Ariccia non tace!!!

IL DIALOGO E L’ACQUA SANTA

Il Vangelo di domenica 11 gennaio 2009 – Battesimo del Signore

Posted by ariccianontace su 10 gennaio 2009

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Mc 1,7-11

In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».
Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

 

Gesù si riconosce bisognoso di conversione!

Gesù, fatto di carne, deve e vuole condividere fino in fondo la nostra miseria, deve e vuole sprofondare fino al punto più basso e più oscuro dell’essenza umana.

Il suo battesimo non si consuma con un po’ d’acqua gettata sul capo, il suo battesimo è, al contrario, un’immersione totale nelle acque, è una discesa definitiva nel profondo delle angosce umane, è la consapevolezza della necessità di dover morire, è la morte!

Ma subito, “uscendo dall’acqua”, ecco che risorge. Lui, adesso, è uno di noi, ha condiviso la nostra esperienza di morte ma la morte è stata sconfitta, sopra di Lui “si squarciano i cieli”, Lui, adesso, è pronto per indicarci la via della libertà e della resurrezione.

E noi?

Ci siamo resi conto di quello che è successo?

Ci siamo accorti che Gesù è sceso nella fogna del mondo, si è inoltrato tra  vicoli bui e puzzolenti dove regna la disperazione, la fame, l’ingiustizia e la sopraffazione?

Oh no, noi no, che c’entriamo noi?!??

Noi  non siamo altro che poveri, pii, umili, insignificanti servi, noi ci nascondiamo nelle nostre calde e sicure sagrestie, noi ci limitiamo ad adorare, noi siamo timorati di Dio, noi restiamo totalmente e ciecamente obbedienti alle sante e “protettive” gerarchie, per noi è sufficiente accendere quattro candele e recitare qualche preghierina, magari storcendo un po’ il collo in atteggiamento di piagnucolosa devozione, tanto….tanto il lavoro sporco lo fa Lui!!!

No, no, no!

Non abbiamo capito proprio niente, Gesù ci mostra che la via della resurrezione passa attraverso il calarsi personalmente nel fango della vita.

Calarsi con Lui, scendere con Lui, non siamo soli, ce la possiamo e ce la dobbiamo  fare perché se è vero che le nostre forze sono certamente insufficienti per contrastare l’impeto delle acque  è anche vero che abbiamo la certezza di poterci aggrappare alla “Roccia” che ci salva.

Usciamo per le strade, lasciamo la sicurezza dei nostri bei palazzi e delle nostre belle chiese, cerchiamo di lottare sempre al fianco dei poveri, dei deboli, degli emarginati, cerchiamo il senso della nostra vita affinché anche su ciascuno di noi “si squarcino i cieli”.

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