Ariccia non tace!!!

IL DIALOGO E L’ACQUA SANTA

Vita parrocchiale

Posted by ariccianontace su 19 ottobre 2008

In un’ottica di crescita e di qualificazione dei contenuti del blog, crediamo di rendere un buon servizio ai nostri lettori dando vita alla categoria “La nostra parrocchia”. Attraverso di essa avremo la possibilità di seguire, passo dopo passo, la vita e le attività delle nostre parrocchie di Santa Maria Assunta in Cielo e Santa Maria di Galloro. In questo spazio ognuno avrà l’opportunità di essere informato sullo sviluppo dei progetti e dei programmi pastorali, potrà fare proposte, commentare, criticare quando serve, dare, in definitiva, il proprio contributo ad una sana e proficua crescita della comunità parrocchiale.

Don Aldo Anfuso sta iniziando a muovere i suoi primi passi nella innegabilmente difficile opera di conferma e di auspicabile sviluppo di “una macchina”, sin’ora guidata da don Pietro,  la quale per 22 anni ha marciato a pieno ritmo, ha creato, con l’impegno appassionato di tanta gente, le condizioni affinchè la città di Ariccia fosse un luogo più attento ai giovani, ai poveri ed agli ultimi.

Contribuiamo tutti perchè questo enorme patrimonio non vada sprecato, non restiamo passivamente alla finestra ricordando il detto “agisci come se tutto dipendesse da te, prega come se tutto dipendesse da Dio”.

Che il Signore ci accompagni sempre e ci mostri la misericordia del suo Amore.

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159 Risposte to “Vita parrocchiale”

  1. Stella said

    Innanzitutto, complimenti allo staff perchè il blog sta diventando davvero un bellissimo e vivo strumento di partecipazione! Questa sezione in particolare tocca proprio il cuore del nostro essere cristiani: la nostra parrocchia, la comunità, le attività che ci coinvolgono.

    Oggi sono stata a Messa ed ho visto una chiesa piena di gente (per amor di verità va detto che c’erano pure un bel po’ di Marinesi in trasferta), i giovani, i bambini del catechismo, le famiglie … insomma, apparentemente era tutto come sempre.

    Tranne … un piccolo dettaglio: sull’altare non c’era don Pietro. C’era don Aldo!

    Mi direte: ma sei scema? Adesso te ne accorgi?

    Il punto è che fino ad ora abbiamo avuto: le partenze, i saluti, le lacrime, la rabbia, gli arrivi, altri saluti, altre lacrime, altra rabbia, e poi sorrisi, accoglienza, benvenuto, bentrovati, presentazioni …

    Adesso questa parte estenuante è finalmente conclusa.

    Ora si comincia.

    Una dopo l’altra, stanno iniziando tutte le attività ed in breve dovremo essere a pieno regime (anche considerando il fatto che l’infelice collocazione temporale di questo scambio di parroci ha causato ritardi e complicazioni rispetto al normale avvio dell’anno pastorale).

    Ecco, questo è il momento di lavorare e di darsi da fare perchè, davvero, tutto proceda regolarmente, NELLA CONTINUITA’ PASTORALE CHE TUTTI CI AUSPICHIAMO, per dare le giuste risposte alle aspettative dei giovani, delle famiglie, dei bambini, che ormai DA TANTI ANNI AD ARICCIA GUARDANO ALLA PARROCCHIA CON FIDUCIA.

    Perchè un giorno non abbiano a dire: “Peccato, non c’era don Pietro. C’era don Aldo …”.

  2. ciccino said

    Sono d’accordo con stella è giusto monitorare la situazione per una più corretta rappresentazione della realtà.
    Comunque devo dire che al momento don Aldo non si sta comportando proprio male, anzi, devo ammettere che ha capito di chi deve preoccuparsi : I GIOVANI.
    Eh si, mio figlio infatti aspettava proprio questo da lui, e cioè di essere considerato come parte attiva e integrante della parrocchia.
    ora l’unico quesito che rimane senza risposta ( almeno per adesso) è:
    il ritiro di GENNAIO per il PRIMO ANNUNCIO dall’ 1 al 5, si farà?
    I campiscuola nelle ultime settimane di giugno con i bambini e ragazzi, si faranno?
    Il campo estivo dall’1 al 10 agosto per i giovani ci sarà?
    Il campo estivo per le famiglie nella settimana dopo ferragosto sarà fatto?

    Ecco questi sono secondo me i quesiti più urgenti ai quali il parroco deve rispondere al più presto ( soprattutto per quel che riguarda gennaio)
    Speriamo che la scelta sia dettata ( come ci auspichiamo) dalla spirito santo!!

    Nel frattempo ho visto che i lavori oratoriani sono riniziati e alcuni gruppi sono ripartiti…
    PREGO PER TUTTI VOI E PER IL VOSTRO NUOVO PARROCO…che il Signore lo illumini sempre

  3. romina said

    Mi sa che ciccino ha proprio ragione!
    Il ritiro di gennaio è un punto interrogativo da risolvere, ma voglio dire ai ragazzi: Per quel che ho conosciuto don Aldo, sono certa che il ritiro si farà, anzi, vi dirò di più: secondo me vi farà un grande regalo e potrete farlo tutti a SANT’AGATA, che tanto amate, e soprattutto insieme ai ragazzi di Marino con Antonello e don Pietro, in modo da poter vivere una vera pastorale integrata e un fortissimo scambio di doni; sarebbe il miglior ritiro organizzato!
    Sono certa inoltre che Don Aldo si innamorerà del vostro progetto di PRIMO ANNUNCIO e sarà dispostissimo ad imparare da voi e don pietro quasta carta vincente che la Chiesa oggi, attraverso i suoi documenti ci esorta ad utilizzare. Vorrei ricordare a tutti le parole di incoraggiamento del Card. Martini, che quando vide il progetto ne rimase entusiasta!

    Un saluto affettuoso a tutta la mia parrocchia e un incoraggiamento a don Aldo a fare il meglio per voi!!!

  4. Mah said

    Come mai a Marino la messa è sempre più affollata, mentre ad Ariccia la gente diminuisce? Questa domenica ho personalmente constatato entrambe le circostanze …
    Cosa vorrà dire ??????????????

  5. tempi duri... ed è appena iniziata said

    vorrà dire quello che è!!!
    Se Semeraro pensava di fare uno sgarbo a don Pietro mandandolo a Marino la mossa non è stata giusta!
    Infatti don Pietro a Marino già si è fatto conoscere e apprezzare e ha dato inizio da subito a quello che più gli preme: annunciare Gesù Cristo! In ogni modo e con ogni mezzo a disposizione.
    Il dispetto il vescovo l’ha fatto a noi che siamo precipitati in una valle di lacrime…

  6. Nostalgia said

    Ieri in parrocchia, cronaca di una domenica qualsiasi, Messa comunitaria e, insieme, commemorazione dei defunti. Niente di eclatante, nessun fatto grave, ma allora perchè quel senso di vuoto, di privazione, di insoddisfazione … perchè quella fame di Parola che resta non saziata? Quel tornare a casa senza risposte e persino senza domande? Senza provocazioni, senza Parole che risuonino nell’anima …
    Sono uscita dalla Messa, sola con il mio vuoto interiore in cui una sola parola echeggiava, un vocabolo così lontano dalla mia esperienza e dalla meraviglia di quell’Amore gratuito e traboccante che ho conosciuto … una sola parola: INDULGENZE !!!
    Questo mi sono portata a casa, ieri, una domenica qualsiasi …

  7. ??? said

    Indulgenze??
    in che senso??

  8. indulgenze said

    LA QUESTIONE DELLE INDULGENZE
    La Riforma protestante è nata con la questione delle indulgenze. Nel 1517 papa Leone X, volendo ricostruire la basilica di S. Pietro a Roma, e non disponendo dei mezzi necessari, aveva bandìto in tutto il mondo una speciale indulgenza per coloro che avessero fatto un’offerta in denaro. L’indulgenza (già usata nel corso delle crociate) era una sorta di condono delle pene che il credente avrebbe dovuto scontare nel Purgatorio, che il papa concedeva a quei fedeli, sinceramente pentiti, disposti a compiere particolari penitenze (pellegrinaggi, elemosine, opere meritorie…). Lo “sconto” offerto da questi certificati d’indulgenza era proporzionato all’importo del denaro.
    Come sono nate le indulgenze e che cosa sono?
    Secondo la chiesa cattolica il peccato è costituito dalla “colpa” e dalla “pena”. La colpa si cancella con il sacramento della penitenza, la pena è necessaria per soddisfare la giustizia divina offesa dal peccato. Quindi, oltre al pentimento, occorrono anche delle “prove” che attestino l’effettivo pentimento (ad es. al ladro si chiedeva di restituire la refurtiva o di donare una somma equivalente in beneficenza, oppure, se non disponeva di nulla, gli si imponeva un pellegrinaggio in luoghi santi o una scomunica temporanea).
    Le indulgenze erano una specie di “decreti di amnistia” scritti dal Papa, sulla base del cosiddetto “tesoro dei meriti” di Cristo e Maria, i quali avrebbero dato agli uomini più di quanto non occorresse per la loro salvezza (ma in questo “tesoro” sono inclusi anche i santi e i fedeli più devoti del paradiso, la cui grandezza superava, secondo la chiesa, le pene che meritavano per i loro peccati).
    In virtù di questo “surplus” di meriti, la chiesa si sentiva in diritto di diminuire o addirittura di cancellare la pena del peccatore (in vita o nel Purgatorio). Chi, pagando una certa somma, riusciva ad entrare in possesso del documento scritto (i vivi direttamente, i morti tramite i parenti ancora in vita), poteva ottenere uno “sconto” sulla pena (per i vivi anche sulle pene future), a prescindere naturalmente dalla fede personale di chi lo acquistava o di chi ne beneficiava. In tal modo i benestanti potevano facilmente mettersi la coscienza a posto.
    Il commercio delle indulgenze era assai diffuso in tutta Europa occidentale. Nel 1517 papa Leone X promulgò un’indulgenza plenaria, cioè un riscatto della totalità delle pene per tutti coloro che invece di recarsi in pellegrinaggio a Roma, avessero versato un obolo per la costruzione della basilica di s. Pietro. Interpretando questa iniziativa come un ennesimo abuso della chiesa romana, Lutero protestò, dando così inizio alla Riforma protestante.
    Quali problemi poteva suscitare questa prassi?
    L’eventualità che il penitente potesse credersi pienamente giustificato davanti a Dio solo per aver fatto degli atti di penitenza (il cristianesimo infatti afferma che la salvezza è “dono di Dio” e che l’unico “merito” del credente sta nell’accettare questo dono).
    Abusi e speculazioni a non finire. La chiesa di Roma incamerava ingenti quantitativi di denaro, i mediatori che distribuivano le indulgenze esigevano una parte degli “utili”. Le tariffe erano proporzionali alla richiesta del beneficio. Chi rifiutava questa consuetudine veniva considerato un “cattivo” credente (perché presuntuoso, avaro, o quasi un eretico…).

  9. mammamia said

    Credo che addirittura esista un “manuale delle indulgenze”, del tipo che se dici una preghiera, se partecipi ad una determinata messa se, vattelapesca fai qualcosa di particolare indicato, appunto, nel manuale, guadagni “punti” per scontare un po’ di purgatorio: pazzesco!!!!!

  10. Kènosis said

    Bene, sono proprio contento di avere lo spunto per poter parlare delle indulgenze.
    Le indulgenze!!!!!!!!
    Da quel poco che conosco e da quello che ho capito l’indulgenza, in tutte le sue forme, consente al cristiano di “espiare” , in vista del purgatorio, i peccati per i quali già c’è stato il pentimento espresso nella confessione.
    Le pratiche relative alle indulgenze consentono di “abbonare” un po’ di “anticamera” per il paradiso.
    Gli anni o i giorni di “condono” ad esse associate, non si riferiscono ad anni o giorni di purgatorio ma, bensì, sostituiscono anni o giorni di penitenza (digiuni, preghiere, pratiche varie…) del beneficiando il quale, in funzione di ciò, otterrà uno sconto di purgatorio (lo sconto, almeno quello, è a discrezione di Dio!).
    Trovo tutto ciò allucinante, credo che questa visione della “gestione del peccato” sia in totale contrasto con quello che Gesù è venuto a dirci!!!!!!
    Il peccato!!!!
    Che cos’è il peccato? Il peccato è “amarthia” che, letteralmente, in greco significa “mancare il bersaglio”.
    Ma qual’è il bersaglio?
    Il bersaglio è solo ed esclusivamente la nostra felicità!!!!!!!!!!!!!!!
    Noi siamo stati creati ad immagine e somiglianza di Dio, Dio è solo ed esclusivamente Amore, quindi, per “funzionare bene”, cioè per essere felici, dobbiamo amare, dobbiamo somigliare a Lui!!!!!!!!!!!!!!!
    Amare non è l’imposizione di un Dio che ci vuole obbedienti e sottomessi, non è una regola, difficile da seguire, che un Dio “despota” ci ha imposto per chissà quale motivo, è solo il desiderio disperato di un Padre che cerca di trasmettere ai suoi figli il segreto della felicità!
    Dio non è offeso dai nostri peccati, Dio soffre per i nostri peccati, soffre perché i suoi figli, la cosa a cui tiene di più, non riescono ad essere felici!!!!!!!!!!!!!!!!
    Ma, pensateci bene, ognuno di noi, nella sua piccola e limitata capacità di amare, nella sua poca e limitata lungimiranza nel guardare la luna che indica il saggio invece di fissare il dito, nella sua pochezza e nella sua miseria, potrebbe mai chiedere ad un figlio, già pentito, di umiliarsi ulteriormente per soddisfare il proprio, presunto, diritto di “ avere soddisfazione da chi ha sbagliato contro di te “????????
    No, mi dispiace, il Dio che conosco e che amo non è così, il Dio che adoro è quello che accoglie il “figliol prodigo” , è quello che ti ha perdonato dall’inizio del tempo, è quello che ti abbraccia felice anche se gli hai sputato in faccia e lo hai insultato fino a cinque minuti prima di incontrarlo, è quello degli operai dell’ultima ora, è Gesù che, al di là delle mortificazioni corporali Lui, che è parte della Santa Trinità e che ha sempre “vissuto” in comunione perfetta con il Padre e con lo Spirito, ha sofferto l’abbandono totale sulla croce!!!!
    Ecco, allora, mi chiedo:
    una chiesa che fonda il suo operato su simili pratiche, una chiesa che non riesce ad essere profetica, una chiesa attenta solo ed esclusivamente alla forma ed alla “tradizione”, una chiesa che predilige le regole e trascura la sostanza, che futuro e che credibilità potrà mai avere???
    In che cosa si sta trasformando la chiesa di Ariccia?????

    “dice:
    E non mi ricorderò più dei loro peccati e delle loro iniquità.
    Ora, dove c’è il perdono di queste cose, non c’è più bisogno di offerta per il peccato.”
    (Eb 10, 17-18)

    Umile ma credente ed innamorato di Gesù, vi lascio queste povere riflessioni affinché ognuno possa costruire la propria risposta ma, soprattutto, possa cercare la Verità.

  11. Una domanda said

    Avete notato l’equiparazione tra preghiere, elemosine e indulgenze fatta nell’editoriale di 7 giorni insieme di questa settimana: “… La preghiera di noi credenti ancora pellegrini su questa terra, insieme alle elemosine e alle indulgenze, costituisce un potente mezzo …
    Viene messo tutto sullo stesso piano!

    Nel Vangelo troviamo scritto:
    E aggiunse: “Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno”. Gli rispose: “In verità ti dico, OGGI sarai con me nel paradiso”. (Lc 23,42-43)

    A che tipo d’indulgenza fa riferimento Gesù?

  12. che??? said

    ahahah…tanto vale tornare pure alle crociate se si scontinua cosi…

    Scusate ma in queste indulgenze..tanto proclamate…la MISERICORDIA DI DIO??? dov’è???

  13. Lectio said

    Volevo manifestare la mia delusione per la mancanza della LECTIO DIVINA tra le attvità parrocchiali.
    Ricordo che la Lectio Divina fu una delle prime iniziative che don Pietro introdusse e che, per tutti gli anni di permanenza nella parrocchia, NON FU MAI INTERROTTA.
    A me manca moltissimo !!!!!!!!!

  14. Sempreinattesa said

    Scrivo in riferimento al commento di “Nostalgia”.

    Ho sentito, in una delle prime Messe celebrate da don Aldo ad Ariccia, dire da qualcuno: “Adesso si esce dalla chiesa con più pace”.
    Ecco che cosa vuol dire adesso “pace”.
    Si esce dalla Messa senza risposte, senza domande, senza provocazioni …
    Viviamo così la settimana e la successiva domenica di nuovo usciamo senza risposte, senza domande, senza provocazioni …
    Comunque andiamo avanti, per lo meno fino a quando durerà la riserva che abbiamo.

  15. Un piccolo gruppo di amici said

    Siamo un piccolo gruppo e parlando dell’argomento di attualità in Ariccia e spaziando qua e là ci siamo soffermati a dire la nostra sull’articolo pubblicato su 7 giorni riguardante le sacre scritture.
    Abbiamo apprezzato molto l’intervento del nostro amatissimo ex Vescovo Agostino Vallini nell’espressione del suo sogno: che tutti possano gustare la Parola di Dio.
    Prosegue così “il Sinodo dovrebbe incoraggiare molto la prassi settimanale della lettura commentata e pregata della Parola di Dio in ogni Parrocchia e Comunità Ecclesiale a cura del Parroco, nella forma della Lectio Divina o in altre forme ritenute più adatte al contesto”.
    Ci siamo trovati d’accordo con te, cara “Lectio” che senti molto la mancanza della Lectio Divina iniziata da don Pietro fin dai primissimi mesi del suo arrivo ad Ariccia e proseguita fino alla settimana antecedente la sua partenza.
    Ci chiediamo: prima o poi riprenderà questa santa usanza mai interrotta per più di 22 anni?
    Speriamo bene!!!

  16. Fame di Parola said

    E si, abbiamo bisogno di proseguire nel nostro cammino spirituale.
    D’altra parte, anche altri interventi lo hanno sottolineato, lo stesso Sinodo dei Vescovi ha sottolineato l’importanza dell’approfondimento della Parola inn ogni comunità parrocchiale.
    Speriamo che le nostre speranze non vadano deluse.

  17. Riflessione said

    Sono d’accordo sulla ripresa della Lectio Divina o di qualsiasi forma di catechesi comunitaria (penso ad esempio ad alcuni di temi caldi come il rispetto della vita, l’eutanasia, la legalità, la famiglia, il rispetto del diverso, ecc. ecc., su cui la Chiesa ha molto da dire, insomma una catechesi degli adulti per crescere accomunati dagli stessi valori e principi che ci farebbero sentire una vera comunità coesa – diversamente da ora – ed essere “un cuor solo e un’anima sola”) sperando che gli OPERATORI PASTORALI siano i PRIMI a partecipare, cosa che raramente è accaduta con don Pietro, che soprattutto al turno serale, vedeva una sala semivuota e comunque assente di quelle persone che hanno incarichi pastorali ed educativi

  18. Armando said

    Per quanto riguarda la partecipazione degli OPERATORI PASTORALI, non sono d’accordo con quanto detto da “Riflessione”.
    Don Pietro, non risparmiandosi mai anche a costo di “dilatare la giornata a 48 ore”, ha sempre predisposto cammini specifici per ogni fascia di età e per ogni tipologia di “utenti”, utenti che hanno sempre risposto con impegno e con grande interesse.
    Forse la tua erronea impressione è semplicemente dovuta al fatto che la partecipazione è stata “diluita” in più incontri specifici.
    Si potrebbe obiettare che, forse, questo spezzettamento avrebbe potuto, in qualche modo, essere limitato e di questo si puo’ discutere ma non credo sia possibile mettere in discussione l’ansia pastorale di don Pietro e la conseguente proficua partecipazione della comunità.
    Sfido chiunque a dimostrare la mancanza di preparazione dei nostri OPERATORI PASTORALI, preparazione che, ripeto, è frutto dell’impegno generoso ed instancabile di MONS PIETRO MASSARI.

  19. Lectio said

    Vorrei rispondere a “Riflessione”:

    Io non confonderei la Lectio Divina con “forme di catechesi per adulti” (nulla togliendo alla loro importanza e validità) inerenti gli insegnamenti della Chiesa sui temi di attualità.

    La Lectio è un’esperienza unica e particolarissima.
    Essa, per dirla con il Card. Martini, fa sì che ognuno: “si senta interpellato direttamente da Dio, che impari cioè ad ascoltarlo. Non semplicemente che conosca la Scrittura o ascolti un bravo biblista, ma che si senta personalmente interpellato dalla Parola. Quando questo accade, facciamo un’esperienza indimenticabile; basta farla una volta perché si radica nella vita e continua ad attrarci verso la Scrittura. (…)
    Allora non abbiamo più bisogno di altre raccomandazioni, di sussidi esterni perché la Parola ha colpito dentro. Allora la risposta di chi si sente interpellato diventa anche risposta vocazionale: Signore, che cosa vuoi da me? … ”

    Parole meravigliose che esprimono benissimo il senso della Lectio Divina e, almeno per quanto mi riguarda, coincidono con l’esperienza che don Pietro ci ha fatto fare in tutti questi anni.
    Sono convinta che chiunque abbia partecipato alle Lectio di Don Pietro non possa non sentirne la mancanza e non possa in alcun modo ritenerle surrogabili con generiche “catechesi”.

  20. quasi giusto!! said

    Per riflessione:
    Concordo con te sulla ripresa della lectio…bella è anche l’idea di approfondire i temi che hai riportato su….sola su una cosa non mi trovo d’accordo!!
    Mi sento di difendere la maggior parte degli operatori pastorali che dedicano molte, moltissime ore della loro giornata per la parrocchia e/o per l’oratorio…direi che molti di loro sono giustificati …dunque se a volte hanno preferito fare qualcosa in più per gli altri e meno per se stessi, per me fa bene!anzi…
    Preferisco questo genere di persone a quelle che non perdono mai una lectio divina ma poi non donano a nessuno quello che hanno ricevuto!!
    Scusa la parentesi!

  21. Sempreinattesa said

    Risposta a “Riflessione”

    Poche persone alla Lectio?
    Ma che dici, cara “Riflessione”?
    Rendiamo giustizia alla verità.
    Ogni gruppo, negli incontri settimanali o mensili, aveva la sua Lectio Divina negli orari più idonei e nella forma più adatta alle varie età.
    Ogni gruppo dei ragazzi e giovani(LdF1 – LdF2 – LdF3): circa un’ora di Lectio alla settimana.
    Educatori: idem.
    Fidanzati e giovani sposi: un’ora di Lectio ogni 15 giorni.
    Coppie di sposi con figli un po’ più grandi: idem.
    Vincenziane: un’ora di formazione al mese.
    Figlie di Maria: un’ora di formazione al mese.
    Per tutti: una volta alla settimana (mattina e sera) Lectio Divina.
    Vogliamo parlare di come erano impostati i campi estivi per bambini, giovani e ragazzi? E per le coppie di sposi? Sempre con la Parola al centro.
    E i corsi per fidanzati,battezzandi e cresimandi adulti?
    Tutta la vita pastorale parrocchiale era incentrata nell’annuncio della Parola, anche per i genitori dei bambini delle varie età che chiedevano i sacramenti.
    A tutti veniva offerta la possibilità di accostare, conoscere e amare la Parola di Dio.
    I vari operatori pastorali si distribuivano fra i molteplici incontri (certamente ne ho dimenticato qualcuno),scegliendo gli orari, i giorni, i temi specifici trattati che più sentivano di approfondire e vivere.
    Non tutti gli operatori pastorali hanno partecipato alla Lectio? Non credo. Forse non continuativamente! Comunque, a coscienza loro.
    Certo mi risulta che mai, è stata messa la lente d’ingrandimento sulla partecipazione alla Lectio.
    Non ho mai sentito Don Pietro dire: come mai questo o quello non partecipa alla Lectio? In ogni modo ha però sempre invitato tutti.
    Don Pietro ha seminato tanto e bene e, nella libertà più totale, ogni terreno ha deciso se accogliere o no il seme della Parola.
    Credo, però, che solo Dio può leggere nei cuori, nelle decisioni e/o nelle possibilità di partecipare o meno.
    Tu, cara “Riflessione”, che sembri essere operatrice pastorale, hai sempre partecipato alla Lectio?
    Ma chi può dire che chi non ha partecipato, anche se operatore pastorale, sia da controllare, catalogare, giudicare?
    Non era lo stile della Comunità cristiana guidata da don Pietro.
    Comunque, di fronte al numero delle persone che costituiscono la parrocchia, quelle che si sono accostate all’ascolto e alla conoscenza della Parola sono state, anche se tante, una piccola parte.
    Sono certa, però, che sono state e sono il lievito. E il lievito fa crescere l’impasto. Con calma. Nel tempo.
    Spero solo che non arrivi uno spiffero che fermi la lievitazione.

  22. Riflessione said

    Ma di che cosa state parlando? Di quella parte di comunità che si incontrava a Via Silvia ogni giovedì per la lectio divina o dei gruppi che si incontrano a cadenze periodiche con il parroco per percorsi formativi su specifici temi operativi?
    Su questi ultimi non entro nel merito. Se però ci riferiamo all’esperienza della:
    LECTIO Divina come lettura della Scrittura, evidenziandone gli elementi portanti,
    della MEDITATIO, ossia della riflessione su cosa quel brano di Scrittura dice a me, come Parola del Dio vivente, ed infine
    della CONTEMPLATIO che consiste nella contemplazione e adorazione di Colui che parla attraverso la Scrittura,
    allora converrete che la presenza era piuttosto misera rispetto allo sforzo del parroco per la preparazione degli incontri.
    Se poi volete trovare giustificazione per tutto, dite quello che volete; sappiate però che state confondendo l’ordinaria formazione con qualcosa di altamente spirituale.
    Ancora mi domando: sappiamo rispondere in maniera consistente alla fatica che un parroco mette nel preparare simili momenti spirituali e non lo lasciamo invece solo, al termine di una giornata faticosa?
    Se la risposta è affermativa, allora la richiesta è motivata.

    Ma non pretendiamo tutto subito. Don Pietro, se non ricordo male, ha iniziato la Lectio dopo la ristrutturazione di Via Silvia, quindi dopo circa 4 anni dal suo arrivo.
    Diamo il tempo al nuovo parroco di organizzarsi, senza metterlo in difficoltà.
    E poi, quanto vi scaldate! Invece di preoccuparvi di ripetere esattamente ogni azione della precedente gestione, disponetevi con umiltà d’animo e sostenete il nuovo parroco per il bene vostro e di tutta la comunità.
    A che serve essere tanto acculturati, se poi non sappiamo testimoniare quello che ci viene insegnato? La Parola non è una cosa è una Persona: testimoniamola con la vita e non con le piccinerie.

  23. Italia said

    Cari, cari, carissimi giovani dell’Oratorio di Ariccia.
    Sono felice dell’amore con cui avete preparato la festa di apertura dell’Oratorio.
    Siete stati bravissimi, eccezionali.
    La partecipazione di tanta gente festosa ha reso questa giornata ancora più bella.
    Vi voglio un mondo di bene.
    Un abbraccio forte forte.

  24. A riflessione... said

    Sono un operatore pastorale… e rispondo a te riflessione…dandoti semplicemente la mia testimonianza:
    Tu hai parlato della lectio, con meditatio e oratio… beh, mio figlio fa questa lectio con don pietro da 8 anni, da quando cioè ha fatto la cresima.
    La lectio, che è nata per dare ai parrocchiani la possibilità di ascoltare la parola di DIo, è stata sviluppata da don pietro in tutte le forme giovanili, riservando ad ogni fascia di età un incontro settimanale:
    i famosi ldf non sono altro che la trasposizione giovanile della lectio!!!

    L’incontro che tu dici essere misero, per l’esattezza è quello del giovedi ( mattina e pomeriggio) che aveva come pubblico quei parrocchiani che non facevano parte di un gruppo di ascolto specifico ( ldf, coppie giovani, famiglie etc..) e quindi rappresentavano una parte residuale ( non meno importante certo) della comunità. C’è da dire che anche alcuni operatori vi partecipavano con più o meno costanza, ma la loro partecipazione era un susplus rispetto agli incontri del gruppo di riferimento!

    Quindi facendo 2 calcoli:

    -ogni settimana 80 giovani ( dai 14 in su) ascoltavano con don pietro ( o gli educatori in alcuni casi) la parola di Dio!
    -ogni settimana inoltre si incontravano più di 20 famiglie
    -con cadenza bisettimanale ( omensile) anche le coppie giovani
    etc etc etc ( non me li ricordo proprio tutti!!)..

    Per quel che riguarda don Aldo, Tutti gli hanno dato la propria disponibilità a continuare il cammino insieme; tutti con molta fatica stanno cercando di mandare giù un rospo grande quanto una mucca per quello che è successo!!

    Non scordiamo quello che colui che viene definito il VESCOVO ha fatto di male a questa comunità!!!

  25. ChiesaèAmicizia said

    Ciao…è da tanto che non scrivo qui, ma non posso non rispondere a Italia!!!!! Anche noi ti vogliamo troppo bene!!! Ci sei sempre vicino e ci sproni a dare il meglio di noi stessi nella Fede e nel vivere la Parola di Dio in ogni cosa che facciamo! Sei davvero unica, come faremmo senza di te?? Grazie di tutto!!!!! un grosso abbraccio da uno dei tuoi figli!

  26. Preghiamo said

    Sono disperata, spero di sbagliarmi, spero ardentemente che il mio giudizio sia frutto di un’erronea valutazione ma ho la netta sensazione che la NUOVA GESTIONE sia carente di contenuti biblici e sia, di contro, troppo attenta alle faccende economiche.
    Nessuno sarebbe più felice di me se scoprissi di essermi sbagliata perchè una comunità che non ha le possibilità di fondare la propria crescita sulla Parola, è una comunità destinata a perire.

    Preghiamo.

  27. Ancorainattesa said

    Ancorainattesa risponde a riflessione.
    Mi scuso con riflessione per essermi presa un po’ di tempo prima di rispondere ma volevo documentarmi per dare una risposta piuttosto precisa.
    Appena arrivato ad Ariccia don Pietro ha iniziato la Lectio Divina con centri di ascolto della Parola guidati da lui e da un gruppo di giovani che seguiva precedentemente.
    Poi ha iniziato a fare la Lectio nelle case (10-12 incontri a settimana dove si radunavano gruppi di persone.
    La Lectio è stata proseguita a via Silvia ed in seguito, mentre questa veniva ricostruita gli incontri hanno avuto luogo in Chiesa o in sacrestia.
    Tutti i gruppi avevano settimanalmente la Lectio (chiedi ai giovani, agli sposi…) oltre agli incontri organizzativi.
    Mi dispiace che non ricordi ma forse tu in quel periodo non frequentavi la Parrocchia.
    Non voglio fare dietrologia, mi sono solo permessa di risponderti quando, inesattamente, hai detto che alla Lectio non partecipava quasi nessuno.
    Sappiamo che non è così.
    Ma perché ti accanisci tanto a demolire ciò che è stato fatto?
    Prova a costruire qualcosa di nuovo.
    Se già lo stai facendo, buon per te.

    Dal momento che la verità è scritta in ogni angolo di questo paese no risponderò più ad eventuali tue risposte in merito.
    Chi vuole sapere si sforzi di ricordare o chieda come ho fatto io.
    Speriamo che presto si ripristini la Lectio Divina tanto amata e seguita in Ariccia.
    I fedeli sono (per ora) in paziente attesa.

  28. papà said

    vorrei far presente a tutti, che accanto a quello che una volta era la parrocchia, qualcosa è rimasto!!
    Si avete ragione nel dire che determinate persone fanno schifo a cercare di riavvicinarsi dopo quello che hanno fatto!! O meglio aspettare che don pietro andasse via per emergere finalmente..!! Avete ragione anche quando vi viene il vomito nel leggere e-mail di gente che ancora inneggia all’obbedienza e al’imprescrutabiole volontà di Dio, quando loro reggevano la Pala mentre semeraro scavava la fossa insieme a Mariano! ( Attenzione staff!! non sto offendendo
    nessuno quindi non merito la censura! dico la verità che è sotto gli occhi di tutti) Avete ragione nell’avere difficoltà a guardare persone dai petti prorompenti essere presente agli incontri con don Aldo e poi uccidere anche lui di dietro come hanno fatto con don pietro!!

    Ma se vi spostate di circa 200 metri in salita da quello che era la meraviglia del bernini, vedrete che c’è una realtà viva, che cerca di parlare di cristo giorno per giorno ai più piccoli, che si è coperta occhi e orecchie per tutto tranne che per la croce! Sto parlando dell’Oratorio ed i Giovani. non fanno altro che donarsi PROPRIO COME DON PIETRO HA INSEGNATO LORO A FARE.. Stanno all’oratorio il triplo degli scorsi anni per sopperire al vuoto lasciato da don pietro e a quello che non riesce a colmare don aldo! Adulti guardiamo a loro!!
    Loro continuano ad operare nel nome di CRISTO e se guarderete attentamente i loro gesti:
    vedrete i frutti di DON PIETRO operare ancora ancora ancora!!!
    loro sono la piu bella testimonianza di quello che don Pietro ha fatto qui ad Ariccia!! E nonostante qualche giovane in passato ha creato tanti problemi ( anche se ora cerca di rientrare!spero non ci riesca) loro continuano incessantemente l’opera affidatagli da DON PIETRO IN NOME DI DIO!!
    E questo ne io, ne voi , ne DON ALDO, ne SEMERARO, potrà mai toglierlo!

  29. Papi said

    E’ vero PAPA’, è vero!!!!!
    Splendidi, fantastici, generosissimi e meravigliosi i nostri giovani!
    L’unico pericolo è che questi ragazzi, vista l’evidente mancanza di una guida iluminata, vengano troppo responsabilizzati:
    è facile ed è bello per un giovane (anzi oserei dire che è fisiologico per un giovane gajardo!), sentirsi invincibile, sentirsi pronto ad affrontare ogni sfida ed ogni avversità, di slancio, col cuore in mano e con lo sguardo fiducioso rivolto a Nostro Signore ma…non è facile, bisogna stare attenti perchè l’impegno è gravosissimo e pieno di insidie, l’impegno, come dicevo prima, dovrebbe essere guidato da un sacerdote veramente responsabile e capace di gestire un così delicato settore della vita di una comunità.
    Sapete qual’è il rischio di questa situazione?
    IL rischio è che se le cose dovessero andare male ( e non dimenticate che il rischio c’è), oltre all’evidente danno per l’intera comunità, la colpa verrà interamente scaricata sulle vostre spalle proprio da colui che avrebbe dovuto assumersi tutte le responsabilità!!!
    Non parliamo poi delle voci che circolano su possibili progetti di “sviluppo edilizio” dell’oratorio!
    Qui dovete essere svegli, qui dovete vigilare perchè quel luogo rimanga sempre il luogo della spiritualità e non si trasformi nel luogo della speculazione!
    Vi amo alla follia e tifo per voi, carissimi giovani di Ariccia!

  30. manuele said

    salve ragazzi, quello che sto x chiedervi non è inerente al vostro discorso però non sapevo dove altro porvi questa domanda: il 9 settembre prossimo mi sposerò nella vostra chiesa, ho avuto il piacere e la fortuna di conoscere don pietro ma so che lo hanno trasferito, volevo sapere com’è adesso la situazione, com’è il nuovo prete????? qualcuno potrebbe rispondermi?? magari anche tramite email m.forzan@alice.it Vi ringrazio anticipatamente

  31. chi sei? said

    Scusa manuele, ma sei un prete?? un laico ?? cosa?? No per capire meglio come risponderti in maniera efficace…

    Anche se basta leggere il blog per capire la REALE situazione!!

  32. Gigi said

    “l’evidente mancanza di una guida iluminata”? Non vedo il motivo per cui sparare a zero su don Aldo (e comunque su tutto ciò che non è don Pietro): tutti i sacerdoti, salvo rarissimi casi, sanno il fatto loro e tutto dipende dal clima che trovano e dalle situazioni a cui vanno a mettere mano. State tranquilli che se i giovanni di Ariccia hanno una fede matura la manterrano comunque, a prescindere dal parroco! Pensiamo piuttosto a rimboccarci le maniche per collaborare con i nostri due nuovi parroci, invece di screditare il nuovo a prescindere.

  33. Papi said

    Senta sig. Gigi, ognuno ha la facoltà ed il diritto di esprimere le proprie opinioni.
    Nessuno spara a zero sul suo amato don Aldo ed è comunque una monumentale corbelleria il fatto che tutti i sacerdoti sappiano il fatto loro.
    Ma per piacere!
    Io, esprimendo appunto il mio libero giudizio, inizio a notare oggettive carenze pastorali rispetto alle esigenze di una comunità, diciamo, “raffinata” come quella che Ariccia è…anzi era fino a qualche tempo fa.
    Si preoccupi di rimboccarsi le sue di maniche che alle nostre ci pensiamo noi.

  34. Stella said

    Gigi, come fai a dire che “tutti i sacerdoti sanno il fatto loro”? Ma hai una vaga idea della situazione attuale della Chiesa?

  35. Gigi said

    Con la frase “tutti i sacerdoti sanno il fatto loro” intendo dire che ogni sacerdote, avendo raggiunto questa diginità attraverso gli stessi studi e lo stesso percorso formativo di tutti i suoi colleghi, ha immancabilmente una via da seguire nell’organizzazione della parrocchia ed un “piano di battaglia”, se così possono esprimermi.
    Dunque, ogni sacerdote ha un piano diverso. Quello di don Aldo a quanto pare è differente da quello di don Pietro, perchè sono diversi gli uomini: ognuno ha i talenti (tanto per citare l’ultimo vangelo) che il Signore gli ha concesso. La Parola tuttavia è la stessa, ovunque, comunque e annunciata da chiunque: “chi ha orecchie intenda”, dice Cristo. Cambiano i modi, non la sostanza: un’orecchio veramente “raffinato” può comprendere la Parola se annunciata da chiunque…

    E comunque, (e scusate la brutalità) la presunzione di essere una comunità “raffinata”, una sorta di “secchioni” del cattolicesimo romano (senza offesa, sia chiaro), non aiuta nessuno (nè comunità nè parroco) ad approcciarsi con un cambiamento che sembra essere irreversibile.

  36. Papi said

    Gigi, molti frequentano studi di livello superiore, eppure ci sono in giro molte capre.
    Parlando, nello specifico, del piano di don Aldo, questo mi sembra improntato ad una sorta di strategia alla “Fabio Massimo”, il “Cunctator”, il “Temporeggiatore”.
    Vede, incontra, valuta ma, soprattutto, prende tempo e, ancor peggio, cerca di delegare tutto, comunque ed a qualsiasi costo.
    Qual’è il “Talento”?
    Forse è quello di scaricare le responsabilità?
    E come puo’ “un (senza apostrofo!) orecchio”, se pur raffinato, comprendere la Parola se questa non viene neanche annunciata?
    Forse saremo secchioni ma permettimi di dire che essere considerati secchioni, sul campo della Parola di Dio, mi sembra un gran complimento!
    Gigi, datte pace.

  37. Stella said

    Rispondo a Gigi:
    Parli dei sacerdoti come se parlassi di medici o notai o ingegneri! “lo stesso percorso formativo …”
    Mi sembra un’assimilazione un po’ forzata!
    E comunque, pure restando sul tuo terreno, guarda che tra i professionisti, a parità di curriculum formativo, ci sono quelli bravi, quelli meno bravi e quelli incapaci … quelli seri che si preparano e si aggiornano costantemente e quelli che se ne fregano.
    Quindi, comunque la vediamo, l’argomento “stessi studi e stesso percorso formativo” non mi sembra proprio determinante!!!!!

  38. dià lògos said

    Caro Gigi, a parte i differenti talenti, che riguardano le modalità di sviluppo della pastorale, c’è UN DENOMINATORE COMUNE IMPRESCINDIBILE per ogni sacerdote – parroco, come ribadisce una fonte più che autorevole:
    “I sacerdoti, e in particolare i parroci, sono chiamati a nutrirsi ogni giorno delle Sacre Scritture e a comunicarle con sapienza e generosità ai fedeli affidati alle loro cure.”
    (Dalla Proposizione 31 del SINODO DEI VESCOVI, ottobre 2008)

  39. Gigi said

    @ Papi:
    Se veramente come tu mi dici don Aldo si ispira a Fabio Massimo il Temporeggiatore, dal mio punto di vista ben venga! Arrivare in una parrocchia dopo 22 anni di gestione don Pietro, ed arrivarci dopo le vibranti proteste della comunità, inducono OVVIAMENTE alla prudenza (che è anche una delle virtù cardinali). Probabilmente, da quello che mi dici, don Aldo vuole capire “dove è capitato”, a chi affidarsi, come gestire le situazioni, quali sono le situazioni.
    Intervenire immediatamente rischia di creare malumori tra i parrocchiani, come li sta creando (almeno da quello che posso vedere io) l’operato di don Pietro a Marino: “troppo rapido” in alcune scelte, alcune frange della comunità sono insoddisfatte. Sicuramente sono problemi che verrano risolti, però credo che queste siano circostanze in cui bisogna agire con le pinze.

    P.S.:
    1) “datte pace”: in che senso lo intendi?
    2) OK, la prossima volta starò più attento a quando batto sulla tastiera gli apostrofi…

    @ Stella:
    Hai ragione, ma nel caso del sacerdote il giudizio sulla bravura è così soggettivo (tanto che cambia di persona in persona) che il mio ragionamento fila: “ogni sacerdote sa il fatto suo”, dato che nella sua mente ha un quadro chiaro e la preparazione adeguata per metterlo in atto. E’ ovvio, c’è chi sa “vendere” (nel senso di esporre) il proprio piano meglio di altri, ma comunque lo scopo è sempre il medesimo: credere in Cristo e mettere in atto i suoi insegnamenti, sempre.

    @ Dià Lògos:
    E chi ti dice che don Aldo legga meno Scritture di don Pietro? O che diffonda la Parola con meno generosità e sapienza? E’ troppo presto per dare giudizi!

  40. ultime notizie said

    Sentite un po’questa:
    Corre voce nel paese che qualcuno a nome di don Aldo abbia contattato una per una tutte le persone che a vario titolo ce l’avevano con don Pietro. Pare che ci sia già stato un incontro “riservato” con don Aldo di questo nuovo gruppo, che potremmo battezzare “i nemici di don Pietro” … sarà vero?
    E, se lo è, che senso ha? Non sembrerebbe un’iniziativa tanto “innocente”, vista la segretezza con cui è stato organizzato l’incontro, ma … come si dice, il diavolo fa le pentole …

  41. perchè??? said

    … ma non i coperchi!!!
    Anche io ho sentito questa notizia e sinceramente l’ho subito considerata spazzatura, ma adesso comincio a pensare che ci sia un fondo di verità.
    Ma lo scopo di questi incontri?
    E’ per recuperare le pecorelle smarrite? Se cosi è, perchè non farlo alla luce del sole?

    Chiunque abbia notizie più dettagliate ce le faccia sapere

  42. Gigi said

    Appunto, “corre voce nel paese”… personalmente, se non vedo non credo…

  43. Armando said

    Purtroppo, caro Gigi, vox populi vox dei e questa, ti posso assicurare, è molto più di vox populi!!!!!!

  44. Esterrefatto said

    Basta, che schifo, fino a pochi mesi fa questa parrocchia era un luogo di fede, di condivisione, di unità e di costruzione alla luce del Vangelo.
    Ora, da quello che leggo, con la nuova gestione, è diventato un luogo di rifiuto della fede, di divisione, di separazione e di distruzione.

  45. Gigi said

    “Chiunque abbia notizie più dettagliate ce le faccia sapere”, non posso fare altro che quotare Perchè???.
    A parte il fatto che dubito che don Aldo abbia già così rapidamente individuato “una per una tutte le persone che a vario titolo ce l’avevano con don Pietro” a meno che don Pietro non conservasse tra le segrete carte una lista di proscrizione, ma anche fosse non credo che in queste “riunioni segrete”, in questi “incontri riservati” (ma che è la massoneria? la Giovine Italia?) si prendano di mira i pupazzi vodoo di don Pietro…

    “Vox populi vox Dei”, ma come ci ricorda il latinista Cesare Marchi fu voce di popolo a mettere in croce Nostro Signore, perciò io farei un’altra citazione latina, “homo homini lupus”: c’è chi (magari dopo aver visto scosso il proprio ruolo in parrocchia?) si aggrappa ad ogni diceria e addita ogni ombra sul muro (anche quella di una lucertolina innocua) per un gigante malefico. Andrà a finire che don Aldo è stato visto chiedere l’ora ad uno degli “epurati” della parrocchia e quella era la “riunione segreta”… ma poi, detto inter nos, a che scopo fare una riunione segreta? Per spartirsi l’ingente potere derivante dal pulire i candelieri a Galloro? O per porre rimedio alle aspre contese per il ruolo di incensiere alle messe della domenica mattina?

    P.S.: ad ogni modo, stasera l’amico Marcello verrà a Marino alla presa di possesso di don Pietro… staremo a vedere.

  46. Armando said

    No, Gigi, non ci siamo proprio capiti!
    Non sono illazioni, non sono dicerie, E’ SUCCESSO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    E, fatto ancor più grave, continua ad imperversare questa atmosfera di sospetto e di ricerca dei “nemici” (anche queste non sono illazioni ma dati di fatto).
    Se non ci vuoi credere non crederci ma, se proprio ti interessano le vicende della nostra parrocchia, visto tra l’altro che mi sembri un ragazzo sveglio ed intelligente, proprio questo sta accadendo tra l’incredulità di chi ha a cuore le sorti di questa nostra, ormai disgraziata, comunità.

  47. Gigi said

    Dati di fatto basati su che cosa? Mi vuoi dire che don Aldo ha telefonato ad uno ad uno a tutti gli “epurati” (mi piace il termine) dalla parrocchia sotto don Pietro?
    Se si, come faceva don Aldo già a conoscerli? E perchè lo avrebbe fatto?

    E comunque, scusate, si è tanto detto che ad Ariccia si predicava la Parola come mai in altro luogo… ma se la situazione sta veramente così, non mi risulta…

  48. Parrocchiano said

    Caro Gigi,
    ora ho la certezza che tu sia un davvero un 16-enne se ancora credi che davvero quello che c’è da spartire sia solo la ceralacca o l’incenso… studia latino e matematica ma esci pure de casa ogni tanto…

    “Ci sono cose che non si possono comprare,
    per tutto il resto c’è Semercard”

  49. Gigi said

    Parrocchiano, allora dimmi tu quali grandi interessi si è spartito don Aldo con gli “epurati” durante questi “incontri segreti” (al lume di candela?…).

    Forse è il nostro ex-parroco che determina il prezzo del petrolio durante questi incontri segreti, o influenza l’andamento di Wall Strett dall’ufficetto dietro la chiesa… chi l’avrebbe detto!

    P.S.: è carina quella di Semercard, anche se non l’ho capita… se me la spieghi magari è meglio. Sono contento che qualcuno finalmente mi creda sulla mia età!

  50. ariccini said

    Per Gigi.
    Abbiamo saputo che l’amministrazione comunale di Marino ha fatto una bellissima presentazione dei don Pietro durante la Messa del 6 dicembre.
    Per favore, potresti reperirla e scriverla sul blog, sarebbe bello poterla conoscere.
    Grazie

  51. Gigi said

    Carissimi Ariccini (ma proprio tutti e 18.000?),
    purtroppo il saluto dell’amministrazione comunale a don Pietro non c’è sul sito del Comune di Marino, non so se comparirà nei prossimi giorni, comunque se riuscirò a reperirlo lo pubblicherò senz’altro. Sicuramente è stato un discorsetto ben scritto, pronunciato a fine funzione dal presidente del Consiglio Comunale (il sindaco non c’era: “assenza giustificata”. Dio sa dov’era andato a finire, chissà che quest’assenza non voglia dire qualcosa…).

    Io che c’ero, posso provare a riassumere qualcosa. Con parole altisonanti che conosciamo bene in bocca ai politici (specie se di destra), l’amministrazione ha salutato il nuovo parroco e gli ha donato una targa con lo stemma di Marino (il cavalluccio “a dondolo” col cavaliere vessillifero), poi ha aggiunto che spera di collaborare attivamente per il bene della città (cosa che pare accada, visto che mercoledì 10 e giovedì 11 è prevista la visita ufficiale di una delegazione della Sierra Leone, ministro degli Interni e vescovo di Makeni in testa, a Marino). Notazione dell’importanza della comunità cattolica nel comune. Quindi c’è stata una citazione riverente per don Aldo (l’unica volta che è stato nominato l’ex-parroco, come uno spettro del passato, nel corso dell’ora e mezza di messa, da annotare un applauso partito da metà chiesa) e apprezzamento (purtroppo non ricordo le parole specifiche) per il nuovo parroco. Se non ricordo male, è stato detto che “già abbiamo imparato ad amarlo”, ed insomma tante perifrasi per dire che è un buon prete. Il quale prete del resto aveva già ricambiato, nel saluto di fine rito, ringraziando sia l’amministrazione che i fedeli per l’accoglienza ricevuta (l’ha ripetuto anche oggi alle messe per l’Immacolata).

    P.S.: oggi alla messa delle 12 in Basilica ho incontrato un cospicuo gruppo di giovani ariccini, tanto che mi sono trovato a commentare “Ariccia ci ha invaso!” Chiedendo a loro, mi hanno detto che il vescovo alla fine non è venuto ad Ariccia ieri. Qualche info in più? I tanto temuti marinesi sono venuti?

  52. Chiara said

    Buongiorno!!!
    Vorrei usare questa categoria, che si chiama “Vita Parrocchiale”, per parlare un po’ diquello che accade nella nostra parrocchia e non voglio polemizzare con nessuno!
    Vorrei semplicemente tranquillizzare quanti dicevano che i giovani (e parlo con cognizione di causa perchè faccio parte di quel gruppo!!!)sarebbero crollati perchè ancorati a Don Pietro più che a Cristo e alla Chiesa: i giovani ci sono ancora e lavorano per il Regno di Dio… i vostri giovani sono ancora tutti qui a sporcarsi le mani, a giocarsi per dare un futuro (degno di essere chiamato così) ad altri giovani e ragazzi come loro, affinchè ricevano una grande fortuna:”L’Incontro personale con Cristo”. I giovani di Ariccia, nel momento in cui hanno scelto di diventare animatori e poi educatori, ricordo a tutti che non hanno giurato fiducia a Don Pietro (anche s elo amano tanto), ma si sono affidati al Crocifisso, nella Croce hanno la loro fede e questo li spinge a combattre per la Parola di Cristo… Non a caso infatti tutti i gruppi di Laboratorio della Fede, degli ADG e del catechismo continuano a viaggiare alla grande e da qualche sabato è partita alla grande anche l’animazione oratoriana con più di 25 bambini: e chi conosce un po’ la realtà dell’oratorio sa che sono numeri grossi!!!
    Noi giovani ci crediamo nell’Amore di Dio,ma soffriamo tanto di non respirare più un clima pulito nella nostra parrocchia: sospetto, doversi guardare le spalle, aver paura di fare qualcosa, doppiogioco… quando siamo cresciuti non c’era questo clima in parrocchia e spero vivamente che questo clima non sia di scandalo per altri giovani!!!

  53. lai.catt. said

    Nel mentre che “tutti o quasi” pregano per l’unità della comunità cristiana di Ariccia e per la ritrovata concordia ( non capisco poi perchè si dice questo quando le recenti vicende sono state tutte costruite attorno alla ovvia ed estesa critica, da parte della cittadinanza,circa la decisione vescovile sull’insolito trasferimento del vecchio Parroco D. Pietro),corrono chiacchiere malevole e si sente in piazza mormorare su liste di proscrizione e prossime epurazioni di fedeli del Consiglio Pastorale, nominati dal vecchio Parroco. Somiglia molto alle cattive abitudini della politica Italiana, quando chi vince le elezioni denigra tutto ciò che è stato fatto prima (a prescindere dal colore politico) .
    Non sapevo che con il precedente Parroco si fossero verificati “eventi epurativi”: MI RISULTA CHE DUE O TRE PERSONE AVEVANO FATTO LA SCELTA DI NON PARTECIPARE ATTIVAMENTE ALLA VITA PARROCCHIALE , NON CONDIVIDENDO EVIDENTEMENTE LE SCELTE DEL PARROCO,PERALTRO QUALCUNO SENZA DIMETTERSI DAGLI ORGANISMI PARROCCHIALI.
    Se qualcuno sa di queste liste(suggerite dai due o tre?!?!?!) faccia i nomi affinchè si possa poi verificare con le eventuali “destituzioni” che di conseguenza dovrebbero verificarsi, togliendo ogni alibi a chi deciderà le assurde ventilate “pulizie etniche”.

  54. R. said

    Da: lai.catt.
    …”Somiglia molto alle cattive abitudini della politica Italiana, quando chi vince le elezioni denigra tutto ciò che è stato fatto prima (a prescindere dal colore politico)”…

    Con la differenza, rispetto alla politica, che nella Parrocchia si cerca di lavorare per il Regno di Dio,
    e qui ce lo vogliono impedire con liste e listarelle atte a cacciare chi è scomodo, anzi, (che è peggio!!!) a metterlo in condizione di andare via in maniera subdola e vergognosa.

  55. c. said

    Da “Conversazioni notturne a Gerusalemme” del Card. Martini

    “Nella Chiesa nessuno è nostro oggetto, un caso o un paziente da curare, tanto meno i giovani.
    Perciò non ha senso sedere a tavolino e riflettere su come conquistarli o su come creare fiducia: deve essere un dono.
    Sono soggetti che stanno di fronte a noi, con cui cerchiamo una collaborazione e uno scambio.
    I giovani hanno qualcosa da dirci.
    Essi sono Chiesa, a prescindere dal fatto che concordino o meno con il nostro pensiero e le nostre idee o con i precetti ecclesiastici.
    Questo dialogo alla pari, e non da superiore a inferiore o viceversa, garantisce dinamismo alla Chiesa.
    In tal modo l’affannosa ricerca di risposte a ai problemi dell’uomo moderno si svolge nel cuore della Chiesa.”

    Ad Ariccia questo non succede più… anzi!

  56. Laodicea said

    All’angelo della Chiesa di Laodicèa scrivi:
    Così parla l’Amen, il Testimone fedele e verace, il Principio della creazione di Dio:
    Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo!
    Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca.
    Tu dici: «Sono ricco, mi sono arricchito; non ho bisogno di nulla», ma non sai di essere un infelice, un miserabile, un povero, cieco e nudo.
    Ti consiglio di comperare da me oro purificato dal fuoco per diventare ricco, vesti bianche per coprirti e nascondere la vergognosa tua nudità e collirio per ungerti gli occhi e ricuperare la vista.
    Io tutti quelli che amo li rimprovero e li castigo. Mostrati dunque zelante e ravvediti.
    Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me.
    Il vincitore lo farò sedere presso di me, sul mio trono, come io ho vinto e mi sono assiso presso il Padre mio sul suo trono.
    Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese. (Ap 3,14-22)

    Ha vinto la gerarchia, ha vinto l’ipocrisia, ha vinto la menzogna, ha vinto l’arroganza, ha vinto la prepotenza, ha vinto l’oscurità.

    E voi, voi né freddi né caldi, voi bisognosi del collirio per ungervi gli occhi e ricuperare la vista, voi incapaci di schierarvi e di portare avanti un’idea fino alla fine, costi quel che costi, voi ingenui ma, al tempo stesso, colpevoli nella vostra totale mancanza di coerenza, di decisione e di coraggio voi … avete perso! E con voi ha perso la verità, la libertà e la speranza di crescere.

    Laodicea.

  57. Gigi said

    @ Laodicea:
    Non la vedo così apocalittica… Don Pietro “d’Ariccia” a Marino ha avuto una buonissima accoglienza ed è apprezzato e seguito, e a quanto mi dicono lo stesso vale per don Aldo ad Ariccia presso la maggioranza dei parrocchiani. E’ chiaro che continueranno ad esserci piccoli diverbi e divergenze, come è inevitabile che sia in comunità bene o male grandi come le nostre.

    Aggiungo anche che la miglior vittoria contro il vescovo reo di questi spostamenti “bruti” di parroci sia continuare il più possibile sulla stessa strada di prima degli spostamenti, e continuare ad attingere Parole di Salvezza dall’unica fonte che non verrà mai spostata da nessuno, la Bibbia (dato che fanno tendenza i riferimenti evangelici: “In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto.”, Mt 5, XVII).

  58. seee said

    gigi piantala di dire stupidaggini!!! A quanto mi dicono…a quanto so… a gigi..ma nun c’hai niente da fa er giorno che seguitte ste telenovele!!! Non che questo blog lo sia…ma tu caro mio..non c’hai proprio niente da fa dalla mattina alla sera!!
    DI quello che gli ariccini pensano di don Aldo, non puoi sapere niente, nella maniea più assoluta!!! E ti assicuro che la maggior parte della parrocchia non pensa quello che tu scrivi!
    E poi, la tua limitatezza di visuale ti orta a dire che questo è solo un piccolo caso e parlare in termini apocalittici solo per il don pietro di ariccia…non vale la pena…
    Ecco non c’hai capito niente comeal solito, sei soltatno un sedicenne con pochi amici e che davanti al computer crede di poter scrivere la sua vita come un film…ma non è cosi! DIsconnetti internet e accendi la vita che è in te!!!

  59. eagle said

    Ci siamo!
    Che alla fine sarebbe arrivato questo momento lo sapevo. Succede sempre così e loro, i potenti, lo sanno. E’ per questo che non si preoccupano più di tanto. E’ solo una questione di tempo. Di che cosa sto parlando? Di quell’atteggiamento umano che porta le persone ad allinearsi, nel bene o nel male, alle situazioni che si trovano ad affrontare.

    Quante volte avrete sentito dire: ormai non c’è più niente da fare, prendiamone atto e continuiamo a lavorare! Oppure: ormai la situazione è questa cosa possiamo fare? O ancora: hai ragione, è un’ingiustizia, ma adesso è cosi, dobbiamo andare avanti!

    I potenti lo sanno, prendono decisioni e poi attendono, con pazienza. Spesso e volentieri giocano ancora più sporco, dipingono lo scenario in modo tale da rigirare la frittata e dicono: ma che fate, comportandovi cosi non fate che peggiorare la situazione! Oppure: ma è questo il modo di comportarsi, siete infantili!
    Nella chiesa sono ancora più subdoli, scomodano Dio e predicano: non siete cristiani, non accettate la volontà del Signore! Perché, è risaputo, loro la conoscono perfettamente, noi no, non abbiamo questa facoltà.

    Quindi, ecco arrivato il momento dell’allineamento alle gerarchie, dell’adeguamento a quanto stabilito unilateralmente da altri.

    E il nostro “amico” Gigi non si sottrae a questo compito, anzi, è totalmente in sintonia e dice: commento nr. 57 su Vita Parrocchiale: “… la miglior vittoria contro il vescovo reo di questi spostamenti “bruti” di parroci sia continuare il più possibile sulla stessa strada di prima degli spostamenti, e continuare ad attingere Parole di Salvezza dall’unica fonte che non verrà mai spostata da nessuno, la Bibbia …”

    Chiaro?! Volete vincere contro il vescovo? Semplice, fate finta che nulla è successo, chiudete gli occhi e andate avanti!

    La cosa che più fa riflettere è che il nostro “amico” Gigi arriva a queste conclusioni seguendo un percorso ben preciso, quasi studiato, sembra un esperto di queste situazioni: entra nel blog con fare amichevole e un poco alla volta, senza mai sbilanciarsi più di tanto, modalità “bastone e carota”, si conquista la fiducia delle persone che lo frequentano. Alla fine, negli ultimi due interventi, lancia le sue stoccate: prima esprime giudizi pesanti su quanto accaduto ad Ariccia (commento nr. 4 al Vangelo di domenica 7 dicembre 2008: “Purtroppo, non mi trovo a condividere la forma che la protesta degli ariccini ha assunto contro lo spostamento del parroco. Ripresi da “Studio Aperto” (cosa che per una comunità cristiana dovrebbe essere una vergogna) e soggetti all’attenzione di stampa e media da ogni dove, la protesta ariccina è sembrata una “bagarre” da mercato di Rabat contro un normale avvicendamento di parroco. Legarsi ai lampioni del ponte (stile Moccia?) e versare lacrime sul latte versato, come pare sia accaduto all’ombra di Palazzo Chigi, mi lasciano perplesso e attonito.”) e poi ci suggerisce la strada per uscirne vittoriosi.

    Beh, io non ci sto. Non smetterò di esprimere il mio pensiero su quello che è accaduto, ma soprattutto su quello che sta avvenendo e su quello che succederà. Rimarrò da solo! Non importa. Sono stanco di allinearmi a queste logiche di potere che poco hanno a che vedere con il Vangelo di Gesù Cristo.

    “Amico” Gigi, non ho nessun pentimento e non provo nessuna vergogna per quello che è stato fatto ad Ariccia, anzi, ho un rammarico: andava fatto di più! Il tutto è stato mosso da profonde preoccupazioni per la vita della comunità parrocchiale e oggi, a quasi tre mesi dall’insediamento di don Aldo, posso solo dirti che avevamo ragione.
    Non so dove hai conosciuto il don Aldo che cerchi faticosamente di raffigurarci. Se dici la verità allora quello che è venuto ad Ariccia è un altro prete.

    Per finire un invito a tutti quelli che hanno ancora la forza di combattere; non otterremo niente, ma almeno non facciamoci ingannare, non cadiamo nella classica trappola dello scarica barile, se le cose andranno male, se qualcuno si perderà per strada, se i giovani diserteranno l’oratorio, la responsabilità non è e non può essere nostra ma solo e soltanto di chi ha preso certe decisioni e di chi, al momento in modo ambiguo, governa la parrocchia: il vescovo e il parroco.

  60. speranza said

    Caro Gigi, si vede proprio che non frequenti Ariccia!
    Chi te lo racconta che don Aldo è stato ben accolto ad Ariccia?
    Forse qualche marinese che la domenica viene a trovarlo?
    Forse quei pochi che hanno gioito, ad Ariccia; di questo trasferimento?

    Don Aldo ad Ariccia è semplicemente tollerato, ce l’hanno mandato e bisogna tenerlo… spero non per 9 anni, altrimenti qui sarà anarchia e deserto totale.
    Ma come avete fatto a tenervi un parroco per 10 anni senza pretendere una formazione, un cammino spirituale, senza pretendere che parlasse di Dio e lo comunicasse con la vita?
    Come vi siete potuti accontentare di poco, di niente?

    Spero che qui, non succeda questo, spero di cuore che l’atteggiamento di questo prete non sfianchi le persone “che pensano con il loro cervello” e che queste continuino a lottare perchè questa comunità non muoia.

  61. Gigi said

    @ Seee:
    Innanzitutto, voglio subito dirti che non parlo in termini apocalittici riguardo l’operato di don Pietro, non ne ho mai parlato in questi termini (evidentemente qualche mio passo è stato frainteso) nè ho intenzione di parlarne, per il semplice motivo che non è assolutamente il caso e per di più UNO SPOSTAMENTO DI PARROCI NON E’ LA FINE DEL MONDO (inoltre possiamo anche obiettare che l’Apocalisse non è la fine del mondo, ma la lettura della Storia come la vede Dio, don Pietro docet).

    “In secundis”, ti esorto a non preoccuparti per la mia vita sociale che è molto più attiva di quello che pensi, risparmiami il tuo pietismo e non mi rifilare certe frasi fatte oratoriane (“accendi la vita che è in te!”, se non erro tema di un qualche incontro diocesano di giovani ad Albano qualche anno or sono).

    “In tertis”, sono convinto più che mai che solo una ristretta cerchia di persone, che si sentono lese, esautorate o svilite dalla “nuova gestione”, abbia questo forte risentimento contro il nuovo parroco, e si sforzino in tutti i modi di rianimare una protesta che non ha più ragion d’essere, almeno così come era nata.

    @ Eagle:
    Ciò che dici è perfettamente giusto, se riferito ad esempio alla protesta studentesca di questi mesi contro la pseudo-“riforma” sbandierata dal governo Berlusconi IV: ora come ora, siamo in una fase in cui la protesta si è addormentata, ma del resto non si può stare tre mesi a manifestare nelle scuole con gli scrutini che avanzano e nelle università con gli esami da dare. Ma la differenza tra le due proteste, ai miei occhi, è enorme: mentre per la scuola (o per le pensioni, per Alitalia, ecc.) si protesta contro un governo eletto DEMOCRATICAMENTE dai cittadini e che VIVE DI CONSENSO, nel nostro caso protestiamo contro un’autorità religiosa che NON SI REGGE SUL CONSENSO, ma viene nominata D’AUTORITA’ dall’alto. Dunque, purtroppo l'”Ekklesia” si disinteressa di cosa vuole realmente l'”ekklesia” (con la minuscola): a buon vedere, dimentichiamoci che il vescovo possa fare un passo indietro sulla vicenda del trasferimento, dal momento in cui entrambi i parroci si sono insediati. Ecco perchè dico: lavoriamo, continuiamo sulla nostra strada: i parroci non possono fare tutto da soli, nè possono pensare a tutto! La collaborazione dei fedeli laici nelle attività parrocchiali in ausilio al parroco è prevista dal CIC (can. 528 comma 1): non recriminiamo solo, ma siamo parte attiva della parrocchia coadiuvando il nuovo parroco!

    La prima messa domenicale di don Pietro a Marino iniziò con le luci della basilica spente (si sarà dimenticato di accenderle, oppure ignorava giustamente l’esistenza delle luci stesse): figuratevi se tutti i parrocchiani avessero iniziato a gridare allo scandalo perchè la messa si faceva al buio! Invece, qualche anima pia è subito accorsa ad accendere le luci, e quella prima messa si è fatta vedendoci qualcosa. Oggi non succederebbe più di iniziare una messa al buio: passato lo spaesamento, bisogna lavorare insieme per una nuova realtà, TUTTI INSIEME.

    @ Speranza:
    Bellissimo nome, peccato che ciò che scrivi lo guasti e non poco…
    Credo di averti risposto a tutto nelle due precedenti risposte. Ti invito solo a riflettere (anche se non ne ho la facoltà) sul fatto dell'”anarchia”: è anarchia se manca un potere forte, anzi oserei dire “poliziesco”, in un contesto fluido e non omogeneo, dove evidentemente la comunità non è matura per “co-gestirsi”, ma solo per “essere gestita”. Per rispondere anche a Eagle che scriveva prima, se effettivamente l’ipotesi veramente apocalittica di avere un oratorio deserto con un don Aldo solo a pregare in un’Ariccia desolata dalle razzie di Semeraro dovesse avverarsi (in tal caso chiamatemi, mi mangio la tastiera del computer), sarebbe facile scaricare la colpa sul vescovo e sul parroco. E gli educatori? E gli animatori? Che fine hanno fatto? Possibile che la loro Fede nutrita da 22 anni di don Pietro (e da 2000 anni di Cristo in terra) sia così fragile da cadere come un castello di carte, davanti “al nuovo che avanza”?

  62. Salvatore said

    Quousque tandem, Catilina, abutere patientia nostra? (fino a quando, Catilina, abuserai della nostra pazienza?) – Ovvero: e va bene che Ariccia non tace … ma è pur vero che se c’è un tempo per parlare ce n’è pure uno per tacere! E rileggetevi la Bibbia [Qoèlet, cap.3]:
    Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.
    C’è un tempo per nascere e un tempo per morire,
    un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
    Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
    un tempo per demolire e un tempo per costruire.
    Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
    un tempo per gemere e un tempo per ballare.
    Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
    un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
    Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
    un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
    Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
    un tempo per tacere e un tempo per parlare.
    Un tempo per amare e un tempo per odiare,
    un tempo per la guerra e un tempo per la pace.
    Ma che senso ha continuare a trascinare questa polemica strapaesana? Se morto un papa se ne fa un altro… figuriamoci ad aver spostato due parroci! Ma è davvero su quest’altare di rancore che deve sacrificarsi tutto l’entusiasmo dei giovani? E’ con questi veleni che si vorranno dissetare i più piccoli? Perché invece non leggere i segni che questa vicenda, per quanto traumatica, ci ha lasciato? Mi pare che da tanto “concime” sia effettivamente nata una speranza in più: c’è ora una nuova piazza, un forum, appunto, sul quale possiamo incontrarci, scambiare opinioni su un argomento centrale che pare interessi tutti (io voglio credere che sia così) e che è nostro signore Gesù Cristo. Riflettiamo: questo spazio prima non c’era. Piaccia o meno, nel bene o nel male (questo il punto), esso è stato generato sicuramente non “da”, ma indubbiamente “per” mezzo del nostro vescovo. Ma è certo che qualunque ne sia la genesi sta a noi e solamente a noi fare in modo che da questo germoglio nasca frutto e non solo foglie. Per favore evitiamo che questo spazio diventi come i cartelloni su cui si affiggono i discorsi dei politici locali e da cui gli stessi, spesso e volentieri, ci affliggono soltanto. Quando lo spazio pubblico diviene luogo di polemica esso non partorisce altro che veleno; allora i “politici” credono di parlare al popolo ma invece finiscono per leggersi solo fra loro. Evitiamo che dallo slogan “Ariccia non tace!” si finisca in “Ariccia non piace!” Il passo è breve, ma allora quello che si sarà perso, e forse per sempre, sarà veramente incommensurabile.

  63. dià lògos said

    Rispondo un po’ a tutti …..

    Nel cercare le parole giuste per esprimere il mio pensiero riguardo alla situazione attuale della nostra parrocchia, mi sono venute alla mente queste parole di un grande filosofo e teologo, alle quali non mi sento di aggiungere altro:

    “La nave è in mano ormai al cuoco di bordo e le parole che trasmette il megafono del comandante non riguardano più la rotta ma che cosa si mangerà domani”
    (S. Kierkegaard)

  64. eagle said

    Se qualcuno voleva conferme su quanto da me esposto nel precedente commento, beh, queste sono già arrivate.
    Come dicevo il nostro “amico” Gigi è in completa sintonia con il sistema, si potrebbe quasi dire che ne fa parte; egli ci dice: “… Per rispondere anche a Eagle che scriveva prima, se effettivamente l’ipotesi veramente apocalittica di avere un oratorio deserto con un don Aldo solo a pregare in un’Ariccia desolata dalle razzie di Semeraro dovesse avverarsi (in tal caso chiamatemi, mi mangio la tastiera del computer), sarebbe facile scaricare la colpa sul vescovo e sul parroco. E gli educatori? E gli animatori? Che fine hanno fatto? Possibile che la loro Fede nutrita da 22 anni di don Pietro (e da 2000 anni di Cristo in terra) sia così fragile da cadere come un castello di carte, davanti “al nuovo che avanza”? …“

    Capito qual è il concetto.
    Perchè dare la colpa a chi ha la responsabilità di prendere le decisioni e di guidare la parrocchia e la diocesi?
    E’ troppo facile!
    No, non può essere!
    Anche perché se fosse vero magari occorrerebbe prendere dei provvedimenti. Contro chi, contro un vescovo?! Contro un parroco?!
    Siete matti!
    Cosi s’intacca il sistema, il potere!
    Sia mai! E allora che si fa! Si sposta il problema e ce la si prende con gli educatori, con gli animatori, con gli operatori, etc. E siccome fa molto effetto parlare di Dio e troppo pericoloso ricercare i motivi del loro distacco, si dice: Tutta qui la loro fede? Possibile che non hanno capito quello che dice Cristo? In 22 anni non gliel’ha insegnato don Pietro?
    Cosi si che è meglio! Il potere è salvo e la colpa ricade su persone ormai lontane.

  65. Gigi said

    @ Eagle:
    Da quello che ho potuto capire, mi stai dando del “servo del potere”. Buono a sapersi.
    Come noi tutti sappiamo, l'”Ekklesia” è l’assemblea dei fedeli, presieduta dal pastore che custodisce le sue “pecorelle”. C’è stato un concilio, il Vaticano II, che ha richiesto alle “pecorelle” di non essere più tali e di collaborare con il pastore. Così è dal CIC, così è nella realtà. E’ stato inventato il Consiglio Pastorale, ad Ariccia ne avete addirittura tre se non sbaglio (i due Pastorali e l’Interparrocchiale).
    C’è a tal proposito una bella scenetta di Gigi Proietti che va dall’avvocato, spero che qualcuno l’abbia vista anche se è abbastanza scurrile: possibile che quando tutto va bene, il parroco non sia mai solo ma attorniato da un folto stuolo di collaboratori, e quando le cose vanno male la responsabilità sia solo sua? (il discorso del parroco vale anche a livello vescovile, pur se con alcuni “distinguo”)

    Voglio anche chiarire una cosa: sono convinto che per 22 don Pietro abbia educato gli ariccini dando il meglio, ecco perchè ho voluto fare la provocazione di chiedermi che fine abbiano fatto questi preziosi insegnamenti nel momento in cui lui ha attraversato il Ponte: possibile che tutto il suo operato sia solo una cava di citazioni (vedi Kierkegaard, Martini, ecc.) per difendere una tesi apocalittica (“Ariccia è in rovina!”) non fondata su nessuna prova?

    Ed in effetti, l'”amico” Eagle mi parla di cose che non stanno nè in cielo nè in terra, ovvero di una situazione apocalittica della parrocchia che non c’è perchè sarebbe paradossale: una comunità di pecorelle divisa “ad hoc” dal suo pastore? Un chiesa svuotata dal suo parroco?

    Riflettiamo tutti sotto queste festa, tra i panettoni ed i regali sotto l’albero: non ho ancora visto su questo blog un augurio per un sereno Santo Natale e per un proficuo anno 2009, perciò mi permetto di farlo io per primo, in questa giornata speciale per i cristiani.

  66. Laodicea said

    Senti ‘n po’, Gigetto bello!
    Mo’ esageri!
    Ad un certo punto me sei stato pure simpatico ma adesso, lo ripeto, esageri!
    Ma che ne sai???? Ma de che cavolo parli???? ma come fai a disquisire su faccende che non conosci????
    Il mio messaggio “apocalittico”, per esempio, era rivolto ad una “specifica utenza” ed era, per così dire, una “comunicazione interna”.
    E poi basta!!!!
    Basta con lo stupido discorso riguardante il “cosa vi ha insegnato don Pietro”!!!!
    A prescindere da cosa ci abbia insegnato, ognuno di noi, grazie a Dio, ragiona con la propria testa ed elabora il proprio pensiero in piena libertà; non eravamo una massa di ignoranti e primitivi prima che arrivasse don Pietro!!!!
    Eravamo persone coscienti e responsabili che, attraverso gli insegnamenti del Vangelo ( e non di don Pietro il quale, comunque, ci ha sempre istruito sulla parola di Dio), siamo cresciuti e siamo arrivati ad un “accettabile” grado di consapevolezza!
    Tu sei strano, tu, nella migliore delle ipotesi, sei uno scialbo, moderato perbenista.
    Se poi, come sostieni, hai veramente sedici anni, allora la situazione, per te, è assai grave:non si può essere così “benpensanti” ed “appecorati al potere” a sedici anni!!!!!
    A sedici anni si deve poter sognare di cambiare il mondo, costi quel che costi!!!

  67. se la nave va a fondo said

    In riferimento alla tenuta dei laici in ogni situazione di deserto!
    Gigi la fede non é somma di informazioni su Gesù acquisite una volta per tutte…la fede é un cammino fatto di cadute e risalite!
    Anche Gesù salendo con la sua Croce al monte del Calvario ha avuto bisogno di incontrare lo sguardo di Maria per rialzarsi o dell’aiuto del Cireneo per continuare la salita……
    caro Gigi e care alte sfere, non sta né in cielo né in terra che ove gli animatori gli educatori i giovani o quant’altri, formati alla scuola di Don pietro,non ‘tenessero’ ciò metterebbe in dubbio la giusta formazione o la fede….
    Chi li (ci) aiuterà a rialzarsi? Chi li (ci) sosterrà nel cammino verso Dio…….?!!! quando la nave va a fondo la responsabilità é del capitano…..! si, i mozzi possono fare molto, devono provare a fare il possibile, anche l’impossibile (ognuno secondo la sua idea di come e dove agire per non affondare!)….. ma non tutto!

  68. Giovanni said

    Ieri ad Ariccia, dopo tanto tempo, ho ascoltato una predica che è entrata nel cuore delle letture.
    Avendo saputo che il sacerdote che ha celebrato la Messa delle 11 è direttore del seminario, mi permetto di esprimere un suggerimento: un prete come lui, aperto, gioviale e preparato, può essere mandato a fare il parroco, mentre qualcun’altro, di mentalità superata e non adatto a gestire una parrocchia, potrebbe essere messo negli uffici.
    Il sogno di noi ariccini sarebbe riprendere il cammino interrotto con il NOSTRO PARROCO (di prima!!!).
    Ridateci don Pietro!!!!!!!

  69. Riflessione said

    Leggo su “7 giorni” che il gruppo famiglie della parrocchia ieri è andato a fare una gita a Montefiascone, dove i giovani stanno facendo tre giorni di ritiro.
    Ma come si fa ad entrare con lo spirito di “scampagnata” in un clima di ritiro spirituale, senza creare scompiglio?
    Da quello che ho sempre saputo, i giorni di ritiro invernale erano la spina dorsale del cammino dei giovani e dei ragazzi che ne traevano forze ed entusiasmo per annunciare Gesù, mettendosi al servizio dei più piccoli nel corso dell’anno.
    Quest’anno non solo i giorni sono stati ridotti da cinque a tre, ma l’unico giorno intero è stato disturbato dalle famiglie.
    Boh …

  70. Gigi said

    Caro Laodicea,
    forse sei rimasto turbato dal fatto che il tuo messaggio ad uso interno può essere compreso anche da persone che non avevi previsto? Da ciò che ho visto e che ho sentito (ed ognuno ha i suoi punti di vista), mi sembra proprio che non ci sia un bel nulla di apocalittico nella parrocchia di Ariccia, tranne l’atteggiamento ben poco costruttivo di qualche parrocchiano che vorrebbe auto-affondare la nave (tanto per rimanere nel tema dela metafora marinaresca di Se La Nave Va A Fondo).

    E comunque, ti sei dato da solo la risposta a tutto il polverone sollevato sulla questione del trasferimento dei parroci: il problema era che Ariccia avrebbe perso i preziosi insegnamenti petrini. Tu stesso quindi mi fai capire 8anzi, mi dai la conferma) che in fin dei conti la questione non sta nell’aver perso don Pietro come pastore, ma solo nel non averlo più come organizzatore, che è cosa ben diversa. “Basta con lo stupido discorso riguardante il “cosa vi ha insegnato don Pietro”!!!!” “Eravamo persone coscienti e responsabili che, attraverso gli insegnamenti del Vangelo ( e non di don Pietro il quale, comunque, ci ha sempre istruito sulla parola di Dio), siamo cresciuti e siamo arrivati ad un “accettabile” grado di consapevolezza!” Attraverso gli insegnamenti infallibili del Vangelo, quindi, non solo tramite le parole (ahimè, in molti casi fallibili) di un parroco. Vi è stato forse tolto il Vangelo? Le parole evangeliche sono lì, nero su bianco, da 2000 anni: certo, devono essere spiegate, ma il lavoro che ognuno di noi deve fare a livello individuale ed interiore è quello più importante. Possiamo andare a tutte le Lectiones Divinae che il nostro parroco organizza, ma se poi ci mettiamo davanti al nostro computer a scrivere male di questo e di quello su blog e community (magari diffondendo apocalittiche “comunicazioni interne”?), non credi sia tutto inutile?

    In una Lectio Divina don Pietro raccontò che in una chiesa aveva visto un quadro raffigurante due vecchie che, appena uscite dalla chiesa, indicavano un’altra vecchia e parlavano male di lei. Vogliamo che sia questo il nostro atteggiamento di cristiani attivi in parrocchia?

    Un’ultima cosa: “E poi basta!” lascialo dire a me! Mi avete dato (a meno che non sia la stessa persona che scrive sotto nomi diversi, dunque “hai”…) dello “scialbo perbenista”, del “benpensante” (che di per sè non ha alcuna connotazione negativa, anzi…), dell'”appecorato al potere” (più pittoresco “servo del potere”, però… se dobbiamo insultarci facciamolo con gusto). Mi è stato detto che ero un sedicente sedicenne (perdonate il bisticcio), addirittura che ero don Aldo in incognita, non mi sorprendo se qualcuno mi dicesse ora che potrei essere nientemeno che Monsignor Vescovo sotto le inusuali vesti di un pirata informatico o magari S.S. Benedetto XVI incuriosito dalla “bagarre” mediatica all’ombra del Ponte. Non necessariamente un sedicenne deve voler cambiare il mondo come pensate voi (tu?), non necessariamente un cristiano deve voler cambiare il mondo boicottando il parroco che il tanto vituperato “potere” gli ha assegnato. Non vi viene in mente che anche il parroco è soggetto al “potere”?

    E Se La Nave Va A Fondo?
    Beh, a parte la bellezza della metafora marinaresca, trovo una forte incogruenza: in questo momento, la nave sta affondando? Oppure la vogliamo fare affondare noi mozzi che ci stiamo sopra?

  71. seee 2 said

    Mamma mia gigi quanto stai messo male!!!
    Mi dispace per te… davvero…

    come se dice a roma, se c’avessi qualche ragazza che te spegnesse i bollori, forse non saresti cosi ” vecchio dentro”…!! Povero te!

  72. A tutti! said

    Scusate se uso toni molto poco garbati ma davvero non ce la faccio più:
    Possibile che ancora stiamo qui a crogiolarci per Don pietro?
    Sappiate che lui sta bene a marino, è accolto, ascoltato, AMATO! Il vescovo nel fare il peggior torto ha in realtà avuto una brutta conseguenza ( don pietro non è morto come forse sperava, anzi continua a gridare quel cristo che lui non ha mai annunciatO PERCHE TROPPO IMPEGNAO AD ABBINARE IL COLORE DELL’ANELLO ALL’ABITO INDOSSATO ((( e poi ci chiediamo perchè i fedeli non donano l’8 per mille)))—-CHE SCHIFO—

    la città morta è ariccia, nella quale il parroco nuovo sta capendo che forse la sua preparazione e il suo modo di fare sono completamente fuori luogo per la nostra parrocchia
    ( basti pensare alla vecchiaia interiore di un giovane di marino come gigi a dispetto dei nostri giovani gagliardi e tosti con “tanto cristo sul volto”)
    Inutile commentare poi la messa di natale ( 50 minuti compresi i canti che sonotantissimi…bleahh).
    Quindi ariccia è inutile continuare..!! Seppelliamoci a vicenda e basta!! Se si può, continuiamo a collaborare con lui… ( se ce ne dà l’opportunità) altrimenti..bonanotte ai sonatori!!

  73. Laodicea said

    Gigi, ammetto di aver commesso un errore: ti avevo sopravvalutato.
    Da quello che scrivi si evince, inequivocabilmente, che non hai capito un …..!!!!!!!
    Ripeto, e scusa la mia poca “eleganza”, che sei appecorato ed anzi comincio ad avere la certezza che tu sia decisamente al servizio di una specifica fazione a noi avversa!
    Credi di aver sentito, credi di aver capito ma, ti assicuro, sei lontano mille miglia dal minimo barlume di verità!
    Adesso basta veramente, questo blog si chiama “Ariccia non tace” e non “strani personaggi di Marino spiano, ascoltano, riferiscono e dicono fregnacce” quindi… lasciaci in pace perchè, ormai, ci è chiarissimo come affrontare i nostri problemi che desideriamo ardentemente risolvere da soli.

  74. allo staff said

    Dopo aver letto tanti commenti di gigi, chiedo come madre di famiglia, allo staff di non pubblicarne più. Può sembrare un semplice atto di censura ma ha motivazioni pù profonde che solo chi è madre come me può capire:
    se mia figlia fosse cosi, credo che allora mi rivolgerei ad uno specialista per capire cosa ho sbagliato! Non è possibile che un ragazzo a sedici anni sia tanto OSSESSIONATO a fare il grande usando termini che probabilmente non gli si addicono e che fanno di lui un emarginato… Una cosa è essere intelligente, anche molto, e appropriato in determinate situazioni; un’altra è essere perennemente ostinato nello sfogare le proprie frustrazioni adolescenziali scrivendo cose poco adatte all’età, ma soprattutto che mostrano molta poca esperienza in campo di educazione. Spero che a Marino a questo soggetto non siano affidati dei bambini, sarebbe davvero grave e lesivo!

    Che poi uno voglia essere molto preparato in materia ecclesiastica, nessuno si permette di dire niente; ma questa è una situazione ALIENANTE!

  75. ariccianontace said

    Francamente ci siamo stufati di questo andazzo in cui Gigi è protagonista!
    Abbiamo mille cose da dire e mille cose da fare, il nostro scopo, sin dalla nascita del blog, è quello di lottare contro le ingiustizie e contro le prepotenze della gerarchia e del potere.
    Non abbiamo tempo, nè voglia, di squalificare questo spazio mediatico assecondando le esternazioni di Gigi, “Giovanni”, “Giacomo”, “Pippo” o “Vattelapesca”.
    Caro Gigi, i tuoi interventi, a nostro avviso, appaiono piuttosto provocatori e cari “Giovanni”, “Giacomo”, “Pippo” e “Vattelapesca”, non cadete nella trappola di farvi provocare.
    Sperando che il messaggio sia stato correttamente recepito, continuiamo, per cortesia, a parlare di cose serie.

    Grazie.

    Lo Staff.

  76. dià lògos said

    Appoggio pienamente quanto detto negli ultimi due interventi. Vi prego, non date più spazio e spago a questo ragazzo, per il nostro e anche per il suo bene!
    Ci sta trascinando tutti in discussioni tanto sterili quanto deliranti!
    Sembrerebbe quasi un “disturbatore” incaricato di far scadere il dibattito non appena i contenuti si elevano per trattare TEMI BEN PIU’ IMPORTANTI DI SCIOCCHE GAZZARRE DA SACRESTIA. Mi riferisco agli interessantissimi spunti di riflessioni offerti dai commenti al Vangelo domenicale, ai contributi ripresi da testi di grandi testimoni della fede, alla problematica situazione in cui versa oggi la Chiesa in generale, la nostra Chiesa locale e la parrocchia di Ariccia.
    Questo blog è una voce libera che può e deve esprimersi su questi temi, alla ricerca di strade da percorrere per seguire il Vangelo di Gesù. Abbiamo gravi problemi di cui discutere. Da quello che vedo e che sento, mi pare che la situazione parrocchiale sia molto critica e che siano a rischio non solo i progetti pastorali, ma la vita stessa di una comunità che possa dirsi cristiana, del suo tessuto, costituito dalle famiglie, del suo futuro, i giovani.
    Quali sono le proposte pastorali? Qual’è l’azione missionaria? Dov’è la dimensione spirituale? Senza questi tre pilastri, una parrocchia a forte vocazione missionaria, come è sempre stata la nostra, non può vivere!!!!!
    E una parrocchia che non sia missionaria, che parrocchia è?

    Perciò, ignoriamo le provocazioni di chi ci vuole distogliere dal nostro obiettivo (mi ricordo, tempo fa, i vari don Abondio, don Cristoforo, Tommaso Moro … non ritrovate un disegno perturbatore simile?) e andiamo avanti per la nostra strada di ricerca, di confronto, di dialogo e di costruzione di un nuovo modo di sentirsi Chiesa partendo dalla base, dalla “comunità dei battezzati” e mettendoci in ascolto della Parola di Dio nella verità e nell’amore.

  77. incredibile said

    Pensavo di averne viste tante e invece mi sbagliavo.
    Quello che hanno osservato i miei occhi ieri durante la celebrazione della messa comunitaria delle 11.00 ad Ariccia ha dell’incredibile: appena terminata la consacrazione il nuovo parroco (o amministratore come si è definito lui stesso al termine della messa), forse preoccupato dal fatto che la sua voce, in chiesa, non si sentisse bene (cosa non vera, le sue parole si capivano benissimo), ha avuto la brillante idea di avvicinare il microfono alla sua bocca appoggiandolo tranquillamente sul CALICE CONTENENTE IL SANGUE DI CRISTO.
    Io, sinceramente, non so più cosa pensare !!!
    Vorrei dire una cosa al parroco o amministratore o come cavolo si chiama: visto quello che ha fatto, probabilmente, le sembrerà strano, ma ci sono persone che credono fermamente e nel Vangelo e nell’Eucaristia scommettono la loro vita, non le deluda!!! Se proprio non ci riesce almeno le rispetti!!

  78. Gigi said

    La tua accusa, Incredibile, mi sembra piuttosto strana dal punto di vista pratico: come sia possibile appoggiare un microfono (suppongo uno di quelli panoramici) sul calice (che dopo la consacrazione è coperto solo dalla “palla”, il fazzolettino quadrato) mi risulta problematico. Sarei portato a pensare che hai avuto una “illusione ottica”, sicuramente invece noto lo zelo con cui cerchi elementi contro il nuovo parroco/amministratore (come sai, le funzioni di parroco sono quelle di amministratore nonchè di pastore) anzichè assistere devotamente all’Eucaristia.

    Comunque, credo che anche se fossimo stati settecento anni fa per far bruciare sul rogo una persona come eretico e blasfemo ci sarebbero volute accuse più pesanti… e poi tu per esempio lo rispetti sempre il digiuno eucaristico di un’ora?

  79. incredibile said

    La tua difesa, Gigi, assomiglia molto ad un tentativo di arrampicarsi sugli specchi.
    Pensi veramente che prima di fare l’affermazione che hai letto mi sia fidato solo dei miei occhi!!!? Forse rimarrai deluso ma l'”illusione ottica”, domenica mattina, è stata un disturbo di cui hanno sofferto diverse persone. Se comunque continui a pensare che ad Ariccia abbiamo bisogno di un oculista allora prova a chiedere al diacono: quando è arrivato il momento di alzare il calice è stato costretto a spostare il microfono (oltre ai problemi di vista avrà avuto altri problemi?).
    Se fai una ricerca (microfoni per altari) scoprirai che non esistono soltanto i soliti microfoni cilindrici ma anche quelli con base rettangolare o quadrata che rendono quello che è successo molto semplice.
    Infine, ti chiedo perdono se assistendo devotamente all’Eucaristia, in quel momento, invece di parlare con il mio vicino, invece di ammirare i quadri della chiesa, invece di correre tra i banchi, ero attento a quello che il presidente dell’assemblea diceva e faceva sull’altare. Spero non ti sia offeso troppo!!!

  80. Che bello! said

    Ohhh! Finalmente! Grazie, Signore, per averci donato una giornata come quella di oggi!
    I nostri ragazzi di Ariccia hanno ricevuto la Cresima e ci hanno fatto la meravigliosa sorpresa di far venire in mezzo a noi il Vescovo Bernini.
    Oggi sono andata a messa con angoscia, con l’esperienza di domenica scorsa pechè, dato il vangelo domenicale (Mc,1,21-39), pensavo di dover sottostare di nuovo ad una predica sul male che ci pervade, sul demonio che imperversa…..
    Invece! una boccata di grazia di Dio, di annuncio dll’amore incondizionato di Gesù, di immersione nella Sua donazione gratuita!Grazie Bernini!
    Grazie per la sua ormai conosciutissima e proverbiale semplicità e umiltà.
    Ci siamo accorti per caso che, come sempre, è entrato in chiesa passando silenziosamente e nel nascondimento, di lato. Che meraviglia!
    Oggi ci ha riconciliati con il bello e il buono.

    Voglio esprimere quello che sempre più frequentemente e fortemente penso: secondo me è un errore che un esorcista faccia il parroco.
    Infatti i discorsi, le prediche, richiamano sempre il male, il divisore, il demonio. C’è sempre qualcuno che semina il male, che divide e che è da allontanare.
    Non se ne può più.
    Vogliamo tornare a sentire annunciare Gesù che ci è accanto, che cammina con noi, che ci ama, che ci dà la libertà interiore, che ci trascina in alto, che ci spinge fuori dal ripiegamento su noi stessi e ci lancia nel mondo ad annunciarlo con gioia.
    Lottiamo (nel senso migliore del termine) per tornare ad avere tutto questo perchè abbiamo il diritto di essere nuovamente felici.

  81. amici said

    Grazie giovani!
    Siete stati grandi!
    Ci avete regalato una festa indimenticabile che Ariccia non vedeva da un po’!
    Avete lavorato tanto, con impegno e passione e soprattutto avete permesso a Dio di parlare attraverso di voi, regalando ai cresimandi una bellissima esperienza di Chiesa… nonostante tutto…
    Grazie per non esservi arresi davanti alle difficoltà e per aver portato avanti l’impegno preso anche se in alcuni momenti è stato duro.
    Non siete soli come può sembrare.
    Vi vogliamo un mondo di bene.

  82. R said

    Ecco, dopo la messa di ieri mi sento rincuorato.
    Non siamo stati proprio dei pazzi ad affermare tutto quello che abbiamo detto in questi mesi…
    E’ venuto tra noi un vescovo, Dante Bernini (più che rispettato e stimato nell’ambito ecclesiastico), è venuto in silenzio, passando al lato della chiesa, tanto che ci siamo accorti di lui se non quando era quasi arrivato davanti, si è seduto tra noi e ci ha detto che voleva parlarci da AMICO, perchè lui è nostro amico…
    E’ questa la chiesa nella quale siamo cresciuti, nella quale abbiamo sempre creduto, e nella quale vogliamo continuare a credere e a sperare.
    Nella nostra situazione è veramente difficile, ma ieri è stata una meravigliosa boccata di ossigeno.

  83. ghino di tacco said

    Ah, don Pie’, ti ricordi, l’ultima messa da noi: “Mi raccomando vogliate bene a don Aldo almeno quanto ne avete voluto a me! Guai se so che non gliene volete!”
    Avresti dovuto esserci l’altra sera in Consiglio Pastorale, avresti dovuto vederli i tuoi figli quanto bene hanno dimostrato a don Aldo, quante parole d’affetto e d’amore hanno profuso. Speriamo solo che se ne vadano presto, perché non se ne può più di questa gente che ha come obiettivo solo quello di screditare , di mettere in cattiva luce questa comunità e il suo nuovo pastore.
    E poi ancora durante quell’ultima messa, non ricordo le parole esatte, ma hai detto più o meno così: “Avete armato un gran casino per me, avete smosso mari e monti, avete disturbato molto in alto…………ma vi ringrazio” Ecco lì, con quel vi ringrazio hai dato la tua benedizione a questo blog, che così ha continuato ad esistere a dispetto di tutto il male che ha poi arrecato non solo alla comunità ariccina ma all’intera diocesi. E si don Pie’, responsabile sei anche tu, e lo sai. Ti sarebbe bastato dire: “Vi ringrazio, ma adesso fatela finita, perché non ne caverete nulla e soprattutto state agendo per il demonio, non per Cristo.

  84. Marco Cianfanelli said

    E bravo Ghino tu daje de Tacco e daje de punta che poi ce pensa la sora Assunta ai problemi de Ariccia… Non volevo parlare di questo via WEB ma oramai non ne posso più fare a meno.
    Ti rispondo con calore e colore sentendomi chiamato in causa anche perché all’ultimo consiglio pastorale uno dei più innervositi ero proprio io e non ho avuto timore di dirlo di fronte al Consiglio, tantomeno né avrei col Vescovo o all’intero popolo di internet. Io, a differenza di ciò che sta avvenendo per molti da quando da Ariccia è andato via Pietro, PARLO CHIARO E IN FACCIA perché non porto in collo nessuno E MI SENTO LIBERISSIMO, TANTO CHE PUOI FARTELO DIRE ANCHE DAL VESCOVO DI FRONTE AL QAULE NON HO CERTO TACIUTO DI DIRGLI QUELLO CHE NON VA CON LUI! IO NON TACCIO PER FINTA RIVERENZA O FINTO RISPETTO E POI PARLO MALE ALLE SPALLE come si usa sto perido ad Ariccia e non solo.
    Se qualcuno sta facendo degli errori GLIELO DICO OK? Proprio come HO FATTO AL CONSIGLIO! Spiegami qual è il problema di DIRE LA VERITA’? Forse deve restare nascosta? Dobbiamo salvare le apparenze? IO ME NE SBATTO DELLE APPARENZE (scusa la mia grettezza ma sono un povero sempliciotto) SONO STATO EDUCATO ALLA SOSTANZA, NON AL CONTENITORE, ALLE “PAPPARDELLE AL CINGHIALE” e non al “caviale” che ti lascia con la fame!!!
    Vorrei guardarti in faccia perché mi pare che qua tutti quelli che fanno finta che va tutto bene, mentre dietro sparlano, sono quelli che poi stanno con le mani in mano oppure non sono della nostra comunità… Ti dico questo con tanta tranquillità, convinto che è vero, anche perché tutti quelli che si fanno un “bel mazzo” in parrocchia so per certo che non la pensano proprio come te!!!
    Tu così confidenziale con don Pietro chiedigli pure a lui quando le cose non andavano bene se non gliel’ho detto in faccia davanti a tutti e “goditi” la sua risposta.
    Se ci sono PROBLEMI nella PASTORALE dei GIOVANI, delle FAMIGLIE, delle GIOVANI COPPIE dobbiamo stare zitti? Dobbiamo parlare della festa delle palme? OPPURE COME HA DETTO ANTONIO VOCINO: “SE LE COSE NON VANNO COSA HO DA FESTEGGIARE? UNA FAMIGLIA CHE HA PROBLEMI ECONOMICI NON CI VA IN SETTIMANA BIANCA” o prima risolve con chiarezza i problemi e poi parte!
    Non è forse proprio il consiglio pastorale il luogo dove discutere dei problemi pastorali o di un PROGETTO PASTORALE che la comunità ha chiesto da tempo e ANCORA NON C’E’?
    Forse dovrei tacere per “buon gusto” su questo? O non ho PIU’ NEMMENO il diritto di PRETENDERE dal mio PARROCO SINCERTA’ E NON CHE NON DICA COSE NON VERE???
    SE TU USI TACERE DI FRONTE A QUALCOSA DI NON VERO SEI LIBERO MA NON CREDERTI DI TOGLIERCI CON QUESTO IL NOSTRO DIRITTO ALLA VERITA’!
    A corollario di tutto questo vorrei aggiungerti che io, MARCO CIANFANELLI, sono stato il PRIMO ad appoggiare don Aldo e di questo MI E’ TESTIMONE LA COMUNITA’ (che lo ha sottolineato al consiglio) ED IL FATTO CHE DON ALDO STESSO MI ABBIA SCELTO TRA I SUOI PIU’ STRETTI CONFIDENTI E COLLABORATORI fino al girno in cui non E’ STATO PIU’ OPPORTUNO NE’ TANTOMENO DIGNITOSO TACERE ALCUNE COSE CHE NON VOGLIO NEMMENO STAR QUI A DISCUTERE PERCHE’ IL VASO E’ PIENOOOOOO!
    Perciò sia chiaro a tutti:
    se lavoriamo nella SINCERITA’ e nel rispetto per Dio SARO’ AL VOSTRO FIANCO in prima linea finche potrò (a Ottobre andrò fuori Italia per motivi di studio per olte un anno e non so quando farò rientro perciò non si dica a Settembre “vedi se n’è andato…”)
    mentre se lavoriamo mettendoci uno contro l’altro con BUGIE sia ancor più chiaro che sarò una SPINA NEL FIANCO a chi non vuol dire la verità per mille sue motivazioni.
    NESSUNO E SOTTOLINEO NESSUNO NELLA NOSTRA COMUNITA’ SI E’ TIRATO INDIETRO IN ALCUN SUO INCARICO E MOLTI (ME INCLUSO) HANNO RADDOPPIATO GLI IMPEGNI NEL TENTATIVO DI CREARE MENO PROBLEMI POSSIBILI NEL PERIODO DI TRAMBUSTO ED ADATTAMENTO DI DON ALDO? NON E’ QUESTO AMORE PER DON ALDO? NON E’ RINUNCIARE A SE STESSI PERCHE’ L’ALTRO POSSA INSERIRSI POSITIVAMENTE? A SEMBRA CHE MOLTI ABBIANO FATTO MOLTO, ANCHE PIU’ DI ME, NELLA CERTEZZA CHE L’AMORE DONATO NON VA MAI PERDUTO!

    CREDO CHE ORA LA MIA POSIZIONE, SE ANCORA NON LO ERA PER TUTTI, SIA BEN CHIARA: NON HO ALTRO DA AGGIUNGERE!

    Invece riguardo a don Pietro torno ad esprimermi in merito a quelle parole che erano intese in senso di attaccamento e amore! Il “ma vi ringrazio” non era riferito a quello a cui ti riferisci tu, ma semplicemente all’ AMORE DIMOSTRATOGLI che seppur per vie estreme, giuste o sbagliate, è stato un segno di amore verso il proprio padre e di questo ci ringraziava non certo di salvarlo da un destino che tutti già sapevano A PRIORI avrebbe detto MARINO! Né tantome lui ci ha mai detto di non volere andarci (dove pertanto so che sta bene e la comunità, che che se ne dica, lo ama e lo sta seguendo SUL PRIMO ANNUNCIO!). Poi non credere che a d.Pietro gli abbia fatto comodo tutto quel clamore, cosa mai avvenuta prima per nessun altro prete… Facciamo una cosa: lasciamo stare…

    Buon lavoro a chi ancora e nonostante tutto continuano ad amare! Siete tutti miei fratelli più di quello che mai possiate pensare!!

  85. salvatore said

    Vorrei esprimere tutta la mia solidarietà a Marco Cianfanelli.

    A prescindere dalle sue posizioni, ha quella passione genuina e contagiosa che solo nel cuore dei giovani si può trovare. Intendo dire “giovani” proprio in senso anagrafico: lasciamo perdere gli “eternamente giovani dentro”, per una santa volta! Qualcuno (credo sia Clemenceau) ha fatto una volta notare che “chi non è radicale a 20 anni non ha cuore, ma che chi a 50 non è conservatore non ha cervello”. Un ottimo aforisma per ricordare che gli entusiasmi giovanili devono, in un contesto veramente civile (…vogliamo aggiungere Cristiano?), incontrarsi e confrontarsi con la saggezza che viene dall’esperienza. Ma io aggiungo: guai a chi quel cuore colpisce, perché colpisce le sue stesse speranze, che solo nei giovani possono trovarsi. Ci vuole rispetto, per un tale coraggio e per una tale forza d’animo. Per quanto mi riguarda, dunque, non osi nessuno, che non abbia almeno il coraggio di firmarsi col proprio nome, ribattere a Marco, ingaggiando con lui la solita schermaglia di polemiche. Sempre per quanto mi riguarda (…hai visto mai si dovesse offendere qualcuno?) giudico come il bene più prezioso in assoluto che ho ottenuto dalla mia “conversione” (non rinuncerò mai alle virgolette, perché mai sarò perfetto) l’aver scoperto la dignità del mio nome. Ed è per questo che anch’io firmo col mio, di nome. Con quello vero! Devo questo dono, ed il coraggio che da questo ne viene, sicuramente a Dio, ma anche a don Pietro, che è stato perlomeno capace di farmi percepire il significato del sacramento del battesimo. Speriamo di riuscire a conservarlo.

    Infine a Marco vorrei regalare, come antidoto per i suoi momenti bui, il ricordo della reazione che ebbe il popolo di Napoli una volta che (erano gli anni 70) la chiesa aveva retrocesso S. Gennaro ad una sorta di santo di serie B. La gente scrisse sotto la statua del santo “S. Gennà, fottatenne!”. Ne ho la foto, su un vecchio libro di L. De Crescenzo, ma non so come fare a pubblicarla. Va bene uguale, immagino: una sana battuta è quanto effettivamente ci vuole ogni tanto. Mi pare, peraltro, che almeno per S. Gennaro abbia funzionato a meraviglia. E’ stato riammesso!

  86. Marco Cianfanelli said

    Grazie Salvatore per tutte le tue parole tenterò di farne tesoro!!!

    P.S.: La storia di S.Gennaro è davvero bella mi mancava… ahahah!

  87. Era ora!!! said

    Ma che bel pensiero signor Ghino di tacco!!!
    Finalmente qualcuno che dice chiaramente quello che si deve fare: “Speriamo solo che se ne vadano presto, perché non se ne può più di questa gente che ha come obiettivo solo quello di screditare, di mettere in cattiva luce questa comunità e il suo nuovo pastore.”
    Che modestia!!!
    Perchè è chiaro: chi sbaglia non può essere lei! Sia mai!
    Lei che magari si presenta con tanti sorrisi, una stretta di mano, una pacca sulla spalla e via cosi. Tutto bene, va tutto bene. Salvo poi, lontano da orecchie indiscrete, raccontarne di cotte e di crude.

    Cosa sarà mai successo in consiglio pastorale? Qualcuno ha detto quello che pensa? E meno male! Era ora! Penso sia arrivato il momento di smetterla di raccontarci tante barzellette, di far credere che tutto fila liscio come l’olio!

    E poi ancora con questa storia di don Pietro. Ancora con quest’idea che basta un suo cenno e tutti pronti sull’attenti.
    Sembrerà strano ma le persone sono in grado di ragionare, pensare, agire anche da sole.
    Se è convinto di quello che dice, ci parli con don Pietro, direttamente però, se ne ha il coraggio.

  88. pasquale said

    caro ghino, sono pasquale e tu mi conosci gia.. mi chiedo perchè una persona cosi lluminata e convinta dei propri pensieri—NON MI PARLA IN FACCIA???

    Ecco io al consiglio certo non sono stato esempio di tanta cristianità… E vi assicuro che mi pento ancor oggi di quello che ho fatto….Ma se è vero che i modi sono stati sbagliati è vero anche che la sostanza rimane quella!( non ripeto quello che ha deto nel suo intervento marco)
    Noi parliamo in faccia e al consiglio abbiamo invitato tutti a farlo…E sai una cosa?? tutti ci hanno detto di essere d’accordo…

    Io mi chiedo… se eri al consiglio…. SEI UNA PERSONA FALSA E MESCHINA CHE NON HA IL CORAGGIO DI PARLARE NELLA VERITA’…
    SE NON C’ERI…ALLORA DIMOSTRA DI NON AVER PAURA dEI TUOI PENSIERI E FIRMATI SU QUESTO BLOG…

    IO E MARCO LO ABBIAMO FATTO…SE VUOI UN CONFRONTO…E’ GIUSTO CHE TU TI MOSTYRA…

    MA LA VUOI SAPERE UN’ALTRA COSA??…TU NON LO FARAI..TU NON AVRAI IL CORAGGIO DI MOSTRARTI..
    PERCHE’ NON HAI LE P******E—-

    VERGOGNATI DUNQUE DI QUELLO CHE DICI SE NON HAI IL CORAGGIO DI PRENDERTENE LA RESPONSABILITA!!

    POPOLO DI INTERNET..SCOMMETETE cHE NON SI FIRMERA…???

  89. gianni di fazio said

    Giusto Salvato’! E’ stato proprio Clemenceau. Il problema qui è che gli entusiasmi giovanili non si sono incontrati e confrontati con la saggezza che viene dall’esperienza, ma con un manipolo di quasi cinquantenni ormai, esaltati e pompati, che semplicemente non riescono a sopportare di non essere più i numeri uno. Tutto qui!
    C’hai ragione Salvato’, se il cuore, l’avventatezza, ma anche l’immaturità dei ventenni non s’incontra con la saggezza dei 50enni, le cose non funzionano. E infatti non hanno funzionato! I 50enni si sono rivelati più immaturi di loro! Ma non li biasimo, son anche da comprendere, all’interno della Chiesa hanno vissuto solo l’esperienza don Pietro, nessun’altra. Non hanno mai vissuto l’avvicendarsi di parroci in altre parrocchie. Per loro la Chiesa è don Pietro. E’ evidente che si tratti di una visione limitata, e quindi limitato è il loro agire. Ne parlavo anche con altri preti, con gente di Marino che se n’è andata o che se ne vuole andare, si comincia a parlare di setta, con le riunioni del giovedì a Valle Pozzo, con i ragazzi che dicono che devono studiare e poi invece se ne vanno a S. Agata, etc.etc.

  90. Silvia Duci said

    Solidarietà completa a Marco Cianfanelli (ed a chi , al Consiglio, ha agito, mosso dall’amore per la comunità ed i fratelli) che, secondo me, possiede il dono di leggere i fatti e di delinearli, senza essere pretestuoso. E’ accogliente e moderato, anche quando, si lascia andare a moti passionali, propri di chi, nelle cose ci mette l’anima. Perdere chi, come lui, (non è il solo nella nostra parrocchia), non fa solo un servizio alla comunità, ma diventa ‘servo’ per l’altro, per l’amore di Gesù Cristo, secondo me, sarebbe una grave perdita….. si può non condividere, si possono avere vedute differenti, si può non avere simpatia, si può essere fatti in modo diverso (riprendo parole dell’omelia di domenica scorsa, del nostro parroco Don Aldo) ma non si può dimenticare di mostrare il volto accogliente di Gesù Cristo.

  91. Italia said

    Nell’ultimo Consiglio Pastorale, come sempre del resto, non è stato impedito ad alcuno di parlare, per cui Ghino di Tacco poteva liberamente intervenire ed esprimere le sue opinioni in quella sede.
    Secondo me non era il caso di parlare degli argomenti trattati nel blog oltretutto perché era stata espressamente chiesta da un membro del Consiglio Pastorale la riservatezza tacitamente accolta da tutti.
    Averlo fatto ha suscitato la legittima puntualizzazione e precisazione di chi è intervenuto esponendo il suo pensiero e le sue perplessità ed assumendosene tutte le responsabilità.
    Se Ghino di Tacco non era presente poteva avere la pazienza di aspettare di parlarne nel prossimo Consiglio Pastorale che si svolgerà a breve.

  92. Antonio said

    Caro Ghino Di Tacco, il tuo intervento può essere considerato come il MANUALE DEL PERFETTO DISTRUTTORE DI COMUNITA’, complimenti, continua così, continua a prendere a calci quel Gesù Cristo che, nonostante tutto, seguita disperatamente a parlare d’Amore.
    E poi ci si domanda del perché questa comunità stia andando a rotoli !
    Eppure, nonostante il clima oggettivamente difficile ed ostile, tutti noi operatori pastorali stiamo portando avanti gli impegni assunti, stiamo continuando a lavorare con impegno e coerenza al contrario di chi parla vigliaccamente alle spalle dispensando odio e cattiveria dall’alto del suo sterile far niente.
    C’ero anch’io all’ultimo consiglio pastorale: è stato un momento duro, difficile, di aspro confronto ma, al tempo stesso, leale, sincero e chiarificatore.
    Sono rimasto favorevolmente impressionato dalla VOGLIA DI CHIESA dei giovani i quali, in modo netto e coraggioso, hanno espresso le proprie difficoltà, hanno chiesto una CHIAREZZA PASTORALE che è a tutt’oggi inesistente ed hanno comunque ribadito la loro piena disponibilità al servizio del Vangelo.
    In contrapposizione a tutto ciò ho anche visto reazioni fuori luogo, sopra le righe, offensive ed ingiustificate da parte di chi dovrebbe essere di esempio e dovrebbe rappresentare, per tutti, un punto di riferimento per quanto riguarda la misericordia e la carità ( non sto parlando di don Aldo il quale, al contrario, ha accolto con tranquillità le istanze dei giovani ).

    Siamo veramente caduti molto in basso ed è certo che finchè personaggi come Ghino Di Tacco e come Gianni Di Fazio, del quale ho appena letto le deliranti esternazioni, continueranno ad INQUINARE la nostra comunità, non ci sarà alcun futuro per la chiesa di Ariccia.

  93. Un cuore sincero said

    RISPONDO AD ANTONIO, MARCO, PASQUALE, …….. ECC.:

    CI SARA’ FUTURO PER LA CHIESA DI ARICCIA SE OGNUNO DI NOI INIZIERA’ VERAMENTE AD AMARE GESU’ NEI FATTI ANZICHE’ CON PAROLE E DISCORSI DI GRANDE EFFETTO. CREDO CHE SIAMO VERAMENTE GIUNTI AD UN GIRO DI BOA, ABBIAMO TUTTI BISOGNO DI SILENZIO E DI DESERTO, PER METTERCI IN CAMMINO VERSO UNA NUOVA DIMENSIONE. E COME FECE ABRAMO ED IL POPOLO EBRAICO. ANCHE NOI SIAMO IN CAMMINO PER SCOPRIRE UNA NUOVA REALTA’. QUESTO CAMMINO PERO’ E’ FATICOSO E PUO’ COMPORTARE L’ATTRAVERSAMENTO DEL “DESERTO”, DI UN PERIODO CIOE’ CHE METTE ALLA PROVA IL NOSTRO ESSERE CRISTIANI. E’ UN MOMENTO DI LOTTA, IN CUI SI E’ MINACCIATI DALLA TENTAZIONE DI ABBANDONARE, MA ANCHE IL MOMENTO DELLA RISCOPERTA DI CIO’ CHE RIMANE VERAMENTE AL DI LA’ DELLE AVVERSITA’ E DIFFICOLTA’ CHE OGNUNO PUO’ INCONTRARE. E’ IL TEMPO DI RISCOPRIRE L’AMORE APPASSIONATO DI DIO CHE COME UN FIDANZATO GELOSO CI CHIAMA IN DISPARTE PER RIVERLARCI IL SUO AMORE.
    RISCOPRIAMOCI AMATI DA DIO E RISCOPRIAMO QUELLE VIRTU’ CARDINALI – FEDE, SPERANZA E CARITA’ – CHE TRASFORMANO IL DESERTO IN LATTE E MIELE.

    E’ INNEGABILE CHE TANTI MALANNI SONO PROCURATI DALLE NOSTRE STESSE MANI, DALLA SCIOCCA OSTINAZIONE DI RICERCARE SOLO QUELLO CHE RITENIAMO UTILE SULLA BASE DI MERE E TROPPO RAZIONALI CONSIDERAZIONI UMANE.
    MADRE TERESA DI CALCUTTA USAVA DIRE. “TUTTO FU OPERA DI DIO. NIENTE FU OPERA MIA.” BISOGNA DUNQUE RINNOVARE, RINVIGORIRE LA NOSTRA CAPACITA’ DI GIUDICARE E DI DISCERNERE, ……….. E TUTTO SARA’ DIVERSO.

    SALUTO TUTTI IN CRISTO.

  94. Parrocchiano Wonderful said

    Mah… Scusa “Cuore Sincero” leggevo le tue belle parole ma che davvero sono solo delle belle parole di circostanza…
    Qui la sostanza è ben altra se non hai capito del tutto il problema rileggiti i commenti precedenti e piantamola con questa Chiesa del “volemose bene” tanto ciò che conta è che Dio ci ama e basta…

    NOOO IO NON SONO D’ACCORDO!!

    Bisogna mettere OLTRE AL CUORE ANCHE IL NOSTRO IMPEGNO SINCERO (e con impegno non penso solo a chi ha tanto tempo da dedicare, parlo anche delle semplici relazioni umane vere, preghiere, piccole attenzioni, ecc.) e dove non arriveremo noi allora sì che arriverà Lui.
    La sincerità di cuore di cuore, purtroppo, dato che io non sono il Padre Eterno non la scruto nei tuoi cuori, bensì posso vedere solo le azioni la posso riscontrare solo nei gesti, per cui SE PREDICHI BENE MA RAZZOLI MALE CHE DOVREI PENSARE? TU CHE PENSERESTI? IO NON CERTO ALLA SINCERITA’ DI CUORE… Con ciò non voglio giudicare certo la persona però NON PARLIAMO DI SINCERITA’ DI CUORE x favore…
    Se dicevamo di mettere in comune i nostri pochi pani e pochi pesci e poi ci mettiamo una bella pianta di zizzania PENSI ANDRA’ TUTTO BENE COME PRIMA? O qualcuno potrà forse saziarsi con due foglie di “insalata alla zizzania”?
    Piantiamola con queste parole smielate che a parlare bene sono capaci tutti… le parole se le porta via il vento…
    LE PAROLE SENZA GESTI SONO ARIA FRITTA!!!
    CHE SI CHIACCHIERASSE MENO E SI FACESSERO PIU’ GESTI!

  95. Antonio said

    Mitico Parrocchiano!!!!!!!!!!!
    Giuro che, se sei libero, ti sposo!!!!!!!!!!!(ahahahahaha)

  96. Marco Cotello said

    Penso sia il caso di firmarmi così, per chiarezza dato che il mio conome lo conoscono in pochi ormai….volevo dire solo un paio di punti, oltre naturalmente a dare il mio completo appoggio a Marco come hanno già fatto altri…

    1- Mi dispiace Ghino se le ultme parole che ricordi del Don siano quelle…poichè le ultime parole che disse (almeno a noi giovani) prima di andare a Marino furono…
    “RIMANETE NELL’AMORE DI CRISTO” Un Amore che se l’accogli nella tua vita ti rende libero da qualsiasi zozzura! Libero di agire nella Verità e perseguire la Verità. Io sono TESTIMONE dei fatti di cui ha parlato Marco, abbiamo agito nella sincerità chiedendo delle spiegazioni, senza screditare nessuno! Semmai siamo stati noi ad essere stati screditati!Hanno detto che abbiamo mollato i nostri impegni, bah! Ma dato che quello che faccio non lo faccio per don aldo, come non lo facevo per don pietro, le chiacchere non mi tangono (in virtù di quell’essere libero).
    Quindi Ghino se conosci i fatti, buon per te, altrimenti per apri bocca e ce dai fiato??

    2- Per quanto riguarda il fatto che si spera che noi giovani ce ne andiamo, beh, rimango allibito dalla cristianità di tale affermazione…in quest’anno è uscita la nuova edizione delle Bibbia, dovrei andarla a comperare, poichè sulla mia ‘ste cose non ci sono scritte dannazione!!! Mi devo aggiornare!!! La prendo sullo scherzo, poichè non penso che meriti altro tale affermazione! SE VUOI CAMBIARE QUALCOSA GHINO, RIMBOCCATI LE MANI E VIENI A LAVORARE IN ORATORIO, CHE C’E’ DAVVERO TROPPO DA FARE!
    Tu che hai in bocca belle parole, don aldo di qua, don pietro de là…ti siete chiesto come stanno vivendo i piccoli e i ragazzi questo cambiamento??? Pensi forse che in quanto piccoli per loro sia uguale? Beh se cerchi noi giovani, stiamo tentando con tutte le nostre forze di non abbandonare LORO! E di annunciargli il Cristo che è stato annunciato a noi! Le apparenze non ci interessano…

    3- Colgo l’occasione per ringraziare a nome degli educatori, tutti coloro che hanno partecipato alla festa di ieri! E’ stato proprio un BELLISSIMO MOMENTO PER LA COMUNITA’ DI CUI SONO ORGOGLIOSO! UN MOMENTO DI UNITA’ E DI FESTA! Grazie a chi ci ha aiutato sia con la preghiera sia manualmente, grazie a tutti i ragazzi e animatori che si sono spesi per i più piccoli! Tutti hanno contribuito affinchè sia stato un momento di Gioia.

  97. Chiara said

    Buonasera a tutti!
    Basta parole, io credo che siano i fatti che dimostrino la realtà e non le tante chiacchiere che vengono fatte da persone come Gino di Tacco o Gianni di Fazio.
    Non è mia abitudine offendere sul blog, proprio perchè preferisco parlare faccia a faccia con le persone, però se le persone non si firmano non posso confrontarmi con loro e allora l’unico modo che ho è il blog.
    Come dicevo sono i fatti che dimostrano come stanno le cose, e allora vi riporto una serie di cose e poi voglio vedere come farete ancora ad attaccare i giovani… non i giovani in generale, ma noi giovani di Ariccia… noi che sabato scorso, in 10 e con l’aiuto di un gruppo di adulti che hanno cucinato, abbiamo organizzato una festa in oratorio con 150 persone, adulti, giovani e bambini… una festa piena di gioia, canti, balli e giochi, dove nessuno è stato messo in disparte e tutti sono stati coinvolti. Una festa il cui obiettivo era l’accoglienza verso tutti ed il divertimento con il sorriso sincero. Una festa la cui parola d’ordine per noi era “animare”: cioè dare un’anima alla festa. E queste è solo l’ultimo di tanti momenti che da ottobre cerchiamo di organizzare per la nostra comunità. Cari Gino di Tacco e Gianni di Fazio ma pensate che qualcuno ci paghi per fare queste cose? O pensate che lo facciamo per essere ringraziati o essere i primi agli occhi di Don Aldo? Ci chiedete di andarcene ed io credo che se non la smettete qualcuno di noi prima o poi se ne andrà e sapete chi ci rimetterà: la comunità!!! Pensate che il nostro andarcene sarà una vittoria, bè sarà la nostra e la vostra più grande sconfitta! I giovani sono il futuro e non è retorica… chi andrà ad annunciare Cristo ad un gruppo di giovani di 16 anni o ai bambini piccoli ci andrete voi…
    Sapete cosa vi dico, ci avete stancato, noi non abbiamo vissuto solo l’esperienza di Don Pietro, noi abbiamo vissuto la Chiesa, la vita diocesana e nel mio caso anche la Chiesa universale (vista l’esperienza in Argentina).
    Ci descrivete come bugiardi, immaturi, limitati e sostenete che ce ne dovremmo andare… ma lo sapete che vi dico: prego Dio che mi faccia rimanere così immatura e limitata, ma con un cuore sincero e che sogna, che va oltre gli schemi moralisti e che lotta per la libertà.
    Basta polemiche, per fortuna nonostante il periodo veramente pesante al’interno della comunità Dio mi dà tanta forza per continuare ad agire e a fare quello che faccio.
    Ti ringrazio Dio per avermi fatta immatura e limitata e soprattutto ti ringrazio per avermi messo accanto un gruppo di “Giovani immaturi e limitati”. Grazie LDF G continuiamo a sognare sempre insieme e a realizzare i nostri sogni come abbiamo fatto con la festa di sabato scorso!!! Bè ora con il travestimento da trogloditi di sabato scorso ci potete dare a ragione degli immaturi e limitati!!!
    Buona cena a tutti!!!

  98. operatrice pastorale said

    operatrice pastorale detto
    Sono una operatrice pastorale della parrocchia di Ariccia, la quale ha letto la pubblicazione”Sento che la Chiesa mi circonda” su papa Paolo VI e ricorda molto bene il pontificato di questo grande papa, che la stessa ha incontrato nel periodo in cui era membro del consiglio pastorale diocesano.
    Purtroppo nel capitolo “Paolo VI e la diocesi di Albano” è stata dimenticata, mi auguro involontariamente, (anche se nutro seri dubbi), la visita che il papa ha effettuato ad Ariccia il 6 settembre 1965.Ricordo molto bene le due ali di folla che, in via A. Chigi, accompagnarono il pontefice all’ospedale ortopedico spolverini, dove lo attendevano quei “tanti bambini” sofferenti colpiti dalla polio.
    Ancora oggi quell’incontro è presente nel cuore e nella mente di tutti anche attraverso la targa ricordo affissa nella cappella dell’ospedale dove i malati e i loro familiari assistono alla messa e i loro occhi si posano su quel 6 settembre 1965.
    Peccato che i rappresentanti della diocesi lo ABBIANO DIMENTICATO!

  99. Antonio said

    Grazie giovani!!!!!
    Belli, siete belli, siete giovani e belli, siete il futuro del nostro grigio e corrotto mondo.
    Grazie per il vostro entusiasmo, grazie per la vostra testimonianza, grazie per il vostro impegno, grazie perché, alla vostra età, io pensavo solo a divertirmi (ed ovviamente non mi divertivo perché non capivo un c…o), grazie perché ci fate vergognare di come viviamo e di come ragioniamo in nome di una vecchia, sterile, falsa sicurezza e stabilità.
    Grazie perché esistete e ci ricordate, ogni giorno, che la vita è un sogno! La vita non è fatta solo di doveri, di certezze, di stupidi e squallidi obbiettivi da raggiungere a tutti i costi, la vita è solo ed esclusivamente…vita!!!
    Vita regalata da Dio, vita per essere goduta, vita per vivere oggi, adesso, in ogni istante il Regno di Dio.

  100. Gios65 said

    Pur nn essendo della vostra comunità parrocchiale nè di Ariccia vorrei dire il mio sentito grazie a Chiara che ha specificato nel suo intervento che ci sono giovani meravigliosi che nell’ambito delle Comunità ecclesiali esprimono una vitalità e ricchezza valoriale che ci fanno riconciliare con qto mondo giovanile che purtroppo è pervaso da fenomeni che nn solo sono preoccupanti,ma che dovrebbero indurci ad un serio ripensamento di come stiamo portando avanti qta nostra società.Mentre vi scrivo su Rai 1 trasmettono un servizio sul mondo giovanile che vi assicuro nn è per niente rassicurante e che ci mostra un’altra faccia di qta realtà che è prigioniera di qllo che la rivista CIVILTA’ CATTOLICA ha definito il “VUOTO NIENTE”.Quel “vuoto niente” che spinge i ragazzi verso un vitalismo fine a se stesso fatto di disimpegno e noia che sovente si traducono in bullismo,razzismo e disfattismo pantoclastico.Mi chiedo che futuro può avere una società che di fatto ha fallito nell’ educazione delle nuove generazioni che sempre di più sono appiattite ed omologate da un pensiero televisivo dominante ed unico dove i valori,soprattutto qlli cristiani,sono disprezzati,vilipesi e irrisi?A mio avviso è qto il dramma contemporaneo che getta molti di noi nel panico e nel disorientamento e che ci dovrebbe far chiedere ad alta voce dove abbiamo e stiamo sbagliando anche come Chiesa e come famiglie che stanno perdendo la loro valenza di AGENZIE EDUCATIVE per antonomasia.La caduta a picco della solidarietà laica,della carità cristiana,del rispetto del diverso,dell’attenzione nei confronti dei diversamente abili,dei malati,dei poveri è la cartina di tornasole che ci mostra una parte di qti giovani irretiti dal narcisismo egoista dove conta l’affermazione di sè a tutti i costi,l’apparire,e il mostrarsi agli altri, anche attraverso i nuovi mezzi di comunicazione,per sentirsi semplicemente esistenti e per un giorno protagonisti, anche se in negativo.Credo, obiettivamente che sono in parte qte le cose che hanno fatto parlare il Papa Benedetto XVI di “emergenza educativa”;un’emergenza sulla qle tutta la Chiesa italiana è chiamata a confrontarsi e riflettere.Sarebbe bello e gravido di speranza per un mondo nuovo se ci fossero tante “CHIARE” e tanti ragazzi e giovani pronti a spendere la loro vita per ideali alti che rendano qto nostro mondo meno orrorifico e decadente.Dunque tutti rimbocchiamoci le maniche per fare qllo che alcuni anni fa una suora educatrice dalle pagine di Famiglia Cristiana, rispondendo alla domanda su che cosa si potesse fare per superare la crisi del mondo giovanile,rispose:”EDUCARE,EDUCARE,EDUCARE!!!!”.

  101. Giovanni said

    Non voglio entrare nelle dinamiche interne di una comunità che nn conosco,ma vorrei dire a colui o colei che si cela dietro lo pseudonimo “Ghino di Tacco” che dovrebbe uscire dalle strettoie di una visione provinciale dei giovani e considerare, i tanti che ad Ariccia sono ancora impegnati nell’ECCLESIA,come un vero miracolo.Si faccia un giretto nelle Parrocchie del Lazio e si accorgerà che se nn siamo nel deserto poco ci manca.Dunque discutete pure, ma tenetevi stretti quei tesori preziosi che sono i vostri giovani,che potranno avere anche tanti difetti, ma certamente con il loro esserci esprimono una speranza per la Chiesa e il mondo.Solo una cosa chiedo da estraneo ma cattolico come voi:non contrapponete più don Pietro e don Aldo.Purtroppo è qta l’immagine che ne ricaviamo noi che nn siamo della vostra parrocchia.Ormai siete tutti chiamati a camminare con il nuovo pastore che deve essere amato e rispettato se siete vera CHIESA.Solo una postilla che nn vuole essere polemica ma richiamare le disposizioni del Codice di Diritto Canonico che sono vincolanti anche per la Parrocchia di Ariccia.Il Consiglio Parrocchiale,immagine di qllo diocesano, è un’organo pastorale facoltativo che ha come natura e funzione qlla di coaduvare il parroco nel governo della Parrocchia che da un punto di vista giuridico e canonico è “una persona giuridica non collettiva”, dunque la sua valenza è meramente consultiva e nn deliberativa.Inoltre nn puo mai diventare un’organo pari alle assemblee condominali dove l’ordine del giorno per essere approvato ha bisogno del consenso della maggioranza.Infatti la parola decisiva ed ultima spetta solo al parroco.Non sò se don Pietro nel congedarsi dalla sua realtà ecclesiale abbia spiegato ai membri del suo consiglio che con la sede vacante erano decaduti,se lo ha fatto ha dimostrato una grande saggezza pastorale e una delicatezza sacerdotale nei confronti di don Aldo che è libero di scegliere anche un nuovo consiglio pastorale o confermare qllo esistente come mi sembra abbia fatto.Comunque rimanete uniti per essere “sale della terra” la vostra terra e “lievito della massa”.Disapprovo coloro che parlano di don Pietro,che nn conosco,come un “creatore” di sette.Stimolare i cattolici ad un impegno serio e convinto nn è settario ma è richiesto dall’attuale Papa che parla di nuova evangelizzazione.

  102. per gianni said

    Sembra che qualcuno si incontri per leggere e meditare la parola di Dio e che succede?
    E’ UNA SETTA
    Grosso modo si diceva così anche dei primi cristiani.
    Ma fatemi il piacere e fatela finita!
    Possibile che si deve vedere negativo anche quando si fa una cosa così bella come leggere il Vangelo, magari guidati da un prete?
    Gianni, se questi incontri si fanno, vacci anche tu! Mi raccomando, portati la Bibbia.

  103. Paola said

    Buonasera. Vorrei sapere da Gianni Di Fazio cosa intendeva dire esattamente con queste parole:
    “Ne parlavo anche con altri preti, con gente di Marino che se n’è andata o che se ne vuole andare, si comincia a parlare di setta, con le riunioni del giovedì a Valle Pozzo, con i ragazzi che dicono che devono studiare e poi invece se ne vanno a S. Agata, etc.etc.”
    Io sono di Marino e vedo che don Pietro riscuote molto successo, sia per il suo stile pastorale che per tutte le novità che sta portando. La messa è sempre affollata, nonostate a volte sia lunga.
    Dov’è questa gente che se ne va? E poi con quali preti hai parlato? Perchè i preti parlano di queste storie e di don Pietro? E poi con te? Che significa che si parla di setta a Marino? Spiegati meglio.
    Su Valle Pozzo e i ragazzi pure non sei stato chiaro. Sono ragazzi di Marino? Visto che butti lì delle accuse, perchè non ti spieghi?

  104. Pasquale said

    AHHAHAHAH…quante grasse risate che mi sto facendo….

    Non per qualcosa..ma per il semplice fatto di aver vinto la mia piccola scommessa…e cioè..che “GHINO DI TACCHIO” è rimasto tale e non si è mostrato!!!

    Grazie di aver confermato le mie sensazioni..e cioè che sei una persona senza p***e…E senza fede..!!! Bravo bravo..ci vediamo domenica a messa..cosi vedrò come ti batti bene il petto!!!

    W L’amore..!!! Quello vero, quello sincero..che non ha paura della VERITA’

  105. Marco Cianfanelli said

    Stai tranquilla Paola non riceverai nessuna risposta né firmata né anonima perché solo di questo sono capaci certe persone di tirare il sasso e nascondere la mano…

    TANTO PIU’ DA FIRMARSI CON UN NOME FALSO, COME “GIANNI DI FAZIO”, INESISTENTE NELLA NOSTRA PARROCCHIA E POICHE’ NON MI PARE CHE SIA LA PRIMA VOLTA CHE ACCADE SU QUESTO BLOG CHIEDEREI ALLO STAFF DI EVITARE (in caso si capisca lampantemente come in questo caso) CHE QUALCUNO POSSA UTILIZZARE NOMI ALTRUI VIGLIACCAMENTE, CI SI SCRIVA ALLORA “MISTER X” ALTRIMENTI POI CI POTREBBE ESSERE PURE CHI PENSA CHE QUELLO SIA STATO COSI’ CORAGGIOSO DA DIRE LA VERITA’ E METTERCI LA FACCIA! DATO CHE INVECE QUI MI PARE CHE NESSUNO HA IL CORAGGIO DI METTERCI LA FACCIA QUANDO DICE UNA MENZOGNA…O ANCOR PEGGIO CI METTE LA FACCIA DI QUALCUN ALTRO!!
    ED E’ X QUESTO CHE HO DECISO DI FIRMARMI COME I MIEI FRATELLI TROPPO SPESSO INGIUSTAMENTE ATTACCATI ALLE SPALLE. PERCHE’ CHI DICE IL VERO NON HA DA TEMERE NULLA ED IO CAMMINO A TESTA ALTA DAVANTI A TUTTI!!!

    Le riunioni di “Valle Pozzo” delle quali nemmeno si ha il coraggio di parlare te le spiego io in quanto facente parte ALLA LUCE DEL SOLE anche PER LA LEGGE ITALIANA della ONLUS BETHEL che è nata da poco che ha come unico scopo promuovere l’approfondimento delle Sacre Scritture. TE NE PARLO IN QUALITA’ DI SOCIO FONDATORE CON RESPONSABILITA’ CIVILI E PENALI per cui se dovete parlare di Bethel chiamatela per nome! O temete che poi le vostre tesi non stiano più in piedi? Spiegato questo mi chiedo quale sia il problema di incontrarsi col proprio padre spirituale sulla Parola?! Forse si è gelosi?! Altrimenti né umanamente né cristianamente ne vedo il problema e pertanto nemmeno si porrebbe in quanto la diffusione del Verbo di Dio va sempre appoggiata da parte di chi si afferma cristiano. Lo stesso Vescovo ha detto più volte che ognuno è libero di scegliere il proprio padre spirituale per fare una propria formazione. Perciò ancora una volta aggiungo NON PERMETTETEVI PIU’ DI DIRE O SCRIVERE NULLA DI FALSO RIGUARDO AD ARICCIA E BETHEL: BUGIARDI!

  106. salvatore said

    Caro Pasquale, ma di che … “Tacchio” parli? Attento con le parole, che sono importanti: Tacco, non Tacchio! A beneficio dei più giovani, come si legge su Wikipedia:

    “Ghinotto di Tacco, detto Ghino, nacque a La Fratta nella seconda metà del XIII secolo, oggi nel comune di Sinalunga (SI). Figlio del nobile ghibellino Tacco di Ugolino e fratello di Turino, era un rampollo della famiglia Cacciaconti Monacheschi Pecorai, ed insieme al padre, al fratello e uno zio commetteva furti e rapine …”

    E poi ancora:

    “…Bettino Craxi firmava con lo pseudonimo Ghino di Tacco i suoi editoriali di analisi politica ed articoli pubblicati sul giornale l’Avanti!, che era il quotidiano del Partito Socialista Italiano (PSI). Si trattava dell’epiteto con il quale spregiativamente il direttore de La Repubblica Eugenio Scalfari aveva assimilato la sua “rendita di posizione” nella politica italiana a quella del celebre bandito medievale che dalla rocca di Radicofani calava sui viandanti della via Francigena (allora unica via di comunicazione tra Firenze e Roma)”

    Dunque si tratta, nella realtà storica, o di un ladro, rampollo di Pecorai, oppure di un politico … diciamo della prima repubblica, tanto per non rischiare fraintendimenti.

    Che queste notizie storiche giovino o meno alla tua curiosità, eventualmente facendoti balenare qualche associazione di idee, fatti, circostanze o volti, non saprei. Ma in ogni caso, se questo può consolarti, si tratta (storicamente, per carità) in ogni caso di gente morta. Sia pace all’anima loro.

    Un saluto affettuoso,

    Salvatore

  107. Marco Cotello said

    ahahaha ringrazio Salvatore per la cristallina chiarificazione!!!!! Oh vedi Pasquà non si finisce mai di imparare!!!

    Cmq Marco il problema è proprio questo…che dato che STIAMO FACENDO TUTTO ALLA LUCE SOLE DAVANTI A TUTTI…e soprattutto la verità E’ davanti a tutti, se qualcuno vuole per forza DENIGRARCI, allora deve FARLO CON BUGIE!!!

    Per essere chiarificatore come Salvatore vi riporto direttamente dallo Zanichelli, poichè tale comportamento merita una definizione:

    DENIGRARE: v. 1ª tr. (Ind. pres. denìgro), cercare di togliere con l’inganno e malignamente il merito, la fama, il buon nome a una persona oppure il pregio, il valore a una cosa.

    Mi chiedo perchè ci perdete tanto tempo a scrivere cattiverie?? che ce ne guadagnate?? perdete tempo a PENSARLE, COSTRUIRLE, ARGOMENTARLE, SCRIVERLE… Perchè non occupate il tempo in qualcosa di socialmente utile? non è un modo di dire, dico LETTERALMENTE: OCCUPATE IL VOSTRO TEMPO E SPENDETELO PER FARE DEL BENE A CHI VI CAMMINA VICINO.

    Vi lascio con una frase scritta nella cappellina di Cogne dove ormai andiamo da anni..
    “TUTTO CIO’ CHE NON E’ DONATO, E’ PERDUTO” ( vale anche per il tempo…)

  108. Una persona che va in chiesa per Dio e non per il prete... said

    Salve a tutti.

    Non ho mai scritto prima in questo blog perchè volevo aspettare di vedere fino a che punto sarebbe arrivata la materialità dell’uomo attaccato ad un altro uomo. L’uomo che ascolta la parola di Dio ma a quanto pare lotta per idolatrare un altro uomo. Chiunque esso sia, qualunque ruolo abbia, lo avete reso vergognosamente il vostro Idolo!!!

    <>

    Mi permetto di utilizzare la parola vergognoso quando poi leggo da un cristiano cattolico professante alcune frasi assurde tipo:

    “Ecco che cosa vuol dire adesso “pace”. Si esce dalla Messa senza risposte, senza domande, senza provocazioni …” –
    –> Direi, a parer mio, di una modesta cristiana e parrocchiana che la pace di cui si parla non è senz’altro sbattere sul leggio mentre si predica (non è così che si fa comprendere di più la Parola di Dio!) le domande non sono più di certo pettegolezzi sui quali si era arrivati ormai a fondare le omelie domenicali e le provocazioni da che mondo è mondo non si lanciano ponendo i fedeli l’uno contro l’altro, ma piuttosto spiegando le parole del Vangelo costruendo un’omelia che sia per TUTTI una guida settimanale. E’ questa la pace che io trovo in don Aldo, guida OGGETTIVA per la parrocchia, nuova ventata di aria pura e pulita senza preferenze, conoscenze e giudizi personali penalizzanti!

    “Si avete ragione nel dire che determinate persone fanno schifo a cercare di riavvicinarsi dopo quello che hanno fatto!!”
    –> chissà cosa avranno mai fatto queste persone di tanto MALE, tanto da non poter essere considerate perdonabili, ma d’altronde la parola di Dio insegna a perdonare; probabilmente questo capitolo Voi lo avete saltato.

    “ Avete ragione anche quando vi viene il vomito nel leggere e-mail di gente che ancora inneggia all’obbedienza e all’imprescrutabile volontà di Dio, quando loro reggevano la Pala mentre semeraro scavava la fossa insieme a Mariano!
    –> Come volevasi dimostrare questo è tutto quello che siete stati in grado di recepire e fare Vostro dalla VECCHIA GESTIONE (riprendendo un’espressione infima di un intervento!). L’uno contro l’altro. Esattamente quello di cui parlavo precedentemente!

    Trovo pieno accordo con Gigi (non a caso nome di una persona per Ariccia e la sua comuntà davvero Santa!) e poi leggere :
    “Senta sig. Gigi, ognuno ha la facoltà ed il diritto di esprimere le proprie opinioni.
    –> Appunto perché Lei può e il signor Gigi no?!

    Nessuno spara a zero sul suo amato don Aldo […] Si preoccupi di rimboccarsi le sue di maniche che alle nostre ci pensiamo noi.
    –> questa risposta mi ricorda MOLTO quella data ad un altro intervento che se non erro rispondeva con “si te pio te do na zampata ‘n petto!” …….. davvero i miei migliori complimenti per la Vostra cristianità e fratellanza, ad annoverare il diritto di parola di tutti, giusto signor Papi?

    ”Corre voce nel paese che qualcuno a nome di don Aldo abbia contattato una per una tutte le persone che a vario titolo ce l’avevano con don Pietro. Pare che ci sia già stato un incontro “riservato” con don Aldo di questo nuovo gruppo, che potremmo battezzare “i nemici di don Pietro” … sarà vero?
    –> Mi sembra di stare a leggere un copione di Zelig.. “pare che.. pare che.. ATTENTATOOOOO!! Si tratta di ATTENTATOOOO…” Le persone non sono pazze che a “VARIO TITOLO” ce l’avevano con don Pietro. Era Lui il primo a predicare “non venite in chiesa per il prete ma per Dio!” ha accusato gente di entrare in parrocchia perché infatuata dalla persona che ricopriva il ruolo spirituale piuttosto che andare nella casa del Signore per Gesù Cristo!! E Voi, suoi seguaci, cosa avete fatto in tutti questi mesi, e cosa continuate a fare? Ma smettetela! Da un punto di vista clinico potrei dire che soffrite di manie di persecuzione, tutti contro di voi, tutti contro don Pietro…. Quando invece restate ciechi di fronte all’umiltà e la disponibilità del nuovo parroco. Quando questi arrivò era al corrente di TUTTO. Tutto quello che avevate già scritto su di lui, tutte le crociate che avete organizzato per un UOMO (vedi boicottaggio della sagra della porchetta, raccolte di firme neanche in politica, striscioni osannanti per l’ennesima volta un UOMO, tutta l’Italia ha conosciuto la ridicolaggine dei paesani ariccini con il servizio di studio aperto. Etc etc) di conseguenza è arrivato in un contesto in cui si è sentito RIFIUTATO! E perché dover solo ascoltare le Vostre di campane. Magari è stato illuminato dalla volontà di verità e dall’alto numero di giovani fuori la parrocchia per motivi più o meno personali riconducibili all’ex parroco!

    E, se lo è, che senso ha? Non sembrerebbe un’iniziativa tanto “innocente”, vista la segretezza con cui è stato organizzato l’incontro, ma … come si dice, il diavolo fa le pentole …
    –> Ah, state tranquilli, che di “riservato” non c’è stato davvero niente e non ci sarà perché da nascondere non c’è proprio nulla!!! Mia figlia potrebbe risultare tra i nemici di don Pietro, tra quelli che non stavano ai suoi patti, tra quelli a cui non importava primeggiare, tra quelli che volevano agire invece di predicare e basta, ma non mi importa…. mi auguro solo con tutto il cuore che se additata come nemica di don Pietro continui per sempre ad essere amica di DIO!!!

    «Chi di voi se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va dietro a quella perduta, finché non la ritrova? Ritrovatala, se la mette in spalla tutto contento, va a casa, chiama gli amici e i vicini dicendo: Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora che era perduta. Così, vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione.
    Luca 15,4-8

    Pregate gente….. pregate! Perché forse è questo quello che don Aldo va cercando di gridare ad orecchi sordi come i vostri!!!

    Chiudo per ora i miei commenti per una questione di tempo e perché…….. devo andare al raduno segreto di don Aldo per discutere del ribasso del petrolio e del crollo di Wall Street!

    A rileggerci..

  109. anonimo said

    ok adesso basta,si parla di fare tutto allo scoperto, non credo che sia stato davvero cosi non almeno per tutti!stimo molto gli “educatori” per quello che fanno, ma alcuno torti sono stati fatti, bisognerebbe farsi un esame di coscienza prima di parlare!

  110. Chiara Martellucci said

    A volte in questo blog succede qualcosa di strano… da una parte si chiede alla Comunità di accettare, essere vicina ed aiutare il nuovo parroco e di accogliere con il sorriso le persone che ce l’avevano con Don Pietro e ora stanno riavvicinandosi, dall’altra, invece, gli stessi che ci dicono che dobbiamo stare vicini ad Don Aldo e che non dobbiamo idolatrare Don Pietro (come se fosse vero) si sentono invece in diritto di sparare a zero (con affermazioni non sempre vere) contro il vecchio parroco e contro il resto della comunità… non mi sembra ci sia coerenza, nè francamente mi sembra giusta una cosa del genere!!!
    Si parla tanto di senso di Chiesa, ma allora questa ecclesialità deve essere usata nei due versi: nei confronti di Don Aldo (ed è giusto perchè è il nostro nuovo parroco),ma anche nei confronti del vecchio… chi si fa tanto tutore del senso di Chiesa deve applicarlo nelle due direzioni perchè entrambi sono parte della Chiesa!
    Questa era la prima cosa che volevo, la seconda è che mi sento offesa, perchè leggendo il commento del Signor “Una persona che va in chiesa per Dio e non per il prete” sembra che la nostra comunità sia composta da persone che hanno voglia di primiggiare, che non agiscono e che si creano degli idoli… bè io ci sto in questa comunità e Le dico che di gente così ce ne è davvero poca, a NOI PIACE SPORCARCI LE MANI E SPORCARCELE DELL’AMORE DI CRISTO e francamente sono i fatti che la smentiscono, perchè fosse come dice Lei, che nella comunità c’è gente che non agisce e primeggia solo, tante cose che da anni si fanno in questa comunità non sarebbero state fatte!!!
    BUONA CENA A TUTTI!!!

  111. Parrocchiano said

    Oh anonimo dicci, dicci, dicci meglio di che parli che lo vogliamo sapere…

  112. Parrocchiano said

    Cristinao che vai a messa non per gli uomini, sinceramente 6 no comment… Fai pure mezzo ride… Veramente te si visto n’altro film… come se dice da ste parti allora: “SALUTIME FITA!”

  113. Marco Cotello said

    Carissimo “persona che va in Chiesa non per…etc etc”,
    hai cucinato proprio un bell’intervento…vediamo gli ingredienti:

    Pezzi di commenti vecchi, sfoghi personali, frasi tolte dal loro reale contesto

    più

    hai osannato Don Aldo come se avesse bisogno del suo avvocato difensore, e sparato a zero su don Pietro(dicendo delle bugie su di lui) e su gente che nemmeno conosci. Perchè?

    più

    Mezze verità che hai trasformato e rigirato per quello che ti serviva dire

    Più

    Un brano tratto dal Vangelo, per darti più peso..

    RISULTATO

    Una PROVOCAZIONE fresca fresca di giornata!!! senza ne capo ne coda! CREDI TANTO DI CONOSCERE IL VANGELO? ALLORA SENTI QUA… “Il regno dei cieli si può paragonare a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma mentre tutti dormivano venne il suo nemico, seminò zizzania in mezzo al grano e se ne andò.( Mt 13, 24 )il resto vattelo a leggere..!!!

    IL FATTO CHE NON HAI IL CORAGGIO DI FIRMARTI DIMOSTRA CHE HAI DETTO SOLO UNA MASSA DI IDIOZIE, E SAI CHE E’ VERO! QUINDI, PEGGIO, LE HAI DETTE DI PROPOSITO!
    Non è difficile sai… PENSA, SCRIVI, FIRMA…

  114. Marco Cotello said

    CHIEDO A TUTTI DI NON RACCOGLIERE LA PROVOCAZIONE DI “persona che va in Chies..etc etc”,
    è gente che vuole solo usare il blog per accendere RISSE DA BAR…

  115. Pasquale said

    io mi chiedo..perchè essere cosi puntuali nello scrivere ma allo stesso tempo non esserlo nell’avere il coraggio di firmarsi???

    E poi guarda caso tutte queste persone scrivono per la prima volta dopo un silezio di mesi…mmm..a giudicare dalla quantità di veleno sputato…non cred sia cosi!

    In fine…hai citato Gigi…prega Dio che Italia non legga…!!!

    che tristezza..mi rifiuto di rispondere a qualsiasi accusa che sia anonima!!!
    Fate ridere..!!

    Popolo del blog…!! sai qual’è l mia scommessa…scommetti che nessuno risponderà firmandosi???
    Offro sempre una cena fuori…ma tanto vinco io!

  116. Una persona che va in chiesa per Dio e non per il prete... said

    Una persona che va in chiesa per Dio e non per il prete…

    Che vi importa sapere chi si cela dietro ad un commento? non si tratta di firmare o meno, dovrei dirti chi sono, qual’è il soprannome di famiglia, e a chi sono figlia…. Tanto per restare nel vostro modo di fare, perchè non vi accontentereste di un nome. e poi dirvi il mio indirizzo per spedirmi a casa la zampata che avete promesso all’altro?

    E’ il messaggio che deve arrivarVi non un nome!!!

    Ovvio che fosse una provocazione, marco cotello, non serve un agente sergreto per accorgersene. Il mio commento è stato scritto se permettete quando voglio io e come voglio visto la libertà di parola che vige in Italia miei cari ragazzi. Non potete pensare di dire solo la Vostra e gli altri leggere e tacere.

    Risse da bar…. questo è davvero da no ccomment! non pensiate che qui scriva tutta gente sotto i 24 anni!!!

    E ricordatevi che difficilmente la gente parla sensa senso, spara a zero come tanto vi piace scrivere…. difficilmente, soprattutto se ferita!

    Quindi magari quelle due direzioni di cui parlava la signora/ina Chiara provate a vederle come…. noi la pensiamo così, ma magari qualcun’altro potrebbe (e che Dio lo perdoni,a questo punto!) pensarla diversamente da Voi, o magari aver vissuto diverse esperienze di quelle che Voi con la stessa persona avete vissuto… e vi assicuro che (ahimè) non sono così pochi!!!

    E tra l’altro non vedo perchè dobbiate definire bugie quello che non è successo a Voi.
    Quanti anni avete? quanti anni avete vissuto dell’ex parroco? troppi pochi rispetto a chi ad ariccia ci vive da 60 anni carissimi giovani.

    Comunque non sono qui per puntare il dito contro chissà chi, alzare la voce, agitarmi… perchè
    1) non ho nessuna ragione da avere per cui lottare, la verità la sa SOLO Dio..
    2) avevo solo intenzione di portare la Nostra di testimonianza, sempre per quel discorso di diritti, voi dite la vostra gli altri la loro, ma va bhè…

    Ah, tanto per dare una risposta a Marco Cotello:
    “Una PROVOCAZIONE fresca fresca di giornata!!! senza ne capo ne coda! CREDI TANTO DI CONOSCERE IL VANGELO? ALLORA SENTI QUA…”
    un bimbo avrebbe risposto con più maturità. Non è una gara Marco…. Nulla nel Cristo è una gara, questo forse dovete ancora capirlo!!!

    Ho preso frasi di commenti perchè erano quelle che volevo commentare.. non posso commentare tutto non avrebbe senso, mirare l’argomento per essere concreti! Essere concreti….

    Marco cotello don aldo non ha bisogno dell’avvocato difensore.. dietro don Aldo c’è Dio. e tante spiegazioni non dovete darle neanche a lui ma le darete al tempo dovuto, non vi preoccupate! Se l’Italia non vi fa giustizia, poveri non basta un TG, non bastano 500.000 firme neanche per un referendum, non temete, alla fine dei conti ci sarà Dio a far giustizia.

    Pandora
    [attenzione a scoperchiare il vaso!]

  117. Stella said

    Sull’intervento di Pandora.

    1) Non mi sembra, e ti do ragione, che la questione su cui discutere sia la tua scelta di restare anonima. E’ una delle opzioni permesse in questo blog e dunque accettabile. Lasciamo perdere il nome e badiamo alla sostanza dell’intervento.

    2) Da come parli, mi sembri una persona adulta, che può vantare una lunga frequentazione con la parrocchia di Ariccia e con don Pietro, forse fin dall’inizio.
    Visto che sembri anche coinvolta nelle cose di Dio, immagino tu sia stata, almeno i primi tempi, prima di restarne delusa, partecipe della vita parrocchiale. Immagino anche che gli errori ed i comportamenti sbagliati, che tu addebiti a don Pietro e di cui fai alcuni esempi, si siano sviluppati man mano nel tempo. Mi domando: hai provato a dire la tua? Hai cercato di fare qualcosa? Da ciò che dici si trattava di faccende non da poco … Vedendo le cose prendere una piega che non ti piaceva, sei rimasta a guardare? Hai tentato un minimo di opposizione?
    Vedi Pandora, tutte le manifestazioni e le iniziative che oggi contesti sono l’espressione di un dissenso da parte di persone (me compresa) che amano la Chiesa e se ne sentono parte e, proprio per questo, NON INTENDONO TACERE su fatti, decisioni e comportamenti che ritengono sbagliati. Gli errori si ingigantiscono anche perché nessuno si oppone. Non dico che sia semplice influire sui comportamenti della gerarchia o di un parroco, ma la mia coscienza mi impone almeno di tentare …. Io, in piena buona fede e convinta di ciò che penso, OGGI AGISCO. Qualcuno, altrettanto in buona fede e convinto, ha agito ieri?
    Ciò che davvero non comprendo, infatti, è perché si parli di certe cose solo ora che don Pietro è partito…

    3) Se dietro don Aldo c’è Dio, beh, credo proprio che Dio sia ugualmente dietro don Pietro e, persino, in egual misura (?!) dietro ognuno di noi …

    4) Noto una diversità di stile tra il tuo primo commento ed il secondo. All’inizio hai sfogato il tuo rancore e la tua sofferenza in modo molto aggressivo, direi sull’offensivo, cosa che è anche comprensibile sull’onda emotiva, esattamente come lo è però anche per quegli stralci di interventi che tu citi, anch’essi frutto di grande sofferenza e vissuti in un’atmosfera estremamente conflittuale. Allora … o va bene per tutti, o per nessuno!

    5) Sulla storia dell’idolatrare don Pietro voglio solo dirti che fai una certa confusione tra fare di una persona un idolo e apprezzare le sue qualità ed il suo operato. Tu avrai avuto una brutta esperienza con lui, ma consenti ad altri di averne fatta una diversa e di essere consapevoli di aver incontrato un uomo con una grande fede, un grandissimo amore per la Parola di Dio, un uomo che si è speso senza riserve per annunciare l’amore di Cristo, un uomo che ha amato, pur con i suoi molti limiti e difetti che nessuno nega (ma chi non ne ha?), pienamente e fedelmente la sua comunità. Non sono cose da poco, oggi, e non così frequenti.

    6) Tu dici di essere finalmente serena, avendo trovato in don Aldo una “guida OGGETTIVA per la parrocchia, nuova ventata di aria pura e pulita senza preferenze, conoscenze e giudizi personali penalizzanti!”. Non ti pare una dimensione pastorale assolutamente disincarnata? E, soprattutto, quanto credi che durerà? Certo, ora non conosce, ma … conoscerà. Conoscerà anche lui e, essendo un essere umano, avrà le sue simpatie e antipatie, formerà i suoi giudizi … solo che saranno diversi da quelli di don Pietro. Tutto qui. Pandora! Un prete è un uomo, non un ologramma! Il mondo non è di plastica, è fatto di gente, di carne e sangue, di odio e amore …

    Dimenticavo … scoperchiamolo il vaso, se no fa la muffa !!!!!!!!

  118. Pasquale said

    Vedi pandora, sai dov’è la differenza??
    Chi ha messo le firme, chi è andato in TV, chi ha PARLATO con il vescovo, ci ha messo la faccia! E’ stato disposto anche a rischiare la “reputazione” pur di inseguire quella VERITA’ che è Cristo!
    Chi parla a viso scoperto ( o nome scoperto) lo fa perchè per le sue idee è disposto a prendersi la ZAMPATA!!
    Se permetti preferisco di gran lunga chi critica apertamente piuttosto di chi prima attacca in maniera celata e poi cerca la “PACE” a viso scoperto…

    Ognuno sia reponsabil delle proprie azioni!!

    Per rispondere a Stella: è vero che lo stile del blog ammette ( ma non incoraggia) l’anonimato; ma se è vero questo, è vero anche che nel momento in cui io non faccio discorsi (che per quanto profondi) rimango sul generale bensi faccio degli attacchi espliciti a delle persone ( o preti che siano) allora un contraddittorio onesto necessita di una discussione alla luce del sole!

    Quindi pandora, come vedi scelgo ( la cosa non ti interesserà) di non discutere sull’oggetto del tuo intervento perchè non so con chi discuto!

    L’unica appunto ( ma nulla di importante): non credere che chi abbia meno di 24 anni sia cosi immaturo… certo nessuno sostiene di essere pienamente il contrario…Ma almeno, e perdonami se monotamente ribadisco il concetto, a quanto pare ci ha meno di 24 anni ha più coraggio di te di sostenere le prprie idee ( tra gli altri vedi GIGI che si è messo contro tutti, a 16 anni, ma non ha avuto paura!)

    Aspetto con ansia una tua risposta!

  119. un altro parrocchiano said

    Ancora con questa storia di don Pietro “idolo”.
    Ma se fosse vero perché non seguirlo a Marino? Non è poi cosi lontano!
    A me la domenica, ad Ariccia, pare sempre di vedere le stesse facce. E allora? E’ tutto questo l’attaccamento maniacale verso un uomo?

    A me sembra che don Pietro, sebbene non più presente, continui ad essere più una vostra ossessione che quella di qualcun altro. Da quello che emerge dai vostri commenti, dovreste essere felici del suo trasferimento e invece niente. Ma la cosa più bella è che ve la prendete con chi è rimasto al suo posto. Fosse questo il vero problema? Fosse che, oltre ad avercela con don Pietro, odiate anche le persone che, stupidamente, l’hanno seguito nella missione di annunciare il Vangelo?

  120. Marco Cotello said

    per “persona che va in Chiesa…”

    Era ovvio che quella del Vangelo non era una gara, e non so per quale motivo tu l’abbia interpretata così, ma era solo per ricordarti che il Vangelo va letto tutto! E anche se è molto difficile, gli insegnamenti di Gesù vanno ascoltati tutti senza preferenze! E dato che il tuo intervento era peggio della zizzania ho voluto fartelo notare!
    Non era un intervento costruttivo, hai solo sparato giudizi, fondati o no nella tua esperienza, ma pur sempre giudizi! Se qualcosa non ti va bene, se vuoi cambiarla, sporcati le mani e giocati un po di più di uno schermo del computer!
    Hai criticato gente che si sta impegnando per fare qualcosa di più, per gli altri e per questa comunità! Questo non lo trovo affatto giusto se tu non sei li con loro(e con noi), a mettercela tutta!

    Per quanto riguarda le risse da bar….hai provato a rileggere i tuoi 2 interventi?? Beh noterai che il primo è davvero una rissa da bar rispetto al secondo, per toni e stile…quindi…ho criticato solo questo modo di scrivere…

    Per il resto, non so come la pensi tu (anche se ti vedo molto sicuro), cmq io so benissimo a Chi dovrò rendere conto…e quando parli di idolatrare un UOMO la cosa non mi tange minimamente. Quello che cerco di fare giorno dopo giorno per gli altri non lo faccio per don Aldo, come non lo facevo per don Pietro. Quello che faccio è per Cristo, e per perchè credo che Lui possa dare senso ad ogni persona che Lo incontra.
    Io devo a Don Pietro di avermi annunciato l’Amore di Cristo e di avermi cresciuto nella fede, di avermi indicato Chi seguire, tutto qui. E’ stato sempre guida di persone libere. Questa è la mia esperienza.
    Se tu hai un’esperienza diversa, sinceramente mi dispiace, spero che avrai cercato di risolvere i tuoi problemi con lui e se non l’hai fatto, secondo me, hai sbagliato.
    Però mi chiedo perchè tirare fuori tutto questo adesso? Chi è che ti ha mozzicato la coda?

    Da dove prendete tutto questo rancore che avete dentro? Pensate che rabbia del genere cambi in meglio le cose?? Secondo me no.
    Leggerò con interesse al tua risposta, se mi vorrai rispondere, ma non risponderò a mia volta;
    se volete continuare a mozzicarvi fra di voi fate pure, ma io non ci sto e non condivido.
    Se mi dovete dire qualcosa sapete dove trovarmi.

  121. una persona che malgrado tutto va ancora in chiesa said

    Una domanda a Pandora:
    visto che dici di aver trovato tanta pace ora, com’è che metti tanta rabbia nei tuoi interventi?

    E poi sono d’accordissimo con Un Altro Parrocchiano: perchè siete così ossessionati da don Pietro? guardate che se n’è andato!! siate contenti e godetevi la situazione che a quanto pare desideravate tanto!

  122. salvatore said

    Sono estremamente d’accordo con Pasquale: un conto è esprimere opinioni di carattere e di interesse (si spera) generale, altro è rilasciare dichiarazioni al vetriolo, false e tendenziose che rasentano effettivamente l’attacco personale. Nel primo caso, uno pseudonimo può essere pure tollerato. Anzi, può magari intendersi in modo virtuoso, per esempio come l’intenzione di chi scrive a diffondere un’idea che ritiene così importante, così universale, da prescindere da qualsiasi discorso di Copyright: mi pare questo sia perfettamente in linea con quanto indicato dal nostro stesso Maestro. Per inciso, è anche questo il motivo per il quale mi firmo col solo nome (di battesimo!) e non anche col cognome: un compromesso che mi sembra ragionevolmente a mezza via fra la tesi che ho appena espresso e il desiderio di non mischiarmi in alcun modo alla pletora di vili calunniatori che insistono nelle provocazioni che spesso ammorbano questo blog.

    Ha secondo me ragione Marco Cotello nel ravvisare un carattere veramente “diabolico” nella zizzania che ogni tanto si vede spuntare su queste pagine.

    Senza voler con ciò accendere un clima di isteria collettiva tipo “Salem” (e ci mancherebbe fare pure il gioco del nemico!), vorrei però indicare, un altro tratto distintivo per sostenere questa tesi di equivalenza col Male: il citare, in incognito, le scritture. Intanto, andate a verificare che fine teologo sia il Tentatore nel racconto di Matteo!

    Il nome di Dio non dovrebbe mai essere nominato invano, figuriamoci poi ad utilizzarne le parole pretendendo di dare delle lezioni di etica, ma rimanendo in incognito, per “vedere di nascosto l’effetto che fa!” Non vedo come ciò non possa essere considerata come una bestemmia: alla luce del sole Gesù predicava, ma è di notte che sono venuti a prenderlo!

    Ricordiamoci che Gesù ha detto “io sono la verità” e non “io ho la verità”. Io posso dunque dire di “credere” alla verità ma non di “possederla” perché non sono io che possiedo Cristo ma è lui che ha me, e per mia libera scelta. Come ha detto Max Born (ricevendo il premio Nobel per la fisica):

    Credere nella esistenza di una verità unica e credere di esserne il possessore sono le radici di tutto il male che c’è nel mondo

    Se dunque qualcuno ritiene di avere qualcosa da dire in nome e per conto della Verità, lo faccia pure, ma sapendo di poter aver infine torto e con animo disposto a cambiare opinione, perché solo gli sciocchi non lo fanno mai. M sopra ogni cosa, lo faccia alla luce del sole. Altrimenti, meglio tacere!

  123. comunità destabilizzata said

    Leggo oggi l’editoriale di Don ALdo e ho un colpo al cuore e l’irrefrenabile voglia di rompere il mio, più o meno, silenzio sul blog per dire delle cose. Al Signore chiedo già di mondare la mia colpa di nascondermi dietro un nick (ma in questo tempo sabbatico ho provato a parlare con l’interlocutore Don Aldo ricevendo però solo rifiuti e allontanamenti che purtroppo si sono riversati sulle persone che accompagno in parrocchia) e soprattutto di non riuscire ad amare totalmente le debolezze altrui.

    Grazie Don Aldo (e grazie Signore che mi parli attraverso lui) per questa frase
    “Rinnegare per ritrovarsi” significa saper sacrificare il proprio orgoglio e non mettere se stessi al centro della vita non pensare di realizzare i propri desideri ma quelli di Gesù i quali sono orientati al dono di sé in obbedienza al Padre, per amore dei Fratelli…”
    solo questo in questo periodo mi tiene ancorato/a al mio servizio.
    Sto facendo esperienza di rifiuto, dal mio parroco, che sicuramente si è sentito ferito dalle mie parole e da quelle di chi come me agiva solo per il bene del servizio che svolge, un’esperienza di rifiuto subdolo non palesato che mi permetterebbe di aver con lui un contraddittorio che più volte ho ricercato … ma un rifiuto doloroso perché celato dietro delle scorrettezze e mancanze di rispetto nei miei confronti.

    Volevo dirti Don Aldo che comunque ti ringrazio e ringrazio Dio che mi parla attraverso te … perché mi permette di fare esperienza di quel rinnegare per ritrovarsi…… quanto sono però vicino/a a mollare tutto anche prima della fine dell’anno parrocchiale!

  124. ??? said

    Ma il rendiconto contabile degli ultimi mesi del 2008 da dove deve arrivare???
    Esiste ancora un Consiglio affari economici nella nostra Parrochia?
    Tra un po’ è ora di pubblicare quello del 2009…

  125. Mr. Occhio Lungo said

    In risposta a Comunità Destabilizzata:

    State tutti tranquilli che don Aldo “sa bene” (o meglio crede solo di saperlo poverino…) con chi chiacchierare e di “cosa” chiacchierare! Vedrete ben presto che si scopriranno gli altarini perché anche lui non ce la fa più a fingere e ci sarà da ridere… Ma non voglio anticiparvi niente rischierei di rovinarvi la sorpresa, anche perché oramai con tutte queste riunioni segrete di don Aldo con i “suoi amichetti” nelle quali la prima cosa che si dice, anche prima del segno della croce, è: “MI RACCOMANDO TUTTO QUELLO CHE DICIAMO DEVE RIMANERE IN QUESTA STANZA” verranno ben presto alla luce!

    MA COMUNQUE TRANQUILLA COMUNITA’ DESTABILIZZATA COME L’ONNIPOTENTE VESCOVO MARCELLO SEMERARO ERA GUIDATO DALLO SPIRITO SANTO NEL TRASFERIMENTO DI DON PIETRO (E DI QUESTO NE SIAMO TUTTI STRACONVINTI NO?!) ORA LO SARA’ CERTAMENTE ANCHE DON ALDO CHE IN OGNI MANIERA STA CERCANDO DI SEGARE LE GAMBE A QUANTI NON STANNO AI SUOI GIOCHETTI… PER CARITA’, E’ CERTAMENTE ANCHE QUESTA TUTTA VOLONTA’ DI DIO!!!

    (…beati voi che credete ancora alla “Favola di Adamo ed Eva”, io ho smesso da quel dì…)

    P.S.: DON ALDO, anzi “Gigante della Fede” come ti definiva qualche fenomeno verso Luglio, VOLEVAMO AVVISARTI DI UNA COSA:
    NON STAI PIU’ A MARINO, QUI ANCHE I MURI HANNO ORECCHI, QUI NOI ERAVAMO ABITUATI CON UN PRETE VERO QUANDO INIZI TU A FARLO?

  126. deluso said

    Riguardo all’esperienza di Comunità destabilizzta, vorrei esprimerle tutta la mia solidarietà.
    Purtroppo la tua non è una voce fuori dal coro, è un’esperienza che molti si trovano a vivere nella nosta parrocchia, in quella che è sempre stata la nostra casa…
    Credo che la tattica di questo prete sia di sfiancare le persone, fino a metterle in condizione di mollare…
    Altrimenti come potrebbe, davanti alle difficoltà che vivono quelli che dovrebbe considerare i suoi figli, rimanere così impassibile?

  127. Una mamma said

    Siamo praticamente ad Aprile e quasi a Pasqua e non mi pare di sentir parlare di campi scuola … Non ditemi che a tutto l’addormentamento che ha colpito la nostra parrocchia dovremo aggiungere anche la fine dei mitici e storici campi scuola!!!
    Generazioni di ragazzini e di giovani (compresi i miei figli) sono cresciuti facendo delle esperienze fantastiche durante l’estate e portandosi nel cuore ricordi bellissimi …
    Non posso pensare che non vedremo più la piazza affollata di ragazzi in partenza, felici ed emozionati, o di ritorno, con gli occhi che brillano per la gioia e l’entusiasmo dei momenti trascorsi insieme! La gioia dei piccoli, la passione degli animatori e degli educatori, emozionavano anche noi genitori. Che tristezza (e che rabbia!) pensare che tutto questo è finito e che per i ragazzi di Ariccia non ci sarà più questa opportunità!
    Andiamo sempre peggio …

  128. Marco Cotello said

    Rispondo ad “una mamma” dicendo che già da un mese ci stiamo muovendo e stiamo preparando tutta un’estate “diversa” per i vostri figli e i “nostri” ragazzi…sempre all’insegna dell’annuncio dell’Amore di Gesù. Vi informiamo che siamo tutt’altro che addormentati…sentirete presto parlare di queste proposte!!!! Ci serve il sostegno soprattutto di voi genitori! A presto!

  129. un'altra mamma said

    quindi se l’esate è “diversa” sono stati messi da parte definitivamente i campi scuola?
    Non è per voi ragazzi, è chiaro che questa scelta non dipende da voi.
    Ma a Marino i campi si fanno?

  130. Marco Cotello said

    Beh chiedere se i campi si faranno a Marino da don Pietro è proprio il sostegno e la fiducia di cui parlavo, ottimo così.. io le posso dare informazioni su quello che stiamo preparando noi come gruppo educatori e oratorio di Ariccia, per quanto riguarda Marino, conoscendo don Pietro sicuramente vorrà partire, ma non so altre info, mi dispiace! A presto!

  131. Una mamma said

    Nessuno mette in dubbio l’impegno dei giovani nell’oratorio e nelle altre attività per i ragazzi di Ariccia, ci mancherebbe altro! Sono più che fantastici!
    Ma le scelte fondamentali della parrocchia non dipendono da loro, purtroppo …
    I campi scuola non erano solo una delle tante possibili iniziative estive, dei tanti “centri estivi”, organizzati un po’ da tutti, oratori, parrocchie, scuole, associazioni sportive, enti pubblici e privati. I campi scuola erano un “evento” nella vita della parrocchia, delle famiglie e dei ragazzi! Erano occasioni di crescita individuale e collettiva, di incontro “vero” con Gesù (lo sappiamo bene noi genitori, che ascoltavamo i racconti al ritorno!!), e proprio il fatto di vivere questa esperienza lontano da casa, in una piccola comunità, la rendeva unica e irripetibile, indimenticabile.
    Certo per relizzare tutto questo ci voleva tantissimo lavoro preparatorio, tante energie da spendere e un prete che ci credesse e ci si dedicasse con tutto il cuore e con tutte le forze!

  132. Marco Cotello said

    NON INTENDEVO ASSOLUTAMENTE “DIFENDERE” IL NOSTRO IMPEGNO…volevo solo che non si pensasse:

    NON si va a S’Agata ==> Nessuno parlerà di Gesù ai piccoli

    ha ragione nel dire che i campi sono unici e irripetibili, ma questo vale per qualsiasi cosa susciti delle emozioni vere, che ti riempono la vita di senso.
    Questo però non vuol dire che per arrivare allo stesso obiettivo non si possano percorrare strade diverse..

    Andare ai campi di S’Agata NON E’ condizione necessaria e sufficiente per incontrare Gesù.
    Gesù si incontra in un ambiente gioioso, e testimone del suo Amore.
    Gesù si incontra se sei in ricerca di qualcosa di più, e se qualcuno te lo annuncia…
    MA SOPRATTUTTO GESU’ TI VIENE INCONTRO COMUNQUE!!! NON GLI FREGA NIENTE SE SEI A S.AGATA O AD ARICCIA!!!!
    PERCHE’ AD ARICCIA NON SI DOVREBBE FARE ESPERIENZA DI CRISTO???? SE COSI’ FOSSE SAREMMO DAVVERO TUTTI NEI GUAI…IO NON HO QST ESPERIENZA! Don pietro era la grande anima dei campiscuola e la guida spirituale, ma annunciava cmq Gesù Cristo!!! Quest’estate non insegneremo a giocare a tre-sette o rubamazzo, CERCHEREMO DI ANNUNCIARE CRISTO! A fine luglio tireremo le somme e si vedrà, ma perchè mettere le mani avanti?

    E’ vero che lo stare in paesino sperduto e lontano dalla città e vicino alla natura aiuta molto (solo Dio sa quanto sono legato a quei luoghi, ci sono cresciuto fisicamente, spiritualmente ed insieme ai miei migliori amici), ma questa è la NOSTRA CITTA’ e se vogliamo cambiarla dobbiamo anche “viverla”…nei luoghi e nelle persone…anche se questo comporterà molte diversità e molte difficoltà..

    Sarà un “evento” delle famiglie, della comunità e della città, proprio perchè sarà al CENTRO di Ariccia…e non a 330Km..

  133. Giuseppe said

    Credo che oggi 5 Aprile 2009 la Comunità di Ariccia, nella persona del parroco DON ALDO, abbia davvero toccato il fondo!

    NON HO MAI ASSISTITO IN VITA MIA AD UNA MESSA IN CUI IL PARROCO NON AVESSE NULLA DA AGGIUNGERE AL VANGELO DELLA PASSIONE DI CRISTO: NULLA!
    CREDO CHE MENO DI 4 MINUTI DI PREDICA SIA STATO IL TOP…

    Certo ad Ariccia ne stanno accadendo di cotte e di crude e veramente oggi posso capire quelli che si lamentano dell’ASSENZA DI STIMOLI SPIRITUALI e vanno a messa altrove o non partecipano più agli incontri… OGGI LA PARROCCHIA ERA VUOTA PER GLI STANDARD A CUI ERAVAMO ABITUATI!

    Credo che qualunque prete di fronte alla proclamazione della Passione del Cristo avrebbe almeno due parole da dire! Fantastico: DON ALDO, IL GIGANTE DELLA FEDE, LUI NON LE HA AVUTE!! In compenso ne ha avute quando alla fine ha dato un quarto d’ora di annunci… Bella questa, io la definirei LA PASTORALE DELL’AVVISO! Anche perché NON ESISTE ANCORA A TUTT’OGGI NESSUN INDIRIZZO PASTORALE, NESSUN CAMMINO SPIRITUALE: NULLA DI NULLA!

    La nostra parrocchia è UFFICIALMENTE ALLO SFASCIO dopo ben pochi mesi di “ILLUMINATO” percorso! Mi domando: che questo forse faccia piacere a semeraro e al suo enturage che non vedevano l’ora di tagliare le gambe a don Pietro in quanto troppo scomodo solo ed unicamente perché faceva, diversamente da loro, “il prete”? Vorrei dire ancora di più: CHE FOSSE TUTTO PREMEDITATO?

    semeraro TU CHE DICEVI: “NON PREOCCUPATEVI IO VI ASSICURO LA CONTINUITA’, TUTTO CONTINUERA’ COME PRIMA” beh ti farà piacere sapere che DA MESI DON ALDO DICE CHE C’E’ POSTO PER TUTTI E SOTTO SOTTO ORGANIZZA, STUDIA, PREPARA, FA DEL TUTTO PER CACCIARE TUTTI, METTERE L’UNO CONTRO L’ALTRO, E DEVO ESSERE SINCERO, L’HAI SCELTO BENE PERCHE’ CI STA RIUSCENDO.

    BUONANOTTE marcello semeraro, vescovo di Albano, ma certamente NON IL NOSTRO VESCOVO!

  134. Gigi said

    @ Un’altra mamma: per la cronaca a Marino i campiscuola sono in programma, a quanto ne so, per la seconda metà di giugno ed inizio luglio, e poi ci sarà il solito centro estivo di due settimane a metà luglio.
    Comunque mi permetto di condividere il pensiero di Marco Cotello qui sopra: per esperienza, posso garantire che un centro estivo vissuto “in loco” resta comunque un’esperienza meravigliosa. Ogni anno è sempre bello ritrovarsi nel salone dell’oratorio, farlo ogni mattina per due settimane, giocare con i bambini “a pallone” sul campo d’erba infuocato dal sole, attraversare Marino in fila indiana per arrivare ai pullman che ci porteranno in piscina, formando un corteo variopinto di giovani di ogni età che attira gli squardi sorridenti dei passanti: dopo due settimane, alla fine, ci si sente divisi tra il sollievo che sia finita e la voglia che continui.

  135. un'altra mamma said

    Ecco caro Cotello, leggi quello che dice Giuseppe e che purtroppo viviamo noi tutti sulla nostra pelle, poi rileggi i miei commenti e cerca di capire quali sono le motivazioni e, soprattutto, le preoccupazioni che mi hanno spinto a scrivere su questo blog.

    So bene che Gesù Cristo si possa annunciare, anzi mi permetto di aggiungere, si debba annunciare in oqni angolo anche il più remoto, e non serva per questo dover essere a Sant’Agata, ci mancherebbe pure! Dovremmo trasferirci tutti lì.

    So anche quanto impegno ci metterete voi giovani affinchè l’esperienza possa realizzarsi e prendere forma nel modo migliore possibile; dopotutto non è un’esperienza nuova per voi visto che alcuni anni fa i miei figli hanno partecipato al campo don Bosco a qualcosa di simile con gli indiani come tema.

    Quello che mi chiedo è: chi li dà i contenuti, chi decide cosa dire a bambini e ragazzi, il parroco? E magari lo fa come ha fatto l’omelia di domenica o la processione e mi fermo qua per no mettere ulteriormente il dito nella piaga?

    Non nego che probabilmente voi potreste farlo benissimo, siete preparati, siete motivati (e spero continuiate ad esserlo), ma è giusto???
    Per alcune cose, per la formazione a parer mio c’è bisogno di un prete.
    E sempre a parer mio questo adesso Ariccia non ce l’ha.

  136. Gigi said

    @ Un’altra Mamma:
    Tranquilla signora, a Marino ci siamo formati per 11 anni e don Pietro non ha certo trovato il deserto, è probabile che anche ad Ariccia viviate una bella esperienza (se ci si avvicina con lo spirito giusto).

  137. Giuseppe said

    A Gigi io non so di che formazioni parli tu ma qua con don Aldo, sì, è il SAHARA!!!

  138. Serenità perduta said

    Gigi, ringrazia Dio per l’enorme dono che vi è piovuto addosso e goditelo con la tua comunità.
    Dal momento che sembri una persona intelligente, taci e magari prega per noi.

  139. mamma mia! said

    Caro Giuseppe, tu pensavi di aver toccato il fondo con la domenica delle palme?
    Vogliamo parlare del venerdì santo?
    Era bellissimo, almeno in quel giorno avere la giornata scandita dalla preghiera comunitaria (ora terza, ora sesta, ora nona), anche per chi, come me, non è troppo praticante questi sono giorni di riflessione, momenti che ti portano in una chiesa, e nella tua in particolare dove sarebbe bello sentirsi in famiglia, come è sempre stato.
    Quest’anno alla preghiera comunitaria sono stati fatti sconti… perchè?
    Tu dici che è grave che la lettura della passione di Cristo non produca alcun commento, ma nel caso del venerdì santo non bisognava fare nemmeno troppa fatica, bastava aprire la liturgia delle ore.

  140. Marco Cotello said

    Signora che le posso dire? Non ho la verità in tasca ne le risposte alle sue domande…
    le posso dire solo che ci starò insieme ad i miei amici, e cercheremo di dare testimonianza ai ragazzi di come Cristo ha cambiato le nostre vite.. più di questo non posso dare, tutto il resto mi affido al Signore; le posso solo dire che dopo mesi di lavoro non trovare nessuno davanti sarà una sconfitta…

    Se non ci vedremo stanotte, le faccio i miei auguri di Buona Pasqua di Resurrezione…Il Signore è Riosorto…e li estendo a tutto il blog…

  141. anonimo said

    Vorrei fare a tutti gli auguri di Buona Pasqua così come siamo sempre stati abituati a fare:

    IL SIGNORE E’ RISORTO!

    SI’, VERAMENTE E’ RISORTO!

  142. amante dell'arte said

    Il giorno di Pasqua vado in chiesa e che ti trovo?
    Ai lati dell’ambone bellissimo costituito da un angelo berniniano, c’è un supporto per vasi di fiori in metallo argentato piuttosto stile moderno; dall’altro lato c’è il cero pasquale poggiato su una base molto luccicante. St ridono ambedue anche perché sull’altare ci sono i degni candelieri di bronzo del Bernini.
    Nel luogo dove si siede il prete celebrante c’è un leggio di bronzo costituito da un serpente arrotolato (?).
    Ma dove sono tutte le suppellettili in legno (leggio e porta cero pasquale perfettamente in linea con l’arredo e lo stile di questa chiesa? E il portacero pasquale, nel periodo pasquale, non era un angelo berniniano solenne e bellissimo? Perché non è stato usato?
    Come mai tutti questi stili e metalli diversi?
    Ma i responsabili dell’arte di Ariccia, si curano solo di Palazzo Chigi o possono allungare l’occhio anche in questa splendida chiesa del Bernini?
    Se non lo fanno loro forse è bene avvertire la Soprintendenza dei beni artistici perché se andiamo avanti di questo passo non si sa che cosa altro sarà messo in questa chiesa che sta diventando un’accozzaglia di stili e di metalli.

  143. summertime said

    Bene, bene … leggendo la descrizione di Gigi mi sembra proprio di vedere un bel centro estivo per bambini! Pallone, piscina … carino e comodo per chi deve andare a lavorare e non sa dove lasciare i figli …
    Anche se, magari … ci sono già i centri estivi comunali.
    O no … ?

  144. Gigi said

    No, caro Summertime, proprio no.

    I centri estivi comunali non si aprono la mattina con un momento di preghiera gioiosa e non si chiudono allo stesso modo, nè tutti i centri estivi comunali hanno un tema apparentemente banale (Cenerentola, il Gabbiano Jonathan, ecc.) che nasconde insegnamenti cristiani (spiegati ai ragazzi in gruppi divisi per età), e nemmeno sono tenuti da gente volontaria che non percepisce salario. Oltretutto, un centro estivo comunale costa significativamente di più di un centro estivo all’Oratorio.
    Io ho sottolineato i momenti dove si può mettere in pratica quanto si apprende nel corso del cammino, anche perchè (diciamocelo) è più divertente una partitella di pallone che un incontro sull’amore di Dio, e non è detto che uno sia meno importante dell’altro ai fini della maturazione di una vita cristiana. Insegnare ad un bambino che se subisce fallo è meglio rialzarsi e stringere la mano all’avversario anzichè prenderlo a testate in petto è molto più cristiano di quanto pensi, Summertime.

  145. sarà said

    Qualcuno era solito dire: ”Ogni giorno scopri l’oro”. Ad Ariccia di oro non si può certo parlare ma ogni giorno se ne sente una nuova!
    Qual è stata la spiegazione del Vangelo di oggi?
    Che Gesù mostra le mani e il costato a San Tommaso anche perché vuole dirgli: “Guarda cosa mi hai fatto, guarda cosa mi ha fatto l’umanità con il suo peccato!”
    Sarà che ho sempre saputo che Gesù muore d’amore e muore per amore mio e di tutti e lo fa gratuitamente; lo farebbe anche se nessuno gli andasse dietro o lo amasse.
    Sarà che proprio non ce lo vedo Gesù che prima muore per noi e poi torna a rinfacciarti le piaghe.
    Chissà se leggiamo tutti lo stesso Vangelo!
    Sarà, caro Giuseppe, per tornare alla mancata omelia della domenica delle Palme, che forse è andata meglio quel giorno. Infatti è preferibile meditare in silenzio un brano di Vangelo che dover sentire certe affermazioni.

  146. Sconcertato said

    Ci era stato assicurato che nulla sarebbe cambiato ed anzi la nostra comunità sarebbe cresciuta alla luce di nuova linfa e sotto la guida di un “gigante della fede”.
    Bene, questi sono i risultati, questa è la nuova teologia che illuminerà, per i prossimi anni, la città di Ariccia.
    Buona fortuna a tutti e che Dio, in persona, ci butti un occhio per evitare lo sfascio totale.

  147. senza parole said

    Mi ero ripromesso di non commentare più le vicende parrocchiali, ma stavolta non posso tacere.
    Ciò che ho sentito durante la predica di domenica (vedi commento di “sarà”) mi ha lasciato senza parole …
    Non si tratta di criticare un prete più o meno bravo di un altro, ma di porre una questione fondamentale: qual è l’immagine di Gesù che viene presentata? Personalmente posso affermare che non è quello che ho conosciuto fino ad oggi e, per quanto ne so, non è nemmeno il Gesù dei Vangeli!
    Non riesco a levarmi dalla mente la scena di Gesù che, in piedi davanti al povero Tommaso, gli mostra le sue mani ferite e lo annichilisce sbattendogli in faccia il suo peccato!
    Che angoscia …

  148. sarà/2 said

    Prendendo spunto da “Senza parole”, vorrei spiegare il motivo che mi ha spinto a scrivere e a sottolineare quanto fossi scandalizzato e preoccupato per un simile modo di pensare.
    Probabilmente don Aldo penserà che sia un attacco personale nei suoi confronti, ma non è così.
    Ho scritto sperando che questo blog sia letto da persone “più in alto” che ci hanno messo, come Parrocchia, in questa spiacevole situazione (spiacevole, per essere garbati!), affinchè riflettano sul fatto che le loro scelte possano condizionare la vita e la fede di molte e molte persone e magari si sentano anche un po’ in colpa, se hanno una coscienza.
    Qui tra un po’ si arriverà pure a dire ai bambini che DEVONO fare i fioretti per redimersi, e già, perchè e un continuo dire: DEVI, DOVETE.
    La gratuità dell’ amore di Dio (che ti sorprende e ti travolge portandoti sicuramente anche ad amare le famose regole e addirittura la croce), è decisamente molto ma molto messa in secondo (solo?) piano.

  149. Gigi said

    @ Sarà/2:
    questa sono tue elucubrazioni, a me don Aldo non ha mai chiesto di fare i fioretti (ed anche fosse non li avrei fatti), nè mi è stato mai detto che DOVEVO fare qualcosa: anzi, semmai il verbo “dovere” è un verbo che sento di più ora (e lo dico senza voler far polemica).

  150. da Marino said

    Eh gigi!!! Io e te ci conosciamo, e una cosa mi sento di dovertela far presente: se insisti tanto a difendere quel prete che ci ha ingannati per 12 anni, allora perché non vai ad aiutarlo ad Ariccia? Magari, andando verso la chiesa, passa per l’oratorio o nei luoghi dove ci sono quelli che ora reggono la baracca e senti che cosa ne pensano di quello che tu dici e affermi!
    Scusami sai se sono cosi diretto, ma vedendo l’orario del tuo commento e il giorno mi viene la rabbia addosso perche se dopo aver assistito alla messa di domenica in cui dei giovani, sui quali ne io ne tu avremmo scommesso una lira, hanno gridato di fronte a tutti il loro amore per Cristo che mai avevavo visto prima, e un amore per un prete che mai pensavano di poter avere (Parole loro che odiavano tutti i preti che avevano conosciuto prima di vedere don Pietro), e tu la prima cosa che fai arrivando a casa su questo blog e quella di difendere don Aldo, allora forse ti meriti quel prete che ha ingannato noi Marinesi per 12 anni, facendoci vivere una fede superficiale che si basa molto di più sulla religiosità piuttosto che su una spiritualità autentica! Quindi corri ad ariccia, almeno tu vivrai la tua religione a gonnella, noi la nostra fede per il crocifisso!!
    Grazie Ariccia, e scusaci! Noi non volevamo mandarvi questo prete, ma ora che abbiamo conosciuto un vero prete, scusateci ma la gioia è incontenibile; sappiamo che un gruppo di vecchie marinesi viene a lamentarsi da lui e che lui ne dice di tutti i colori su voi ariccini ma soprattutto su don Pietro: vi chiedo scusa a nome di tutta Marino, la nostra città non pensa quelle cose ne di voi, ne di don pietro! Dopo che abbiamo visto come alcuni giovani della vostra comunità ci hanno aiutato con i ragazzi dai quali si sono fatti amare immediatamente, dopo aver iniziato un vero cammino con don pietro, nessuno più a marino (a parte quelle 4 bacucche che pensano che padre pio è più importante di gesu!) pensamale ne di lui ne della comunità di Ariccia!

  151. Da Ariccia said

    Dopo aver letto gli ultimi commenti mi vergogno di appartenere alla famiglia cristiana, nel senso di avere fratelli e sorelli in Cristo dalle cui bocche esce solo veleno. AVETE TUTTI DIMENTICATO CHE SOLO 2 SETTIMANE FA ABBIAMO CELEBRATO LA PASQUA? QUANTE VOLTE GESU’ DEVE MORIRE PER CIASCUNO DI NOI?

    Sì, cari amici marinesi anche voi non siete diversi da tanti ariccini.

    Certo abbiamo preti diversi e il Signore sta mettendo tutti alla prova. Avete mai pensato perchè? Io sì, e sono certa che Dio, nostro Padre che ci ama e ci vuole indicare la strada giusta da percorrere per la nostra salvezza, ha un disegno su di noi che ora non comprendiamo.

    Smettetela tutti, Ariccia e Marino, di criticare, di enunciare giudizi malevoli: state massacrando uomini e donne, la cui dignità Cristo ci ha insegnato a non calpestare e state screditando ed offendendo il Corpo Mistico di quella Chiesa che dite di amare, fatta di membra diverse ma con un unico capo CRISTO!

    E voi, che gestite il blog, avevate assicurate che non avreste ammesso offese da chiunque provenissero; invece questo blog è sempre stato lo sfogo di gente insoddisfatta e vendicativa, soprattutto verso chi VOI volevate colpire. Non so chi siate ma penso di capire perchè lo fate. Prego per Voi e per la vostra conversione.
    BASTA, BASTA, SPEGNETE QUESTO STRUMENTO DI TENTAZIONE E DIVENTATE OPERATORI DI PACE!!

  152. Gigi said

    @ Da Marino:
    Sai qual è il fatto, caro concittadino? Che per 11 anni le “alte cariche” della parrocchia (forse c’eri anche tu in mezzo, ma non capisco chi tu sia) hanno collaborato con don Aldo, gli hanno sorriso, e intanto gli dicevano male alle spalle (non tutti, intendiamoci). Poi, cambiato parroco, zac: tutti a dirgli di male del predecessire (anche quelli che prima ne condividevano le scelte), pronti a circondare (come del resto è giusto) don Pietro, salvo poi dire di male anche di lui, come sicuramente accadrà (ancora è troppo presto, anche se qualcuno inizia). E dopo don Aldo e don Pietro, e non solo a Marino ed in parrocchia, la stessa storia si ripeterà in futuro, ci mancherebbe altro (questo l’avevo già scritto in un precedente intervento). Personalmente, non ho mai detto male di nessuno (almeno, ho cercato di non farlo): i “panni sporchi si lavano in casa”, e trovo che dire le cose chiare sia la miglior soluzione, anzichè trascinarsele dentro o riversarle sui blog mascherandosi con un nickname anche banale.
    Ecco perchè io resto a Marino, con un occhio ad Ariccia dove c’è il parroco che mi ha comunicato ed ha (con i suoi collaboratori) fatto sostanzialmente le stesse cose che fa don Pietro solo mettendoci un po’ meno parole (ricordo ad esempio come alcuni anni or sono esistessero solo due gruppi di post-comunione nella diocesi, uno a Marino ed uno a Genzano). Se pensi che ci abbia ingannati per 11 anni, potevi dirlo prima, in tempi non sospetti, e magari proprio a lui: forse così avresti potuto dire di avere una “spritualità autentica”, di avere “fede per il crocifisso”, di fare qualcosa di più per la tua comunità.

    Con tanti saluti.

  153. chiarimenti said

    Non mi voglio inserire in questa diatriba tra marinesi, vorrei fare solo qualche chiarimento:

    1. i cosidetti gruppi dopo comunione sono esistiti in tante parrocchie , (torvaianica e pomezia dal 1993/4), ad Ariccia ( dal 1988) a Pavona ( 1996 credo) quindi alla tua lista gigi mancano un pò di parrocchie;

    2. Per quel che concerne i 2 preti, i quali possono piacere o meno, tutto si può dire tranne che fanno le stesse cose: lo stesso don Aldo, e anche don Pietro hanno affermato ( non con malizia) di essere i 2 opposti precisi: sia a livello carismatico, sia a livello di conoscenza evangelica ma soprattutto di direzione pastorale! Ad Aricca don Aldo non ha fatto una cosa che sia anche simile a quelle fatte da don pietro ( a parte le attivtà esistenti precedentemente!). Con questo non voglio dire chi personalmente preferisco, voglio solo marcare la loro grande differenza dicendo che non si può certo affermare che ” sostanzialmente fanno le stesse cose”.
    una cosa è parlare di gruppi dopo-comunione in generale (quelli sono uguali in tutto il mondo) una cosa è definire gli obbiettivi, il metodo di evangelizzazione etc…

    Non era per far nessuna polemica ovviamente ma credevo doveroso fare questi chiarimenti.

  154. ariccianontace said

    Alcune precisazioni, visto che è stato chiamato in causa lo staff.

    1) Signora che scrive “da Ariccia”, lei dice di conoscere il vero motivo per cui esiste questo blog. Bene, lo dica. Noi lo abbiamo spiegato più volte e anche molto dettagliatamente e non c’è niente altro oltre a quello che abbiamo già detto.

    2) Ribadiamo l’impegno a non dare spazio agli insulti e alle offese, lei nemmeno immagina quanti interventi offensivi “bipartisan” vengono cancellati … purtroppo ogni tanto qualcosa scappa, ma abbiamo provveduto immediatamente. L’offesa gratuita e volgare non può e non deve essere tollerata.

    3) La recente discussione tra gli utenti ed in particolare l’intervento di Gigi, inducono, invece, a una seria riflessione che vogliamo sottoporre all’attenzione di tutti. Gigi è molto sincero e la sua analisi molto lucida e reale. La realtà che lui descrive rappresenta molto bene le dinamiche parrocchiali. E’ proprio vero caro Gigi! Le cose stanno esattamente come dici tu!
    Nella vita di una comunità è difficile trovare persone che abbiano il coraggio di esprimere con fermezza e chiarezza, pur se pacificamente, il proprio disaccordo al parroco, il quale si trova sempre circondato da “yesmen” che però, come dici bene tu, alle spalle non perdono occasione per criticarlo … Ovviamente, al cambio di gestione, eccoli sputare il loro veleno sul predecessore e osannare il nuovo. Ma se costui è persona intelligente, non potrà che diffidare di certi personaggi. Chi è voltagabbana lo sarà sempre: dopo un po’ riprenderanno il loro lavoro sotterraneo …
    Questa è la triste realtà. Cara signora “da Ariccia”, le ipocrisie, le pugnalate alle spalle e lo sputar veleno non sono prodotti dal blog, ma sono ben annidati, purtroppo, nel cuore delle comunità parrocchiali, fanno capolino proprio dalle sacrestie!
    Questo è il punto vero su cui tutti noi dovremmo discutere e confrontarci.

    Lo staff di AricciaNonTace

  155. Fabiol said

    ANCHE CHI È DIVERSO DA ME O SBAGLIA È FIGLIO DI DIO E FRATELLO DA RISPETTARE.
    Le persone, capitale prezioso e delicatissimo insieme, vanno trattate come fine e non come mezzo, non posso sfruttarle a mio servizio e interesse. Per quanto uno possa aver sbagliato o essermi antipatico, resta un uomo, un fratello. Se anche mi fosse concorrente o avversario per qualche aspetto, non potrei mai trattarlo da nemico: è figlio dell’unico Padre, che fa sorgere il suo sole su tutti e manda il ristoro della pioggia senza differenze di meriti.
    Per questo diventa urgente, in una società “urlata” e litigiosa come la nostra, adottare atteggiamenti e stili più fraterni e rispettosi. Quando non si condividono posizioni o comportamenti, le persone vanno comunque rispettate: l’immagine di Dio è in tutti e in ciascuno. Anche se ci si sente sicuri (!?!) della verità, non va dimenticato che la prima verità del vangelo è la carità fraterna; anche quando si affermano i “diritti di Dio” non è lecito bastonarne i figli, pur recalcitranti o peccatori.
    Nei giorni che continuano la Pasqua, chiediamo al Padre di assumere – grazie al dono dello Spirito – il suo sguardo, la sua pazienza, di avere un cuore simile a Gesù. Così la misericordia non sarà solo cantata in chiesa, ma vissuta nelle strade e nelle case: dove serve davvero, ogni giorno.
    (Cesare Contarini – “Dall’alba al tramonto” Meditazione e preghiera N°5 Maggio 2009).

    …tornando dal lavoro, mi è capitato di leggere questa riflessione e credo che, insieme alla Parola che Dio ci rivolge ogni giorno, inclusa la domenica, possa esserci di aiuto per scegliere quanto di bene ci viene offerto dal Signore, soprattutto per la “ricostruzione” della nostra piccola, ma grande comunità parrocchiale.
    Con fiducia, Fabiola.

  156. ILRIBELLE said

    Come nella politica ci sono le “correnti” così nella comunità parrocchiale di Ariccia c’erano due correnti. I “Pietrini” e gli “Aldini”. Il 7° comandamento è “NON UCCIDERE”. Un plauso a quella piccola percentuale di ipocrite persone che hanno distrutto ed “assassinato” una persona nell’anima più profonda.Un plauso al resto di quella comunità che all’oscura della vera vita polito-parrocchiale che c’era in precedenza prima dell’arrivo di Don Aldo, umile e retta persona, lo ha sostenuto con il silenzio ed il perdono come da lui stesso insegnato.Ora che Don Aldo è andato via, spero che Ariccia taccia per sempre!A quelle persone ipocrite vi dico come Gesù diceva: “VI VOMITO”!!! siete il peggio del peggio!
    “Omnia das tua est…Omnia das tua persa est…!

  157. ILRIBELLE said

    Signori mi correggo…per i filosofi…è il 5° comandamento…anche se il 7° non rubare lo hanno fatto lo stesso rubando l’anima di Don Aldo…

    Ad Maiora!

  158. ILRIBELLE said

    Per la gioia di alcune persone che stanno rintrando all’ovile, la comunità parrocchiale di Ariccia si è divisa. Eh, si miei cari amici, ci sono i “Pietrini” che stanno rientrando dopo una parentesi marinese, e gli “Aldini” che hanno scoperto gli altarini…!Bisogna dare atto a Don Aldo che non si è chinato a nessuna richiesta “politica-amministrativa” dell’attuale amministrazione capeggiata dal “Podestà Cianfanelli” come negli anni passati è successo con il suo predecessore. Come a dire “caro Cianfanelli nun c’è trippa pè gatti!…”. Grazie di cuore Don Aldo! Hai dato lustro ad una comunità parrocchiale che, ogni giorno, dalle 9 alle 11 trovava in sacrestia il suo parroco. Ora a quelle ipocrite persone che lo sostenevano con il sorriso e lo pugnalavano appena si girava vi dico come Gesù diceva: “VI VOMITO”..SIETE IL PEGGIO DEL PEGGIO”.Un saluto ed un augurio a Don Antonio, che era vice parroco tanto tempo fa. Legga il “Salmo 90” e stia attento! Spero che continui il lavoro di Don Aldo e lascia le porte aperte a chiunque e non ad “alcuni” di quella cerchia di presbiteri che stanno rientrando sazi di “vendetta”. Credo che la loro vendetta è stata ormai vendicata con l’allontanamento di Don Aldo!
    Ariccia, ora continua a NON TACERE!
    P.S. Spero che la Redazione non continui a cancellare questi messaggi. Saranno inviati anche in altri siti!
    Ad majora!!!

  159. Fabiola said

    Amo la parabola del Padre Misericordioso perchè…
    Dio che è Dio, nella figura del padre, non fa cenno di giudicare e di condannare il figlio minore dopo avere fatto quanto ha fatto, e quì ognuno si può divertire ad aggiungere del proprio e, Lui che è Lui, nella figura del figlio maggiore, non ci obbliga a fare quello che ritiene meglio per noi, ma ci lascia liberi di scegliere se entrare in casa e con Lui festeggiare il ritorno del fratello, oppure rimanere fuori con la nostra arroganza e presunzione, giudicando e condannando il Padre, solo perchè non è come vorremmo che fosse, ed il fratello perché incomprensibilmente accolto, perdonato ed amato!?!
    Meno male che Tu non sei me… ;)
    Ti prego Iddio perchè don Antonio, don Alexander e don Jorge, non continuino il lavoro di don Pietro, di don Aldo, e di vattelappesca, ma continuino esclusivamente il lavoro che Tu non hai mai smesso di portare avanti in tuo Figlio e con lo Spirito Santo.

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