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Napoli, trasferito il prete anticamorra

Posted by ariccianontace su 4 luglio 2010

Una notizia da leggere con attenzione …

Da “IL MATTINO.IT”

Napoli, trasferito il prete anticamorra fedeli in rivolta a Secondigliano

di Giuliana Covella

NAPOLI (2 luglio) – A 53 anni sarà trasferito da quell’inferno nel quale ha vissuto e dal quale ha salvato tanti giovani per volontà dei suoi superiori. La motivazione ufficiale è che gli alti gradi dell’Opera Don Guanella hanno deciso per lo spostamento in un’altra comunità perché «fa parte della regola dell’avvicendamento che ogni comunità religiosa si pone per svariati motivi». Ma quali siano, di preciso, questi motivi non è dato saperlo. Don Aniello Manganiello, prete anticamorra di Scampìa e Secondigliano non potrà più salvare decine di giovani della periferia Nord da droga e criminalità organizzata. Il suo operato finisce qui, secondo quanto stabilito dai superiori della Confraternita.

Ma sia il parroco che i «suoi» giovani non ci stanno e per far sentire la loro voce hanno organizzato per stasera, alle 19.30, una protesta nel cortile dell’oratorio al Rione Don Guanella.
Secondo i bene informati, infatti, sarebbero altre le motivazioni che hanno spinto i religiosi guanelliani a dislocare altrove don Aniello. In primis per i suoi continui attacchi alla malavita, dal pulpito ma anche in altre occasioni. In secondo luogo per i suoi duri atti d’accusa all’indirizzo delle istituzioni locali, prima di tutto il Comune, che poco fanno, a detta del sacerdote, per gli enti religiosi e laici che si occupano di minori a rischio. Un prete «scomodo» dunque, non soltanto per i clan che governano il territorio della periferia settentrionale.

Mentre don Aniello si è chiuso in un silenzio inusuale per chi, come lui, non si è mai tirato indietro di fronte alle domande dei cronisti (da ieri, infatti, è all’oratorio per il campo estivo con i ragazzi del rione), si prepara la protesta di stasera promossa dai fedelissimi del parroco che hanno creato anche un gruppo su Facebook. «Con grande rammarico e profonda tristezza – afferma Rosario Ranno – i superiori dell’Opera Don Guanella hanno deciso il trasferimento di don Aniello in un’altra comunità. Vani sono stati i tentativi da parte del Consiglio pastorale che martedì scorso ha incontrato il superiore provinciale per dissuaderlo da questa decisione. Ma noi non ci arrendiamo e vogliamo che don Manganiello resti qui per portare avanti quel processo di innovazione che tutti conosciamo e in cui siamo stati coinvolti».

Le proteste dei residenti di Scampia e Secondigliano non si fermano qui. Stamattina, alle 10, alcuni ragazzi del gruppo di don Aniello lanceranno un appello dagli studi della trasmissione «Uno Mattina» su Rai1 alle istituzioni e ai vertici guanelliani, «per spiegare loro perché padre Manganiello non può e non deve andare via dal quartiere e dalla città». Alle proteste dei più giovani si uniscono quelle delle mamme, dei tanti genitori cui il sacerdote ha salvato i figli. Come Silvana (il nome è di fantasia), 58 anni, madre di tre figli, di cui due finiti dietro le sbarre per spaccio di stupefacenti. «Uno si è salvato – dice in lacrime la donna – solo grazie a don Aniello e a ciò che ha fatto per i nostri giovani». Storie che, da domani, potrebbero non ripetersi più se il parroco anti camorra sarà allontanato.

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