Ariccia non tace!!!

IL DIALOGO E L’ACQUA SANTA

DICHIARAZIONI IRRESPONSABILI DEL PAPA

Posted by ariccianontace su 18 marzo 2009

conferenzaaidsAssolutamente irresponsabili le dichiarazioni rilasciate dal Papa, all’inizio del suo viaggio in Camerun, che condannano l’uso del preservativo per la prevenzione contro il virus Hiv.

Tutte le ricerche scientifiche hanno dimostrato l’elevatissima efficacia del preservativo nella lotta all’ Aids, soprattutto nei paesi meno sviluppati ed in particolare in Africa dove, al contrario di quanto avviene nel nostro opulento e ricco mondo “civile”, non sono disponibili i farmaci antiretrovirali e la malattia continua a mietere, inarrestabile, milioni di morti!

Tra le tante reazioni alle dichiarazioni di Benedetto XVI, riportiamo le forti preoccupazioni espresse del ministero degli Esteri francese:

ANSA

FRANCIA, PREOCCUPANO FRASI PAPA SU PRESERVATIVI
 PARIGI – “Grandissima preoccupazione” è stata espressa oggi dal ministero degli Esteri francese per “le conseguenze” sulla lotta contro l’Aids delle parole del papa Benedetto XVI sull’uso del preservativo.”La Francia – ha dichiarato alla stampa il portavoce del ministero degli Esteri, Eric Chevallier – esprime fortissima preoccupazione davanti alle conseguenze di queste frasi di Benedetto XVI”. “Se non spetta a noi dare un giudizio sulla dottrina della Chiesa – ha aggiunto – riteniamo che frasi del genere mettano in pericolo le politiche di sanità pubblica e gli imperativi di protezione della vita umana”.
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10 Risposte to “DICHIARAZIONI IRRESPONSABILI DEL PAPA”

  1. Antonio said

    Atteggiamento veramente irresponsabile da parte della chiesa.
    Sono scandalizzato da come, in nome di assurde ed arcaiche posizioni, si possa mettere a rischio la vita di milioni di persone.
    A proposito delle reazioni della comunità internazionale, ho appena letto sull’ANSA che anche la Germania ha espresso una posizione ufficiale:

    BERLINO – I preservativi hanno un “ruolo decisivo” nella lotta all’Aids: qualsiasi altro mezzo sarebbe “irresponsabile”. Lo hanno reso noto oggi i ministeri tedeschi della Sanità e dello Sviluppo in un comunicato congiunto commentando così le parole del Papa su questo tema.

  2. salvatore said

    Credo che la Chiesa Ufficiale sia particolarmente avversa al preservativo perchè in tal modo l’atto d’amore non è aperto alla vita.

    Un atto d’amore fatto senza protezione in una situazione così a rischio è, secondo me, aperto alla morte (altro che alla vita) e per 2 motivi: a) perchè può diffondere il contagio, b)perchè da quest’atto può nascere un bambino malato, destinato ad una vita di inferno.

    Questo è sicuramente male.

    Io non credo che usare il preservativo sia male, ma se pure lo fosse, ebbene io credo che i Cristiani siano chiamati, in situazioni come queste, a scegliere fra il male minore. Personalmente non ho dubbi in proposito!

  3. Solidarietà said

    L’attacco al Papa sull’uso del profilattico come mezzo di prevenzione all’aids è VERGOGNOSO. Il Santo Padre ha svolto ancora una volta il suo ruolo di educatore e annunciatore di un amore fedele che è la vera prevenzione all’aids. Credo infatti che il contagio dell’aids si possa evitare soprattutto con la fedeltà coniugale e maturando il senso vero della propria sessualità. Come si può pensare che il Papa possa invitare all’uso del profilattico e non alla fedeltà coniugale? Egli ha il dovere evangelico di educare ad una vita di fedeltà. Chi non se la sente di seguire le indicazioni della Chiesa è certamente libero di farlo, e può liberamente scegliere l’uso del preservativo. La libertà è sempre in mano all’uomo.
    Desidero quindi dichiarare la mia solidarietà al Santo Padre per la sofferenza che sta sicuramente vivendo a causa delle dure critiche alle sue dichiarazioni che sono state artatamente distorte e travisate.
    Su questo i cattolici dovrebbero ben riflettere.

  4. silvia said

    Il problema del preservativo non è specificatamente e solamente quello di precludere l’apertura alla vita dell’atto d’amore, altrimenti si può generare confusione sul perché la Chiesa ,invece, parli di metodi naturali per una genitorialità responsabile.

    Il punto è se lasciare o meno una minina possibilità d’azione del Signore nella nostra vita, lasciarGli essere Lui il Signore della nostra storia, …. con un rimedio integralmente e assolutamente ostativo come il preservativo questo non si fa.

    Fatta questa premessa credo che il papa avrebbe dovuto spendere qualche parola in più, per far penetrare un concetto di per se giusto…. avrebbe, sopratutto, dovuto sottolineare che ove si decida comunque di seguire un percorso d'”amore” diverso da quelo che rende l’uomo libero, c’è un male minore (quello di cui parla Salvatore)che non va demonizzato
    Capisco che far citare al Papa quel male minore é troppo….e forse nemmeno giusto…. ma allora meglio non parlarne per nulla…. forse … non creare equivoci insomma.

    Che disatro!

  5. Francesca said

    Da qualunque punto di vista lo si guardi, non si può negare la drammaticità assoluta del fenomeno AIDS.
    Detto questo, è ovvio che il preservativo da solo non sia la soluzione, credo che nessuno si sia mai azzardato a sostenere una idiozia del genere!
    Purtuttavia, in presenza di una pandemia di così vasta portata, vanno presi in considerazione interventi su piani diversi e complementari tra loro.
    Certamente è importante agire a livello culturale e educativo, per quanto possibile e per quanto i destinatari rispondano.
    Certissimamente bisogna attuare una politica sanitaria adeguata, rendendo fruibili i farmaci antivirali in forma gratuita dove necessario (su questo il Papa ha parlato e gliene va dato atto).
    Ma altrettanto importante è arginare il contagio con tutti i mezzi, e il preservativo è un mezzo insostituibile a tal fine!

    Riflettiamo su un fatto: noi stessi, appartenenti ad una cultura occidentale e prevalentemente cattolica, dibattiamo cercando il discrimine etico tra preservativo e metodi naturali, come ci invitava a fare Silvia; ebbene, siamo convinti che in altri contesti culturali e sociali, radicalmente diversi, tali concetti siano facilmente assimilabili? Principi quali fedeltà coniugale, sessualità consapevole, castità, che risonanza possono avere in presenza, ad esempio, di tradizioni poligamiche o tribali? Sappiamo bene che l’adesione al cristianesimo non comporta automaticamente uno snaturamento culturale ed antropologico dei gruppi umani, ma piuttosto una progressiva inculturazione del messaggio evangelico.
    L’Africa è un grande mondo carico di tragedie delle quali in larga parte noi siamo responsabili. Favorire l’uso del preservativo come “male minore” affiancandolo a tutti gli altri interventi sanitari, politici e culturali, non mi sembra proprio una bestemmia.
    Impegnamoci, soprattutto, come cristiani, a tenere sempre alta l’attenzione e a sollecitare interventi a 360 gradi sulle mille altre tragedie vissute dal popolo africano, vera terra di conquista delle multinazionali occidentali.

  6. Salvatore said

    Sono d’accordo con Silvia: è una questione di essere prudenti ed opportuni. Dipendendo dal contesto, dire o tacere di determinati argomenti è (spesso, non sempre) cosa buona e saggia. E’ questa (secondo me!) una virtù di cui la chiesa è sempre stata fin troppo una “buona” maestra. Spesso muovendosi sul filo dell’ipocrisia, talaltra sconfinando ben oltre il limite della decenza, quantomeno di quella cristiana (sempre secondo me!). Nessun epoca storica è esclusa.

    Il contesto è sempre importante, a prescindere dalla “verità” vera o presunta della tesi in oggetto. A titolo di esempio, non credo ci siano molti disposti a sostenere che la teoria della relatività sia una baggianata (intendo ovviamente relatività “fisica”, non “etica”, perché quella … è un altra storia!). Immagino, tuttavia, che non sarebbe opportuno iniziare a dissertare pubblicamente sull’argomento ad un funerale; particolarmente cercando a tutti i costi di richiamare l’attenzione, mettiamo, del fratello del caro estinto sulle conseguenze incredibili della teoria di Einstein!

    Premesso questo concetto, e premesse le cose sacrosante che il Papa ha detto su altre e (sempre secondo me!) ben più fondamentali questioni, non si capisce la ragione di tanto insistere, per così dire, col dito sulla piaga.

    Ora il punto dolente (sempre secondo me!) è che una tale “ragione” deve pur esserci, visto che né la chiesa né il Papa (questo, in particolare) sono degli sprovveduti.

    Evidentemente tale “ragione” non può risiedere nell’assoluta necessità ed urgenza morale di ribadire il concetto “no al preservativo che è peccato!”.

    E’ una pura e semplice questione di logica. Infatti, se fosse un argomento così importante, così fondamentale, allora non si capisce perché la chiesa non proclami un “pistolotto” ad hoc ad ogni fine messa domenicale: quale mezzo di propaganda migliore? Personalmente, invece, non ricordo una messa in cui questo argomento sia stato toccato esplicitamente. Forse perché scapperebbero in molti. Giovani, in particolare. O forse perché il vocabolo stesso crea troppi pruriti impudichi (…speriamo di no se no la faccenda è grave assai!).

    Comunque sia, sembra evidentemente meglio, cioè più “opportuno”, veicolare tale messaggio solo, o principalmente, nel segreto del confessionale. Forse. Perché mi chiedo in effetti quanti cristiani siano utenti dell’oscuro oggetto e si sentano poi in dovere di andarselo a confessare … mah!

    Dunque delle due l’una: o la questione “preservativo” non è per la chiesa fra le più urgenti, oppure è un argomento di cui è “bene”, è “prudente”, è “opportuno” non parlare in pubblico.

    E dunque, “accidentaccio”, perché parlarne in pubblico solo (o particolarmente) quando si va in mezzo a quella povera gente, quella per la quale sarebbe veramente (ma sempre secondo me!) “prudente” se non pietoso chiudere un occhio e se non un occhio almeno la bocca? Bastava non parlarne, come fa notare Silvia, ecchediavolo!

    Perché dunque? Io la mia analisi me la sono fatta. Purtroppo non è edificante. D’altra parte come ci ricorda il vecchio Giulio (Andreotti, cristiano di fede “verace”, non “vorace”!):

    “ a pensar male si commette peccato ma ci si piglia quasi sempre!”

    Io la mia analisi, dicevo, me la sono fatta. Ma giudico più opportuno e prudente tenerla per me e condividerla con gli amici non virtuali ma di carne ed ossa. Mi perdonerete immagino, essendo tutti dei buoni cristiani.

  7. Alessandra said

    Silvia ha detto: “Il punto è se lasciare o meno una minina possibilità d’azione del Signore nella nostra vita, lasciarGli essere Lui il Signore della nostra storia, …. con un rimedio integralmente e assolutamente ostativo come il preservativo questo non si fa.”

    Sono sconvolta dal fatto che si possa credere che la nascita di migliaia di bambini malati che moriranno entro pochi anni in atroci sofferenze a causa dell’AIDS sia considerata “l’azione del Signore” nella storia di quei poveracci dei genitori!!! Ma che dite?!? Per non parlare di tutte quelle persone che si infettano pur non procreando (GRAZIE A DIO – questa volta si)e che diffondono l’epidemia a macchia d’olio!
    Adesso lasciamo stare l’occidente, pensiamo solo all’Africa, ai paesi più poveri e disperati dell’Africa. Gente semplice, con una cultura antica, con relazioni familiari basate su schemi e valori molto distanti dai nostri, dove le donne sono spesso sottomesse e maltrattate, dove gli uomini hanno diritti esclusivi, dove esiste la poligamia, dove i bambini non hanno accesso all’istruzione, alle cure, al cibo. Dove esiste l’infibulazione, l’escissione, la legge del taglione, la lapidazione per le adultere… In questi paesi dove ci sarebbero migliaia di cose da dire in favore della protezione della vita e dei bambini, in difesa delle donne, della loro dignità e dei loro diritti come esserei umani, l’occidente (anzi il PAPA) non ha di meglio da dire che il preservativo non aiuta a proteggere dall’AIDS!!! Si, lo so che la Chiesa queste cose le dice sempre, che i missionari sul territorio fanno un gran lavoro per questo, lo so, lo so. Ma allora perchè proprio il papa (che uno sciocco non è) decide di deviare l’attenzione del mondo? Non diciamo sciocchezze che sono i giornali che hanno strumentalizzato, attaccato, ecc. Era ovviamente tutto previsto dal Vaticano e pianificato. Le ragioni mi sfuggono. E mi sfugge (o forse no) la ragione per la quale tutti i paesi Europei (quelli civili) hanno espresso disappunto… meno che l’Italia.

  8. silvia said

    Invito Alessandra a rileggere con attenzione il mio pensiero.. così – se realmente lo desidera – forse riuscirà a capirne il senso….
    Credo, in realtà, che lei non abbia alcuna intenzione di farlo, avendo il solo scopo di lanciare provocazioni (non oso commentare quelle abominevoli dell’altra rubbrica!)credo e spero non sentite.

  9. ariccianontace said

    FONTE ANSA

    AIDS: LANCET CONTRO IL PAPA, HA DISTORTO LA SCIENZA
    ROMA – Una delle più prestigiose riviste scientifiche del mondo, l’inglese The Lancet, critica duramente le affermazioni che Papa Benedetto XVI ha fatto durante il viaggio in Africa sull’uso del preservativo per fermare l’Aids.

    “Il Papa, dice la rivista in un editoriale, riportato da Bbc, “ha pubblicamente distorto le prove scientifiche per promuovere la dottrina cattolica sul tema”. Non è chiaro se l’errore del Papa sia dovuto ad ignoranza o se sia un deliberato tentativo di manipolare la scienza per appoggiare l’ideologia cattolica”.

    “Ma quando qualsiasi personaggio influente, sia una figura religiosa, sia politica, fa una falsa affermazione scientifica che potrebbe avere conseguenze devastanti per la salute di milioni di persone, questi dovrebbe ritrattare o correggere la linea”.

  10. Alessandra said

    Ho letto e riletto il post di Silvia… ammetto di non essere una cima di perspicacia, e purtroppo non ho nemmeno la fortuna di avere la luce della fede che illumina il mio pensiero, ma credo di aver compreso sufficientemente il significato e, semplicemente non lo condivido. E’ troppo facile etichettare come provocatrice una persona solo perchè esprime opinioni differenti. Ebbene, il mio intento non era quello di provocare.

    Credo che c’è un problema, molto serio. E non si risolve dicendo cose che smentiscono anni e anni di ricerca medica, di lavoro, di fatica. Il problema è serio e diffuso in tutti i paesi, in tutti gli strati sociali e ciascuno di noi deve smettere di parlare di AIDS con superficialità e distacco. Ci riguarda. E’ facile pontificare senza esserne affetto, senza pensare di poterne essere affetto, senza pensare a chi ne è affetto, senza immaginare ogni volta di esserne affetto e non saperlo ancora. Si tratta di vite umane, tante. Tantissime. Le soluzioni vanno cercate senza giri di parole, senza filosofeggiare. Le soluzioni devono essere attuabili e adeguate al contesto, altrimenti non servono o, peggio, peggiorano la situazioni. E’ un emergenza e siamo tutti sulla stessa nave. Chi rema contro sbaglia. Chi ha il potere (e la responsabilità) di dire ad altre persone – che ingenuamente si fidano – che devono remare contro, sbaglia tante volte quante sono le persone che ascoltano.

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