Ariccia non tace!!!

IL DIALOGO E L’ACQUA SANTA

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LE LUSINGHE DEL POTERE BERLUSCONIANO

Posted by ariccianontace su 10 marzo 2011

ADISTA

36011. MODENA-ADISTA.  “Abbiamo bisogno di sentire l’eco delle parole di Gesù nelle parole dei Vescovi”: un gruppo di «cristiani della Chiesa di Modena» ha intitolato così la lettera indirizzata al vescovo della città, mons. Antonio Lanfranchi. La missiva, promossa all’inizio di febbraio dalla comunità cristiana di base del Villaggio Artigiano, nel giro di pochi giorni ha circolato moltissimo all’interno della diocesi, sostenuta e discussa da diversi gruppi ecclesiali, fuori e dentro le parrocchie.

«Ci rivolgiamo a lei – scrivono i credenti modenesi a mons. Lanfranchi – perché è il nostro pastore. Sappiamo che il suo ruolo e il suo ministero è proprio quello di ascoltare, confortare, tenere unito il gregge, cioè guidare il popolo cristiano e aiutarlo a vivere nella fede, nella speranza e nella carità. Vogliamo quindi esprimerle alcune nostre gravi preoccupazioni, con semplicità ma anche con tutta franchezza».

Segue un elenco che, quasi in un crescendo, manifesta tutto il disagio e lo sgomento che tante comunità cristiane vivono di fronte all’attuale scenario politico: «Siamo preoccupati perché vediamo il nostro Paese scivolare sempre più in una crisi generale, vissuta da molti con disperazione e senza vie d’uscita, crisi che rischia di compromettere l’unità stessa della Nazione, nei suoi aspetti istituzionali, politici e sociali. E la disperazione non è una virtù cristiana. Siamo sconvolti perché vediamo la classe politica che governa questo Paese sprofondare sempre più nel degrado morale, nell’arroganza dell’impunità, nella ricerca del tornaconto personale e dei propri amici, nel saccheggio della cosa pubblica e nella distruzione sistematica delle basi stesse del vivere civile e democratico. Siamo indignati perché questa stessa classe politica al governo ha ingannato e continua a ingannare i poveri con false promesse, con un uso spregiudicato e perverso dei mezzi di comunicazione, con l’esibizione ostentata di modelli di comportamento radicalmente contrari al comune sentimento morale della nostra gente».

Ma la preoccupazione maggiore, i cristiani modenesi la esprimono nei confronti della loro Chiesa: «Sappiamo – scrivono infatti – che i vertici della Cei e gli ambienti della Curia vaticana hanno deciso già da tempo di appoggiare la maggioranza di destra ancora oggi al governo. È opinione sempre più diffusa, anche tra i cattolici credenti e praticanti, che questa alleanza sia frutto di accordi di potere, volti a ottenere  privilegi per la Chiesa e legittimazione per il governo. Vale la pena di compromettere la credibilità dell’annuncio del Vangelo e l’immagine della Chiesa per un piatto di lenticchie?». Anche perché, proseguono i cristiani modenesi, in nome di questo accordo «si sono di fatto avallate politiche, alcune di stampo prettamente xenofobo,  del tutto contrarie non solo al Vangelo ma anche alla dottrina sociale della Chiesa». Le voci che nella Chiesa di base si sono sinora levate per denunciare questa pericolosa alleanza trono-altare vengono «sempre ignorate, censurate o minimizzate». Neppure adesso che «l’abisso morale e lo stile di vita inqualificabile dello stesso presidente del Consiglio sono sotto gli occhi di tutto il mondo», i vertici della Cei «trovano la forza e la dignità di pronunciare parole chiare, di uscire dalle deplorazioni generiche che riguardano tutti e quindi nessuno, di usare finalmente il linguaggio evangelico del sì  sì, no  no». Un atteggiamento che stride con il modo, assai diverso, con cui fu trattato il precedente governo Prodi, «che non solo non fu sostenuto, ma venne addirittura osteggiato, forse proprio perché più libero, sicuramente più laico e quindi meno disponibile ad accordi sotto banco».

«Occorre che ci si renda conto davvero che alla base della Chiesa sta aumentando il disagio, il dissenso, la sofferenza, il lento e silenzioso abbandono. L’amara sensazione di molti, giusta o sbagliata, è che i pastori abbiano tradito il loro gregge, abbiano preferito i morbidi palazzi di Erode alla grotta di Betlemme, abbiano colpevolmente rinunciato alla profezia. E questo non fidarsi di Dio, tecnicamente, è un comportamento ateo».

Di qui una proposta «che può sembrare provocatoria», ma che costituirebbe un segnale importante da parte delle gerarchie della Chiesa: «La Cei e il Vaticano dichiarino pubblicamente di rinunciare all’esenzione del pagamento dell’Ici sulle proprietà della Chiesa che siano fonti di reddito; che abbiano il coraggio di dire di no a questa proposta scellerata. Acquisterebbero un po’ di stima e credibilità, perché questo, fra i tanti, è uno scandalo che grida vendetta». (valerio gigante)

 

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”Il Papa mi delude anche piu’ del Cavaliere”

Posted by ariccianontace su 16 gennaio 2011

Don Andrea Gallo contro la Chiesa che perdona tutto per salvare i privilegi
di Beatrice Borromeo – 15 gennaio 2011

Com’è possibile che dal cardinal Ruini a Bagnasco, da Fisichella fino al Santo Padre nessuno si indigni per il comportamento di Silvio Berlusconi?”.

 

Don Andrea Gallo, animatore della comunità genovese di San Benedetto del Porto, è famoso per essere ostile alle caste vaticane. E il Cavaliere non gli è mai piaciuto. Ma nel giorno in cui rimbalza per il mondo la notizia che il presidente del Consiglio è sotto inchiesta per concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile, il prete genovese è molto più arrabbiato con il Papa che col premier.

Don Gallo, si stupisce ancora del fatto che la Chiesa non abbia niente da dire?
Sono ripugnato. A 82 anni e mezzo mi sento autorizzato a dire che è insopportabile che non ci sia una presa di posizione contro queste sconcezze. Anzi: le gerarchie ecclesiastiche continuano a sostenere Berlusconi.

C’è una soglia oltre la quale anche il Vaticano dirà “adesso basta davvero”?
Non c’è, perché alla Chiesa non importa più nulla dei poveri e dei deboli. Vive di privilegi, vuole difenderli e ne vuole conquistare di nuovi. Le pare normale che il Papa vada a trovare il sindaco di Roma in Campidoglio il giorno dopo che ha azzerato la giunta?

Quali sono le contropartite concrete, per la Chiesa, di questa benevolenza?
Basti pensare all’8 per mille o ai contributi alle scuole cattoliche, che poi di cattolico non hanno proprio nulla.

Tutto qui?
C’è anche l’esenzione fiscale sugli immobili della Chiesa, che non pagano l’Ici. O le politiche bioetiche. Il Santo Padre è tornato a parlare contro l’educazione sessuale, senza capire che togliere la consapevolezza ai ragazzi è proprio ciò che li spinge a svendersi, drogarsi, autodistruggersi.

Che opinione si è fatto delle ragazzine che, come disse Veronica Lario, “si offrono al drago”?
Il problema è che da almeno un decennio i giovani crescono senza un’idea di futuro, sapendo che non avranno lavoro né aiuti.

Forse però Ruby era soddisfatta di mettere un piede nel mondo di Arcore.
Certe ragazze capiscono che vendersi è una possibilità per ottenere quello che vogliono, ma è anche un processo di autodistruzione con sofferenze indicibili. Nella mia comunità lavoro da anni con le prostitute: sono rovinate, vuote dentro.

Non sviluppano una corazza per evitare di soffrire del loro lavoro?
No. Penso che Ruby e le altre vedano Berlusconi come una porta d’accesso, che sfruttino i suoi vizi. Ma si vergognano, sono schifate da chi hanno davanti. E si fanno anche schifo da sole.

Se i racconti di queste ragazze sono veri, il presidente del Consiglio cerca proprio questo tipo di donna.
Questo perché è un amorale. Un uomo che agisce fuori dalla Costituzione, dalla giustizia, dalla legalità. E dalla civiltà. Dice che lavora tanto e che si toglie qualche sfizio, ma nella sua vita vedo solo sfacelo e tristezza.

I suoi colleghi la pensano diversamente: continuano anche a dargli la comunione.
Sostengono che è single, pur sapendo benissimo che è doppiamente divorziato. Monsignor Rino Fisichella ha detto che bisogna contestualizzare persino le sue bestemmie!

Che effetto ha questa indulgenza ad personam sui fedeli?
Ovviamente si allontanano dalla Chiesa, così come dalla politica. Le gerarchie non capiscono che questa incoerenza farà scomparire la Chiesa, e morire la religione.

Quindi?
Sia i cittadini che la Chiesa devono riscoprire la capacità di indignarsi e di reagire. Perché siamo tutti responsabili.

Tratto da: Il Fatto Quotidiano 

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Vaticano sfratta inquilini poveri

Posted by ariccianontace su 28 novembre 2008

IL VATICANO PREDICA LA CARITÀ, MA SFRATTA I SUOI INQUILINI POVERI

34685. ROMA-ADISTA. “Ci trattano come merce, e allora mettiamo all’asta noi stessi, sperando che qualcuno ci compri”. È l’iniziativa provocatoria di un gruppo di sfrattati romani aderenti al Comitato di lotta per la casa del centro storico che, lo scorso 11 novembre, si sono messi in vendita al miglior offerente per sottolineare la loro drammatica situazione: esclusi dalla nuova proroga (che scadrà il 30 giugno 2009), costretti a pagare affitti ben più alti rispetto alle cifre che guadagnano con il loro lavoro spesso precario, obbligati a trasferirsi nei residence o nei pochi centri di accoglienza della città (entrambi gestiti per lo più da enti religiosi) oppure a vivere in strada. Fra loro, anche diversi inquilini dei circa 200 sfrattati da case di enti ecclesiatici, che a Roma sono proprietari di circa un quinto degli immobili della capitale (direttamente il Vaticano, attraverso l’Apsa – Amministrazione del Patrimonio apostolico della Sede Apostolica – e lo Ior – la banca vaticana –, ma anche diocesi, istituti, congregazioni religiose, confraternite) e che da oltre un anno hanno avviato una politica di aumento esponenziale dei canoni di affitto fino al 300% e di sfratti anche con l’ausilio della forza pubblica (v. Adista n. 39 e 79/07, 7/08).

“Bisognerebbe affermare un principio elementare – ha detto Walter De Cesaris, ex parlamentare di Rifondazione Comunista –: come il ferito non viene lasciato in strada, ma portato in ospedale, così chi è senza casa, o sul punto di perderla, non può essere abbandonato. Si tratta cioè di fissare per legge quei livelli essenziali di assistenza a cui tutti hanno diritto”. E propone di aprire delle vertenze nazionali su tutto quel patrimonio immobiliare pubblico non statale che da qualche anno, con le cartolarizzazioni, viene venduto all’asta: “Le caserme dismesse o le case degli enti previdenziali o assicurativi, come per esempio l’Ina – spiega De Cesaris -, non possono essere vendute all’asta perché a suo tempo vennero costruite con denaro pubblico, quindi sono patrimonio della collettività e vanno usate per il bene comune”. Mario Staderini, ex consigliere municipale radicale, punta invece il dito sugli immobili di proprietà ecclesiastica, che godono di ingenti privilegi fiscali (come l’esenzione dal pagamento dell’Ici e di parte dell’Ires) e che vengono affittati a carissimo prezzo: “Il problema della Chiesa che sfratta andrebbe posto anche come questione teologica, e sarebbe opportuno che questa riflessione nascesse all’interno della stessa comunità dei credenti”. Gruppi o associazioni sensibili al tema dei senza dimora, come per esempio la Comunità di Sant’Egidio, potrebbero farsi portavoce del problema e sollevare le contraddizioni della Chiesa che, mentre parla di carità, sfratta i suoi inquilini. Ma la rappresentante di Sant’Egidio presente all’incontro sembra non intendere: facciamo assistenza ai senza tetto – spiega una esponente della Comunità – cerchiamo di risolvere i problemi delle singole persone, sollecitiamo gli enti locali a trovare delle soluzioni. Ma sulle questioni intraecclesiali nemmeno una parola.

E dopo l’asta, il Comitato annuncia un’altra iniziativa provocatoria: lettere ai dirigenti scolastici per proporre agli studenti delle visite guidate nei luoghi dove vivono i senza dimora, per esempio sotto i ponti di Roma. Per far conoscere un altro aspetto della città e per continuiare a denunciare una situazione insostenibile. (luca kocci)

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