Ariccia non tace!!!

IL DIALOGO E L’ACQUA SANTA

Il Vangelo di domenica 21 dicembre 2008 – Quarta domenica di Avvento

Posted by ariccianontace su 19 dicembre 2008

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L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, ...

Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio ». Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l’angelo partì da lei.

 

Quante volte ci domandiamo: “Cos’è la fede? Come agisce una persona di fede, un credente? E io, io ho fede? Quale fede?“.

Se la spogliamo da tutte le sovrastrutture devozionistiche che nel tempo le abbiamo costruito intorno, Maria ci appare, luminosissima e splendida, come il paradigma, l’archetipo del credente. La sua è l’autentica “fede biblica”, che affonda le sue radici in Abramo e che vive della e nella Parola di Dio. Lei è il modello da seguire.

Poco più che adolescente, nel brano di Luca, ella è ancor di più un modello per tutti i giovani che vogliano davvero giocarsi la vita su Gesù, che vogliano “fare sul serio”.

Soffermiamoci allora su questo bellissimo racconto in cui l’evangelista ci presenta quel momento speciale in cui l’eternità e la storia si sono incontrati grazie al sì di una semplice ragazza di Galilea.

Una ragazza con una vita normalissima, un futuro preparato e organizzato secondo le consuetudini … perfettamente “integrata”, in un mondo in cui per le donne era vitale esserlo!

Rallegrati! le dice l’angelo, l’inviato … rallegrati, il Signore è con te! Ma Maria non si rallegra, anzi è smarrita, preoccupata, turbata … si chiede il senso di quanto sta accadendo. La ragazza di Nazareth è una cercatrice di senso, è razionale, non si lascia prendere dalle emozioni, cerca di capire. E ancora, dopo la risposta e l’annuncio dell’angelo, ella domanda conto del “come” tutto ciò possa avvenire. Davanti al messaggero di Dio, davanti a Dio, mette in campo la sua intelligenza, la sua razionalità! E Dio … risponde! Spiega!

Certo le parole dell’angelo stravolgono le logiche umane, pur tuttavia ad una domanda umana esse sono risposta!

Chiedete e vi sarà dato … bussate e vi sarà aperto …

Maria, ragazza intelligente, domanda e ottiene una risposta … solo allora decide, liberamente, di accettare, di dare fiducia a Dio, di mettere in gioco tutto sulla Sua Parola. Chissà se era la risposta che si aspettava! Probabilmente no, ma l’esperienza di un Dio onnipotente che si fa così piccolo da dialogare con una ragazzina e da rispettare la sua libera intelligenza la conquista e la convince.

E allora si butta, ora sì solo per fede! E rischia, rischia tanto, accogliendo quel bimbo che la metterà fuori dalle regole, fuori dalle convenzioni, fuori dalle leggi, che le farà rischiare di perdere l’amore del suo promesso e di perdere la vita stessa!

Fede meravigliosa e assoluta, che la porta a fidarsi di Dio e delle sue promesse, delle parole antiche che riecheggiano in lei da pagine di Sacra Scrittura tante volte lette e meditate … “Avvenga per me secondo la tua parola” …

Allora usciamo dagli schemi, interroghiamoci, diventiamo anche noi cercatori di senso, e rivolgiamoci a Dio liberamente … Non abbiamo paura perché il Signore è con noi e ci darà risposte!

Fede e ragione insieme, fides et ratio … così è l’Uomo, fatto ad immagine e somiglianza di Dio … un Dio a cui “nulla è impossibile”, come nulla è impossibile ad ognuno di noi se scegliamo di darGli fiducia!

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3 Risposte to “Il Vangelo di domenica 21 dicembre 2008 – Quarta domenica di Avvento”

  1. Daniele said

    Rimanendo piacevolmente colpito dal vostro commento al Vangelo di domenica prossima, ho cominciato a navigare su questo blog appassionandomi sempre di più.
    Purtroppo ho trovato molte conferme alle convinzioni che ho maturato da tempo. La chiesa, tranne pochissime eccezioni, è oggi molto lontana dalla gente comune.
    Non abbattetevi, continuate gagliardi il vostro servizio di verità, non servirà forse a scalfire il potente “esercito” ecclesiastico, ma ad aprire gli occhi a tante persone, quello si.
    Anche nel Vangelo della IV domenica di avvento si trova conforto dal Signore: avete fatto caso a chi e dove si rivolge Dio per realizzare il Suo progetto d’amore? Egli va da una umile, giovane donna in una piccola città, praticamente sconosciuta, della “impura” Galilea: Nazaret. Lì si che è sicuro di trovare la fede pronta ad accoglierlo. E’ meglio stare alla larga dalle famose e potenti città, è meglio evitare i grandi sacerdoti all’interno dei loro tempi, belli e splendenti.
    Complimenti sinceri per il vostro blog cari amici di Ariccia.
    Daniele da Venezia

  2. c. said

    Leggendo il commento di Daniele mi è venuto alla mente un brano tratto dall’ultimo libro del Card. Martini “Conversazioni notturne a Gerusalemme”, che vorrei condividere con voi :

    “Chi legge la BIbbia e ascolta Gesù scoprirà che lui si meraviglia della fede dei pagani.
    In un passo del Vangelo egli non propone come modello il sacerdote, bensì l’eretico, il samaritano.
    Quando pende dalla croce, accoglie in cielo il ladrone.
    Il miglior esempio è Caino: Dio segna Caino per proteggerlo e far sì che nessuno possa ucciderlo. Ma prima Caino si è macchiato di una colpa: ha ucciso suo fratello.
    Nella Bibbia, Dio ama gli stranieri, aiuta i deboli, vuole che soccorriamo e serviamo in diversi modi tutti gli uomini.
    L’uomo, invece, e anche la Chiesa corrono sempre il rischio di porsi come assoluti.”

  3. Salvatore said

    Diventare anche noi cercatori di senso. Ecco quello che ci viene chiesto in quest’ultima domenica di avvento. A ben riflettere, l’invito punta in realtà a restituirci la nostra dignità umana, il nostro essere, la nostra stessa vita. Ecco in proposito quello che ha scritto un grand’uomo sul significato della vita:

    Qual è il senso della nostra esistenza, qual è il significato dell’esistenza di tutti gli esseri viventi in generale? Il saper rispondere a una siffatta domanda significa avere sentimenti religiosi. Voi direte: ma ha dunque senso porre questa domanda? Io vi rispondo: chiunque crede che la sua propria vita e quella dei suoi simili sia priva di significato è non soltanto infelice, ma appena capace di vivere.
    La più bella sensazione è il lato misterioso della vita. E’ il sentimento profondo che si trova sempre nella culla dell’arte e della scienza pura. Chi non è più in grado di provare né stupore né sorpresa è per così dire morto; i suoi occhi sono spenti.

    Albert Einstein [come io vedo il mondo]

    Riaccendiamoli dunque questi nostri occhi. Risplenda in essi la meraviglia del bimbo, l’entusiasmo dell’adolescente, la saggezza del vecchio, perché è a queste tre forze insieme che è affidata la speranza di cambiare il mondo.

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