Ariccia non tace!!!

IL DIALOGO E L’ACQUA SANTA

Venerdì Santo 2005 – Meditazione alla nona stazione della Via Crucis del Card. J. Ratzinger

Posted by ariccianontace su 11 ottobre 2008

Che cosa può dirci la terza caduta di Gesù sotto il peso della croce? Forse ci fa pensare alla caduta dell’uomo in generale, all’allontanamento di molti da Cristo, alla deriva verso un secolarismo senza Dio. Ma non dobbiamo pensare anche a quanto Cristo debba soffrire nella sua stessa Chiesa? A quante volte si abusa del santo sacramento della sua presenza, in quale vuoto e cattiveria del cuore spesso egli entra! Quante volte celebriamo soltanto noi stessi senza neanche renderci conto di lui! Quante volte la sua Parola viene distorta e abusata! Quanta poca fede c’è in tante teorie, quante parole vuote! Quanta sporcizia c’è nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a lui! Quanta superbia, quanta autosufficienza! Quanto poco rispettiamo il sacramento della riconciliazione, nel quale egli ci aspetta, per rialzarci dalle nostre cadute! Tutto ciò è presente nella sua passione. Il tradimento dei discepoli, la ricezione indegna del suo Corpo e del suo Sangue è certamente il più grande dolore del Redentore, quello che gli trafigge il cuore. Non ci rimane altro che rivolgergli, dal più profondo dell’animo, il grido: Kyrie, eleison – Signore, salvaci (cfr. Mt 8, 25).

C’è molto da riflettere su questa meditazione, c’è da guardare la Chiesa, c’è da guardarsi dentro, c’è da guardarsi intorno ma, soprattutto, c’è da rimanere in silenzio per metabolizzare queste riflessioni!

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7 Risposte to “Venerdì Santo 2005 – Meditazione alla nona stazione della Via Crucis del Card. J. Ratzinger”

  1. Magari!! said

    magari queste parole fossero oggetto di riflessione del vescovo!!!…

  2. Kènosis said

    Se è per questo, il teologo J. Ratzinger, 30 anni fa, ha anche espresso questo “illuminato” pensiero:

    “La Chiesa sta divenendo per molti l’ostacolo principale alla fede. Non riescono più a vedere in essa altro che l’ambizione umana del potere, il piccolo teatro di uomini che, con la loro pretesa di amministrare il cristianesimo ufficiale, sembrano per lo più ostacolare il vero spirito del cristianesimo”.

    Sarà ma ho la tristissima impressione che tra il dire ed il fare ci sia ancora di mezzo troppo, troppo mare!!!!! (o forse MALE?????)

  3. Seme Gaio said

    A me sembra più che altro che questa Chiesa Italiana sia rimasta come Matteo il Pubblicano: ripiegata sui propri SOLDI! SEMERARO IN PRIMIS PROPRIO PORTA LA BANDIERA CON LE SOPRACCIGLIE DEPILATE!!!!!

    Santo Padre anche lei però non ci ha mica pensato dopo essere salito al pontificato a vendere per dare ai poveri una parte dell’inutile residenza di Albano. CHE SPRECHI CHE CI SONO IN QUESTA CHIESA ITALIANA!!! Ci fa pascolare le vacche in una quantità infinita di ettari di erba rasata all’inglese… Mi viene allora un dubbio: che forse non sia poi il Papa ad avere il potere nella Chiesa o che una volta salito abbia fatto la solita fine dei…POTENTI!!!

  4. ascolto said

    Gesù alle burocrazie religiose dei suoi tempi. E se fosse qui oggi ?

    “I farisei e i maestri della Legge chiesero a Gesù : Perché i tuoi discepoli non ubbidiscono alla tradizione religiosa dei nostri padri ?
    Gesù rispose loro : Il profeta Isaia aveva ragione quando parlava di voi. Voi siete degli ipocriti, come è scritto nel suo libro:
    Questo popolo – dice il Signore – mi onora a parole, ma il suo cuore è molto lontano da me. Il modo con cui mi onorano non ha valore perché insegnano come dottrina di Dio comandamenti che son fatti da uomini.
    Così per mezzo della tradizione che voi insegnate, fate diventare inutile la parola di Dio. E cose come queste ne fate molte”
    (Mc 7,5-6,14)

  5. Pinco Pallino said

    A proposito di Chiesa e società vorrei spezzare una lancia a favore dei tanti preti in gamba che si fanno ammazzare per difendere la Verità e la Giustizia! Vorrei segnalare l’intervista a padre Aniello, trasmessa ieri sera nel programma delle iene “Un prete nelle strade della camorra”. Se il link sotto non parte automaticamente, copiate ed incollate la stringa su Explorer e cercate l’intervista “Golia a padre Aniello”.

    http://www.video.mediaset.it/video.html?sito=iene&data=2008/10/21&id=4962&categoria=puntata&from=email

    Mi piace pensare ad una Chiesa formata anche da eroi come lui, è un grande segno di speranza per tutti!

    Un abbraccio a tutti.

  6. francesco said

    IL SANTO, IL PAPA E IL VANGELO

    Stiamo vivendo un’epoca in cui è forte la sensazione che anche la Chiesa (oltre tutti i sistemi politici, economici e finanziari) stia per crollare.
    Di fronte ai proclami in nome di Dio, enfatizzati dai media, c’è il dolore di persone isolate e lontane, schiacciate da dogmi e imposizioni, che li allontanano non dal Dio di Gesù, “ Chi vede me vede il Padre”, ma dal dio falso e rigido inneggiato dall’istituzione religiosa.
    Viviamo la stessa contraddizione di sempre, simile a quella di due personaggi che hanno bene o male largamente influito nella storia del cristianesimo.
    Uno si era innamorato della buona notizia portata da Gesù fino a identificarsene.
    L’altro non ne è stato minimamente sfiorato.
    Uno è diventato santo, l’altro papa.
    Il papa è quello rimasto refrattario al vangelo.
    Oggi il santo è più attuale che mai e il papa è dimenticato.
    Infatti, mentre il mite Giovanni, figlio di donna Pica e Bernardone di Assisi, conosciuto col soprannome di Francesco, è presente col suo stile di vita e con i suoi insegnamenti, nessuno si ricorda del bellicoso Lotario, figlio dei conti di Segni, divenuto papa col nome di Innocenzo III.
    I due hanno vissuto nella medesima epoca, e sono figli della mentalità e della cultura di quel tempo.
    Entrambi hanno letto lo stesso vangelo e hanno scelto di seguire Gesù, ma i modi di manifestare la sequela sono estremamente diversi.
    Di fronte ai problemi dell’epoca i due hanno risposto con soluzioni opposte.
    Innocenzo III in sogno vede che la Chiesa sta per crollare, ma questa sarà salvata dalla mansuetudine di Francesco.
    Il papa pensò di salvare la Chiesa (Stato), bandendo la tragica quarta crociata contro i saraceni, Francesco andò disarmato dal sultano e ne divenne amico.
    Un unico Signore, un solo vangelo, due risposte differenti,…..un solo santo.
    E noi come cristiani, che soluzione vogliamo dare ai problemi della nostra epoca, come manifestiamo la nostra adesione al messaggio di Gesù.
    E’ bello pensare di essere parte della semplicità di quelle piccole comunità di persone, che all’interno della Chiesa, testimoniano con le azioni seguite dalla predicazione, l’esperienza vissuta dell’Amore passionale di Dio per l’uomo, senza distinzione di razza, comportamenti sessuali e meriti.
    Un Dio esclusivamente Buono, che si fa prossimo di chi ha bisogno, senza prima chiedergli di guadagnarsi e di essere degno del Suo Amore.
    Francesco

  7. ariccianontace said

    Grazie Francesco per il tuo bellissimo intervento!!!
    Ti ringraziamo in modo particolare perchè il tuo è il tipico esempio di apporto che qualifica ed arricchisce la nostra piccola comunità virtuale.
    L’abbiamo ripetuto più volte: vogliamo crescere, vogliamo testimoniare, sempre di più, che si può essere Chiesa al di là delle soffocanti imposizioni dettate dalle gerarchie e dal potere.
    Ti possiamo assicurare, attraverso la lettura delle statistiche riportate sul pannello di controllo del blog, che il tuo messaggio, in soli due giorni, è stato letto da moltissime persone e questo conferma il fatto che la gente è assetata di verità e di amore; la gente, quella vera, non quella rintanata nelle atre sacrestie, quella che vive e lavora portando tutti i giorni il proprio pesante fardello, è assetata….di Dio.

    Grazie ancora a nome di tutti.

    Staff di Ariccianontace.

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