Ariccia non tace!!!

IL DIALOGO E L’ACQUA SANTA

Archive for the ‘Le perle di Semeraro’ Category

Descrizione le perle di Semeraro

UN PIZZICO DI COERENZA, PER FAVORE!

Posted by ariccianontace su 6 marzo 2009

semeraro1In un’ottica di doveroso interesse per la vita e per le attività della nostra diocesi, abbiamo iniziato la lettura della nuova Lettera Pastorale del Vescovo Marcello Semeraro alla Chiesa di Albano, intitolata “Di generazione in generazione”.

Da parte nostra, quindi, molta buona volontà e totale disponibilità all’ascolto ma…già alla settima riga dell’introduzione abbiamo avuto un sussulto che ha immediatamente riacceso in noi i ricordi di un recente passato fatto di ingiustizia, di prevaricazione e di mancanza di dialogo.

Sua Eccellenza, nel sottolineare le grandi responsabilità derivanti da un intervento del Vescovo che tratti aspetti importanti per la vita della comunità a lui affidata, afferma di avere ben presente ciò che scriveva San Gregorio Magno: “Quando la guida delle anime si prepara a parlare, ponga ogni attenzione e ogni studio a farlo con grande precauzione, perché se si lascia trascinare a un parlare non meditato, i cuori degli ascoltatori non restino colpiti dalla ferita dell’errore; e mentre forse egli desidera di mostrarsi sapiente non spezzi stoltamente la compagine dell’unità”.!!!!

Monsignor Semeraro, noi non stiamo qui a piangere per quello che è stato fatto alla Chiesa di Ariccia, non stiamo qui a piangere per la distruzione di una comunità, non piangiamo e non ci disperiamo perché siamo forti, o meglio perché il Signore ci sta dando la forza di continuare a costruire nonostante tutto, però, Monsignor Semeraro, come fa a dire di avere ben presente quello che scriveva San Gregorio Magno?

Lei, a nostro avviso, non ha posto ogni attenzione e ogni studio nel parlare con grande precauzione, si è fatto trascinare a un parlare non meditato e i nostri cuori sono stati gravemente colpiti dalla ferita dell’errore; lei, a nostro avviso,  ha spezzato irrimediabilmente la compagine dell’unità.

In virtù della nostra ferma volontà di appartenere alla Chiesa, andremo comunque avanti nello studio e nella meditazione della sua lettera pastorale ma ci lasci dire, Eccellenza, che la sincerità e la coerenza non hanno certo abbondato in questa dolorosa e lacerante vicenda che ha letteralmente distrutto un’ intera comunità.

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Nuova cattedrale di Albano e visita del Papa

Posted by ariccianontace su 12 ottobre 2008

Raccogliamo l’invito arrivato nella categoria “Trasferimento di don Pietro” e apriamo una discussione dedicata alla nuova cattedrale di Albano e alla visita del Papa.

Come abbiamo fatto per altri argomenti riportiamo qui tutti i commenti riguardanti l’oggetto dell’articolo.

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Seminario nel Santuario di San Cosimo

Posted by ariccianontace su 8 ottobre 2008

Riportiamo quanto pubblicato sul blog di Oria oritano.blogspot.com (http://oritano.blogspot.com/2007/11/monsignor-semeraro-licenzia-tre-suore.html) a proposito di un contratto d’affitto del seminario sito nel santuario di San Cosimo. Siccome la prima parte della pubblicazione parla della vicenda delle tre suore di Aprilia, non è stata riportata perchè lo stesso argomento è trattato in un altro articolo del blog.

… Più che accuse, dardi con la punta intinta nel veleno. Raramente una disputa tra alte gerarchie e fedeli ha raggiunto toni tanto esasperati. Ma monsignor Semeraro pare non curarsene più di tanto, abituato com’è a simili sollevazioni di popolo. Nemmeno due anni, infatti, separando questa vicenda, da un’altra intricata storia che vide sempre Sua Eccellenza nelle vesti di indiscusso protagonista. E’ la fine del 2004. Monsignor Marcello Semeraro è a capo della diocesi di Oria, ma sta per andare via. Per lui si sono spalancate le porte della diocesi di Albano. Un incarico di indubbio prestigio dal momento che nel suo territorio sorge la residenza pontificia di Castel Gandolfo. Prima di partire però, tra una valigia e l’altra, monsignore lascia un segno indelebile nella sua ormai “ex” Diocesi. Anzi, una firma. Il 12 dicembre 2004 sottoscrive con la società “Madre Teresa srl” di Torre Santa Susanna, nata venti giorni prima, un contratto di cessione trentennale dell’immenso seminario sito nel santuario di San Cosimo. Un complesso di monumentali dimensioni, edificato grazie contributi di migliaia di fedeli, che grazie a quella firma viene ceduto per almeno tre decenni alla novella società brindisina, per un affitto che lasciò all’epoca i più esterrefatti: 83 euro al mese, da adeguare nel tempo. Allora Sua Eccellenza scatenò il putiferio e le proteste quasi unanimi dei credenti. Questa volta, pure.

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“Siamo suore, non colf”. E il vescovo le licenzia

Posted by ariccianontace su 8 ottobre 2008

Di seguito trovate l’articolo pubblicato dal quotidiano “la stampa” il giorno 14/11/2007 (http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200711articoli/27578girata.asp)
Le missionarie non volevano servire i parroci
GIACOMO GALEAZZI
CITTA’ DEL VATICANO
Da spose di Cristo a serve del parroco: il vescovo di Albano «licenzia» le suore che non vogliono fare le colf. Tre suore missionarie di Santa Gemma, impegnate nei servizi della catechesi e della pastorale giovanile nella parrocchia dei Santi Pietro e Paolo di Aprilia, sono state cacciate per non aver accettato di fare da colf al parroco ed al viceparroco. La diocesi, nel cui territorio si trova il «Vaticano bis», la residenza pontificia di Castel Gandolfo, è retta dal vescovo Marcello Semeraro, 60 anni, presidente del cda di «Avvenire», originario della provincia di Lecce, sacerdote dal 1971. Ha insegnato teologia in diversi istituti e facoltà fino ad occupare la cattedra di ecclesiologia all’Università Lateranense. Dal 1998 al 2004 è stato vescovo di Oria (Brindisi) e nel 2001 Giovanni Paolo II lo ha nominato segretario speciale della decima Assemblea generale del Sinodo dei vescovi. Monsignor Semeraro aveva subordinato il rinnovo della convenzione di collaborazione (che prevedeva una retribuzione di 800 euro al mese da dividere in tre) ad una precisa condizione: le suore dovevano prestare servizio «materiale» ai due anziani sacerdoti presenti nella parrocchia. La richiesta è stata giudicata «inaccettabile» dalla superiora della casa generalizia di Lucca, e così il vescovo ha dato il benservito alle tre sorelle, nonostante i parrocchiani gli avessero chiesto, con una petizione che ha raccolto 1500 firme, di ritornare sui propri passi.

«Non le nascondiamo – avevano scritto i fedeli al vescovo – la nostra amarezza e incredulità, poiché siamo consapevoli che le suore costituiscono una presenza evangelizzatrice importante, di cui la nostra realtà ha potuto beneficiare largamente nel cammino di fede intrapreso negli ultimi anni». Una vera e propria mobilitazione, quindi, nella più popolosa delle diocesi suburbicarie. Una diocesi importante, che supera i 500 mila abitanti ed è anche molto vasta, con tre zone molto differenti tra loro. C’è la zona dei Castelli romani, con Albano, Marino, Ciampino, poi la zona mediana industriale con Pomezia e Aprilia e infine la zona costiera, da Tor Vajanica fino ad Anzio e Nettuno. Una diocesi in espansione, con gravi problemi pastorali, tra cui la costruzione di nuove chiese, ma così benvoluta dai papi che per il Giubileo Karol Wojtyla le concesse un’udienza fuori programma a notte fonda. «Noi fedeli- continua la lettera – speriamo vivamente che Sua Eccellenza non sia realmente convinto che l’assunzione di un siffatto impegno costituisca una condizione perché le suore possano permanere nella nostra Comunità e continuare così a collaborare con i sacerdoti ed i laici nella missione di evangelizzazione del territorio. Tanto più se si considera che gli attuali sacerdoti della parrocchia, interpellati da noi, hanno affermato di non aver richiesto tale servizio, preferendo la loro condizione attuale e la loro indipendenza». I toni pacati ma fermi della lettera, non sono però serviti a far tornare il vescovo sulle sue decisioni. E così, il 21 ottobre, le tre suore hanno dovuto abbandonare la parrocchia.

Molto dura è stata a questo punto la reazione dei parrocchiani di Aprilia. «Le suore sono state cacciate – hanno riferito all’agenzia cattolica Adista – E’ un’affermazione dura e scomoda, che infastidisce il vescovo Semeraro, ma noi sappiamo che è l’unica che descrive esattamente quanto è accaduto ed è inutile affannarsi a dire o ripetere meccanicamente, come fa il vicario foraneo, don Giuseppe Billi, che le suore hanno scelto di andarsene». Una protesta finora senza esito. «Nessuno in Curia sembra aver considerato che le suore rappresentano un punto di riferimento spirituale per la vita delle persone. La loro presenza è un completamento della testimonianza del Vangelo, che viene portata avanti in comunione da sacerdoti, religiose, laici nel pieno rispetto di quanto disposto nel Concilio Vaticano II – lamentano i fedeli in un comunicato – Abbiamo avuto di fronte una gerarchia ecclesiastica che riconosce un ruolo all’interno della comunità alle donne consacrate se queste prima passano per la casa del parroco e fanno le casalinghe; poi possono finalmente permettersi di scendere e prestare il loro servizio a favore del popolo di Cristo». E i parrocchiani difendono le suore.

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Canoni enfiteutici

Posted by ariccianontace su 8 ottobre 2008

In questo articolo cercheremo di spiegare cosa sono i canoni enfiteutici e la loro reintroduzione da parte del vescovo di Albano Marcello Semeraro.

Per il momento pubblichiamo la lettera che la diocesi di Albano ha inviato ad una delle tante persone coinvolte (http://immagini.p2pforum.it/images.php/i43458_CanoneEnfiteutico.jpg).

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