Ariccia non tace!!!

IL DIALOGO E L’ACQUA SANTA

IL CRISTO RADICALE

Posted by ariccianontace su 22 febbraio 2010

DAL SITO  DonGiorgio.it

Mi chiedono ancora il motivo per cui uso frequentemente le espressioni: Cristo radicale, vangelo radicale e, infine, cristianesimo radicale. Rispondere significa spiegare anzitutto la parola “radicale”. Come già dice il senso etimologico, radicale deriva da radici e indica perciò il Cristo, o il vangelo, o il cristianesimo delle origini. In altre parole: l’autenticità.

Sì, bisogna risalire alle fonti, ripartire dalla sorgente. L’acqua con lo scorrere nell’alveo di un torrente a poco a poco si inquina. O, per usare un’altra immagine, pensate a un dipinto che è stato ritoccato più volte: non riconoscete più la mano originaria. 

Fin dall’inizio, Cristo ha subìto un lifting, e così il cristianesimo. Quando i Vangeli sono stati messi per iscritto, le prime comunità cristiane avevano già lasciato un loro segno. Gli studiosi chiaramente ci aiutano a distinguere la parola originale del Cristo dalla interpretazione non sempre fedele della Chiesa, subito preoccupata di dare un tono moraleggiante ad esempio alle parabole di Cristo e di attutire la radicalità del messaggio evangelico. Nel quarto Vangelo, che è stato scritto anni e anni dopo gli altri tre, si nota la preoccupazione della comunità giovannea di tornare alle origini. Sempre gli studiosi parlano di una chiesa alternativa a quella gerarchica di Pietro, primo papa. Era, appunto, la chiesa profetica di Giovanni. Sappiamo come poi siano andate le cose. La Chiesa istituzionale prenderà il sopravvento su quella profetica, che rimarrà sempre più minoritaria, anche se, lungo i secoli, ci saranno momenti in cui grandi donne e grandi uomini non permetteranno alla Chiesa di allontanarsi definitivamente dal Cristo radicale. Un prezioso contributo sarà dato da spiriti ancora più liberi: giudicati dalla Chiesa gerarchica come eretici. Oggi dovremmo ringraziare questi martiri della radicalità evangelica. La Chiesa si è purificata con il sangue dei suoi figli migliori, mandati al rogo proprio per aver professato il Cristo radicale.

Quando pensiamo ai Concili siamo tentati di ritenerli come una specie di autocritica della Chiesa per un ritorno alle origini. Ma non è così. I Concili, tranne casi eccezionali, sono stati condizionati da preoccupazioni di salvare il dogma contro le eresie o di imporre norme disciplinari. Il che fa pensare che ad ogni Concilio la Chiesa ne uscisse più ortodossa e più ordinata. Come a dire: Stiamo alla larga dal Cristo radicale! Abbattiamo ponti pericolosi! Potenziamo le mura!

Dobbiamo senz’altro ringraziare l’ultimo Concilio Ecumenico, il Vaticano II, ma anche in questo caso dobbiamo dire che è stato, in parte, assorbito da una gerarchia, soprattutto quella attuale, che lo ha lasciato nel cassetto. Almeno nei suoi aspetti evangelicamente radicali. È stato detto che dell’ultimo Concilio si è attuata solo la parte liturgica. Un rinnovamento, del resto, sconsiderato e selvaggio.

Viviamo un momento difficile: la Chiesa è tornata ad attutire la profezia o, meglio, a scoraggiare i profeti che, emarginati dalla gente più che dalla gerarchia, non trovano spazio per farsi sentire. Sì, oggi il cristianesimo è tradito dal popolo cristiano, e la gerarchia lo sa, e se ne approfitta per restaurare l’antico regno costantiniano.

Tornare alle origini: ecco l’imperativo del cristiano. Solo ridando al cristianesimo la sua identità, l’umanità riscoprirà la via del vero progresso. L’Umanità è alla portata di mano: pochi si accorgono della opportunità preziosa di agganciarla.

Qui sta il vero peccato del mondo moderno. Qui sta la mostruosità di una politica che cementifica anche l’essere. Qui sta la bestemmia di una Chiesa a cui sta a cuore il dogma e la legge morale, decentrando la dignità dell’essere umano per far posto allo scheletro di un essere che non sa più su quale pianeta si trova.

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Una Risposta to “IL CRISTO RADICALE”

  1. Stella said

    Completamente da sottoscrivere!!!! Che dire di meglio e di più?
    E’ un segno di speranza scoprire che c’è ancora spazio per parole profetiche … Non lasciamole cadere!!!

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