Ariccia non tace!!!

IL DIALOGO E L’ACQUA SANTA

“VERSO IL BARATRO DI LEGGI RAZZIALI”.

Posted by ariccianontace su 16 febbraio 2009

 

Articolo pubblicato su ADISTA.

“VERSO IL BARATRO DI LEGGI RAZZIALI”. “FAMIGLIA CRISTIANA” E MONDO CATTOLICO ATTACCANO IL GOVERNO 34844. ROMA-ADISTA. “La cattiveria trasformata in legge”. Con queste parole Famiglia Cristiana (n.7, 15/2) ha espresso la sua condanna nei confronti del Pacchetto Sicurezza, approvato lo scorso 5 febbraio dal Senato e ora al vaglio della Camera. Ad attirare le critiche del settimanale dei paolini è in particolare la politica del governo in materia di immigrazione rea di aver “varcato il limite che distingue il rigore della legge dall’accanimento persecutorio”. “Il soffio ringhioso di una politica miope e xenofoba, che spira nelle osterie padane, è stato sdoganato nell’aula del Senato della Repubblica” – scrive Famiglia Cristiana -, “e l’Italia precipita, unico Paese occidentale, verso il baratro di leggi razziali, con medici invitati a fare la spia e a denunciare i clandestini (col rischio che qualcuno muoia per strada o diffonda epidemie), cittadini che si organizzano in associazioni paramilitari, al pari dei ‘Bravi’ di don Rodrigo, registri per i barboni, prigionieri virtuali solo perché poveri estremi”. Le accuse sono rivolte in particolare ai cattolici presenti all’interno della maggioranza parlamentare che, secondo Famiglia Cristiana, “peccano di omissione e continuano a ingoiare ‘rospi’ padani senza battere ciglio, ignari della dottrina sociale della Chiesa”. “Il circo politico – continua il settimanale dei paolini – ha dato prova, nei giorni scorsi, di manifesta incoerenza morale. Una parte si batte, giustamente, per Eluana ma, al tempo stesso, approva agghiaccianti leggi discriminatorie. L’altra si batte per gli immigrati, ma promuove una cultura di morte. La tutela della vita e della dignità di ogni essere umano va assunta nella sua interezza, così come la dottrina sociale della Chiesa vale per la vita nascente, per quella che si spegne o si vuole spegnere, ma anche per gli immigrati, i barboni e tutti i poveracci ai margini della società”. Dura la reazione del ministro dell’interno Roberto Maroni che – dichiarandosi “profondamente indignato e offeso dalle deliranti dichiarazioni di Famiglia Cristiana”, definite “un’aggressione premeditata” di chi usa “consapevolmente la violenza di affermazioni false per combattere chi ha opinioni diverse dalle proprie” – ha annunciato querele. Solidarietà alla direzione del settimanale è stata invece espressa dal Comitato di redazione della Periodici San Paolo: “Ci chiediamo con preoccupazione – ha dichiarato il Cdr – che ne sarà della libertà d’informazione in un Paese dove si attacca in modo così strumentale e bieco, con annessi annunci di iniziative legali, il diritto-dovere di critica, parte essenziale e ineliminabile del diritto d’informazione in uno Stato che si voglia definire democratico”. Ma Famiglia Cristiana non è l’unica voce cattolica che si è levata contro i provvedimenti del governo in materia di sicurezza e immigrazione. Dopo quella della Cei (v. Adista n. 16/09) è arrivata anche la condanna di mons. Agostino Marchetto, segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti, che, tra le altre cose, ha sottolineato la palese contraddizione di una politica che dichiara di perseguire la sicurezza mentre ostacola i ricongiungimenti familiari, fattore di “stabilità e di maggiore ordine sociale”. Hanno poi espresso il loro dissenso rispetto al provvedimento governativo anche la Federazione Stampa Missionaria Italiana (Fesmi) e la Commissione Giustizia e Pace della Conferenza degli Istituti Missionari italiani che, con un comunicato congiunto del 6 febbraio scorso, hanno bocciato il ddl e in particolare l’abolizione della norma che vietava ai medici di denunciare gli immigrati irregolari. “L’esigenza legittima di garantire l’ordine pubblico e la sicurezza – vi si legge – non può mai far sì che siano calpestati i diritti delle persone. Una scelta di questo tipo non fa che aggravare un clima già pesante, che vede gli immigrati più vulnerabili che mai e tende a esasperare le contrapposizioni, invece di favorire l’integrazione”. “Il provvedimento in questione – continuano – si rivela miope in quanto a tutela della salute pubblica, dal momento che scoraggia di fatto gli immigrati che necessitano di cure e non hanno i documenti in regola, allontanandoli da ospedali e ambulatori. Il rischio che si diffondano malattie e che, contemporaneamente, si alimenti un mercato della salute parallelo è tutt’altro che teorico”. “Un popolo e uno Stato che si riconoscono nei valori della Costituzione non possono rinunciare ad avvicinare l’immigrato, regolare e clandestino, innanzitutto come una persona, con diritti e doveri. In caso contrario – concludono – stiamo scivolando a grandi passi verso la barbarie”. Dello stesso parere anche Pax Christi Italia che, in un comunicato del 10 febbraio, sottolinea inoltre come questa norma sia “profondamente contraria all’etica cristiana”; un’etica cui tuttavia “troppo spesso ci si riferisce indebitamente nel dibattito attuale da parte di molti che alle dichiarazioni confessionali non fanno seguire una pratica coerente”. (ingrid colanicchia)

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