Ariccia non tace!!!

IL DIALOGO E L’ACQUA SANTA

Posts Tagged ‘governo Berlusconi’

A BAGNASCO, L’APPELLO DI PRETI E PARROCI DA TUTTA ITALIA

Posted by ariccianontace su 7 febbraio 2011

ADISTA

35978. ROMA-ADISTA. Il card. Angelo Bagnasco all’ultimo Consiglio Permanente della Cei non ha voluto che la sua prolusione – un discorso cauto sia nella scelta dei termini che nella attribuzione delle responsabilità dell’attuale crisi politica – potesse essere interpretata come il de profundis della gerarchia ecclesiastica all’attuale governo. Allo stesso modo, il segretario della Cei, mons. Mariano Crociata, pur parlando di “disastro antropologico” in atto nel Paese, ha però ricordato che “la questione morale riguarda tutti” e che la ricerca del bene comune non deve essere “piegata, strumentalizzata”, altrimenti “rimane tacciabile di essere una difesa di parte”. Serve invece “uno sforzo a superare il clima di rissa e faziosità per affrontare i problemi che riguardano tutti”.

Tutti colpevoli, insomma, e quindi tutti innocenti. Così, dai vertici della Chiesa la presa di distanza da Berlusconi (che peraltro non viene mai nemmeno nominato nei discorsi ufficiali) è talmente flebile da non aver ottenuto altro risultato che quello di suscitare reazioni sgomente ed indignate da parte di una base, quella cattolica, che ormai da tempo ha assunto nelle sue componenti maggioritarie un atteggiamento fortemente critico rispetto al sistema di potere berlusconiano, che però non trova voce e rappresentanza nelle istituzioni e nei media ufficiali della Chiesa, se non nella voce isolata di qualche vescovo o negli editoriali di Famiglia Cristiana. Ma che la misura sia ormai colma, lo dimostrano le dure dichiarazioni, del tutto dissonanti da quelle pronunciate con labbra imburrate dei vertici ecclesiastici, di associazioni, movimenti, gruppi del laicato cattolico, sia a livello diocesano che nazionale; le parole scandalizzate di intellettuali ed esponenti del mondo ecclesiale; gli editoriali della stampa diocesana (v. Adista n. 08/11); le lettere di protesta pubblicate da tante testate cattoliche. Anche alla redazione di Adista, dopo la nuova esplosione del “Ruby-gate”, sono arrivate molte lettere ed interventi di credenti, critici in particolare rispetto alla posizione “terzista” assunta dalla loro Chiesa nei confronti di fatti gravissimi. Tra le tante, vi proponiamo quelle inviate da parroci e preti da tutta Italia; tutte esprimono profonda preoccupazione e chiedono con urgenza alla Cei un deciso cambio di rotta.  (valerio gigante)

Don Ferdinando Sudati – vicario parrocchiale a Paullo (Mi):
«Le gerarchie ecclesiastiche (vaticane e italiane), di fronte a un presidente del Consiglio che va mandato a casa con ignominia, hanno preso posizione dandogli un buffetto accompagnato dalla raccomandazione: “Biricchino, non farlo più!”. I rappresentanti della Cei, per una tragica par condicio, hanno dato lo stesso buffetto anche alla magistratura. Che, date le circostanze, è risultato piuttosto uno scapaccione, con effetti disastrosi. Potevano tacere del tutto, se ritenevano di non dover entrare in politica, ma siccome non tacciono e in politica ci entrano abitualmente, tanto valeva che facessero sentire qualcosa che avesse minimamente il sapore evangelico della parresìa, della chiarezza e dell’integrità».

Don Romeo Vio – parroco a Titignano (Pi):
«La cosa che più mi è dispiaciuta in questi anni è stato l’atteggiamento di coloro che di Berlusconi sono stati i sostenitori. Ad esempio l’on. Casini, che ha consentito al presidente del Consiglio di arrivare al potere anche se poi per i suoi interessi l’ha mollato. Ma soprattutto è l’atteggiamento tenuto da gran parte della Chiesa “ufficiale” che mi ha messo in “crisi di amore” per la Chiesa. Se facciamo una analisi, sono state veramente poche le voci critiche: tolta la vostra e quella di Famiglia Cristiana e di qualche altra rivista della sinistra cattolica la maggioranza dei vescovi e della stampa cattolica o ha taciuto o addirittura ha in certo senso giustificato e coperto le malefatte del premier “contestualizzando” perfino le sue bestemmie. Ora che sta per affondare, speriamolo veramente, finalmente la Cei, dopo aver rischiato di perdere la sua credibilità, sembra uscire dal compromesso; ma viene da pensare che è tardiva la testimonianza di chi pugnala un politico ormai – speriamo – al tramonto».

Don Giorgio Rigoni – parroco a Patronà (Cz):
«Troppo facile oggi infierire su un uomo finito, un politico fallito che con tanta impudenza ma “intelligenza” ha trattato un popolo sovrano da servi cretini! Un uomo ormai solo, perché circondato da ruffiani che come cani si contendono l’osso, avrebbe avuto il diritto ad una voce diversa da quella dei suoi cortigiani, un pastore che lo ammonisse… come sarebbe dovuto avvenire, all’aeroporto di Ciampino, il 26 settembre 2009, quando il papa volle incontrare Berlusconi. E invece venne fuori un colloquio solo patetico!
La Chiesa “alta” anche in questo caso si è dimostrata piccina, calcolatrice e accattona, pronta a virare rotta ad ogni spirar di vento che le possa portare un pur minimo vantaggio (economico). “Vedete quanto è pericoloso tacere? Muore quell’empio e giustamente subisce la morte. Muore per la sua iniquità e per il suo peccato. È ucciso infatti dalla sua negligenza. Egli avrebbe potuto ben trovare il Pastore vivente che dice: ‘Io vivo, dice il Signore’. Ma non lo ha fatto, anche perché non ammonito da chi era stato costituito capo e sentinella proprio a questo fine. Perciò giustamente morirà, ma anche chi ha trascurato di ammonirlo sarà giustamente condannato”.
Dal Discorso sui pastori di sant’Agostino, vescovo (Disc. 46, 20-21; CCL 41, 564-548)»

Don Silvano Nistri – Sesto Fiorentino:
«È un momento di grande sofferenza per chi ama la Chiesa.
Io prego:
– perché i Vescovi abbandonino il sogno di una nuova cristianità. Il beato Ozanam, impegnato a liberare la Chiesa di Francia dalle nostalgie della restaurazione, diceva: «Si sogna un Costantino che tutto d’un colpo riconduca i popoli all’ovile. No, no… le conversioni non si fanno con le leggi, ma con le coscienze…»;
– perché sia ridotta al minimo la Roma curiale, oltretutto oggi di così scarso valore. Un Casaroli o un Cicognani non sarebbero andati a cena da Vespa, né ci sarebbe stato un Fisichella a discettare da leguleio di terza categoria sulla bestemmia o sulla comunione ai divorziati…
– perché i nostri vescovi, impegnati nella pastorale, in genere migliori di quelli che stanno a Roma, parlino alle riunioni della Cei e magari esigano, nel caso lo facessero, che le loro voci arrivino anche a noi… Ci farebbe piacere».

Don Mario Piantelli – parroco di San Michele Arcangelo e Castelnuovo, Crema:
«Mi associo volentieri alle richieste che da molte parti d’Italia (e non solo) vengono indirizzate ai vertici ecclesiastici di alzare forte la voce e di compiere azioni profetiche nei confronti dell’attuale governo Berlusconi. È necessario un supplemento di libertà evangelica per sganciarsi decisamente da un sistema di governo che, attraverso benefici e privilegi, sembra avvantaggiare il “mondo ecclesiastico”, in realtà aliena e impoverisce sia a livello culturale sia a livello socio-economico i credenti che ripongono fiducia non nell’amore al potere ma nel potere dell’amore».

Don Giovanni Barbareschi – Milano:
«Sono un sacerdote milanese di 89 anni, medaglia d’argento della Resistenza.
Ho partecipato alla redazione e diffusione del giornale clandestino Il Ribelle e per questo ho sofferto il carcere. Non è certo questa l’Italia che noi, “ribelli per amore”, sognavamo e per la quale abbiamo lottato.
In questi giorni ho aderito all’Associazione Libertà e Giustizia (uno dei promotori è l’amico Gustavo Zagrebelsky) firmando l’appello “per esigere le dimissioni e liberarci dal potere corrotto e corruttore di Silvio Berlusconi”».

Don Michele Ruggieri – parroco a Bucaletto (Pz):
«Siamo al colmo di ogni misura! Sono parroco in una realtà periferica di Potenza, dove non si riesce ad eliminare, ancora dopo 30 anni, una vera e propria ’baraccopoli’ fatta di prefabbricati leggeri insediati per dare alloggio provvisorio ai terremotati del 1980 e che avrebbero dovuto avere la durata di 10 anni, al massimo. Invece, pur essendo per buona parte fatiscenti, continuano ad essere alloggi provvisori per famiglie in difficoltà, per anziani soli, per immigrati, per persone con gravi disagi sociali e psicologi. Avere a che fare ogni giorno con problemi del genere ed assistere impotenti a questo scenario di uomini politici – che, con l’ostentazione del potere, della “iniqua ricchezza”, come la definisce il Vangelo, quotidianamente umiliano e schiaffeggiano la povertà, la debolezza, la fragilità sempre crescente di tanta gente che non ha il necessario per sopravvivere – non può che suscitare indignazione. Nessun motivo di opportunità politica potrebbe ancora giustificare il silenzio della Chiesa nelle sue diverse espressioni e nei suoi diversi livelli, e neanche l’atteggiamento diplomaticistico della gerarchia, formalmente equidistante, di fatto poco chiaro per i tanti cittadini non abituati al linguaggio specialistico della politica».

Don Luciano Locatelli, parroco di Stabello di Zogno (Bg):
«Non voglio dire: «Ma io ve l’avevo detto che tutto sarebbe andato a puttane!» (con tutto il mio rispetto per chi è costretto a fare questa attività), però questo è quello che succede quando anche noi, Chiesa  (tutti, dai “pezzi da novanta” ai piccoli parroci di montagna come me), ci mostriamo più preoccupati  per la salvezza dell’economia che per l’economia della salvezza.  Ricordo anche che a chi ha ricevuto tanto, sarà richiesto molto di più».

P. Candido Poli, missionario a a Piaui – Brasile:
Sono venuto nel Nord del Brasile nel 1952, prete da tre anni. In Italia ho fatto solo ferie, ogni tre, 4, 5 e anche 8 anni, ma da alcuni anni (ne ho 87!) mi tengo in contatto attraverso i siti internet dei giornali. L´Italia va male. Ma ci sono ancora tante famiglie sane. In politica troppi vogliono solo essere galli. La Chiesa per essere missionaria deve essere carismatica. Dove é il carisma della Chiesa oggi? Interviene per tutto e per niente, e all´ora necessaria si salva con frasi ambigue, allusive, che non incidono.

 

Annunci

Posted in Chiesa e società | Contrassegnato da tag: , , , , , | Leave a Comment »

NULLA SARA’ PIU’ COME PRIMA

Posted by ariccianontace su 29 settembre 2009

RIPORTIAMO UN INTERESSANTE ARTICOLO PUBBLICATO SU ADISTA…BUONA LETTURA.

 

Nulla sarà più come prima

di Angelo Bertani

Nulla sarà più come prima nel rapporto tra la chiesa e la politica italiana. Lo dicono diversi osservatori ed è probabile che abbiano ragione. È entrata in crisi l’alleanza tra la destra politica e alcuni movimenti integralisti e istituzioni del cattolicesimo borghese e conservatore sotto la regia della corrente da vent’anni prevalente nell’episcopato.

L’occasione della crisi è fin paradossale; e lascia intravvedere molte reticenze. Tuttavia lo scontro, o almeno la scollatura, è nei fatti perché dall’una e dall’altra parte pare essersi rotto lo strano patto di fiducia reciproca. Sono venute alla luce le reciproche, profonde insincerità e menzogne. Quella che si diceva, e forse voleva essere, un’alleanza per la fede, la moralità, il buoncostume, l’ordine naturale era invece fondata su un equivoco, molte bugie e una immensa distanza tra le parole e i fatti.

La verità è che  era un’alleanza soltanto di convenienza, e ciascuno degli interlocutori ha scoperto che la convenienza era un’illusione, un inganno.

Direi di più: la vera ragione dell’alleanza non era, non è mai stata, la forza di ciascuno dei contraenti, ma la sua debolezza. Non esisteva, non poteva esistere, un progetto comune per offrire una prospettiva positiva al paese e alla chiesa; esisteva una necessità di sopravvivenza, di conservazione cui le due parti erano interessate e per la quale avevano stretto una sorta di patto.

La chiesa (o piuttosto la parte che ha più voce e potere)  si sente debole e perciò alza la voce e cerca alleanza nei poteri civili, nelle leggi e nei finanziamenti, nelle pubbliche cerimonie. Cerca di conservare le vestigia dell’antica cristianità costituita, sostenuta dalle strutture e dalle abitudini. Sente che molti la abbandonano, o comunque si sentono liberi dai suoi precetti. Alcuni la distinguono ed anzi contrappongono al Vangelo. Anziché sforzarsi di proporre una testimonianza credibile (e faticosa), anziché impegnarsi nella formazione di libere coscienze, anziché credere nei mezzi spirituali (il Vangelo, la comunione ecclesiale, la carità) – come pur si era incominciato a fare soprattutto dal Concilio in poi da più di vent’anni la chiesa italiana sceglie la strada dei mezzi umani, l’immagine, il prestigio… Cerca le truppe d’assalto o le compagnie di ventura. Soprattutto cerca un suo ruolo nella società attraverso l’alleanza col potere, il danaro, la cultura dominante.

Quando poi si accorge che la cultura politica dominante, conservatrice, è quella che ha svuotato i contenuti etici personali e collettivi (dei quali parla ma che certo non osserva) la chiesa capisce che così non guadagna forza, ma perde quella residua. E deve reagire.

Dall’altra parte, quella politica, più che un patto, si voleva un sostegno incondizionato. Una politica che per sopravvivere ha bisogno di imporre una immagine falsata della realtà sperava in un esercito di propagandisti efficaci e motivati, a buon mercato. Una benedizione, un’unzione solenne, qualche frase retorica sulle radici cristiane sono un ottimo sostegno propagandistico anche per quelli che non credono a nulla.  Avendo una visione assolutamente secolarizzata neppure sospettano che nella chiesa una qualche resistenza pure c’è; un senso critico che trae ispirazione da principi “indisponibili”. E allora vien meno la materia del contratto, dello scambio. Scoprono che l’interlocutore non è affidabile per i propri scopi; e che la somma di due debolezze non rafforza nessuno. Ecco perché la crisi di questa non-santa alleanza è vera e profonda. E tuttavia è anche pericolosa. Bisogna immaginare quali trucchi e falsità ulteriori potranno essere inventate per superare la crisi dell’alleanza. La necessità s’impone. Certo la demonizzazione dell’avversario, certo la preclusione, legale o no, giusta o no, di ogni alternativa. Potrebbero affacciarsi giorni difficili…

Cresce dunque la responsabilità delle forze culturali e politiche democratiche affinché sappiano darsi un progetto possibile e chiaro, e lo sappiano spiegare al paese. È importante che esse riscoprano e pratichino con coerenza la loro differenza qualitativa (il che non significa un opposto estremismo) e non si mettano sullo stesso piano dei loro avversari.

Ma soprattutto noi osiamo sperare e pregare affinché la chiesa nel suo complesso riesca a fare esame di coscienza, a ritrovare la sua libertà la  passione per il Vangelo, la fiducia nel Signore e in tutti i suoi figli.  Lo farà, crediamo, se ci sarà il coraggio di uscire dal verticismo clericale che ora domina la scena. Una chiesa davvero di popolo (non di massa, ma del popolo di Dio) è una chiesa di comunione, dove ci si incontra, si prega e si discute insieme. Una chiesa non arroccata nei palazzi, nelle istituzioni, negli uffici, ma presente nella società, ovunque c’è pensiero e necessità, dolore e amore. Questa chiesa della testimonianza non avrebbe paura del futuro e non avrebbe bisogno di fare improprie alleanza col potere civile.

E questa chiesa in verità c’è già. Larga parte dei credenti la vivono ogni giorno nelle parrocchie e nei gruppi di base, nella caritas e nelle comunità religiose, nelle associazioni del laicato… Ma hanno poca voce, sempre meno. Persino i consigli pastorali sopravvivono a fatica e non decidono quasi nulla. La voce della chiesa sembra essere solo quella dei capi e dei loro portavoce, tutt’altro che infallibili. Ma nulla sarà più come prima… speriamo che a questa chiesa venga restituita voce e autorevolezza. Ha ragione Paola Gaiotti che ha evocato una grande convinzione di Dossetti: in Italia la renovatio ecclesiae è essenziale per la renovatio societatis.

La Scrittura ci narra che Iddio si servì di Ciro per liberare il suo popolo; e la tradizione cristiana ricorda le gesta Dei per Francos. Non è escluso che ci sia qualcosa di provvidenziale nelle (pur sgradevoli) rivelazioni e nelle polemiche di questa estate.

Posted in Chiesa e società | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »