Ariccia non tace!!!

IL DIALOGO E L’ACQUA SANTA

‘Le omelie domenicali? Una poltiglia insulsa’

Posted by ariccianontace su 30 dicembre 2009

Tipico discorso da “pesce in barile” della gerarchia!

Perché non si ha l’onestà di dire che le prediche sono “una poltiglia insulsa” per il semplice fatto che la maggior parte dei vescovi e di chi gestisce i seminari  sono lontani dai valori del Vangelo e portano avanti una politica improntata alla formazione di  ignoranti  mestieranti esclusivamente votati ad affermare il potere della chiesa???!!!

Ben vengano invece, al contrario di quello che afferma mons. Crociata, le “accuse” ed i “rimproveri e giudizi di condanna”.

ANSA

CITTA’ DEL VATICANO – Le prediche delle messe domenicali si trasformano troppo spesso in “una poltiglia insulsa, quasi una pietanza immangiabile o, comunque, ben poco nutriente” per i fedeli: è il giudizio espresso dal segretario generale della Cei,. mons. Mariano Crociata, intervenuto a Roma al XIV convegno liturgico per seminaristi. Parti del suo intervento sono state riprese oggi dall’Osservatore Romano.

“Spesso le nostre parole e la nostra pastorale tutta – ha detto il presule, durante la messa celebrata ieri mattina – risultano una poltiglia melensa e insignificante, come una pietanza immangiabile o, comunque, ben poco nutriente”. “E’ questione – ha aggiunto – di atteggiamento e di vita, non solo di parole, anche se pure le nostre parole e le nostre stesse omelie dovrebbero prendere a modello questa sorta di criterio regolativo che ci viene dalle parole del vecchio Simeone: nello stesso tempo annunciare la salvezza e mettere di fronte alla decisione”.

“In questo senso – ha proseguito mons. Crociata – sarebbe oltremodo deplorevole far diventare le omelie occasioni per scagliare accuse e contumelie, rimproveri e giudizi di condanna; ma anche il contrario risulta insulso, quando le nostre parole si riducono a poveri raccatti di generiche esortazioni al buonismo universale”. “Insomma – ha indicato – l’obiettivo è quello di riuscire a coniugare, sia nella vita spirituale che nell’azione pastorale, consolazione e monito, speranza e serietà d’impegno, fiducia gioiosa e necessaria severità, annuncio della salvezza e invito, direi sfida, alla decisione. Un equilibrio delicato e fragile, una tensione polare – ha affermato monsignor Crociata – che può mantenere solo chi ha imparato a reggerla, solo chi si è deciso per Cristo sperimentandone allo stesso tempo la dolcezza e la consolazione”.

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Una Risposta to “‘Le omelie domenicali? Una poltiglia insulsa’”

  1. Anna Maria Cianfriglia said

    L’OMELIA di certi parroci: Pasqua 2011 – san Vito Romano
    La notte scorsa, nella veglia pasquale, il “parroco”, all”omelia” iniziata con allusioni, rimproveri, ingiunzioni, valutazioni, giudizi ecc…ha detto: “….sarà che questa scuola pubblica fa un inculcamento del comunismo sistematico…”.
    Sono rimasta incredula, mi sembrava impossibile che un “sacerdote” durante l’Eucarestia potesse esprimersi in questo modo. Per rispetto della Celebrazione eucaristica non ho preso la parola per argomentare.
    Quest’uomo sa che le parole hanno un peso, sa che le parole hanno un significato? Mi soffermo sul significato di due parole: “ inculca mento” e “sistematico”.
    “Inculcamento”, da “inculcare”= imprimere profondamente nella mente e nell’anima altrui con opera di persistente persuasione. (Treccani)
    “Sistematico”= di sistema, che avviene in modo rigoroso, che ricorre per sistema, cioè regolarmente, secondo determinate leggi. (Treccani)
    Questo farebbe, secondo la tesi di quest’uomo, la scuola pubblica. Quali dati porta per sostenere la sua tesi? Quali argomenti? Quali prove?
    Lavoro nella scuola da circa 25 anni, sono impegnata nella ricerca continua, nello studio, nell’innovazione della professione, della didattica e della metodologia. Mi imbatto ogni giorno con i punti di forza ed i punti di debolezza della scuola. Posso affermare che di sistematico nella scuola pubblica c’è, oltre i campi del sapere, le discipline, l’insegnamento della Cittadinanza e Costituzione e della religione cattolica. Con tutti i limiti, si educa ai valori della Costituzione italiana fondata sul pluralismo e sul rispetto della persona. Quest’anno, in modo particolare, in ogni scuola pubblica italiana si sono organizzati studi, attività didattiche, eventi pubblici per sensibilizzare ed educare gli alunni, le famiglie e tutta la popolazione ai valori della nostra Costituzione: di grande impatto sono stati i laboratori in cui si sono discussi alcuni articoli della Costituzione ad esempio gli articoli 1, 3, 7 e 8, nei quali si recita: ” L’Italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro…” (art. 1);“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali…”( art. 3);“ Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani…” (art. 7) e “ Tutte le confessioni sono ugualmente libere davanti alla legge…..” (art. 8).
    Ovviamente durante la cosiddetta omelia non ha fatto alcun riferimento alla parola di Dio, alle Letture e al significato profondo della Pasqua. Ricordo le parole pronunciate da un cardinale del vaticano nei confronti dei preti e delle loro omelie , parole riferite dal telegiornale : <>.
    Se penso che la veglia pasquale doveva essere una veglia per accogliere la gioia e la grazia di Cristo risorto…

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