Ariccia non tace!!!

IL DIALOGO E L’ACQUA SANTA

POVERA CHIESA, SIAMO ALLE SOLITE

Posted by ariccianontace su 1 dicembre 2009

ADISTA

VELLETRI: LA CURIA METTE SOTTO VIGILANZA UN PARROCO
PER “ECCESSO DI DIALOGO”

35324. VELLETRI-ADISTA. Una scelta che sembrerebbe rientrare in una semplice logica di razionalizzazione del territorio diocesano. “Un piccolo, timido primo passo verso l’unità pastorale”, lo ha definito il mensile diocesano Ecclesia in cammino (novembre 2009). Ma il decreto datato 15 ottobre 2009, con cui il vescovo di Velletri, mons. Vincenzo Apicella, ha tolto a don Gaetano Zaralli la responsabilità della parrocchia di S. Michele Arcangelo, ha creato un caso in diocesi. E messo in subbuglio l’intera comunità ecclesiale.

In pratica, S. Michele è stata accorpata, insieme alla vicina parrocchia di S. Lucia, alla parrocchia del Ss.mo Salvatore, il cui parroco, mons. Paolo Picca, diviene ora responsabile anche delle altre due parrocchie resesi vacanti. Niente di strano, a prima vista. Tanto più che don Zaralli ha da poco compiuto i 75 anni di età entro i quali il Diritto Canonico prescrive l’obbligo di rassegnare le dimissioni dal proprio incarico. Ma così non è. Anzitutto perché a don Gaetano, dopo l’iniziale annuncio di “pensionamento”, è stato chiesto di restare a S. Michele. Non più come parroco, ma in qualità di semplice collaboratore. Don Gaetano svolgerà le stesse funzioni di prima, ma con una sostanziale differenza: il suo operato sarà posto sotto la diretta responsabilità (e vigilanza) di mons. Picca. Una diminutio, quindi. Che il vescovo ha vanamente tentato di mascherare conferendo a Zaralli il titolo di “canonico effettivo” della cattedrale di S. Clemente. Tra l’altro, quello di don Gaetano è uno dei rarissimi casi capitati in diocesi in cui siano state rapidamente accettate le dimissioni di un parroco per raggiunti limiti di età. A Velletri infatti (come ormai in moltissime diocesi italiane) la carenza di preti è endemica, e la prassi è quella di mantenere i parroci al proprio posto ben oltre l’età canonica.

La vicenda di don Gaetano ha origini lontane. Parroco a S. Michele sin dal novembre del 1971 (la parrocchia contava circa 1.500 anime: pur essendo la più piccola della diocesi, da anni era tra le realtà ecclesiali più attive del territorio ed era frequentata da centinaia di persone), nel 2002 Zaralli era stato rimosso dal suo incarico con l’accusa di aver creato “grave turbamento” nella Chiesa. Il provvedimento di rimozione, firmato dall’allora vescovo di Velletri, mons. Andrea Maria Erba, era stato richiesto dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, al termine di un’indagine riguardante la pastorale e gli scritti di don Gaetano e avviata nel luglio del 2000. Un provvedimento clamorosamente revocato appena pochi mesi dopo, poiché l’ex parroco di S. Michele aveva facilmente dimostrato di non avere mai affermato nulla di contrario alle verità di fede. Zaralli, in parrocchia come sul sito internet curato da lui e dalla sua comunità (www.zetagamma.it), ha infatti “solo” discusso apertamente di temi di attualità politica, di morale, teologia, pastorale e senza timore ha spesso anche affrontato questioni che nella Chiesa suscitano acceso dibattito tra i fedeli. Così, sul sito si discute con franchezza di celibato ecclesiastico, di omosessualità, sacramenti, rapporti prematrimoniali, situazione dei divorziati risposati all’interno della Chiesa, metodi anticoncezionali, laicità dello Stato. Zaralli presenta puntualmente la posizione della Chiesa in merito agli argomenti trattati; altrettanto sinceramente esprime a volte perplessità su alcune delle posizioni espresse dal magistero o dai vescovi; in ogni caso, si mostra sempre aperto al confronto. “Non sono un eretico, ma neanche uno struzzo”, scrisse qualche tempo fa sul sito. Soprattutto, per don Gaetano la “convivialità delle differenze” nella Chiesa è una ricchezza, non un problema. Anche durante le catechesi, l’ex parroco ha sempre cercato di rifuggire i rischi di un indottrinamento unidirezionale attraverso incontri il cui percorso è costruito assieme alla comunità, nel dialogo e nella comprensione reciproca. Un principio valido per le giovani coppie che chiedono di sposarsi come per i bambini che frequentano il catechismo della prima comunione, al quale don Gaetano invita da anni anche i genitori, coinvolgendoli, interrogandoli e interrogandosi insieme a loro sulle “ragioni” della fede. Una scelta che ha portato moltissimi abitanti di Velletri a scegliere di frequentare le catechesi a S. Michele, ma che ha creato malumori in Curia e tra il clero diocesano.

Del resto, che dietro il provvedimento di mons. Apicella ci siano non questioni anagrafiche, ma dissensi sull’attività pastorale di don Gaetano lo mostra il decreto stesso con cui il vescovo di Velletri, nominandolo canonico della cattedrale di S. Clemente, chiede a Zaralli di restare a S. Michele a disposizione del nuovo parroco,  collaborando con mons. Picca “nella catechesi degli adulti e, in particolare, curando la loro eventuale preparazione al sacramento della cresima, accogliendo le sue indicazioni per quanto riguarda l’itinerario dell’Iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi e la preparazione al Matrimonio”. Libertà “condizionata” di fare catechesi, quindi, cui si aggiunge il fatto che don Gaetano, che pure mantiene anche l’incarico di Amministratore Parrocchiale per quanto riguarda la gestione economica, deve però “tenere costantemente informato mons. Picca, che dovrà controfirmare il bilancio annuale da presentare all’Amministrazione diocesana”. (valerio gigante)

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Una Risposta to “POVERA CHIESA, SIAMO ALLE SOLITE”

  1. Vito said

    Don Gaetano, il soffio dello Spirito Santo ed il carisma sacerdotale nella Comunità cristiana rendono la Chiesa veramente ricca. Lei ne è un esempio ed anche profeta. Auguri!
    Vito

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