Ariccia non tace!!!

IL DIALOGO E L’ACQUA SANTA

KÜNG E LA QUESTIONE ANGLICANA

Posted by ariccianontace su 13 novembre 2009

ADISTA

KÜNG: CON GLI ANGLICANI IL PAPA PESCA
SULLA SPONDA DESTRA DEL LAGO. MA LÌ L’ACQUA È TORBIDA

35283. ROMA-ADISTA. Il teologo Hans Küng attacca frontalmente la via scelta dal papa per favorire l’entrata nella Chiesa cattolica degli anglicani “tradizionalisti”, accusando Benedetto XVI di “pirateria non ecumenica”. Secca la replica del direttore de l’Osservatore Romano, Gian Maria Vian, al quale si accoda Avvenire (v. notizia seguente). Ma ormai, forse, non sarà così facile sedare una vicenda che, pur nata da un problema circoscritto, potrebbe allargarsi e spingere ad alzare la voce i molti e molte che, nella Chiesa cattolica romana, sono sempre più insofferenti alle linee portanti del pontificato ratzingeriano, così riguardoso verso i lefebvriani e loro amici ma sordo ad ogni richiesta di riforma ecclesiale.

Quando, la mattina di mercoledì 28 ottobre, hanno scorso la prima pagina de La Repubblica, molti ecclesiastici – in Vaticano, ma anche in Gran Bretagna, dove il pezzo è uscito su The Guardian – saranno sobbalzati sulla sedia. Infatti, in bella evidenza, sotto la rubrica “Idee”, il quotidiano riportava un articolo di Küng, intitolato “Quel Papa che pesca nell’acqua di destra”. Il teologo – nato in Svizzera nel 1928, ma per molti anni docente di teologia a Tubinga, in Germania – criticava aspramente la linea scelta dal papa, preannunciata dalla Sala Stampa vaticana il 20 ottobre, per regolamentare canonicamente i gruppi anglicani  che si fanno cattolici (soprattutto in opposizione alla scelta di alcune loro Chiese di accettare le donne vescovo o di consacrare pastori persone dichiaratamente conviventi con persone dello stesso sesso, v. Adista n. 108/09). “È una tragedia”, scrive Küng: “Dopo le offese già arrecate da papa Benedetto XVI agli ebrei e ai musulmani, ai protestanti e ai cattolici riformisti, ora è la volta della Comunione anglicana. Essa conta pur sempre 77 milioni di aderenti ed è la terza confessione cristiana, dopo la Chiesa cattolica romana e quella ortodossa. Cosa è successo? Dopo aver reintegrato l’antiriformista Fraternità San Pio X, ora Benedetto XVI vorrebbe rimpolpare le schiere assottigliate dei cattolici romani anche con anglicani simpatizzanti di Roma. I sacerdoti e i vescovi anglicani dovrebbero potersi convertire più facilmente alla Chiesa cattolica, mantenendo il proprio status, anche di sposati. Tradizionalisti di tutte le chiese, unitevi sotto la cupola di San Pietro! Vedete: il pescatore di uomini pesca soprattutto sulla sponda destra del lago. Ma lì l’acqua è torbida”.

“Questo atto romano – prosegue il teologo – rappresenta niente meno che un drastico cambio di rotta: via dalla consolidata strategia ecumenica del dialogo diretto e di una vera riconciliazione. E verso una pirateria non ecumenica di sacerdoti, cui viene persino risparmiato il medioevale obbligo di celibato, solo per render loro possibile un ritorno a Roma sotto il primato papale. Chiaramente l’attuale arcivescovo di Canterbury, il Dr. Rowan Williams, non era all’altezza della scaltra diplomazia vaticana”.

Küng afferma poi che, pur riferendosi a documenti dei dialoghi cattolico-anglicani degli anni post-Vaticano II, in realtà la decisione papale va contro di essi, che miravano alla “riconciliazione” tra le due Chiese e non, come l’annunciata Costituzione apostolica, alla “pirateria”; insomma, “papa Benedetto vuole assolutamente restaurare l’impero romano. Alla Comunione anglicana non fa alcuna concessione, intende piuttosto mantenere per sempre il centralismo medioevale romano anche se impedisce un accordo delle Chiese cristiane su questioni fondamentali, come il primato del papa”. Le conseguenze dell’odierna strategia vaticana? “Un ulteriore indebolimento della Chiesa anglicana; un generale disorientamento dei fedeli anglicani; lo sdegno del clero e del popolo cattolico”. Perciò il teologo conclude: “Dopo il Concilio molte conferenze episcopali, innumerevoli pastori e credenti hanno chiesto l’abrogazione del divieto medioevale di matrimonio per i sacerdoti, che sottrae parroci già quasi a metà delle nostre parrocchie. Ma non fanno che urtare contro il rifiuto caparbio e ostinato di Ratzinger. Ed ora i preti cattolici devono tollerare accanto a sé pastori convertiti sposati? Cosa devono fare i preti che desiderano il matrimonio, forse farsi prima anglicani, sposarsi, e poi ripresentarsi? Come già nello scisma tra Oriente e Occidente (XI sec.), ai tempi della Riforma (XVI sec.) e nel primo Concilio vaticano (XIX sec.) la fame di potere di Roma divide la cristianità e nuoce alla sua Chiesa. Una tragedia”. (luigi sandri)

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