di fede che noi giovani, le famiglie e tutti coloro che sono nella parrocchia stanno seguendo , venite all’oratorio fate giocare e pregare i bambini insieme a noi…venite a cantare in piazza e a fare la fiaccolata con i disabili cm abbiamo fatto noi a cogne, venite a regalare un sorriso a chi è meno fortunato e poi dopo che avrete visto tutto questo che avviene in parrocchia allora potrete parlare e scegliere il vostro pensiero….
    riferito in particolare a :
    ZENO, AMICO DI ZENO, TOMMASO MORO, DON CHISCOTTE…

    Saluti
    STEFANO DEL PRETE

    data: 10/08/2008

  209. Carla Gozzi said

    Vorrei sapere dallo staff se ci sono problemi a far uscire sul blog la mia risposta a Pasquale. E’ stata inviata intorno alle ore 1,30 di oggi domenica 10/8. Ho poi ripetuto l’invio nel primo mattino, quindi sono sicura che sia arrivato. Perchè alle ore 21 non appare ancora? Noto altri messaggi datati 10/8 ed è poco probabile che siano stati scritti tra le ore 24 e le ore 1,30 di notte.
    Grazie.
    Carla

    data: 10/08/2008

  210. STAFF "Ariccia NON tace" said

    Gentile CARLA GOZZI,

    le sembrerà strano ma è già la seconda volta che il suo commento va perso pertanto e non per causa nostra… Siamo a consocenza che a volte il sistema genera dei bug che non permettono di inviare il messaggio ( N.B.: quando ad esempio quando appare la richiesta di inserire un condice di verifica si è verificato uno dei bug e il vostro commento andrà perso purtroppo non è assolutamente colpa nostra che ci crediate o meno… ) perciò le chiediamo, IN PARTICOLARE A LEI DATA La RICORRENZA DELL’ERRORE di mandarci i commenti tramite MAIL all’indirizzo ariccianontace@alice.it al fine di evitare spiacevoli nuovi inconvenienti. Le chiediamo scusa ma le ripetiamo che il problema non si è verificato solo con lei ma anche con altre persone che ci hanno scritto per e-mail per commentare e segnalarci questi problemi. Più di questo non possiamo fare non potendo correggere i problemi del server.

    Detto ciò porgiamo a tutti i saluti augurandovi BUON BLOG A TUTTI!

    NON TACERE: E’ UN TUO DIRITTO!

    data: 10/08/2008

  211. Onestà Intellettuale said

    Vorrei comunicare a tutti i lettori del blog, non esperti di informatica, che i “bravi” conduttori del blog possono riconoscere il mittente del commento anche se anonimo (e non posso specificare di più), alla barba di quanto detto nella home page.

    Tutto ciò per opportuna informazione e per garantire a tutti il rispetto della privacy.

    Chissà se dopo quanto ho detto verrò pubblicato???????

    ciao, ciao…..

    data: 10/08/2008

  212. STAFF "Ariccia NON tace" said

    PER ONESTA’ INTELLETTUALE:

    Gentile Onesto MA POCO INFORMATO ED… INFORMATICO,
    le vorremmo sottolineare che la sua preparazione in materia lascia quanto meno a desiderare per cui la invitiamo a non parlare a vanvera, anche se con onestà:

    L’unica cosa che un gestore del sito può avere è l’indirizzo IP (che per molti non risulta nemmeno FISSO!!!) col quale non ci si fa assolutamente nulla senza l’accesso ai database del server sul quale l’utente è appoggiato. Come LEI ONESTAMENTE NON SA è permesso solo sotto richista di autorizzazioni per indagini giudiziarie avere i dati personali dai gestori degli accessi internet, proprio per questioni della PRIVACY da lei tanto SBANDIERATA ai quattro venti.

    Detto ciò, ci sembra di essere stati molto molto molto chiari sull’argomento in questione e in caso ne volessse sapere di più le consigliamo di DI STUDIARE ED INFORMARSI PRIMA DI PARLARE o PRENDERE MAGARI UN PATENTINO DI INFORMATICA… Sarà poco al giorno d’oggi ma è sempre un pezzo di carta e magari le sarà utile nella vita per evitarle nuove figuracce in materia! Hi hi hi!!!

    BUON BLOG A TUTTI E BUONO STUDIO A LEI, OH ONESTO!!!

    data: 10/08/2008

  213. Carla Gozzi said

    Carissimo Pasquale Chiaro,

    sono commossa dal tuo accorato grido di dolore e spero di aiutarti a comprendere quelle posizioni che sembrano così distanti dalle tue, invitandoti a leggere il brano del Vangelo di Giovanni 20,11-18.
    Vediamo insieme il testo per trarne qualche insegnamento:

    “Maria di Magdala stava presso il sepolcro in lacrime”. E’ sconvolta perchè il sepolcro è vuoto, cerca il corpo di Gesù; forse qualcuno ha portato via quel corpo che le appartiene. Chiusa nel suo dolore non riesce ad intendere altro: vuole il suo Signore e basta!
    E Gesù è là e le chiede: “Perchè piangi? Chi cerchi?” Maria cerca Gesù, non il Risorto. Per questo i suoi occhi restano chiusi ed il suo cuore inquieto: non poteva riconoscerlo!

    “DONNA, PERCHE’ PIANGI? CHI CERCHI?” Questa è la domanda pregnante che Gesù pone ad ogni cristiano; anche a me e a te, oggi.

    Maria è lontana dalla pista giusta. La sua ricerca deve cessare di essere ricerca di un corpo, deve smettere di cercare Gesù per sè, per il proprio possesso. Bisogna che si trasformi in orizzonti di speranza.
    E non è questa anche la nostra CONVERSIONE?

    Ella è chiamata a superare l’attaccamento e la brama di possesso della persona amata. Per questo Gesù la chiama per nome: “Maria!” dice il Signore. Quanta tenerezza, quanto rispetto in quel nome. Ora il cuore di Maria si apre, il suo sguardo diventa limpido, non più offuscato dal dolore e Gesù la invia ad annunciare e a testimoniare ciò che ha visto.

    Lasciamoci interpellare da questo brano di Vangelo: Che senso ha piangere e disperarsi a causa del “cercare” dentro scelte sbagliate, il possesso di qualcosa/qualcuno da assolutizzare. Bisogna essere lucidi con noi stessi. Chiedersi: Chi sto cercando? L’Amato? Lo cerco attraverso tutte le vicende del mio vivere? Chi sto cercando? Colui che ha dato la vita, vincendo la morte per sempre? Se sto cercando Lui, il Cristo Risorto, il mio piangere è passeggero, legato ad una comprensibile emotività nella sfera della mia realtà, dentro la mia storia.

    Se abbiamo il coraggio di sostare in silenzio presso “la tomba vuota” del nostro cuore forse potremo percepire il nostro nome sussurrato con infinita tenerezza da Colui che da sempre ci abita. E’ un invito ad una fede robusta, capace di riconoscerlo nel nostro vivere quotidiano e di testimoniarlo con gli occhi della speranza anche quando gli eventi ci sembrano insormontabili.

    Pasquale, ti prego, non piangere più: NULLA TI TURBI, NULLA TI SPAVENTI ……….SOLO DIO BASTA!

    Ciao,
    Carla

    data: 11/08/2008

  214. Maria di Magdala said

    Carla Gozzi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Mamma mia che aberrazione!!!!!
    Ma che cavolo centra questo brano del Vangelo con la situazione che stiamo vivendo???????????
    La tomba vuota, “cercare” dentro scelte sbagliate, perche’ piangi, chi cerchi…..ma de che stiamo a parlà?????!!!!!!!
    Qui il discorso è assolutamente diverso, non c’è niente di evangelico in questa storia, qui c’è un “semplice” essere umano che, non si sà per quale ragione e per quale strana presa di posizione legata alla sconsiderata sopravvalutazione del proprio ruolo, crede di potersene infischiare del popolo di Dio!!!!!!!!!!!!!!
    Nessuno piange, nessuno si dispera, qui si combatte per affermare il ruolo dei laici e degli “operai” della fede!!!!
    Qui si combatte per salvare un enorme lavoro pastorale frutto di sacrifici, impegno, dedizione e amore!
    Qui non si tace e non si tace per URLARE che la Chiesa siamo noi!!!!

    data: 11/08/2008

  215. marco said

    Eccellenza,
    mi chiamo Marco, ho 13 anni da compiere e sono un chierichetto, faccio parte dell’A.D.G. (Amici di Gesù), un gruppo che da poco ha ricevuto il sacramento della Comunione ed ora sta iniziando a prepararsi per la Cresima.
    Ci divertiamo perchè il nostro gruppo è molto affiatato, abbiamo imparato a rispettarci, a volerci bene.
    Molte volte Don Pietro nonostante i suoi numerosi impegni è stato tra di noi per aiutarci a camminare sui passi di Gesù, è sicuramente un cammino ancora molto lungo e sentiamo che per formarci abbiamo bisogno di lui.
    Faccio anche parte della nuova iniziativa sportiva dell’Oratorio “Don Bosco” del Taekwondo. Queste iniziative continueranno ad esserci? Il nuovo parroco sarà disponibile a continuare il cammino iniziato da Don Pietro? IO SPERO TANTO DI SI!!!
    Ho passato una settimana meravigliosa su a Sant’Agata Feltria, un paesino delle Marche; lì insieme a Don Pietro ed agli animatori abbiamo fatto numerosi giochi e abbiamo soprattutto pregato, c’è stato insegnato ad essere uniti: ogni nazione, popolo o razza siamo tutti fratelli.

    Voglio tanto bene a Don Pietro e spero che in qualunque posto lui vada si ricordi di noi e sia felice!

    Marco, “piccolo” ministrante

    data: 12/08/2008

  216. AlfaOmega said

    Ho letto e riletto più volte l’intervento di Carla Gozzi in risposta a Pasquale.
    Francamente non riesco a vedere l’attinenza del brano scelto con la situazione in essere e, meno ancora, con le appassionate parole di Pasquale.
    Dirò di più: non trovo proprio convincente l’interpretazione generale in assoluto!
    La sensazione è che venga utilizzato un brano del vangelo a sostegno delle proprie tesi oppure che, magari senza volerlo, venga fatta una personalissima lettura del suddetto brano, forse rispecchiandovi propri percorsi umani e spirituali, che meritano pieno rispetto, ma certamente non possono assurgere ad interpretazioni di valore oggettivo.

    Questa meravigliosa pagina del Vangelo suggerisce davvero moltissimi spunti di riflessione, ma la direzione mi pare decisamente un’altra.

    Quando Maria va la prima volta al sepolcro per svolgere il suo compito e vede la pietra ribaltata, corre dagli altri, cerca la comunità. Non tenta soluzioni personali, non ha dubbi: deve avvisare i discepoli e soprattutto Pietro. Mi pare già un atteggiamento molto maturo, una coscienza embrionale di chiesa …

    Il suo NON È UN AMORE POSSESSIVO, egoistico, neppure inconsciamente. Il suo è un amore forte, deciso, coraggioso. Il suo è già l’amore di chi ha visto “come è morto” Gesù.
    LEI ERA SOTTO LA CROCE. Pietro e gli altri no (sotto quel legno c’erano i “piccoli”, quelli che non contavano, le donne, il discepolo più giovane …).

    Maria piange, perché è di fronte a qualcosa di troppo grande per lei …ha intuìto, infatti parla di Gesù come del “Signore”, ma è confusa, sola, è sull’orlo del mistero … Poi, l’incontro “personale” con il Risorto, lo “svelamento” e, subito, dall’incontro scaturisce la missione!

    Se leggiamo le parole di Pasquale non vi troviamo possessività né amore egoistico, ma, anche qui, la storia di UN INCONTRO E DI UNA MISSIONE !! Un forte senso della missione!
    L’appello pressante che lui rivolge a tutta la comunità “adulta” è proprio un richiamo fortissimo alla missione, soprattutto verso i più piccoli.
    I giovani, che hanno fatto l’esperienza dell’affidamento alla Croce, che hanno incontrato il Risorto … ora vengono a cercare conferme e sostegno da noi, dagli adulti, dalla Chiesa.
    Non proponiamo loro risposte “intimistiche”, personali: hanno bisogno della comunità, hanno bisogno di sentire la Chiesa e di sentirsi Chiesa!
    Devono conoscere una Chiesa che sia specchio dell’Amore di Cristo e che si faccia vicina a tutti e ad ognuno, che ascolti, che risponda, che comprenda, che ami, che chiami ognuno per nome!

    Lasciamoci scuotere fino in fondo dalle lacrime dei giovani!

    data: 13/08/2008

  217. don chisciott said

    Caro Stefano Del Prete,
    nel mio intervento rivolto al Sig. Sindaco non credo di aver detto delle “stupidaggini” ma di aver ev idenziato dei FATTI , di certo poco edificanti, per chi si dichiara proveniente dalla “scuola di servizio della parrocchia” ( leggi le paure di SESANA); SE SEI UN CREDENTE, UN CATTOLICO, non puoi non ammettere che è quanto meno strano che degli amministratori che provengono da una tale scuola, varino provvedimeti che portano Ariccia lontano dalla dottrina sociale della Chiesa.
    Anche Marx ,con la sua filosofia, tendeva a salvare e valorizzare i deboli e gli oppressi,poi con gli hanni abbiamo visto quali danni ha causato alla società quel tipo di filosofia.
    Qualunque azione volta ai più deboli solo se è ispirata dal VANGELO dà i suoi frutti, ma il Vangelo va messo in atto a 360 gradi e non estrapolando , di volta in volta, il brano che ci fa più comodo in quel momento e. soprattutto, la fede non va urlata ma vissuta di giorno in giorno in modedestia senza far sapere alla mano destra quello che fa la mano sinistra.

    don Chisciott

    data: 13/08/2008

  218. Giorgio e Sabrina said

    Carissimo Pasquale,
    oggi ci sentiamo direttamente chiamati in causa dalle tue parole. Siamo due adulti della comunità e sentiamo forte su di noi il peso e la responsabilità di dover essere segno e testimonianza. Pensiamo che voi giovani della nostra Parrocchia siate il nostro tesoro, il tesoro della Chiesa: bastava guardarvi oggi a Messa per sentirsi le persone più ricche del mondo!
    Vogliamo dire a te e agli altri giovani che non vi abbandoneremo mai, vi saremo sempre vicini (anche se a volte con modalità diverse) nella ricerca di una fede basata sul Vangelo. La Parola che Gesù ci ha insegnato è la Verità, Gesù è la Verità e la Verità rende liberi! La nostra è una fede di persone libere che non vogliono e non possono rimanere intrappolate nelle maglie delle regole, specialmente quando queste vengono create ed usate come una clava per mantenere inalterati dei sistemi di potere che calpestano, in tal modo, la vita, le relazioni e i sentimenti di tante persone . Ci è piaciuto tanto chi, fra i vari interventi, ha ricordato le parole di Gesù circa il sabato fatto per l’uomo e non viceversa!!
    Ci dispiace tanto, invece, vedere e leggere le testimonianze di tanti che in un mondo pieno di regole ci vivono bene e se ne riempiono la bocca. Rispettiamo il loro pensiero, ma ci sentiamo nelle orecchie e nel cuore come una voce sottile che ci ripete “fra voi però non è così” (Mc. 10, 43).
    Conosciamo molti di voi e sappiamo che avete fatto un bellissimo cammino e siete cresciuti nella conoscenza di Gesù: Gesù stesso ci ha chiamati per essere la sua chiesa (tutti: consacrati e laici). Siamo certamente in un tempo in cui ciò che ci viene chiesto è di unire la nostra voce a quella di tanti altri nella fatica quotidiana di individuare chiaramente tutto ciò che soffoca l’annuncio del Vangelo (ci sembrano significativi e stimolanti in proposito gli interventi di Cristiano). Noi speriamo, anzi desideriamo, di poter fare questo cammino al vostro fianco.

    Giorgio e Sabrina

    data: 13/08/2008

  219. Roberto Severino said

    Ho conosciuto don Pietro molti anni fa nel quartiere don Bosco- Cinecittà, quando stava studiando per diventare prete e mi ha colpito la carica umana e spirituale che sprigionava da tutti i pori e pensai che veramente don Pietro è un uomo di Dio. Oggi cercando dei documenti su san Giovanni Bosco, sono entrato nel sito della parrocchia di S. Maria Assunta di Ariccia e ricordando che don Pietro tanti anni fa da Roma andò ad Ariccia, sono entrato e leggo con molto dispiacere che dopo 22 anni è stato trasferito da questa parrocchia dove, leggendo quanto disponibile sul sito, vedo che il Vs. parroco ha fatto veramente tanto e bene. Sono orgoglioso di averlo conosciuto e anzi adesso verrò a trovarlo per rincuorarlo un po’ perché credo proprio che se lo meriti. Don Pietro, sei un uomo di Dio in gambissima, da quello che leggo, ho capito che sei veramente innamorato di Gesù e del popolo che ti è stato affidato e che questo amore è ricambiato sia dal popolo di Dio che da ns. Signore. Non Vi rammaricate dello spostamento di don Pietro perché l’avrete sempre nel cuore e nella mente e credo che ogni qual volta che vorrete passare un giorno insieme, potrete farlo perché l’amore non ha confini. Cercate fin d’ora di metterVi nello spirito di gratitudine verso don Pietro e di accompagnarlo con serenità a questo nuovo capitolo che si apre per Voi e per lui. Chissà che un giorno possa tornare nuovamente ad essere vostro pastore e allora quanto sarà bello che possiate dire come disse san Paolo: “Abbiamo combattuto la buona battaglia, abbiamo conservato la fede”. Anche il mio gruppo parrocchiale anni fa perse un sacerdote eccezionale e ci fu uno sbandamento iniziale che subito rientrò perciò Vi suggerisco di restare saldi nella fede per superare questi duri momenti e vincere la battaglia per restare uniti al Bene Supremo che è Gesù Cristo che il Vs. amatissimo don Pietro Vi ha sapientemente annunciato e testimoniato. Rispondo a quanto riportato da chi si è firmato “Onestà intellettuale” che forse sarà anche sulla strada per diventare un intellettuale ma certo non è proprio sulla strada del tecnico perché essendo “del mestiere”, confermo la risposta dello “STAFF Ariccia NON tace”. Forza don Pietro e coraggio comunità parrocchiale di S. Maria Assunta di Ariccia.

    data: 13/08/2008

  220. e basta! said

    Per Carla Gozzi:

    è facile suggerire agli altri di non piangere quando non si è tristi affatto!

    data: 13/08/2008

  221. Carla Gozzi said

    Rispondo ad AlfaOmega e lo faccio con animo turbato, in considerazione dell’imponenza dello pseudonimo adottato. Mi spiace solo che non dialoghiamo alla pari: io infatti non nascondo la mia identità. Perchè non ti sveli, cosa temi? Il coraggio è una virtù del cristiano.

    Intanto ci tengo a precisare che l’interpretazione data nel mio precedente commento non è “una interpretazione personale a sostegno delle proprie tesi, nè rispecchia propri percorsi umani e spirituali”, bensì è un’interpretazione ufficiale e riportata in molte omelie. Le tue quindi sono solo semplici illazioni che non si addicono ad un “nick name” così importante.

    Certo molte altre cose si possono dire su questo bellissimo brano di Vangelo. Ad esempio concordo con il ricorso alla comunità che Maria fa dopo aver scoperto la tomba vuota, comunità che in un primo momento però è sbandata, non crede alla resurrezione;

    Come i discepoli di Emmaus vedranno Gesù e non lo riconosceranno, così avviene con Maria. Lei è condizionata dal passato, dalla sua idea di morte. Lei che era ai piedi della croce, ha visto Gesù morire e non riesce a vedere la possibilità della resurrezione e quando corre dai discepoli dice loro: “Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno portato!” Maria Maddalena pensa che qualcuno abbia trafugato il corpo di Gesù. Ecco perchè anche se si reca al sepolcro di buon mattino, il brano dice che era ancora buio. La presenza delle tenebre significa la presenza di una ideologia contraria alla verità: Gesù non è risorto ma hanno portato via il suo corpo. Finchè la Maddalena continua a dirigere lo sguardo verso il passato, non potrà incontrare Colui che è vivo!

    Caro AlfaOmega lei salta troppi passaggi, proprio quelli fondamentali per dare a Pasquale le risposte che danno senso. Ad esempio nel nostro cammino verso Gesù Cristo dobbiamo impare a non vortarci indietro, non dobbiamo cercare di rianimare qualcosa che ci fa piacere, perchè ogni volta che lo facciamo ce ne rendiamo schiavi, ma è un andare avanti verso una vita diversa.

    Pur apprezzando la passione di Pasquale per la missione, non possiamo inoltre dimenticare che tutto ciò che facciamo di buono non è opera nostra ma di Dio e solo ciò che è buono durerà nel tempo.

    Alcuni hanno detto che i giovani sono il futuro. E VERO! Che sono fantastici. E’ VERO! ( Giovanni Paolo II ha dato tante definizioni dei giovani…. ) Ma attenzione a dire che sono il senso della Chiesa!!!! Solo CRISTO e’ il senso e l’unico fondamento della Chiesa. E’ veramente l’Alfa e l’Omega!
    Altrimenti diamo una idea distorta!!

    Infine a chi contesta coloro che accettano di vivere nelle regole riporto una frase tratta da un discorso di Giovanni Paolo I durante il suo unico mese di pontificato: “Non è possibile avere la fede, e dire io credo in Gesù, accetto Gesù ma non accetto la Chiesa. Bisogna accettare la Chiesa, quella che è, e come è questa Chiesa? Papa Giovanni l’ha chiamata «Mater et Magistra». Anche maestra.”

    E dal Catechismo della Chiesa Cattolica: ( par. 873 ) C’è nella Chiesa diversità di ministeri, ma unità di missione. Gli Apostoli e i loro successori hanno avuto da Cristo l’ufficio di insegnare, santificare, reggere in suo nome e con la sua autorità. Ma i laici, resi partecipi dell’ufficio sacerdotale, profetico e regale di Cristo, nella missione di tutto il popolo di Dio assolvono compiti propri, nella Chiesa e nel mondo. ( 896 ) I fedeli poi devono aderire al Vescovo come la Chiesa a Gesù Cristo e come Gesù Cristo al Padre. ( 898 ) Per loro vocazione è proprio dei laici cercare il regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio. A loro quindi particolarmente spetta illuminare e ordinare tutte le realtà temporali, alle quali essi sono strettamente legati, in modo che sempre siano fatte secondo Cristo, e crescano e siano di lode al Creatore e al Redentore »

    A Pasquale voglio ancora dire: Ci saremo tutti a sostenervi! Non temere, non avere paura……
    apriamo le porte a Cristo!

    E a tutti gli altri dico: Vi supplico, non spacchiamo questa comunità, andiamo avanti nell’impegno e nella preghiera: solo così saremo graditi a Dio.

    Vi abbraccio tutti.

    Carla

    data: 13/08/2008

  222. Paolino Paperino said

    Carla Gozzi, le tue elucubrazioni bibliche sono, a dir poco, labili e lacunose.
    […] E poi […] basi le tue argomentazioni sulle omelie!!! Ma le omelie di chi???
    Basta per favore, siamo seri e, soprattutto, fatti una ragione del fatto che la comunità non la pensi come te; potrai sempre esprimere le tue idee ma non aspettarti che siano da noi condivise.
    Era prevedibile che qualcuno fosse “contento” dell’allontanamento di don Pietro, lo sappiamo e l’abbiamo sempre saputo quindi, vista la tua evidente e, per carità, legittima posizione, evita di incartarti in curiosi “contorcimenti” biblici tesi a giustificare il tuo pensiero.

    Baci, baci da Paolino Papenino (sbaraquack).

    data: 13/08/2008

  223. Uno dei giovani che piangono said

    Ma la signora Carla Gozzi che si rivolge ai giovani, li invita a smettere di piangere e li rassicura … quando mai si è interessata dei giovani della parrocchia? E come pensa, adesso, di iniziare a “sostenerli”? E, quando dice “ci saremo tutti”, a nome di chi parla?

    data: 13/08/2008

  224. Tommaso Moro said

    Cari giovani,

    piangete, piangete e piangete. Fino in fondo. Fino in cima….piangete e rimanete senza lacrime. Senza respiro…senza fiato. solo allora si potrà provare a ripartire lasciando spazio alla ragione e al sentimento vero, quello che vince l’emotività di un momento. Non sempre ai lattanti è possibile spiegare tutto, perchè non hanno gli strumenti per capire. Allora il buon educartore cosa fa: consola, resta accanto, ma fermo e irremovibile. Fino a quando avrà la maturità per comprendere. Semmai ce l’avrà…

    data: 14/08/2008

  225. Stefano VIVA DIO said

    Carissimo Don Chisciott
    La ringrazio di aver risposto al mio intervento soltanto che … Capisco che in questo blog ognuno esprime il suo parere e ognuno è libero di condividerlo o di controbatterlo….però l’importante è parlare e discutere dello stesso argomento, perchè se io, invito a chi, giustamente, non la pensa come me (tra cui vi è anche lei) a fare un’ esperienza in parrocchia e del cammino che stiamo facendo noi giovani, lei non mi si può presentare con il discorso del sindaco al quale io non ho fatto nessun riferimento, quindi mi può spiegare CHE COSA C’ENTRA L’ARGOMENTO CIANFANELLI CON IL MIO INTERVENTO?!?! BOH Forse semplicemente non sapeva dove attaccarmi ……
    Comunque per quanto riguarda il discorso della fede lei dice testuali parole :
    “Qualunque azione volta ai più deboli solo se è ispirata dal VANGELO dà i suoi frutti, ma il Vangelo va messo in atto a 360 gradi e non estrapolando , di volta in volta, il brano che ci fa più comodo in quel momento e. soprattutto, la fede non va urlata ma vissuta di giorno in giorno in modestia senza far sapere alla mano destra quello che fa la mano sinistra”
    Allora:

    1) non vedo cosa c’entri la prima frase con il discorso, cioè vorrebbe dire che l’azione del vangelo noi giovani non la usiamo per i più deboli? Beh se intende dire ciò mi dispiace ma si vada a rileggere il mio commento e si vada a vedere cosa NOI GIOVANI abbiamo fatto (tengo a precisare che nessuno vuole riconoscimenti, meriti ecc, ma nessuno si può permettere di dire che noi giovani non cerchiamo di mettere in pratica ciò che ci insegna il vangelo!!) in primo luogo all’oratorio, ai campi e a tutte la manifestazioni diocesane che ci sono state!!
    Nessuno giustamente dice o conferma che riesce a mettere in pratica il vangelo a 360 ma questo credo che valga anche x lei caro don chisciott …o sbaglio?!

    2) D’ accordissimo che la fede va vissuta, nessuno mai ha detto il contrario…(forse anche qui non sapeva dove e su che cosa attaccare il mio intervento), comunque le vorrei ricordare che io ho detto esattamente queste parole :
    “comunque sappi che quel gruppo che ti fa tanto schifo è tutto unito ed ha una sete di Dio assurda, ha voglia di urlarlo, di cantarlo e di pregarlo questo Dio e vai a chieder a tutte quelle persone invalide che con loro abbiamo ballato e cantato Dio su a Cogne, cosa vuol dire avere fede … Con Dio le parole non bastano”

    Lei dice la fede non va urlata ma vissuta di giorno in giorno, beh allora per quanto mi riguarda con questa frase credo che sembra più che ovvio che lei e la prima persona che non dovrebbe parlare di mettere in pratica il vangelo a 360 gradi!! E sa perché? Perché la fede come detto e riconfermo, va pregata, vissuta, cantata ma anche urlata perché anche andare in piazza e urlare a squarciagola VIVA DIO!!! E una conferma dell’amore di cristo che è in noi …. E’ TESTIMONIANZA !!! E’ gettare sulla terra quel seme di cui viene parlato proprio nel vangelo!!!

    Con ciò concludo questo intervento …. ringraziandola per avermi dato modo di confrontarmi con qualcuno che nn la pensa come me, però vorrei dire che per quanto riguarda Marx è meglio lasciarlo ai libri di filosofia e guardare la realtà cosi com’è … mi dia retta …

    Saluti Stefano del prete VIVA DIOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!

    data: 14/08/2008

  226. cor core said

    Caro Tommasino,o ce fai o ce sei .
    Se ce fai ogni parola è superflua,se invece ce sei allora Ti basti riflettere sulle parole del Santo
    Padre quando invita alla pulizia all’interno della Chiesa.
    Evito di proposito di approfondire l’argomento perchè il Nemico si insinua nelle più piccole fessure dell’animo ed io personalmente preferisco non concedergli tale occasione.
    Alla luce di quanto detto mi permetto di correggerti :” non sempre è consigliabile spiegare tutto”.
    Certo se l’educatore lo vedi incarnato nel nostro fratello Vescovo,in quanto a consolare ed essere accanto mi limito al sorridere.
    Il pianto di Gesù di fronte alla morte del Suo amico Lazzaro sarà stata emotività o sentimento vero?
    Tommasì un pò più di cuore sù.

    data: 14/08/2008

  227. cattolico sempre said

    “Allora il buon educartore cosa fa: consola, resta accanto, ma fermo e irremovibile. Fino a quando avrà la maturità per comprendere. Semmai ce l’avrà…”
    Scritto da : Tommaso Moro | 14/08/2008

    Tommaso, sarà un lapsus, ma qui pare che sia l’educatore a non avere la maturità!!!!!!!!!! Mi sa che è proprio così ……. ah ah ah ah ah
    Tommà … te stai a arrampicà sugli specchi!!!!!

    data: 14/08/2008

  228. parrocchiano said

    Caro Tommaso Moro,
    innanzitutto “lattanti” dillo a qualcun altro e porta rispetto con quello che dici! Forse Mons. Bernini avrebbe modo di insegnarti il rispetto per le età della vita e per i loro problemi seri più di quel che credi… spero per te che tu lo conosca altrimenti vallo a trovare a Viterbo… Qui si parla di ragazzi seri, impegnati, con sentimenti veri e non solo, perché tra quelli che piangono ci sono anche ADULTI E ANZIANI. Vogliamo definire lattanti anche loro? Gente che ha fatto scelte coraggiose controcorrente, speso la propria vita per gli altri li chiamiamo lattanti?

    O forse sarebbe da farlo per chi passa una vita dietro una scrivania in un ufficio?

    Se credi di starci così, in questa maniera, vicino alle persone, con questo tuo atteggiamento ORA CAPISCO PERCHE’ LA GENTE VEDE QUESTA CHIESA COSI’ LONTANA… UNA CHIESA DI LEGGI, FATTA DI CAVILLI, POTERE E BUROCRAZIE CHE NON SA CAMMINARE ACCANTO PRENDENDOSI CURA NEL PROFONDO DELL’ALTRO. NON SO PERCHE’ (forse me le attiro stile parafulmine) MA SPESSO RICEVO QUALCHE FRECCIATA E CRITICA SU QUESTA CHIESA LONTANA, RICCA, CHE SBATTE PORTE IN FACCIA, CHE MI SEMBRA DI VIVERE AL TEMPO DI LUTERO E A VOLTE CON DOLORE DEVO DARGLI RAGIONE, PUR SEMPRE AMANDO QUESTA CHIESA!

    Mi chiedo e domando a te, o sommo THOMAS MORE:

    “Quando inizierete coi vostri canoni a far TORNARE I PRETI NEGLI ORATORI E PER LE STRADE DELLE CITTA’?”

    Perché io non ne vedo così pochi negli uffici a far nulla di COSI’ FONDAMENTALE che non possa benissimo fare un laico… RISPONDIMI ORA!!! VIENIMI A PARLARE DEL DIRITTO CANONICO ADESSO! Sai che ti dico? Che non ce ne facciamo nulla del vostro diritto canonico senza che ci sia prima L’AMORE PER I PICCOLI ED I PIU’ POVERI!!! E in tutta questa storia l’Amore con la A maiuscola proprio non lo vediamo… e siamo più di quelli che pensi tu ed i tuoi compagni e non ci fermeremo qui anzi andremo avanti e se non ci risponderete voi lo chiedermo al SANTO PADRE perché siamo CERTI che almeno il NOSTRO PADRE BENEDETTO XVI AVRA’ IL CORAGGIO PER RISPONDERE ALLE DOMANDE ALLE QUALI VOI VI SOTTRAETE DIETRO I VOSTRI CANONI.

    Teneteveli pure il vostro diritto ai piccoli ed ai poveri ci pensiamo noi, i lattanti della fede!

    data: 15/08/2008

  229. Riccardo said

    … un forte ringraziamento al Sindaco Emilio Cianfanelli per l’iniziativa!

    Un parrocchiano e cittadino “libero” di Ariccia!

    data: 15/08/2008

  230. don chisciott said

    carissimo stefano,
    premesso che non c’è l’ho con te, anzi ti stimo molto per l’attività che svolgi in parrocchia, non avevo e non ho nessuna voglia di attaccarTi, se ho dato questa impressione Ti chiedo scusa.
    Credevo, avevo capito che Tu avessi definito “stupidaggini” quei “fatti “, da me evidenziati, riferiti agli attuali amministratori di Ariccia ed è per questo che li avevo inseriti nella mia risposta .
    Per quanto riguarda MARX , è bene non relegarlo in soffitta e teberlo sempre a mente in maniera tale da non ricadere negli stessi errori.
    Fossi in te, mi guarderei intorno e mi rileggerei attentamente gli interventi su questo “blog” dove la FEDE non è stata “URLATA” per fare proseliti, bensì è stata brandita come una clava.
    La FEDE non è URLO ma “ESEMPIO” “TESTIMONIANZA”.
    La Fede vuol dire “porgere l’altra guancia , soprattutto quando , come in questo caso, Vi sembra irrazionale il colpo ricevuto.
    La Fede è ascoltare e rispettare le altrui esperienze e azioni, anche quando ci sembrano incomprensibili, soprattutto quando queste provengono dal nostro Vescovo. Son sicuro che S:E. è vicino a tutti Voi che piangete e sicuramente soffre più di Voi:Come son sicuro che Don Pietro soffre in silenzio di quanto avviene e mai , insieme a S.E. il Vescovo, Vi farà mancare il suo affetto e sostegno.
    Anche quando ci sembra di essere nel più assordante dei silenzi e nel buio più fitto , se si ha Fede, è possibile ascoltare la parola e riconoscere la strada tracciata dal nostro pastore.
    Non dimenticate la parabola del buon pastore.
    E’ tornato a cercare la pecorella smarrita dopo aver ricoverato in un sicuro recinto le 99 che lo avevano seguito.

    data: 15/08/2008

  231. VdV said

    Cosa ha da dire il nostro incorreggibile Tommaso Moro ad una educatrice che le lacrime le ha già versate tutte, che è già rimasta senza respiro ed ora lasciando spazio alla ragione vede esattamente l’opposto di lei?
    Non sono abbastanza matura??
    Non penso!
    La mia strada l’ho presa a 12 anni, appena dopo la cresima, quando ho scelto di diventare educatrice!Ho scelto di approfondire la mia conoscenza con il Signore ogni giorno!
    Ho scelto di proclamare l’immenso Amore di Gesù!E urlarlo, se necessario!
    E’ così…noi cantiamo l’ Amore…voi recitate leggi e regole!!
    C’è qualcosa che non va qui!
    Siamo decisamente su due lunghezze d’onda diverse!!
    Nei vostri discorsi dove lo mettete Gesù?
    Perchè noi lo METTIAMO AL CENTRO!!
    Quindi perdonatemi , ma per me sarete credibili solo quando vi spoglierete di queste maschere da grandi professori e verrete con me e gli altri educatori a cantare in una piazza o ad organizzare una bella festa per i nostri ragazzi!
    Solo così potrete arrivare ai cuori delle persone!!
    Perchè “la Fede è testimonianza ed esempio”…ma a volte noi giovani ABBIAMO IL BISOGNO DI URLARLA, per quanto grande è dentro di noi!!
    Tutto qui…e ora basta!
    Come vedete, sarò anche poco matura, ma le idee le ho molto chiare!

    Per te d. Pietro:
    anche se so perfettamente che non entrerai mai in questo blog…volevo solo dirti GRAZIE!!
    Tutto il resto lo sanno i nostri cuori e lo dicono le nostre preghiere!

    un saluto a tutti!
    ARICCIA CI CREDE, AVREMO SEMPRE FEDE!!

    Viola

    data: 15/08/2008

  232. Preoccupato tanto said

    Desidero rispondere a Tommaso Moro, molto semplicemente perché non sono all’altezza di confrontarmi con le sue altissime tesi dottrinali.
    Da semplice fedele mi sento di dirle che la sua posizione da rigido “sentenziatore“ mi spaventa.
    Quando nella vita si troverà in una difficoltà simile a quella che sta vivendo questa parrocchia (chissà perché nella vita questo accade) rilegga ciò che va scrivendo in questo blog e mi auguro che vi trovi conforto.
    Glielo auguro.
    Preoccupato tanto

    data: 15/08/2008

  233. Per la verità said

    Signora Carla Gozzi la conosco perché negli anni trascorsi la vedevo spesso in parrocchia.
    Veramente sono diversi mesi che non la vedo più, neanche raramente, quindi quando parla di non spaccare la comunità, di quale comunità parla, di quella che forse sta frequentando altrove o di questa?
    Se per caso stesse parlando di questa sappia che è ben coesa e non si spaccherà mai, anche se tra le difficoltà, sta cercando di superare lo smarrimento comprensibile e momentaneo.
    Siamo pronti a riaccoglierla a braccia aperte quando lei deciderà di tornare (almeno nella santa messa domenicale) tra di noi che ci siamo sempre stati e ci SAREMO SEMPRE.
    Vedo che si sta impegnando a catechizzare: bene!
    E’ molto utile, sempre, soprattutto se quello che si dice si pensa e si cerca di attuarlo.
    Grazie per le sue riflessioni spirituali.
    Le ricordo però che chi sta lavorando in parrocchia, da poco o da tanto, lo sta facendo SOLO per amore di Dio e non per “apparire”. Verso chi poi?
    Solo Dio vede nei cuori e solo a lui dovremo tutti rendere conto, anche dei nostri pensieri.
    Comunque le voglio bene.

    data: 15/08/2008

  234. Babele said

    Cara comunità di Ariccia,

    siamo un piccolo gruppo di amici che vivono ad Ariccia da parecchi anni e che si sono incuriositi alla vicenda del trasferimento del parroco e vi seguono da qualche tempo su questo blog.

    Oggi, giorno dell’Assunta, a cui è stata dedicata la bella chiesa di Ariccia, vogliamo trasmettervi i nostri pensieri.
    Abbiamo l’impressione che gli autori e i sostenitori di questo blog si siano strutturati come la torre di Babele: “Faremo una torre alta fino al cielo ……Cosi saremo famosi e non saremo dispersi nel mondo” (Genesi 11).

    Ci sembra che abbiate imboccato una direzione pericolosa in cui l’obiettivo prevalente è di rendere la torre sempre più alta, sorvegliare tutto dall’alto, cingerla di mura, chiudere le finestre e sbarrare le porte. Si pretende di farne il luogo della verità. Vi siete chiusi nelle vostre convinzioni e vi opponete a chi non si unisce al vostro coro, con risposte a volte ridicole e prive di valide argomentazioni. Ci avete deluso.
    Apparite come coloro che, malati di narcisismo, vogliono difendere ad ogni costo il palazzo senza sapere che Dio ne sta preparando uno nuovo dal quale si possono vedere altri paesaggi.

    Cara comunità, quanto saresti più bella, più viva se, anzichè piangere per un pezzo che si sta staccando e anzichè difendere con i denti ogni mattone, tu sapessi vedere Dio che ti apre spazi nuovi.

    Cara comunità, il mito di Babele finisce: Dio prima sorride di questa torre poi ne interrompe la costruzione come castigo di una colpa collettiva di superbia.

    Infine non approviamo l’impostazione di nascondervi dietro l’anonimato, diventando così inattaccabili e demolendo qualsiasi intervento di chi coraggiosamente ci mette la faccia. Abbandonate le maschere e affrontate le questioni a volto scoperto. Avete creato un’aria di sospetto per cui chiunque incontrandovi potrebbe pensare: “E’ stato lui? E’ stata lei?”

    Per questo motivo anche noi ci manteniamo anonimi perchè non vogliamo prestare il fianco a quella che, agli occhi di chi vi guarda da lontano, sta diventando una vera ossessione.

    data: 15/08/2008

  235. Cristiana said

    Sul tema della “difesa del palazzo”, introdotto da Babele, cito un intervento autorevole che a me pare illuminante:

    “La Chiesa sta divenendo per molti l’ostacolo principale alla fede. Non riescono più a vedere in essa altro che l’ambizione umana del potere, il piccolo teatro di uomini che, con la loro pretesa di amministrare il cristianesimo ufficiale, sembrano per lo più ostacolare il vero spirito del cristianesimo”.

    Joseph Ratzinger (trent’anni fa)

    fonte: Curzio Maltese – “La Questua”, Feltrinelli 2008

    data: 16/08/2008

  236. Educatore said

    Cara Babele, che tenerezza mi fai…. affermare che questo blog sia una torre contro Dio… sappiamo tutti che è un’ inutile critica BEN studiata….
    Ormai il trasferimento del nostro amato parroco è argomento che ha aperto mille strade… e la piu importante..quella che a tutti sta piu’ a cuore…” IL RUOLO DI NOI LAICI NELLA CHIESA!!” POSSO AFFERMARE CON CERTEZZA CHE IL NOSTRO MALCONTENTO NON E’ UN EPISODIO ISOLATO!!INFATTI HO LETTO COMMENTI DA OLTRE MARE… Bensì da molti posti d’Italia ci scrivono per sostenerci e mostrarci i loro pobleMI..LO ABBIAMO LETTO TUTTI ( E PER QUESTO RINGRAZIO I GESTORI!!) E tutti, ripeto proprio TUTTI abbiamo un minimo comune multiplo: PERCHE NOI LAICI NON SIAMO ASCOLTATI IN ALCUN MODO NONOSTANTE LE RICHIESTE DA PARTE DELLA CHIESA SUL NOSTRO IMPEGNO AD AGGRAPPARE LA NOSTRA CROCE QUOTIDIANAMENTE???

    Cara Babele, tu che sicuramente meglio di noi conosci il vangelo…spiegaci perche nOi laici dovremmo tacere di fronte a cio che non capiamo… Spiegaci perche’ il nostro padre nella fede ( a quanto pare non è l’unico in italia!!) non dovrebbe ascoltarci e darci della spiegazioni illuminanti di fede…
    questo blog sia uno strumento di forte democrazia…nel quale possiamo esprimere la nostra..e i nostri dubbi evangelici… VORREMO ESSERE ILLUMINATI DA VOI DOTTI SULLA REALE VOLONTA’ DI DIO!!! E SU COME VOI, CHE TANTO DIFENDETE QUESTI ATTEGGIAMENTI, SIATE STATI FORTEMENTE ISPIRATI DAL VANGELO. SU COME NOI LAICI, DISCEPOLI, DOVREMMO ACCETTARE IN SILENZIO QUESTO TIPO DI DECISIONE…SENZA CHIEDERE NEANCHE UNA REALE MOTIVAZIONE PASTORALE..

    Ecco cara babele, a quanto pare…non hai il coraggio di metterci il fianco in cio che pensi…io, personalmente si!!! perche’ non c’è cosa più sacra che dare la vita per cio’ in cui si crede…quindi metterci la faccia non è niente!! e sPERO che tu sia d’accordo con me…

    Detto questo, tu non risponderai alle mie domande, così come ha fatto tommaso moro e gli altri… il che mi spinge a continuare alla ricerca della verità che nessuno di voi sa annunciare veramente…e cioè che L’AMORE DI DIO, il quale si manifesta in ciò che gli uomini di bello fanno in suo nome… NON E’ ASSOLUTAMNETE PRESENTE IN QUESTA VICENDA DELLA QUALE L’ARTEFICE RIMANE UN UNICO UOMO!!…marcello semeraro…!!!

  237. Salito sul Sicomoro said

    Eccoci qui babele, dopo tanti commenti questo blog è tornato di nuovo a parlare del PARTICOLARE, invece di guardare al GENERALE! Possibile che nessuno di voi capisca qual è il reale motivo per cui stiamo lottando??!! Ci accusate ancora di essere coloro che si aggrappano al pezzettino che si sta staccando ( “pezzettino” non mi sembra proprio), che siamo narcisisti ( di cosa???), quando per voi avremmo dovuto tacere in silenzio e subire qualsiasi tipo di decisione pastorale (e quando dico pastorale vuol dire che ci riguarda!!!!) senza fare un fiato e senza poter dire la nostra!

    Io non so come la pensi chi leggerà questo commento, io so solo che sulla mia comunità c’ho sputato il sangue, e continuerò a farlo, come tantissima altra gente che mi sta accanto, e non è possibile che ci usino come manovali senza cervello, senza in alcun modo farci sentire parte della Chiesa! La Chiesa dovrebbe essere madre, e non scandalizzare i suoi figli perseguendo i suoi interessi!
    L’unico interesse della Chiesa dovrebbe essere annunciare e testimoniare L’Amore di Cristo per il mondo e per ognuno di noi in maniera particolare! Non fate l’errore di credere che la nostra sia una religione, fatta di regole e canoni, lasciate stare i diritti, Gesù ad ogni regola dei farisei risponde “ma io vi dico…”, ecco in questo intervento voglio ribadire che anche la Chiesa dovrebbe dire “ma io vi dico..” e far si che ogni sua azione sia guidata solo dall’Amore!

  238. claudia said

    Anch’io vorrei dire la mia a proposito della partenza imminente di don Pietro.

    Sono una catechista che da alcuni anni prepara i bambini all’Iniziazione Cristiana del Primo Annuncio.
    Non nego che questo nuovo modo di fare catechesi inizialmente mi abbia creato un po’di problemi dato che la mia formazione non era così all’avanguardia.
    La grande intuizione spirituale di don Pietro che da alcuni anni sta dando in ogni modo a tutta la comunità il Primo Annuncio, non sta facendo del bene solo a quei bambini ma anche a me, che ho imparato a cresecere con loro mettendomi alla scuola dell’ascolto.
    Però, per esperienza personale, so che qualsiasi progetto che garantisca ottimi risultati debba essere aggiustato (è iniziato da soli 3 anni!), tagliato, smussato.
    Nell’anno appena trascorso è iniziato per me il cammino con il secondo gruppo da formare alla Prima Comunione.
    Sono bambini vivaci, intelligenti e molto sensibili, hanno bisogno dii cure e di attenzioni, cosa che don Pietro non gli ha mai fatto mancare.
    Tempo fa parlando loro della nostra Comunità ho spiegato che eravamo come una grande chitarra e ogni gruppo rappresentava una nota musicale diversa, don Pietro era l’autore della musica e lo Spirito Santo dava il ritmo giusto. Nasceva e diventava una bellissima melodia da elevare al Signore.
    Adesso mi chiedo: cambierà autore ma la musica sarà diversa?
    Cosa succederà quando don Pietro andrà via?
    Quei bambini, che lo conoscono come pastore della nostra Comunità, non si troveranno disorientati?
    Dovrei continuare a formare la loro crescita spirituale sul Primo Annuncio (alcuni miei bambini non sapevano neanche farsi il segno della croce) secondo il metodo attuale o si ritornerà al vecchio metodo?
    Mi faccio tante domande!
    Il periodo estivo per me è stato sempre un tempo in cui mi preparavo con molto entusiamo all’inizio del nuovo anno catechistico: ora, confesso, ho tante perplessità perchè avremo un nuovo pastore, certamente bene accetto, ma sia lui che noi avremo bisogno di tempo per conoscerci.
    Ringrazio chi mi ha permesso, attraverso i mezzi di comunicazione, di poter esprimere la mia opinione.

    Claudia

  239. Roberto Severino said

    Comunità della parrocchia di Maria Assunta in cielo di Ariccia, posso dirVi una cosa ? Siete veramente in gamba. Sto leggendo il blog e vedo che siete veramente figli spirituali di don Pietro e se non sbaglio in questa considerazione, è proprio dalla tristezza e dalla rabbia per questo disgraziato cambio di parroco, che sarete più uniti e più forti di prima. Come Vi dicevo ho conosciuto don Pietro molti anni fa e riconosco in Voi la forza, la “roccia”, la “pietra” del Vs. amato parroco. E’ più che giustificato il Vs. rammarico, la Vs. rabbia e la Vs. disapprovazione nei confronti di questo cambio e anche io vorrei conoscere il perché ma anche perché si lascia un sacerdote per 22 anni in una comunità e poi dalla sera alla mattina lo si cambia dicendo che è un normale avvicendamento ! E’ troppo poco. E’ troppo poco specialmente per un parroco come don Pietro che è sacerdote dalla punta dei piedi fino alla punta dei capelli e per una comunità come la vostra che l’ha seguito e lo ama per tutti gli insegnamenti e la testimonianza che ha ricevuto e per quanto fa in parrocchia per amore di Cristo. Condivido la rabbia, la delusione, la voglia di non mollare per sapere il perché ma dove porterà questo modo di fare ? La decisione è presa e da quella poca esperienza che ho, non si torna indietro. Giusta o sbagliata che sia, la decisione è stata presa. Per il vescovo è giusta, per la comunità è sbagliata. E per don Pietro ? Cosa pensa don Pietro ? Don Pietro, come tutti i sacerdoti, per amore di Cristo e della sua Chiesa sa che è la memoria vivente del Cristo obbediente. Questa è l’obbedienza che vivono tutte le persone consacrate e i sacerdoti e quindi don Pietro; loro sono persone consacrate che vivono una vita consacrata e cosa significa veramente fino in fondo “vita consacrata” non credo sia possibile spiegarlo con dei criteri sociologici o filosofici o comunque “naturali”. Proverei a pensare che la vita consacrata si basa sulla pienezza della rivelazione avvenuta in Cristo ed alla sua natura trinitaria Padre, Figlio e Spirito Santo ma non sono sicuro che sia corretto. Credo che come la fede, la vita consacrata sia un dono della Santissima Trinità che i sacerdoti sono chiamati a testimoniare come Cristo ma non voglio fare nessuna predica perché non ne sono all’altezza ma sopratutto perché non ce n’é bisogno ma io mi stringerei attorno al mio parroco don Pietro e l’accompagnerei sereno alla sua nuova parrocchia e alla comunità che resta chiederei tanta forza dallo Spirito Santo, da Maria SS. Assunta e facendo tesoro degli insegnamenti e sopratutto della testimonianza di don Pietro, accoglierei il nuovo parroco continuando tutte le attività svolte in 22 anni proprio perché di cambiamenti ne sono stati fatti troppi (è stato più che sufficiente il cambio del parroco). Perdonatemi di quanto ho scritto se ho urtato la suscettibilità di qualcuno o se per qualcuno sono parole scontate e dette da chi è fuori dalla comunità per cui non hanno valore ma le ho scritte perché mi hanno colpito alcune parole disperate di alcuni di Voi e perché per 22 anni non ho mai cercato don Pietro, sapendo che era ad Ariccia.
    Ciao
    Roberto Severino.

  240. terrorizzato said

    Roma -(Adnkronos/Ign) – Il direttore della sala stampa vaticana, padre Lombardi prende le distanze dal settimanale paolino (famiglia cristiana): “La sua linea rientra nella responsabilità della sua direzione”.

    Mi corre lungo la schiena un brivido freddo!
    Ho come la sensazione che qualcosa di funesto si stia preparando!
    Ho il terrore che l’alleanza tra potere politico e “altare” possa essere il preludio di un’epoca triste, buia e, diciamo, poco democratica.

  241. gloria said

    carissima mia comunità, le testimonianze che leggo su questo blog sono bellissime e accorate, ricche di sentimento e di amore; significano che qui ad Ariccia la Chiesa è viva e vera, fatta di persone in carne ed ossa, che pensa che “Chiesa” non sia solo un luogo dove professare la propria fede la domenica, ma che sia la comunione di tanti , uomini e donne, accomunati nella fede in CRISTO GESU’, fede da trasportare e da incarnare tutti i giorni nel proprio quotidiano; di gente, ognuna con i suoi carismi , gente che ha tante cose da dire e che VUOLE CONTINUARE A DIRE TANTE COSE. Con tutto il rispetto per quei pochi amici che la pensano diversamente, parlare non è solo un nostro diritto , è un nostro preciso dovere se vogliamo vivere la nostra Chiesa con il senso che le attribuiamo. E’ una battaglia troppo importante che non si può banalizzare opponendosi con concetti astratti come regola, obbedienza ed altro, concetti che astrusi dalla loro vera radice che è l’AMORE e la COMUNIONE non hanno alcun significato.
    Non voglio togliere niente a nessuno, ma neanche voglio che nessuno possa toglierci parola e convinzioni. All’amico Severino dico che quello che traspare su questo blog non è che la punta di un iceberg dei sentimenti e dei pensieri nostri e di tanta altra gente che non ha ancora scritto. Ma tutto questo non può essere letto coinvolgendo il nostro rapporto con Don Pietro. Lui sa di poter contare su di noi. Tra la nostra comunità cristiana e lui esiste un legame spirituale che niente e nessuno potrà mai spezzare. Ma nessuno può pensare di condizionare nessuno su questo, neanche mettendo avanti l’affetto per don Pietro. Ai nostri giovani voglio dire da cristiano adulto e da genitore: sono fiera di voi , sono felice di come siete, sono orgogliosa di voi. Sono felice di aver avuto fiducia in don Pietro e nella Chiesa di Ariccia , nel lavoro di tanti adulti cristiani: ho fatto bene a fidarmi.
    Al mio Vescovo Mons Semeraro, voglio dire che purtroppo le occasioni perdute difficilmente si ripropongono. Ed ella ne ha perse parecchie con noi gente di Ariccia, opportunità di colloquio , di chiarimento, di DIALOGO. g.

  242. Segreteria Verbalizzante CPI said

    Su mandato del parroco, Mons. Pietro Massari, si riportano due stralci del verbale dell’ultimo consiglio pastorale interparrocchiale, tenutosi ad Ariccia il 25 Luglio 2008.

    “… Prende la parola Mons. Pietro che ricorda che il Consiglio pastorale è un organismo consultivo ecclesiale finalizzato a coadiuvare il Parroco nella sua azione pastorale e di programmazione. Esso vive nella piena comunione con la Chiesa Cattolica ed i suoi legittimi pastori. Pertanto si muove all’interno della Chiesa stessa secondo le vie da essa previste e va tenuto fuori da azioni di piazza o di stampa, le quali vanno intese come libere iniziative di Istituzioni civili e di Singoli…”

    “… Prende la parola nuovamente Mons. Pietro e, in riferimento alla conclusione del precedente consiglio pastorale il quale aveva richiesto un’incontro con il Vescovo, rende noto che S.E. gli ha manifestato la disponibilità ad incontrare una rappresentanza del Consiglio Pastorale, insieme al suo Presidente. A motivo di impegni già precedentemente fissati dallo stesso Parroco con i campi estivi a Cogne e Sant’Agata Feltria, egli ha chiesto al Vescovo di prevedere tale incontro non prima della fine di Agosto – inizio di Settembre.”

    Segreteria verbalizzante del Consiglio Pastorale Interparrocchiale del 25/07/08
    Parrocchie S.M. Assunta in Cielo e S.M. di Galloro – Ariccia

  243. che aberrazione!!! said

    Ho appena letto i 2 stralci del Consiglio….Aiutooooooo!!!!
    Non ci credo, ma allora le voci sono vere?? Davvero come dicono Il Vescovo incontra solo poche persone in rappresentanza??? Ma stiamo scherzando?? con 2 parrocchie, piu di 50 ( in realtà credo 60) operatori della pastorale che rappresentano ognuno un’attività che ci facciamo con una rappresentanza??
    Possibile che il Vescovo non possa venire ad un consiglio pastorale al Completo!!! Come si fara’ a parlare DI BENE SUPREMO DELLE ANIME se a dialogarne rimane il “solito” circolo ristretto!!!!
    Ma avete sentito parlare di Concilio Vaticano secondo??…
    a me sembra proprio che se continuiamo sulla strada dei circoli ” ristretti” arriveremo alla cosa piu tragica:
    SPARIRANNO LE PARROCCHIE..E LA DIOCESI AVRA’ IL SUO PARROCO CON LE SUE ATTIVITA’ ACCENTRATE NELLA SUA SEDE..COSI LE CHIESE LOCALI E I PARROCI DOVRANNO SOLO DISTRIBUIRE SACRAMENTI ATTRAVERSO DISTRIBUTORI AUTOMATICI!!!

  244. Cristina said

    Sono stata indecisa fino all’ultimo se scrivere un messaggio o meno, chiedendomi se ne valesse la pena visto che SE sembra non essere interessata alle opinioni ed alle richieste dei suoi figli spirituali.
    Poi però mi sono decisa a farlo e questo per due motivi. Il primo è che spero in questo modo di sfogare un po’ della mia profonda amarezza e delusione nei confronti di una chiesa che Don Pietro mi ha fatto riscoprire e amare ma che al di fuori di lui mi lascia perplessa…. ANCORA UNA VOLTA.
    Il secondo è che sento la voglia…la necessità di gridare a tutti il mio GRAZIE A DON PIETRO MASSARI, perchè, vada come vada, il suo impegno e la sua passione per Cristo ha cambiato la mia vita riempiendola, gonfiandola di gioia e amore.

    Voglio che sia chiara una cosa. Non vivo ad Ariccia e frequento la parrocchia da poco tempo. Quindi a me non cambierà assolutamente nulla se per partecipare alla messa di Don Pietro dovrò andare a Marino o in capo al mondo. Ma non posso proprio trattenermi dal chiedermi “PERCHE'” ???
    Perchè andare ad interrompere così bruscamente il lavoro di anni ?
    Perchè sconvolgere una comunità felice, attiva e gioiosa?
    Qual’è il beneficio? Qual’è il guadagno?
    PER UNA VOLTA CHE UNA COSA FUNZIONA!!!

    Detto questo, Eccellenza, mi sento di dirle che l’affetto e la riconoscenza per Don Pietro, mia e di altre centinaia di persone, non fanno che aumentare di fronte ad una situazione del genere… è solo Lei ad uscirne sconfitto!

  245. embrione della fede said

    Ma che significato ha il comunicato del Consiglio Pastorale?

    Chi ha mai detto che il blog è la voce del Consiglio Pastorale?
    Si comunica che il Consiglio “va tenuto fuori da azioni di piazza o di stampa”. Ma chi lo ha mai coinvolto?

    Di chi è stata l’idea di emettere questo comunicato? E’ stato veramente Mons. Pietro Massari?

    Una cosa, però, è certa, giusti o sbagliati, nel bene o nel male, che piacciano o no, quelli che si leggono sono i pensieri della gente, delle persone, dei laici … anche loro sono la Chiesa.

  246. senza tessera said

    Ho letto la precisazione del consiglio pastorale. Da semplice parrocchiano mi domando … Ma interessa a qualcuno quello che noi laici pensiamo e viviamo quotidianamente? Da quello che ho sentito,verranno ricevute solo 3 o 4 persone … Siamo arrivati alla RAPPRESENTANZA DELLA RAPPRESENTANZA!!!!! Ma che tessera ci vuole per entrare nella Chiesa?????? Che senso ha questa puntualizzazione del consiglio pastorale? Da chi si devono difendere? Dalla Chiesa? Da chi la governa? Dalla gente?

  247. A proposito di “OBBEDIENZA”
    Premesso che S.E. il Vescovo è il nostro amato PASTORE, vorrei poter contribuire, in qualche maniera, a far capire, a chi non vuole capire e a quanti ancora si ostinano a criticare e condannare anche con frasi , di certo inusuali nella bocca di taluni educatori della parrocchia, irrispettose l’atto di “OBBEDIENZA” proponendo un passo del Vangelo sulla “FUGA IN EGITTO”.
    “…….essi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giusepe e gli disse :”alzati, prendi con te il Bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finchè non Ti avvertirò, perchè Erode sta cercando il Bambino per ucciderlo. Giuseppe destatosi, prese consè i bambino e sua madre e nella notte fuggì in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode”.

    Questo fatto, tra le altre cose, riconferma Giuseppe (il papà) responsabile della FAMIGLIA.All’improvviso Giuseppe deve affrontare un fatto nuovo, imprevisto, e da buon padre di famiglia, cosciente della sua responsabilità ha la forza, senza chiedere aiuto a nessuno, di affrontare un viaggio senza dipendere da altri.
    Affronta un viaggio, di notte, lung, pieno di pericolie incerto in terra straniera, adattandosi alle ledggi straniere, preoccupato soltanto di custodire la “FAMIGLIA” La fuga non avviene sotto il segno del terrore ma sotto il segno “DELL’OBBEDIENZA SERENA”. Giuseppe non discute, OBBEDISCE, senza commentare e a sua volta ordina e OTTIENE DOCILE OBBEDIENZA. L’essere obbediente è tipico dello SPIRITO LIBERO DA SE’ STESSO, e soltanto l’INQUINAMENTO SOVVERSIVO può suggerire a qualcuno di ARICCIA che l’OBBEDIENZA NON E’ “VIRTU'”
    E quando un Angelo del Signore disse a Giuseppe “alzati, prendi con Te il Bambino e sua Madre e torna nel paese di Israele perchè sono morti coloro che insIdiavano la vita del Bambino” Giuseppe obbedì ancora e, benchè temesse per il figlio, in quanto morto Erode, Re di Galilea era il figlio Archelao, egli comunque OBBEDI’.
    GIUSEPPE ESEGUE SEMPRE, COMANDATO VA IN EGITTO, TORNA IN ISRAELE E VA, OBBEDIENTE, A STABILIRSI SOVE NON ANDREBBE A NAZARET.
    GIUSEPPE E’ UN SERVO FEDELE, e il suo motto è “OBBEDIRE” egli e’ cosciente di se’ stesso ED è COSCIENTE DI REALIZZARSI LIBERAMENTE NELL’OBBEDIENZA AL SIGNORE.

    In tema di OBBEDIENZA E GERARCHIA, poi, basta rileggere dal Vangelo questo passo:
    …dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelliggenza e le sue risposte.Al vederlo restarono stupiti e sua Madre gli disse :” Figlioperchè ci hai fatto così?Ecco Tuo padre e io, angosciati, Ti cercavamo, ed egli rspose “perchè mmi cercavate?Non sapevate che io debbo occuparmi delle cose del Padre mio? Ma essi non compreserp le sue parole. PARTI’ DUNQUE CON LORO SOTTOMESSO…”

    Giuseppe e Maria avevano avuto in cOnsegna da Dio Gesù con il compito di custodirlo ed educarlo in virtù della sua missione. Agli occhi di Giuseppe e Maria, a quel tempo, Gesù era ancora un ragazzo e Gesù OBBEDIENTE, COSCENTE DI SE’, CONTINUA A SOTTOMETTERSI IN COLLABORAZIONE E GERARCHIA NELL’UNITA’ DELLA FAMIGLIA.

    E’ EVIDENTE CHE LA SOTTOMISSIONE DI GESU’ AI SUOI EDUCATORI E/O PASTORI E’ UNA VIRTU’ CHE AFFONDA LE SUE RADICI NELLA MISSIONE DI DARE L’ESEMPIO.

  248. ariccianontace said

    Don abondio, è assolutamente incredibile come voi “GERARCHI” siate così aggressivi nei confronti di tutti quelli che, da uomini creati liberi dalla bontà del Padre (QUELLO VERO!!!!), abbiano la voglia ed il dovere di esprimere liberamente le proprie opinioni.

    Sei talmente accecato dalla tua rabbia che, citando i brani del Vangelo di cui parli ed in particolar modo quello di Gesù nel tempio, non ti rendi neanche conto del fatto che la gente vuole essere amata.
    “…Ecco tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo…”
    Possibile che non rieci a capire che un vero padre dovrebbe essere “angosciato” e dovrebbe “cercarci”????????
    Gesù, nel brano in questione, non si è sottomesso alla gerarchia si è sottomesso all’AMORE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  249. giustizia said

    Ma che è questo commento del Consiglio Pastorale?
    Spero che non sia opera di don Pietro per tacitare il blog.
    A don Pie’, sembra che ti vuoi scusare, ma la smetti di darti colpe che non hai?
    Non hai avuto tempo per organizzare un incontro del Consiglio Pastorale con il Vescovo?
    E allora quali sono le tue colpe?
    Che porti i ragazzi di Ariccia (da 8 a 30 anni più le famiglie) ai campi estivi?
    Che li porti sul “monte” per stare un po più insieme a Gesù e conoscerlo meglio?
    E’ colpa tornare tra un campo e l’altro e fare servizio in parrocchia?
    Forse si, hai colpa. In questi anni hai pensato troppo poco, se non per niente a te stesso.
    E’ ora che ti fai le ferie: giorni 30 per 23 anni.
    Fai il conto!
    Ma la smetti di giustificare tutto e tutti?
    E’ bello l’amore per la pace che può far fare anche comunicati come questo, ma esiste anche la giustizia.
    Ciao don Pie’!
    Ti verremo a trovare anche a Marino.

  250. l'innominato said

    A quanto pare l’unico che può gioire pienamente di tutta questa situazione è il futuro parroco.
    Di certo non dovrà preoccuparsi di preparare e proporre la lectio divina settimanale (sempre se vorrà farla), visto che leggendo questo blog emerge chiaramente che ci sono diverse persone in grado di scegliere ed interpretare brani della Bibbia … come più gli fa comodo!

  251. consapevole said

    Mi sto veramente stancando. Sono stufo di tutto questo parlare di regole, gerarchia, obbedienza, addirittura di servi fedeli!!!!!! Da tutta questa storia sto imparando tantissimo. Ho scoperto che la Chiesa vuole dei servi obbedienti, docili ai suoi comandi … che meraviglia! Pensare che qualcuno AVEVA PRESO SUL SERIO IL CONCILIO VATICANO II …. !!!!! Che idiota!!!!!! Per tanti anni don Pietro ci ha preso in giro, raccontandoci una Chiesa che non esiste!

    Che delusione …!!!!! Anche don Pietro, ma che fa???? Fa fare un comunicato sensa senso, per dire cose ovvie … a che serve? Chi glielo ha chiesto? Deve andare a Marino? Vuole andarci per obbedienza? Benissimo. Lo faccia. Basta! L’ha detto e ridetto, abbiamo capito! Lui non c’entra con il blog? Anche questo l’abbiamo stra-capito! Lui sta con il vescovo? Ripetuto all’infinito anche questo!

    Quello che forse non è chiaro (nemmeno a lui) è che, ormai, don Pietro non c’entra più niente … siamo andati oltre!!!!!!! Ciò che è accaduto è servito ad aprirci gli occhi su problemi ben più grandi, a mostrarci un volto della Chiesa di oggi veramente preoccupante. Una Chiesa autoritaria, gerarchizzata, dura, chiusa al dialogo …

    Forse siamo stati troppo tempo al riparo da tutto questo grazie alla presenza di un parroco come il nostro … Abbiamo vissuto in un’isola felice e non ci siamo resi conto di come cambiavano le cose intorno a noi. Ora il risveglio è molto brusco!!!!!

    Molti ci dicono che dietro quello che accade dobbiamo vedere un progetto di Dio. Riflettendoci bene penso che sia così … a questo punto dico: GRAZIE AL NOSTRO VESCOVO che con il suo comportamento CI HA RIPORTATO ALLA REALTA’ SULLA SITUAZIONE DELLA CHIESA E CI HA DATO LA FORZA E LA CONVINZIONE PER COMBATTERE PER UNA CHIESA DIVERSA, LA CHIESA DEL CONCILIO, UNA CHIESA IMMAGINE DI GESU’ CRISTO! Ci impegneremo per questo, non ci fermeremo e non ci stancheremo.
    GRAZIE PER AVERCI DATO QUESTI STIMOLI E QUESTA CONSAPEVOLEZZA!!!!!!!!!!!!!!!!

  252. cristiano da adulto said

    Ma perchè questo intervento del Consiglio Pastorale??? Sono stufo di sentire questa ventata di criminalizzazione su tutto e tutti.
    Il Consiglio Pastorale ” vive nella piena comunione con la Chiesa Cattolica ed i suoi legittimi pastori…si muove all’interno della Chiesa stessa secondo le vie da essa previste e va tenuto fuori da azioni di piazza o di stampa..” benissimo, ma a noi chi ci rappresenta??????
    Forse il Consiglio Pastorale non ha anche la funzione di esprimere le necessità dei fedeli della comunità? di esprimere le loro esigenze? Io non mi sente un criminale perchè esprimo alcune idee certamente non su fatti teologici o dogmatici. NE’ tantomeno MI SENTO FUORI DELLA CHIESA!!!. Amo la Chiesa di Cristo e voglio restarci, libero di manifestare il mio pensiero quale cristiano praticante e anche impegnato nelle attività parrocchiali.
    Il Consiglio Pastorale deve poter rappresentare le mie perplessità . Il problema è di chi questo non lo ha permesso e così facendo accentua sempre di più il distacco con la gente ed i suoi problemi,. Non è arroccandosi in una torre d’avorio e rifiutando il dialogo che si risolve qualcosa!! Ricordiamoci che tutto è nato da una scelta pastorale non condivisa dalla gente di Ariccia ( e sfiderei chiunque in tutta Italia dopo 22 anni di pastore) e dal rifiuto – fino ad ora – a qualsiasi colloquio da parte del Pastore della diocesi. Ora ci dice una piccola rappresentanza alla presenza del Parroco… così oltre a non esprimere alcunchè, probabilmente i nostri rappresentanti non potranno neanche aprire bocca ….ma dovranno solo ascoltare….

  253. Vdv said

    Ancora una volta a molti di voi sfugge un punto…un punto fondamentale!
    Questa recente delusione è resa ancor più grande dalla profonda fede,dalla convinzione che determinati errori potrebbero essere evitati, ma soprattutto dal profondo attaccamento alla Chiesa cristiana!
    Se, come pensate voi, non avessimo mai creduto veramente alla Santa Chiesa tutto questo ci sarebbe scivolato addosso!
    Proprio per questo motivo e per questo grande Amore, noi continuiamo a gridare: ARICCIA CI CREDE, AVREMO SEMPRE FEDE!

  254. senza parole said

    Leggendo il comunicato del Consiglio Pastorale si apprende che il Vescovo, finalmente, manifesta la disponibilità ad incontrare lo stesso, però stiamo parlando del VESCOVO e quindi l’incontro può avvenire solo a delle condizioni:
    ° chi partecipa deve essere una rappresentanza (sembra 3 o 4 persone, neanche il 10% del numero totale; che rappresentanza!!!).
    ° il presidente, mons. Pietro Massari, il cui SCAMBIO con la parrocchia di Marino rappresenta l’oggetto del colloquio, deve essere presente.

    Così facendo, causa l’impegno dei campi estivi del parroco mons. Pietro Massari, il Vescovo riesce a far slittare l’incontro fino all’inizio di settembre, inoltre la presenza di don Pietro (ricordiamo la sua promessa d’obbedienza), che ha già ampiamente spiegato la sua posizione al Consiglio Pastorale, limita assolutamente la libertà di ognuno di esprimere la propria opinione.

    Che dire di più?
    Beh, almeno i nomi e cognomi delle 3 o 4 persone che dovrebbero essere la “rappresentanza” non sono stati imposti, almeno credo!!!

    Senza parole!!!

  255. cristiano semplice said

    Abbiamo avuto la possibilità di leggere la lettera che il Sig. Sindaco della Città di Ariccia ha indirizzato al Vescovo di Albano Mons. Marcello Semeraro; al Parroco Mons. Pietro Massari; a Sua Eminenza Card. Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio e Titolare della Chiesa Suburbicaria di Albano; a Sua Eminenza Card. Tarcisio Bertone, Segretario di Stato di Sua Santità; a Sua Eminenza Card. Agostino Vallini, Vicario di Roma, nella quale invita queste persone a partecipare ad un’assemblea pubblica da tenere quanto prima presso Palazzo Chigi in Ariccia.

    A nostro modesto parere ci sembra che:

    1 I problemi riguardanti le persone ecclesiastiche e tutto ciò che è attinente all’avvicendamento dei parroci alla guida nelle comunità cristiane non si discutono in pubbliche assemblee organizzate dalle istituzioni civili, incompetenti in materia;
    2 Tutti i cittadini possono esprimere i propri pareri, ma è cosa essenziale essere perfettamente a conoscenza dei fatti e delle cosa, ma non come è in atto oggi attraverso un cosi detto “blog” dove è stato detto di tutti e di tutto senza nessuna prima informazione e spesso anche in modo indecente con accuse alla Chiesa e alle sue autorità;
    3 È stato già detto e chiarito che l’avvicendamento dei parroci è regalato del Codice di Diritto Canonico (la costituzione fondamentale della Chiesa) can. 522 e delle norme emanate dalla Conferenza episcopale Italiana, a cui il Vescovo si è strettamente attenuto;
    4 Mons. Pietro Massari nei vari colloqui con Mons. Vescovo avrà sempre dato la sua disponibilità a qualsiasi cambiamento, coerente alla promessa fatta al Vescovo al momento della sua ordinazione sacerdotale, 27 anni fa, di obbedienza e filiale rispetto. Per esempio: chi può impedire ad un medico di usare l’obiezione di coscienza? Neppure la legge! Inoltre l’assegnazione della parrocchia di Marino San Barnaba apostolo con il titolo di Abate-Parroco non intende una diminuzione di grado, anzi …;
    5 Infine la Chiesa diocesana di Albano non ha mai ritenuto opportuno convocare assemblee pubbliche per discutere argomenti di spettanza del Consiglio Comunale e circa le delibere anche quando queste fossero in contrasto con la legge morale.

    Si rispettino i ruoli, è segno di grande democrazia a cui tutti, specie i reggenti dei popoli, devono attenersi.

  256. Babele sta crollando said

    ALLO STAFF: perchè non pubblicate questo messaggio inviato da ieri? E’ troppo scomodo? RISPONDETE!!!!!!!!!!
    Avete pubblicato messaggi offensivi per la Chiesa e per il Vescovo. Perchè questo viene censurato???

    COMMENTO:

    Considerando che ad Ariccia non si rispetta più nessuno, neanche il Vangelo, perchè accecati da superbia e protagonismo, INVITIAMO tutti coloro che dissentono da questo blog, arrivato a liveli inaccettabili per le persone di buon senso e che sta offrendo un’immagine di Ariccia diversa da quella reale e offende i sentimenti di affetto e rispetto verso la Chiesa universale e in particolare la Chiesa di Albano, di

    NON RISPONDERE E NON INVIARE COMMENTI A QUESTO BLOG

    anche se ciò costa spesso fatica per le insopportabili affermazioni in esso contenute.

    NOI DICHIARIAMO SOLIDARIETA’ E AFFETTO AL NOSTRO PADRE E PASTORE MONS. MARCELLO SEMERARO.

    Don Aldo le siamo vicini, non si scoraggi, sono solo fuochi di paglia!

    Che Dio illumini la mente dei superbi.

  257. STAFF "Ariccia NON tace" said

    Stai calmo BABELE, ci sono dei tempi tecnici di gestione del blog e, di conseguenza, può accadere che alcuni messaggi restino in attesa per qualche ora.
    Francamente poi, in merito alla presunta “SCOMODITA'” del tuo intervento, non vediamo proprio dove sia, leggiamo piuttosto, in esso, la solita RABBIA ed AGGRESSIVITA’ che ha caratterizzato, sinora, la maggior parte dei messaggi “pro curia”!!!
    Effettivamente questi attacchi violenti e privi di carità andrebbero censurati perchè risultano ASSOLUTAMENTE OFFENSIVI per gran parte degli utenti di questo blog ma, sai com’è, noi, al contrario di altri, siamo DEMOCRATICI e, per dirla con Voltaire,…..”Non sono d’accordo con te, ma darei la vita perchè tu possa esprimere le tue idee”!!!

  258. Roberto Severino said

    Non ho riscontrato messaggi offensivi per la Chiesa e per il Vescovo anzi, al contrario, ho letto la partecipazione viva e vera di chi è una colonna della comunità parrocchiale. Non mi sembra che ad Ariccia non si rispetta più nessuno, neanche il Vangelo, perchè accecati da superbia e protagonismo anzi, al contrario, ho letto questi sentimenti in chi critica questa lodevole e democratica iniziativa talmente democratica che consente la parola anche a chi esprime tali sentimenti. Non credo che chi ha a cuore questa comunità parrocchiale, che riscontro essere la maggioranza, accolga l’invito di non rispondere e non inviare più commenti a questo blog proprio perché dimostrano di essere persone di buon senso che stanno offrendo un’immagine di Ariccia diversa da quella reale perché in effetti esprimono sentimenti di amore e di solidarietà per quanto costruito e per quanto resta da costruire che forse nell’altra parte di Ariccia, rappresentata dalle “stonature” che democraticamente lo STAFF inserisce in questo blog, che grida a non rispondere più, se ne vede poco. Forse questi rappresentanti dovevano riflettere che un blog che si chiama “Ariccia non tace” non può tacere, non può zittirsi, la sua vitalità è insita nel nome. La solidarietà al vescovo non è completa se non viene data parimenti al parroco che opera per il vescovo; quanto visto finora, non sono fuochi di paglia ma espressioni di una santa comunità parrocchiale che va innanzitutto rispettata e capita. Chi non rispetta questa comunità parrocchiale dubito che rispetti don Aldo e il vescovo e veramente è necessario pregare ché i superbi vengano illuminati e convertiti. Per quanto riguarda l’intervento del sindaco, faccio i complimenti al signor sindaco di Ariccia per quanto fatto e per quanto farà perché nonostante poteva tranquillamente “non vedere”, “non sentire”, “non parlare” come purtroppo spesso la politica ci ha insegnato, non ha fatto finta di non “vedere” a maggior ragione che è stato interpellato e molto onestamente e coraggiosamente è intervenuto per chiedere spiegazioni al fine di dare una risposta ad una comunità che anche se non “civile” è sempre una comunità composta di cattolici che ancor prima sono dei cittadini. Questo perché non sono problemi delle persone ecclesiastiche ma di una comunità che è stata chiamata ad esprimere le proprie opinioni in un blog che ha libero accesso a tutti anche a chi ha opinioni contrarie che non devono limitarsi a dire che l’autorità ecclesiale è stata accusata (non ho visto niente che sa di accusa se non chiedere un dialogo per conoscere le motivazioni del trasferimento) o citare articoli e canoni o fedeltà giurata o rispettare i ruoli ma devono chiedersi perché questa comunità reagisce così e la risposta si è vista, tra il malcontento e la delusione e la voglia anche urlata di conoscere le motivazioni e invocare un dialogo che finora è mancato è solo una è Amore e Fedeltà alla Chiesa incarnata nella comunità dell’Assunta, diocesi di Albano.
    Secondo me il blog ha raggiunto il suo scopo, ha consentito un santo sfogo di chi sente sulla propria pelle il cambiamento e soffre e uno sfogo di chi non capisce questi sentimenti e vive il trasferimento in maniera distaccata e, consentitemi, senza amore per nessuno forse, più di tanto, neanche per se stessi.
    Scusatemi sempre perché non sono della Vs. comunità che però comincio a sentire vicina ma sto solo cercando di mettere in luce che la democrazia è bella perché consente a tutti di parlare, di esprimere il proprio pensiero ma alcune volte non si riesce ad apprezzarla e a volte proprio chi vuole essere il difensore dei diritti, chi vuole rispettare tutti, chi fa proclami sull’umiltà e sul nascondimento si erge a censore allo scopo di boicottare una civile espressione di democrazia non accorgendosi che il suo invito è proprio all’opposto di quello che predica e allora non si può non prendere la parola. Sono sicuro che la comunità resterà salda nella fede e nelle attività che continueranno come e meglio di prima e don Pietro sarà sempre con Voi, nel cuore e nella mente e tutte le volte che vorrete stare insieme perché state dimostrando che vivete il Vangelo con il cuore prima ancora che con la mente. Che il Signore Vi benedica e Vi protegga.
    Basta, non scriverò più ma non per accogliere l’invito di boicottare il blog ma perché credo che quello che volevo dire l’ho detto e ora resta solo la preghiera.
    Scusatemi ancora.
    Ciao

  259. Cittadino Cristiano said

    Caro “CRISTIANO SEMPLICE”, innanzitutto toglimi una curiosità: sei uno solo (come direbbe la tua firma) o siete tanti, visto che poi parli sempre al plurale?
    Nel secondo caso, chi rappresenti?

    Riguardo il tuo/vostro intervento, solo poche puntualizzazioni.

    Premesso che ho letto anch’io, come tutti, la lettera del Sindaco (non è questione di averne la possibilità: è stata pubblicata sul blog!!!), se tu/voi la aveste letta con attenzione, vi sareste accorti che l’invito all’assemblea pubblica è rivolto solo al vescovo e al parroco, le altre persone leggono “per conoscenza”.

    Proseguo per punti come nel tuo/vostro intervento:

    1) Non vedo perché i cittadini, riuniti in pubbliche assemblee, autorizzate e civili, non possano discutere di qualsiasi argomento interessi la città, le persone che ci vivono, le attività socialmente rilevanti, il territorio e le strutture in esso presenti. Il sindaco si è fatto portavoce delle istanze di questi cittadini ed è, al momento, l’unica voce istituzionale (laica o ecclesiale) disposta ad ascoltare la gente.

    2)Il blog è uno strumento popolare e libero, questo non è il primo e non sarà l’ultimo … non vedo interventi indecenti né accuse se non da parte di chi lo contesta! Devo complimentarmi con lo staff per la correttezza nel pubblicare anche interventi molto pesanti e aggressivi da parte dei sostenitori del vescovo. Rispetto alla presunta disinformazione, mi pare che la gente parli di fatti concreti, sotto gli occhi di tutti: mancanza di ascolto, di dialogo, nessuna considerazione per i laici. Se c’è altro da sapere, perché non lo dicono?

    3)Sulla norma di diritto canonico non mi soffermo perché in questo blog l’argomento è stato trattato allo sfinimento! Leggi/leggete i precedenti interventi …. Faccio solo notare che è molto consolante sapere che un vescovo, un pastore, “si attenga strettamente” a delle norme!!!!!

    4) Il fatto che Mons. Pietro Massari abbia dato la sua disponibilità e obbedienza, non vuol dire che non si possa discutere di una decisione, dei suoi motivi e delle conseguenze pastorali. E invece proprio questo è stato negato!!!! Per quanto riguarda il titolo di Abate e il “grado”, chi conosce don Pietro sa quanto egli sia totalmente indifferente a queste cose, contrariamente ad altri ……

    5) Per concludere, il fatto che la Chiesa di Albano non sia intervenuta a far sentire la sua voce rispetto a provvedimenti di Consigli Comunali in contrasto con il Vangelo e con i principi cristiani, mi pare non un vanto, ma una colpevole mancanza!!!!!!!!!!

  260. Kènosis said

    “Credo che la chiesa italiana debba dire cose che la gente capisce, non tanto come un comando ricevuto dall’alto, al quale bisogna obbedire perché si è comandati. Ma cose che si capiscono perché hanno una ragione, un senso. Prego molto per questo”.

    Da un’omelia del Cardinal Carlo Maria Martini – Gerusalemme 15/03/2007

  261. ariccianontace said

    CREDO SIA UTILE, ANCORA UNA VOLTA, RICORDARE QUESTI PENSIERI ILLUMINATI:

    Se è giusto che voi attendiate la parola del vescovo, sappiate, però, che il vescovo attende a sua volta la vostra parola, anzi la desidera. Abbiamo tutti bisogno di ascoltarci e di parlarci. Sappiamo bene che la comunione ha bisogno della comunicazione.

    Il testo (Lumen Gentium) è importante per più ragioni. Per quanto asserisce, anzitutto, riguardo all’importanza dell’opera dei fedeli laici nella Chiesa.

    Cosa, allora, è la sinodalità? E’ “ascoltare ciò che brucia nel cuore dell’altro; è volontà di non prendere decisioni senza l’altro, o contro o all’insaputa dell’altro …” (L. Manicardi)

    Risuoni ancora, dunque, la voce di Giovanni Paolo II che nella Lettera apostolica “Novo millennio ineunte” (2001) scriveva: “Gli spazi della comunione vanno coltivati e dilatati giorno per giorno, ad ogni livello, nel tessuto della vita di ciascuna Chiesa. La comunione deve qui rifulgere nei rapporti tra Vescovi, presbiteri e diaconi, tra Pastori e intero Popolo di Dio … A tale scopo devono essere sempre meglio valorizzati gli organismi di partecipazione previsti dal Diritto canonico … La teologia e la spiritualità della comunione, infatti, ispirano un reciproco ed efficace ascolto tra Pastori e fedeli … spingendoli a convergere verso scelte ponderate e condivise” (n.45)

    Una sinodalità espressa istituzionalmente è possibile se esiste una Chiesa sinodale, che cammina e crede insieme, che condivide l’esperienza di fede, è abituata al dialogo, al confronto.

    Nella pastorale diocesana e parrocchiale l’ordine del giorno non lo stabiliscono le preferenze, anche di ordine spirituale, dei ministri, bensì il bisogno dei fedeli …

    PENSIERI TRATTI DALL’INTERVENTO DI CONCLUSIONE AL CONVEGNO DIOCESANO 2008 ( “La gente chi dice che io sia” ) DI S.E. IL VESCOVO DI ALBANO MARCELLO SEMERARO

  262. costruttore del regno e non di BABELE said

    mamma mia… con queste parole il VESCOVO mi ricorda il discorso che cristo fece sui farisei ai discepoli:

    mt 23
    2 «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. 3 Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno. 4 Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito. 5 Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dagli uomini: allargano i loro filattèri e allungano le frange; 6 amano posti d’onore nei conviti, i primi seggi nelle sinagoghe 7 e i saluti nelle piazze, come anche sentirsi chiamare “rabbì” dalla gente. 8 Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli.

    Qst brano si commenta assolutamente da se…

  263. viva gesu said

    Nella liturgia dell’altro giorno La Santa Madre Chiesa mi ha messo di fronte a questo brano come prima lettura.. come ho letto nel commento precedente, credo vivamente che questo brano non necessita di alcuna spiegazione!!
    da Ezechiele cap. 34

    “Figlio dell’uomo, profetizza contro i pastori d’Israele, predici e riferisci ai pastori: Dice il Signore Dio: Guai ai pastori d’Israele, che pascono se stessi! I pastori non dovrebbero forse pascere il gregge? 3 Vi nutrite di latte, vi rivestite di lana, ammazzate le pecore più grasse, ma non pascolate il gregge. 4 Non avete reso la forza alle pecore deboli, non avete curato le inferme, non avete fasciato quelle ferite, non avete riportato le disperse. Non siete andati in cerca delle smarrite, ma le avete guidate con crudeltà e violenza. 5 Per colpa del pastore si sono disperse e son preda di tutte le bestie selvatiche: sono sbandate. 6 Vanno errando tutte le mie pecore in tutto il paese e nessuno va in cerca di loro e se ne cura. 7 Perciò, pastori, ascoltate la parola del Signore: 8 Com’è vero ch’io vivo, – parla il Signore Dio – poiché il mio gregge è diventato una preda e le mie pecore il pasto d’ogni bestia selvatica per colpa del pastore e poiché i miei pastori non sono andati in cerca del mio gregge – hanno pasciuto se stessi senza aver cura del mio gregge – 9 udite quindi, pastori, la parola del Signore: 10 Dice il Signore Dio: Eccomi contro i pastori: chiederò loro conto del mio gregge e non li lascerò più pascolare il mio gregge, così i pastori non pasceranno più se stessi, ma strapperò loro di bocca le mie pecore e non saranno più il loro pasto. 11 Perché dice il Signore Dio: Ecco, io stesso cercherò le mie pecore e ne avrò cura…”

  264. silvana zambonini said

    In una domenica di tantissimi anni fa a Genzano nella Chiesa dell’Annunziata (ora chiusa) durante l’omelia ascoltai un giovane sacerdote che rivolto alla Madre di Dio disse con dolcezza: “Bella ragazza”. Rimasi così sorpresa della sua devozione che da quel giorno anch’io iniziai a salutare la SS.ma Vergine allo stesso modo. Quel sacerdote era Don Pietro Massari che riconobbi in seguito quale infaticabile pastore di Ariccia e Galloro. Oggi mi rivolgo alla “Bella ragazza” perchè allontani da noi il seme della discordia e sostenga don Pietro con il Suo Amore in questo delicato momento. Silvana Zambonini

  265. curiato vincente said

    E’ incredibile lo sforzo che state facendo per dimostrare le vostre idee: INUTILE.
    Davvero credete di poter vincere il potere costituito?
    Ma avete dato uno sguardo al nostro amato vescovo nell’ultima intervista su rai 1?
    Credete davvero che i media vi ascolteranno?
    State attenti, molto attenti, perchè avete scelto di mettervi contro l’istituzione sbagliata, la persona sbagliata!
    Gettate le armi o rimarrete pesantemente feriti..Pensate piuttosto a pregare!! Forse Dio illuminerà le vostre menti e vi farà capire il senso dell’ascolto!!

  266. ARICCIA CONTINUA! said

    Cosaaa??? ma stiamo scherzando?? ma è una minaccia questa che sto leggendo???
    “pesantemente feriti…” cheeee???
    Se prima ero indecisa sul fare o tacere..Ora non ho dubbi!!! FARE FARE FARE FARE FARE.
    Ariccini, comunita’ di fedeli, giovani, anziani..!! TuTTI:
    non possiamo permettere che ci insultino a tal punto!!!
    ….E’ ora di protestare per le nostre idee, il nostro credo… GESU’ CRISTO!!
    Lui ci può salvare, lui può convertire i nostri animi, affidiamoci a lui in tutto e per tutto!! Diamogli generosamente la nostra vita e lui la renderà piena!!
    Intanto, contemporaneamente, CURIATO si accorgera’ come dei figli non rinunciano cosi facilmente al proprio padre…

  267. dov'è Dio?? said

    Caro Curiato, solo una cosa: prego per la tua conversione, non posso fare altro al momento, che Il signore aiuti voi che da dietro le scrivanie della sede vescovile continuate a scrivere qui attaccando, chiamando torre di babele tutto questo e appelandovi con nomi di preti letterari…

    Dal canto mio non mi spiego perche facciate tutto questo senza cercare un dialogo vero e sincero…Almeno noi Ariccini, prima di approdare sul web, abbiamo cercato di difendere la Chiesa di Albano in tutti i modi. E voi non lo avete capito! Avete permesso ( e la colpa è del Vescovo!) che si creasse un simile scandalo agli occhi di queste 9000 persone che hanno letto finora; agli occhi dei più piccoli che si sentono traditi!!

    Chi pagherà per tutto questo??
    Solo Dio lo sa; solo Dio ci conosce veramente nell’intimo dell’anima. E voi sapete, malelingue, quali sono le vostre responsabilità.

  268. news dal mondo said

    A Bossi che chiede un incontro il card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei, in una conferenza stampa al Meeting a Rimini ha detto che “I vescovi ricevono sempre ben volentieri quanti chiedono loro un incontro. E allora ben volentieri, tanto più se la richiesta, come in questo caso, viene da una istituzione dello Stato”. – Rimini, 24 agosto 2008

    E’ proprio vero non tutti i vescovi sono uguali …

  269. ANONIMO said

    “Che Dio illumini la mente dei superbi.” (Commento di Babele stà tornando)

    Chi è il superbo? E l’umile?
    Sicuramente umile è …. chi giudica superbo l’altro!!!!
    Sicuramente umile è chI occupa il tempo a scorgere la pagliuzza nell’ochio del vicino e non vede la trave conficcata nel suo cuore indurito!

    E’ un pò di tempo che non legevo il blog, causa vacanze, mi è spiaciuto ritrovare la polemica ed il rancore di molti di coloro che scrivono su questo blog…. sopratutto DI coloro che sono contrari aLLO STESSO MEZZO CHE UTILIZZANO……
    Su una cosa, pertanto sono d’accordo con l’umilissimo”Babele stà tornando”…

    EVITATE DI SCRIVERE SUL BLOG – SE NON VI PIACE – PIUTTOSTO CHE INSERIRCI TUTTA QUESTA “IMMONDIZIA CHE ESCE DALLE VOSTRE FRUSTRAZIONI!!!!”

    …QUANNO CE VO’ CE VO’…….
    PURE CRISTO HA MANDATO PER ARIA IL TEMPIO PIENO DI MERCANTI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    IO NON MI RICONOSCO NELLA CHIESA MARCIA CUI QUALCUNO VORREBBE FARMI UBIDIRE!!!!!!!!!!!!!

  270. ANONIMO said

    GRANDE IL COMMENDTO DI “CONSAPEVOLE” DEL 20 aGOSTO …

  271. santa madre ecclesia said

    Caro Vescovo,
    io sono dalla Sua parte e dalla parte della Chiesa. Per il bene di Santa Madre Chiesa provi a dialogare con la FOLLA INFEROCITA …. sono pronti a tutto il blog non è l’ultimo dei loro attacchi …. nei prossimi giorni sono sicuro né vedremo delle belle!!!!!
    “Chi ha più prudenza l’adoperi!” Risuona questo detto popolare…. non dico che Lei debba ritrattare la Sua decisione ma …… chissà!!! Se si potesse evitare un male peggiore, per la Chiesa, per i giovani, per coloro che sono destabilizzati da queste discussioni……. Sua Eccellenza si faccia guidare dallo Spirito…….

  272. santa madre ecclesia said

    ……. e non dall’orgoglio!

  273. ufficio stampa said

    Comprate i giornali :
    -Il Tempo
    -Libero

    Sorpresa!!!!!!

  274. innamorata della Chiesa said

    Caro Vescovo
    io sono dalla Sua parte, dalla parte della chiesa… cos’altro saranno capaci di scatenare coloro che non approvano la Sua decisione , coloro che, seppur, mossi da preoccupazione ed affetto metteranno in atto azioni comunque pericolose per la coesione della Chiesa?! Salviamo l’immagine di nostra madre Chiesa! “Chi ha più Sapienza l’adoperi!” Pensi al Suo popolo… non le chiedo di ripensare la Sua decisione… cedendo a quello che sembra un ricatto, Le chiedo di farsi guidare dallo Spirito ….. Le detterà sicuramente soluzioni che ripristineranno pace e giustizia!

    Innamorata della Chiesa

  275. GIULIANO said

    Sua Eccellenza avra’ le sue ragioni pastorali e come Vescovo con la mentalita’ di Pastore non ama che pecore (e pecoroni) invece di belare prendere qualche benigna bastonata e sequire la via polverosa dell’ovile si fermino o prendano altra direzione o ad imitazione di altri animali non comtemplati nella zoologia religiosa diano qualche fragoroso raglio di protesta facendo capire che sarebbe l’ora di finirla con i termini di pastorale e pastorizia. Esistono i signori cittadini ! E se preferiscono avere un parroco che fa il suo lavoro con utilita’ e profitto comune, la sola cosa da fare per il Vescovo (un suo superiore) sarebbe quella di compiacersene.

  276. ahahahah said

    Arrivati a questo punto, cara Eccellenza, lei HA il dovere morale di essere presente all’assemblea per dare delle spiegazioni.

    Credo che abbia già dato abbastanza scandalo a queste povere pecorelle per troppo tempo. E’ ora che con umiltà le ascolti..Sono certo che faranno lo stesso anche loro.

    Le do’ un consiglio: se siamo arrivati sui giornali nazionali, non credo che la sua ASSENZA stavolta passi inosservata; e se posso, cerchi di non commettere altri errori… Lasci perdere Don Pietro e Don aldo. Parli alla gente, SOLO COSI POTRA’ RISOLVERE LA SITUAZIONE!!!

  277. ARICCIA NONTACE said

    Cari utenti è per noi oggi un piacere scoprire di essere arrivati alla stampa ( la quale negli articoli ha citato il nostro post e alcuni vostri commenti!!!).
    Ringraziamo il Comune che ci ha ascoltato pur non conoscendo i nostri volti ( cosa non fatta dal vescovo!), ma soprattutto ringraziamo voi, che siate in tanti a sostenere quest’iniziativa che nella sua PACIFICA E DEMOCRATICA conduzione sta facendo nascere un fermento in tutta la Chiesa.
    Tutti si domandano: chi sono?? chi è questo don Pietro che tutti amano?? E chi e’ questo Vescovo cosi “sordo”?

    Questo è stato possibile solo grazie all’affetto che tutti voi provate per don Pietro ma soprattutto per la CHIESA!!.. Vi invitiamo dunque a scrivere ancora ancora e ancora..

    Vi anticipiamo che a breve metteremo un nuovo articolo ( dati gli interessanti risvolti!) e siamo certi che lo commenterete in tanti.

    Inoltre, da voci di corridoio, sappiamo che siete pronti ad andare dal Santo Padre se il Vescovo non verrà all’assemblea. Bene, sappiate che lo staff di Ariccia non tace vi sostiene!

    infine una piccola domanda a CURIATO VINCENTE che ci ha gentilmente scritto pochi giorni fa ( andatelo a leggere!!):
    sei cosi sicuro che non ci si può opporre ad un ingiustizia solo perchè lo chiamate “potere costituito??”

  278. ancora??? said

    Che scandalo arrivare sui giornali…Questo è amare la Chiesa??
    I panni sporchi si lavano in casa prpria; non in piazza sul giornale o su un blog…
    questo è uno scandalo agli occhi di DIO!!
    E la colpa, arrivati a questo punto, non posso darla solo a voi. Il vescovo avrebbe dovuto dialogare con voi dall’inizio invece il suo silenzio e la sua ostinata sicurezza del proprio potere lo stanno massacrando.

    E’ ora di perdonarvi a vicenda; Vescovo ascolti queste persone..E voi basta con queste iniziative!!

  279. cattolico for ever said

    FINALMENTE QUALCUNO CHE HA CAPITO!! SONO CONTENTO CHE IL SIGNOR ” ANCORA” ABBIA DETTO QUELLE COSE. SONO VERE!!
    E’ PROPRIO QUESTO IL PUNTO: SE IL VESCOVO AVESSE ASCOLTATO VERAMENTE IL SUO POPOLO, TUTTO QUESTO NON SAREBBE SUCCESSO!!
    ECCELLENZA LA IMLORO, COME FEDELE DELLA COMUNITA DIOCESANA, PARLI A QUESTE PERSONE LE FACCIA CAPIRE CHE MAGARI HANNO PRESO LA COSA DAL PUNTO DI VISTA SBAGLIATO!! CHE HANNO TRAVISATO LE SU INTENZIONI. ECCELLENZA, SOLO LEI PUO FAR FINIRE TUTTO QUESTO NEL MIGLIORE DEI MODI: ALLORA LO FACCIA!!

    PREGO AFFINCHE TUTTO QUESTO SI RISOLVA!!

  280. Genteeee sveglia!!! said

    I giornali sono solo un altro mezzo per arrivare alle persone!!
    Magari grazie a questo tante persone potranno reagire a tante situazioni e svegliarsi dal loro stato di dormiveglia!!
    Si può reagire!!Questo mondo è già troppo indifferente e rassegnato!!
    CAMBIAMOLO!!

  281. STAFF "Ariccia NON tace" said

    Nella colonna di destra, nella sezione “Articoli di giornale” abbiamo aggiunto, in formato pdf, gli articoli di giornale pubblicati oggi dai quotidiani “Il Tempo” e “Libero”.

    Inoltre di seguito riportiamo il link dell’articolo pubblicato su le news di Virgilio:
    http://notizie.alice.it/notizie/cronaca/2008/08_agosto/25/lazio_ariccia_insorge_contro_trasferimento_parroco_della_gente,15838798.html

    Buona lettura!

  282. l'uomo di _Dio said

    GRAZIE STAF PER IL VOSTRO SERVIZIO ALLA VERITA’ (SOLO CRISTO ED I SUOI INSEGNAMENTI LO SONO!)! GRAZIE A COLORO CHE DESIDERANO ANCORA”COMBATTERE” PER LA VERITA’!
    GRAZIE DIO PERCHE’ CI MOSTRI CHE E’ SEMPRE POSSIBILE COMBATTERE PER IL REGNO DI DIO, ANCHE POCHI UOMINI POSSONO, ANZI DEVONO PROVARE A CAMBIARE COSE OPERE E AZIONI OGGETTIVAMENTE SBAGLIATE ….
    OGGETTIVAMENTE CONTRO L’UOMO…..
    CONTINUAMO AD IMPEGNARCI SEMPRE PER LA VERITA’ LA PACE E LA GIUSTIZIA ANCHE SE IN POCHI…..

    SIATE VOI GLI UOMINI CHE CAMBIANO IL MONDO!!! (parafrasando Papa Giovanni Paolo II e il nostro amato Parroco che spesso lo ripete!)

    A me piace dirlo con questa massima che mi ripeto spesso e che vorrei fare arrivare a tutti coloro che hanno STRILATO l’ubbidienza, che hanno propagandato l’aborto delle idee altrui:

    “Se non io, chi….
    Se non ora, quando…
    Se non qui, dove….

    Lottiamo per la Chiesa che Cristo ci ha insegnato e chiediamo allo Spirito Santo, sempre di assisterci!!!!!!!!!!!!!

  283. Giancarlo Fortini said

    Ho letto i commenti sul trasferimento di Don Pietro e,da cristiano, debbo dire che le tante dimostrazioni di stima ed affetto ricevute, specie di giovani impegnati e non nelle attività parrocchiali,sono la riprova che egli ha svolto il suo apostolato, all’interno del tessuto sociale ariccino, con grande impegno e dedizione.
    Che egli sia stato uin buon parroco, molto attento ai problemi della comunità, è un dato di fatto inoppugnabile, ma è altrettanto inoppugnabile che egli, per il suo status sacerdotale, soggiace ad dovere di obbedienza nei confronti del Vescovo e che l’essere stato per ben 22 anni alla guida della stessa parrocchia è l’eccezione e non la regola. E’ giusto che ci siano voci di dissenso su una decisione che a molti appare incomprensibile, ma da qui a sostenere la inamovibilità ed insostituibilità di Don Pietro non mi sembra corretto prima verso lui stesso, perchè contrasta con la sua missione e con lo spirito evengelica che la anima, poi verso il Vescovo, perchè si mette in discussione tutto il sistema ecclesiatico e si mina il principio dell’autorità e dell’obbedienza ad esso,che è il cardine della Chiesa cattolica, e, infine, verso colui che dovrà sostituirlo,perchè lo fa sentire rifiutato dai suoi nuovi parrocchiani prima ancora che possa dimostrare le sue capacità sacerdotali ed umane.
    Infine, ho trovato inopportuno l’intervento del Sindaco che, facendo scendere in campo l’Amministrazione comunale e, quindi, la “politica” a sostegno dell’inamovibilità del parroco, usando peraltro toni da “Peppone”, non ha certo giovato alla causa, e ritengo che questa palese ingerenza e indebita pressione dell’autorità civile nei confronti dell’autorità religiosa abbia ancor più rafforzato, in quest’ultima, la convinzione sull’opportunità della decisione adottata.
    A Don Pietro i miei migliori auguri di un apostolato ancor più prolifico e gratificante per lui e la sua nuova comunità parrocchiale.

  284. Daniele Priori said

    Ariccia-Marino. L’esponente riformatore interviene
    sulle polemiche attorno alla diocesi di Albano
    DON PIETRO, PRIORI (RL MARINO): “LIBERA CHIESA
    IN LIBERO STATO. UNA SANA IDEA DI LAICITA’
    PREVEDE IL RISPETTO DELLA DECISIONE DEL VESCOVO SEMERARO SULLO SPOSTAMENTO DEI PARROCI”

    “La politica non intervenga su vicende strettamente legate all’ambito organizzativo della vita ecclesiastica. Tali intromissioni snaturano quella sana idea di laicità che deve animare gli amministratori pubblici. Per questo, da marinese e nonostante il dispiacere per la prossima partenza di monsignor Aldo Anfuso dalla basilica di San Barnaba, invio al vescovo Sua Eccellenza monsignor Semeraro la mia solidarietà”.
    Con queste parole Daniele Priori, presidente del Club Riformatori Liberali con il Popolo della Libertà di Marino interviene nel dibattito apertosi su internet e ripreso dalla stampa in relazione allo “scambio” di parroci tra Marino e Ariccia disposto di recente dal vescovo di Albano.
    “Sono molte e molto note – prosegue Priori – le prese di posizione dell’area politica riformatrice liberale sulla necessità di uno Stato italiano realmente laico, più di quanto non lo sia oggi, su moltissimi temi che non ci vedono concordi con le tesi cattoliche. Tuttavia questo discorso – prosegue – non può far venir meno il rispetto che si deve alla Chiesa in quanto, appunto, organizzazione libera in uno Stato libero. Sono certo – va avanti l’esponente RL – stimando l’apostolato di monsignor Semeraro, che la sua scelta di trasferire don Pietro a Marino e don Aldo ad Ariccia sia dettato dai migliori auspici pastorali legittimamente esercitati da un vescovo nella sua diocesi e, proprio per questo, non possono essere sottoposti a giudizi, consensi o discussioni. Uno dei valori propri della Chiesa del resto è l’ubbidienza. Don Aldo, a Marino, lo ha insegnato alla sua comunità che oggi, pur nel dispiacere umano, sta reagendo con una compostezza che le fa onore. Pertanto con uno spirito incentrato proprio sulla sana laicità che il mio gruppo politico nel centrodestra e nel Paese tutto insegue, spero vivamente che gli amici di Ariccia tengano a mente le loro prerogative di cittadini e cattolici maturi che non vadano a creare ulteriori e inutili imbarazzi nei rapporti tra istituzioni laiche e cattoliche. Libera Chiesa in libero Stato, lo ripetiamo ancora una volta e, centocinquant’anni dopo Cavour, crediamo abbia ancora tutta la sua efficacia.”

    Club Riformatori Liberali Con il Popolo della Libertà
    “Città di Marino”

  285. cittadino said

    Caro Giancarlo Fortini,
    leggendo il suo commento noto, ancora una volta, che c’è molta confusione, quando si parla della durata del mandato di un parroco, su qual è la regola e qual è l’eccezione.
    Questo mi fa pensare che leggendo i commenti apparsi sul blog, probabilmente, gliene è sfuggito uno: quello scritto da “lattante della fede” il 24/07/2008 in cui, con tanto di riferimenti ai codici del diritto canonico, viene spiegato che è la stabilità di un parroco ad essere la regola e non viceversa come lei afferma.

    Riporto di seguito quanto scritto in quel commento:

    ——————————————————————-
    Non è stabilita nessuna scadenza temporale per un parroco!

    Can. 519 – Il parroco è il pastore proprio della parrocchia affidatagli, esercitando la cura pastorale di quella comunità sotto l’autorità del Vescovo diocesano, con il quale è chiamato a partecipare al ministero di Cristo, per compiere al servizio della comunità le funzioni di insegnare, santificare e governare, anche con la collaborazione di altri presbiteri o diaconi e con l’apporto dei fedeli laici, a norma del diritto.

    Can. 521 – §1. Perché uno sia nominato parroco validamente, deve essere costituito nel sacro ordine del presbiterato.
    §2. Si distingua inoltre per sana dottrina e onestà di costumi, sia dotato di zelo per le anime e di ogni altra virtù e abbia quelle qualità che sono richieste sia dal diritto universale, sia dal diritto particolare per la cura pastorale della parrocchia in questione.
    §3. Per conferire a qualcuno l’ufficio di parroco, è opportuno che venga accertata con sicurezza la sua idoneità nel modo determinato dal Vescovo, anche mediante un esame.

    Can. 522 – È opportuno che il parroco goda di stabilità, perciò venga nominato a tempo indeterminato; il Vescovo diocesano può nominarlo a tempo determinato solamente se ciò fu ammesso per decreto dalla conferenza dei Vescovi.

    Can. 538 – §1. Il parroco cessa dall’ufficio con la rimozione o il trasferimento deciso da parte del Vescovo diocesano a norma del diritto, con la rinuncia fatta dal parroco stesso per giusta causa, la quale, per essere valida, deve essere accettata dal Vescovo, e inoltre cessa allo scadere del tempo se fu costituito a tempo determinato, secondo le disposizioni del diritto particolare di cui al can. 522.

    Sembra ormai che tutti sia convinti che i trasferimenti dei parroci/preti “debbono avvenire, “per regola”, a scadenza fissa, ogni nove anni.
    Non è vero che i trasferimenti «debbono avvenire per regola». Anzi la regola dice il contrario. IL TRASFERIMENTO È UN’ECCEZIONE ALLA REGOLA CHE SANZIONA LA STABILITÀ DELL’UFFICIO DI PARROCO. E ciò dopo il Concilio e in virtù di un canone del Codice del post-concilio. Il canone 522 è chiaro: Parochus stabilitate gaudeat oportet ideoque ad tempus indefinitum nominetur. Oportet non significa è opportuno, come con approssimazione si legge in alcune traduzioni; ma più correttamente è necessario, è conforme allo scopo.
    «IL PARROCO È NECESSARIO CHE GODA DI STABILITÀ, “PERCIÒ” SIA NOMINATO A “TEMPO INDEFINITO”». Questo è il principio base, la regola. A questa regola il legislatore postconciliare fa seguire l’”eccezione”; ma è tanto rispettoso e fermo nella regola che l’eccezione non la propone lui, non se ne prende lui la responsabilità diretta. La demanda a quei vescovi che volessero introdurla, e a una condizione: i vescovi non da sé stessi possono stabilire l’eccezione (la nomina cioè ad tempus), ma solo se la loro Conferenza episcopale con decreto ha stabilito che il vescovo può fare la nomina a tempo determinato. Quindi, anche quando la Conferenza ha deciso in tal senso, è «in facoltà del vescovo» (=potest, non debet) fare le nomine a parroco a tempo determinato.
    Dice infatti il secondo comma del canone: Ad certum tempus tantum ab Episcopo diocesano nominari (parochus) potest, si id ab Episcoporum conferentia per decretum admissum fuerit (= «Il vescovo diocesano “può” nominarlo a tempo determinato “solamente” se ciò fu ammesso per decreto dalla Conferenza dei vescovi»). La Cei ha emanato il decreto, che non obbliga ma conferisce ai vescovi diocesani la facoltà di poter nominare parroci a tempo determinato (stabilito in nove anni). Il secondo comma del can. 522 costituisce perciò l’eccezione alla regola decretata nel primo comma che stabilisce il principio della stabilità del parroco; STABILITÀ CHE IL LEGISLATORE RITIENE NECESSARIA, PIÙ CONFACENTE, PIÙ CONFORME ALLO SCOPO DELLA MISSIONE PASTORALE DEL PARROCO, a meno che nei singoli casi il vescovo diocesano non ravvisi, per il bene delle anime, che convenga la nomina ad tempus. Non il trasferimento per il trasferimento dopo un numero di anni. Un numero – 9 o un altro – non è criterio pastorale, non è per sé valido a derogare da una regola o a decretarla.
    Come per ogni altro negozio, il numero da solo nulla dice se non è legato a un elemento o fattore umano, esistenziale o istituzionale. Ad esempio, per i vescovi il decreto conciliare non fissa una data, ma parla di età ingravescente: «…si ob ingravescentem aetatem aliamve gravem causam…» (CD 21). L’UNICO CRITERIO SICURO DA SEGUIRE SEMPRE È IL BENE DELLE ANIME, che secondo il legislatore è maggiormente assicurato – nel nostro caso – dalla stabilità, tanto che ne ha fatto la regola. Anche di recente il Papa ha ricordato che «la finalità suprema dell’attività della Chiesa (cf can. 175) sta nella salus animarum» (cf Osservatore Romano del 22 gennaio p. 5). Il can. 1752 ricorda ai vescovi questo supremo principio della salus animarum, proprio a proposito dei trasferimenti dei parroci, esortando gli stessi vescovi ad avere «presente la salvezza delle anime, che “deve” sempre essere nella Chiesa la legge suprema».
    ——————————————————————-

  286. dubbioso said

    La prima cosa che mi viene da dire leggendo il commento del “Club Riformatori Liberali” è che Ariccia e Marino non sono proprio agli antipodi, distano infatti solo pochi chilometri tra loro. Le persone si conoscono e parlano…
    Proprio per questo non vorrei che la compostezza di cui parlate nasconda invece una gioia che non è carino esprimere… se così fosse POVERI NOI!!!

  287. In preghiera said

    Carissimi tutti, pro e contro la situazione che ha determinato la decisione di aprire questo blog.
    Io sono una persona molto, molto, molto dispiaciuta del trasferimento di don Pietro ma, nonostante il dispiacere rimanga, sono veramente perplessa per la piega che sta prendendo questo dialogo cittadino ed extra per via etere.
    Noi tutti di Ariccia sappiamo quali e quante cose ha realizzato don Pietro nella nostra parrocchia con l’aiuto della cittadinanza: le cose realizzate sono sotto gli occhi di tutti e qui rimarranno anche quando don Pietro sarà trasferito. Però, tra la miriade di cose realizzate, anzi, in cima a tutto, c’è l’ansia profonda, incessante, incancellabile dell’annuncio del Vangelo dell’annuncio dell’amore di Gesù.
    E’ vero che leggendo bene dall’impostazione del blog in poi il filo conduttore, per chi è in buona fede, è la mancanza di disponibilità del Vescovo a ricevere i laici, ma poi si è inzeppato di tante altre cose, non ultimo la figura del Vescovo.
    Io mi rivolgo a tutti,prima di tutti a me, per sovrapporre sempre sull’immagine di mons, Semeraro, o qualsiasi altro Vescovo, quella di Pietro, Paolo, Giovanni… Questo è il nostro Vescovo! E’ l’Apostolo in mezzo a noi. Ha sbagliato? Chi non fa errori? E che ne sappiamo se in coscienza (sua) la scelta è stata ritenuta giusta?
    Se così non fosse saranno problemi suoi davanti a Dio, ma credo che non sia giusto permettere con alcuni interventi il dilagare di quella che sta diventando una polemica.
    Credo che gli interventi debbano prendere la piega che ci ha insegnato Gesù e che don Pietro ci ha trasmessa: ama l’altro così come è. Fino a quanto? Fino a morire in croce. E questo non è chiesto solo a Gesù, ma a ciascuno di noi.
    Io non mi sento di insultare né l’uno né l’altro, ma mi sento nello smarrimento di fronte a tutto ciò.
    Con tutto il rispetto, ma come può un Vescovo essere invitato ad un’assemblea cittadina per una questione come la nostra?
    Se io fossi il Vescovo non verrei, e non per mancanza di rispetto verso tutti noi, ma per salvaguardare la dignità del “Vescovo”. Certo è che se ci fossero stati questi benedetti “ricevimenti” dei laici forse non si sarebbe scatenato niente.
    Penso molto al futuro della nostra bella parrocchia. C’è una tale molteplicità di attività e una tale mole di lavoro e ci sono così tante iniziative che per essere portate avanti credo che avrebbero bisogno della testa che le ha ideate, create,aiutate a crescere, condivise e vissute insieme ai tantissimi collaboratori. Però ci sono quelli che restano: chi con la preghiera, chi attivamente, si cercherà di andare avanti con l’aiuto di Gesù.
    In tutta questa faccenda mi sento di non poter assolutamente dimenticare don Pietro. Come starà vivendo questa vicenda? Lo vediamo molto sereno. Speriamo che questa serenità lo accompagni sempre. Sarà aiutato, sostenuto, accolto, come certamente questa parrocchia farà verso il nuovo parroco?
    Forza don Pietro, Gesù ti ama !
    Questa comunità pregherà sempre per te.

  288. STAFF "Ariccia NON tace" said

    Nella colonna di destra, nella sezione “Articoli di giornale” abbiamo aggiunto, in formato pdf, gli articoli di giornale pubblicati oggi dai quotidiani “Nuovo oggi castelli” e “Cinque giorni”.

    Buona lettura!

  289. un altro dubbioso said

    Per il “Club Riformatori Liberali”.

    Vi faccio notare che le motivazioni date dal nostro Vescovo per giustificare lo scambio di parroci tra le parrocchie di Ariccia e Marino, possono essere lette nella lettera che lo stesso ha pubblicato sul sito web della diocesi di Albano indirizzata al “Clero Diocesano” e “alle persone di vita consacrata nella Diocesi” (e i laici?). Nella lettera si parla di avvicendamenti dettati da una norma che, come si può leggere in più di un commento presente in questo blog, tanto norma non è.

    Ora Vi chiedo: siete sempre convinti che tale trasferimento sia “dettato dai migliori auspici pastorali legittimamente esercitati da un vescovo nella sua diocesi e, proprio per questo, non possono essere sottoposti a giudizi, consensi o discussioni.” come scrivete nel Vostro intervento?

  290. Enrico Pendenza said

    Voglio lasciare anche io la mia testimonianza contraria a questo modo di agire del Vescovo Semeraro.Non mi sembra il modo più ortodosso di relazionarsi con i laici che spessissimo vengono chiamati in causa quando c’è da rimboccarsi le maniche e poi quando chiedono udienza non sono ascoltati.Don Pietro è stato un ottimo parroco e vorremmo sentire dal Vescovo le ” sue ottime ragioni” circa la decisione del trasferimento.

  291. gianluca maresi said

    Buona sera a tutti, scrivo per la prima volta su questo blog, resistendo alla tentazione di rispondere ad alcuni di voi, in quanto ritengo giusto rispettare le altrui opinioni. Il mio obiettivo non è d’altra parte di cambiare i convincimenti di alcuno, ma quello di esprimere la mia opinione.
    Dal punto di vista personale, vivo abbastanza male L’ALLONTANAMENTO di Don Pietro dalla Parrocchia di Ariccia.
    Questo perchè convinto in senso generale che il lavoro debba sempre pagare e che quindi, quando qualcuno opera in maniera encomiabile, meriti almeno di portare a termine il lavoro avviato.Credo inadeguato il preavviso dato a don Pietro e alla comunità, anche solo per pensare a come organizzare diversamente i tanti progetti da avviare e quelli in itinere.
    Penso inoltre che sia più fruttuoso dare a un sacerdote la possibilità di lavorare dove sta facendo bene, piuttosto che spedirlo in una nuova realtà, dove si rende necessario spendere degli anni per creare condizioni di lavoro che possano portare a dei risultati (soprattutto quando si è non più giovanissimi e in precarie condizioni fisiche).
    Mi disturba poi il fatto di non potermi confrontare, in questo momento per me di crisi, con colui che dovrebbe essere il nostro padre diocesano, al quale non contesto( anche se non condivido )la decisione presa, ma il continuo sottrarsi dal confronto con la propria comunità, che può contribuire a generare un’immagine della nostra chiesa abbastanza distorta, oserei dire d’altri tempi.Il mio timore è che molti, soprattutto tra più giovani, perdano la retta via.
    Consapevole del fatto che soltanto sua eccellenza può evitarlo, confido che si adoperi affinchè ci si confronti e si apra la strada del dialogo.

  292. eh eh said

    Caro Daniele Priori.
    Il sindaco, in questo caso particolare, sta prendendo la difesa di don Pietro, si come primo cittadino della città di Ariccia, ma soprattuto come fedele della comunità parrocchiale!
    E se vogliamo dirla tutta… almeno lui non si è fatto portavoce del suo partito politico con tanto di firma!!
    Davvero mi ha fatto un pò specie!!Se avesse parlato come fedele…come molti di noi fanno ( non tutti, purtroppo) forse sarebbe stato più onesto, visto che l’argomento era proprio l’intervento politico in questa situazione!!

  293. l'uomo di _Dio said

    Vi prego…. non inseriamoci adesso la vecchia diatriba potere temporale / potere spirituale… mi sembra caro presidente (forse) del Club Riformatori Liberali!
    Non conoscete il valore dell’amicizia e della stima che spingono gli individui a battersi e a mettere in campo le proprie forze (che nel caso del Sindaco sono quelle proprie della sua autorevolezza data dal mandato) a sostegno di un uomo o meglio dei progetti di quest’uomo!

  294. INSONNE said

    RAGAZZI, GIOVANI IN SPIRITO , PRENDIAMO SPUNTO DAL MESS. DI GIANLUCA E RICOMINCIAMO O CONTINUIAMO A GRIDARE QUELLO CHE E’ PER NOI DON PIETRO AD ARICCIA E PER TANTI, CHE QUESTO SPOSTAMENTO GETTERA’ NEL DISORIENTAMENTO…
    DI QUANTO INSOMMA E’ STATA SAPIENTE QUESTA DECISIONE!!!!!!!!!!!!!!

    SE ALMENO AVESSE, CHI AVEVA A CUORE LA NOSTRE SALUTE SPIRITUALE, PROVATO A MOTIVARLA… AHH SI DIMENTICAVO “…Per normale alternanza…” E’ LA MOTIVAZIONE!

  295. INSONNE said

    Dalla lettura di oggi “Ringrazio continuamente il mio Dio per voi, a motivo della grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù, perché in lui siete stati arricchiti di tutti i doni, quelli della PAROLA e quelli della SCIENZA”. (1Cor)

    GRAZIE AGLI IDEATORI DEL BLOG A CHI CI LAVORA E A TUTTI, PROPRIO TUTTI, QUELLI CHE LO STANNO ALIMENTANDO. PER ME E’ SEGNO DI CHIESA VIVA E RESPONSANBILE, A DISPETTO DI TANTA SUPERFICIALITA’ CHE SI RESPIRA IN OGNI AMBIENTE!

  296. Silvia said

    Mi associo a quanto detto da insonne circa i ringraziamenti a quanti hanno dato vita a questo forum. Qualcuno potrà scorgerci il divisore, altri addirittura uno scandalo, un affronto alle istituzioni ecclesiali, alla Chiesa…. Io modestamente sono rimasta compiaciuta dall’erudizione, di molti, in materia e dalla dedizione di altri nell’argomentare le proprie tesi. Non trovo scandaloso questo blog, così come non trovo scandalosi neanche gli articoli di giornale censiti sull’argomento. Entrambi mostrano come l’individuo, nutrito di PAROLA DI DIO, sia interessato a ben altri argomenti e intraprenda ben altre competizioni “verbali” rispetto a quelle tanto in voga oggigiorno (la gara al racconto della vacanza più bella, più costosa, più in voga , appunto, per esemplificare un tema stagionale).

    Un abbraccio alla mia Cumunità

  297. Cesare said

    Salve,

    non è facile commentare la vicenda in questo blog data la mia latitanza da Ariccia, ma volevo ugualmente portare la mia testimonianza e il mio appoggio a Don Pietro.

    Sono un ex-animatore parrocchiale che ha visto crescere il coinvolgimento govanile della parrocchia di Ariccia grazie all’umile ma importante lavoro del nostro parrocco. Con lui ho condiviso molto … gioia, amarezza, difficoltà e risultati, ma il tutto sempre condito dal grande fervore pastorale che anima Pietro. Posso dire di essere stato fortunato perchè ho incontrato un sacerdote: che crede veramente incondizionatamente a Cristo e ai suoi insegnamenti, che cerca sempre di trasmettere ciò che lui prova e crede a partire proprio dai più piccoli, perchè loro sono i più facili ad essere turbati ma in loro è il futuro, come molti prima di me hanno sostenuto.
    Pietro ha fatto e continua a fare molto per questa parrocchia, e se ad Ariccia ci sono dei folti gruppi adolescenziali e giovanili bhè gran parte del merito è proprio il suo, e sappiamo tutti com’è difficile oggi coinvolgere e dare dei giusti insegnamenti ai nostri giovani. Quindi spero che rischiare una bella realtà giovanile come quella della parrocchia di Ariccia abbia alle spalle una ragione valida o un bel disegno divino.

    Ai giovani che hanno scritto e scriveranno su questo blog posso soltanto dire che voi come me avete avuto il privilegio d’incontrare un uomo che dedica continuamente la sua vita al prossimo per Cristo!!!!!!!!!!!!!!!!
    E che posso soltanto immaginare quanto sia difficile dover rinunciare ad un pastore come Pietro, ma che però la distanza non preclude la sua guida!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Un grazie allo staff del blog per l’occasione concessami di ringraziare Pietro per ciò che mi ha fatto vivere e un abbraccio alla comunità di Ariccia

  298. Un amico lontano said

    Negli anni scorsi, sono stato per un periodo a vivere ad Ariccia ospite di amici con cui ci sentiamo frequentemente. Da loro ho saputo del trasferimento di don Pietro che ho avuto il grande piacere di conoscere ed apprezzare e che ho seguito quando ha celebrato la S.Messa su SAT 2000 prima di questa Pasqua.
    Ho letto il blog e non posso fare a meno di sentirmi solidale con i fedeli ariccini che desiderano soltanto proseguire con il loro parroco il lavoro iniziato per la realizzazione di molti progetti . Che bello! Che bella Comunità1
    Alcune espressioni nel blog sono effettivamente un po’ forti, ma credo che possano essere “bypassate” tenendo conto della situazione e del momento così particolarmente emotivo che si trovano a vivere gli amici di Ariccia.
    Però, carissimi, credo che se evangelicamente insisterete il Vescovo certamente vi parlerà (forse sono stati sbagliati i tempi e/o i modi) e chissà se riconoscerà valide le vostre richieste e ripenserà a questo trasferimento? Credo che questo non sarebbe, da parte del Vescovo, assolutamente un atto di debolezza o di resa, ma di comprensione, di grande intelligenza nel saper leggere le richieste dei suoi figli.
    Sono certo che la stabilità sia importante per realizzare progetti grossi come quelli che dite di stare portando avanti ad Ariccia.
    Non credo che il Vescovo, padre dei suoi fedeli diocesani, sia granitico e cementato nella sua posizione. Non ci voglio credere! Diamine, è il Vescovo!
    Gesù ci dice: Chiedete e vi sarà dato, bussate e vi sarà aperto. E ancora: un padre non può dare un serpente ai suoi figli che gli chiedono il pane. Non so se sono stato un po’ impreciso, ma mi piace tanto la tenerezza di Dio.
    Forza, il Vescovo è un essere umano e certamente se vi incontrerete vi capirete.
    Prego per voi, tanto.

  299. ho l’impressione talvolta, leggendo i diversi commenti, esclusi determinati ben visibili interventi, che siano scritti sempre dalle medesime tre o quattro mano. Furbo l’ideatore del blog, anonimo il blog e anonimo anche chi scrive, così di dà l’impressione che siano molti i coinvolti.
    C’è una maggioranza silenziosa che vede ed ascolta i sussurri e le grida sguaiate contro la nostra “Sacra Guida” il nostro Vescovo di albano a cui va tutta la nostra solidarietà, come va a don Pietro la ns. solidarietà per il modo con cui gli state facendo vivere questo momento.
    Non Vi sembra che intrometterVi, senza permesso, nella vita di Don Pietro, sia conrario alla sua volontà? Ve la prendete con il nostro Sacro Pastore perchè lo trasferisce. Contestate tale scelta, senza renderVi conto che la Sacra missione di un vescovo è legata alla riservatezza del ruolo.Avete dimenticato gli insegnamenti di don Pietro? : egli sicuramente nell’avvicinarVi alla fede, parlandoVi anche del Concilio Vaticano II, avrà speso sicuramente delle parole parlandovi della “SACRA GERARCHIA” che riceve il “DONO” del “CARISMA” dello SPIRITO SANTO dal CRISTO (cioè il POTERE SACRO di agire in nome di “CRISTO CAPO”).Infatti fu “CRISTO CAPO” a nominare S. PIETRO a “CAPO DELLA SUA CHIESA” e San Pietro a nominare i suoi “VESCOVI CAPO” per la quida dei fedeli. Davanti a Cristo, la responsabilità del nostro percorso verso la Fede è del nostro SACRO PASTORE, ed è da stolti e certamente non da buoni cristiani quello che state cercando di fare.DON ABONDIO

  300. gianluca maresi said

    Mi sembra che anche tu, caro don abondio, “proclami” nell’anonimato!!
    Personalmente non credo di “intromettermi” nella vita di don Pietro, penso invece di salvaguardare me stesso e gli altri da atteggiamenti che di cristiano hanno veramente poco.
    Se per far questo dovessi in qualche modo danneggiare Don Pietro, avrei molto a dolermene, ma anche la consapevolezza che, da innamorato di Cristo quale è, non mi negherà il suo perdono.
    Se tu avessi partecipato ad esempio all’assemblea a palazzo Chigi, non penseresti che a scrivere siano 3 o 4 persone.
    Per quanto mi riguarda poi, ritengo l’obbedienza, quando non c’è dialogo, prerogativa dei militari e delle persone di vita consacrata. Da laico quale sono, credo di avere diritto ad un confronto che mi faccia sentire “parte della Chiesa” e non un soldatino.

  301. STAFF "Ariccia NON tace" said

    Si è verificata, per la prima volta da quando è nato il blog, una spiacevolissima situazione relativamente ad un messaggio contenente accuse mirate, di carattere penale.
    Premesso che abbiamo più volte sottolineato il fatto che questo spazio è libero ma è sottoposto a moderazione per evitare insulti di vario genere e premesso che queste considerazioni, ovviamente, valgono per tutte le accuse di questo tipo a prescindere da chi riguardano, invitiamo, chiunque abbia denunce da fare, a rivolgersi alle istituzioni preposte oppure ai diretti interessati.

  302. Emanuele & Vanessa said

    E’ la prima volta che scriviamo su questo blog, ci siamo decisi a farlo perché pensiamo si possa parlare, si debba parlare, discutere – democraticamente, come qualcuno ha scritto – e non riusciamo a vederci tutto quel male che taluni sottolineano.
    Consideriamo don Pietro come un padre nello spirito e nella carne, insomma un padre vero e proprio, a tutti gli effetti. Non ci dilungheremo in ringraziamenti per ribadire la nostra gratitudine ed il nostro affetto nei suoi confronti perché non è questo l’obiettivo del nostro intervento.
    Abbiamo deciso di scrivere perché altrimenti saremmo esplosi, tali e tante sono state le sensazioni raccolte, i punti di vista, le ansie, i timori, le discussioni, i dubbi delle persone vicine e lontane dalla parrocchia. Questo periodo appena trascorso da quando don Pietro ha informato la comunità del trasferimento è stato di sicuro molto fertile di approfondimento, non parliamo di approfondimento del diritto canonico che consideriamo piuttosto un impoverimento di Dio, ma di un approfondimento serio sull’essere parte della Chiesa Cattolica (nessuno ha mai pensato di diventare protestante, come qualcuno cerca di far credere), sul nostro ruolo nella Chiesa, sulla nostra missione di evangelizzatori. Siamo sicuri che gran parte delle persone che hanno scritto su questo blog lo hanno fatto in estrema buona fede, proprio perché amano la Chiesa Cattolica e non fanno altro che sottolineare la loro sofferenza nel non riuscire a capire e nel provare a proporre.
    Due sono gli spunti di riflessione che ci sentiamo di poter raccogliere: ”ansia pastorale” e “ruolo dei laici nella Chiesa Cattolica”. Cosa significa?
    Una peculiarità della parrocchia di Ariccia, una delle caratteristiche che la contraddistinguono e la rendono così bella, è il “pallino” di don Pietro di affidare ad ognuno la missione di farsi evangelizzatore degli altri, di annunciare a tutti l’Amore di Dio. E’ con questo spirito che prendono forma i vari gruppi di catechismo, AdG (scuole medie), LdF (adolescenti), LdG (giovani), Fidanzati, Coppie Giovani, Famiglie, Figlie di Maria, Coppie in situazioni difficili, Caritas, Mensa dei poveri, Volontariato Vincenziano, Amici del Santuario di Galloro…Il tutto per cercare di coprire i vari ambiti pastorali.
    In una macchina così complessa e delicata, noi laici ci sentiamo parte attiva di tutto questo delicato meccanismo, ci sentiamo partecipi delle gioie e dei dolori, delle fatiche e delle speranze, come in una famiglia vera e propria.
    Per quello che riguarda la nostra situazione personale, siamo sposati ad Ariccia da 2 anni e vorremmo sottolineare che, nel nostro matrimonio, consideriamo questa famiglia, la parrocchia, al pari della nostra famiglia anagrafica né più né meno.(Atti 4:32 «La moltitudine di coloro che erano venuti alla fede aveva un cuore solo e un’anima sola e nessuno diceva sua proprietà quello che gli apparteneva, ma ogni cosa era fra loro comune». Atti 2:42 «Erano assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nell’unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere»). Non è forse questo ciò che la Chiesa Cattolica chiede di mettere in pratica nelle parrocchie? Non è forse questo lo spirito che dovrebbe animare una comunità Cristiana?
    Francamente rimaniamo frastornati, non riusciamo a capire perché mai interrompere una realtà così bella in maniera così brusca. Ci sono delle motivazioni pastorali? Se sì, perché non provare a spiegarle?

    Un saluto a tutti, Emanuele & Vanessa

  303. aiutooooo!!!! said

    “SACRA GERARCHIA”, “POTERE SACRO”, “CRISTO CAPO”, “VESCOVI CAPO”, ecc. Il tutto condito da una delle tante accuse che ci sono state rivolte: questa volta siamo degli stolti.

    Ma che fine ha fatto l’amore di CRISTO CROCIFISSO?

    Spero, caro don Abondio, di non capitare mai in una sua parrocchia!!!

    Aiutooooo!!!!

  304. sono un ariccino ormai in pensione, e i pensionati normalmente v algono poco, meno di niente, però voglio ugualmente dire la mia:
    Bravo don abondio, era ora che qualcuno parlasse con questi toni a questi ragazzacci. Ma dove hanno fatgtgo dottrina? Possibile che secondo loro, il nostro vescovo non capisce niente? Per me , che di primavere ne o pAssate tante lo Vescovo va amato e rispettato. Il Vescovo è il nostro Pastore e don Pietro , in c hiesa, la domenica ci choiede sempre di pregare per lui. Perchè parlate male del nostro Vescovo?Se ha trasferito don Pietro avrà avuto le sue buone ragioni. E non sempre queste ragioni è possibile rivelarle a tutti. Del resto se ECCO pensate che il nostro sindaco ha fatto sposare persone dello stesso sesso e Don pietro non hA DETTO NIENTE ECCO PERCHè poi cerca di non farlo trasferire, così può continuare a fare come glie pare, tanto il parroco non gli dice niente.A dir la verità, non gli dite niente nemmeno Voi del blog. mi sembra che nemmeno a Voi Vi importa niente se aricciA è L’UNICO PAESE DEI CASTLLI ROMANI DOVE PERSONE DELLO STESSO SESSO SE POSSONO ISCRIVERE ALL’ANAGRafe e partecipare alle graduatorie per l’assegazione delle case popolari. Perchè non vi esprimete su questo fATTO? uN VECCHIO ARICCINO D’ALTRI TEMPI

  305. il griso said

    Caro don abondio (ma perchè una sola b?), le “mano” che scrivono, purtroppo per te e per chi la pensa come te, sono tante e, più si andrà avanti, più saranno! La gente ha voglia di esserci, di dire la sua, di contare!!! Ha voglia di sentirsi Chiesa! Certo non la chiesa che ci racconti tu … Se qualcuno ti prendesse sul serio, con tutte le tue “sacre gerarchie”, “poteri sacri” ecc.., allora sì che potrebbe prendere in considerazione l’idea di farsi protestante!!!!!!! Ma, per fortuna, la Chiesa del Concilio non è quella che tu descrivi! Noi quella Chiesa la amiamo e nessuno riuscirà a farci tacere!!!!!!! Nemmeno don Pietro. Una curiosità: ma perchè hai scelto il nome di un personaggio tanto squallido, che rappresenta così male la Chiesa?

  306. Silvia e Gianluca said

    Ciao a tutti
    vorremmo utilizzare, ancora, questo ‘palco’ per rivolgerci, oggi, alle coppie di fidanzati che in questi ultimi anni abbiamo avuto il dono di conoscere nei cammini di primo annuncio in preparazione al sacramento del matrimonio, che Don Pietro, regista instancabilmente poliedrico degli stessi cammini, ci ha regalato di animare insieme alla famiglia Vocino. Vorremmo dire a tutti, di non lasciar spegnere il fuoco acceso da Dio per mezzo del suo servo Pietro, di non allontanarVi, da quella che è divenuta per affinità di cuore, la vostra comunità, di stare uniti più di prima. Negli anni passati avremo potuto indirizzare, la vostra sete di ascolto e condivisione, nei cammini dei gruppi delle giovani coppie… purtroppo, con il probabile allontanamento del nostro instancabile Parroco, non sappiamo quale progetto e soprattutto quale cammino venga mantenuto in piedi, né in che modo, non possiamo pertanto che affidarvi a Dio…. (perché lasciarci senza risposte da dare per il prossimo anno pastorale a chi ce le chiede!)
    n.b.:Per chi fosse mosso dal desiderio irrefrenabile di risponderci con le solite digressioni esegetiche, sulla fiducia cieca richiesta, nel Vangelo …… Noi abbiamo conosciuto un Gesù che ha preparato gli apostoli alla morte e resurrezioni -anche se poi pronti non lo furono nemmeno loro!- vivendo con loro e spiegando più volte cosa doveva accadere !

    A Voi comunità voglio chiedere, riallacciandomi all’appello mosso già da Pasquale, per i giovani, di stringerci attorno a queste nuove famiglie per fargli sentire meno la mancanza del loro padre nella fede, facendogli gustare la gioia della condivisione che, lo stesso, ci ha insegnato alla scuola di Cristo.

    Con affetto
    Silvia e Gianluca

  307. TORAH said

    “Ed ecco oggi io faccio di te
    come una fortezza,
    come un muro di bronzo
    contro tutto il paese,
    contro i re di Giuda e i suoi capi,
    contro i suoi sacerdoti e il popolo del paese.
    Ti muoveranno guerra ma non ti vinceranno,
    perché io sono con te per salvarti”. Ger. 1,18-19

    Per Don Pietro

  308. caro ” il griso” e non solo, il tuo stile di scxrittura è , per me inconfondibile, hai scritto su questo blog moltiplicando le tue “mano”.
    Mi spiace che conosci una Chiesa diversa dalla mia,ma la tua esiste soltanto nella tua stretta cerchia di amici, la mia , la nostra e quella trasmessaci da Cristo attraverso San Pietro e i suoi Vescovi.
    La “CHIESA” non è un “centro sociale” , non è un collettivo la “CHIESA” è la comunione di tante esperienze in Cristo sotto la guida dei suoi Ministri. Ministri che vemgono nominati con l’aiuto dello “SPIRITO SANTO” ricevendo in dono il carisma dello Spirito Santo.
    Credevo che ad ariccia non avesse attecchito il cancro del relativismo, ma leggendo i commenti di questo blog mirendo conto del contrario. Addirittura avete cercato di relativizzare ogni c osa della Chiesa, leggi, struttua, tradizioni, mentre da quel Concilio Vaticano II, da voi tante volte chiamato in causa, il Santo Padre Govanni XXIII tenne ben vivo e fermo il senso della stabilità dottrinale e strutturale della Chiesa. Ribadendo che agli errori(e, in particolare a quelli opinabili) bisogna opporsi con lo “spirito di misericordia” senza “urlare” .

  309. e basta!!! said

    Caro don Abondio (con una b,
    mi fa specie che un “prelato” come te non sappia che lo Spirito Santo non è un’esclusiva prerogativa dei Vescovi!
    Conosci i sacramenti del Battesimo e della Confermazione??? Ecco, l’abbiamo ricevuto anche noi, pensa un po’, dei semplici laici!!!
    Studia!!!

  310. per essere precisi said

    All’ariccino di altri tempi vorrei dire che anche dalla Curia non si è sentito niente a proposito delle graduatorie per le case popolari!!!
    Come mai???

  311. comunità serena said

    Cari lettori del blog, cari ariccini, caro Popolo di Dio in Ariccia,

    In quasi tutti gli interventi letti in questo mezzo di comunicazione (direi però assai poco trasparente e di parte, perchè inserire opinioni diverse e poi massacrarle con ridicole e pretestuose argomentazioni non rappresenta un’accettazione democratica delle altrui idee!!) mi ha colpito particolarmente l’immagine che si vuol far passare di una comunità intera in preda allo sconforto e che sta cercando in tutti i modi di trattenere don Pietro dando battaglia al nostro vescovo nella speranza che cambi idea.
    La cosa mi ha stupito parecchio per due motivi. Il primo motivo deriva dal fatto che mi hanno sempre insegnato a non alterare la verità che in questo caso significa verificare realmente se lo sconforto ha colpito solo gli operatori pastorali più vicini al parroco ed il sindaco, oppure tutti i parrocchiani.
    La seconda cosa che mi ha stupito è un pensiero che è subito sopraggiunto: Ma io in questi giorni ho frequentato un’altra parrocchia?
    Perchè nella parrocchia che ho frequentato io ho trovato tanta gente (ma tanta eh!) che, dopo il naturale stupore e dispiacere iniziale, ha accolto con serenità la notizia del trasferimento del parroco alla quale non passa per la testa di far cambiare idea al Vescovo.
    Forse coloro che scrivono si sono stretti fra di loro chiudendo le porte al resto della comunità che magari, per motivi diversi, frequenta solo la S.Messa domenicale e non certo la piazza di Ariccia, facendo passare le loro idee come idee assolute e condivise da tutti, per timore forse di perdere un ruolo acquisito.
    Certo l’affetto per il nostro parroco è profondo e unanime e l’annunciato distacco non ci lascia indifferenti.

    Qualcuno però si stupirà di sapere che esiste anche una comunità cristiana che si prepara serenamente a salutare un prezioso compagno di viaggio, ma con la gioiosa consapevolezza di dover camminare insieme verso Dio anche con la nuova guida che Egli vorrà donarci.

    Quanto sopra mi sembra una doverosa precisazione anche perchè ho letto che alcune testate giornalistiche ci stanno tenendo d’occhio e con l’occasione voglio pregare i giornalisti interessati di fare sempre attenzione a verificare le fonti da cui proviene la notizia o la segnalazione.

    *************************************
    Inoltre è bene ricordare alcune cose:
    Nella Lumen Gentium i vescovi sono ricordati come “i successori degli Apostoli, quali pastori della Chiesa”. E’ bello pensare che Cristo, buon Pastore, affidi il suo gregge ad altri pastori.
    “Gesù Cristo, pastore eterno, ha edificato la santa chiesa e ha mandato gli apostoli come egli stesso era mandato dal Padre, e ha voluto che i loro successori, cioè i vescovi, fossero fino alla fine dei tempi pastori nella sua chiesa” (Lumen Gentium, 329).

    Il Vescovo è quindi il punto di riferimento della comunità, il garante della Parola e il primo educatore alla fede.
    Successore degli apostoli, trasmette l’insegnamento del Vangelo alla porzione di Chiesa locale che gli è affidata: la diocesi.
    Quella del vescovo rappresenta dunque la prosecuzione attuale della missione degli apostoli, di coloro che Gesù scelse “perché stessero con lui”. Esiste una stretta continuità, una sorta di “passaggio di testimone”, di “traditio”, da quel gruppo dei Dodici chiamati per nome dalla voce di Gesù, e i vescovi che oggi in tutto il mondo testimoniano il Vangelo con la propria persona ed il proprio insegnamento.
    Cristo dona quindi alle nostre comunità i vescovi, ai quali ha affidato un triplice compito: l’insegnamento, la santificazione ed il governo della diocesi, cioè di quella realtà in cui si realizza la presenza della Chiesa nel territorio, all’interno di un preciso contesto di relazioni umane, di storia, di tradizioni.
    E’ in questa visione che siamo chiamati a vedere e a vivere il rapporto fra il vescovo ed il popolo dei fedeli.

  312. TI HO BECCATO!!! said

    Finalmente siamo arrivati alla comunità SERENA…Vi giuro che lo stavo aspettando da tempo un commento del genere…c’è una comunità serena che non vede l’ora che don pietro vada via..ehm…che il “compagno di viaggio” si trasferisca!!!…ma per favoooreeee…sicuramente LEI non fa parte delle 400 persone che nei vari campi estivi ( comprese le famiglie dei bambini!!) Hanno tutt’altro che accettato la decisione con serenità…ma non hanno fatto altro che esprimere le loro tante proccupazioni!!!

    Ovviamente, nonostante il suo anonimato, chi frequenta la chiesa la domenica mattina può sempre intravederla verso il 6 banco con aria contrita e perennemente dispiaciuta!!!

    Comunque verba volant scripta manent… se lei si fa 2 conti, circa 100 persone DICHIARATE hanno espresso il loro parere contrario mostrando il loro nome o comunque la loro identia parrocchiale su questo blog…
    Inoltre non vedo l’ora che passi questa settimana…magari nel fine settimana noterà che non sono proprio poche le persone…ma ne riparleremo DOPO L’ASSEMBLEA CITTADINA!!!

    E lasci perdere i giornalisti che hanno fatto un grande servizio per la VERITA’….

    A domenica in Chiesa… e mi raccomando prepari le finte lacrime!!!

  313. comunità adulta e consapevole said

    “Cari lettori del blog, cari ariccini, caro Popolo di Dio in Ariccia, iccia, iccia, iccia”
    Te manca solo “l’eco pontificio” (muahhhhhhhh,ih, ih, ih!!!!!)
    Non è colpa di nessuno se molte delle opinioni diverse di cui parli sono facilmente “massacrabili” vista l’inconsistenza e la cieca partigianeria delle stesse.
    Sì, credo proprio che tu frequenti un’altra parrocchia perchè hai una visione assolutamente personale della vicenda che, al contrario di quanto ti affanni a sostenere,coinvolge ed appassiona l’intera comunità della quale tu, evidentemente, non ti senti parte,forse proprio perchè sei insoddisfatta dalla mancanza di un “ruolo acquisito”.
    Qui tutti se ne fregano dei ruoli acquisiti, qui la gente lavora e si impegna perchè crede in Gesù!!!! La tua frase, velata da mellifluo formalismo, è un insulto INTOLLERABILE per chi lavora e non si perde in ridicole chiacchiere!!!

  314. e bravo “ti ho beccato”, “e basta” e prima ancora “il griso” , sempre la stessa “mano” come quella dello “staff” possibile che non ti rendi conto che sei tu e pochi altri a continuare a non voler capire?
    Possibile che neanche con la preghiera sei riuscito a comprendere il male che stai facendo alla comunità ariccina e a don Pietro. Si anche a don Pietro che dici di amare tanto. Possibile che aver frequentato la nostra parrocchia non ti abbia insegnato a essere misericordioso e altruista? imparando ad annullare Tè stesso di fronte al Tuo prossimo?
    Possibile che con i tuoi amici non ti rendi conto che è normale essere dispiaciuti per il trasferimento di una persona che amiamo , e meno normale è mancare di rispetto al nostro amato Vescovo per le scelte di Governo della Diocesi?
    Possibile che vi manchi l’età , l’esperienza e la misericordia per capire che ad un certo punto bisogna fermarsi?
    Possibile che non Vi rendete conto che state tradendo tutto quello che avete costruito?
    Voi che dovreste dare l’esempio siete invece quelli che danno scandalo
    A “comunita’ serena” non posso che ringraziarla, da ariccino, per quello che ha scritto su questo blog.
    A proposito non sono un sacerdote ma un semplice fedele che non sempre riesce a essere un “servo fedele” come vorrebbe , ecco perchè ho scelto il nome di don abondio con una sola”b” e una “a” minuscola.

  315. silvana zambonini said

    Gesù, collocaci dove noi possiamo meglio esserTi utili e servirTi e avere maggiore influenza per Te. (da: Il richiamo di Dio)
    Epieìkeia termine greco per indicare anche clemenza o benevolenza o come sottolinea il cardinale Carlo Maria Martini: “rispetto profondo verso la persona dell’altro, da parte di colui che ha una qualunque autorità o potere” per poi concludere “Ogni giorno ciascuno di noi può aiutare a semplificare le cose, a smussare gli angoli, a mitigare i conflitti e i diverbi”.
    Insiste il cardinal Martini: “La pace è un atteggiamento che definisce la casa, la famiglia, la parrocchia, la società”
    Dovremmo TUTTI riflettere con San Paolo “Vivete in pace e il Dio dell’amore e della pace sarà con voi” Silvana Zambonini

  316. comunità destabilizzata said

    Cara comunità serena il tuo intervento è stato per me pedagogico: fa riflettere sulla complicatezza dell’animo umano, sul nostro essere molto parziali nelle interpretazioni. Cara tu sei talmente convinta di essere dalla parte giusta , da scorgere una comunità sostenitrice del tuo pensiero , quando in realtà questa è oggettivamente lacerata. L’unico appunto che posso farti(essendo le tue falsate percezioni di serenità del tutto in buona fede) é questo: da buona cristiana, conoscitrice di encicliche ecc, dovresti aver acquisito che anche la sofferenza di un solo fratello dovrebbe per te essere motivo di preoccupazione. Rifletti su questo fratello ti prego, visto che non riusciro’ a farti vedere, al di là del tuo naso, le centinaia di persone/ di famiglie, destabilizzate alla notizia della perdita del loro padre.

  317. comunita serena said

    Grazie don abondio per il tuo sostegno. Il tentativo di portare la pace in questo tormentato momento è stato purtroppo attaccato e anche questo era prevedibile!. E’ triste constatare che persone che dicono di amare Gesù, di essere infuocati d’Amore per il Vangelo, poi manchino di rispetto al Corpo mistico di Cristo che è la Chiesa, al suo Apostolo e a tutti i credenti. Grazie anche a Silvana Zambonini che per ben due volte ha tentato di essere messaggera di pace. Purtroppo la sordità che nasce da una fede superficiale ed incompleta, non permette però di porgere l’orecchio alle voci diverse e variegate attraverso le quali lo Spirito ci parla servendosi di tutti. E’ ormai assodato che Ariccia aveva bisogno di questa grande prova per mettere allo scoperto la sua fragilità dalla quale però può rinascere più forte di prima se saprà con umiltà mettersi all’ascolto della Parola

    A questa comunità destabilizzata rispondo che proprio perchè la soffererenza anche di un solo fratello mi preoccupa io dico: Attenzione al male che state facendo a tante e tante persone che non vogliono riconoscersi nei discorsi fatti finora. Credetemi ce ne sono molte che non vi condividono nonostante l’apprezzamento per l’opera svolta in 22 di apostolato da don Pietro e da quanti lo hanno sostenuto. Certo voi non le conoscete perchè con loro non vi confrontate ma Ariccia è grande e molti non partecipano attivamente ma osservano. Ai fratelli sofferenti dico ancora: Pregate il Signore con animo puro. Egli vi soccorrerà e vedrete la realtà con occhi diversi.

    Eccellenza Mons. Marcello Semeraro, se leggerà questo testo sappia che molti ad Ariccia le esprimono solidarietà e le sono vicini in questo momento di grande prova. Stiamo pregando per Lei, per don Pietro, per don Aldo e per l’intera Chiesa di Albano.

  318. rita said

    Io credo che tutto questo grande “parlare” e “sparlare” di tutto e di tutti,sia pure a favore di una buona causa,sia deleterio nei confronti del nostro Parroco, ancora peggio potrebbe far pensare al nostro Vescovo che gli ariccini rifiutano la volontà di Dio,allora Don Pietro non ci ha insegnato niente?Facciamola finita di farci del male,la lingua ferisce più della spada, accettiamo la volontà di Dio che si esprime con le decisioni del Vescovo.Spesso le strade che il Signore ci chiede di percorrere ci sembrano dolorose,irte di ostacoli e ingiuste ma tutto ha un fine che solo Lui conosce per questo è sempre accanto a noi e ci aiuta a superare tutto!Il Signore ha chiamato il nostro Parroco per affrontare questo nuovo percorso di fede:aiutiamolo ad andare e prepariamoci ad amare e ad accogliere il nuovo.Dobbiamo avere fiducia insieme si può fare ancora tanto e poi Marino è a pochi chilometri…

  319. comunità consapevole said

    Ma guarda un po’! Si parla di tentativi di mettere pace infiocchettando insulti dietro parole smielate… Sì, perchè affermare che altri abbiano una fede superficiale e incompleta (con quale diritto poi???) è invece un segno di quell’immensa umiltà che si pretende di insegnare!!!

  320. Gruppo Parrocchia San Barnaba di Marino said

    Siamo un gruppo di signore appartenenti alla parrocchia di San Barnaba di Marino. Nonostante il nostro dispiacere per il prossimo trasferimento del nostro Parrocco don Aldo Anfuso dalla nostra basilica a quella di Ariccia, volevamo rispondere con molta umiltà, come ci ha insegnato il nostro parroco don Aldo, che la nostra compostezza è dettata dalla ubbidienza, valore proprio della Chiesa, nell’accettare il trasferimento del nostro parroco e di augurare al nuovo parroco don Pietro di proseguire sotto i migliori auspici la sua missione di pastore delle Chiesa.
    Paola, Gabriella, Maria, Anna, Mirella, Maria Grazia, Rita, Teresa, Laura, Silvia, Sara

  321. Che belloooooo!!! said

    Che Bellooooooo!!!!
    Che bello, che bello, che bello!!
    Come è bello essere tutti insieme!!
    Oggi ne ho avuto ancora più conferma!!
    Complimenti a chi ha avuto questa splendida idea!!
    I LUCCHETTI DELL’AMICIZIA!! Geniale!
    Mi sono emozionata quando ho visto tutti quei giovani appendere quei lucchetti!Sembravano felici! Su ogni lucchetto una frase! Qualcuna di ringraziamento, altre di amarezza! Ma tutte con un filo comune…il profondo affetto per don Pietro!!
    I giovani così hanno contagiato altrettanti adulti che usciti dalla messa, hanno partecipato anche loro all’iniziativa!!
    Vorrei conoscere gli ideatori e stringergli la mano!!
    BRAVIIII!!!

  322. Grandissimi said

    UN LUCCHETTO PER DON PIETRO??!!!
    Ao, Ariccia mejo de ponte Milvio!!
    Tra l’altro anche per una causa migliore!
    Me siete piaciuti!!Alla faccia di quelli che ci dicono male!
    Questo è solo tutto l’affetto per don Pietro che si manifesta.

  323. marco said

    Cari amici sono un arriccino da generazioni. Ho frequentato la chiesa di Ariccia finche’ e stato possibile seguire il parroco precedente a Don Pietro..poi essendo anche lui stato “oggetto” dello stesso provvedimento ( magari x ragioni diverse) ho deciso io di seguire lui.
    So esattamente cosa si prosva e vi comprendo. Perdere la “guida spirituale” che per una vita e’ stato parte della tua e’ sicuramente traumatico e persino poco comprensibile nel caso di Don Pietro.
    Ho letto molti dei commenti di questo blog, alcuni forse di preti o manache mancati altri di conoscitori impenitenti dell’animo e delle cose della vita tutti francamente abbastanza approssimativi ed “epidermici”. Vi comprendo e sto con voi perchè anch’io allora mi ritrovai così ..con questa consapevolezza che qualcuno m’avvesse “strappato” una cosa cara, sacra, protagonista e maestro del mio modo di pormi nei confronti della vita e della strada che poi avrei scelto. E’difficile comprendere come una persona, come nel caso di specie, sia trasferita dopo 25 anni che ha operato non in una fabbrica, non su una nave o in un ufficio ma con cuori ed anime. DA profano la domanda sorge spontanea..perche’?? se non c’e’ una chiara spiegazione, tra l’atro logica e ragionevole, la vicenda assume i contorni di beffa o peggio ancora di atto punitivo con tutte le speculazioni e derive che la cosa comporta. Mi piacerebbe dire a tutti Vescovo compreso che prima ancora di essere cristiani si e’ uomini. Uomini e donne impastanti con sentimenti e ragione che non possono essere sopiti o addirittura alienati come si usava insegnare nel medioevo. Questa vicenda assomiglia tanto a quelle accorate invettive che taluni “pastori” facevano sull’inferno e su chi era destinato a cadervici. Mi scuso con chi leggerà se quanto ho scritto sarà percepito come irrispettoso nei confronti della Chiesa o della tante persone che hanno visioni diverse ma questa vicenda ha riaperto una vecchia ferita, ormai rimarginata, che e’ stata però fondamentale: ha determinato in me la consapevolezza di poter scegliere.
    Quel Sacerdote ha continuato ad essere la mia guida, assisto le sue celebrazioni e quando posso mi piace ascoltarlo anche al di fuori delle mura clericali. Io sono quel che sono anche grazie a lui e continuo a pregiarmi della sua vicinanza anche se non e’ più così agevole raggiungerlo. A voi ragazzi auguro che questa esperienza insegni magari qualcosa di più. Vi sono vicino, vi stimo perchè non basta credere nei valori con cui si cresce e’ necessario difenderli quando opportuno. La lealtà e il garbo e’ lo sforzo richiesto, sono convinto che tale sforzo sia molto più apprezzato da Lassu’ che non tanti silenzi imbarazzati.
    Un unica annotazione concludendo, il contesto politico arriccino è assai “originale” per usare un termine political correct, Sindaco e associati lasciateli condurre le attività legate al loro ruolo riguardo a questo caso, non condividete mai una vicenda che per voi rappresenta una esperienza profondamente intima. Non sarebbe credibile e non sarebbe nemmeno giusto nei confronti di chi si riconosce in voi anche in considerazione delle possibili motivazioni che possono aver spinto il Vescovo ad una decisione tanto controversa.
    Coraggio,
    marco.

  324. Giancarlo Morganti said

    La chiesa è sempre più lontana dalla povera gente.
    Esprimo la mia più completa solidarietà a Don Pietro Massari affinchè possa continuare nel suo servizio a favore della gente di Ariccia.

  325. STAFF "Ariccia NON tace" said

    Nella colonna di destra, nella sezione “Articoli di giornale” abbiamo aggiunto, in formato pdf, gli articoli di giornale pubblicati dai quotidiani “il Caffè” e “il Messaggero”.

    Buona lettura!

  326. con il cuore in mano said

    Care sorelle di Marino,
    mi spiace se, con alcuni degli interventi di questo blog, si è potuto sottovalutare il vostro dolore, per la perdita del vostro parroco Don Aldo. Vi pregherei, però, di non ricondurre tutto all’ubbidienza, il cui valore il vs. parroco vi avrà sicuramente insegnato, come, vi assicuro il ns. , il quale, per primo proprio, in questa situazione, contro tutte le sollecitazioni, contrarie, dei suoi parrocchiani, stà praticando. Questa, però, non é una gara al parroco o alla comunità più obbediente, questa é per me una prova che voglio, io e tanti miei fratelli, affrontare amando l’altro, mettendomi al servizio dei più deboli (i giovani per esempio) che non hanno voce, nemmeno nella chiesa (pare!), ma che profondamente saranno influenzati da questa decisione.!!!!!
    Vi abbraccio

  327. Canonista mascherato said

    C’è qualcuno che continua ad insistere sulla necessità di applicare la LEGGE dei nove anni relativa al trasferimento dei parroci.
    NO, NO, NO, questa regola non esiste!!!!

    Si è già parlato dell’argomento ma, visto che la cosa non entra bene in testa, riporto il CANONE 522:

    Can. 522 – È opportuno che il parroco goda di stabilità, perciò venga nominato a tempo indeterminato; il Vescovo diocesano può nominarlo a tempo determinato solamente se ciò fu ammesso per decreto dalla conferenza dei Vescovi.

    IL TRASFERIMENTO È UN’ECCEZIONE ALLA REGOLA CHE SANZIONA LA STABILITÀ DELL’UFFICIO DI PARROCO.
    E ciò dopo il Concilio e in virtù di un canone del Codice del post-concilio.
    Il canone 522 è chiaro:

    Parochus stabilitate gaudeat oportet ideoque ad tempus indefinitum nominetur.

    Oportet non significa “è opportuno”, come con approssimazione si legge in alcune traduzioni; ma più correttamente “è necessario”, “è conforme allo scopo”.

  328. contro l'ipocrisia said

    Caro canonista mascherato ma non troppo (ti informo che ormai ci sono molti sospetti sulla tua identità), perchè non hai il coraggio di fare queste dichiarazioni direttamente a chi è competente e firmarle assumendoti le tue responsabilità? Invece fai sfoggio della tua sapienza(??)giuridica dove già sai di non trovare risposte di esperti?
    Temi il confronto???

  329. Canonista mascherato ma non troppo said

    Caro “contro l’ipocrisia” se hai indovinato la mia idenità ti prego di pubblicare il mio nome e cognome ma comunque, al di là di queste stupide diatribe, non vedo proprio il problema, visto che ho citato “letteralmente” il canone della chiesa cattolica.
    Se hai qualche “dotta” risposta in merito alle problematiche espresse, ti prego di esporla in modo che si possa instaurare un dialgo profiquo e costruttivo.
    Temi il confronto???

  330. Addio said

    Volevo esprimere qui il mio disagio a dirmi ancora cristiano e la mia difficoltà a sentirmi parte della Chiesa. Ormai l’essere cristiano non è più un fatto acquisito, bensì una scelta, una conquista, un dono ricevuto. Ebbene, io questo dono credevo di averlo ricevuto ma, da quello che sento, in questa Chiesa, in questa gerarchia che difende solo se stessa e i propri privilegi, servendosi dei suoi vassalli (e “vassalle”, non so se il termine sia corretto …) e parla solo di LEGGI DELLA CHIESA, mi sento perso!!! Come posso sentirmi amato da un pastore che si nasconde solo dietro le LEGGI? Credo che non sarò più cristiano. Avete vinto????? Rispondetemi tutti voi che, invece, siete così incrollabilmente uniti a questo sistema e lo difendete a spada tratta! E aiutatemi!!! Perchè io, e non solo io, mi sono perso, vi importa??????? Che mi dite? A qualcuno importa della mia e di tante altre vite??? Ehi, comunità serena, don abondio, e tutti gli altri (e altre), rispondete!!!!!!!

  331. eagle said

    Caro “contro l’ipocrisia”,
    il problema non è tanto capire chi c’è dietro un’affermazione (a cosa ti serve conoscerlo? sono per caso previste punizioni per chi la pensa in modo differente?), o trovare un esperto che ci spieghi esattamente quello che dice un canone (anche se la lingua italiana è abbastanza chiara, basta prendere il dizionario).
    Qui il problema vero è che dobbiamo prendere coscienza che il supremo bene delle anime è legato a una norma!
    Non prendiamoci in giro, gli uomini non sono tutti uguali, non è la stessa cosa avere un “capo” piuttosto che un altro. Se fosse cosi semplice di tanti problemi neanche si discuterebbe.
    Purtroppo (almeno per quanto mi riguarda) dobbiamo renderci conto che, nella diocesi di Albano e chissà in quante altre, per quanto riguarda i parroci, siamo ormai legati a dei cicli che durano circa 9 anni. Se ci dice bene, vivremo un periodo felice altrimenti dovremo attendere con pazienza che scada il tempo e sperare di essere fortunati al prossimo rimescolamento.
    E’ questa la Chiesa?

  332. comunità serena said

    Rispondo ad “Addio” in relazione al rispetto delle regole e delle leggi:

    Ogni organizzazione umana, per poter funzionare e adempiere gli obiettivi che si propone, deve avere precise linee di condotta sue proprie alle quali i suoi membri liberamente si sottomettono. Ciò vale anche per la Chiesa ed esse sono radicate nelle Sacre Scritture: Regole e doveri che si devono rispettare per potere legittimamente farne parte. Il termine discepolo è strettamente connesso al termine “disciplina” ed è implicita nel grande mandato di Cristo: “Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Matteo 28,19-20). Un discepolo è colui o colei che volontariamente si sottopone alla disciplina di un maestro.

    Senza ripetere quanto è stato detto tanto volte in questo sito ricordo solo che Cristo Maestro e Pastore è rappresentato nella diocesi dal Vescovo.

    « I Vescovi, che per divina istituzione sono successori degli Apostoli, mediante lo Spirito Santo che è stato loro donato, sono costituiti Pastori della Chiesa, perché siano anch’essi maestri di dottrina, sacerdoti del sacro culto e ministri del governo » (Can. 375)

  333. Canonista mascherato ma non troppo said

    Ehi, “contro l’ipocrisia”, perchè non mi rispondi?
    Dai, sai bene chi sono, chiamami, telefonami, sono in ansia!!!!!
    Cerca piuttosto di argomentare le decisioni del vescovo che sono, a dir poco, inconsistenti.
    Amici miei della curia, smettetela di arrampicarvi sugli specchi perchè la gente è stufa, la gente non è stupida, la gente è il popolo di Dio ed è SOVRANA!

  334. STAFF "Ariccia NON tace" said

    Nella colonna di destra, nella sezione “Articoli di giornale” abbiamo aggiunto, in formato pdf, l’articolo di giornale pubblicato dal quotidiano “nuovo oggi castelli”.

    Buona lettura!

  335. anonimo said

    GRANDE ! GRANDISSIMO ! IL COMMENTO DEL GIONALISTA DI NUOVO OGGI CASTELLI!!!!!!!!!!
    GRAZIE A CHI HA SPOSATO LA CAUSA DI GIUSTIZIA E VERITA’ CHE DA CITTADINI DI ARICCIA , DA PARROCCHIANI IMPEGNATI NEL SOCIALE, STIAMO PORTANDO AVANTI!!!!!!!!!!!!!!!

  336. sconsolato said

    Mi associo ad Addio. Sono consapevole oramai di avere grosse difficoltà a rispondere, con convinzione, a tutti quelli che mi diranno che credono in Dio, ma non nella Chiesa. Da quando, tutta questa faccenda ha aperto i miei occhi, su un mondo di interessi e potere proprio di molta parte della Chiesa, ho cominciato a dubitare di tutto quello che va al di là (di tutte le infrastrutture) della PAROLA del mio unico salvatore…. DIO!

    p.s.: Io sono un catolico, che il Signore ha chiamato dopo anni di lontananza, per mezzo di un Santo prete, non don Pietro; che poi ha avuto la grazia di conoscere il GRANDE Don Pietro e quindi di sperimentare ben due volte una Chiesa e in’istituzione di cui Cristo si servi’ per Salvarmi…… ma oggi….. cosa dire!!!!!!!!!!!

  337. STAFF "Ariccia NON tace" said

    Un articolo sulla questione è presente sul sito http://www.castellinews.it quotidiano telematico indipendente di informazione dei Castelli Romani.
    Per leggerlo basta visitare il link http://www.castellinews.it/index.asp?id=70&act=v&20080903

    Buona lettura!

  338. illuso dA TUTTO said

    Che schifo!! tutto quanto, tutti quanti!!!
    Avete illuso noi giovani che essere Cristiano è amore, Amore di DIo nei nostri confronti, amore di Dio nella Chiesa e Amore verso il prossimo!!!
    Che schifo. Erano tutte cazzate quelle che ci ha detto don pietro; Non è vero; Contano solo le norme e i soldi..Ecco cosa conta per voi….
    Ho scoperto persone che frequentano la comunità per se stesse e non per il bene per gli altri…Gente della diocesi che parla e sparla di Ariccia come se stessero commentando il gossip su Brad Pitt e Angelina Jolie…
    Mi avete illuso per anni, ci avete illuso che un mondo migliore era possibile, anche se solo nel nostro piccolo paese…Che nessuno può avere Dio per padre se non ha la Chiesa come madre…Bene…dato che di madre mi sento orfano…n non so più dov’è il padre in tutto questo!!!
    Grazie a tutti davvero…!!!
    che schifo….

  339. Disilluso ma fiducioso said

    Caro illuso dA TUTTO, come ti capisco!!!!
    Però dai, forza, coraggio!!!!
    Non ci arrendiamo, non lasciamo in mano a questi personaggi il FUTURO DEL MONDO!!!!!
    Dio ci ha chiamati, ci ha cercati personalmente e ci ama!!!
    La chiesa, la vera chiesa, sei tu, siamo tutti noi che lottiamo ogni giorno perchè trionfi la verità.
    Sai come risponde Dio a chi gli chiede: “Signore perchè non fai nulla perchè il male sia sconfitto?”
    Dio risponde: “figlio mio, io ho fatto te!!!!”
    Dai, cavolo, lottiamo, non ci arrendiamo e facciamo di tutto perchè il mondo cambi!!!!
    L’impegno di ciascuno di noi sarà pure una goccia nel mare però…il mare è fatto di gocce!!!!!

    Un abbraccio.

  340. Addio said

    No … la fiducia l’ho persa anch’io!!!!! Ragazzi, non ce la faccio più! Mi sa che con la Chiesa ho chiuso. E ho seri dubbi proprio su tutto … Non ce la faccio più, ho capito che mi ero sbagliato …
    La risposta che mi ha dato comunità serena mi ha definitivamente messo a terra! Ma come, io ti chiedo di aiutarmi a capire dov’è la mia fede, dov’è Dio, e tu mi rispondi CITANDO ANCORA REGOLE!!! Addirittura mi dici che GESU’ci chiede di OSSERVARE I COMANDI????? Dunque qui è solo una questione di disciplina, di sottomettersi e di comandare?

    O forse il senso è un altro? Gesù non ha detto che l’unico COMANDAMENTO che ci lasciava era IL COMANDAMENTO DELL’AMORE? AMA IL SIGNORE DIO TUO … AMA IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO … Ho letto lo stesso Vangelo che hai tu, comunità serena? O il mio è taroccato?

  341. anonimo said

    Circolano voci che oggi nell’edizione delle 12.10 circa di studio aperto (Italia 1) ci sarà un servizio su quello che sta accadendo ad Ariccia.

  342. Amici miei said

    Amici miei, vedete come non rispondono più quando li si interpella sull’ Amore??
    Caro “Addio” io insieme a te continuerò il COMANDAMENTO DELL’AMORE!!
    Sempre più convinta che noi siamo e dobbiamo essere il SALE DELLA TERRA e LA LUCE DEL MONDO!!
    A voi altri…se devo dirla tutta…mi fate tristezza perchè…TRASMETTETE TRISTEZZA!!

    C’era un famoso filosofo il quale affermava che probabilmente se i cristiani avessero dei volti un pò più gioiosi non avrebbero bisogno neppure di tanti discorsi!!
    E’ proprio vero!!Quindi non buttiamoci giù!!
    Preghiamo anche per loro!!

  343. anonimo said

    NUOVO CASTELLI OGGI
    ALTRO ARTICOLO!
    ARICCIA E’ “SVEGLIA E VIGILE” E PARE CHE QUALCUNO LE STIA DANDO SEMPRE PIU’ VOCE E VISIBILITA’.!

  344. Quinto potere said

    Splendido servizio di “Studio Aperto” delle 12.25 su ITALIA 1!!!
    Ormai siamo arrivati alla ribalta nazionale!!!
    Grandi, grandissimi!!!!!
    La lotta continua e, inshallah (a Dio piacendo), sarà vinta!!!!!

  345. Domani VENERDI’ 5 SETTEMBRE tra le ore 11,30 e le 12 nel corso del contenitore mattutino di Radio Radio “Un giorno speciale” condotto da Francesco Vergovich ci sarà un collegamento da Ariccia per dare voce alla gente ariccina, ai parrocchiani e, se vorrà, a Don Pietro.
    Nel corso della diretta Francesco Vergovich intervisterà il sindaco di Ariccia, Emilio Cianfanelli.
    E’ possibile ascoltare Radio Radio ai 104,500 FM e in tv al canale 915 di SKY.

  346. STAFF "Ariccia NON tace" said

    Nella colonna di destra, nella sezione “Articoli di giornale” abbiamo aggiunto, in formato pdf, l’articolo di giornale pubblicato dal quotidiano “nuovo oggi castelli” e, in formato power point, il video trasmesso da studio aperto.

    Buona lettura e buona visione!

  347. Youtube said

    A disposizione dello staff e di tutti voi un video che ho trovato oggi su youtube:

    http://it.youtube.com/watch?v=ed-r6V95h7U

    Buova visione.

  348. silvia e gianluca said

    Splendido il servizio su ‘studio aperto’, delicato, per nulla pretestuoso….! E’ stato un inno alla riconoscenza, l’espressione di profondo affeto per il padre di tanti….!Ci siamo emozionati vedendo questi giovani,(anche pensando a Don Pietro e a quello che avra’ avuto, in cuore lui, vedendo il servizio….SPERIAMO L’ABBIA VISTO!!!) così maturi e impegnati, perché il loro sogno di una comunità che aiuta a crescere – fuori dai meccanismi egoistici e prevaricatori del mondo, predicando l’amore e la condivisione – possa non spezzarsi!
    Vi vogliamo bene ragazzi, siete d’esempio (esempio di maturità e impegno per quello in cui si crede) anche a noi adulti!

    p.s. Il nostro pensiero va, anche, al nostro Vescovo Marcello Semeraro….preghiamo per lui, perché crediamo, non sia sicuramente facile, per un Padre, non sentirsi amati dai propri figli e dover persistere su una linea decisionale, a molti, non comprensibile!

    Silvia e Gianluca

  349. ??? said

    Come mai non riesco a leggere l’articolo del ” nuovo oggi castelli”??

  350. Thank's said

    Grazie a Silvia e Gianluca per le belle parole spese per noi giovani!!
    Forse tutte queste iniziative hanno fatto capire a qualcuno che facciamo sul serio e che lo vogliamo fare in modo pacifico e se si può dire…BELLO!!
    Sarà un caso ma da qualche giorno a questa parte si sono ammutoliti tutti!!

    Non ce lo diranno mai, ma forse ora si stanno morsicando i gomiti!! ;-)

  351. STAFF "Ariccia NON tace" said

    Per ???

    Il problema è stato risolto. Grazie per la segnalazione.

  352. STAFF "Ariccia NON tace" said

    Vogliamo informare tutti gli utenti che stanno arrivando alcuni messaggi di attacco al blog (in realtà pochini ed inviati da uno o due personaggi), contenenti accuse non circostanziate e non suffragate da alcuna prova ma, soprattutto, “buttate lì” all’evidente scopo di ingenerare una subdola cultura del sospetto.
    Ricordiamo agli autori che questi atteggiamenti, qualunque sia la parte che colpiscano, non sono consentiti su questo spazio ed invitiamo pertanto questi personaggi a seguire altre strade per pubblicizzare le loro “esternazioni”.
    Alle persone, quindi, che continuano ad inviare commenti con chiari riferimenti a vicende politiche del paese e che, sorpresi, si lamentano che i loro scritti non vengano pubblicati, consigliamo di non utilizzare il nostro blog; quanto da voi trattato non è pertinente agli argomenti di cui vogliamo e dobbiamo parlare.

  353. un gruppo di ariccini "non rassegnati" said

    Riportiamo la lettera letta durante l’assemblea pubblica di giovedì 4 settembre.

    Caro parroco,
    abbiamo deciso di scriverti in seguito agli ultimi sviluppi della nostra “ribellione” per il tuo trasferimento, ancora una volta infatti ci hai “tirato le orecchie” per le nostre azioni.

    Vogliamo farti sapere, e comunicarlo a tutti, che abbiamo ben chiara la TUA posizione nei confronti della decisione di trasferirti: ti abbiamo sentito dire infinite volte che PER TE l’obbedienza al Vescovo non è mai stata in discussione e che non potrai mai condividere posizioni diverse da quelle della Chiesa a cui tu appartieni, ma……

    Concedici di pensare e agire diversamente da te!

    La delusione è troppo forte per non trovare uno sfogo, la sensazione di subire un’ingiustizia è così chiara in noi che non possiamo trattenere il desiderio di gridarla al mondo.

    Chi ha seguito la vicenda, anche al di fuori di Ariccia, non ha potuto non prendere in considerazione la nostra sofferenza, magari criticando il nostro modo di agire, considerato “troppo” innovativo e rivoluzionario, ma sicuramente interessandosi a quanto è accaduto e formandosi un opinione in proposito.

    Sai bene quanto la tua presenza abbia lasciato il segno nelle persone di questa città ed è in nome di questo che ti chiediamo

    NON CHIEDERCI PIU’ DI LASCIARTI ANDARE CON UN SORRISO

    Noi continueremo sino all’ultimo giorno a far conoscere il nostro pensiero a chiunque voglia darci retta e, scusaci ma

    CONTINUEREMO A SPERARE CHE LA NOSTRA VOCE VENGA ASCOLTATA E CHE TU POSSA ANCORA ESSERE LA NOSTRA GUIDA

    UN GRUPPO DI ARICCINI “non rassegnati”

  354. kènosis said

    “Guai ai pastori che fanno perire e disperdono il gregge del mio pascolo”. Oracolo del Signore. Perciò dice il Signore, Dio di Israele, contro i pastori che devono pascere il mio popolo: “Voi avete disperso le mie pecore, le avete scacciate e non ve ne siete preoccupati; ecco io mi occuperò di voi e della malvagità delle vostre azioni. Oracolo del Signore. (Ger 23, 1-2)

  355. STAFF "Ariccia NON tace" said

    Nella colonna di destra, nella sezione “Articoli di giornale” abbiamo aggiunto, in formato pdf, gli articoli di giornale pubblicati dai quotidiani “Nuovo oggi castelli”, “il Messaggero” e dal settimanale “free news”.

    Buona lettura!

  356. Giovane credente in ricerca said

    Ciao a tutti!
    Sono una giovane e mi intrometto in punta di piedi in questo dibattito che ho trovato casualmente navigando in rete mentre cercavo altre cose ( da ciò dedurrete che non sono una grande esperta informatica…e avete ragione!!!!).
    Non mi permetto di giudicare, al contrario di quello che hanno fatto altri, xchè non sono una “praticante impegnata”, ma voglio lo stesso dirvi quello che penso da semplice “credente in ricerca” e come tale spero parte della Chiesa!
    VOGLIO SPERARE nel buon senso e nella responsabilità di scelta… soprattutto se ad esercitarla è un pastore quale è il vostro vescovo ( o meglio… qualunque vescovo!!)…
    VOGLIO SPERARE che si decida ad ascoltare la voce del popolo che gli è stato affidato quanto prima ( altrimenti che ci sta a fare lì?!?!).
    VOGLIO CREDERE nel suo coraggio a fare un passo indietro e a lasciare il vostro sacerdote al suo posto, mostrando così non di essere debole, ma saggio…
    VOGLIO CREDERE che vi testimoni la bontà di Dio verso l’umanità e i suoi limiti…
    Come potrebbe essere altrimenti?!?!?!
    Lui è il vescovo…non può non dare questa testimonianza!!!
    Io penso che solo con queste azioni da parte sua si eviterebbero ulteriori incomprensioni e darebbe modo a tutti (soprattutto ai giovani come me!) di continuare a credere nella Chiesa..
    Chi, come lui, ha una “grazia” particolare deve essere il primo a perdonare dove ce n’è bisogno e ad andare incontro agli altri, mostrando che nell’apparente debolezza c’è la forza della Croce…( il nostro don dice sempre che è questo il centro del messaggio di Gesù!!!).
    Non so pregare bene ma cercherò di chiedere a Dio x il vostro vescovo la forza della testimonianza, e x voi il coraggio di continuare a battervi per il bene della vostra comunità.

    Giovane credente in ricerca

  357. comunità destabilizzata said

    Leggo oggi l’ultimo commento sul messaggero e rimango ancora più perplesso?
    Si dice che, forse, il sindaco ha compreso i pensieri del Vescovo le preoccupazioni per una parrocchia, quella di Marino, che abbisogna di un parroco della “mole” di quella di Don Pietro!!!!!
    1. nessuno ha mai dato questa motivazione alla comunità di Ariccia, nessuno ha chiesto la nostra comprensione, per dei fratelli diocesani, bisognosi di slancio pastorale! Nessuno ha chiesto noi questo sacrifio! Gesu’ ai suoi discepoli chiedeva di condividere con lui il sacrificio richiesto. Si, è vero, forse non spiegava apertamente, il motivo, le ragioni profonde della sua prossima passione, ma ha sempre responsabilizzato i discepoli, li ha sempre trattati da uomini, mai da pedine!

    2.Ove fosse attendibile, ripeto, nessuno ne ha certezza, l’ipotesi di necessario scambio a vantaggio della comunità di Marino, la questione sarebbe, allora, ancora più grave! Cosa ne sarebbe della comunità e dei tanti progetti di Ariccia e Galloro! L'”illuminato” Vescovo, conosciuta la mancata attitudine di una persona a gestire una parrocchia, sarebbe moralmente obbligato a conferire allo stesso un altro servizio, più confacente al proprio carisma,….. ci sono tanti carismatici sacerdoti negli uffici!!! Magari il parroco in questione avrebbe potuto scambiarsi con uno di questi (in tanti avranno capito di chi sto parlando!!!!!!)

    BAH… sono tutte parole al vento…. la motivazione vera non la sapremo mai!

  358. una realtà da favola said

    C’era una volta…
    …un re che viveva in un bellissimo castello, era molto buono e giusto . Vi era anche Peter un valoroso cavaliere nominato dal re; era molto forte e valoroso, teneva molto a cuore che il re tenesse unito il suo regno, e da tutta la popolazione era amato e rispettato, riusciva a percepire sempre le difficoltà di ognuno di loro e ancor prima che gli chiedessero l’aiuto riusciva a soccorrere chi ne avesse bisogno, aveva anche una dote particolare, quella di farsi capire immediatamente da chi lo ascoltasse e questo contribuiva a rendere unito sempre di più il regno e di questo il re ne era molto contento. Un giorno accadde qualcosa di inaspettato: il consiglio degli anziani, avendo capito che Peter era diventato importante per il suo re, cercò di metterlo in cattiva luce riferendo al re cose che lui non aveva mai fatto. Il re si arrabbiò molto e fece gettare in prigione Peter. I sudditi vennero a sapere di questo fatto accaduto al loro eroe e chiesero di entrare nel castello per parlare con il loro sovrano ma egli essendo sicuro della sincerità degli anziani del regno non li volle ascoltare, allora, i sudditi iniziarono a protestare ma il re era sempre fermo sulle sue decisioni. Emmanuel, il più piccolo dei suoi abitanti si trovò a passare davanti alla prigione, Peter lo chiamò, lo fece avvicinare e gli disse: “Aiutami, Emmanuel, corri a casa mia, prendi lo scrigno di legno che è sulla tavola, portalo dal re e digli che è Peter a mandarlo”. Il piccolo corse velocemente a prenderlo e riuscendo ad entrare nel castello lo consegnò al re che lo aprì. Vi trovò una bellissima croce di cristallo, allora il re si ricordò che era quella che gli aveva dato tanto tempo prima e di quando anche lui ne aveva ricevuta una quando era stato consacrato. Ricordò sorridendo a se stesso come quella croce con i suoi molteplici riflessi avesse reso il regno colorato, allegro e vitale. Gli vennero anche in mente tutti i servigi che il cavaliere gli aveva offerto, si sentì molto orgoglioso di lui, capì che non poteva aver commesso nulla di male. Convocò gli anziani e i sudditi per cercare di capire quale fosse la verità, il popolo cercò di spiegare ciò che per loro Peter aveva fatto. Parlarono donne, bambini, uomini anche dai regni vicini, il re ascoltò molto attentamente e alla fine capì che aveva commesso un tremendo errore e che Peter era sempre stato un giusto cavaliere, chiamò gli anziani e li allontanò dal regno perchè aveva capito che avevano portato solo discordia. Peter ritornò ad essere di nuovo il costruttore tenace ed impavido del regno facendo vivere il re ed il popolo felici e contenti.
    Una favola può diventare realtà perchè io ai miracoli ci credo!!!

  359. laura said

    Sono una parrocchiana di Marino…conosco don Aldo da molto tempo…per chi non lo conosce puo’ sembrare freddoe distaccato ma e’ un buon ascoltatore e un ottimo sacerdote…anche se purtroppo molta gente non lo comprende.anche molti di noi marinesi vorrebbero che lui resti qui e il vostro don Pietro resti con voi…..ma che si puo’ fare se sto vescovo non sente nessuno?sono anni che sposta i sacerdoti come pedine sulla scacchiera tanto mica ci rimette lui…ci rimettiamo noi fedeli…e il sacerdote che ogni volta deve riniziare tutto da capo.ono proprio delusa….

  360. eagle said

    Voglio rivolgere un mio pensiero a tutti quelli che conoscono alla lettera la volontà di Dio e che quindi giudicano stolte, immature, etc. le idee altrui; a tutti quelli che hanno ottime orecchie per sentire e occhi d’aquila per vedere (anche se poi non comprendono la preoocupazione di chi li circonda definendola, per questo, infantile); a tutti quelli che non si vedono mai (o quasi) e che poi decidono per tutti delegando la gestione delle conseguenze delle loro scelte agli altri.

    Gandhi diceva:
    “Non predicate (voi cristiani) il Dio della storia, ma mostrate Lui, come Egli vive oggi attraverso di voi.”

    Questo lo diceva per sottolineare che è la vita che una persona conduce la testimonianza più grande e importante che si può dare di Dio e non le parole che uno dice o pronuncia a riguardo.
    Il vero problema è COME si vogliono trasmettere determinate “verità”. Molti (troppi) cristiani si soffermano sulle parole, sui discorsi, sulle prediche, sulle regole, e pretendono che tutti la pensino in ugual modo (guai a sostenere e pensare qualcos’altro!).

    La Bibbia stessa dice:
    “Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e in verità”. (1 Giovanni 3,18)

    E’ solo facendo il bene, è solo vivendo amando che si può convincere qualcuno che quello che si fa e quello in cui si crede è giusto e condivisibile.

  361. ascolto said

    “Il Signore disse inoltre a Mosè: “Ho osservato questo popolo e ho visto che è un popolo dalla dura cervice.
    Ora lascia che la mia ira si accenda contro di loro e li distrugga. Di te invece farò una grande nazione”.
    Mosè allora supplicò il Signore, suo Dio, e disse: “Perché, Signore, divamperà la tua ira contro il tuo popolo, che tu hai fatto uscire dal paese d’Egitto con grande forza e con mano potente?
    Perché dovranno dire gli Egiziani: Con malizia li ha fatti uscire, per farli perire tra le montagne e farli sparire dalla terra? Desisti dall’ardore della tua ira e abbandona il proposito di fare del male al tuo popolo.
    Ricòrdati di Abramo, di Isacco, di Israele, tuoi servi, ai quali hai giurato per te stesso e hai detto: Renderò la vostra posterità numerosa come le stelle del cielo e tutto questo paese, di cui ho parlato, lo darò ai tuoi discendenti, che lo possederanno per sempre”.
    Il Signore abbandonò il proposito di nuocere al suo popolo.” (Esodo 32,9-14)

  362. torah said

    Il passo tratto dall’Esodo, offerto dal commento di “ascolto” per le ns. riflessioni, deve infondere speranza e determinazione. Fratelli continuamo a pregare, a chiedere, a testimoniare, a ricordare a colui (il nostro vescovo Semeraro) che, sarà sicuramente in ascolto …. della Parola di Dio e della parola vivente, che siamo noi il popolo di Dio.
    Eccellenza, anche se pensa di agire per il meglio, attuando questo cambiamento, non chiuda l’orecchio alle nostre suppliche!!!!!!!!!!!

  363. ascolto said

    … Pensiamo, inoltre, alle molteplici violazioni alle quali viene oggi sottoposta la persona umana. Quando non è riconosciuto e amato nella sua dignità di immagine vivente di Dio (cf. Gen 1, 26), l’essere umano è esposto alle più umilianti e aberranti forme di «strumentalizzazione», che lo rendono miseramente schiavo del più forte. E «il più forte» può assumere i nomi più diversi: ideologia, potere economico, sistemi politici disumani, tecnocrazia scientifica, invadenza dei massmedia. …
    (CHRISTIFIDELES LAICI)

    Ma la sacralità della persona non può essere annullata, quantunque essa troppo spesso venga disprezzata e violata: avendo il suo incrollabile fondamento in Dio Creatore e Padre, la sacralità della persona torna ad imporsi, sempre e di nuovo.
    Di qui il diffondersi sempre più vasto e l’affermarsi sempre più forte del senso della dignità personale di ogni essere umano. Una corrente benefica oramai percorre e pervade tutti i popoli della terra, resi sempre più consapevoli della dignità dell’uomo: non è affatto una «cosa» o un «oggetto» di cui servirsi, ma è sempre e solo un «soggetto», dotato di coscienza e di libertà, chiamato a vivere responsabilmente nella società e nella storia, ordinato ai valori spirituali e religiosi. …
    (CHRISTIFIDELES LAICI)

  364. ascolto said

    … La partecipazione di tante persone e gruppi alla vita della società è la strada oggi sempre più percorsa perché da desiderio la pace diventi realtà. Su questa strada incontriamo tanti fedeli laici generosamente impegnati nel campo sociale e politico, nelle più varie forme sia istituzionali che di volontariato e di servizio agli ultimi. …
    (CHRISTIFIDELES LAICI)

    … L’immagine della vigna viene usata dalla Bibbia in molti modi e con diversi significati: in particolare, essa serve ad esprimere il mistero del Popolo di Dio. In questa prospettiva più interiore i fedeli laici non sono semplicemente gli operai che lavorano nella vigna, ma sono parte della vigna stessa: «Io sono la vite, voi i tralci» (Gv 15, 5),dice Gesù. …
    (CHRISTIFIDELES LAICI)

  365. Diocesano de roma said

    Mamma mia che macello che state arzà!!!
    Eppure io che non sò d’Ariccia ma che so praticante a n’artra parte della diocesi ( Nun ve posso di Quale che me scotennano!!) ve posso assicura che anche la mia parrocchia non è molto felice de certi comportamenti..anzi!!! e pure artre parrocchie ( non come voi certo..forse nun c’hanno il coraggio..) non ce la fanno più!!..
    Ho sentito che sposta preti a destra e a manca..E sta cosa sta a svotà tutte le chiese de fedeli!!!
    Per amor del vero, senza offende nessuno soprattutto don Marcello che me stà pure simpatico ( anche perchè sennò me censurate!) , c’è da di che Albano come diocesi è sempre stata un trampolino de lancio pe Roma e lo snno tutti, no sto a svelà nessun segreto!! Quindi nun me stupisce che ce se giochi come a scacchi!!!

    Comunque me auguro che ce riusciate cor core… e magari anche quarche arta parrocchia come voi avrà er coraggio de denuncià ste cose!!
    in fine…
    Prego per te don Marcellì..Magari te dessero ‘na bella promozione!!!
    te la meriti popo!!! Un bel’ufficio ar Vaticano, o na cattedra all’università pontificia, ma pure la nomina a cardinale va…
    Noi ci accontenteremmo de ‘n preticello novo novo de vescovado ( se dice cosi??) o anzianotto che vole passa l’ultimi anni da vescovo ar fresco de li castelli.. Tu sei giovine..è giusto che servi er Signore in posti piu belli e più importanti de la diocesi nostra!!!
    Nun te preoccupà pe noi..come dici te er SIgnore ce aiuterebbe a sopportà la tua assenza!!!
    Hai già fatto tanto, troppo pe noi…!!! Vai aiutà pure l’artri!!

    Se ho arrecato quarche tipo de offesa a quarcuno chiedo scusa,,non era nelle mie buone intenzioni!!!

    ciao a tutti..e che DIO CE BENEDICA!! ( e cambi sto schifo de cose!!)

  366. silvana zambonini said

    Ho aperto a caso la Bibbia dopo aver letto gran parte degli ultimi interventi.
    “Per tutto c’è un momento e un tempo per ogni azione sotto il sole…
    c’è un tempo per abbracciare e un tempo per separarsi….un tempo per tacere e un tempo per parlare…c’è un tempo per la guerra e un tempo per la pace… ho compreso che quanto avviene nell’insieme delle cose è Dio che lo fa.” (dall’Ecclesiaste)
    Cos’altro aggiungere a ciò che è stato dettonel Blog o a ciò che è stato taciuto? E da parte mia non si tratta di rassegnazione passiva agli eventicome potrebbe apparire leggendo il mio intervento, ma di grande fede nel mio Dio; quello che oggi può sembrare inaccettabile, domani avrà la sua giustificazione in germogli rigogliosi di partecipazione alla vita comunitaria. Ne sono certa. Silvana Zambonini

  367. Vox Populi said

    Alcune riflessioni e un piccolo bilancio:

    Sono passati quasi tre mesi dal 22 giugno, giorno in cui ci è stato “comunicato”, senza mezzi termini, il trasferimento di don Pietro.

    Sono passati quasi due mesi dall’apertura del blog “Ariccia non tace”.

    L’annuncio del trasferimento, dato volutamente all’inizio dei mesi estivi, voleva certo passare il più inosservato possibile. Del resto, anche i governi varano spesso misure impopolari nei mesi estivi …

    Ebbene, contro ogni previsione, la reazione c’è stata, l’attenzione non è mai mancata, la partecipazione sul blog è andata oltre le migliori aspettative, ci sono state e ci sono iniziative pubbliche di ogni genere …

    Questo significa qualcosa.

    Leggendo gli interventi sul blog, si nota che essi non vertono soltanto sul problema “affettivo” di don Pietro, ma spaziano su temi diversi, partendo da problematiche pastorali e sociali proprie della comunità di Ariccia, per arrivare a quello che, senza ombra di dubbio, è IL VERO NODO: IL DISAGIO E LA DIFFICOLTÀ DI RELAZIONARSI CON UNA CHIESA che, spesso, mostra un volto TROPPO GERARCHICO E LEGALISTICO e TROPPO POCO MISERICORDIOSO E AMOREVOLE.

    QUAL È IL RUOLO DEI LAICI IN QUESTA CHIESA? Buoni per lavorare quando serve e mai resi partecipi delle decisioni e delle relative motivazioni?

    C’è chi, ben incardinato in questa realtà, trova deprecabili tali domande e certamente avrà modo di criticare quanto sto esprimendo. A costoro vorrei dire: “Ben per voi che non avete dubbi, che state bene così, che trovate normale ciò che accade! Siete fortunati! Ma NON IMPEDITE A NOI più deboli, più fragili, meno granitici di voi, di esprimere i nostri dubbi, LE NOSTRE DIFFICOLTÀ A SENTIRCI PARTE DI UNA CHIESA SULLA QUALE NON SENTIAMO PIÙ SOFFIARE IL VENTO DEL CONCILIO!”

    Quanta gente, fuori dalle sacrestie, non dialoga più con la Chiesa, perché non si sente accolta, compresa, amata? E’ giusto far finta di nulla e mantenere le nostre rigide gerarchie, le regole, i precetti, l’obbedienza, senza avere uno sguardo d’amore per il fratello che, magari, da queste regole è escluso?

    Sono domande complesse, riguardano il senso dell’essere Chiesa (tutti noi siamo Chiesa, non dimentichiamolo!) nel nostro tempo. Trovo molto bello che, grazie all’episodio di don Pietro, si sia generato un “risveglio delle coscienze” e un inizio di dibattito su questi temi … la strada è lunga, ma è un buon inizio!

    Un grazie agli ideatori del blog per la loro intuizione, ed UN IMPEGNO: comunque vada, ARICCIA NON TACE NON SI FERMERÀ !!!! Resterà uno spazio per DARE VOCE a domande, riflessioni, sofferenze, delusioni, commenti, preghiere, progetti, proposte, richieste, al confronto con altre realtà dentro la Chiesa … alle mille anime di NOI LAICI CRISTIANI, FORSE, DA TROPPO TEMPO “ADDORMENTATI”!!!

    Ariccia non tace e i cristiani non devono tacere!

  368. anonimo said

    Incredibile!
    Si prendono decisioni, si ordinano trasferimenti e poi invece di gestire le preventivabili conseguenze non si trova meglio da fare che praticare una sorta di “repressione”. Chiedo scusa per il termine, forse un po’ troppo forte, ma come definire parimenti il ricorso alle forze dell’ordine?
    Quello che ho saputo ha veramente dell’incredibile:
    • Era appena iniziato Luglio quando un gruppo di fedeli di Ariccia, come è solito fare ogni anno, decide di recarsi a Castel Gandolfo per assistere all’Angelus del Papa Benedetto XVI. Qualcuno, seguendo non si sa quali voci, temendo clamorose manifestazioni di protesta (era da poco stato comunicato lo SCAMBIO di parroci tra Marino ed Ariccia), ha pensato bene di avvisare i carabinieri.
    • Circa una settimana fa era stata indetta un’ assemblea pubblica per discutere dell’ormai famoso SCAMBIO di parroci tra Ariccia e Marino. Anche questa volta, supportato da fantomatici suggerimenti, qualcuno, temendo chissà quali gravi offese o denunce potesse ricevere, ha trovato giusto chiedere aiuto alle forze dell’ordine.
    I risultati penso siano noti a tutti: nessuno si è mai sognato di inscenare clamorose manifestazioni di protesta dal Santo Padre e nessuno si è mai permesso di offendere o denunciare platealmente qualcuno.
    Ma veramente si pensa che ad Ariccia c’è un gruppo di rivoluzionari pronto a tutto per vedere soddisfatte le proprie ragioni?
    Qui, se ancora non si è capito, c’è solo gente seriamente preoccupata delle possibili conseguenze che questo SCAMBIO può avere sui progetti faticosamente portati avanti negli anni (vale la pena ricordarlo: si parla di persone!) e, visto come si sta gestendo la situazione, in profonda meditazione su cosa significa essere laici nella Chiesa.

  369. Grandeee said

    Grande vox populi!!! Sono d’accordo…quando finira’ questa vicenda e speriamo bene, dobbiamo andare avanti!!! E’ ora che nasca una voce libera nella Chiesa e sono convinto che il SANTO PADRE ne sarà felice..Si perchè dai commenti potrà se vorrà informarsi su cosa sta succedendo nella chiesa guidata da lui attraverso voci che sono diverse dalle solite…da voci che ci credono e che vorrebbero un ritorno alla chiesa conciliare!!

    Dobbiamo denunciare quello che è il male nella Chiesa..e CON MOLTA umiltà dobbiamo diventare gli altoparlanti dello “Spirito!!” e della verità… E sapete qual’è la prima cosa da fa fare??

    Dato che quelli del consiglio hanno riferito che, il Vescovo ha promesso che DON ALDO continuerà la pastorale creata da don Pietro, chi frequenta assiduamente potrebbe tenerci informati se questa continuità ci sarà effettivamente da parte di DON ALDO!Ovviamente sono certo che non ce ne sarà bisogno, ma secondo me è meglio mettere le cose in chiaro da subito!!
    E voi del consiglio pastorale dovete tutelarci! Dovete convocare il consigio pastorle già il giorno dopo il suo arrivo e spiegargli bene tutte le attività!!!
    Il SIgnore ci aiuterà ne sono convinto, lui sa il male che ci stanno facendo anche se non posso scriverlo qui perchè danneggerei altre persone nelle loro rispettive posizioni di potere…

  370. LA CHIESA NON TACE said

    Si si si!!! forse è proprio quello che bisogna fare, da Ariccia non tace dobbiamo diventare la Chiesa non tace!!! Potremmo coinvolgere altre realtà e sentire cosa c’è che non va nel mondo della Chiesa! E denunciarlo come è giusto che sia!!!!

    W i laici!!!

  371. VdV...Non voglio tacere ancora!! said

    Non voglio ancora tacere!!…e forse non lo vorrò fare mai più!!
    Come potrei??
    Se veramente credo nella Chiesa non posso tacere…voglio esprimermi liberamente…voglio cambiare qualcosa!!
    Se questo vuol dire essere franchi…bene, lo sarò!!
    Sarò franca anche con chi non mi chiede il mio parere!
    Sarò franca anche con il mio Vescovo…sarò franca anche con il nuovo parroco, se me ne darà l’opportunita!
    Nel frattempo continuerò a fare quello che faccio da diversi anni…a lavorare sodo!
    Questo spero non me lo leverà mai nessuno… perchè se lavoro non lo faccio per nessuno di loro (tanto meno per d. Pietro), ma casomai insieme o grazie a loro, per il Signore per il bene dei bambini e dei ragazzi!
    Nessuno può chiedermi o ordinarmi di non fare nulla, di non lavorare!
    Voglio fare tutto questo…e vorrei tanto farlo ancora ad Ariccia!

    Ci sono stati, non lo nego, dei momenti davvero difficili per me nel corso degli anni.
    Momenti in cui avrei voluto lasciar perdere perchè, ammettiamocelo, a volte è dura, a volte mi è stato chiesto molto, troppo forse per la mia età…un’età in cui la maggior parte dei miei coetanei si dividono tra scuola ,compiti e ore passate a chiacchierare con gli amici su un muretto, io le ho trascorse tra scuola, compiti ( neanche sempre!:-) ) e servizi per la comunità!
    Come ho ribadito in qualche altro mio commento, non posso dire di essermene pentita…ASSOLUTAMENTE NO!
    Ma se PERFINO le mie crisi e le sgridate dei miei genitori non mi hanno fatto abbondonare questo mio “lavoro”, CHI POTRA’ FARLO?

    Questa è la mia piccola esperienza di vita… se pur piccola spero venga tenuta in considerazione!
    Caso vuole che la vera fede (come accade spesso!) io l’abbia trovata proprio in questo momento difficile, in cui è stata allontanata la mia guida spirituale e nel quale purtroppo non è stata ascoltata nè la mia testimonianza nè quelle di molti miei amici di fede!

    Confido davvero che il Signore ci aiuti in questo periodo difficile e ribadisco:
    ARICCIA CI CREDE AVREMO SEMPRE FEDE!
    IO CI CREDO AVRO’ SEMPRE FEDE!

  372. Kènosis said

    Ormai la strada è tracciata, non possiamo e non dobbiamo mai più tacere perchè la Chiesa, per essere sempre ed esclusivamente al servizio dell’uomo, si deve poter mettere in discussione.
    Il blog, nato come un grido disperato di una comunità ferita, deve ora crescere per diventare un formidabile strumento di discussione, di approfondimento, di critica costruttiva e di civiltà.
    Sarà utilissimo poter utilizzare questi spazi per affrontare i problemi che affliggono una Chiesa che si sta ormai, pericolosamente ed inesorabilmente, allontanando dalla gente comune, dal popolo di Dio.
    Per quanto riguarda poi la nostra situazione particolare, sarà bene seguire con grande attenzione ed interesse lo sviluppo della pastorale che il nuovo parroco, don Aldo, vorrà portare avanti per la città di Ariccia; attraverso queste pagine virtuali potremo valutare, proporre, criticare se necessario ma, soprattutto, avremo l’opportunità di contribuire all’ulteriore crescita di una comunità forte, unita ed innamorata di Gesù.

  373. silvana zambonini said

    Ieri sera, 12 settembre, al Santuario di Galloro durante il Rosario ho pensato: “Se soltanto il ns. vescovo guardasse con l’affetto dei nostri occhi don Pietro”

  374. povero laico said

    Stamattina sono proprio contento perché, imbattendomi nel vostro blog, mi sono reso conto che nella Chiesa c’è una comunità parrocchiale che sta lottando per continuare ad essere tale e non farsi schiacciare dalle logiche ( logiche?!?!) autoritaristiche e prepotenti del suo vescovo…
    Si è costretti a difendersi da chi invece vi dovrebbe tutelare… SIAMO PROPRIO ALLA FRUTTA!!!
    Il contributo che io posso darvi è l’esperienza della mia comunità: anche noi abbiamo lottato per portare avanti ciò che avevamo costruito in ben 18 anni di lavoro insieme al nostro don, e non ci siamo mai arresi….siamo arrivati a occupare la chiesa, in un primo tempo, e a disertare in massa la messa comunitaria della mattina, in seguito.
    Non mollate!
    Qualcuno nelle alte sfere, spero per voi prima possibile, si renderà conto del danno enorme che si sta provocando all’immagine stessa della Chiesa e tirerà le debite considerazioni…
    Mi terrò aggiornato…

  375. Ariccina verace said

    Grazie “povero laico” della tua testimonianza e del tuo incoraggiamento!
    Grazie anche delle idee che ci hai dato…vedremo di organizzarci così o in altri modi!
    I “poveri” non siamo noi laici, ma chi ci guida e non sa o non vuole intervenire…
    Se credono di farci tacere si sbagliano di grosso!!!

  376. iniziativa! said

    Centra poco con l’obbiettivo primario del blog…ma come avete detto voi questo è un buon mezzo per far arrivare dei messaggi importanti!
    Quindi…ne pprofitto.

    Oscurità mondiale: il 17 settembre 2008 dalle 21.50 alle 22.00.
    Proponiamo di spegnere tutte le luci e gli apparecchi elettronici affinché il nostro pianeta possa ‘respirare’.
    Se ci sarà una risposta collettiva l’energia risparmiata sarà moltissima.
    Solo dieci minuti e vedremo cosa succede.
    Stiamo 10 minuti nell’oscurità, prendiamo una candela e semplicemente fermiamoci a guardarla mentre il nostro pianeta respira.
    Ricordate che l’unione fa la forza e internet ha molta influenza, può essere qualcosa di veramente grande.

    Girate la voce se vi va…non costa nulla infondo…e poi 10 minuti non sono nulla!
    Grazie

  377. Mi ricrederò??? said

    Sono molto contento di apprendere che “Ariccianontace” non chiuderà mai i battenti!
    E’ giusto per il bene di Ariccia e della Chiesa tutta essere vigili sentinelle.
    Quanto vorrei, tra qualche mese, poter chiedere perdono ai vari Zeno, amici di Zeno,Tommaso Moro, don abondi, comunità serena e compagnia bella…
    Già, mi piacerebbe poter dire loro che avevano ragione, che le preoccupazioni avanzate riguardanti la pastorale della nostra comunità, i progetti avviati e quelli in via di realizzazione erano eccessive e prive di fondamento.
    Quanto sarei felice nel vedere che le cose costruite con tanta fatica e dedizione non verranno stravolte e buttate alle ortiche, anche se portate avanti in maniera probabilmente diversa.
    E’ che non ci credo, sono dubbioso e fortemente scettico.
    Mi ricrederò?… Vedremo.
    Se così fosse sarò felice di ammetterlo, ma se così non sarà di certo non ne sarò felice, ANZI! Ma lo denuncerò in ogni modo.

  378. un altro povero laico said

    Grazie a povero laico per il suo intervento e per la sua “vicinanza”.
    Infatti che cosa possiamo fare noi laici (poveri) per farci ascoltare?
    Quando siamo utili e quasi indispensabili?
    Forse quando versiamo il contributo dell’otto per mille, o quando facciamo l’offerta ogni domenica, o per i matrimoni, i battesimi e via dicendo?
    Magari se facessimo uno sciopero dell’offerta forse ci darebbero ascolto?

  379. peppe said

    Non me sembra strano che il parroco viene spostato, forse è strano che c’è rimasto tutto sto tempo e pure che lo mandano così vicino. Almeno glie dessero una parrocchia un po più grande magari in sierra leone, la si che ce vorrebbe uno così.

  380. pensavo di essere un buon cattolico, prima di leggere i commenti su questo blog,cattolico e cristiano. Mi rendo conto che se fasse vero quello che Voi predicate, sul Vostro essere cristiani e fedeli in Cristo, con le grida sguaiate fino’ora apparse su questo blog, ci troveremmo veramente, nell’anarchia più nera, che è esattamente quello che la forza oscura del male vorrebbe. Per fortuna, continuando a voler bene a Don PIETRO a cui auguro ogni bene nella sua futura Parrocchia,sono molto distante dalle Vostre posizioni e con spirito filiale , mi sento in dovere di esprimere la mia stima e solidarietà a S.E.il ns. Vescovo a cui auguro sempre l’assistenza dello Spirito Santo.
    Sarei tentato di pensar male, di quanti hanno disprezzato il lavoro di S.E. il Vescovo, ma visto che l’esperienza mi insegna che c’è sempre tempo per pensar male, vorrei ancora cercare di contribuire ad aiutarVI, senza presunzione, a guardare al futuro con gli occhi della “FEDE”, avendo fiducia nella DIVINA PROVVIDENZA.
    E’ necessario non aver paura del domani, Con la CREAZIONE il SIGNORE ci ha dato una grande responsabilità, ci ha poi , con il sacrificio di suo FIGLIO, dato un sostegno permanente, ” LA FEDE ” , per continuare e completare LA CREAZIONE. aTTENZIONE AL MALE, i quaranta giorni passati da GESU’ nel deserto, ci insegnano che il male è nascosto subdolamente in ogni anfratto della nostra vita e soltanto la FEDE è in grado di sconfiggerlo.SIATE MISERICORDIOSI, raccomanda sempre GESU’,
    anche con chi Vi è nemico.
    Non voglio continuare a parlarvi di Sacra gerarchia, visto che non riuscite a capirne il senso e la tradizione, ma vorrei che qualcuno di Voi mi spiegasse come sia possibile, per qualsiasi tipo di
    organizzazione ad avere un futuro senza una guida.
    Per quanto , riguarda le Vostre paure sul futuro della Chiesa, così come è organizzata, o sui fedeli che si allontanano dalla chiesa è necessario una discussione molto ampia. I diversi Concilii che si sono susseguiti nel tempo, hanno provveduto, come provvederranno, se necessario nel seguito,ad apportare quelle modifiche che lo SPIRITO SANTO ispirerà ai ministri della CHIESA. Per quanto riguarda ai fedeli che si allontanano è anche nostro compito, con il nostro esempio far sì che questo non avvenga.Un consiglio allo Staff. siate misericordiosi
    l’amore che professate per don Pietro lo esige. E’ necessario che pubblichiate anche i commenti che non Vi piacciono e/o quelli che riteniate politici perchè la verità ha molte facce e infinite sono le strade per raggiungerla.

  381. Gianni said

    E’ da pochi anni che vivo ad Ariccia. Non conosco Don Pietro nè il suo operato ma posso intuire qualcosa dai Vs commenti. Nel Vostro articolo di apertura leggo tanti “perchè?” che sono senza risposta, almeno apparentemente.
    La Chiesa è avvezza a questi “spostamenti” e, vi assicuro, difficilmente torna sui suoi passi.
    Se devo cercare di dare delle risposte a questi perchè, anche se, sicuramente, non saranno le stesse del Vescovo da Voi citato, posso solo rispondere dando delle semplici considerazioni:
    – se del bene ha fatto Don Pietro credo che sia giusto che anche altri ne possano godere: è lo spirito degli apostoli;
    – l’umanità ha perso un Padre molto più grande di Don Pietro perchè “trasferito” altrove. Forse la sofferenza di questa perdita ha impedito il “bravo cristiano” di essere tale?
    – Non si perde ciò che si ama, si perde ciò che crediamo di aver bisogno.
    – Se Don Pietro è riuscito ad insegnare amore non potremmo dargli gioia più grande che ridistribuire questo sentimento a tutti coloro che, in questo paese, ne hanno bisogno, ricordandoci che la chiesa non è fatta di mattoni e campane ma di esseri umani. Se si pensa a questo allora la “chiesa” di Ariccia va al di là dei suoi confini, raggiungendo Don Pietro ed oltre.. fino a Dio. In questa “chiesa” non vi sono vescovi che possono dare trasferimenti.
    Vedo gente in Ariccia morire di solitudine…e nessun blog. Non costruiamo mattoni ma vite. Non bisogna chiedersi se credere nella chiesa o no. Dio ci ha detto di credere nell’amore e non nell’uomo, fosse questo anche un papa. Il Cristiano ha già un Padre..non ne ha bisogno di altri.
    Scusatemi e perdonatemi
    Gianni

    ps:
    “Guai ai pastori che fanno perire e disperdono il gregge del mio pascolo”. Oracolo del Signore. Perciò dice il Signore, Dio di Israele, contro i pastori che devono pascere il mio popolo: “Voi avete disperso le mie pecore, le avete scacciate e non ve ne siete preoccupati; ecco io mi occuperò di voi e della malvagità delle vostre azioni. Oracolo del Signore. (Ger 23, 1-2)

    Commento di kènosis — 6 Settembre 2008 @

    Gesù disse anche “guardatevi dai falsi profeti”. Forse Kenosis dimentica che Don Pietro è un “pastore” per cui quella sua citazione è fuori luogo, anche se voleva essere diretta unicamente al vescovo. Se basta la sostituzione di un pastore per disperdere le pecore, Don Pietro, allora, non ha insegnato nulla.
    Io credo nella forza dell’amore e dell’uomo retto.
    Sono vicino, comunque, a questo vostro sentimento perchè sicuramente spinto da ottimi principi.

  382. Unodeitanti said

    Sarò una voce fuori dal coro , ma non avevo particolare stima di Don Pietro, veramente insopportabile nella maggior parte delle omelie, la sua lontananza da Ariccia probabilmente mi farà riavvicinare alla chiesa dopo lunghi anni.

  383. Unodeitanti said

    Per quale ragione il mio messaggio è stato cancellato? Non mi sembra che sia molto democratico questo blog se non siete nemmeno disposti ad ascoltare la voce di chi non la pensa come voi…

  384. AMICO DI GESU' said

    Finalmente! qualcuno (un altro povero) che ha il coraggio di toccare i tasti giusti…. il vento che muove , purtroppo, il mondo… PROBABILMENTE anche il mondo cattolico…. le alte sfere del mondo cattolico….IL VILE DENARO!
    Cari fratelli abbiamo provato, umilmente, a presentare i progetti e la fede di coloro che avrebbero più di altri subito il trasferimento: i progetti più difficili e i più nuovi, … senza ricevere, non solo risposta, ma neppure coMpassione … quel sentimento che Gesù manifestava ogni volta che avvicinava un sofferente nel corpo o nell’anima.
    Cosa rimane da fare, perché qualcuno si accorga del nostro accorato grido e bisogno d’amore……
    Quando la chiesa non si mette in ascolto del proprio popolo, dimostra di considerarla e utilizzarla alla stregua di quei regnanti che, guardano ai propri sudditi come braccia per la guerra (metafora per il lavoro e il tempo richiesto per un progetto, che poi però non si vuole condividere) e come fonte di “decima ” che gonfia i sacchi della Tesoreria!! Non permettiamo di trattarci da sudditi, non lo siamo … cRISTO CI HA TRATTATO DA AMICI…

    AMICO DI GESU’

  385. Kènosis said

    UNO DEI TANTI!!!!!!!!!!!
    Ma che c’hai la coda de paja?????
    Lo vedi che il tuo “dotto” intervento è stato pubblicato?
    Un po’ di pazienza, un po’ di grazia, un po’ di carità e, come puoi constatare, anche il tuo pensiero, nonostante sia un po’ misero e poco argomentato, viene pubblicato!!!!

  386. Kènosis said

    GIANNI, GIANNI, GIANNI!!!!!!

    Per prima cosa devo dire che, sicuramente per mia ignoranza, ho capito solo il 30% del tuo intervento!!!!!
    Per quanto riguarda “se del bene ha fatto Don Pietro credo che sia giusto che anche altri ne possano godere” la cosa, purtroppo, non è così automatica perchè don Pietro ha creato, in 22 anni, una particolare SINERGIA tra popolazione e Chiesa che è difficilissima da riproporre in altri ambienti ed in altre situazioni!
    Il grosso rischio è quello che venga depauperata una comunità attivissima per poi non ottenere alcun risultato in altri ambienti.
    Passiamo, infine, al versetto di Geremia:
    al di là dei nostri fatti particolari, la Chiesa sta esagerando!!!
    La gerarchia, la forma, la norma, il “benpensantismo”,e il “vattelapesca” rigoroso e “spietato” conformismo, stanno inesorabilmente allontanando la “brava gente” da Dio!!!!
    Stanno inesorabilmente privando la gente comune e, soprattutto, i giovani, del diritto di sentirsi membri di un consesso che Gesù ha “donato” a tutti, ha donato al popolo, ha donato agli ultimi, ha donato ai più stupidi ed ai più lontani,ha donato ai peccatori, ha donato ai privi di sani principi, ha donato a chi non crede di poter mai diventare santo, ha donato a me ed a te.
    Questo significa disperdere le pecore, questo significa OSTACOLARE IL PROGETTO DI DIO!!!!!

  387. Gianni said

    Gesù stesso ha cacciato gli scribi e i farisei dal tempio…perchè ora vi stupite??
    La chiesa non è il papa, il vescovo, don Pietro. La chiesa è quella vecchietta che passa tutta la giornata seduta sulla sedia davanti al portone, quella donna magra come un chiodo che non fa altro che camminare dalla mattina alla sera, è quell’uomo che vive di bastoni: gente sola e abbandonata. la chiesa è tutta quella gente che non sa come vivere e che è ignorata sia dalle cosidette istituzioni che dal bravo cristiano.
    Se la chiesa sta esagerando quanto più il “bravo cristiano” lo fa? La chiesa dovrà dare conto a Dio e non agli uomini, come anche il bravo cristiano.
    Vi ricordate di quella famosa trave nell’occhio??? Ecco, pensiamo prima a quella eppoi a condannare il “conformismo”, i ladri, gli assassini e chi più nè ha più nè metta. Gesù non ha condannato nessuno anzi è MORTO per questa gente, per noi. Chi siamo noi per sostituirci a Lui?
    Cari Cristiani, avete “perso” un padre, don Pietro, ma un Padre molto più grande dovete temere di perdere: Gesù.
    Gesù ha lasciato suo padre, sua madre, i suoi amici, i suoi morti ed è vissuto unicamente per noi. Se questo non basta al cristiano per continuare a lottare e non disperdersi allora non c’è don Pietro che tenga. Questo è il vero “ostacolo al progetto di Dio”. Chi vi dice che non sia proprio il progetto di Dio che don Pietro lasci Ariccia?
    E’ doloroso perdere un figlio o un padre ma molto di più è lo smettere di lottare per costruire un mondo di amore.
    Se proprio il cristiano di Ariccia deve insorgere, lo faccia per portare amore e rispetto nel suo paese; sentimenti che non sanno offrire nè le cieche e ignoranti Istituzioni che ci ritroviamo nè quei Cittadini che vivono unicamente per i propri interessi e credenze.
    La mia non vuole essere una critica ma uno sprono e, vi assicuro,è diretta, prima che a tutti voi, a me stesso.
    Buon lavoro.

  388. un parrocchiano said

    Cara Kènosis, ho già sentito queste affermazioni durante l’intervento a Palazzo Chigi. Non ti sembra di offendere le capacità di don Pietro? Da quanto dici sembrerebbe che i risultati ottenuti ad Ariccia non si possano ripetere altrove perchè dipenderebbero esclusivamente dall’incontro con la popolazione ariccina e dalla relazione che con essa si è determinata, mettendo in moto una azione simultanea che ha reso possibile l’intera attività pastorale.
    Non ti sembra di esagerare e, permettimi, di non credere molto alle risorse di don Pietro, ma soprattutto di non credere all’azione dello Spirito?
    Chi sta veramente allontanando la “brava gente” dalla Chiesa sono coloro che con le contestazioni hanno infranto la comunione con gran parte della comunità parrocchiale e con il resto della comunità diocesana. Sono tutti coloro che non riescono a spogliarsi della propria vanità e presunzione per essere umili “operai nella vigna del Signore”.
    Non ostacolate il progetto che Dio ha su Ariccia|

  389. molto arrabbiata said

    Spero proprio che “unodei tanti” il 6 ottobre ritrovi quella fede persa, per le brutte omelie del don!!!! Mi auguro che dal 06 ottobre quelli come lui (dice di essere uno dei tanti), invece di criticare senza argomentazioni – necessarie ogni qual volta si esprime dissenso per qualsiasi individuo – si mettano al servizio della comunita’, decidano di spendere il loro tempo per la salvezza di altri (ce ne sarà molto bisogno credimi e capisci a me’!!!!!!!!!!!!!!)non si limitino a parlare …. è facile quando non si è speso tempo energia e cuore … sputare sentenze!!!
    Questa “tirata d’orecchie” va per tutte quelle persone, che in questa situazione, drammatica ( per chi ha a cuore la vita dei giovani, in primis, – chi mostra troppa serenità ho l’impressione celi indifferenza! – ) sono tornate ad interessarsi della parrocchia di Ariccia! Le sole persone che, almeno a me, hanno parlato male di Don Pietro e quindi bene del trasferimento sono coloro che, utilizzano la Parrocchia come distributore automatico di sacramenti, quelli magari cui Don Pietro (schietto e per nulla schiavo della stima a tutti i costi) ha chiarito cosa vuol dire essere cristiano e quale responsabilità include per es. richiedere il battesimo per il proprio figlio o fare da padrino ad altro bimbo.

    Probabilmente il nostro caro Vescovo, vuole svecchiare la parrocchia che, da ottobre si riempirà di questi cristiani pieni di buoni propositi, pronti a mettere a disposizione tempo e risorse economiche …. (per chiarire ulteriormente i lamentosi sono quelli che, trovano da ridire, perfino sui rimborsi spese per le prime comunioni o altra celebrazione!!!) Quando impareremo che la Chiesa siamo noi, che le offerte o le somme a disposizione della parrocchia sono per noi e i nostri progetti, che noi, dobbiamo adoperarci per portare avanti l’opera della Chiesa!!!….. …. …. NO SCUSATE dimenticavo che, forse, questa è la mia idea di Chiesa e che le alte sfere ne hanno in mente un’altra!!!

    Molto Arrabbiata

  390. Kènosis said

    Ciao UN PARROCCHIANO, per prima cosa ti consiglio di affinare le tue capacità investigative visto che non hai capito assolutamente chi sono ( tra l’altro, sono un maschietto).
    Io non ho mai dubitato delle capacità di don Pietro ed anzi lo ritengo un sacerdote a dir poco eccezionale!
    Quello che volevo dire è che l’atmosfera “virtuosa” che si è creata in tanti anni di lavoro non dipende dalla singola persona ma dipende anche dalla disponibilità, dall’accoglienza e dall’entusiasmo di un’intera comunità.
    Non stiamo parlando del direttore di una filiale di un’azienda che può essere spostato per garantire, in altre sedi, migliori risultati commerciali!
    Qui si parla di esseri umani anzi, qui si parla di anime!!!!

    Ancora co sta contestazione!!!!!!
    CONTESTARE DECISIONI O PROVVEDIMENTI INGIUSTI E’ NEL PIENO DIRITTO DI OGNI UOMO LIBERO!!!!!!
    Sei tu e pochi altri che, con continui atteggiamento di critica e con la totale mancanza di carità verso chi non la pensa come voi, state “infrangedo la comunione” con la stragrande maggioranza della comunità parrocchiale.
    Per quanto riguarda poi il resto della diocesi, guardati bene intorno, informati e vedrai che non tutti sono schierati come soldatini in difesa della curia.
    Parli di “VANITA’ E PRESUNZIONE”:
    ecco che ritorna violenta ed irrefrenabile la vostra rabbia e, come dicevo prima, la vostra totale mancanza di carità; non riuscite proprio a contenervi ed i vostri interventi, anche se tentate di mascherarvi da misericordiosi interlocutori, prima o poi sfociano in offese gratuite e, tutto sommato, anche piuttosto rozze.

    “IL PROGETTO CHE DIO HA SU ARICCIA!”
    E se questo progetto passasse proprio per la contestazione di una decisione che non ha nulla di divino?

    Buona giornata parrocchia’

  391. insonne said

    “IL PROGETTO CHE DIO HA SU ARICCIA!”
    E se questo progetto passasse proprio per la contestazione di una decisione che non ha nulla di divino?

    grande Kènosis!

    possibile che gli umili e ubbedienti PREVARICATORI non riescano a vedere il fiume di amore, di interesse per la città, per gli uomini e per le cose di Dio, che questa “contestazione” ha generato e risvegliato!
    svegliateVI daL VOSTRO TORPORE DELL’UBBIDIENZA … SIATE SVEGLI IL SIGNORE STA’ PASSANDO!

  392. un parrocchiano said

    Cara Kènosis, mi sembra che la rabbia irrefrenabile la sfoghi proprio tu. Fammi sapere come ti ho offeso e ti chiederò perdono. Perchè ti risenti tanto: mentre tu fai la tua battaglia, noi seguiamo i nostri pastori. Non voglio certo convincerti a cambiare idea, ognuno è responsabile delle proprie azioni.
    D’altra parte don Pietro ci sta dando in questo periodo un esempio di mitezza e di accoglienza della volontà di Dio. Lo sto apprezzando anche per questo!

    Buona giornata anche a te.

  393. Kènosis said

    Senti PARROCCHIA’, o sei de coccio o mi stai dando del bugiardo.
    Non sono “cara”, sono “caro”, sono un UOMO!!!!!
    Come hai offeso???????????????????????????????
    Incolpare di allontanare la “brava gente” dalla chiesa non è un’offesa?
    Dare del vanitoso non è un’offesa?
    Dare del presuntuoso non è un’offesa?
    Manca solo che me pigli a schiaffi!!!!

    PLEASE RE-TAKE YOURSELF (aripijate!)

  394. Gianni said

    Cristo, nelle tue infinite grandezze vi è anche un’infinita illusione. L’uomo non si merita la morte di un Dio.. costui è troppo preso a scannarsi in terra.
    E quelle poche mosche bianche che veramente si “svuotano” (questo è il significato greco con cui si firma un anonimo)per amore, non appartengono a questo mondo nè all’uomo. A queste persone va tutto il mio rispetto, a queste persone io chiedo perdono per la mia ignoranza e incapacità.
    Cristo si è fermato ad Ariccia…o per meglio dire alle sue porte.
    Buona Fortuna

  395. Mammamia said

    mamma mia mamma mia mamma mia!!!!
    Certo che avete proprio stufato co st’ubbidienza!!!
    Io mi sono spesso chiesto..qual’è la differenza tra me che non ubbidisco e quelli che ubbidiscono??
    Finalmente dpo il tanto indagare..capire.. scrutare le “bagarell2″ da sacrestia…ho scoperto una cosa sensazionale…
    Eh si signori e signori…reggetevi forti perchè sto per darvi una notizia bomba!!!

    Facendo un pò di calcoli ho capito chi si cela dietro i commenti ubbidienti dei vari ” anonimi” su questo blog..
    Ebbene sono tutte persone che in questi anni hanno, diciamo cosi, cercato di essere nella parrocchia le cosiddette “prime donne”, cercando tra le altre cose, una stima ossessiva da parte del parroco per le proprie capacità…
    ùCome tutti sanno Don Pietro la sua stima l’ha sempre data a coloro che le cose le facevano con disinteresse!! Quindi probabilmente anche se è comunque stato il padre spirituale di detti soggetti, dubito che nutrisse profonda stima per qst persone!!!

    Quindi ecco spiegata la differenza: Io per anni ho litigato e sono stato bacchettato dal don..Ma ho sempre lavorato non per lui e per me stesso ( vi giuro che ci ho provato!!)
    Un bel giorno lui se n’è accorto e ha ( credo ) iniziato a stimarmi… ( cosa della quale sono onorato…ma mi è indifferente per quel che riguarda la mia azione in parrocchia!). Per questo guardo all’oggettivo male di questo trasferimento…
    Voi altri che in realtà non avete ricevuto le lusinghe che volevate…non vedete l’ora che si tolga dai piedi don Pietro per poter entrare ( o forse lo avete gia fatto!!!) nelle grazie del nuovo parroco…!!

    ciao a tuttti

  396. peppe said

    Più vado avanti nella lettura di questo blog più mi convinco che il vescovo ha fatto un grande errore…ha aspettato troppo.

  397. Alex said

    Sono dispiaciuto che Don Pietro vada via.Ma sono ancora più dispiaciuto per quello che è emerso leggendo molti dei vostri commenti.
    Sono emersi rancori personali verso Don Pietro e le persone di cui si è circondato in questi anni, ma anche verso il vescovo Semeraro…ho letto molti veleni da ambo le parti, ho letto d’interessi personali, ho letto insulti minacce e offese in tutte le direzioni….mi domando è questo il popolo di Dio?siete cristiani voi?questa è la chiesa?
    Se è così credo che la chiesa per la maggior parte non ha niente a che vedere con Dio tranne qualche rara eccezione rappresentata da qualche prete di periferia che ancora ci crede come Don Pietro.
    Lasciatelo in pace…sembrate tanti squallidi avvoltoi che aleggiano sulla sua carcassa.
    …non credo non ho mai creduto nelle istituzioni
    ecclesiastiche essendo ormai la chiesa una multinazionale della fede piena di squali di ogni genere che hanno intrattenuto rapporti persino con la banda della magliana…CREDO NELLE PERSONE…Madre Teresa, Ghandi, Martin Luter King, Che Guevara…credo in chi fà qualcosa per gli altri SENZA chiedere niente in cambio…per questo credo anche in Don Pietro…e spero solo che il suo cammino sia buono da qualsiasi parte lo conduca.

  398. Alex said

    …ah ovviamente credo in DIO sia ben chiaro.

  399. iomemedesimo said

    Vi esprimo tutta la mia solidarietà ma non la mia sorpresa.
    La distanza della gran parte della gerarchia cattolica dalla Chiesa è ormai abissale e davvero si può essere fedeli, presbiteri, religiosi, vescovi, presidenti di conferenze episcopali e perfino papi senza aver nulla a che fare col Vangelo! E succede sempre più spesso!
    L’unico sistema che ho trovato in tutti questi anni per intervenire o almeno non essere complice di questo stato di cose è stato di destinare il mio 8xmille ad una istituzione diversa dalla Chiesa cattolica. In questo modo si vanno a toccare gli unici valori in cui la gerarchia dimostra di credere davvero, quelli di Borsa!
    E se poi il vostro parroco è bravo e santo, sostenetelo direttamente, non attraverso le offerte deducibili o l’8xmille.

  400. non rassegnato said

    Caro Gianni,
    ti chiedo scusa ma non riesco a capire, per colpa mia ne sono sicuro, il messaggio che c’è dietro le tue parole.
    Ci parli di una Chiesa che non è fatta di mattoni e campane ma di esseri umani, ci dici che la Chiesa non è il Papa, il Vescovo, don Pietro, ci illustri la Chiesa come la vecchietta che passa tutta la giornata seduta sulla sedia, come quella donna magra come un chiodo che non fa altro che camminare dalla mattina alla sera, come quell’uomo che vive di bastoni (è poco che vivi ad Ariccia ma noto con piacere che ti sei accorto di certe situazioni).
    Beh, ti sembrerà strano, ma questo è quello che penso anch’io ed è proprio per questo che sto manifestando, è proprio per questo che voglio esprimere il mio dissenso per una decisione che di Chiesa non ha nulla. Dov’è l’attenzione verso le persone, gli esseri umani in questi trasferimenti?
    Il Papa, i Vescovi e i sacerdoti, è vero, non sono tutta la Chiesa. Essi sono una piccola parte della Chiesa, quelli che la governano. Se decido di non riconoscere il loro ruolo mi chiamo fuori, dichiaro apertamente di non far parte della Chiesa.
    E’ questo quello che ci vuoi dire?
    Ci stai suggerendo di costruire un altra Chiesa?
    E’ un idea, perchè no!
    Oggi, però, non mi sento pronto per una simile iniziativa. E questo anche per tutto quello che don Pietro mi ha insegnato e testimoniato negli anni. In questo momento e fino a quando qualcuno non mi dimostrerà che sto sbagliando, preferisco manifestare il mio dissenso per le decisioni ordinate senza disconoscere il ruolo dell’uomo che le ha prese, proprio nel tentativo di salvare la Chiesa in cui credo e che don Pietro mi ha insegnato ad amare.
    E’ una impresa impossibile? Probabilmente si, ma ci voglio provare!

  401. TORAH said

    ……Vedendola, il Signore ne ebbe compassione e le disse: “Non piangere!”. E accostatosi toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: “Giovinetto, dico a te, alzati!”. Il morto si levò a sedere e incominciò a parlare. (Lc 7,11-17)

    NON MI RIVOLGO PIU’ A SUA ECCELLENZA IL VESCOVO, MA A CHI, AL DI SOPRA DELLA DIOCESI DI ALBANO, VEDE E OSSERVA IL PIANTO DELLA NOSTRA CITTA’…. ABBIATE COMPASSIONE DELLE NOSTRE ANGOSCE.. TUTTO E’ POSSIBILE A CHI SI ABBEVERA ALLA FONTE DELLO SPIRITO (parafrasando un assunto della 1^ lettura di oggi)…. TUTTO ANCHE IL MIRACOLO DI MANTENERE UNITA E VIVA UNA COMUNITA’ CHE STA’ PERDENDO LA SPERANZA DI CONTINUARE A VIVERE UN SOGNO!

    …..Alcuni perciò Dio li ha posti nella Chiesa in primo luogo come apostoli, in secondo luogo come profeti, in terzo luogo come maestri; poi vengono i MIRACOLI, poi i doni di far guarigioni, i doni di assistenza, di governare, …..(PARTE DI 1Cor 12,12-14.27-31)

  402. Gianni said

    Noi non abbiamo bisogno di costruire un’altra chiesa ma di credere in quella che ci ha insegnato Cristo.

    “Il Papa, i Vescovi e i sacerdoti, è vero, non sono tutta la Chiesa. Essi sono una piccola parte della Chiesa, quelli che la governano.”

    Cristo, che sicuramente più di costoro ne aveva diritto, non si è proclamato governatore di nessuno ma, umilmente, ha vissuto all’ombra di Dio e per il bene degli uomini.
    Il non riconoscere dei ruoli non comporta necessariamente l’uscita da qualcosa. l’uomo, purtroppo, ha bisogno di seguire il tangibile, ciò che è più vicino a lui. I ruoli, in qualsiasi campo, servono a questo.
    Siamo disposti a tenerceli, anche se visibilmente falsi, pur di non rimanere senza una guida, pur di non rimanere soli.
    Cristo quando ha scelto gli apostoli li ha creati per essere servi e non padroni. Molti di costoro oggi governano con anelli d’oro al dito e con la pancia piena, dichiarando di farlo in nome di Dio. Pochi di loro salirebbero su una croce.
    Non è però questo che mi interessa, non sta a me giudicare. Ciò che mi preme nell’essere umano è la sua dignità e coerenza.
    Se un cristiano dichiara di credere in Dio, lo faccia con animo umile e col cuore pieno d’amore o altrimenti è un bugiardo. E in questo forum, come nel mondo, vedo poca umiltà e ancor meno amore.
    Quando Pietro (l’apostolo) ha sfoderato la sua spada tagliando l’orecchio ad uno di quelli che veniva ad arrestare Gesù, per manifestare il suo “dissenso”, Cristo lo ha rimproverato ed ha riattacato l’orecchio. Così facendo Egli ci ha insegnato ad ignorare il male, da qualsiasi parte venga, e pensare unicamente ad amare: perchè l’amore è l’unica fede, l’unico governatore, l’unica chiesa.
    Due volte Cristo è entrato in un tempio: la prima per insegnare a chi credeva d’essere maestro, la seconda per cacciarli.
    La sua chiesa era la polvere e il fango, la stessa polvere e fango che hanno dato vita all’essere umano.
    Prova su questa impresa, caro amico, tutto il resto non è figlio di Dio.
    Cos’è il trasferimento di Don Pietro contro l’ignominia di milioni di bambini che muoiono ogni giorno, contro le guerre, contro la sete di potere dell’essere umano e tante altre cose. Ma senza spingersi così “lontano” e rimanendo ad Ariccia, tu credi veramente che qui non vi sia nulla di più abominevole di quella, qui dichiarata, ingiustizia subita da Don Pietro?
    E se è così, quanto più si dovrebbe risentire e ribellare il bravo cristiano di questo paese? Non siamo ipocriti.
    Dove sono i cartelli, le manifestazioni, gli articoli di giornale e via dicendo su quelle “certe situazioni” di cui mi dici che mi sono accorto.
    E’ da questa chiesa che siamo usciti inconsapevolmente, l’unica che ci ha insegnato Cristo.

  403. cambia il mondo da ora said

    SE NON IO, CHI…
    SE NON QUI, DOVE….
    SE NON ORA, QUANDO….

    Nessuna battaglia per la giustizia e la verità è superflua per la costruzione del Regno di Dio!

  404. sabrina said

    caro gianni. leggo nel tuo commento”Egli ci ha insegnato ad ignorare il male, da qualsiasi parte venga e pensare unicamente ad amare…”Scusami, ma non posso proprio essere d’accordo!! Amare vuol dire proprio NON ignorare il male! semmai Gesù ci chiede di non usare la violenza e quindi non mi sembra che la cosa riguardi questo blog, visto che esprimere un’ opinione non è violenza, semmai lo è voler “zittire” chi lo fa!!!
    i bambini che muoiono di fame E’ MALE
    la guerra E’ MALE
    le lotte di potere E’ MALE
    non permettere a qualcuno di esprimere la propria opinione E’ MALE
    non saper guardare a ciò che non va nella Chiesa E’ MALE
    non credo che di fronte a tutti questi mali quello che ci viene chiesto sia IGNORARE bensì AMARE e ringrazio Dio per tutte quelle persone che nella mia città e nel mondo mettono in pratica il suo Comandamento dell’Amore.

  405. Gianni said

    cara Sabrina,
    quando ho usato il termine ignorare intendevo dire che se ami con tutta l’anima non hai il tempo per vedere il male, quindi questo viene automaticamente “ignorato” dall’amore. Certo che Dio ci chiede di Amare… è quello che sto dicendo da giorni.
    non ho mai affermato che vi era violenza in questo blog ma solo poca umiltà ed amore.
    “la guerra E’ MALE” …. ma l’uomo soldato VA AMATO
    “le lotte di potere E’ MALE”…… ma l’uomo che usa questo potere VA AMATO
    “non permettere a qualcuno di esprimere la propria opinione E’ MALE” ….ma chi ti mette la museruola VA AMATO
    “non saper guardare a ciò che non va nella Chiesa E’ MALE” …….ma chi crea male nella chiesa VA AMATO.
    infine lasciatemi dire un’ultima cosa: come si può invitare la gente ad un blog dicendo di intervenire anche mettendo un nome o un e-mail falsi. Un cristiano che teme di dire apertamente come la pensa come può avere il coraggio di amare?
    ringrazio chi ha avuto il coraggio di dire il proprio nome (vero).
    E ora vi prego di scusarmi e nel ringraziare chi mi ha ascoltato lascio questo blog…chissà ci ritroveremo nel “campo di battaglia” …quello di Dio.
    in bocca al lupo a tutti
    gianni

  406. Kènosis said

    Per Gianni che, sul più bello, si ritira….

    “la guerra E’ MALE” … ma l’uomo soldato VA AMATO…..MA SI DEVE LOTTARE CONTRO LA GUERRA

    “le lotte di potere E’ MALE”…… ma l’uomo che usa questo potere VA AMATO……MA LE LOTTE DI POTERE VANNO DENUNCIATE E CONTRASTATE

    “non permettere a qualcuno di esprimere la propria opinione E’ MALE” ….ma chi ti mette la museruola VA AMATO……MA IO LOTTERO’ FINO ALLA MORTE PER STRAPPARMI LA MUSERUOLA

    “non saper guardare a ciò che non va nella Chiesa E’ MALE” …….ma chi crea male nella chiesa VA AMATO…MA VA SMASCHERATO E FERMATO.

    Mi fu rivolta questa parola del Signore:
    «O figlio dell’uomo, io ti ho posto come sentinella per la casa d’Israele. Quando sentirai dalla mia bocca una parola, tu dovrai avvertirli da parte mia.
    Se io dico al malvagio: “Malvagio, tu morirai”, e tu non parli perché il malvagio desista dalla sua condotta, egli, il malvagio, morirà per la sua iniquità, ma della sua morte io domanderò conto a te.
    Ma se tu avverti il malvagio della sua condotta perché si converta ed egli non si converte dalla sua condotta, egli morirà per la sua iniquità, ma tu ti sarai salvato». (Ez 33,1.7-9)

    ECCO PERCHE’ NON POSSIAMO TACERE!!!!!!!

  407. SCHELETRI said

    ECCO UN PO’ DI SCHELETRI NELL’ARMADIO CHE SPUNTANO FUORI!!!!

    “Roma, Borgo Pio

    E’ il vescovo leccese Marcello Semeraro il protagonista dell’incredibile vicenda che in questi giorni sta scuotendo l’opinione pubblica e tutti i parrocchiani dei Santi Pietro e Paolo di Aprilia, una diocesi importante nel cui territorio si trova il “Vaticano bis”, la residenza pontificia di Castel Gandolfo a Roma. Dalla diocesi, retta dal vescovo Marcello Semeraro, 60 anni, originario di Monteroni, (il 25 luglio 1998 fu eletto vescovo di Oria, mentre dal 1° ottobre 2004 è vescovo di Albano, a Roma) e con alle spalle una carriera di tutto rispetto, sono state “licenziate” tre suore. Il motivo? Si sono rifiutate di prestare servizio come “colf” agli ordini dell’anziano parroco e del suo vice. Compiti insomma che, secondo le tre sorelle, nulla hanno a che fare con lo spirito missionario della loro vocazione e con l’attività di catechesi per i giovani.”

  408. Ci credo ancora said

    Scrivo in RISPOSTA all’intervento di “Grandeee” (12 settembre) che si preoccupa della CONTINUITA’ PASTORALE:

    Credo che il prossimo parroco, certamente, su indicazione del Vescovo (almeno mi pare di aver capito che così abbia detto nell’incontro con i rappresentanti del Consiglio Pastorale)e per desiderio di questa Comunità, proseguirà tutte le attività che si stanno portando avanti da anni e tutti i gruppi (ADG1, ADG2, ADG3, LDF1, LDF2, LDFG, Volontariato Vincenziano, Figlie di Maria …) proseguiranno il loro cammino.
    Soprattutto, e lo spero tanto, proseguirà la LECTIO DIVINA che don Pietro ha iniziato dal 1986 appena venuto ad Ariccia e che non è mai stata interrotta, per tutti i fedeli e specificatamente per le coppie giovani e ancora per le coppie con figli un po’ più grandi.
    Come già accade da anni, il programma settimanale, con l’editoriale del parroco, certamente continueremo a trovarlo su “SETTE GIORNI INSIEME” che sarà a disposizione come sempre in chiesa o che potremo continuare a consultare sul sito “www.assunta.it”

  409. in attesa said

    MI FATE SAPERE DOVE POSSO TROVARE TUTTE LE NOTIZIE DELL’ORATORIO GIOVANILE DI ARICCIA?
    GRAZIE

  410. STAMPA said

    UNA NOTIZIA CHE FA RIFLETTERE …

    8 PER MILLE IN CALO
    Secondo un documento interno della Cei, anticipato dall’agenzia cattolica indipendente Adista, diminuisce, dopo quasi dieci anni di costante incremento, la percentuale delle firme per la destinazione dell’otto per mille a favore della Chiesa cattolica.
    «Purtroppo, per la prima volta da alcuni anni a questa parte» – scrive la Cei, nel documento pubblicato da Adista – si registra «una diminuzione della percentuale delle firme a nostro favore, che passano dall’89,82% (per il 2008, sulla base delle dichiarazioni dei redditi del 2005) all’86% (per il 2009, sulla base delle dichiarazioni del 2006)». Tale dato, spiegano i vescovi, è l’effetto di «un significativo incremento delle scelte espresse (equivalenti a circa 800.000 firme), quasi tutte per l’opzione “Stato”, che passa in percentuale dal 7,6% all’11% del totale». Questa riduzione, si legge nella nota – «determinerà per il prossimo anno un significativo calo, pari a quasi 35 milioni di euro, delle risorse che riceveremo dall’otto per mille.» (FONTE: CORRIERE DELLA SERA)

  411. EH GIA' said

    Non penso ci sia da stupirsi davanti a questi numeri.
    Perfino i cattolici praticanti a volte sono in dubbio se dare o meno questa cifra alla Chiesa cattolica….figuarsi tutte quelle persone che nn frequentano neppure la parrocchia da operatori pastorali, catechisti, educatori o semplici laici!
    Ovviamente preferiscono affidarsi ad associazioni varie…
    Forse la Chiesa dovrebbe farsi una migliore pubblicità…e non intendo solo quella televisiva!!

  412. risposta said

    QUALSIASI NOTIZIA SULLE ATTIVITA’ DELL’ORATORIO LA PUOI TROVARE O SUL BLOG DELL’ORATORIO STESSO http://oratorioariccia.spaces.live.com/ OPPURE CHIEDENDO AD UNO DEGLI EDUCATORI CHE NE FANNO PARTE! IN PARTICOLARE OGNI EDUCATORE SI OCCUPA DI UNA FASCIA DI ETA’, QUINDI SE HAI BISOGNO DI UN’INFORMAZIONE SPECIFICA PUOI VENIRE DOMENICA ALLA MESSA COMUNITARIA DELLA 11 E CHIEDERE..

  413. RADIO ANCH'IO said

    Chi ha seguito stamattina dalle 9 e 5 alla 9 e 55 il programma radiofonico RADIO ANCH’IO su radio1??
    Il tema del giorno è stato proprio il problema del calo dell’ 8 PER MILLE!
    Sono intervenute diverse persone e più volte queste ultime hanno ammesso di non avere molta fiducia nella Chiesa cattolica a causa dello scarso o talvolta assente DIALOGO con noi laici!

    Alla faccia di chi dice che siamo in 4 gatti a ragionare così!!

  414. DEBORA CUCCARO said

    CIAO COMUNICAZIONE ALLO STAFF:
    PER FAVORE LAVORO TUTTO IL GIORNO E NON HO INTERNET,RIESCO 1 VOLTA A SETTIMANA A LEGGERE LA POSTA,HO PARTECIPATO ALL’ASSEMBLEA CITTADINA A PALAZZO CHIGI, GRAZIE AL VOLANTINAGGIO. HO TROVATO LA COMUNICAZIONE SUL PARABREZZA DELLA MIA MACCHINA,HO CHIUSO IL NEGOZIO E SONO VENUTA,NON RIESCO A VENIRE LA DOMENICA A MESSA,PURTROPPO.PERTANTO AVETE LA MIA MAIL,PER FAVORE SE CI SARA’ UN INCONTRO CON IL VESCOVO, IL PAPA, FATEMELO SAPERE. ANCHE TRAMITE POSTA VIA QUINTILIO VARO 142 00174 ROMA GRAZIE.
    DEBORA CUCCARO

  415. STAMPA said

    UN’ALTRA NOTIZIA CHE FA RIFLETTERE …
    CHI VOLEVA CONOSCERE IL RUOLO DEI LAICI NELLA CHIESA, QUI PUO’ TROVARE UNA RISPOSTA …

    “NON ABBIATE PUDORE A CHIEDERE SOLDI”: LETTERA DELLA CEI AI CATTOLICI PER RILANCIARE IL SOSTEGNO ALLA CHIESA
    Scrivono i vescovi: “Nonostante i timori iniziali legati all’introduzione del nuovo sistema, che comportava la rinuncia alla ‘congrua’ e ai fondi per l’edilizia di culto, cioè a forme di finanziamento automatico da parte dello Stato anche a titolo di risarcimento rispetto alle leggi eversive del patrimonio ecclesiastico, i frutti sono stati confortanti” e “la Chiesa ha potuto disporre di risorse costanti”. “A uno sguardo attento, emergono però nuovi timori, figli in gran parte della tentazione dell’assuefazione. Nulla, in realtà, è definitivamente acquisito e sarebbe un grave errore affievolire la tensione propositiva, rinunciando a educare al dovere del sovvenire e alla promozione di una mentalità ecclesiale di partecipazione e corresponsabilità” che “investe ogni dimensione della vita cristiana, compreso il reperimento dei beni materiali necessari per vivere”. “Partecipare alla vita della Chiesa vuol dire perciò condividere anche i beni materiali e il denaro”, scrivono i vescovi. Quindi, si legge nella lettera, sacerdoti, religiosi e catechisti non devono vergognarsi o avere paura di chiedere soldi: le motivazioni del sostegno economico alla Chiesa “devono essere costantemente richiamate nella catechesi, negli itinerari formativi, nell’insegnamento teologico. Dovremmo forse superare quell’eccessivo pudore che ci induce a tralasciarle nella predicazione abituale: ben diverso era, su questi temi, lo stile degli Apostoli”. Un pudore che, aggiungono i vescovi, alimenta l’assuefazione e la disaffezione da parte dei fedeli: “troppo basso” è infatti “il livello di coinvolgimento dei fedeli nel sostentamento del clero attraverso le apposite offerte deducibili (che sono del tutto volontarie, a differenza dell’otto per mille che va obbligatoriamente versato, ndr), troppo alto il rischio dell’assuefazione, che non favorisce la partecipazione consapevole dei fedeli e tende a spostare l’asse portante del sistema verso l’otto per mille”.

    La lettera si chiude con tre “raccomandazioni specifiche ai fedeli, nelle loro diverse condizioni di vita”: ai laici, dopo i ringraziamenti per quanto elargito in questi venti anni, viene chiesto di continuare a sostenere economicamente il clero con le offerte e la Chiesa cattolica con la destinazione dell’otto per mille; ai seminaristi di studiare e approfondire “le motivazioni teologiche e pastorali che sono alla base del sistema di sostegno economico alla Chiesa in Italia e i concreti meccanismi del suo funzionamento” per poter poi essere in grado “di accompagnare con convinzione e lealtà le comunità che vi saranno affidate” (anche perché, presentando il testo della lettera agli altri vescovi, mons. Pietro Farina, vescovo di Alife-Caiazzo e presidente del Comitato per il sostegno economico alla Chiesa cattolica, spiega che “solo il 22% del seminaristi arriva al sacerdozio con una buona conoscenza dell’attuale sostegno economico alla Chiesa e al clero”); e ai presbiteri di non “avere ritegno ad affrontare questi temi con i fedeli, garantendo al contempo la massima trasparenza nel far conoscere la situazione economica e i conti delle nostre parrocchie e di tutte le realtà ecclesiali”. (l. k.)
    (fonte ADISTA)

  416. sciopero said

    Forse qualcuno dovrebbe interrogarsi sui molti segnali che arrivano dal “basso” …
    Ho seguito la trasmissione radiofonica “Radio anch’io” e devo dire che il disagio della “base” rispetto alle gerarchie è ormai diffuso.
    Anche se non si vuole prestare ascolto alla voce della gente, l’aspetto economico è molto significativo … e forse questo è, finalmente, un argomento a cui nelle “alte sfere” saranno più sensibili!!!

    La lettera sopra citata parla da sola!!!!!!!!!!!!
    Visto che i laici sono chiamati soprattutto a “continuare a sostenere economicamente il clero”, potremmo cominciare a pensare che questo sia l’unico canale di comunicazione rimasto aperto … e allora, per far sentire la nostra voce, anzichè parlare lungamente di pastorale, di Concilio e di Vangelo, perchè non ipotizzare uno “sciopero delle offerte” (come già proposto in un precedente intervento), o, addirittura, uno “sciopero dell’otto per mille”?
    Pensiamoci …

  417. Parrocchiano said

    PER TOMMASO “IL” MORO (o forse il Saraceno…):

    Che bello! il mondo muore di fame, manca di lavore, dignita’ e istruzione e noi spendiamo i milioni di euro dell’8 per mille e le offerte (soldi guiadagnati col sudore e tolti alla famiglia) per rifare le nostre belle cattedrali!! Ma che bello!! Mi sento fiero di far parte di questa CHIESA ITALIANA! Che bello ora non vedo l’ora di venire con voi a pregare molto meglio il nostro dio… DANARO!!!

    Caro Tommasino tu cosi’ addentrato nelle “cose” della curia di Albano per favore rispondimi a questa domanda: era davvero cosi’ necessaria questa opera magna? o forse necessitavamo piu’ di un oratorio ad Albano che caso strano cosi’ vicina alla curia ancora non ce l’ha! che paradosso che è questa cosa… pero’ insomma il Vescovo ora avra’ una signora sedia su cui sedersi vuoi mettere, da la’ ora che sta un po’ piu’ in alto potra’ essere meglio visto ed ascoltato dai drogati e gli sbandati ed i poveri di Villa Doria!!!

    Ho deciso anche io di non dare l’8 per mille alla Chiesa l’anno prossimo perchè tanto per certezza personale lo so che non vanno a finire dove hanno ne hanno davvero bisogno: ai poveri dell’ Africa, Asia o America Latina. Ma vanno spesi per la maggior parte per questo: per abbellire le nostre Cattedrali…nel deserto!

    Mi ricordo un paio di scemi che dissero:
    “Finchè sarai povero sarai libero” e li abbiamo fatti santi… ma se sono santi sono dunque modelli di vita no? e perché nella Chiesa Italiana non lo facciamo? Sono troppo pochi quelli che scelgono la via della poverta. Non capite che una CHIESA RICCA e’ scandalo agli occhi del mondo e di Dio?

    Oh vescovi voi che dite:
    Fatevi pagare, rimborsare per cio’ che fate… MA FORSE PIETRO O PAOLO TENEVANO GLI SCONTRINI IN TASCA E LI PRESENTAVANO A GESU’ LA SERA? “Ohi Gesu’ guarda io per la lettera ai Colossesi ho speso 5 sesterzi! sai il francobollo costa caro l’inchiostro e’ aumentato…” MA FATE RIDERE! Mi hanno insegnato a dare senza chiedere compenso, a donare gratis e ora voi ci volete FAR SCADERE AL RUOLO DI MESTIERANTI???
    NO CARI AMICI NON CI CASCHIAMO IN QUESTA TRISTE TRAPPOLA… RIPARTIAMO DA QUESTA POVERTA’ SULL’ESEMPIO DI TERESA DI CALCUTTA E FRANCESCO D’ASSISI A FARE QUESTA RIVOLUZIONE NELLA CHIESA, SENNO’ MI DOMANDO CHE LI ABBIAMO FATTI SANTI A FARE…

    Aspetto con ansia “pastorale” la tua risposta oh Tommasino (pane e vino…) (chi ha orecchie per intendere le citazioni…)

    San Francesco d’Assisi, prega per noi!
    Santa Teresa di Calcutta, prega per noi!

  418. non ho parole said

    Finalmente!!!
    Era ora che arrivasse qualcuno a sistemare degnamente il trono del Vescovo.
    Avete visto che bello il nuovo presbiterio della cattedrale di Albano. In bell’evidenza più in alto di tutto, anche dell’altare, campeggia la nuova cattedra vescovile. Spero di sbagliarmi ma, se la memoria non m’inganna, ho l’impressione che per far risaltare il più possibile il nuovo trono si è stati costretti addirittura ad abbassare l’altare.

    Il bello è che quando si analizzano le cause del calo dell’8 per mille si parla di assuefazione.

  419. ascolto said

    CELEBRAZIONE DELLA SANTA MESSA CON DEDICAZIONE DELL’ALTARE DELLA CATTEDRALE DI ALBANO

    Spunti tratti dall’omelia del Santo Padre Benedetto XVI

    Domenica, 21 settembre 2008

    Ma quanto più grande, cari fratelli e sorelle, deve essere la nostra gioia sapendo che sull’altare, che ci accingiamo a consacrare, ogni giorno si offrirà il sacrificio di Cristo; su questo altare Egli continuerà ad immolarsi, nel sacramento dell’Eucaristia, per la salvezza nostra e del mondo intero. Nel Mistero eucaristico, che in ogni altare si rinnova, Gesù si fa realmente presente. La sua è una presenza dinamica, che ci afferra per farci suoi, per assimilarci a sé; ci attira con la forza del suo amore facendoci uscire da noi stessi per unirci a Lui, facendo di noi una cosa sola con Lui.

    La presenza reale di Cristo fa di ciascuno di noi la sua “casa”, e tutti insieme formiamo la sua Chiesa, l’edificio spirituale di cui parla anche san Pietro. “Stringendovi a lui, pietra viva, rigettata dagli uomini, ma scelta e preziosa davanti a Dio – scrive l’Apostolo -, anche voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, per mezzo di Gesù Cristo” (1 Pt 2, 4-5).

    Vi doni il Signore di vivere una comunione sempre più convinta ed operosa, nella collaborazione e nella corresponsabilità ad ogni livello: tra presbiteri, consacrati e laici, tra le diverse comunità cristiane del vostro territorio, tra le varie aggregazioni laicali.

  420. silvana zambonini said

    Una semplice domanda, al di là della diatriba innescata dalla decisione di destinare don Pietro a Marino, perchè nessuno si firma con il proprio nome e cognome? perchè non si ha il coraggio di dire ciò che si pensa apertamente? grazie per le vostre risposte. silvana zambonini

  421. INSONNE said

    Domenica mattiva verso le 12.10 su RADIO CAPITAL, si parlava ancora del fatto “Don Pietro allontanato”. Il giornalista esponeva le preoccupazioni per la cittadina, ancora speranzosa che il trasferimento venga bloccato. Intanto, confortava gli ascoltatori impegnati in pastorali, ad Ariccia, dichiarando che, comunque, in un’incontro con catechisti e co., il Vescovo aveva assunto la responsabilità della continuità pastorale.

    Voglio credere a queste parole … voglio eccellenza crederLe fino a quando i fatti non la smentiranno…. ma devo ammettere che temo fortemente Lei non possa impegnarsi per altre persone (Don Aldo appunto), non possa prevedere quale progetto ha in mente il parroco in arrivo per AricCia e quale verrà lasciato in secondo piano….. Lei è così sicuro di poter gestire e monitorare tutto, da non accorgersi che tutto le stà sfuggendo di mano… anche l’entusiamo di tanti laici impegnati!!!!!!!!!

    NON DIMENTICHI GLI IMPEGNI PRESI ECELLENZA! NOI SAREMO QUì A RICORDAGLIELI…( NON PRONTI AD ADDITARLA E GIUDICARLA – Dio ci scampi da questa possibile deviazione)PER TUTELARE COLORO CHE NON HANNO VOCE… I PIU’ PICCOLI ED I PIU’ DEBOLI.!

  422. ariccianontace said

    http://oritano.blogspot.com/2007/11/monsignor-semeraro-licenzia-tre-suore.html

    leggete attentamente qst articolo!!!
    soprattutto la parte finale

  423. silvana zambonini said

    Ho letto l’articolo sulle tre suore ed il finale sugli 83 euro mensili per un seminario in affitto. Al cardinal Bagnasco che tanto si adopera a favore degli immigrati esortando perchè non si arrivi alla violenza nei loro confronti e si tenga conto della loro povertà, perchè non far pervenire la richiesta della ns. comunità ariccina affinchè si affitti a questi fratelli immigrati, ed alla stessa cifra mensile di 83 euro, le stanze vuote dei vari collegi/case dei ns. religiosi, sparsi nella diocesi di Albano?? proprio stamane a Roma una giovane donna bosniaca con i suoi due piccoli e raffreddatissimi bambini (di 2 e 3 anni) piangendo mi ha messo al corrente delle sue difficoltà a reperire un alloggio per l’imminente inverno. Silvana Zambonini

  424. giorgia said

    Vorrei tanto avere un commento di quei fratelli illuminati che hanno pregiato il ns. Vescovo (come qualunque altro Vescovo) della scienza Sapienzale dello Spirito che accompagna ogni sua decisione e comportamento! Cosa pensano delle decisioni prese ad Aprilia e prima ad Oria?
    Aiutatemi voi a capire, dove, devo scorgere, la presenza dello Spirito in quelle scandalose decisioni, perché ho tanta confusione ed inquietudine…, sono stata ad ascoltare (grazie blog) ed a guardare per tanto tempo, ora non so più da che parte stare……

    Forse è, ancora, un monito del Signore per ricordarci di stare solo dalla parte del debole, dell’umile, del piccolo…. San Francesco prega per noi e per la nostra/tua Chiesa!

  425. comunità destabilizzata said

    Come mai le persone come Don Pietro non diventano Vescovi? Quelle che spendono la vita al solo servizio del debole, quelle disinteressate al potere e al tornaconto personale ( sia esso economico o clientelare), quelle senza scheletri negli armadi?
    Dovremmo, come Chiesa responsabile, cominciare a chiedercelo!

  426. STAMPA said

    Vorrei citare un interessante libro, poco pubblicizzato, intitolato “CHIESA PADRONA” (sottotitolo: “Strapotere, monopolio e ingerenza nel cattolicesimo italiano”, Piemme 2006, pp. 188, € 12,90); l’autore è ROBERTO BERETTA, giornalista cattolico, collaboratore di “Avvenire” e non nuovo a sortite irriverenti all’interno dell’allineato mondo dell’informazione cattolica.

    Ecco, ad esempio, ampi stralci del capitolo dedicato all’otto per mille …

    TUTTO QUELLO CHE NESSUNO VI HA MAI DETTO SULL’USO DELL’8 PER MILLE
    di Roberto Beretta

    La Trinità ha quattro persone? Si può discutere. Gesù Cristo non è veramente risorto? Parliamone. Però al vero clericale non toccare l’otto per mille: quello è diventato ormai più sicuro di un dogma, più intangibile di un precetto del catechismo. E non per gretta avidità di denaro: perché trattasi di uno dei principali ingranaggi su cui si fonda il macchinoso castello della “Chiesa padrona”.
    Del resto, discutere della divinità di Gesù Cristo – finché non sboccia in aperta eresia – interessa al massimo una minoranza di colti, e comunque ammette un sacco di sfumature magari lecite. Invece sollevare obiezioni «dall’interno» su tattiche contingenti e discutibili come l’otto per mille (…), sia pur in linea teorica o ipotetica, rischia di creare una crepa nella quale “i nemici” potrebbero infilarsi per scardinare l’intero sistema (…).

    Proprio il meccanismo dell’otto per mille, pur avendo dischiuso grandi risorse e prospettive alla Chiesa, mostra un sacco di effetti collaterali di cui tra credenti ed ecclesiastici non si parla mai.

    Cominciamo dalle prime. Anzitutto, il denaro corrisposto dai contribuenti italiani (attraverso una firma sulla dichiarazione dei redditi) alla Cei – oppure ad altre realtà confessionali ammesse al sistema – non fa che riconoscere almeno in parte il servizio sociale, educativo, assistenziale oltre che religioso svolto dalla Chiesa per i cittadini italiani, non credenti inclusi.
    Si tratta dunque di un sacrosanto e probabilmente sottostimato “stipendio” per una categoria, il clero, che oltre ai suoi doveri di culto compie moltissimo lavoro “pubblico” e civile; e che, anche quando adempie a un ministero puramente spirituale, risponde alla domanda di gran parte della popolazione. Dunque ha diritto a sentirsi garantito di un minimo vitale.

    Però proprio questa “garanzia” dovrebbe fare un po’ di problemi, ai cattolici e ai preti stessi. Per esempio, per la mancata responsabilizzazione dei laici cristiani sul mantenimento del “loro” clero: se in Italia vigesse il sistema tedesco delle decime, o quello americano delle tasse sul culto, c’è da credere che i nostri preti farebbero la fame e che la Penisola sarebbe abitata al 99% da un popolo di agnostici “fiscali”. Eppure, sarebbe più rispondente allo spirito del Vangelo che i credenti stessi provvedessero fraternamente ai loro preti (ammesso che questi ultimi si fidassero a mettersi nelle mani dei fedeli…). Utopia? (…)

    Troppo “garantismo” sulle risorse, inoltre, non favorisce lo sviluppo nemmeno di chi usufruisce di tali fondi: è una legge della logica assistenziale. In altre parole: che lavorino o no, che lo facciano molto o poco, i preti il piatto in tavola sono sicuri di avercelo (a differenza di molte altre categorie di persone) e anche qualcosina in più; perché dovrebbero affaticarsi a guadagnarselo? Certo, si suppone che la loro coscienza sia più scrupolosa di quella – per esempio – di un “normale” e vituperato dipendente statale: ma anche loro sono uomini, no? Perché non potrebbero cadere in qualche caso in una mentalità assistenziale?

    Anche per la Chiesa nel suo complesso, il fatto di godere ogni anno di centinaia di milioni più o meno “sicuri” non stimola certo la fiducia nella Provvidenza, per non dire lo spirito di povertà francescana. Anzi, pone semmai problemi di effettiva libertà nei confronti dello Stato o del suo governo, che potrebbero anche esercitare un sottile ricatto politico (…).

    L’otto per mille è assai comodo, solleva da un sacco di problemi e permette persino di togliersi certi sfizi o di abbondare in qualche investimento; ma pone pure qualche problema, e qualche domanda scomoda. Per esempio, basta navigare nel bellissimo sito Internet dedicato al cosiddetto “Sovvenire” oppure guardare in tv i periodici spot mandati in onda prima del periodo delle dichiarazioni dei redditi per rendersi conto di quali e quante risorse professionali vi siano state profuse. Giustamente, forse; ma uno spot simile – poniamo – su Gesù Cristo, quando mai la Cei lo ha commissionato e fatto trasmettere?

    C’è un’altra questione ben più capitale, tuttavia, ed è l’enorme potere attribuito a chi gestisce i proventi dell’otto per mille e delle altre offerte del “Sovvenire”; un potere che non deriva “dal basso”, da una democratica elezione, né deve rendere conto del suo operato (al di là dei bilanci generali) a chi ha versato il suo contributo; un potere che pure ha importantissimi risvolti ecclesiali e teologici. Quale vescovo per esempio – sapendo che poi dovrà ricorrere alla Cei per il denaro che gli occorre a sistemare un seminario o riparare la cattedrale o costruire qualche canonica – alzerà mai la mano in assemblea generale per contestare le posizioni della presidenza? In assenza di separazione dei poteri, come tra Parlamento e magistratura per esempio, il rischio è quello di far coincidere i controllori con i controllati: un regime che – anche se (lo speriamo vivamente) di fatto non si verificano abusi né irregolarità – alimenta il clericalismo, cioè nel caso specifico una gestione discrezionale del denaro.

    Certo, esistono alcune norme per favorire un’equanime distribuzione dei fondi. Nel 2005, per esempio, la Chiesa cattolica ha ottenuto dal ministero delle Finanze 984 milioni di euro, dei quali 315 sono andati al sostentamento dei quasi 39 mila sacerdoti italiani, 155 per le esigenze del culto e della pastorale e 85 a interventi caritativi (questi ultimi due fondi vengono ripartiti per metà in parti uguali tra tutte le 226 diocesi italiane e per l’altra metà sulla base del numero dei loro abitanti). E fin qui si tratta di meccanismi di divisione automatici e dunque senza possibilità di sperequazioni.

    Ma il resto, che poi corrisponde a quasi metà del totale, una somma comunque enorme?
    Una parte, per esempio quella relativa alla costruzione di nuove chiese o alla tutela dei beni artistici e agli interventi a favore del terzo mondo, dipende dai progetti presentati alla Cei – ed è bello pensare che non ci siano margini discrezionali o favoritismi per le diocesi “amiche” -; un’altra finisce a pioggia sopra vari enti cattolici, compresi alcuni magari benemeriti ma del tutto sconosciuti se non agli addetti ai lavori – e anche qui è difficile credere che i destinatari si sentano poi liberi, se fosse il caso, di presentare obiezioni sull’operato di chi fornisce aiuti tanto preziosi -; un’altra ancora confluisce in fondi come quello intitolato alla catechesi e all’educazione cristiana, che sarebbe curioso sapere che cosa ne faccia dei ben 60 milioni di euro erogatigli ogni anno.

    Insomma, senza voler prospettare il peggio – e cioè fenomeni di corruzione o cattiva gestione -, è inevitabile che cifre così rilevanti “riservate” (lo dice il sito Internet ufficiale) “alla Presidenza della Cei” per “attività di rilievo nazionale” creino nei confronti della stessa Cei e in specie della sua dirigenza una fastidiosa posizione di sudditanza almeno psicologica e morale da parte dei confratelli vescovi e della maggior parte delle istituzioni ecclesiali o laicali.

    Il denaro, soprattutto quando è molto, significa potere; anche nella Chiesa (…). Proprio in quanto la Chiesa non è un sistema democratico, dotato dunque di meccanismi di controllo ben precisi, dovrebbe mettersi al riparo da ogni illazione di parzialità distinguendo l’indirizzo “politico” dalla gestione dei fondi e garantendo che essi arrivino anche a un eventuale gruppo di dissenzienti dalla linea della dirigenza.

    Spesso la Chiesa ricorda di non essere una democrazia. Ma, se è per questo, non è nemmeno una monarchia (“Essere Chiesa di comunione”, ha scritto il giornalista Giancarlo Zizola, “significa essere più di una democrazia, non meno”) e comunque dovrebbe aver presenti le anomalie che il suo regime comporta, e cercare di ovviarvi (…).

    La struttura cattolica, infatti, vede lo spirituale e il temporale talmente sovrapposti che un cortocircuito è quasi inevitabile; l’abuso di potere spesso è inavvertito persino da chi lo esercita, in quanto costui è convinto di compierlo a fin di bene; la commistione dei livelli, la mancata distinzione degli ambiti (in altri contesti si direbbe il conflitto d’interessi) non vengono neppure presi in considerazione. Così avviene che, come succede spessissimo negli ambienti “laici”, grazie all’attuale sistema, anche nella Chiesa, quanti reggono i cordoni della borsa tengano sotto controllo ben più di ciò che effettivamente gestiscono, ed esercitino un potere ricattatorio che non ha nemmeno bisogno di essere espresso perché i soggetti lo percepiscano (…).

    Basta fare una prova: si troveranno fior di case editrici cattoliche o riviste espressione di ordini religiosi disposte a ospitare le più estrose e dubitosamente ortodosse dottrine teologiche; e nessuno o quasi, nella gerarchia, muoverà un dito. Ma guai a chi si arrischi a esprimere un semplice dubbio sul meccanismo che garantisce il sostentamento del clero (e tanto altro assieme): lì la burocrazia clericale agisce senza pietà. Questo stesso libro ha provato la ventura di essere stato rifiutato, dopo una lettura dei primi capitoli, dalla pur ottima e ben intenzionata casa editrice cattolica che ne aveva accolto volentieri il progetto, e non perché il testo sostenesse a parere del responsabile cose inaccettabili: solo perché la casa “non poteva permettersi” di indisporre chi nelle alte gerarchie ha poi il potere di esercitare le sue ritorsioni in tanti e pesanti modi, che magari riguardano la casa editrice stessa, le sue strutture o la congregazione religiosa che ne è proprietaria.

    L’otto per mille come ricatto morale, quindi. Già adesso è d’uso tappar la bocca a chiunque nella Chiesa non sia d’accordo con la linea dominante, rinfacciandogli il fatto che pure lui intasca i frutti della convenzione con lo Stato. Non sei d’accordo? Rinuncia ai finanziamenti per la tua parrocchia, alla congrua, allo stipendio da giornalista nel quotidiano cattolico… Altrimenti taci e ringrazia la Provvidenza (e il concordato) che ti danno da mangiare! La libertà dei figli di Dio scambiata con il biblico piatto di lenticchie…

  427. la chiesa che vorrei said

    SPESSO LA CHIESA RICORDA DI NON ESSERE UNA DEMOCRAZIA. MA, SE È PER QUESTO, NON È NEMMENO UNA MONARCHIA (”ESSERE CHIESA DI COMUNIONE”, HA SCRITTO IL GIORNALISTA GIANCARLO ZIZOLA, “SIGNIFICA ESSERE PIÙ DI UNA DEMOCRAZIA, NON MENO”

  428. Diocesano said

    ecco…Semeraro è probabilmente nella terna per la nomina a nuovo segretario della CEI…
    Speriamo che il Santo Padre lo scelga!!! Non se ne può più…Dopo che ci ha esortato a non venire dal Papa..( che sacndalo!!)..Nessuno lo vuole più qui!!

    …da una parrocchia marittima…

    Siamo con voi in questa protesta!!!

  429. STAMPA said

    PAPA NOMINA MONS.CROCIATA SEGRETARIO CEI

    CITTA’ DEL VATICANO – Monsignor Mariano Crociata, vescovo di Noto, è il nuovo segretario generale della Conferenza episcopale italiana. Lo ha nominato il Papa al posto di mons. Giuseppe Betori, designato arcivescovo di Firenze. Oggi si conclude il Consiglio permanente della Cei che ha indicato al Papa la terna di nomi per la scelta del segretario. Secondo indiscrezioni mons. Crociata sarebbe stato il primo nome della terna. E’ la prima volta nella storia della Cei che questo incarico è attribuito a un presule del Sud.

    Mons. Crociata, nato 55 anni fa a Castelvetrano in provincia di Trapani, è sacerdote dal ’79 e dal luglio 2007 e’ vescovo di Noto. Ha conseguito il dottorato in teologia alla Gregoriana e ha studiato all’Almo collegio Capranica. Nella prestigiosa Facoltà teologica di Palermo ha diretto il dipartimento di Teologia delle religioni, organizzando tra l’altro numerosi convegni sull’islam. Nella stessa facoltà ha collaborato con mons. Cataldo Naro, compianto arcivescovo di Monreale scomparso nel 2006, e che l’allora presidente dei vescovi, Camillo Ruini, avrebbe ben visto ai vertici della Conferenza episcopale italiana. Secondo indiscrezioni il nome di mons. Crociata per l’incarico di numero due della Cei sarebbe una scelta personale del presidente, il cardinale Angelo Bagnasco.

    “Il Santo Padre – comunica il bollettino della sala stampa della Santa Sede – con riferimento a quanto previsto dall’articolo 30, comma 1 dello Statuto della conferenza episcopale italiana, ha nominato segretario generale della medesima Conferenza, per il prossimo quinquennio, S. E. Mons. Mariano Crociata, finora vescovo di Noto”.

    (FONTE: ANSA 25-09-2008 12:45)

  430. meditazione said

    Meditazione del giorno

    Paolo VI, papa dal 1963 al 1978
    Omelia a Manila, 29/11/70 (© copyright Libreria Editrice Vaticana)

    « Ma voi chi dite che io sia »

    Cristo! Sí, io sento la necessità di annunciarlo, non posso tacerlo: «Guai
    a me se non proclamassi il Vangelo!» (1 Cor 9, 16). Io sono mandato da Lui,
    da Cristo stesso, per questo. Io sono apostolo, io sono testimonio. Quanto
    più è lontana la meta, quanto più difficile è la mia missione, tanto più
    urgente è: l’amore che a ciò mi spinge (2 Cor 5, 14). Io devo confessare il
    suo nome: Gesù è il Cristo, Figlio di Dio vivo (Mt 16, 16); Egli è il
    rivelatore di Dio invisibile, è il primogenito d’ogni creatura, è il
    fondamento d’ogni cosa; Egli è il Maestro dell’umanità, è il Redentore;
    Egli è nato, è morto, è risorto per noi; Egli è il centro della storia e
    del mondo; Egli è Colui che ci conosce e che ci ama; Egli è il compagno e
    l’amico della nostra vita; Egli è l’uomo del dolore e della speranza; è
    Colui che deve venire e che deve un giorno essere il nostro giudice e, noi
    speriamo, la pienezza eterna della nostra esistenza, la nostra felicità. Io
    non finirei più di parlare di Lui: Egli è la luce, è la verità, anzi: Egli
    è «la via, la verità e la vita» (Gv 14, 6); Egli è il Pane, la fonte
    d’acqua viva per la nostra fame e per la nostra sete (Gv 6,35; 7,38); Egli
    è il Pastore, la nostra guida, il nostro esempio, il nostro conforto, il
    nostro fratello. Come noi, e più di noi, Egli è stato piccolo, povero,
    umiliato, lavoratore, disgraziato e paziente. Per noi, Egli ha parlato, ha
    compiuto miracoli, ha fondato un regno nuovo, dove i poveri sono beati,
    dove la pace è principio di convivenza, dove i puri di cuore ed i piangenti
    sono esaltati e consolati, dove quelli che aspirano alla giustizia sono
    rivendicati, dove i peccatori possono essere perdonati, dove tutti sono
    fratelli. Gesù Cristo: voi ne avete sentito parlare; anzi voi, la maggior
    parte certamente, siete già suoi, siete cristiani. Ebbene, a voi cristiani
    io ripeto il suo nome, a tutti io lo annuncio: «Gesù Cristo è il principio
    e la fine; l’alfa e l’omega» (Ap 21,6); Egli è il Re del nuovo mondo; Egli
    è il segreto della storia; Egli è la chiave dei nostri destini; Egli è il
    mediatore, il ponte, fra la terra e il cielo… Egli il Figlio dell’uomo, è
    il Figlio di Dio… è il Figlio di Maria… Gesù Cristo! Ricordate: questo
    è il nostro perenne annuncio, è la voce che noi facciamo risuonare per
    tutta la terra (Rm. 10, 18), e per tutta la fila dei secoli.

  431. dià lògos said

    Ho letto l’intervento di “meditazione”.
    Bellissimo stralcio dell’omelia di Paolo VI … ma … scusa, non riesco a cogliere il nesso con i temi che sono discussi in questo blog!

    Se magari cerchi di esplicitare il tuo pensiero, potremmo discuterne .. così è una bella citazione, ma di questo passo potremmo citare qualunque cosa!!!!!!

    Inviterei tutti a esprimere un PROPRIO pensiero, supportandolo pure con argomentazioni autorevoli, ma chiarendo quale voglia essere il PROPRIO CONTRIBUTO al dibattito nel blog.

  432. STAFF AricciaNonTace said

    Troviamo assolutamente pertinente l’intervento di dià lògos ed invitiamo tutti gli utenti ad esprimere una propria opinione su quanto viene da loro riportato, in modo da poter instaurare un dialogo proficuo e costruttivo.
    Il blog sta crescendo, sta raccogliendo consensi a livello locale e nazionale, stiamo ricevendo attestati di stima proprio per il fatto che, nonostante queste pagine siano nate come uno spazio di protesta e di confronto, traspare evidente l’amore per la Chiesa, la voglia disperata di appartenere ad essa e la speranza di poter contribuire ad edificare il Regno di Dio (non ce lo stiamo dicendo da soli ma è quello che, da molte parti, si dice di noi).
    Proprio per questo stiamo lavorando per consentire lo sviluppo di uno spazio più vario, più articolato e più completo.
    Avremo varie sezioni che tratteranno argomenti diversi ed allora, per esempio, si potrebbe anche pensare ad un angolo dedicato alla preghiera ed alla meditazione.
    Un po’ di pazienza perchè, come si suol dire,….stiamo lavorando per voi.

    Il Signore ci accompagni.

  433. non ho parole said

    Il 4 agosto del 2008 Tommaso Moro nel commento 159 scriveva:
    “Leggo una scarsa consapevolezza dell’essere Chiesa diocesana. Senza la cattedrale non potrebbero esistere le altre chiese, neppure quelle parrocchiali. per tale ragione il 30 agosto ricordiamo la memoria della dedicazione della cattedrale. Quali gli elementi di una chiesa cattedrale? la cattedra del vescovo che presiede. La cattedrale è la Chiesa di tutti, la parrocchia il luogo di prossimità in cui la Chiesa si fa vicino al suo popolo. la chiesa è presente e operante in essa…ma non è la Chiesa! lo dice la stessa citazione richiamata. Chi si chiude in una esperienza parrocchiale senza vivere e accettare la dimensione diocesana è un adolescente della fede. Non è un giudizio, ma una costatazione. Le scelte pastorali DEVONO essere tutte vissute e lette tenendo presente l’orizzonte diocesano.”

    Anche altre persone ben illuminate hanno sostenuto, in questo blog, le stesse idee.

    Oggi, dopo la splendida performance realizzata domenica 21 settembre in occasione della visita pastorale di Benedetto XVI nella diocesi di Albano, vorrei chiedere a questi illustri personaggi se la pensano ancora nello stesso modo. Vorrei porgervi alcune domande:
    – Perché, in palese contraddizione con quanto avete sostenuto, è stato consigliato di non partecipare all’evento?

    – Che cosa rappresentavano l’esercito di militari provenienti da tutta la regione Lazio? Che cosa c’entravano i diversi senatori e ministri del governo italiano con il rito della dedicazione dell’altare maggiore di Albano? (per chi è curioso di conoscere la lista completa degli invitati basta andare all’indirizzo web http://www.webdiocesi.chiesacattolica.it/pls/cci_dioc_new/bd_edit_doc_dioc.edit_documento?p_id=919795&id_pagina=19041&rifi=&rifp=&vis=1 – un’osservazione: formalmente l’ordine con cui sono riportati gli invitati probabilmente è sbagliato, secondo me vanno prima i rappresentanti del governo e poi le autorità militari che da essi dipendono!!!)

    – Dov’erano le parrocchie della diocesi? Che significato ha sistemare dietro a tutte le divise con le stellette quei pochi sacerdoti presenti? Dov’erano i sacerdoti della diocesi?

    – Dov’erano i fedeli della diocesi?

    – Di solito, in occasione di una visita del Papa, le preoccupazioni sono tutte rivolte a come sistemare le migliaia di persone che accorreranno, ad Albano si è fatto del tutto perché l’evento fosse riservato a pochi intimi: che tristezza vedere la piazza deserta mentre il Papa la percorreva.

    – E’ questa la dimensione diocesana di cui parlate?

    – Quali sono le scelte pastorali che il vescovo ci vuole comunicare?

  434. Cicredoancora said

    Mi voglio allacciare al documento “NON ABBIATE PUDORE A CHIEDERE SOLDI”: LETTERA DELLA CEI AI CATTOLICI PER RILANCIARE IL SOSTEGNO ALLA CHIESA (n. 415 del blog) e in modo specifico al punto che recita quanto segue “… solo il 22% dei seminaristi arriva al sacerdozio con una buona conoscenza dell’attuale sostegno economico alla Chiesa e al clero…”

    Solo il 22%? Sono troppi! Ci sono tanti bravi, preparati e onesti consacrati e laici che possono fare questo servizio come e meglio dei preti, anche come volontariato.

    “Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero:”Non è giusto che noi trascuriamo la parola di Dio per il servizio alle mense. Cercate dunque, fratelli, tra di voi sette uomini di buona reputazione, pieni di spirito di saggezza, ai quali affideremo questo incarico. NOI INVECE CI DEDICHEREMO ALLA PREGHIERA E AL MINISTERO DELLA PAROLA.” (Atti 6,2-4).

    I seminaristi si preparino secondo quanto suggerisce la parola di Dio.
    Solo il ministero della parola aiuta ad essere altro da quello che siamo e che la nostra natura umana ci spinge ad essere.
    Siano educati, i preti, ad essere amorevoli ed accoglienti, anzitutto verso il prete. Ad essere vicini e a sostenere chi è nella solitudine e nella sofferenza, anzitutto il prete. A ricercare, in primo luogo, il bene e il buono che c’è nell’altro, anzitutto nel prete. Ad essere benevoli e non malevoli soprattutto verso il prete. Ad aiutare ad uscire fuori dalle difficoltà, non tenendosi silenziosamente in disparte, ma sporcandosi mani, piedi e tutto se stessi, anzitutto i preti. A non ridere delle “disgrazie” altrui, ma a “commuoversi” verso l’altro che soffre, anzitutto verso il prete.
    Solo quando dalla loro bocca e da tutto se stessi trasparirà il vero AMORE allora saranno credibili.
    E’ questo che Gesù chiede a ciascuno di noi, soprattutto a chi ha la responsabilità di guidarci con le parole e con l’esempio.
    Perché insisto nel riferimento al prete?
    Perché il prete quasi sempre è solo e chi gli deve stare vicino se non i suoi “confratelli” (fratelli non solo sulla carta, ma di fatto)?

    “Che ne hai fatto di tuo fratello?” Credo che Dio questa domanda la rivolgerà non solo a me, a noi laici, ma anche ai preti.

    Buon lavoro a tutti noi!
    Con l’aiuto di Dio, e per fortuna che è Lui che regge la Chiesa, tutti troveremo la via giusta e la Sua misericordia arriverà a noi laici e anche ai preti.

  435. Federico said

    Premetto che non sono di Ariccia, ma semplicemente della Diocesi

    Io non capisco come mai si continua a far finta che tutto va bene…
    Tutti difendono il Vescovo!! Addirittura il sindaco della mia Anzio ( solo lui!!) si è dissociato dalle dichiarazioni del sindaco Cianfanelli che GIUSTAMENTE ha sottolineato il flop della visita dle Santo Padre e in particolare il mancato invito delle realtà diocesane!!
    ma perche continuamo a coprire la polvere invece di spazzarla via??

    Qualcuno si ricorda gli eventi diocesani PRIMA della venuta di Semeraro??
    Ecco qualche esempio:
    – Feste dei giovani ogni anno STRACOLME di ragazzi!!! ( da quando c’è lui non se ne fanno praticamente più…e i giovani si contano sulla punta delle dita!!! A parte il progetto che non segue nessuna parrocchia di ALBAGIOVANI) io stesso questa estate ho accompagnato mio figlio a nettuno per l’incontro dei giovani con il vescovo in occasione della GMG di Sidney: ebbene, non c’era nessuno, NESSUNO, se non i soliti visi della curia!!!
    – Convegi diocesani a mariapoli: ( con BERNINI E VALLINI LA sala aveva persone in piedi, con Semeraro metà sala è chiusa a priori, e la restante metà è riempita a metà – quasi tutti ordini religiosi-!!)
    -Contatto diretto con i laici costante e continuo nel tempo per tutto il mandato sia di BERNINI che VALLINI ( semeraro conosce solo chi lavora in curia con LUI _ infatti chi ha invitato in cattedrale per la dedicazione dell’altare??)

    insomma… Davvero si vuole continuare a difendere questo??

    mah….!!!

    Bravi ariccini almeno voi avete avuto le p…e di dire la verità!!!

  436. Francesca said

    Mi inserisco nel Vs. Blog, per portare la mia testimonianza sulla visita del Papa. Abito ad Albano, sono una cattolica praticante, una però di quelle un pò comodine che, nonostante il desiderio di guardare negli occhi il Santo Padre, non ha mai provato ad andare a Roma e nemmeno a Castel Gandolfo, per la paura di dover affrontare lunghe attese in coda sotto il sole. Quando ho saputo che nella mia Diocesi, anzi, nella mia città sarebbe venuto il Santo Padre, non stavo più nella pelle. Ma, il mio entusiasmo e i preparativi, per organizzare la mattina dei miei tre figli – che avevamo, io e mio, marito deciso di non portare – si sono rotti come una bolla di sapone quando, tra la gente del paese, tra le persone che si frequentano (sempre gente di Chiesa) è cominciata a girare la notizia che assolutamente non si doveva andare il 27… nemmeno a Piazza Pia…. “Quella è una cosa solo per Preti”! queste parole, letteralmente riportate, mi hanno colpito molto… Non voglio, in questa sede dare sfogo di quello che penso, di questo Vescovo (o di chi per lui in curia abbia mandato in giro queste voci … forse dovrei dire dictat!) che ha disincentivato noi laici a nutrire la nostra fede, anche di questo incontro, voglio invece raccontarVi della mia disubbidienza, della visita in cattedrale…… CHE TRISTEZZA CHE FIGURA …: la Chiesa rappresentata da solo da alte cariche e militari (ma di cosa aveva paura il Vescovo!) … Mi è spiaciuto tanto per il Papa, ma soprattutto per quei fratelli che non hanno avuto il coraggio, come me , di ribellarsi ad un divieto assurdo.! Quanto può essere utile per la sopravvivenza stessa della Chiesa ribellarsi agli ordini, alle disposizioni senza senso…..! Fratelli di Ariccia continuate a lottare per la giustizia e per la Chiesa che Dio desidera….. sicuramente NON UNA CHIESA ESCLUSIVA ( PER I POCHI ELETTI)… sbaglio ho proprio il Suo Figlio è venuto a mostrarci chi invitare ai banchetti…….. !

  437. Chiesa per pochi? said

    Questa faccenda della visita del Papa mi incuriosisce molto. Non riesco a capire come mai non sia stato dato all’evento la giusta risonanza. Perchè così poca gente? E’ incredibile quello che sento, che addirittura sia stata “scoraggiata” la partecipazione dei laici, delle famiglie, dei giovani!!!

    Un’altra riflessione.
    Leggo testualmente nella lettera, datata 29 agosto, del Vescovo Semeraro ai sacerdoti in occasione della visita del Santo Padre: “(…) Proprio nel desiderio di favorire il DECORO della celebrazione liturgica (…) nei mesi passati ho avviato alcuni lavori di restauro per la nostra Cattedrale (…) Quei lavori giungono ora ad una prima conclusione e IL PAPA, che benevolmente HA VOLUTO AIUTARCI ANCHE ECONOMICAMENTE, ci farà un ulteriore dono con la Dedicazione dell’Altare. (…)”
    Non so a voi, ma a me sembra sempre di più una Chiesa d’elite, una Chiesa per pochi, una Chiesa ricca, molto più orientata all’apparenza, al culto, al “decoro”, che non alla gente!!!

  438. RIFLETTERE said

    Riporto questo INTERESSANTISSIMO ARTICOLO pubblicato da ADISTA:

    UN PRETE DENUNCIA: I SEMINARI CI FORMANO PER ESSERE FUNZIONARI DI UNA CHIESA SONNOLENTA
    34612. ROMA-ADISTA. Qualche tempo fa (v. Adista n. 45/08), raccontavamo la vicenda di un seminarista – Cristian Leonardelli – che, per poter diventare prete aveva dovuto trasmigrare dalla sua diocesi – Trento – fino a Livorno. Motivo: il suo “eccessivo” spirito critico, unito alla lettura di una stampa considerata non “edificante” per un aspirante presbitero, come quella di Adista, aveva suggerito al vescovo di Trento, mons. Luigi Bressan, di soprassedere all’ordinazione. Ebbene, qualche giorno fa don Cristian ci ha scritto, per precisare ulteriormente la sua vicenda e inserirla all’interno della più generale questione di come avviene oggi la formazione dei nuovi preti. La riproduciamo qui di seguito (v. g.)

    Cara Adista,

    sono don Cristian e scrivo in relazione all’articolo del n. 45 di Adista, intitolato: “Hai spirito critico? Leggi Adista? Allora non puoi fare il prete.” In esso si racconta brevemente della mia traversia nella diocesi di Trento conclusasi poi con l’ordinazione nella diocesi di Livorno. Ci tenevo a far sì che quanto mi è accaduto non si riducesse ad una faccenda personale tra me e il vescovo, ma desse l’opportunità per una riflessione di più ampio respiro, magari su Adista, riguardo i criteri di selezione dei candidati al sacerdozio. Penso infatti che questi criteri siano lo specchio di come oggi vive e ragiona la nostra Chiesa. Quale prete vogliamo oggi? E quale Chiesa sogniamo? Sono due facce della stessa domanda. La mia esperienza mi dice che nella “recluta” e nella formazione dei preti ben difficilmente sono “premiate” quelle persone leali, vere e dotate di quello spirito di amore per la ricerca e per la critica costruttiva. Quasi sempre sono preferite persone conformiste, inquadrate nei ranghi e che raramente sollevano questioni: è ovvio sono più funzionali alla nostra sonnolenta istituzione Chiesa che preferisce non aver a che fare con “rompiscatole” che potrebbero mettere in discussione modi di fare e di pensare. Difficilmente trovano spazio quelle persone che portano avanti “visioni” differenti da quelle ufficiali, coloro che manifestano dissenso, anche se affettuoso e creativo, fanno fatica ad esprimersi… come mai? Quale idea di Chiesa e, ancora più profondamente, quale idea di Dio nasconde questo modo di fare e di agire? Forse che arruolando nel clero (o tra i cristiani con responsabilità ecclesiali) persone appiattite nel sistema, prive di “spina dorsale”, di capacità critica, di amore per la verità, si pensa di portare elementi di pace? Penso che scansare problemi, evitare i riscontri, negarsi la realtà non siano elementi di pace ma piuttosto il modo per introdurre conflitti più ampi. Rinviare il confronto significa accumulare equivoci, frustrazioni, voglia di rivalsa. La pace di Cristo è proiettata nel futuro e non può crescere e realizzarsi finché ci sono ipocrisie in agguato, pronte a rivangare problemi accantonati. Pensare secondo Dio, uscire dall’individualismo, cercare il bene comune anche a rischio di generare conflitti: ecco il Regno di Dio. Infatti sovente nella storia i seguaci di Gesù sono stati perseguitati, e non soltanto da chi militava su fronti avversi, ma anche da appartenenti all’ambiente cristiano, da coloro che usano strumentalizzare il nome di Cristo per adattarlo a interessi di governo e di potere. L’indicazione è sempre la stessa: non chi dice “Signore Signore” rischia persecuzioni, ma “chi fa la volontà del Padre” (Mt 7,21). Certo non è utile nessuna contrapposizione conflittuale, ma solo un paziente, deciso e perseverante lavoro di trasformazione, per poter continuare a credere che al ripetersi della domanda: “Ma il figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?” (Lc 18,8), ci sarà qualcuno che risponderà: “Eccomi !”.

    P. S. Dalla lettera di don Milani a don Coccio (3/2/1961):

    “La vocazione di don Abbondio (cioè quella che in un seminario viene presentata come perfezione sotto il falso nome di Prudenza, Umiltà, Sottomissione) non era la vocazione dei Martiri che han fatto la Chiesa. E se l’essere cristiano non implicasse automaticamente l’opposizione alle autorità costituite, ai benpensanti, ai potenti, Gesù non sarebbe stato condannato a morte e nessuno degli altri suoi martiri che vennero dopo di lui. Dunque dai seminari così come sono ora non può in nessun modo uscire un cristiano cioè un chiamato alla persecuzione dei potenti (compresi i potenti ecclesiastici) e se è necessario al martirio”.
    —————————————————–

    Che dire, accoglierei volentieri l’invito fatto qualche giorno fa dallo staff a commentare quanto viene riportato ma proprio non saprei cosa aggiungere!!!!
    Queste testimonianze ci devono far riflettere su cosa sta accadendo nella nostra amata Chiesa e credo che, per dirla con don Cristian, sia necessario ed urgente “un paziente, deciso e perseverante lavoro di trasformazione”.
    Per questo NON SI PUO’ TACERE !!!!

  439. Sono triste said

    Mi ha colpito l’intervento di Cicredoancora e, in particolare, il punto in cui si parla della poca attenzione da parte dei confratelli verso il prete sofferente o bisognoso di attenzione e mi ha fatto riflettere “tenendosi silenziosamente in disparte”.
    Sono andato a ricercare sulla Bibbia un passo che mi si riaffacciava alla mente

    “I suoi guardiani sono tutti ciechi
    Non si accorgono di nulla.
    Sono tutti cani muti
    Incapaci di abbaiare,
    …………………….
    Incapaci di comprendere
    ………………………
    Ognuno bada al proprio interesse”.
    (Isaia 56,10-11)

    Che tristezza! Quanto sarebbe bello ed edificante vedere elargire conforto, vicinanza, comprensione, attenzione… soprattutto da chi queste cose le predica e il loro peso lo mette tutto sulle spalle nostre!

  440. termosifone80 said

    Spiegatemi una cosa: ma il sindaco di Ariccia in base a quale autorità critica l’organizzazione della visita papale? Poi chi glielo ha detto che le parrocchie non sono state coinvolte? E comunque, per correttezza, va detto che Don Pietro all’incontro col Papa c’era, a rappresentare la comunità di Ariccia. Si parla tanto di ingerenza del vaticano nella politica italiana, ma c’è qualcuno che vorrebbe fare il contrario e, forte dell’elezione a primo cittadino in un piccolo comune, avanza critiche senza sapere di cosa parla.
    Non bisogna scadere ad un livello così basso della polemica per cui c’è qualcuno che fa sempre le cose bene e qualcuno che le fa sempre male. Criticare è legittimo, ma bisogna credere che a muovere le person e ci sia buona fede, perchè nessuno vuole il male di una comunità.

  441. SENZA PAROLE said

    Perché i forti e obbedienti sostenitori di ogni decisione dettata dall’alto, non hanno la misericordia di donarci, ora, una delle loro PERLE DI SAGGEZZA!

  442. diocesano said

    Rispondo a “senza parole”
    Caro fratello tu chiedi a noi misericordia, quando dal tuo breve scritto trapela grande rabbia!
    Ti consiglio di non cercare perle di saggezza dagli uomini, ma solo da Dio, che deve essere il tuo unico punto di riferimento. Gli uomini sbagliano…. (e guarda che non stò avvalorando la tesi che il Vescovo abbia preso male le proprie decisioni)… potreste essere voi ad essere fuori luogo: la Chiesa caro fratello, apri gli occhi, è anche questo, perché fatta di uomini, proprio come noi!

  443. Pasquale said

    Sono un innamorato dei Castelli Romani, li visito spesso. Amo assaporare le cose buone che questa terra produce ed ammirare le antichità e le bellezze artistiche che abbondano in questi vostri luoghi.
    Ma, ahimé, cosa sta succedendo? Da conoscenti ho avuto notizia di una vicenda che sta capitando ad Ariccia e ho avuto l’opportunità di entrare nel vostro sito. Ho appreso così chi è il responsabile di tanto malessere nel vostro ridente paese a livello religioso e cittadino al punto di far intervenire addirittura il Sindaco, Dott. Cianfanelli. Ammiro il vostro spirito combattivo e di determinazione nel difendere le vostre idee contro le dispotiche decisione di questo “vescovo”, Marcello Semeraro: una tempesta di disordine che scuote la vita a ridenti cittadine della Diocesi.
    Attraverso la TV, domenica 21 Settembre u.s. ho visto la bella Cattedrale di Albano, deturpata nel suo aspetto e defraudata dei suoi più belli ornamenti. Ma dove è andato a finire il triplice ordine di sedie lignee del bel coro nel presbiterio di questa Cattedrale? Coro ligneo di squisita composizione artistica e sobria imponenza che invitava l’occhio ad osservare il bello e la mente e il cuore alla preghiera. Uno spettacolo ora davvero orrendo ed insignificante quello visto in TV: è forse questa “la rinnovazione della Cattedrale di Albano”?.

    Ma tutta quella enorme mole di materiale artistico antico finemente intagliato, il quale è stato iniquamente rimosso dal “vescovo” Semeraro, dove sarà andato a finire. . . ???

    Una sola cosa è visibilissima: l’alta “sedia” del “vescovo”, molto, molto in alto, al punto che sembra annullare lo stesso Altare (fatto nuovo si, ma miserevole per la verità), unico oggetto ufficiale della cerimonia della “Dedicazione”.
    Possibile che agli albanensi sia piaciuto un tale scempio?
    Ma è possibile che nessuno abbia chiesto o si è chiesto se i competenti Organi Responsabili sia della Chiesa che dello Stato Italiano abbiano potuto tollerare simili ignobili e indecorose devastazioni???.
    Mi auguro che quanto è accaduto ad Albano oltre che in altre chiese della Diocesi, come mi dicono, non sia capitato anche nella vostra bella chiesa dal tocco berniniano. Anzi, se avete altre notizie di simili disastri perpetrati su ordine dello stesso “vescovo” Semeraro, vi prego, fatelo sapere tramite il vostro sito che è seguito con molto interesse.
    Da quanto dite, ho appreso che il “vostro vescovo” usa metodi dittatoriali, da “despota” d’altri tempi, senza degnare nessuno di rispetto alcuno magari con un semplice dialogo pastoralmente amichevole.
    A quanto riferito nel vostro sito e sugli organi di stampa, lo stesso comportamento è stato da lui adottato anche quando ha allontanato delle suore trattandole come pezze da piede, tale suo comportamento mi sembra che sia “caratterialmente genetico”, in quanto mi risulta che non sia stato il solo caso.

    Amici sia dei Castelli, che della zona pontina, mi hanno riferito che nessuno lo stima e nessuno lo apprezza: come persona, e ancor meno come “vescovo”.
    Se questa “devastazione barbarico” voleva essere un rinnovamento liturgico, come mi è stato riferito da amici di Albano, per abbellire la cattedrale e per il decoro della liturgia, con simile insensato intervento demolitorio non solo s’è tolta bellezza e solennità alla cattedrale, ma quella liturgia che si pretendeva abbellire ora è divenuta “indecorosa”. Distruggere l’antico e prezioso coro ligneo non solo sembra un atto “irrispettoso” nei confronti della storia e dell’arte liturgica, ma è un vero e proprio attentato al sacro, altro che abbellimento!!!

    Il vescovo Semeraro avrebbe dovuto dire la verità al Santo Padre Benedetto XVI, e magari mostrargli una fotografia di come era l’antico coro ligneo nella sua interezza e come lo ha attualmente ridotto!!!! mi dicono anche che ciò è stata soltanto una prima fase dei lavori programmati, figuriamoci cosa avverrà nella seconda!. A questo punto non credo che Sua Santità Benedetto XVI, se doverosamente informato della realtà, sarebbe venuto a consacrare il nuovo e per altro “striminzito” altare, a differenza invece della “poltrona” che il “vescovo” Semeraro ha costruito per sé!!!.

    Ritengo che sia utile mettere l’accento ancora una volta sulla notizia ripresa dal giornale locale di Oria del 2007, e da voi già resa nota, cioè della vicenda accaduta nella Diocesi di Oria ad opera sempre del “vescovo” Semeraro, per giunta quando non era già più “vescovo” di quella Diocesi ma solo amministratore, ovvero l’aver affittato ad una società, nata 20 giorni prima della stipula, l’intero seminario diocesano per la “miserabile” somma di 83€ al mese per ben 30 anni, è una notizia questa che si commenta da sola. . . .

    Permettetemi di soffermarmi un pochino ancora sulle dichiarazioni dei “primi cittadini” di Albano ed Anzio apparsi sul vostro sito e sulla stampa, i quali, invece di prendere le distanze dal vostro sindaco Dott. Cianfanelli, che ammiro per il suo coraggio e coerenza, avrebbero dovuto impedire quanto il “vescovo” Semeraro ha combinato proprio nelle loro cittadine, sia nella Cattedrale di Albano sia nella chiesa di Anzio, come denunciato dall’articolo “Picconatori”, comparso sul giornale locale “Il Litorale” n. 12 del 16-30 Giugno 2008, che è stata “abbellita” ovvero “sfasciata di notte”, guarda caso “abbellita” proprio di notte. . .). Questi “primi cittadini”, anziché prostrarsi (a Roma diciamo “appecorinarsi”) all’iniquio potere del “vescovo” Semeraro, tra l’altro dissennato, (il primo, Dott. Mattei, forse perché invitato alla cerimonia? . . . Mahh!) penso che dovrebbero curare maggiormente gli interessi e le bellezze artistiche delle proprie cittadine, e se per caso non ne fossero capaci, almeno tacessero; un detto popolare recita: un bel silenzio non fu mai detto . . . o scritto !!!

    Per concludere, se questo “illustre signore” nominato alla Dioceso di Albano e non certo per meritocrazia, sempre come “indiscusso sovrano” si arroga il diritto di distruggere preziose opere d’arte, torno a chiedere: ma gli Organi competenti sia Ecclesiastici che Statali sono al corrente di tali devastazioni?. Se poi simili gravi accadimenti dovessero passare nell’indifferenza, sarebbe grave segno di “morte culturale”. Un consiglio: cercate di sapere ed indagate, soprattutto ponetevi i perché . . . forse delle belle ne verranno fuori.
    Se permettete che dei vandali venuti da lontano, privi di cultura e sensibilità e forse anche di qualche altra cosa . . . , liberamente e impunemente sfascino e deturpino le vostre (e nostre) bellezze, avremo allora ciò che ci meritiamo ! ! !.
    Termino con un invito a tutti coloro che giustamente risentiti e offesi da questi comportamenti a non confondere la chiesa dei vari Semeraro (e purtroppo ce ne sono molti: “uno su dodici”), con la Chiesa con la “C” maiuscola di Cristo, che è tutta un’altra cosa, noi siamo con Essa e con il Santo Padre Benedetto XVI.
    Con molta stima e ammirazione per voi del blog, vi auguro un
    “In bocca al lupo!…..”
    Pasquino di Roma

  444. Cicredoancora said

    Volete sapere cosa dice dei taciturni S.Gregorio Magno nella Regola Pastorale?
    “Infatti una lingua tenuta a freno in modo esagerato è sostituita da discorsi che il cuore inizia lunghi e severi.
    Sono proprio costoro che danno il via nella mente a pensieri ribollenti….questo modo di fare è loro congeniale e vi si abbandonano con … piacere perchè sanno di non poter essere veduti o scoperti… E’ vero che i silenziosi frenano la lingua, ma in compenso si gonfiano di superbia e… accusano, nel loro intimo gli altri, tanto più volentieri quanto lo possono fare in tutta segretezza….
    Sarà bene che temano di più il giudizio di Dio per i pensieri, che non il rimprovero degli uomini per i discorsi….
    Chi infatti osserva i mali del prossimo e tuttavia costringe la lingua al silenzio, sottrae quasi l’uso della medicina alle piaghe che gli vengono mostrate e, tanto più diviene autore di morte, quanto più poteva guarire dall’infermità e non volle.
    ……………………………
    Non è pieno di Spirito Santo chi, nella tranquilla mansuetudine, trascura il fervore dello zelo…

  445. STAMPA said

    Leggo con stupore l’articolo pubblicato su Libero-news.it il 2/10, a firma Chiara Galea, di cui riporto uno stralcio:

    Risolto il caso di don Pietro: va a Marino
    | Roma | Chiara Galea
    Pubblicato il giorno: 02/10/08
    Cambio di parroci ad Ariccia

    “Carta vince e carta perde, dove finisce don Pietro, l’amato parroco del sindaco di Ariccia, Emilio Cianfanelli? Ma nel Comune di Marino, dove ad accoglierlo c’è il sindaco Palozzi che, a malincuore, ha dovuto salutare monsignor Aldo Anfuso, ma si sa, meglio separare una coppia che ha fatto “comunella” per troppo tempo, anche a costo di dover far alterare gli umori. Ecco chiariti i silenzi del Vescovo Semeraro il quale, con sapienza, ha cambiato l’ordine dei fattori mantenendo intatto il risultato: i castellani non sentiranno troppo il distacco dei loro parroci perché in realtà le loro guide spirituali non andranno troppo lontano. (…)”

    Vista la sicurezza della giornalista, ritengo che essa abbia avuto notizie da fonti attendibili, vicine, cioè, al vescovo Semeraro. In caso contrario, vista la diffusione nazionale del giornale in questione, avremmo dovuto registrare una smentita da parte della curia.
    Apprendiamo, dunque, LE VERE RAGIONI DEI SILENZI DEL VESCOVO SEMERARO ed I VERI MOTIVI DEL TRASFERIMENTO !!!!!!!!!!!!!!

    Come mai queste notizie sono in possesso della giornalista di Libero, mentre alla rappresentanza del Consiglio Pastorale il vescovo ha parlato in termini completamente diversi, escludendo qualsiasi problema alla base del trasferimento e motivandolo ESCLUSIVAMENTE come NORMALE AVVICENDAMENTO?

  446. STAFF "Ariccia NON tace" said

    Riceviamo e con piacere pubblichiamo la lettera che accompagna la raccolta di firme inviata al Santo Padre Benedetto XVI

    Ariccia 24 settembre 2008

    A Sua Santità il Santo Padre Benedetto XVI

    E’ con la devozione di figli e con la speranza che Ella Santo Padre, ascolti la nostra preghiera, che Le consegnamo la petizione sottoscritta da 1410 persone e Le chiediamo che possa sospendersi il trasferimento ad altra sede parrocchiale del nostro padre spirituale Mons. Pietro Massari, parroco della nostra città da quasi 23 anni.

    Lo spirito che muove le persone che hanno sottoscritto la petizione, Santità e Padre Santo, è il grande amore per la Chiesa di Nostro Signore Gesù Cristo e quindi per la nostra Chiesa di Ariccia, e la preoccupazione che i risultati finora conseguiti possano risultarne compromessi.
    Sono numerosissimi coloro che hanno firmato la petizione, parrocchiani di Ariccia e anche di Genzano, dove Mons. Massari ha avuto l’incarico di reggente, genitori e giovani di cittadine limitrofe e di Roma che hanno avuto modo di conoscere ed apprezzare il nostro Parroco nel periodo estivo, oppure grazie alle attività oratoriali e ai campi estivi, oppure grazie ai corsi in preparazione al matrimonio. Essi chiedono che don Pietro resti ancora ad Ariccia a svolgere , come ha fatto finora, il suo servizio a Dio, alla Chiesa ed alla nostra comunità, ai poveri, ai malati, agli anziani, ai giovani ed alle famiglie, servizio svolto per lunghi anni come unico sacerdote, con incrollabile fede in Cristo Gesù Nostro Signore e infaticabile amore verso i fratelli, anche a scapito della propria salute.
    I frutti dello Spirito Santo che il Signore ha elargito nella nostra città, anche per mezzo dell’apostolato del nostro parroco, sono visibili a tutti: tante conversioni di uomini e donne, l’assiduità di coppie, giovani coppie e fidanzati nel seguire le attività catechistiche, la presenza di tanti bambini, adolescenti e giovani che seguono il cammino di fede, partecipando numerosi anche alla GMG di Colonia, all’Agorà di Loreto ed agli incontri diocesani.
    E’ una grande gioia per i cristiani adulti vedere oggi tanti giovani partecipare alle celebrazioni eucaristiche, alimentare la propria fede attraverso l’assiduo ascolto della Parola di Dio e manifestarla con l’impegno pastorale nelle attività catechistiche verso i più piccoli.
    Pensiamo anche al rifiorire della devozione alla S. Vergine Maria attraverso il nuovo impulso alle attività svolte nel Santuario Mariano di Galloro, con una massiccia partecipazione popolare ogni 12 del mese al S. Rosario.

    Padre Santo, la partenza di don Pietro per altro incarico interrompe bruscamente il suo legame spirituale con la nostra città e la nostra comunità cristiana e può compromettere le tante attività pastorali – soprattutto di “primo annuncio” e di catechesi – sia quelle in corso, sia quelle appena intraprese, per le quali l’esiguo preavviso , tra l’altro in periodo estivo – mette a rischio l’opportuna continuità.
    E’ per tutte queste motivazioni che a tanti parrocchiani, cristiani e cittadini che hanno firmato la petizione, riesce difficile comprendere le motivazioni riferite, cioè “semplice e normale avvicendamento”, che mal si conciliano con la lunghissima permanenza del nostro Parroco e con la sua pregnante presenza nel tessuto cristiano e sociale della città. Tutto ciò, considerato che in precedenza le Eccellenze Mons. Dante Bernini e Mons. Agostino Vallini, Vescovi della nostra Diocesi di Albano, non avevano ritenuto di dover intervenire pur in presenza di un lungo periodo di permanenza.

    Il nostro appello vuole esprimerLe col cuore ciò che anche la mente ci propone: le sofferenze della nostra città per il distacco dal nostro padre spirituale è l’espressione di un forte disagio che ci sentiamo impreparati ad affrontare .

    Certi del paterno ascolto che Sua Santità vorrà prestarci, restiamo in fiduciosa attesa.

    (allegate firme di adesione alla petizione)

  447. INCREDIBILE said

    “Leggo con stupore l’articolo pubblicato su Libero-news.it il 2/10, a firma Chiara Galea….”

    Quindi, secondo le fonti della Sig.ra CHIARA GALEA (la quale non manifesta il minimo dubbio sull’attendibilità della notizia quasi che quest’ultima fosse stata trascritta sotto “dettatura”), visto che il sindaco di Ariccia si colloca nell’area di centrosinistra, la “coppia che ha fatto sin’ora comunella” è un po’ troppo “sinistroide” per i gusti della curia!!!!
    La curia non ha smentito e quindi c’è da pensare che sia proprio così!!!!!!
    Andiamo bene, siamo oramai alla frutta!!!!
    Invece di preoccuparsi di annunciare il Vangelo qui si fa maldestra politica da quattro soldi!!!!
    INCREDIBILE!!!!!!!!!!

  448. monsignore said

    Scusate, pongo una questione assolutamente secondaria rispetto al contesto:

    Perché, nei documenti ufficiali o sulla stampa, quando si parla di don Aldo si dice “monsignor” Aldo Anfuso e invece don Pietro, che, pure, è monsignore, resta “don” Pietro?

    Così avviene, ad esempio, nell’articolo di Libero di cui si sta parlando, così avviene sul sito ufficiale del comune di Marino, in un articolo del 30/09/08 intitolato “Marino saluta mons. Aldo Anfuso”, così avviene anche nella lettera con cui il vescovo Semeraro ha reso noti i trasferimenti dei parroci (vedi lettera “Nomine nuovi parroci” del 23 giugno 2008).

    E’ un fatto irrilevante, lo so, ma a chi vuole bene a don Pietro e lo stima, alla lunga dà fastidio!!!!!!!

  449. Semeraro said

    E’ tardi ormai,
    tardi per tutto,
    tardi per continuare a costruire,
    tardi per continuare a sognare insieme,
    tardi per perdonare,
    tardi per avere fiducia…

    tutto sta per perdersi, solo poche ore…

    E quante cose avrei voluto ancora dire, ancora fare per evitare quello che sta accadendo…

    Ecco, ho pensato e ripensato a tutto quello che abbiamo cercato di fare in questi mesi e alle connesse reazioni che abbiamo provocato raggiungendo la mia ultima conclusione in questa SCHIFOSA e ASSURDA analisi:

    Caro Semeraro, quanta tenerezza mi fai; si, perchè in fondo sei una persona SOLA!! Certo dalla mattina alla sera ti circondi dei tuoi curiati che dietro le spalle non fanno altro che parlar male di te a chiunque, soprattutto chi gestisce alcuni uffici in Diocesi( con questo non accuso nessuno i particolare sia chiaro). Sicuramente credi di avere coltivato sincere amicizie, ma se ti guardi dentro sai benissimo per quali secondi fini i tuoi “amici” amano darsi tale definizione.
    Per questo non puoi capire veramente la sofferenza che ogni ariccino prova in questo momento di lutto, o che ogni Apriliano , Civitano ( abitante di Lanuvio) e altri hanno provato gli scorsi anni; per questo non hai neanche avuto un comportamento che ti permettesse di rendere infondate le accuse che ti sono state mosse in questi mesi..Perchè tu non puoi capire!!
    No sei mai stato padre di una comunità di fedeli, non sei mai stato chiamato “papà nella fede” dai tuoi giovani, non hai mai avuto la sensazione che i fedeli vedessero in te la TESTIMONIANZA del volto del CRISTO RISORTO..no!! tU SEI UN’UOMO DI GRAN CULTURA E CONOSCENZA PROBABILMENTE…PER QUESTO FORSE LA CHIESA TI HA SCELTO TRA GLI ALTRI, ma già ad Oria ( come ho letto qui) non hai lasciato un buon segno del tuo Operato ( internet ne è la testimonianza), e qui nella Chiesa Locale di Albano hai avuto in soli 4 anni abbastanza contestazioni ( più o meno grandi) da non farti una buona reputazione come “Papà”…
    Mi dispiace per te Semeraro, perchè in fondo abbiamo lo stesso Dio, anche se a quanto pare parla in lingue diverse…Ma entrambi sappiao che non è cosi: Egli parla solo e soltanto di AMORE… E quest’amore che tu in giovinezza ( per cmpiere unatale scelta!) hai conosciuto ma che adesso non adoperi verso gli altri..Ma come si dice ai castelli : NUN SPUTA’ IN ARIA CHE PRIMA O POI TE RICASCA ADDOSSO!!
    Ecco tu hai compiuto le tue scelte dando ai TUOI figli motivazioni false circa questo trasferimento, evitandoli, prendendoli in giro..Per questo nessuno di loro ti AMera’ mai!! Perchè Cristo ci ha consacrati nella verità e non nella menzogna!!! E tu sai che IL ” normale avvicendamento” e’ solo la facciata adoperata a coprire motivazioni molto più profonde…
    Ecco, don Pietro ha dimostrato in 23 anni di essere disposto a dare la vita per ognuno di noi giorno per giorno..Ed ora ne vede i frutti, e cioè una comunità che si stringe al suo Papà nella fede, ed è disposta a morire per il proprio Padre!
    Si, Semeraro, perchè le persone hanno investito la vita in tutti questi giochetti!! Perche ci sono i giovani che sono andati contro tutto e tutti per servire Cristo con lo strumento di DON PIETRO!!! Perchè ci sono persone che credono all’amore, al valore della verità e della libertà della fede!

    Semeraro, Ariccia perderà suo Padre, ma tu, perderai la fiducia di 10.000 anime che dovrai portare incielo da nostro Signore… Valuta tu!!

  450. Vergogna!! said

    Sono vicina, con tutto il cuore, con tutta l’anima all’autore di “Semeraro”, perchè mi strappato le parole dalla bocca, gli stessi pensieri dalla testa!!

    Vergogna…vergognatevi di voi stessi!
    Mi dispiace, ma non perdonerò mai chi mi ha, chi ci ha fatto questo…e non solo per aver mandato via mio “padre” ma per aver sottovalutato i sentimenti miei e quelli di altre 1410 anime!
    Non perdonerò mai chi vedendo delle persone ferite, anche in quel momento ha parlato di regole invece di dare conforto, e lo facevano guardandomi negli occhi!
    Non perdonerò chi anche alla messa di questa mattina, nel suo clima unico, particolare e sconfortato è riuscita a dire comunque: ” Troppi applausi!!Non va bene, non sta bene!” VERGOGNA!!
    Non penso che riuscirò a perdonare neppure tutte quelle persone che per orgoglio o stupidità oggi non sono stati presenti volutamente!!Hanno criticato sempre tanto…ZIZZANIA, ZIZZANIA e sempre ZIZZANIA, ma poi si sono rintanati nel loro piccolo mondo e non hanno fatto niente per cambiare le cose, anzi con le loro parole hanno fatto allontanare persone, ragazzi che per fiducia nei vostri confronti ora ripetono a pappagallo tutte le vostre frasi di repertorio!!

    Ma poi mi ricordo di lui, di don Pietro e di tutto ciò che negli anni mi ha insegnato…e allora forse un giorno mi troverò a perdonare tutti e questo perdono sarà grande tanto più che mi costerà un’immensa fatica!Ma ora non riesco…ancora è presto, la ferita è ancora aperta e sanguina!

    SE SONO QUEL CHE SONO LO DEVO A LUI…non certo a voi…predicatori di sventura! Un giorno guardandovi indietro vedrete quanto eravate chiusi e capirete perchè i vostri amici e conoscenti non si sono convertiti grazie al vostro esempio mentre l’immensa fiducia e passione di don Pietro per l’Amore gratuito di Gesù ha prodotto infinite conversioni qui ad Ariccia!!
    Infondo mi dispiace un pò per voi…ma ora non c’è tempo per questo…perchè il mio dispiacere adesso è rivolto in particolare a me stessa e alle decine di giovani che oggi si sentono smarriti, persi!
    Non mi pentirò mai se ho tentato in tutti modi di tenere don Pietro con me, lo farei ancora!
    Perchè un papà non si cambia, come non si può decidere di smettere di amare un figlio da un giorno all’altro…da giugno a ottobre!!
    Chi chiede questo è crudele e spietato! VERGOGNA!

    Come ho detto arriverà il giorno del perdono…per voi…e per me, che con questo commento forse mi sono guadagnata un pezzetto di inferno; ma continuerò a sperare sempre nel mio Cristo “sprecone” che continuerà ad amarmi e ad amarvi nonostante tutto…perchè è questo che don Pietro ci ha insegnato ed io a questo CREDO!

    PER SEMPRE NON VOGLIO TACERE

  451. Lorenzo said

    Oggi è un giorno triste per Ariccia,
    insieme a Don Pietro, perde parte della sua coscienza.

    Mi rendo conto che ciò che molti chiamano “comunità” abbia un significato diverso per ognuno, ma voglio ricordarvi che in fondo abitiamo l’uno accanto all’altro e che senza accordo e rispetto reciproco non si costruisce nulla.

    Ariccia: domani i pro ed i contro dovranno dimostrare cosa significa “Amore” per il prossimo. Non ci sarà Don Pietro a difenderci, tantomeno a fare da capro espiatorio.

    L’augurio è che Don Aldo e Don Pietro possano trovare sul loro cammino “comunità” in grado di comprenderli ed amarli poichè latori della voce di Cristo.

    Un saluto. Lorenzo

  452. Noi Chiesa said

    VERGOGNA! VERGOGNA! VERGOGNA!

    Il dolore che ho visto oggi, le lacrime di una FAMIGLIA che, SENZA UN MOTIVO VALIDO, viene VIOLATA, SCONVOLTA, SPEZZATA, in quanto ha di più caro, il dolore incontenibile dei bambini, dei giovani, degli adulti, dei vecchi … questo dolore grida e GRIDA CON GRIDA ALTISSIME !!!!!!!!!!!!

    Chi parla di amore senza conoscerlo, chi parla di comunità, chi parla di Chiesa, chi parla di DIO … dovrebbe tacere di fronte al grido di amore vero, comunità vera, Chiesa vera … GRIDO che, ne sono certa, E’ SALITO FINO A DIO !

    Chissà se nei palazzi della Curia e delle gerarchie ci sarà chi avrà un fremito al pensiero che forse per qualcuno, troppo NAUSEATO dal modo di agire, dall’insensibilità e dalla arroganza di questa Chiesa, quella di oggi è stata l’ultima messa? Perchè, oggi, tantissime persone hanno PROVATO SULLA PROPRIA PELLE E SUL PROPRIO CUORE il male che essa è capace di fare …

    Come pensate che un genitore che ha visto suo figlio soffrire così tanto per il capriccio di un vescovo (se non addirittura PER UN MOTIVO POLITICO, come sostiene la giornalista di Libero) possa a cuor leggero affidarlo ancora alla Chiesa tout cour, senza prima valutare molto bene in QUALI MANI lo sta affidando?

    Oggi è stata scritta una PAGINA NERA nella nostra comunità, nella città di Ariccia, nella Chiesa !

    Sono molto arrabbiata, ma non mi arrendo. Credo ancora che una Chiesa diversa, come ce l’ha mostrata e insegnata il nostro fantastico don Pietro, possa esistere: LA CHIESA SIAMO NOI, LA COMUNITA’ DEI BATTEZZATI ! Allora, DIAMOCI DA FARE …

    NON VOGLIO TACERE MAI PIU’ e NESSUNO MI FARA’ MAI PIU’ TACERE!

  453. sabrina said

    Che fatica la messa di oggi! e non certamente perchè sia durata tanto, saremmo stati altre mille ore pur di continuare a stare lì con don Pietro, nella nostra Chiesa di Ariccia, nella sua Chiesa di Ariccia!Sapevamo tutti che oggi sarebbe stata dura: le lacrime uscivano da sole, anche se uno si sforzava di contenerle! e poi non lasciava indifferenti vedere i bambini gli anziani, i giovani che esprimevano con forza il loro dolore.
    Un dolore grande legato soprattutto ad una rabbia grande!!Il pianto di oggi esprime la grande rabbia per questa sensazione (anzi certezza!vd l’articolo uscito su Libero cui si accenna in qualche intervento precedente!) che tutto ciò che sta accadendo è un grande sopruso, una cattiveria,un’ingiustizia!
    Tante volte, anche in questo blog, c’è stato chi ha tentato di mitigare le emozioni e le reazioni che sorgevano in tanti affermando che il Signore raddrizza le vie storte degli uomini o alla fine fa scorgere il bene anche dove c’è il male. Comincio anch’io a vedere il bene che può nascere da tutta questa brutta storia: in tanti siamo diventati più consapevoli di cosa vuol dire essere Chiesa, abbiamo capito che la Chiesa eravamo proprio noi e che avevamo il dovere di rispondere risolutamente all’invito di Gesù di proclamare ciò che abbiamo finalmente appreso sui tetti!!Grazie, allora, a questo blog che ha dato la possibilità a tanti di parlare di esprimere il proprio dissenso e contemporaneamente il proprio amore per la Chiesa, e per don Pietro che ci ha insegnato ad amarla!Grazie Signore perchè con questa brutta storia ci hai aiutato a guardare dentro questa Chiesa e ci hai fatto accorgere di tante cose che non vanno, che non ci piacciono perchè non riusciamo a vederci dentro Te! Grazie Signore perchè ci hai ricordato che la tua Chiesa si è fermata a riflettere tanti anni fa con il Concilio Vaticano II ed ha prodotto tanti bei frutti che nessuno di noi deve dimenticare: da lì non si può tornare indietro, si deve andare solo avanti avendo ben fisso lo sguardo sulla Croce del nostro Salvatore e con l’orecchio attento alla Sua Parola. Sicuramente devo ancora imparare tanto, ma una cosa credo di averla capita, anche da tutti gli insegnamenti di don Pietro: se guardo la Croce vedo Amore, se ascolto la Parola sento parlare di Amore.
    Ognuno di noi è chiamato a viverlo quotidianamente nella propria vita, ed è più facile se come ci ha insegnato don Pietro ci faremo guidare e parlare quotidianamente dalla Parola di Dio; ognuno di noi è chiamato a vegliare perchè chi guarda alla Sua Chiesa possa vedere prima di tutto l’Amore, anzi SOLO L’AMORE!
    sabrina

  454. Gigi said

    Sono un parrocchiano di Marino. Anche per noi questa è stata l’ultima messa con don Aldo: una messa speciale, era la Sagra dell’Uva e la festa della Madonna del Rosario, c’era il tanto vituperato Semeraro a celebrare. Ha fatto un’omelia appassionata sull’amministrazione: l’amministratore non deve considerarsi padrone, ma semplicemente amministratore: non ha un feudo (ha usato queste parole) che deve difendere da chi vuole toccarglielo. Poteva avercela con Cianfanelli, con don Pietro, con gli ariccini, con i marinesi, con don Aldo, con Palozzi: poco importa. L’unica verità è che da domani (dalla prossima settimana più propriamente) si cambierà, sia a Marino che all’Ariccia. Giovedì scorso 2 ottobre la città di Marino ha salutato don Aldo: sindaco, assessori, e tanta gente (che magari non si vede le normali domeniche) è venuta ad assistere alla lunga messa di due ore in cui don Aldo ha fatto un bilancio dei suoi undici anni e la comunità ha salutato il suo abate parroco. Il Comune ha regalato una targa a don Aldo, la comunità gli ha scoperto una lapide nell’Auditorium parrocchiale. Assieme a don Aldo verrà ad Ariccia anche il sagrestano Alberto, e ve lo raccomando: è una persona splendida, dovrebbe andare a Galloro e io mi ripropongo di andarlo ogni tanto a trovare; con lui vi troverete sicuramente bene. Don Aldo è un sacerdote capace (basti pensare che a Pomezia ha fondato una parrocchia dal nulla), dovrete capirlo e apprezzarlo. Spero che, al di là delle critiche al vescovo sul modo, l’accoglienza ai parroci sia positiva in entrambe le parrocchie: l’avvicendamento di pastori è cosa consolidata e inevitabile, l’amarezza deve essere contro il modo in cui questo avvicendamento è stato annunciato e giustificato.

  455. per favore cambiatecelo said

    Spero tanto che la Diocesi di Albano non debba scontare così tanti peccati da dover aspettare il 75° compleanno del Vescovo Semeraro per vederlo andar via!
    Esiste il normale avvicendamento dei parroci, ebbene, perchè non vale la stessa regola anche per i vescovi?
    Mi sembra una legge ” ad personam”.
    Come la lunga permanenza di un parroco può produrre negatività o positività da dover condividere con altre parrocchie, così è per il vescovo anzi, anche di più perchè un parroco guida una comunità, un vescovo, come nel nostro caso, ne guida circa 70.
    Se Semeraro dovesse andare via sarebbero veramente pochi a rattristarsene, è vero quello che dice il commento “semeraro” che molti lo contestano alle spalle e davanti fanno finta di apprezzarlo.
    Cosa mi ricorderò di quest’uomo?
    Niente di positivo, indipendentemente dal “caso Ariccia”, è una persona che non ti guarda mai negli occhi, arriva sempre in ritardo (alla faccia del rispetto delle persone) e se sei fortunato (???) ti allunga una mano, ma non ti guarda!
    Dove sta l’ansia pastorale??? Dove???

  456. silvia said

    Della bellissima messa di domenica, oltre a tutte le cose che già i miei fratelli, nella fede hanno ricordato, porterò nel cuore lo sguardo e la frase di una donna anziana che guardandomi con occhi bagnatissimi mi ha detto:
    ” Ora io come faccio, come faccio, non potrò andare a Marino a vedere il mio Parroco sono vecchia…” poi ancora guardandomi e abbracciandomi mi dice ” Cara come faremo….”

    Grazie Signore perché la dolcezza e la tenerezza di questo sguardo mi mostra quello che Tu ci insegni ….. : che morire per l’altro è guadagnare la Vita. Don Pietro non ha avuto paura di perdere la vita, per quella anziana donna, come per tutti noi, e Tu, Signore gliel’hai fatta trovare (la vera vita): Cosa c’è di più vivificante che suscitare grande amore! Per cosa ci affanniamo ogni giorno .. in fondo…. per essere amati…. Don Pietro amando sta ricevendo da Dio la VERA vita : AMARE E GENERARE AMORE.

    Ai giovani ( non che io sia vecchia però!) ai quali voglio molto bene, anzi ai quali ho scoperto, aime anche grazie a questa esperienza (Sabrina ha ragione), di voler molto bene, voglio dire di essere forti di rafforzarsi, di ricordare le parole del Signore “.. Il Signore prova l’oro con il fuoco… “
    Voi siete oro e dovete essere consapevoli della vostra forza ! Adesso non solo Don Pietro (bella la preghiera finale ) ma molti di Ariccia, credono in Voi!

    Un ultima cosa voglio dire .. Cerchiamo di fare unione come Comunità, per portare avanti i bei progetti, cui il Don ha dato “il sangue”. Stringiamoci anche con coloro che, in questa brutta bruttissima dolorosissima situazione, si sono schierati dal fronte ‘opposto’…. Alcuni erano, ieri, davvero afflitti!! Io, ne sono stata felice, ma non più stupita di tanto, perché, ho sempre pensato che, chi si scalda, anche per contraddire una persona, tanto da trasudare risentimento, prova in realtà un affetto che, magari si è pensato non condiviso, generando sofferenza! ( Don Pietro è grande: per primo, nell’omelia, si è rivolto a queste persone, con le quali ha avuto dei malintesi …. Per questo – Eccellenza – lo amiamo, perché si fa prossimo , anche ai propri detrattori!) Diffido, invece di chi, non si è mai schierato o peggio di chi si è disinteressato di quello che stava accadendo alla propria comunità!!! L’indifferenza, anche, del solo sguardo che, incontrava il mio, magari in lacrime, mi ha turbata … Vi abbraccio
    ABBRIACCIO TE DON PIETRO

    Silvia

  457. LA CHIESA said

    La Chiesa è quella che domenica ha manifestato AMORE per un padre che ha aVVicinato al PADRE!
    Continuiamo a gridare QUESTA CHIESA , perché esiste ed è nostra responsabilità continuarla a formare e ‘lottare’ per la sua Sopravivenza!

  458. Kènosis said

    Cara Silvia, sei un persona veramente buona, ti invidio sinceramente perchè sei riuscita a farti commuovere anche “dall’afflizione” degli schierati sul fronte opposto.
    Afflizione!!!!!
    Vera? Sincera? mah….sai, mi sembra di ricordare un certo sig. Giuda che si aggirava dando bacetti… ma forse no, forse sono io che penso sempre male.
    Facendo queste considerazioni, mi è invece venuto in mente un particolare:
    avete presenti i vari don cristofori, don abondi, le varie Carle e tutto il restante esercito di paladini della Chiesa e della gerarchia, che difendevano a spada tratta i “veri valori cristiani”???
    Dove sono adesso??? Perchè non scrivono più e si sottraggono al confronto??? Noi siamo qui, noi saremo sempre qui a portare avanti le nostre idee!!!
    Mannaggia a me ma non riesco a togliermi il vizio di pensar male e, quasi, quasi, mi viene in mente che non volessero difendere un bel niente, mi viene da pensare (mannaggia a me!) che l’unico obiettivo a cui miravano, con i loro interventi, sia ormai stato raggiunto e che quindi non c’è più alcun bisogno di sprecare del tempo prezioso per discutere con noi esaltati e poveri scemi!

  459. Gigi said

    Ultime da Marino: don Pietro è arrivato, accolto da misteriosi manifesti di “benvenuto don Pietro”. E’ stato avvistato mentre distribuiva il vino durante il miracolo delle fontane che danno vino (oggi è l’ultima giornata della Sagra dell’Uva); poi c’è stata la messa, basilica piena, omelia interrotta da applausi “a scena aperta”; dopo la funzione, sacrestia piena di gente, parrocchiani vecchi e nuovi: non so come abbia fatto di Pietro a salutarli tutti, a dedicare a tutti una carezza o un bacio. Nel complesso, ottima accoglienza a don Pietro qui a Marino.

  460. Ai Marinesi... said

    Cari Marinesi, vorrei oggi, dopo aver assistito alla prima messa di don Aldo e sapendo che voi avete conosciuto don Pietro, dirvi 2 cose:

    1- Non sapete chi avete guadagnato!!! non sapete che grande uomo è oggi pastore della vostra comunità..Il Signore solo sa, quanto siete fortunati..Trattatecelo bene..Lui darà la vita per voi e vi insegnerà ad amare la CROCE…E scoprirete quanto è bello il CRISTO CROCIFISSO!!!… Vogliategli bene..di tutta questa storia è l’unica vera vittima!!!

    2- State tranquilli per don Aldo, oggi la presentazione è stata bella, dopo tutto!!! Sappiate che anche se con utta la nostra RABBIA e SOFFERENZA, lo accoglieremo e cammineremo con lui; lui in questa vicenda non c’entra niente, non ce l’abbiamo con lui, ma con CHI ha creato questa sofferenza. Certo deve darci del tempo, non sò quanto, per abituarci a non vedere più la domenica il nostro PAPA’… però ci stiamo provando!!!

  461. RICORDARE said

    Oggi che, infine, ogni cosa è “andata al suo posto”, come progettato, e che tutti i saggi e ragionevoli benpensanti si sono asciugati a tempo di record i lacrimoni, sfoggiando per l’occasione nuovi sorrisi sereni e gioviali e invitando tutti, soprattutto i tristi, ormai fuori moda, a “guardare avanti” a “non pensare al passato” … beh, io invece ho proprio voglia di andare controcorrente e fare un passo indietro.

    Indietro, solo pochi giorni … torno a venerdì, all’ultimo, bellissimo, intenso, incontro di preghiera che abbiamo avuto con don Pietro, e al brano che lui ci ha letto e sul quale ha voluto che meditassimo. Chi c’era lo ricorderà sicuramente, ma mi piace riportarlo qui, sul nostro blog, e spero che tutti noi lo rileggiamo con attenzione.

    C’è molto da riflettere … ricordare … vigilare …vegliare …

    Atti 20, 17-38

    Da Milèto mandò a chiamare subito ad Efeso gli anziani della Chiesa. Quando essi giunsero disse loro: «Voi sapete come mi sono comportato con voi fin dal primo giorno in cui arrivai in Asia e per tutto questo tempo: ho servito il Signore con tutta umiltà, tra le lacrime e tra le prove che mi hanno procurato le insidie dei Giudei. Sapete come non mi sono mai sottratto a ciò che poteva essere utile, al fine di predicare a voi e di istruirvi in pubblico e nelle vostre case, scongiurando Giudei e Greci di convertirsi a Dio e di credere nel Signore nostro Gesù. Ed ecco ora, avvinto dallo Spirito, io vado a Gerusalemme senza sapere ciò che là mi accadrà. So soltanto che lo Spirito Santo in ogni città mi attesta che mi attendono catene e tribolazioni. Non ritengo tuttavia la mia vita meritevole di nulla, purché conduca a termine la mia corsa e il servizio che mi fu affidato dal Signore Gesù, di rendere testimonianza al messaggio della grazia di Dio.
    Ecco, ora so che non vedrete più il mio volto, voi tutti tra i quali sono passato annunziando il regno di Dio. Per questo dichiaro solennemente oggi davanti a voi che io sono senza colpa riguardo a coloro che si perdessero, perché non mi sono sottratto al compito di annunziarvi tutta la volontà di Dio. Vegliate su voi stessi e su tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha posti come vescovi a pascere la Chiesa di Dio, che egli si è acquistata con il suo sangue. Io so che dopo la mia partenza entreranno fra voi lupi rapaci, che non risparmieranno il gregge; perfino di mezzo a voi sorgeranno alcuni a insegnare dottrine perverse per attirare discepoli dietro di sé. Per questo vigilate, ricordando che per tre anni, notte e giorno, io non ho cessato di esortare fra le lacrime ciascuno di voi.
    Ed ora vi affido al Signore e alla parola della sua grazia che ha il potere di edificare e di concedere l’eredità con tutti i santificati. Non ho desiderato né argento, né oro, né la veste di nessuno. Voi sapete che alle necessità mie e di quelli che erano con me hanno provveduto queste mie mani. In tutte le maniere vi ho dimostrato che lavorando così si devono soccorrere i deboli, ricordandoci delle parole del Signore Gesù, che disse: Vi è più gioia nel dare che nel ricevere!».
    Detto questo, si inginocchiò con tutti loro e pregò. Tutti scoppiarono in un gran pianto e gettandosi al collo di Paolo lo baciavano, addolorati soprattutto perché aveva detto che non avrebbero più rivisto il suo volto. E lo accompagnarono fino alla nave.

  462. Ai Marinesi 2 said

    Anche io questa sera vorrei rivolgermi ai nuovi parrocchiani di d Pietro…vi lancio un appello!!
    Stategli vicino!!Per favore…una delle nostre paure fu proprio quella di vederlo cedere a tutte queste emozioni!

    Ha grandi progetti…come ogni cristiano dovrebbe fare, GUARDA IN ALTO, MIRA LONTANO, PENSA IN GRANDE!! Ma per far ciò voi dovrete essere le sue braccia!
    Sarà dura…perchè, come ho detto, è tanto tanto tanto lavoro…e avrete voglia di desistere un giorno…ma lui vi contaggerà talmente tanto con la sua “malattia” da infiammarvi di ogni buon proposito! Così è successo a noi… e sono sicura che abbiamo avuto spesso ottimi risultati, altre volte meno buoni, come è prevedibile da una comunità fatta di uomini!!
    Ma il punto è…che ci siamo sempre rialzati!!

    Così anche in questo momento!
    L’unica cosa che mi sento di dire a don Aldo è di non chiederci di non piangere ( le persone che hanno fatto ciò negli ultimi mesi alla fine si sono ritrovati contro un intero blog ), impareremo ad “amare” anche te come padre…e di sicuro ti saremo vicini, soprattutto per il bene dei ragazzi e dei bambini…insomma per amore verso la nostra comunità!!

    un abbraccio a tutti i marinesi e a don Aldo…e a te, d Pietro!!

  463. tanta tristezza con consolazione said

    Solo ieri sera ho davvero rielaborato che Don Pietro non è più il nostro Parroco… che tristezza!! Per fortuna rincuora sapere che a Marino ha ricevuto un’accoglienza festosa, proprio come piacciono a lui…. non è per noi una magra consolazione, perché oltre che dalla passione e apprensione per la pstorale, siamo stati mossi (nelle nostre azioni e diimostrazioni contro il trasferimento) anche, dal grande affetto, che abbiamo per lui. Per questo concordo con Kènosis: chi accusava il blog e altro, di disubbedienza, aveva qualche sassolino da togliersi con Don Pietro! Forse, però, adesso, dopo aver veduto con quale dignità e rispetto per tutti, Don Pietro ha affrontato il suo ‘destino’, dopo aver ascoltato le sue parole nelle ultime omelie – in particolare ricordiamo quelle della veglia e di domenica scorsa – a cominciato a sentire la pesantezza delle proprie azioni e la leggerezza del sassolino che li ha mossi. Anche questo, è, però, dono di Dio e un’altra consolazione, per noi e per lui che, ha sempre lavorato per tutti, amato tutti, con le sue preferenza…. ma chi non le ha…. anche Gesù aveva il discepolo che Lui amava!

  464. colibrì said

    Caro Don Pietro,
    non crdevo che avrei sofferto tanto per la tua partenza, forse perchè da Giugno ad oggi ho sperato che le cose sarebbero andate diversamente.
    Quanto vorrei essere un animale senza sentimenti. Quanto vorrei non credere in niente così che oggi non troverei coinvolta in questa triste storia.
    Ma sono io, e sono qui a dover sopportare questo ennesimo doloroso distacco da una persona tanto cara.
    Perchè ho avuto tanto bisogno di te? Perchè mi sono tanto nutrita della tua parola? Perchè ho trovato conforto ascoltandoti?
    Dio ci da e ci toglie e questo ha un significato, ma la mia rabbia non me lo fa comprendere.
    Ora sento un grande vuoto, un vuoto incolmabile. Mi sento come se avessi subito un grave lutto, un ingiustizia che si poteva evitare.
    IL PARROCO DI SAN GIOVANNI BATTISTA A CIAMPINO STA LI DA 38 ANNI!!!!
    Ieri sono andata ad accogliere Don Aldo, perchè lui non centra nulla con tutto ciò. Mi continuo a ripetere che se la mia fede è costruita su Cristo e non su Don Pietro, ora dovrò dimostrarlo, rimanendo al fianco di Don Aldo come tu ci hai insegnato.
    Spero che Don Aldo abbia tanto amore per noi da aiutarci a trovare un senso a quanto ci è accaduto, così che potremo tornare ad essere una Comunità gioiosa.
    Ora è troppo presto.

  465. Gigi said

    Tranquilli, nessuno a Marino ha intenzione di attaccare o di mettere in difficoltà don Pietro, anzi! Già nell’omelia di ieri ha detto che è venuto a fare il “piromane, non il pompiere”, e che vuole bruciare tutto con l’amore per Dio e non vuole spegnere nulla. E la gente l’ha accolto in maniera festosa, sia lui sia il suo viceparroco, che mi ha dato un’impressione positiva anche lui. Domenica 12 ci sarà una festa in Oratorio, don Pietro già ha diffuso una lettera dedicata ai bambini della parrocchia.
    Colgo l’occasione per dire che penso proprio che un limite di tempo al mandato dei sacerdoti in una parrocchia esista solo in determinate occasioni “particolari”: a Marino in tutto il secolo scorso abbiamo cambiato solo tre parroci prima di don Aldo: monsignor Guglielmo Grassi (1908-1954), monsignor Giovanni Lovrovich (1954-1989), don Elio Abri (1989-1997) e quindi don Aldo; e in altre parrocchie immagino che ci siano ancora parroci che durano in carica da venti anni ed oltre.

  466. Per voi said

    Riposro di seguito uno stralcio di una canzone di un giovane cantante italiano molto amato dai giovani, Fabrizio Moro (ha vinto anche Sanremo qualche anno fa).
    Questa canzone ribadisce un concetto spesso espresso in questo fantastico strumento che è il blog di Ariccianontace.
    A qualcuno piacerà…

    “(…) esprimi un concetto senza timore
    se riesci a capire che viene dal cuore
    e senza paura dì sempre la tua
    si fonda su questo la democrazia
    non importa se ti trovi a un bivio segui l’istinto
    ascolta i consigli di chi ne ha messa di strada in archivio
    ascolta perchè chi sa ascoltare sa anche vivere (…)”

  467. Ai Marinesi 3 said

    Cari fratelli Marinesi,non potete sapere quanto vi voglio bene per l’affetto e l’abbraccio caloroso, sindaco in testa, con cui avete accolto il nostro don Pietro di Ariccia.

    Chissà però che cosa diranno quei due o tre liturgisti ariccini ingessati, nel sapere che avete più volte interrotto la predica di don Pietro con applausi?
    Ad Ariccia domenica scorsa c’è stata una celebrazione eucaristica speciale (11.00 – 13.15 più festa all’aperto…) che dai soliti è stata criticata perché il clima emotivo e le esternazioni di dolore e affetto caloroso, in modo particolare dei giovani e bambini, sono stati ritenuti un po’ troppo “eccessivi”.

    Amatelo don Pietro, saprete presto quanto è grande la fede e l’amore che questo prete porta in sé e trasfonde negli altri! Vi prego, aiutatelo e seguitelo, anche quando sarete stanchi: l’amore per Gesù lo fa galoppare e talvolta stargli dietro fa ansimare, ma è bello vedere la passione evangelica che lo anima e che egli riversa sull’intera comunità!

  468. non capisco said

    Eccone un altro!
    Un altro si aggiunge al gruppo dei don Abondio, dei Tommaso Moro etc.
    Sto parlando del nuovo parroco di Ariccia don Aldo Anfuso. Anche lui conosce perfettamente la volontà di Dio. La conosce cosi bene che nel suo saluto alle comunità di Ariccia e Galloro scrive, tra le tante parole di circostanza, “Vengo a voi in totale obbedienza alla volontà di Dio!”.
    Ma non è stato un tale Marcello Semeraro a ordinare questo trasferimento?
    Non è stato sempre lui a giustificare questa disposizione con i canoni e le regole del diritto canonico?
    Chi è che mente?

    Non ci capisco più niente … i conti non tornano … uno dice una cosa un altro ne dice un’altra … a meno che il tale Marcello Semeraro non è Dio … allora si che tutto ha un senso, allora si che la cosa si fa interessante …

  469. rosella said

    Chi di noi non ha mai provato un distacco violento da qualcuno che era il nostro punto fermo. Il dolore è talmente forte che sembra non riuscire a trovare più la stabilità. Il dolore intriso con la rabbia ci oscura la vista, non riusciamo a leggere il messaggio che il Signore ci invia. NON FERMARTI ALLA PERSONA, MA OSSERVA IL MIO OPERATO IN QUELLA PERSONA, PENSI CHE DON PIETRO SENZA DI ME POTEVA ESSERE IL VOSTRO DON PIETRO?
    Io non so quale fine c’è dietro questo trasferimento, possono esserci anche degli errori, ma ringraziamo sempre il Signore per averci fatto vedere ciò che è capace a creare nelle persone disponibili. Spero che questo mio messaggio riesca ad alleviare la vostra sofferenza. Vi voglio bene.

  470. il VS. DIO DELLA FORMA said

    lEGGENDO IL BLOG HO APPRESO CHE, ALCUNI DELLA NOSTRA COMUNITA’ DOMENICA HANNO AVUTO DA RIDIRE PER LA CELEBRAZIONE, UN PO’ FUORI DALLE RIGHE (MA QUALE RIGHE?). SONO MOLTO DISPIACIUTA E AMAREGGIATA PER LORO E PER LA COMUNITA’ … INVECE DI GUARDARE A “DOVE PUNTA IL DITO GUARDIAMO AL DITO” INVECE DI STRINGERSI IN UN MOMENTO DI TRISTEZZA MA ALLO STESSO TEMPO DI COMPIACERCI PER L’AMORE CHE LA CELEBRAZIONE VERAMENTE HA CELEBRATO, SI COGLIE ANCORA L’OCCASIONE PER GIUDICARE L’ALTRO, GIUDICARE LE MANIFESTAZIONI D’AFFETTO DELL’ALTRO! INSOMMA! SO QUALE SIANO I CANONI DA TENERE IN UNA LITURGIA, I SEGNI DA PUNTUALIZZARE, MA CASPITA UN PO’ DI ELASTICITA’! CREDO CHE, DOMENICA, IL DIO DELL’AMORE E NON DELLA FORMA CHE, L’ASCOLTO DELLA PAROLA MI HA FATTO CONOSCERE, HA PIANTO CON NOI, HA GUARDATO NEI NOSTRI CUORI, MAGARI HA ANCHE SORRISO PER QUELLA CHE SICURAMENTE E’ UNA (BELLA) DEBOLEZZA UMANA (ESSERE ANCHE ATTACCATI ALL’UOMO)… MA PROPRIO NON IMMAGINO IL DIO DELL’AMORE CHE SI SOFFERMA A CONTARE GLI APPLAUSI!!! IO PENSO CHE NEMMENO VOI CI CREDETE!!!

  471. annarita said

    Il parroco di una comunità è un pilastro fondamentale. In tanti anni ha modo di conoscere le sue “anime” ad una ad una e diventa un punto di riferimento per chi sa che lo troverà sempre nella sua parrocchia, pronto ad ascoltare, a consigliare, a guidare.
    Ci si affeziona e si crea un rapporto di collaborazione che nasce proprio dal conoscersi profondamente e risulta poi difficile ricominciare con un’altra persona. Si riparte d’accapo e ristabilire un feeling è duro e difficile.
    Che senso ha cambiare se tutto va bene?

  472. Gigi said

    @ annarita: evidentemente qualcosa non andava bene, almeno nell’ottica di Sua Eccellenza.

  473. Non ce la faccio più!!! said

    Finalmente delle persone che la pensano come me!!!
    QUANDO SE NE VA QUESTO VESCOVO???
    Anche qui a fontana di papa c’è un certo rancore nei suoi confronti…NON CE LA FACCIAMO PIù ogni giorno ne fa uno…sembra che ce l’ha con chi vuol fare tanto e costruire per il bene!!
    Mi sembra tutto molto strano!
    Non si può fare nulla??

    saluti
    F.

  474. Kènosis said

    Annarita scrive: ” Che senso ha cambiare se tutto va bene? ”
    Tutto va bene per chi?
    Non certo per il vescovo Semeraro, colui il quale ha cacciato le due suore da Aprilia, colui il quale ha affittato, con contratto trentennale, per 83 euro mensili, l’immenso seminario sito nel santuario di San Cosimo, colui il quale, al contrario dei due precedenti Vescovi Bernini e Vallini, pretende la riscossione dei canoni enfiteutici, con tanto di arretrati, mettendo in difficoltà un gran numero di famiglie.

    La spiegazione definitiva del trasferimeto e del fatto che, per lui, tutto NON va bene, è poi riportata nell’articolo, pubblicato su Libero, della Sig.ra CHIARA GALEA.

    Riporto uno stralcio dell’articolo già postato su questo blog:

    “Carta vince e carta perde, dove finisce don Pietro, l’amato parroco del sindaco di Ariccia, Emilio Cianfanelli? Ma nel Comune di Marino, dove ad accoglierlo c’è il sindaco Palozzi che, a malincuore, ha dovuto salutare monsignor Aldo Anfuso, ma si sa, meglio separare una coppia che ha fatto “comunella” per troppo tempo, anche a costo di dover far alterare gli umori. Ecco chiariti i silenzi del Vescovo Semeraro il quale, con sapienza, ha cambiato l’ordine dei fattori mantenendo intatto il risultato: i castellani non sentiranno troppo il distacco dei loro parroci perché in realtà le loro guide spirituali non andranno troppo lontano. (…)”

    Il motivo è quindi politico, il motivo, aggiungo io, è quello di “disinnescare” una situazione che si è consolidata nel bene, nell’aiuto al prossimo, nell’avvicinamento di tantissima gente al Vangelo, nel recupero e nel coinvolgimento di un numero incredibile di meravigliosi giovani!!!!
    Tutto questo fa paura, tutto questo offusca il potere centrale e rende poco credibile il lavoro sciatto e senza cuore fatto dalla maggior parte degli altri.
    Tutto questo da fastidio e va punito, annientato, ridimensionato, spinto nel dimenticatoio e rimpiazzato da una più “consona”, “rassicurante” e “totalitaria” politica di centralismo diocesano.

    Il Signore abbia pietà di tutti noi.

  475. 365 said

    Che tristezza dover prendere atto di qualcosa che molti pensavano e che però non si poteva dire: il vero motivo del trasferimento di Don Pietro è tutto politico, tutto interno ai giochi di potere di infimo livello di politicanti senza scrupoli pronti a rimescolare le carte, come si evince dalla lettura dell’articolo citato pubblicato su Libero. Tutto questo è scandaloso! Concordo in pieno con Kènosis sul fatto che la scelta del trasferimento è stata attuata sulla base di un chiaro disegno volto a neutralizzare una comunità che pensa, prega, parla chiaramente e continua nonostante tutto ad avere Fede (nel Signore). Prego anch’io il Signore perchè abbia pietà di tutti noi e, non avendo attualmente le risorse interiori per sognare ad occhi aperti una Chiesa più bella, più umana, più vicina ai poveri e meno piegata agli interessi dei potenti (!!!)di turno, affido questi miei pensieri al Signore.
    365

  476. e basta! said

    Per Gigi:
    Magari è vero che le cose non andavano bene, ma DOVE ad Ariccia o a Marino???
    Sono sicuro che anche se sono passati solo pochi giorni già vi siate resi conto di chi abbia guadagnato e chi perso (moltissimo) in seguito a questo scambio di parroci.

  477. comunità destabilizzata said

    Ho letto la lettera del nuovo parroco don Aldo, bella e rassicurante devo dire…sembra si presenti con umiltà e con ammirazione per la nostra parrocchia e per le cose fatte dal suo predecessore. Soprattutto, in più punti, dà rassicurazione sulla continuità dei progetti, che intende portare avanti, con l’aiuto di tutti.
    Come volevasi dimostrare il problema, magari, non sarà Don Aldo, il problema è questo vescovo… perché se la barca va bene… si cambia capitano?
    Dico che motivo c’era allora? Veramente solo quello di destabilizzare! Non è credibile la scelta del vescovo!!! Molto più coerentemente argomentato, il trasferimento, sarebbe stato se, il nuovo parroco si fosse presentato per dare un volto nuovo alla parocchia !!??? Ma don Aldo se, non è veramente umile e ben disposto, come dalla lettera appare, è sicuramente intelligente e ha capito che allora sarebbe stata ancora più “guerra” . Il lavoro ed i progetti portati avanti spendendo la vita di tanti, oltre che di Don Pietro … NON SI TOCCANO!
    SIAMO DISPOSTI E PRONTI A MIGLIORARLI MA ASSOLUTAMENTE NO AD INSABBIARLI!

  478. Gigi said

    Per Kenosis:
    Siamo tutti sul fatto che lo scambio dei parroci ha disinnescato qualcosa, ma siamo sicuri che quel qualcosa disinnescato fosse buono? Tanta gente, a Marino, e immagino altrettanta ad Ariccia, vedeva di cattivo occhio questa “comunella” tra parroci e sindaci.

    Un pò per tutti:
    Tratteggiare il vescovo Semeraro come tiranno su suore indifese, distruttore di cattedrali, pubblicano esattore di tasse decadute, cinico affarista dedito a loschi giri credo non sia del tutto obbiettivo. Il tanto vituperato Semeraro ha sicuramente delle colpe, come tutti coloro che hanno ruoli di responsabilità in questo mondo, ma questo non mette in dubbio che se ha preso una decisione impegnativa come quella di scambiare due parroci (con tutto ciò che comporta) non abbia avuto ragioni più che valide e non si sia semplicemente attenuto ad un comma del diritto canonico. Giuste o sbagliate, condivisibili o non condivisibili, le motivazioni possono essere ricondotte a più circostanze, secondo il pensare di ognuno. Si potrebbe pensare ad una volontà episcopale di rompere le “comunelle”, come ha pensato la giornalista dell’articolo di cui sopra, ma perchè no anche ad un’ansia pastorale (della serie “il parroco giusto al posto giusto”) o di preoccupazioni sulla situazione economica di ciascuna parrocchia (perchè no, in fondo?). Siamo solo nel campo delle ipotesi, magari c’è qualcuno che sa, ai piani alti della curia a piazza della Rotonda. La “pista” dello spostamento per motivazioni politiche, insomma, non è la sola: se confermata, comunque, delineerebbe una gestione estremamente cinica della situazione da parte del vescovo.

  479. Kènosis said

    PER GIGI

    Esatto caro Gigi, una specifica parte politica, almeno ad Ariccia, vedeva di cattivo occhio questa “comunella” ed a quella specifica parte politica è stato dato credito e supporto da parte della Curia.
    Per il resto del tuo discorso, qui non si sta tiranneggiando il vescovo ma si stanno semplicemente evidenziando situazioni e fatti obiettivi ed inconfutabili e tutto questo proprio per tener fede allo spirito di questo blog, evidenziato nell’ottima presentazione fatta dallo staff in home page ed intitolata “il blog cambia volto”.

  480. COLPE said

    Per Gigi:

    Come avrai capito, caro Gigi, o almeno spero, siamo persone buone, oneste…che fino a pochi mesi fà non si sarebbero neanche sognate (o forse qualcuno si!:-)) di arrivare ad aprire in ogni momento possibile della giornata questo blog, per commentare e talvolta sfogarsi!
    Se siamo arrivati a tanto evidentemente qualche motivo c’è…e la storia dei nostri parroci è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso!

    Tu dici che ogni persona che ha grandi responsabilità commette degli errori!!In linea generale concordo con te su questo…ma mi domando allora perchè non si è mai arrivati a questo punto con i precedenti Vescovi?!
    Eppure le responsabilità erano le stesse…noi siamo gli stessi!!
    Se fossi nel mio caro Vescovo non dormirei bene la notte, pensando di avere così tanti fedeli scontenti; probabilmente sarei un pochino più umile, quanto basta per tornare sulle mie decisioni, se necessario!
    Invece, anche su questo fronte ci ha deluso…e questa in un certo senso è un’altra colpa che si porterà dietro!!

    Circa la motivazione del trasferimento, scusa ma mi permetto di non essere d’accordo con te!
    Mi pare oramai evidente la vera motivazione!
    Altro che ansia pastorale…qui stiamo parlando di “ansia politica” e basta…anzi aggiungerei anche di una certa invidia verso il nostro caro d. Pietro!!di che non si sa!
    Forse del suo carisma…o forse della sua fede?

    Forse anche d. Aldo in questi pochi giorni si è reso conto che i legami che d. Pietro aveva , anzi HA, con ognuno di noi non sono parroco-fedele, ma molto, molto di più, sono dei legami familiari, fraterni, filiali!
    FORSE è PROPRIO QUESTO CHE FA INVIDIA??
    Nonostante tutto…spero ancora di no!

  481. Gigi said

    Per Colpe:
    Non metto in discussione la bontà di questo blog e delle persone che ci scrivono: esprimersi liberamente è il fondamento di ogni democrazia. Fra l’altro, mettere in luce le schiocchezze compiute degli uomini di potere è sempre cosa buona, secondo me: dunque, ben venga che Ariccia non taccia! Si parli ora o mai più!

    Sul resto, dubito che dietro al trasferimento ci sia un cinico disegno messo in atto dal Semeraro per rompere le uova nel paniere a don Pietro distruggendo la felicità della comunità cristiana ariccina: scusate l’immagine colorita, ma non riesco a vedere Semeraro come un Gargamella (che nel cartone animato fra l’altro indossa un abito talare!) che cerca di distruggere i Puffi. Vero è che più sento parlare don Pietro (è di ieri un incontro in Oratorio) più capisco che i suoi rapporti con il vescovo non devono essere idilliaci: ma da qui a dire che lo scambio di parroci (tra le uniche due parrocchie in qualche modo “di pari grado” nella diocesi) è stato una “punizione” fatta a don Pietro dal vescovo secondo un lucido piano diabolico, beh, ce ne passa di strada.
    Sulle motivazioni, quanto detto da Kenosis mi spinge sempre di più a pensare ad un desiderio di rompere la “comunella” creatasi tra parroci, sindaci e di conseguenza rispettive parti politiche. Al di là del cinismo, tuttavia, mi permetto di far notare l’azione estremamente “bipartisan” del vescovo: Marino infatti è a destra (ora come ora, e sembra volerci rimanere dopo sessant’anni di sfascio social-comunista), mentre Ariccia è uno dei pochi comuni castellani rimasti al centro-sinistra.

  482. Kènosis said

    Ti prego Gigi, da come scrivi mi sembri una persona itelligente ed allora…non prendiamoci in giro!
    Ma quale bipartisan!
    Con tutto il rispetto per Don Aldo, non è lui l’uomo da “colpire”, non è lui l’uomo scomodo, non è lui la persona che da anni sta in prima linea e porta avanti, con veemenza e totale convinzione,il messaggio di Cristo senza guardare in faccia a nessuno e senza curarsi di pestare i piedi a chi, per difendere i propri interessi, del messaggio evangelico farebbe volentieri a meno!

  483. 365 said

    Caro Gigi, ma lo vedi che anche il tuo ragionamento ti porta a dire, alla fine del tuo intervento, che l’elemento più pesante in questa vicenda è stato di carattere politico: dire che si è trattato di un’azione “bipartisan” tra centro destra e centro sinistra equivale a riconoscere che il motivo del trasferimento è politico nel senso meno nobile del termine. Ribadisco: che tristezza!!! Ma lo vogliamo capire tutti che qui è in gioco la vita di una comunità che non si riconosce nelle logiche centro destra-centro sinistra, anche se ovviamente ognuno ha le sue idee, ma cerca disperatamente di calarsi in quelle della Parola di Dio che Don Pietro ha annunciato a tutti noi con passione e mai risparmiandosi in questo compito? Il fatto vero è che una comunità che pensa con le logiche del Vangelo e ama, vive e lotta con le stesse logiche, dà sempre fastidio al potere (“non si può servire Dio e Mammona”): il Crocifisso ci ricorda sempre che nostro Signore “non è morto di freddo”, ma è stato ucciso in croce perchè non si è piegato alle logiche dei potenti.La verità è che diamo fastidio perchè vogliamo vivere il Vangelo 365 giorni l’anno e non ci accontenteremo mai di “prendere messa” solo la Domenica per tranquillizzare la nostra coscienza!
    365

  484. profonda tristezza said

    Chi se la dimentica domenica 5 ottobre! Chi si dimenticherà la commozione, il pianto dei bambini, di distinte signore e signori, di uomini fatti e di bambini tenerissimi. Un fenomeno di collettiva emozione??? Ma veramente ??? O non sarà piuttosto l’umanità e la fede di un uomo che ha dato tanto, senza risparmiare nemmeno la sua salute, per Ariccia? Una giornata così non si potrà dimenticare e sinceramente non la voglio dimenticare! Perchè non vorrò mai più vedere totalmente disprezzato il sentimento e le emozioni di tanta gente. Si , questo è vero disprezzo per la nostra chiesa-comunità, è mettersi sotto i piedi le convinzioni e le idee di tanti cristiani. 1410 firme raccolte e niente.
    Tanta tristezza. Eccellenze varie non scherzate con il cuore e gli ideali della gente , questa è la vostra chiesa, è proprio questa, che piange la domenica per un prete che va via. Questa è chiesa fatta di carne e ossa che chiede e non ottiene risposte. Queste sono delusioni fortissime. Immaginavo una chiesa madre, accogliente, comprensiva, colloquiale….e invece. Guardate che questi fatti oggi non fanno bene alla Chiesa, pensateci, eccellenze varie.

  485. Sempre uniti nell'Amore di Cristo said

    Buongiorno a tutti!!!
    Ragazzi direi che abbiamo lottato davvero tanto per tenere con noi Don Pietro, ma non ci siamo riusciti… una cosa è certa che Don Pietro rimarrà sempre il nostro “PAPA’” come gli abbiamo scritto sul cartellone domenica a messa!!!
    La tristezza è tanta sicuramente, l’altro giorno quando salivo su a casa di Don Pietro e l’ho vista vuota a momenti mi prende un colpo, quella che è stata la nostra casa per tanto tempo ora non aveva più niente di familiare, era bianca e vuota ed è stato un po’ come chi dopo tanti anni che ha vissuto in una casa trasloca in un altro posto e guarda la sua casetta vuota per l’ultima volta e poi ieri vedere Don Aldo al posto di Don Pietro mi faceva davvero strano… Però ora questa è la realtà che dobbiamo affrontare, questa ci è stata imposta e per amor dei ragazzi io non mi voglio tirare indietro… aiutiamoci a vicenda come abbiamo fatto finora, perché se c’è stato un unico lato positivo di questa vicenda è stato quello di cancellare tra noi ogni rivalità e ogni problema, di averci unito davvero come comunità: giovani, anziani, famiglie… come un’unica grande famiglia (vabbè tranne qualche piccola pecora nera!!!).
    Ognuno di noi reagisce in modo diverso: c’è chi ha bisogno di un po’ più di tempo, chi invece si rimbocca subito le maniche e chi magari come me si rimbocca subito le maniche perché almeno questo mi aiuta a distrarmi un po’ e a non essere triste! Non giudico e non giudichiamo nessuno, vogliamoci bene e preghiamo perché Marino anche sia vicina a Don Pietro!!!
    Compagni di viaggio vi voglio un sacco bene a tutti e FORZA ARICCIA!!!!!!

  486. pensiero! said

    Ho imparato che gli insegnamenti più grandi ti possono arrivare dalle persone che meno ti aspetti!!e apprezzi soprattutto quando una persona ti parla con franchezza e difende le proprie idee con vigore, a costo di perdere la faccia!
    Ho molto meno della metà dei suoi anni, ma questo il nostro vescovo non lo ha ancora imparato!!

  487. Gigi said

    Chiarisco: non sto difendendo in alcun modo il vescovo Semeraro, sto cercando solo di avere una visuale distaccata sulla questione, anche se può far male o non essere piacevole. Mi è chiaro da molto tempo che lo scambio di parroci è stato dettato da pure ragioni di “bassa politica” (citando 365): tuttavia mi sono mantenuto cauto su questa pista, che però vedo largamente condivisa da tutti coloro che scrivono in questo blog. E’ anche chiaro però, e chiedo a tutti di fare uno sforzo per essere cinici, che una situazione di “comunella” tra il parroco e una parte politica, anche se solo pensata da alcuni maligni, può generare imbarazzi che non posso che sfociare in un trasferimento. Tanto più che i rapporti non erano idilliaci… Insomma, anche Semeraro (che a me è indifferente, senza offesa alcuna) non ha avuto tutti i torti: vi invito a riflettere su questo punto.

  488. youtube said

    guardate un pò su you tube la visita del papa ad albano…l’trovato ieri..

    credo che forse è più una perla di saggezza di Semeraro!!! manon c’è un arogmento specifico quindi lo metto qui…

    buona visione

  489. Cominciamo bene! said

    Sono indignato!
    Oggi ho aperto “7 giorni insieme” e ho trovato un messaggio di benvenuto a don Aldo che è stato letto anche all’inizio della messa.
    Il messaggio non è firmato, ma è scritto a nome delle comunità di Ariccia e di Galloro.
    Chi è che scrive a nome di tutta la comunità???
    Ho chiesto in giro ma nessuno sembra saperlo.
    Voglio sapere perchè il saluto a don Pietro è stato firmato dai referenti dei vari gruppi, mentre quello a don Aldo è stato scritto anche a nome di chi non è affatto d’accordo.
    Questa parrocchia è diventata una piccionaia dove ognuno prende iniziative personali e le impone a tutti.
    Così tra un po’ ci sarà l’anarchia più completa!

  490. Che pena! said

    Caro Gigi,
    leggendo i tuoi interventi sul blog non riesco ancora a inquadrare bene la tua posizione dal momento che dondoli dall’una all’altra parte.
    Ti dò un consiglio: goditi insieme alla tua comunità il dono che avete ricevuto e, dal momento che conosco bene don Pietro ti posso garantire, e ve ne accorgerete tutti presto a Marino, che la sua collaborazione con i sindaci di ogni corrente politica è stata sempre positivissima sia dall’una che dall’altra parte con l’esclusiva finalità del bene della comunità di Ariccia.
    Questa storia della politica è una cosa che sta emergendo ad uso e consumo di qualcuno che vuole accattivarsi una parte di elettorato.
    Che pena!
    La prudenza non è mai troppa!!!

  491. Gigi said

    @ Che Pena!
    Se “dondolo” è perchè la verità non è né dall’una né dall’altra parte, ma un po’ qua e un po’ la: dunque cerco di raccogliere tutti i segnali sulla vicenda per farmi un’idea. E in effeti ti devo dare ragione almeno in parte, all’uscita dalla messa di oggi: don Pietro pare voler collaborare con sindaci di ogni parte politica, dunque chi ha detto che era in “comunella” si sbaglia. Ma scusa: questo qualcuno che vorrebbe accaparrarsi l’elettorato dove sarebbe? A Marino o ad Ariccia?

    P.S.: non è la sede, ma invito tutti gli ariccini a dare un’occhiata a questa voce di Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Santuario_di_Santa_Maria_di_Galloro) sul Santuario di Galloro: ci stavo lavorando sopra, ma mi farebbero comodo suggerimenti e informazioni (specie sulla storia del Novecento). Chi vuole, può esporre nella pagina di discussione della voce. Grazie, e scusate l’invasione ma credo sia un bene per la comunità ariccina

  492. Vogliorispetto said

    Ieri don Aldo ha celebrato la prima messa domenicale ad Ariccia.
    Quasi al termine della predica ha detto che “la Chiesa non è di don Pietro o di don Aldo, ma di Gesù Cristo!”.
    E’ vero! E’ quello che noi sappiamo già.
    Ma perché questa sottolineatura? Che c’entrava citare don Pietro come ipotetico possessore della Chiesa?
    Sarebbe stato meglio non urtare la sensibilità di chi è arrabbiato e addolorato per il trsferimento di don Pietro e sta cercando di metabolizzare la situazione.
    Un po’ di tatto sarebbe gradito.

  493. Caterina Caselli said

    @ Vogliorispetto

    Solo per capire dove credi che, nei modi e/o nei contenuti, Don Aldo abbia mancato di rispetto a te o ad altri parrocchiani nell’Omelia di ieri.
    Non vedo come possa essere classificata come una mancanza di rispetto o tatto la sola esposizione di una considerazione che rispecchia in pieno la verità (come d’altronde riporti anche testualmente nel tuo intervento, “…E’ vero! E’ quello che noi sappiamo già….”).
    Non pensi che, forse, sia solo un modo per rimarcare questo semplice concetto nella speranza che almeno in qualcuno sbiadisca questa ormai inutile e, mi dispiace dirlo, patetica forma di prevenzione in tutto quello che non è Don Pietro?
    O forse, come diceva la Caselli, “La verità ti fa male…”?
    Un saluto a tutti e un complimento sincero allo Staff del blog.

  494. silvana zambonini said

    Carissimo Don Pietro, ierisera s’è recitato il Rosario lì alla Memoria, dove ti sei tanto battuto perchè si riuscisse ad arrivare al luogo del ritrovamento della sacra immagine. Si sentiva la tua presenza anche se non c’eri; la luna in alto brillava e la pianura in basso mostrava le sue incerte luci; gli alberi ci accompagnavano nella preghiera che mio marito ed io abbiamo rivolto alla Vergine Santissima perchè ti sia sempre accanto e ti dia salute e determinazione negli impegni che ti sono stati affidati. Con molto affetto e riconoscenza per questi passi a cui ci hai indirizzato.

  495. Gigi said

    @ Vogliorispetto:
    Anche l’amato (perdonate l’eufemismo) Semeraro dicendo messa la domenica della Sagra dell’Uva a Marino ha sottolineato che l’amministratore non è proprietario: non ha fatto nomi, ma il riferimento ad entrambi i parroci era palese. Non possiamo dare tutti i torti a chi dice questo: guardiamo con serenità la cosa, quanti parroci si sono avvicendati nella parrocchia dell’Assunta ad Ariccia dal 1661? Quanti a San Barnaba dal 1640? E quanti se ne avvicenderanno?

  496. C.v.d. said

    Si…è proprio questa la cosa che apprezzo di più nel nostro “amato” vescovo…si è barricato in curia per mesi, piuttosto che accettare di parlare con dei fedeli (e quando l’ha fatto tra l’altro su un’ ora ha parlato 45/50 minuti da solo di quanto sia dura la vita da Vescovo) e poi spesso e volentieri fa commenti sottintesi durante omelie o interviste!!
    Questa è solo un’ altra conferma di come sia veramente, questo uomo di Chiesa!
    C.V.D….come volevasi di mostrare

  497. sabrina said

    Permettimi di dire, Gigi, che il problema non è mai stato quello di negare la possibilità di successione o cambio di parroco in una Parrocchia, bensì la modalità e le motivazioni con cui in questo caso tale azione è stata portata avanti!!Mi lascia pertanto abbastanza sconfortata il fatto che possa essere stata “utilizzata” la Parola del Vangelo circa la figura dell’amministratore per far passare come “volontà di Dio” la regola dell’avvicendamento dei parroci!!!!

  498. Gigi said

    @ Sabrina:
    Ma in fondo, cosa ne sappiamo noi della volontà di Dio? E se lo scambio di parroci fosse veramente una volontà divina (espressa da un uomo, Semeraro, che ha tanti difetti come ciascuno di noi)? Gesù Cristo non è forse morto in croce? Immaginiamo la sofferenza di Maria, dei discepoli, e delle persone che gli stavano attorno… vai a sapere che il terzo giorno sarebbe risorto e dopo quaranta giorni sarebbe asceso alla destra del Padre…

  499. franca said

    Caro zio Piero, mi ritrovo a scrivere su questo blog felicissima di farlo.So quanto ti sia costato allontanarti da Ariccia e dai tuoi fratelli ma sono convinta, da quello che vedo, che li avrai sempre vicino nella preghiera e nell’amore di Cristo.
    Cari Ariccini, un amore così grande come quello che voi dimostrate a mio zio Don Pietro non l’avevo mai visto. Qui a Roma il nostro rapporto con il saerdote è piu’ vago, è piu’ superficiale, siamo fortunati ad avere da un paio di anni un parroco che è riuscito a volgere il suo sguardo ai giovani, senza mai lasciare al caso il resto della comunità.
    Mi rivolgo a voi ragazzi di Ariccia, siate uniti sempre nel nome del Signore ed ogni cosa andrà bene.
    Zio Piero ci ha insegnato l’amore per la famiglia, ci ha insegnato a superare i momenti difficili con la preghiera, ci ha insegnato a gioire con i nostri figli delle “piccole” cose che la vita ci offre. Prendete il suo esempio e portatelo, come avete saputo fare fino ad ora, a coloro che il sorriso non ce l’hanno.

  500. Gianni Nazzaro said

    Porca miseria, sto decisamente perdendo colpi!
    Mi ero perso l’ottimo intervento di Caterina Caselli!!!!!!
    Amica mia, si fa per dire, niente è inutile nè tantomeno lo sono i veri sentimenti degli esseri umani, chiunque essi siano!!!!
    Tu sarai inutile e patetica e non ti preoccupare, perchè noi la verità continueremo ad urlarla e forse, a te ad ai tuoi amici, potrà fare tanto male!!!!
    Canta che ti passa!!!!

  501. il maresciallo said

    allo staff

    la censura non paga mai.

  502. Staff di Ariccia non tace said

    Scusa, Maresciallo, di quale censura parli????

  503. Raffaella said

    …per vivere “secondo la verità nella carità”.
    Non credo sia troppo chiedere al nostro vescovo di parlare con i fedeli. Suppongo non sia stata la sua una decisione presa con leggerezza e avrà avuto dei buoni motivi. Allora…perchè tacere? Con i fedeli si può anche parlare…non solo predicare.

  504. Caterina Caselli said

    @ Gianni Nazaro

    O.T.
    Vedo un po’ d’astio nelle tue parole e ,sinceramente, non ne comprendo il motivo.
    Non ho nulla da farmi “passare” cantando e non parlo a nome di nessun fantomatico “mio amico”.
    Ti invito solo a leggere nuovamente, questa volta con più attenzione e meno fervore, il mio precedente intervento e forse, come diceva la nostra amica comune Mina, “capirai in un solo momento cosa vuol dire” patetica forma di prevenzione in tutto quello che non è Don Pietro.
    E ricorda: se c’è qualcuno a cui la verità fa tanto male è colui che cerca di travisarla….
    Fine O.T.

    Un saluto a tutti e scusate l’O.T.

  505. Gianni Nazzaro said

    Cara Caterina, che piacere risentirti!!!
    Quanto mi piace questo filone nazional musicale!!!!!
    E’ vero, non hai nulla da farti passare cantando perchè hai già raggiunto il tuo scopo, come si evince dalle tue frasi: “ormai inutile” e “patetica forma di prevenzione in tutto quello che non è Don Pietro” …
    Attenta a scherzare con la verità!!!!
    Ricordati che “la Verità ci farà liberi”! Non ti spaventa pensare che arriverà presto un giorno in cui questa Verità si manifesterà in tutta la sua potenza?

  506. Berniniana said

    DOV’E’ DANTE BERNINI???????????????
    RIDATECELOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

  507. Berniniana said

    Purtroppo è vero che il nostro vescovo ha portato con se tanti cambiamenti,che in alcuni caso ci hanno spinto a giudicarlo e a non comprendere le sue decisioni,ma bisogna ammettere anche un altro fatto:
    I parroci sono tenuti ad obbedire al vescovo,ma soprattutto alla Chiesa.Quante volte sono avvenuti trasferimenti e cambio di cariche?Infinite,e ci saranno sempre!Perchè è così che dev’essere.
    Purtroppo però siamo esseri umani e ci affezioniamo alle persone.E questo è il caso di Don Pietro,ma di tanto altri parroci che in tutto il mondo hanno saputo donare TANTO ai loro fedeli e concittadini.
    Così ci dispiace lasciarli,perchè con loro se ne vanno esperienze importanti,sentimenti e gioie condivise.
    Ma così dev’essere e ricordiamoci che il vescovo,oltre ad essere un uomo,apparendo così più o meno giusto,rappresenta per la chiesa una delle figure di Dio,e possiamo essere certi che il Signore opera attraverso le sue decisioni,che spesso a noi non è dato inizialmete di comprendere.
    Ma confidiamo in Dio e siamo certi che Don Pietro continuerà a volere bene a tutti e magari può donare ai suoi nuovi parrocchiani ciò che ha saputo dare a noi.Anzi,per questo dobbiamo essere contenti!Perchè anche gli altri possano condividere la grandezza di quest’uomo.

  508. Ritorno al futuro said

    Cara Berniniana, condivido con te la stima e l’amore per il nostro amatissimo Dante Bernini: un GRANDE Vescovo e un SANTO Vescovo!
    Purtroppo, però, devo dire che in quello che scrivi non condivido altro …
    Il tuo intervento mi pare un po’ surreale … sembra datato tre mesi fa …
    Le tue argomentazioni trovano tutte risposta tra i 505 commenti che ti precedono!
    Si è spiegato ripetutamente che l’affetto personale verso don Pietro non è il problema.
    Si è discusso ampiamente e calorosamente sui temi dell’obbedienza, delle motivazioni, ecc. ecc.
    Prenditi un po’ di tempo e fatti un bel giro per il blog …

  509. Un attento osservatore said

    ULTIMA NOTIZIA!!! (Spero non sia vero!)

    Mons. Aldo Anfuso, parroco di Marino, Vicario Foraneo.
    Mons. Aldo Anfuso, trasferito parroco ad Ariccia, ancora Vicario Foraneo.

    Mons Pietro Massari, parroco di Ariccia, Vicario Foraneo.
    Mons Pietro Massari, trasferito parroco a Marino, NON PIU’ Vicario Foraneo.

    Don Pietro all’angolo in punizione: vogliamo ancora parlare di NORMALE AVVICENDAMENTO?

    Forza don Pietro, sono certo, conoscendoti, che guardi a queste debolezze umane con distacco e noncuranza, preoccupato solo di ciò che per te sta al primo posto: annunciare Gesù.
    E sono sicuro che Lui ti ama e che ti è particolarmente vicino in questo momento (per la verità un po’ troppo lungo) che stai vivendo certamente con fede e grande affidamento a Dio, ma che io (e non solo) vedo veramente brutto e triste.
    Dio ti benedica.

  510. Ariccini in attesa said

    Ai Marinesi.

    Tempo fa,rispondendo a chi colloquiava tramite il blog, qualcuno da Marino, ha manifestato negative esternazioni verso noi ariccini, tacciandoci di immaturità.
    Loro, invece, dicevano di essere stati educati da don Aldo all’obbedienza e che avevano accettato il trasferimento in quell’ottica.

    Cari Marinesi, ora che avete il parroco che, a detta vostra, non ci ha educati all’obbedienza(?????), sentitevi liberi e diteci qualcosa.
    Come vi trovate con il nuovo parroco?
    Come state vivendo la vita comunitaria?
    Giovani, come state adesso?
    Parlate liberamente come facciamo noi che siamo stati educacati non alla disubbidienza, ma alla libertà dei figli di Dio.
    Avete parlato prima, parlate anche adesso.
    Aspettiamo con ansia.

  511. Cari fratelli e sorelle della comunità di Ariccia, il vostro cammino costituisce per noi una testimonianza profetica di cui ringraziamo Dio e voi. Condivido totalmente la vostra lotta e la vostra speranza. Ovviamente la gerarchia gioca a stancarvi, a dividervi. Ha dalla sua parte il tempo e senza fretta attuerà il suo progetto come il carro armato di piazza Tienanmen.Voi avete la nuda roccia del Vangelo.Solo Dio può in certi momenti darci la forza di perseverare. Ve lo dico perchè ho 70 anni. Credo che la battaglia abbia anche bisogno di ossigenarsi con una fantasia creativa. Quando ci chiudono una porta,Dio ci apre una finestra.

  512. più palese di così... said

    Ancora una volta il rimbombante silenzio di quelli che fino a un mesetto fa ci davano contro, con un accanimento non indifferente, si fa sentire!!!
    Tirando le somme penso sia quindi palese che il loro unico scopo era quello di vedere d. Pietro fuori da Ariccia; è palese che non si è mai veramente trattato di un NORMALE AVVICENDAMENTO; è palese che qualche interesse sotto da parte di molte persone c’è stato…chissà cosa ci hanno guadagnato!!

    Vergognosi…

    Avete allontanato un buon parroco dalla propria parrocchia, tirata su con fatica e sudore, l’avete allontanato dai suoi cari, dalla sua casa dopo 23 anni…gli date colpe che non stanno ne in cielo ne in terra (ad es. di aver lasciato dei debiti, quando stiamo addirittura sopra di una bella cifra)…ora questa cosa del vicario…beh…manca solo che gli levano il monsignore….allora si che si scatenerà il putiferio!!
    vergognosi…siete stati pure palesi….anzi, siete palesi!!!Prima o poi renderete conto a qualcuno di tutte queste cattiverie!!

  513. parentesi said

    Ci hanno sempre rimproverato di non essere stati educati bene da d. Pietro (e continuano ancora a dirlo, poverini)…ma mi rincuoro pensando che per loro essere educati vuol dire non usare il cervello!!!
    Perchè in questa diocesi, ormai, se hai un cervello, oppure lo usi in maniera diversa da loro, allora vuol dire che non sei stato educato a dovere!!
    Ad esempio….dire la propria opinione?? vuol dire non aver usato il cervello…non essere educati!!Vergognatevi Ariccini…non avete usato il cervello…
    Di contro…accettare ogni cosa con una passività assoluta?? oh…bravi…questo si che è usare il cervello!!Chi è il vostro parroco??deve essere uno in gamba, vi ha educati benissimo!!

    Ma per favore!!!Meglio un giorno da leoni che cento da pecore!!

  514. Da Marino said

    Da Marino confermo (purtroppo) che don Pietro non è più vicario.
    Il Vescovo sa giocare bene le sue carte!!

  515. Seme Gaio said

    Bravo vescovo!!! scrivetelo con la lettera minuscola per favore che la maiuscola la lasciamo per gli Apostoli quelli veri!!! Ci si diverte ma credo che a Pietro gli ha fatto un favore meno impegni e più tempo per i ragazzi! Ho saputo che ben presto eccellevolezza verrà a trovarci è vero? Staff aggiornaci!!!

  516. Almeno questo! said

    Ma con quale faccia viene ad Ariccia???
    Per favore se ne resti a casa sua!!!
    Almeno questo!

  517. FandiMarcello said

    Sono molto preoccupato per Marcello se avrà il coraggio di andare ad Ariccia:

    o non ci sarà nessuno e sarà l’ennesima brutta figura
    o ci sarà molta brava gente e,… potrà essere l’ennesima brutta figura!!!!!

    Marcello, un consiglio, resta a casa!!!!!

  518. Stella said

    Nooooooo ragazzi, non ci posso credere !!!!!!! Ma non può venire !!!! Non è vero !!!!!
    Questo sarebbe veramente troppo … una visita assolutamente inopportuna, segno di un’insensibilità senza pari.
    Sono certa che il buon Marcello sarà così saggio da rinunciare, per il bene delle anime, che certamente gli sta a cuore, ad una visita che, se da una parte potrà rallegrare i suoi “fans”, dall’altra rappresenterebbe un vero scandalo per coloro i quali hanno sofferto, soffrono e soffriranno ancora a lungo per il suo operato. C’è chi dice che sbagliano? C’è ci dice che sono i più deboli? Bene. Sono comunque parte della diocesi a lui affidata. E a maggior ragione, proprio per la loro presunta debolezza, egli dovrebbe tenere a mente le parole di Gesù: “Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono, è meglio per lui che gli si metta una macina da asino al collo e venga gettato nel mare.” (Mc 9, 42)

  519. la chiesa siamo noi said

    Sua eccellenza il Vescovo pensa forse quando verrà ad Ariccia di trovare un’accoglienza diversa da quella che ha organizzato per la venuta del Papa ad Albano? Mi sembra che a lui piacciano le manifestazioni “riservate” poca gente … poca calca. Beh è quello che troverà se verrà ad Ariccia. Non credo che la gente sia tanto disposta a festeggiarlo.
    Ad Ariccia ora c’è poco da festeggiare!!

  520. sono delusa said

    Ad un mese circa dal trasferimento di don Pietro mi guardo indietro e vedo quanto dolore abbia portato con sè questa decisione; dovuto alla sofferenza di ognuno ed alle incomprensioni che si possono essere create durante il percorso che abbiamo dovuto affrontare da giugno ad oggi.
    Dolore, che si acuisce inoltre dando uno sguardo alla nostra Parrocchia, uno sguardo attento, sì perchè superficialmente può sembrare che tutto vada avanti… e forse è così, vanno avanti le cose, e nemmeno tutte, ma a me manca la sostanza, la formazione, quella non ce l’ho più, e senza quella non posso andare nel mio cammino di fede, non si vive di rendita… almeno in questo settore.
    Per questo sono profondamente arrabbiata e delusa con chi ha permesso tutto ciò, con il vescovo sì, ma anche con tutti coloro che pur condividendo il nostro pensiero e la nostra sofferenza non hanno mosso un dito per aiutarci, mi chiedo per coprire chi e cosa.
    Non l’ho vissuta e non la vivo come famiglia la Chiesa in questo periodo.
    Mi è sempre venuto alla mente un brano della Genesi quando riflettevo su quello che stava accadendo: …”Forse ai cinquanta giusti ne mancheranno cinque; per questi cinque distruggerai tutta la città?». Rispose: «Non la distruggerò, se ve ne trovo quarantacinque». Abramo riprese ancora a parlargli e disse: «Forse là se ne troveranno quaranta». Rispose: «Non lo farò, per riguardo a quei quaranta». Riprese: «Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora: forse là se ne troveranno trenta». Rispose: «Non lo farò, se ve ne troverò trenta». Riprese: «Vedi come ardisco parlare al mio Signore! Forse là se ne troveranno venti». Rispose: «Non la distruggerò per riguardo a quei venti». Riprese: «Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora una volta sola; forse là se ne troveranno dieci». Rispose: «Non la distruggerò per riguardo a quei dieci»”. (Genesi 18, 28-32)

    Ecco Dio è tornato sui suoi passi, non ha badato alla giustizia, nè ai balzelli, mi dico: ma perchè se Dio può farlo gli uomini no?
    Ma perchè avete permesso che molti (e non pochi come qualcuno vuole far credere) soffrissero e veramente per questa situazione, che si scandalizzassero, che si allontanassero. Non dovreste tenere al bene delle anime, anche se alla fine fossero 50…40…30…10, mi permetto di aggiungere: anche se fossi solo io!

  521. Riflessione said

    Risposta a Sono Delusa:

    Mi dispiace che non sei riuscita a crescere in tutti questi anni. Sembri una bambina ancora da svezzare che aspetta di essere nutrita dalla mamma. Ma chi è la mamma per te?
    Dal punto di vista ecclesiologico dovrebbe essere la Madre Chiesa ovvero Dio, Padre e Madre.
    Ora, capisco che le abitudini ricevute ti possano confondere, ma cerca di orientarti e invece di vivere di nostalgie per un prete, cerca la Stella Polare e guarda diritta verso l’immenso, nutrendoti della Parola e dell’Eucaristia.

    Infine sei proprio sicura di essere dalla parte dei giusti, come dici riportando il brano? Non te la prendere con gli altri, la risposta sta dentro di te, cercala!

    Rifletti, rifletti………e rilassati.

  522. orfano said

    E basta!!!!! Sig. Riflessione, se la Chiesa Madre è quella che tu ci racconti e se Dio Madre e Padre è quello testimoniato da te e dal modo arido, spietato, giudicatore, superbo, sprezzante, presuntuoso, con cui ti esprimi, allora io rivendico il diritto di essere ORFANO E ATEO!!!!!!!! Sono disgustato da quello che sento dire da mesi da voi curiali, mi avete tolto ogni speranza nella Chiesa!!!!
    Ma è possibile che il Papa lasci che si dia questa immagine di Chiesa????
    Signore Gesù, aiutaci tu ….

  523. Kènosis said

    Signora “Riflessione” scorgo in te lo stesso modo di scrivere ma soprattutto di insultare, caratteristici di presunti “altri” utenti come “un parrocchiano”, “comunità serena”, “meditazione”, ecc..(ho perso un po’ di tempo a spulciare gli interveni degli ultimi mesi).
    Falla finita ed abbi almeno il coraggio di mantenere una sola identità.
    Non capisco come lo staff (forse troppo democratico!) ti dia il permesso di continuare ad imperversare su queste pagine e non capisco come sia possibile continuare a tollerare le tue esternazioni che non portano nulla di costruttivo e tendono esclusivamente a destabilizzare ed a provocare.
    Fattene una ragione, il blog sta crescendo e non sarai certo tu, con le tue misere argomentazioni, a fermare questa splendida e sana realtà.
    Mi rivolgo ora a tutti gli altri utenti (o forse possiamo cominciare a chiamarci fratelli!):
    non rispondete a queste persone, non cadete nella loro trappola, non permettete che personaggi così piccini ci distraggano dal nostro cammino di giustizia e di verità.

  524. sono delusa said

    “Riflessione”, ma perchè il tuo pensiero corre e si sofferma sulla “nostalgia per un prete”?
    Io non ho bisogno di avere nostalgia per nessuno, tanto meno per un prete a cui, peraltro, mi legano affetto, stima e amicizia, perchè ho sentimenti familiari ben solidi e saldi a cui fare riferimento nella mia vita.
    Non hai capito o non hai voluto capire niente!
    Ho nostalgia sì, nostalgia per i contenuti spirituali che mi mancano, ho nostalgia per l’aiuto, l’accompagnamento continuo e costante nella scoperta della Stella Polare.
    Io dell’Eucaristia mi nutro. Che ne sai tu della mia vita sacramentale e spirituale?
    Vorrei però nutrirmi anche della Parola commentata per poi meditarla, contemplarla e renderla viva nella mia carne.
    Per quanto riguarda il brano della Genesi, da me citato, mi riferivo alla “con-passione” di Dio che per uno solo cambierebbe le sue decisioni.
    Mi chiedevo: perchè un umano non l’ha potuto fare?
    Ti sei arrogata una risposta che non ti competeva e che non è assolutamente pertinente.
    Chiedo al Signore di aiutare te, me e tutti a superare questi momenti.
    Se però la Comunità attuale sta assumendo il volto che tu presenti, mi dispiace dirti che non è edificante. Non è costruttivo, non è assolutamente misericordioso, è astioso.
    Ma che ti può aver fatto tanto di male don Pietro se dalle tue parole traspare tanta acredine?
    Spero che tu trovi la pace e la serenità al più presto nel silenzio della contemplazione della Parola e basta.

  525. parrocchiano said

    Io dico…ma questo è essere vicino ai fratelli??

    Allora se in parrocchia c’è chi è stato felice di questo cambiamento, chi ha provato indifferenza, chi si è opposto ma al momento cerca di fare la volontà di Dio (non accettare la decisione…ma continuare ad investire nell’annuncio!!), chi invece non vuol sapere di accettare questa ingiustizia…
    Secondo voi chi ha bisogno di AMORE???

    Voi (pochi), felici che gongolate di questa situazione o chi realmente vede la perdita di un padre in tutto cio??

    E poi, voi che tanto adesso vi fate rivedere in chiesa e già vi allisciate don Aldo, credete sul serio che don Aldo, il quale ha al momento il mio pieno rispetto, non capirà di che pasta siete fatti?? Perchè se credete di poter rientrare attivamente dentro la parrocchia sapendo ciò che avete fatto sotto gli occhi di tutti, sappiate che verità sarà sempre fatta!!
    Non abbiamo paura di dire la VERITA’ sul “vescovo” (che facciamo contro di lui il 7 dicembre??) credete che ci faccia paura gente meschina come voi?? Le cui lacrime finte per don pietro ancora inumidiscono il pavimento della chiesa (di Ariccia ovviamente..a galloro..vabbè..)

  526. Parrocchiano...quello di sempre! said

    Carissimi tutti è strano come alle volte ci si possa trovare in accordo con quello che qualcuno ha detto pur non conoscendo il suo volto o il suo nome! Davvero una riflessione che sento mia e per questo ringrazio colui che si è firmato “PARROCCHIANO” che sicuramente sarà fratello nel pensiero e nell’appartenenza alla comunità! Fa piacere sempre trovare qualcuno che ha lo stesso pensiero… un po’ meno lo stesso “soprannome”… più che altro per non cadere in fraintendimenti!

    Per tutto il resto sottoscrivo con sangue e con la vita nel servizio ai poveri quello che ha appena detto il mio “fratello di latte”!

    CHIEDO ALLO STAFF DI APRIRE UNA SEZIONE SULLA GIORNATA DEL 7 DICEMBRE CHIARIFICANDO CHE LO SCOPO NON E’ ASSOLUTAMENTE ROVINARE LA FESTA A DON ALDO, IL QUALE STA FACENDO DEL PROPRIO MEGLIO, BENSI’ NON RESTARE MUTI DI FRONTE AL NOSTRO “VALVASSINO” SEMERARO… STIAMO TORNANDO AL MEDIOEVO???

  527. comunità destabilizzata che continua a camminare said

    Mi associo al pensiero di “parrocchiano” e a quello di “parrocchiano… di sempre….”
    Io sono tra coloro che, riprendo le parole di parrocchiano:
    “si è opposto ma al momento cerca di fare la volontà di Dio (non accettare la decisione…ma continuare ad investire nell’annuncio!!), anzi preciserei .. si é molto opposto ma si sente ora investito di una responsabilità più grande: portare avanti l’opera che il Signore ha fatto per mezzo del carisma di Don Pietro; servendosi, ora, delle attitudini e del diverso (sottolineo – non è giusto né indolore continuare a fare paragoni) carisma del nuovo pastore Don Aldo.
    Mi associo a quei fratelli nel ritenere, però, anch’io deprovevole la risposta di riflessione .. che trasuda non comprensione ed amore.
    Io sono dispiaciuta moltissimo per i miei fratelli che la forte perdita stà molto provando. Vorrei poter fare qualcosa per loro, vorrei ‘reinstillare’ il desiderio di far parte della nostra comunità….(così facendo finiranno per escludersi da soli) Certo che se ci si mettono questi tipo “Riflessione”… anche a me viene voglia di scappare a gambe levate!!!
    Resistete e non fatevi fuori dalla comunità abbiamo bisogno di VOi. vi vogliamo bene!

  528. Preghiamo tanto said

    Cara “comunità destabilizzata che continua a camminare”
    Forse non riesci a capire che i tuoi fratelli non sono provati dalla forte perdita di don Pietro, sono provati dalla FORTE PERDITA dell’Emmanuel, sono provati dalla mancanza di “Dio tra noi”, sono provati dalla mancanza della Parola, sono provati dalla mancanza di un momento di riflessione e di preghiera, sono provati dalla lontananza di Dio!
    Aprite gli occhi, leggete e meditate la Bibbia, vedrete che nulla, in questo momento, è simile al Regno di Dio.

  529. Mi sono perso qualcosa said

    Scusate … ma che succede il 7 dicembre? E che c’entra il vescovo Semeraro? Perché mai dovrebbe venire ad Ariccia?

  530. Stella said

    Rispondo a “Comunità destabilizzata che continua a camminare”

    Mia cara … rispetto il tuo atteggiamento, tu però rispetta il mio!

    Vedi, per quanto mi riguarda, non sono affatto “provata dalla perdita di don Pietro” … questo avveniva molto tempo fa! Oggi, per me e per altri fratelli, il problema è ben altro: tutta questa storia, il suo svolgersi, i colloqui avuti e quelli tentati, gli scontri, le prese di posizione delle gerarchie e di molti membri della comunità, l’indifferenza al nostro dolore, tutto questo ci ha fatto riflettere. ABBIAMO FATTO UN’ESPERIENZA DI CHIESA …SI’, MA DI QUALE CHIESA?????? Ecco, il problema è tutto qui: la nostra esperienza. Su questo nessuno può sindacare: l’esperienza è nostra, la sofferenza è nostra, e, per noi, è stata illuminante!!! Non c’è piaciuto il volto della Chiesa (e di parte della comunità) che abbiamo scoperto.
    Adesso il problema è solo nostro. Vedi, non è questione di autoescluderci: ci siamo resi conto che, per la Chiesa, NON ERAVAMO MAI STATI DENTRO!!!!!!!!!!!!!!!
    Il Buon Pastore non esita a lasciare le 99 pecore per cercare quella perduta … invece noi, pur cercando e chiedendo almeno attenzione (se non amore), siamo stati assolutamente ignorati, o, peggio, criticati, accusati, additati!
    Un’esperienza così NON SI PUO’ DIMENTICARE. Da quel momento, per alcuni di noi, NIENTE PUO’ PIU’ ESSERE COME PRIMA. E’ un fatto.
    Come puoi pensare che una persona che abbia PRESO SUL SERIO il Vangelo di Gesù e su di esso abbia incentrato la propria vita, confidando nella Chiesa – volto di Cristo, dopo aver scoperto un aspetto talmente contraddittorio in essa, non si trovi a vivere una PROFONDA CRISI SPIRITUALE E IDENTITARIA? Come potrebbe costui buttarsi tutto alle spalle e continuare a lavorare senza porsi domande cruciali?
    Bene per chi ci riesce, ma lasciateci la libertà di vivere la nostra inquietudine e le nostre domande alle quali, oggi, dalla Chiesa non riceviamo risposte.
    Cara amica, il problema non è autoescludersi; il problema è sentirsi stranieri e non trovare un luogo in cui “includersi” per incontrare ancora il volto di Cristo!

    Ricambio il tuo affetto, sorella, ma le nostre strade non si possono più incontrare … buona fortuna e che Dio ti benedica.

  531. dià lògos said

    Condivido l’intervento di Stella al 100 per 100 !!!!!!!!!!!!

    Alle sue parole, che rispecchiano perfettamente il mio stato d’animo, mi sento solo di aggiungere una precisazione: mi sembrano fuori luogo questi appelli a “non abbandonare”, “non escludersi”, come se si trattasse di “fare uno sforzo” per superare situazioni particolari, rapporti e relazioni compromessi.

    Qui NON SI TRATTA DI CONFLITTI O SCONTRI TRA I SINGOLI.

    Parliamoci chiaro: per quanto mi riguarda, chi non mi è simpatico adesso, non mi era simpatico nemmeno prima (e la cosa è, chiaramente, reciproca)!!!!!!!!!

    Non è un segreto che ci fossero persone, NELLA COMUNITA’, che criticavano aspramente don Pietro, il suo operato, il suo stile, le sue idee, etc. Non è un segreto che tali critiche siano state diffuse in diocesi ed in curia.
    Faremmo torto alla nostra intelligenza se pensassimo che oggi il problema sia ricomporre i conflitti generatisi nella parrocchia a causa del trasferimento di don Pietro che, anzi, forse è stato proprio provocato, almeno in parte, da quei conflitti.

    La mia appartenenza alla comunità parrocchiale non è mai stata in funzione del grado di amicizia sviluppato con i singoli componenti, come non è mai venuta meno a causa di dissapori o litigi. Che piccola cosa sarebbe stato il mio senso della comunità in caso contrario ….
    Chiarisco meglio: non mi sento parte di una comunità perché vado d’accordo con i suoi membri e perché li trovo simpatici; caso mai “cerco” di andare d’accordo con loro proprio perché mi sento parte di una comunità! Non è una differenza da poco. La differenza è Gesù. Lui, solo Lui, attraverso il quale passano tutte le mie relazioni, se Lo riconosco presente in un determinato contesto.

    Ed eccoci al punto. Tutto ciò che è accaduto mi ha generato grandi e gravi dubbi su quale sia il contesto nel quale io possa riconoscere la Sua presenza. E se viene a mancare il presupposto fondamentale, non ha per me nessun senso entrare o uscire, resistere o abbandonare …. da dove? … cosa?

    Ragazzi, non scherziamo, sono questioni serissime: è in gioco la vita, il riconoscersi Chiesa (quale?), sentirsi dentro il progetto di Dio … non c’entra il “volemose bene” !!!

  532. Alessandro said

    Caro Dià Lògos, anche io mi trovo d’accordo con ciò che scrive Stella, in tutto tranne che nell’ultima riga “…ma le nostre strade non si possono più incontrare…”.
    Io so e sono certo che la mia comunità sia questa.
    Ed il mio dolore scaturisce proprio da questa certezza.
    Mi sento straniero in patria dove per Patria intendo la mia Comunità, ma soprattutto la Chiesa, per chi non vuole capire: Cattolica , Apostolica e Romana!
    Quando penso a queste realtà mi sento profondamente tradito e abbandonato.
    Quando penso che nella mia comunità ci sono persone che inneggiano all’unità quando sono state le prime provocare fratture e continuano a farlo pur nascondendosi dietro a falsi sorrisi e parole smielate mi sento profondamente schifato.
    Ma è questa la mia comunità!
    Aggiungo che per fortuna c’è dell’altro, altrimenti saremmo proprio messi male!
    Riuscirà Dio a tirare fuori qualcosa di buono da questo buco nero in cui siamo precipitati?
    Riuscirà don Aldo a guidare questa comunità nelle sue molteplici attività e sfaccettature? E soprattutto a farsi consigliare dalle persone giuste e non da quelle che vogliono solo emergere?
    Ho deciso che tornerò a fare silenzio come ho fatto finora (ma questo dovevo proprio dirlo!) per fare discernimento e cercare di capire dove sta Dio in tutto ciò, (per i ben pensanti: mi sto facendo aiutare da un prete sempre della Chiesa Cattolica , Apostolica e Romana, che udite bene non è don Pietro, infatti don Pietro ormai, a parer mio, per voi è diventato un tarlo!).
    Grazie allo staff per questo spazio.
    Qui si respira aria di casa, ma soprattutto sete di giustizia e di verità.

  533. Federica said

    Ho avuto il piacere di conoscere Don Pietro da bambina, ho fatto tutti i campo scuola con lui e mi ha sposata 4 mesi fa…. be io non ho mai avuto un forte legame diretto con Don Pietro pero’ l’ho sempre stimato per tutto quello che ha fatto…Arrivati a questo punto abbiamo il dovere di non vanificare il lavoro svolto da Don Pietro in 23 anni qui ad Ariccia…

  534. Kènosis said

    Federica, orca l’oca, questo è uno scoop!!!!!!
    SEI SPOSATA CON DON PIETRO DA 4 MESI??????!!!!!!
    Ih, ih, ih, ih,….ovviamente scherzo!
    Tornando alle cose serie, o meglio, drammatiche, tu dici “arrivati a questo punto abbiamo il dovere di non vanificare il lavoro svolto da Don Pietro in 23 anni qui ad Ariccia…”…. e quindi?????????

  535. Gigi said

    Per la cronaca, mi sento di rispondere ad Alessandro che dice “Riuscirà don Aldo a guidare questa comunità nelle sue molteplici attività e sfaccettature?”. Don Aldo viene da una parrocchia, quella di San Barnaba a Marino, che da quel che so aveva molte più sfaccettature, con tutto il rispetto, di quella di Ariccia, per il semplice motivo che aveva davanti realtà non presenti ad Ariccia (la realtà teatrale in primis), con le quali invece sta facendo i conti don Pietro a Marino non senza, a mio avviso, incontrare qualche difficoltà e resistenza… Dunque, dal mio piccolo invito i parrocchiani ariccini a non sottovalutare ciò che non è don Pietro, e a collaborare attivamente con il nuovo parroco per aiutarlo a comprendere al meglio le sfaccettature di cui sopra.

  536. Kènosis said

    Caro il mio Gigi, non so chi tu sia e non capisco a che gioco stai giocando ma se una delle realtà “in primis” che qualificano la parrocchia di Marino è quella teatrale, allora non vi serviva don Pietro, vi serviva Lino Banfi!!!

  537. e basta! said

    Ma chi se ne frega del teatro!!!
    Vogliamo qualcuno che ci parli di DIO!!!!!
    Che ci trametta tutto il suo amore e la sua passione per la Parola!
    Vuoi dire che questo c’era a Marino???

  538. Massimo said

    Vivo a Marino e mi domando se Gigi ci abiti veramente!!!
    Ma dove le vedevi tutte queste sfaccettature?
    Se vogliamo essere sinceri, diciamo piuttosto che adesso stiamo cominciando a sentir parlare della Parola di Dio!
    Ieri ho persino acquistato una Bibbia, ne ho sentito il desiderio …

  539. Gigi said

    @ Kénosis:
    La realtà teatrale “in primis” tra le realtà non presenti ad Ariccia, è chiaro… c’erano (e ci sono) anche realtà più spirituali che non sto qui ad enumerare perchè sicuramente me ne scorderei qualcuna.

    @ E Basta!:
    A Marino non c’è SOLO il teatro, non ho mai detto questo nè lo dirò mai. Il teatro è una delle realtà presenti in parrocchia, non certo la meno importante ma neppure una delle meno tangibili. E comunque è possibile sentir parlare di Dio anche attraverso il teatro…
    E poi scusa, “e basta!” a cosa?

    @ Massimo:
    Io sono nato e vivo a Marino dalla mia nascita, 16 anni fa, sono stato battezzato, comunicato e cresimato nella parrocchia di San Barnaba e sono ormai 9 anni che frequento la parrocchia tra catechismo ed attività varie. Credo di avere un’esperienza sufficiente per poter affermare che la nostra è una parrocchia sfaccettata, nel bene e nel male.
    Esistono realtà estremamente diversificate, dalla Confraternità al gruppo di preghiera di Padre Pio ai gruppi teatrali parrocchiali alla comunità dell’Oratorio alla scuola calcio che non vanno trascurate. Spesso ci sono incomprensioni fra le diverse persone che compongono questi gruppi (ecco perchè parlo di sfaccettature nel male), non possiamo negarlo, ma nel complesso la parrocchia ha funzionato molto bene in questi anni, credo che nessuno lo possa negare. Ed il merito è tutto del parroco che ha saputo gestire queste sfaccettature facendo da raccordo tra i gruppi. Ecco ciò che volevo intendere nel mio precedente intervento, tutto qui.

  540. Kènosis said

    Bello Gigi de zio, enumera, enumera le realtà spirituali presenti a Marino, non ti preoccupare perchè sono qui ad ascoltarti, prenditi tutto il tempo che vuoi.

  541. Massimo said

    Devo fare i miei complimenti a Gigi: se, come credo di aver capito hai solo 16 anni, mi congratulo con te per lo stile ed il linguaggio che non sembrano proprio quelli di un adolescente!!!!
    Bravo! I vari dibattiti che hai sostenuto e le argomentazioni con cui hai difeso il nostro ex parroco mi portavano a ritenerti un adulto, non certo un giovane appena cresimato!!!
    Spero che metterai tutto il tuo entusiasmo e le tue capacità a disposizione del nuovo parroco, anche in considerazione del fatto che, come tu stesso hai precedentemente affermato, don Pietro sta incontrando “qualche difficoltà e resistenza”. Per inciso, visto che io non sono addentro alle cose della parrocchia come te, puoi spiegarmi in che consistono queste difficoltà e resistenze?

  542. Gigi said

    @ Kènosis:
    Non è mia intenzione enumerare le attività presenti nella parrocchia di Marino per vantarle, l’ho fatto solo per provare l’esistenza di più sfaccettature: sono convinto che la realtà ariccina, seppur meno sfaccettata, non sia di minor pregio (anzi).

    @ Massimo:
    Innanzitutto ti ringrazio per i complimenti, e poi vorrei spiegare il perchè della mia presa di posizione “pro-don Aldo” (in qualche modo). In questi mesi, non prevalentemente ad Ariccia e non solo su questo blog, ho notato un progressivo tentativo di gettare discredito sulla figura di un parroco e di “santificare” l’altro, quasi facendolo passare per un martire del vituperato Semeraro: e trovo questo se non immorale abbastanza disdicevole, almeno per delle comunità che si definiscono cristiane.

    Per quanto riguarda ulteriori lumi sulla situazione parrocchiale marinese, te ne potrò dare ben pochi più di quanti ne fornisce la voce pubblica: immagino di non essere addentro agli affari discussi nella “stanza dei bottoni” più di te. Si parla di petizioni di vecchiette, di malumori negli ambienti teatrali, e sicuramente con il tempo don Pietro si farà dei “nemici”, o comunque perderà qualche parrocchiano, come accadde per don Aldo 11 anni fa e per tutti i parroci che vogliono dare un nuovo assesto alla vita (e ai rapporti) di una parrocchia: è inevitabile, e la colpa non è imputabile certamente a don Pietro. (Ovviamente, a Marino si dice anche tanto di bene del nuovo parroco, come sicuramente saprai: ognuno ha i suoi punti di vista.) Ma ad ogni modo, penso che sia ancora troppo presto per dare un giudizio sui nuovi parroci, checchè ne dica qualche zelante: lasciamo tempo al tempo, e tempo ai parroci per conoscere perchè sappiano gestire situazioni nuove.

  543. sarà ma... said

    Gigi Gigi Gigi…mi dispiace davvero tanto!!!ma sei stato proprio palese!!
    Mi pare ovvio oramai che ti stai spacciando per un ragazzo di 16 anni quando sei un adulto bell’e cresciuto!!!ma soprattutto ti fingi laico…quando caro mio, sei un religioso….non vorrei azzardare a fare nomi….anzi…ma sì…facciamoli questi nomi!!!
    Non è che per caso sei il caro d. Aldo?????????????
    Se non è così…sarà ma….

  544. Gigi said

    @ Sarà Ma…
    Non so se stai scherzando, spero di si… non credo di dover rendere conto della mia identità ad un perfetto sconosciuto, ma ad ogni modo ti posso confermare con solenne giuramento che frequento il Liceo Classico “Ugo Foscolo” ad Albano (classe 3° A), ho 16 anni compiuti il 7 novembre, e gli unici voti che ho preso nella mia ancor giovane esistenza sono quelli per l’elezione a rappresentante di classe lo scorso anno. Ulteriori informazioni sulla mia e-mail, edoscialis@hotmail.it.
    Non capisco la malafede di pensare che un sacerdote dovrebbe celarsi dietro l’identità di un sedicenne per auto-difendersi (con toni estremamente velati, tra l’altro! Se fossi veramente don Aldo, avrei potuto parlare con maggior dettaglio, non credi?). Cerchiamo di restare con i piedi per terra, per favore. E parliamo dei problemi che sorgono, non cerchiamo il fantasma che si nasconde dietro essi.

  545. Laura said

    Non credo che don Aldo abbia bisogno di spacciarsi per un’altra persona caro “sarà ma….”se avrà qualcosa da dire non credo si nasconderebbe dietro un nomignolo ma si firmerebbe come ha fatto sempre quando doveva contestare qualcosa a noi parrocchiani marinesi…io non mi permetto di giudicare il nuovo parroco…non posso…sarei ipocrita…e’ troppo poco che sta qui…e poi ma perche criticare due parroci che certamente avrebbero preferito entrambi preferito restare nelle loro parrocchie?possiamo fare qualcosa per cambiare le cose?ossia potete ridarci don Aldo e riprendervi don Pietro?a quanto sembra no…siamo un pò spaesati sia voi che noi…ma io penso che dobbiamo andare incontro a loro che sicuramente soffrono come noi di questo cambiamento…quando era qui vedevo il mio parroco(don Aldo)come un ottimo parroco…dategli tempo!e se dovete ferire qualcuno allora prendetevela col vescovo!!!!!

  546. ? said

    Chi ha visto l’altra sera la mini serie dedicata a papa Paolo VI??
    Cosa ne pensate?? Se non ricordo male d. Pietro lo citava spessissimo…è il papa della sua generazione, come Giovanni Paolo II lo è stato per i giovani di oggi!!

  547. Gigi said

    La fiction non era granchè, il Papa è stato un grandissimo Papa, don Pietro nei pochi mesi a Marino già ha fatto capire che è lui il “suo” Papa… sicuramente l’avrà vista e gli ha fatto piacere!

  548. Sauro di Tarso said

    Dalla prima lettera di Sauro agli Ariccini
    Saluti a voi fratelli della comunità sempre presenti ma soprattutto colgo l’occasione di questa lettera per salutare coloro i quali, come pecore smarrite radunate da un buon pastore, sono tornate all’ovile dopo lungo tempo. Ho saputo fratelli, dagli amici di Tessalonica, che strane genti iniziano a prendere sempre più piede ed a ricoprire posti importanti tra voi.Mi chiedo, fratelli, al di là dell’organizzazione, delle volontà di agire personalmente, dello stare insieme, dove siano finiti tutti i profondi contenuti. Attenzione a non trasformare questa comunità, il cui unico vero compito è annunciare il Vangelo, in una grande organizzazione perfetta e precisa nella quale però di tutto ci si preoccupa tranne che di parlare dell’amore di Dio agli anziani, agli adulti ed ai giovani. Lasciamo al loro posto quelle persone ambigue che non si preoccupano di annunciare ma di risistemare, “ristrutturare”, “costruire”, per avere le mani in pasta e trovarsi nel posto giusto al momento giusto.

    Vostro fratello NELLA FEDE
    Sauro di Tarso

  549. Realtà da Favola said

    sono straaafelice!!!! dopo tre mesi ho visto un prete sorridere, ho sentito un’omelia di un innamorato di Cristo e ho avuto una Lectio Divina straordinaria, la mia fede è uscita dallo stand-by che si era creato!! Vi auguro un buon Natale a tutti e…….
    Grazie DON PIETRO!!!

  550. canonista said

    Non so come sia andato a finire il trasferimento di don Pietro poichè nn sono nè di Ariccia nè della Diocesi.Quello che ho notato con gioia è il tanto amore che questo apostolo ha profuso intorno a se e i tanti commenti ne sono testimonianza.Tuttavia senza entrare nel merito delle deliberazioni prese da Sua Eccellenza Monsignor Semeraro,vorrei fare alcune considerazioni.Ogni parroco nel mondo gode di una certa stabilitas giuridica che in Italia equivale a nove anni di parrocato.Questa regola però non vige nel Lazio poichè la Conferenza episcopale laziale decise di fare le nomine a parroco senza la clausula “ad tempum certus”;quindi nel Lazio tutte le nomine sono a tempo indeterminato.Questo fatto doveva essere a conoscenza di don Pietro il qualr ricevuto il decreto di trasferimento poteva scrivere al suo vescovo dicendogli di ripensarci e prendere in considerazione le sue obiezioni al trasferimento.Qualora il vescovo reiterava il decreto esprimendo la volontà di trasferimento il parroco poteva rivolgersi ai superiori gerarchici che nella fattispecie è la CONGREGAZIONE DEL CLERO, la quale prendeva in esame la posizione del parroco ed emetteva la sua risposta.Quasi sempre qta è a favore dei parroci.Come vedete la chiesa con il suo DIRITTO CANONICO fornisce ai suoi fedeli validi strumenti di “democrazia”che fugano l’autoritarismo di chicchessia tutelando i diritti acquisiti di tutti.Se don Pietro nn ha fatto tutto qto forse aveva le sue ragioni e forse voleva anche rinvigorire il suo zelo apostolico in una realtà nuova e da evangelizzare.Cqe se anche a chi non è di Ariccia fate sapere come è andata a finire ve ne saremo grati.

  551. Parrocchiano said

    MA CHE CAVOLO NON POTEVI DIRCELO PRIMA??????????
    Grazie…
    Se vuoi sapere come è finita è finita che qua ad Ariccia c’è don Aldo (con gravi difficoltà sue e nostre nel continuare seriamente le attività) e là a Marino c’è don Pietro (che sta lavorando BENE e LA COMUNITA’ LO STA APPREZZANDO PER LE SUE IDEE ECCEZIONALI, LUNGIMIRANTI ED INNOVATIVE)… Se ce lo dicevi prima eravamo più felici xo… CIAO FRATELLO! Se vuoi sapere altro basta chiedere!

  552. ariccianontace said

    Caro canonista, nonché gios65, nonché Giovanni, si è discusso a lungo su queste pagine in merito al canone 522 il quale, secondo la nostra modesta opinione, sostiene che il trasferimento sia un’eccezione alla regola la quale, in realtà, invoca la necessità della stabilità dell’ufficio di parroco:
    Parochus stabilitate gaudeat oportet ideoque ad tempus indefinitum nominetur. Oportet non significa è opportuno, come con approssimazione si legge in alcune traduzioni, ma più correttamente è necessario, è conforme allo scopo.
    Che nel Lazio ci sia una specifica normativa sull’argomento è per noi cosa nuova e sarebbe comunque interessante che tu ci riportassi un qualche documento che comprovi l’esistenza di questa disposizione a livello regionale.
    Al di là, comunque, delle suddette considerazioni, ci sembrano un tantino polemiche e provocatorie le tue riflessioni relative alle presunte intenzioni di don Pietro il quale in realtà, nonostante l’ovvio ed evidente desiderio di continuare la sua opera ad Ariccia, ha voluto fino in fondo e senza discutere accogliere le decisioni del suo vescovo!
    Per quanto riguarda infine la presunta democrazia nella chiesa….dai, non scherziamo!!!
    Come dice il Cardinal Bertone: “la chiesa non è una democrazia” (articolo da noi pubblicato il 18/01/2009).

    Saluti.

  553. operatrice pastorale said

    sono una operatrice pastorale della parrocchia di Ariccia, la quale ha letto la pubblicazione”Sento che la Chiesa mi circonda” su papa Paolo VI e ricorda molto bene il pontificato di questo grande papa, che la stessa h incontrato nel periodo in cui era membro del consiglio pastorale diocesano.
    Purtroppo nel capitolo “Paolo VI e la diocesi di Albano” è stata dimenticata, mi auguro involontariamente, (anche se nutro seri dubbi), la visita che il papa ha effettuato ad Ariccia il 6 settembre 1965.Ricordo molto bene le due ali di folla che, in via A. Chigi, accompagnarono il pontefice all’ospedale ortopedico spolverini, dove lo attendevano quei “tanti bambini” sofferenti colpiti dalla polio.
    Ancora oggi quell’incontro è presente nel cuore e nella mente di tutti anche attraverso la targa ricordo affissa nella cappella dell’ospedale dove i malati e i loro familiari assistono alla messa e i loro occhi si posano su quel 6 settembre 1965.
    Peccato che i rappresentanti della diocesi lo ABBIANO DIMENTICATO!

  554. silvia said

    Ciao, scrivo dalla parrocchia di Coldirodi vicino a Sanremo, abbiamo il vostro stesso problema: venerdì ci hanno comunicato che il nostro parroco verrà trasferito. Ho visto che avete provato ad opporvi, vogliamo farlo anche noi per questo vi chiedo consiglio. cosa possiamo fare? siete riusciti a far desistere il vostro vescovo? Grazie per l’aiuto che potrete offrirci
    Silvia

  555. ariccianontace said

    Carissima Silvia, come hai visto e letto, le abbiamo tentate proprio tutte, ma da parte del vescovo c’è stato un vero e proprio muro. Lo scambio di parroci è avvenuto e le conseguenze sono state, purtroppo, quelle che avevamo previsto, se non addirittura peggiori!

    Tuttavia la battaglia non è stata inutile. Innanzitutto abbiamo “dato fastidio”, e molto, alle gerarchie ed al sistema arrogante di potere che oggi in parte governa la Chiesa. In secondo luogo, abbiamo dato voce al mondo dei laici che attualmente conta meno di zero e che invece è la vera ricchezza di una chiesa che si richiami autenticamente al Vangelo. In terzo luogo, questa esperienza ha aiutato molti di noi ad “aprire gli occhi” e guardarsi intorno, incontrando così diverse realtà ed esperienze comunitarie meno “istituzionali” ma tanto più “vere”! C’è tutto un mondo di cristiani che desiderano vivere per davvero la dimensione della pratica evangelica dell’amore e della condivisione!!

    Vi siamo molto vicini e comprendiamo la vostra situazione. Una cosa possiamo dirvi, sulla base della nostra esperienza: non vi arrendete!!!! Provateci, in tutti i modi e a tutti i livelli, fatevi sentire, non tacete!!! Se piano piano altre comunità seguiranno il nostro esempio, se non saremo più casi isolati, allora forse riusciremo a cambiare le cose in questa chiesa che, comunque, tutti amiamo, perché Chiesa di Cristo!

    Arriverà un giorno in cui non sarà più concepibile spostare i parroci come pedine, distruggendo in un istante, con un atto unilaterale, il lavoro, l’impegno, le relazioni, i progetti ed i sogni di tante persone …

    Il nostro spazio è a vostra disposizione, se volete raccontarci qualcosa di più della vostra situazione e tenerci anche aggiornati sugli sviluppi … vi ospiteremo molto volentieri!
    Se volete un contatto privato per maggiori informazioni, la nostra e-mail è “ariccianontace@gmail.com”

    Un abbraccio fraterno

    Lo staff di AricciaNonTace

  556. silvia said

    Carissimi amici, venerdì scorso tutta la popolazione di Coldirodi ha espresso davanti al Vicario Generale il dissenso per lo spostamento del Parroco di cui vi avevo parlato.
    La grande manifestazione ha colpito il palazzo vescovile e questa mattina alle 11,27 le campane della chiesa hanno suonato a festa: il nostro parroco resterà con noi!!!
    Grazie per il sostegno morale che siete stati capaci di offrirci
    un caro saluto
    SILVIA e tutta la popolazione di Coldirodi

  557. ariccianontace said

    Cara Silvia e cari amici di Coldirodi, inutile dirvi quanto siamo contenti per la felice soluzione della vostra storia!!!
    Evidentemente esistono anche dei vescovi come il vostro, vescovi che ascoltano la voce della gente …
    Purtroppo non è stato così per noi.
    Ci portate una ventata di ottimismo e ci riconfermate nella convinzione che valga sempre la pena di lottare per ciò in cui si crede, ancor più se si è “tutti uniti” come nel vostro caso (un po’ meno nel nostro …).
    Un abbraccio a te e a tutti i parrocchiani, al vostro parroco, che sarà orgoglioso di voi, ed anche al vostro vescovo, che ha mostrato di essere davvero un “padre”, capace di comprendere le vostre esigenze e di cambiare le proprie decisioni!
    Un bell’esempio di Chiesa! Grazie!!
    Speriamo di risentirvi presto con qualche intervento o commento sul nostro blog e magari per raccontarci ancora qualcosa di voi …

    Un salutone

    Lo staff di AricciaNonTace

  558. 'Uagliuncella said

    Ho letto l’intervento di Silvia da Sanremo e sinceramente, oltre alla grande gioia per l’esito della loro vicenda, ho provato anche una forte rabbia che fa scaturire una domanda… ma la nostra vita è in mano a Dio, come io penso, spero e credo, oppure in mano ad un Monsignore che ha ben poco di Pastore??
    Non è giusto che il popolo di Dio venga trattato in modi diversi… non siamo tutti Figli allo stesso modo??
    A distanza di diversi mesi dall’inizio della vicenda posso affermare con estrema serenità morale ed intellettuale che coloro che ci additavano come profetui di sventura e fuorilegge della Chiesa devono, a questo punto, riconoscere che nulla è andato come ci veniva promesso e previsto: tutto è andato peggio!!!
    A quella gerarchia ottusa e critica non resta che chiudere la bocca e avere l’umiltà di imparare a mettersi in ascolto…

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