Ariccia non tace!!!

IL DIALOGO E L’ACQUA SANTA

Il Vangelo di domenica 15 marzo 2009 – terza domenica di Quaresima

Posted by ariccianontace su 12 marzo 2009

cacciata_dei_mercanti_dal_tempio_450Gv 2,13-25

Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà». Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù. Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome. Ma lui, Gesù, non si fidava di loro, perché conosceva tutti e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull’uomo. Egli infatti conosceva quello che c’è nell’uomo.

A chi appartiene la Pasqua? A chi appartiene il tempio?

 Nella risposta a queste domande, apparentemente prive di senso, si comprende la rivoluzione operata da Gesù.

 Il primo “segno” che Giovanni ci ha presentato è il segno del vino in Cana di Galilea; in quell’occasione Gesù aveva introdotto immediatamente la novità del suo messaggio: la nuova alleanza che scardina le regole e le istituzioni passate, percorrendo sentieri del tutto nuovi e trasformando alla radice il rapporto con Dio. Nelle giare per la purificazione rituale scorre copioso il vino della gioia e della festa! 

La portata di questa novità assoluta è tale che non può non toccare proprio il cuore della religiosità ebraica: il tempio, i rituali, i sacrifici.

 E’ la “Pasqua dei Giudei” la cui celebrazione è scandita da regole precise, obblighi ritualistici, sacrifici prescritti nei minimi dettagli, compravendita di animali “regolamentari” da sacrificare, cambio di monete per l’obolo al tempio …

E’ il tempio che si trasforma in “Piazza Affari”, centro commerciale, banca, … un vero e proprio sistema economico nelle mani di una casta, a tutti gli effetti “proprietaria del tempio”.

 Il tempio è ormai un centro economico, un luogo di mercato. Cosa trova Gesù al suo arrivo? Gente che vende la propria merce, che vende la relazione con Dio a prezzi di listino e che “insediata stabilmente” nello spazio del sacro, batte moneta, scambiando ipocritamente il denaro profano con denaro ritualmente prescritto, denaro “pulito” (o “ri-pulito”) da devolvere al culto di un Dio divenuto ormai solo un pretesto per mantenere ed alimentare un sistema di potere e di controllo sul popolo.

 Il sistema è compromesso alle fondamenta, Gesù infatti scaccia “tutti” dal tempio. La casa del Padre, il luogo dell’amore gratuito donato ad ognuno è diventata la casa del commercio, dell’amore venduto e comprato. Ha perso la sua funzione, è inutile, anzi dannoso, restare lì dentro!

 L’unico tempio, anzi, meglio, il “santuario” dove Dio stabilisce la relazione d’amore con l’uomo è Gesù, il suo corpo, la sua natura umana. E, con Gesù, il vero santuario, è l’uomo stesso, ogni uomo ed ogni donna. Ognuno di noi è il santuario dove si manifesta la gloria di Dio, dove il suo amore per noi fluisce impetuosamente, e non c’è prezzo da pagare, né tassa, né obolo, c’è solo da lasciarsi amare da Dio e amare i fratelli, in una dinamica d’amore e di gratuità, l’unica “regola” che vige nella casa del Padre. 

E’ il passaggio dalla religione alla fede.

Lo faranno, i discepoli, ma solo più tardi, solo dopo aver vissuto l’esperienza della croce e della resurrezione.

Dopo la Pasqua, che, finalmente, non è più la “Pasqua dei Giudei”, ma diviene la Pasqua del Signore Gesù Cristo, vera Pasqua di liberazione.

Annunci

2 Risposte to “Il Vangelo di domenica 15 marzo 2009 – terza domenica di Quaresima”

  1. Salvatore said

    Credo che uno dei punti fermi dell’insegnamento di Gesù sia quello di ribadire che non esiste un luogo privilegiato per pregare Dio. In effetti non si tratta di un concetto nuovo. Già nel vecchio testamento [Is 66,1] si legge (per esempio): “Così dice il Signore: “Il cielo è il mio trono, la terra lo sgabello dei miei piedi. Quale casa mi potreste costruire? In quale luogo potrei fissare la dimora?” La dimora di Dio è la sua stessa creazione, è l’universo stesso, cioè. E se mai nel mondo vi è un posto dove il Signore ama indugiare per più tempo (se mi si concede l’immagine) ebbene questo luogo non è certo la basilica di S. Pietro (in quanto tale) ma è il suo stesso Corpo cioè la sua Chiesa, quella vera, quella fatta (anche) coi nostri stessi corpi materiali. Le cattedrali, i luoghi di culto, hanno certamente un senso importante per la comunità, ma questo senso non può essere ricercato nella magnificenza dell’architettura o degli arredi. Questo senso può solo trovarsi come segno, come rimando alla vera Chiesa. In termini matematici potremmo forse dire che la cattedrale sta alla Chiesa comunitaria come la croce sta a Cristo; cioè la croce è in fin dei conti solo un oggetto (peraltro uno strumento di tortura e di morte) ma diviene segno cristiano quando (e solo se) la si pensa associata al corpo di Cristo, alla sua passione ed alla sua (ed alla nostra) Pasqua. Altrimenti è come se noi adorassimo solo una ghigliottina, o una sedia elettrica. C’è ovviamente bisogno di una grande fede per compiere questo passo (dalla croce alla speranza). Un passo che appare infatti illogico o scandaloso già ai contemporanei di Paolo: ai greci, che hanno inventato la scienza razionale, o ai giudei, che hanno inventato la storia ed hanno visto in essa muoversi la potenza del Dio unico: altro che un miserabile condannato a morte! Ora, messa in questi termini, per “capire” quale fosse il vero furore di Gesù nel vedere il “tempio” ridotto ad un mercato, dovremmo forse richiamare alla mente tutti gli scempi che stiamo generando, inquinando e distruggendo il mondo nel nome del dio denaro. Peggio ancora, se pensiamo al corpo umano come al luogo privilegiato dello Spirito …:

    http://senzacodice.blog.co.uk/2006/08/04/solo_un_bambino_only_a_child~1014449/ (non posso inserire la foto: andate a questo link!)

    …ebbene, quale reazione del Padre potremmo mai immaginarci di fronte allo scempio di questa creatura? Cosa mai gli diremo per giustificarci di quello che abbiamo fatto a Suo figlio, a quella casa dove fino ad un attimo prima si muoveva il suo Soffio vitale? A chi sarà imputato questo sangue?

    Mi dispiace di colpire allo stomaco, ma non sono, non possono, non devono mai essere guerre che non ci riguardano, se ci diciamo cristiani. Non possiamo liquidarle come frutto di conflitti etnici e lavarcene le coscienze. Per esempio, chi di noi conosce cos’è il “coltan”?

    Come si legge in Wikipedia:

    “La columbite-tantalite o columbo-tantalite (per contrazione linguistica congolese Coltan) è una miscela complessa di columbite (Fe,Mn)Nb2O6 e tantalite (Fe,Mn)Ta2O6”

    Questo minerale sta alla base di tutta la moderna tecnologia elettronica, playstation e cellulari in testa. L’80 % dei giacimenti si trova in Congo e nei due stati confinanti (Rwanda e Uganda) dove si stanno compiendo da decenni massacri dietro i quali si nasconde un’economia di rapina delle multinazionali del mondo “civile” (e non solo per il coltan).

    Io stesso non sapevo di questo particolare, fino a qualche giorno fa. Io stesso quindi non ho alcun diritto di chiamarmi fuori, perché è mio dovere di cristiano chiedere, informarmi e, soprattutto, non chiudere gli occhi!

    Come si vede non c’è bisogno di figurarsi come quint’essenza del male chissà quale dottor Stranamore che progetti armi di distruzione di massa, o mine antiuomo: basta guardare a noi stessi, ai gesti che ogni giorno facciamo senza mai chiederci cosa possa esserci dietro. Magari ci sentiamo pure benefattori quando inviamo un SMS col nostro coltan-cellulare per donare 1 euro per qualche paese africano. Magari ci sentiamo pure nel diritto, quando la nostra prima preoccupazione (nazionale!) è quella di espellere quei clandestini cui abbiamo rubato tutto. Sta scritto (I lettura): Non ucciderai. Non ruberai. A scanso di equivoci, è pure spiegato come sia proprio dietro il desiderio stesso delle cose altrui che si cela il delitto e la rapina. Possa il Signore avere misericordia di noi. Perché Lui solo può!

  2. francesco said

    La Parola di Dio è parola vivente, ed in linea con le Comunità dei primi quattro secoli, che si riconoscevano il diritto di modificare il vangelo, facendolo calare nella loro realtà concreta, avendo sempre chiaro nel cuore e nella mente, che il bene dell’uomo prevale in ogni epoca ed in ogni circostanza, sulla parola scritta anche se sacra, ho voluto dare questo piccolo ontributo, modificando ed integrando in parte il Vangelo di Domenica.
    Buon ascolto, Francesco.

    Gv 2,13-25
    Si avvicinava la Pasqua dei Cristiani Apostolici Romani e Gesù salì a San Pietro.
    Trovò fuori la basilica gente che vendeva immaginette del papa e dei santi, rosari, piccole riproduzione della basilica di San Pietro in vetro, e lungo via della conciliazione sportelli di banche, ristoranti e bar.
    Allora Gesù, prese una mazza da baseball infranse le vetrine dei negozi, rovesciò le bancarelle con la merce esposta, poi entrò nella basilica e ai venditori, di indulgenze plenarie ed incensatori disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!».
    I suoi discepoli si ricordarono allora che sta scritto: «Lo passione per la tua casa mi consumerà».
    Allora i Cardinali, Vescovi, monsignori e pretini di primo pelo, presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?».
    Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i prelati sogghignando : «Questa tempio è stato costruito nel corso di vari secoli e tu in tre giorni lo farai risorgere?».

    Ma egli parlava del tempio del suo corpo.

    Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù, compresero infatti che alla richiesta delle autorità e dei suoi accoliti, di un segno da parte di Gesù, egli indicò quello della sua morte come massimo servizio da lui offerto all’umanità, la massima manifestazione della Gloria di Dio, cioè della presenza del suo Amore tra gli uomini.

    Ma questa evento avrebbe costituito come promesso, un elemento assolutamente transitorio, in quanto la Sua morte includeva già la continuità della sua vita.

    Compresero inoltre che i templi di ogni epoca sarebbero stati spazzati via, poiché in Gesù era presente il Padre.
    Dio si era messo in relazione con l’uomo dandogli vita, avrebbe per sempre dimorato nell’uomo stesso e non in edifici sontuosi.

    Mentre era a Roma per la Pasqua, durante la festa, molti fedeli, vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome.
    Ma lui, Gesù, non si fidava di loro, perché conosceva tutti e capiva che costoro per mantenere il loro prestigio di fronte alle persone che avevano assistito a quelle scene, dichiarandosi dei suoi, volevano essere dalla parte giusta, da quella dei buoni, e consapevoli della loro complicità, per debolezza gridavano:

    “ è vero, ha ragione, basta, facciamola finita con queste cose, noi laici e preti illuminati lo sapevamo, avremmo voluto dirlo tante volte, ma è colpa del Papa, dei cardinali, dei vescovi , e noi per spirito cristiano, nonostante tutto, li abbiamo sempre amati come Pastori della Chiesa santa e meretrice.”

    I vescovi ed i presbiteri unendosi al coro gridavano, ma anche noi eravamo d’accordo, dentro di noi l’ abbiamo sempre pensata così, ma i cardinali ci hanno obbligato ad accettare tutto questo per il popolo di Dio, e noi per spirito cristiano nonostante tutto, li abbiamo comunque amati come Pastori della Chiesa santa e meretrice.

    A loro volta i Cardinali si rivoltarono di colpo contro il Papa dicendo:
    Santità glielo dica lei che siamo stati costretti da motivi di stato, da quando il Papato ha voluto assumere anche il ruolo di potere temporale, c’è stato bisogno di noi per governare la chiesa, per garantire il suo futuro politico economico e religioso.

    Il Papa vistosi messo alle strette sbottò con rabbia verso Gesù e disse:
    Ora basta! E’ nel nome Tuo e di Tuo Padre che noi Pontefici massimi, abbiamo voluto tutto questo; è per evangelizzare tutto il mondo che abbiamo costruito Chiese, seminari , parrocchie, oratori, foresterie ma anche, alberghi di lusso, lo Ior, il Banco Ambrosiano, la Banca del Santo Spirito e tutto il resto.

    Abbiamo fatto ogni cosa nel nome di Dio!

    E Gesù rivolgendosi al Padre disse “ ma vuoi vedere Signore che questi in fondo in fondo hanno ragione? Vuoi vedere che alla fine mi convinco anch’io, che sulla Croce invece che per le ferite ed il soffocamento in realtà sono morto di freddo?

    Perdonami Padre, perché sono pienamente consapevole di quello che stò per fare, e cominciò a dar calci e bastonate al Papa, ai cardinali, ai vescovi, ai parroci, ed infine a seguire carismatici predicatori e laici osservanti.
    Amen..

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: