Ariccia non tace!!!

IL DIALOGO E L’ACQUA SANTA

La Nostra STORIA

Siamo un gruppo di cristiani della cittadina di Ariccia (Roma) e, dal giugno 2008, stiamo vivendo un momento doloroso e drammatico nella nostra parrocchia.

 

Il nostro parroco, don Pietro Massari, dopo 23 anni di presenza viva e profetica in mezzo a noi, è stato letteralmente “cacciato via” (formalmente si è trattato di “normale avvicendamento”) dal Vescovo di Albano Laziale, Marcello Semeraro.

 

Le modalità con cui tutta la storia è stata gestita da parte della curia sono state quanto di peggio si possa immaginare. Per molti di noi si è trattato di un brusco risveglio. Abbiamo vissuto, ora lo capiamo, in un’isola felice, guidati da un parroco che ci ha annunciato instancabilmente Gesù, ci ha fatto innamorare della Parola di Dio e ci ha presentato una Chiesa bella ed accogliente, facendoci sentire parte attiva di essa. All’improvviso ci siamo scontrati con una Chiesa potente e gerarchica, arrogante ed incapace di amare. La Chiesa delle regole  e dei divieti, dell’autorità e dell’esclusione. Niente dialogo, nessuna spiegazione, nessuna comprensione. Solo il dito puntato, la critica e il giudizio.

 

Non appena resa nota la decisione, infatti, molte persone hanno cercato, singolarmente o in gruppo, un colloquio con il Vescovo. Primo fra tutti il Consiglio Pastorale. La reazione immediata è stata, dunque, correttamente e, forse, ingenuamente, indirizzata verso quello che la Chiesa ci indicava come il nostro pastore, colui che aveva a cuore la salute delle nostre anime,  colui al quale rivolgerci con fiducia. La parrocchia di Ariccia era stata costruita così dal suo parroco: nell’amore alla Chiesa e ai suoi pastori. Come è stata ripagata questa fiducia? Chiusura totale. Rifiuto del dialogo. Non ascolto. Non accoglienza. Silenzio. Muro. E di conseguenza, frustrazione. Delusione. Sconforto. Rabbia. Impotenza. La spiacevolissima sensazione di essere invisibili, ignorati, di non contare nulla. E questo proprio da chi doveva testimoniarci l’amore di Cristo, la misericordia di Dio, l’accoglienza della madre Chiesa. Ma ci rendiamo conto della portata di una tale esperienza per gente che su questo amore e su questa Chiesa ci aveva scommesso per davvero?

 

Abbiamo lottato strenuamente, ma è stato tutto inutile. Per far sentire la nostra voce abbiamo anche aperto, da luglio 2008, questo blog che ha registrato molte visite e commenti e, leggendo il quale, ci si può fare un’idea più completa dell’accaduto.  

Il nome del blog dice tutto: Ariccia Non Tace. Uno spazio per avere ancora voce, per cercare di penetrare quel muro di gomma eretto dalla gerarchia, per far arrivare la voce dei cristiani qualunque, dei semplici laici, nelle stanze chiuse ed insonorizzate della curia!

Purtroppo “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire” … La decisione era  irrevocabile e lo scambio di parroci è avvenuto. 

—————————————————————————————————————————–

CRONISTORIA DEI FATTI

14 giugno 2008           il Vescovo di Albano Laziale, Marcello Semeraro, convoca don Pietro Massari (parroco di Ariccia) e gli comunica il trasferimento a Marino, al posto di don Aldo Anfuso (che, a sua volta, sarà trasferito ad Ariccia). Gli chiede di tacere e di informare la comunità solo il 22 giugno durante la messa domenicale.

 

22 giugno 2008           Don Pietro si trova nelle Marche per i campi scuola, con i bambini di terza e quarta elementare e alcuni giovani animatori; non ritenendo opportuno lasciarli soli, senza custodia, a 350 Km da Ariccia, scrive alla comunità una lettera, che viene letta in tutte le messe, causando un ovvio sconcerto tra i parrocchiani.

 

23 giugno 2008           Come da regolamento diocesano, un terzo dei membri del consiglio pastorale chiede la convocazione di un consiglio pastorale straordinario con il seguente ordine del giorno: “Motivazioni del provvedimento di trasferimento di Mons. Pietro Massari dalle Parrocchie Santa Maria Assunta in Cielo e S. Maria di Galloro alla Parrocchia di S. Barnaba Ap. in Marino e sue implicazioni rispetto alle attività e ai progetti pastorali in corso d’opera”

 

25 giugno 2008          Don Pietro rientra ad Ariccia  dal campo scuola

 

27 giugno 2008           Ha luogo il consiglio pastorale straordinario, in cui vengono esposte dai presenti tutte le riserve e preoccupazioni di carattere pastorale sul trasferimento; a conclusione si decide di chiedere al vescovo un incontro con il consiglio pastorale per esporgli le suddette preoccupazioni e i gravi problemi pastorali e per conoscere le motivazioni del provvedimento.

 

30 giugno 2008           Viene consegnata una lettera alla segreteria del vescovo con la richiesta di un incontro 

 

30 giugno – 25 luglio 2008     Hanno luogo svariati colloqui telefonici e scritti con la segreteria del vescovo che “prende tempo”; nel frattempo diversi gruppi di laici chiedono essi pure un incontro con il vescovo, non ottenendolo

 

9 luglio 2008               Più di 300 persone si riuniscono a Palazzo Chigi, presente il sindaco, in un’assemblea cittadina di protesta; la gente non capisce la decisione e, soprattutto, la mancanza di ascolto e di dialogo da parte del vescovo; il sindaco spiega di essere stato ricevuto dal vescovo dopo aver subito anche lui un deciso rifiuto e dopo uno scambio epistolare molto acceso; afferma che il vescovo gli ha promesso che avrebbe ricevuto il consiglio pastorale

 

16 luglio 2008            Ariccia si risveglia stracolma di volantini: viene aperto questo blog.

 

25 luglio 2008             Convocato nuovamente il consiglio pastorale, don Pietro dà notizia della decisione del vescovo di ricevere solo 2 o 3 persone in rappresentanza del consiglio (va precisato che quando parliamo di consiglio pastorale, intendiamo i consigli delle due parrocchie più quello interparrocchiale, per un totale di oltre 60 persone!)  e, per di più, insieme a don Pietro; questa ulteriore condizione porta necessariamente a far slittare la data all’inizio di settembre, essendo don Pietro in partenza per altri campi estivi, che termineranno alla fine di agosto.

 

31 agosto 2008           Ha luogo una manifestazione pacifica di protesta, durante la quale giovani e adulti si portano sul ponte di Ariccia e attaccano ad un lampione i loro “lucchetti per don Pietro”

 

1 settembre 2008        Il vescovo riceve una delegazione del consiglio parrocchiale (una ventina di persone). Durante l’incontro conferma il suo atteggiamento di non ascolto e di arroccamento sulle sue decisioni.

 

4 settembre 2008        A Palazzo Chigi, alla presenza del sindaco, ha luogo una nuova assemblea cittadina, nella quale si prende atto della irrevocabilità della decisione del vescovo, che era stato invitato a partecipare, ma non si è presentato, e della sua totale chiusura al dialogo. Si registrano numerosi interventi anche molto accesi in favore di don Pietro e della sua permanenza.

5 ottobre 2008            Don Pietro celebra la sua ultima messa ad Ariccia. Una chiesa stracolma di persone di ogni età, in lacrime, saluta, dopo 23 anni, il suo parroco, durante una celebrazione che si protrae per oltre due ore. Un giorno  nero per Ariccia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: