Ariccia non tace!!!

IL DIALOGO E L’ACQUA SANTA

Il Vangelo di domenica 1 Febbraio 2009

Posted by ariccianontace su 30 gennaio 2009

Mc 1,21-28
In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafàrnao,] insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

Ma cos’è questo “spirito impuro”?
E’ un demone? E’ un’entità esterna che ci possiede, ci rende schiavi e ci trasforma fino al punto di annullare la nostra volontà e la nostra coscienza?
Perché, oh sfortunati, dovremmo cadere in balìa di questo mostro che ci impedisce di essere come vorremmo, ci impedisce di vivere, ci impedisce di essere felici?
Signore proteggici da tutto ciò, Signore guariscici e liberaci!
O forse…o forse se ci guardiamo bene dentro, se siamo disposti a scendere, senza compromessi, nel fondo del nostro animo, se siamo pronti a fissarci in uno specchio fino a scavare dentro quella faccia che crediamo o che ci illudiamo, ipocritamente, di conoscere alla perfezione, forse allora potremmo iniziare a renderci conto di essere complici dello “spirito impuro”!
Non vittime di qualcosa di esterno che non abbiamo il potere di combattere ma aguzzini di noi stessi in nome della sicurezza, della stabilità, della ricerca di una vita tranquilla, borghese, senza scossoni e priva di rischi.
Com’è bello, com’è rassicurante mettersi nelle mani del politicante di turno che forse ruba un po’ ma “pensa a tutto”, com’è poco faticoso, come libera la mente farsi cullare da una religione che impone, è vero, mille regole e mille restrizioni ma, in compenso, espone chiaramente fuori dai suoi locali il listino dei prezzi per guadagnarsi il paradiso.
Ed ecco che, all’improvviso, proprio sul più bello della nostra comoda esistenza da polli di allevamento fatti solo per guardare le televisioni, comprare, consumare, ricevere tutti i nostri bei sacramenti, fare figli ed addestrarli a guardare le televisioni, a comprare, a consumare ed a ricevere tutti i bei sacramenti…ecco che, all’improvviso, arriva Gesù!
E questo chi è? Ma questo che vuole? Ma di che parla?
Va dicendo che si può essere felici, va dicendo che non servono regole, non servono ubbidienze, non servono digiuni, penitenze, devozioni, non serve essere omologati ed uniformati ad un potere che omologa ed uniforma solo per avere il controllo delle nostre vite.
Va raccontando in giro che basta amare per essere liberi e per essere felici!
Ma allora “è venuto proprio per rovinarci”!
Siamo disposti, come gli apostoli, a lasciare le reti, a lasciare tutta la zavorra sulla quale si aggrappa disperatamente il nostro bisogno di un’illusoria sicurezza?
Siamo disposti, in definitiva, a giocare tutta la nostra vita per amore, solo ed esclusivamente per amore?
E’ un salto nel vuoto, è credere che solo mollando la presa dell’unico appiglio che ci impedisce di precipitare nel baratro il Signore ci può afferrare e ci può far volare su ali d’aquila verso la vera felicità.
Questa è la sfida, questa è la fede.

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Una Risposta to “Il Vangelo di domenica 1 Febbraio 2009”

  1. Salvatore said

    Spunti di riflessione – La prima cosa che stupisce di questo brano è, appunto, lo stupore. E’ stupito il demonio, sono stupiti gli astanti, dovrebbe essere stupito, a ben riflettere, il lettore stesso, al quale da subito vengono tolti tutti i punti di riferimento: Intanto, uno spirito impuro si aggira nella sinagoga; in secondo luogo è proprio il diavolo che dà testimonianza a Gesù: “Io so chi tu sei: il santo di Dio…”. La stessa cosa accade negli altri vangeli sinottici, ma perlomeno li la scena è posta nel deserto, non in mezzo alla gente devota, non in una chiesa: e che diavolo! Lo stupore, la meraviglia, ecco secondo me il tratto distintivo per riconoscere in mezzo a tanto ciarpame il vero messaggio di Cristo. Ricordo ancora, dopo 15 anni, lo stupore negli occhi di mia figlia che improvvisamente un pomeriggio d’estate sembrò accorgersi per la prima volta dell’esistenza del sole, al tramonto, sul mare, e non la finiva più di indicarlo dicendo “guadda, guadda!” come stupita dal fatto che gli altri intorno a lei non si fossero ancora accorti del grandioso spettacolo che Dio stava mettendo in scena, gratis, e per tutti. Forse aveva ragione, perché di quel tramonto non ricorderei proprio nulla se non fosse stato per lei e se pure un giorno mi rimanesse solo questo ricordo, anche così saprei di non essere vissuto invano. Per quanto mi riguarda, il giorno che leggendo o sentendo la parola di Gesù non provassi più meraviglia e non mi venisse più da pronunciare “Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità” allora in quel momento stesso saprei di essermi illuso, di aver solo dato credito ad un povero matto, morto in croce convinto di essere un dio! Me ne andrei, sapendo di non poter più ritrovare la mia Guida fra la polvere delle sacrestie, imbalsamata in riti senza più alcun senso, morta fra i marmi di una fredda chiesa. L’autorità vera non nasce dalla tradizione, dagli scribi, dai custodi della legge, non dal potere, non dalle tonache d’ermellino, che sono invece costrette a gridar forte, e ad uscire, finalmente! L’autorità nasce dalle cose nuove, o dalle cose antiche, fatte nuove per sempre come all’atto della creazione, come un bambino nuovo, un giovane innamorato o un tramonto, ripetuto per miliardi di volte dall’alba della creazione. Vino nuovo, come ci ricorda Cristo, che solo nell’otre che si è fatto nuovo può essere versato. A voler parafrasare i Matia Bazar: “solo Tu mi sai dare cose vecchie sempre nuove da sognare”. Possa il Signore, con il suo Spirito farci trovare la fede, non la forza, che quella già l’abbiamo, per rinnovare il mondo. Amen!

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